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L’uomo di Pietroburgo

Londra, 1914. L’impero britannico sta vivendo la sua ultima lunga estate. La Germania si prepara alla guerra e l’Inghilterra cerca disperatamente alleati. La soluzione sembra poter venire dalla Russia. Churchill, primo lord dell’ammiragliato, si reca da lord Stephen Walden per ottenere il suo aiuto. Il giovane principe Aleksey Orlov, nipote dello zar Nicola, sta per giungere a Londra per dei colloqui segreti, e lord Walden nonsolo lo ospiterà, ma rappresenterà l’Inghilterra al tavolo delle trattative. Ma ci sono altre persone interessate alla presenza a Londra del principe Orlov: Charlotte, la figlia dei Walden, caparbia e idealista; Basil Thomson, capo della sezione speciale, e soprattutto Feliks Ksessinsky, l’anarchico russo, l’uomo senza paura venuto da Pietroburgo. Via via che le trattative si protraggono, i destini di questi personaggi s’intrecciano ineluttabilmente e, mentre l’Europa si prepara alla catastrofe della guerra, si svolge l’ultima tragedia familiare che sconvolgerà l’esistenza di lord Walden. L’atmosfera di un’epoca che sta per scomparire rivive in questo romanzo di Ken Follett ricco di azione, suspance, romanticismo.

L’uomo di neve

La città di Oslo è avvolta nel buio e i primi fiocchi di neve cadono leggeri imbiancando le strade. Birte Becker è appena tornata a casa dal lavoro quando, fuori dalla finestra, nota un pupazzo di neve che sembra scrutarla. La donna pensa che sia un magnifico regalo, opera del marito e del figlio. Ma non è così. Poche ore dopo, Birte scompare senza lasciare traccia. Unico indizio, un pupazzo di neve avvolto nella sciarpa della donna, all’interno del quale viene ritrovato anche il suo cellulare.Il commissario Harry Hole, chiamato per indagare sulla misteriosa scomparsa, si getta a capofitto nel caso per sfuggire ai fantasmi che lo perseguitano giorno e notte e alla notizia che lo ha gettato nello sconforto dopo mesi di astinenza dall’alcol e di buona condotta: Rakel, l’unica donna che abbia mai amato, sta per sposarsi. La sola possibilità per Harry di essere felice si è infranta miseramente.Appena inizia a indagare sulla scomparsa della Becker, il commissario si rende conto che il caso ha fortissime somiglianze con altre sparizioni misteriose avvenute a Oslo negli ultimi vent’anni. La procedura è sempre la stessa: una donna, sposata con figli, scompare nel nulla, nella notte in cui sulla città cade la prima neve. Hole è l’unico che può avvicinarsi alla verità, perché il male, subito e inferto, lo conosce molto da vicino e può calarsi pienamente nella testa del serial killer. La scoperta, però, sarà più amara e sconcertante del previsto, perché la mano in grado di perpetrare quegli orrendi crimini è molto più vicina di quanto Harry si sarebbe mai immaginato.

L’uomo di Londra

Sospesa fra le nebbie di Dieppe, la cabina di vetro di Louis Maloin – ferroviere addetto agli scambi – è l’occhio col quale, notte dopo notte, egli scruta ossessivamente la città e il porto. Un occhio sgranato nel buio, capace di mettere a fuoco con visionaria nitidezza dettagli minimi, impercettibili. Come l’uomo in grigio che attende fumando sulla banchina. E l’ombra che, dalla prua del traghetto appena giunto dall’Inghilterra, gli lancia una valigetta. Dettagli minimi, e fatali: perché il secondo uomo – l’uomo di Londra –, catturato dall’occhio di Maloin, sta per uccidere, freddamente, brutalmente, il suo compagno. Durante la colluttazione la valigetta cade in acqua, e sarà Maloin a recuperarla. È l’inizio di una caccia febbrile e segreta. Maloin e l’uomo di Londra si cercano, si spiano, si sfuggono, mentre la loro intesa si fa sempre più tormentosa e profonda. Ma ormai Maloin ha scelto, non importa a quale prezzo, un destino diverso e una nuova dignità: il testimone che scruta e si ritrae è diventato complice e protagonista, e la trama poliziesca – degna del miglior Simenon – ha lasciato posto alla tragedia.

L’uomo della sabbia

L’Uomo della Sabbia, colui che dà il sonno, il Macellaio pluriricercato da polizia e giornali, sceglie le sue vittime tra l’umanità sbandata che popola le strade di Londra, persone stanche di vivere e che senza saperlo non attendono altro che la morte. Vittime che a volte lottano per sopravvivere e molte altre, invece, si abbandonano rassegnate. I suoi omicidi sono semplici, veloci e, per gli inquirenti, senza movente. L’uomo della Sabbia riecheggia fin dal titolo la visione notturna e minacciosa di una demoniaca presenza che, a poco a poco, sgretola le rassicuranti categorie della ragione. William Burton è l’Uomo Nero in fondo alla strada, il babau in paziente attesa, lo spettro oscuro alle spalle di ciascuno. È l’ombra spaventosa di ogni uomo comune. Il tranquillo vicino che ci invita, con la mano guantata, a oltrepassare la soglia buia della sua casa.

L’uomo della sabbia e altri racconti

Sogni, allucinazioni, angosce, follie frantumano la realtà, rivelando le forze oscure della psiche. È il mondo di Hoffmann, grande figura del romanticismo tedesco, amato da Freud, Baudelaire, Dostoevskij.

L’uomo della pioggia

Nel gergo degli studi legali, “l’uomo della pioggia” &egrave l’avvocato che genera i profitti pi&ugrave alti, il socio che porta i clienti pi&ugrave ricchi e le cause pi&ugrave remunerative. E un ¿uomo della pioggia¿ &egrave quello che sogna di diventare, Rudy Bailor, uno studente di legge che si trova contrapposto a una delle pi&ugrave potenti e corrotte compagnie di assicurazioni d’America. Negli ultimi mesi di law school, Rudy viene incaricato di fornire assistenza legale gratuita a un gruppo di anziani. &egrave qui che incontra i suoi primi clienti e si imbatte inaspettatamente in quello che sembra essere uno dei pi&ugrave clamorosi casi di frode assicurativa mai visti – un caso che, se concluso vittoriosamente, farebbe la fortuna di qualsiasi studio legale. Senza un soldo, senza avere un reale lavoro, senza essere ancora neppure abilitato professionalmente, Rudy si ritrova al centro di un implacabile scontro con uno dei pi&ugrave abili avvocati d’America e con gli interessi di una delle sue pi&ugrave potenti compagnie.

L’uomo del banco dei pegni

Sol Nazerman è un ebreo polacco che gestisce ad Harlem un banco dei pegni. Sopravvissuto allo sterminio della famiglia nei campi di concentramento nazisti, Sol è devastato dai ricordi e completamente chiuso in se stesso, come inaridito. Rifiuta ogni amicizia, e respinge senza esitazioni le timide manifestazioni di affetto dei pochi familiari rimastigli. Ciò lo rende un perfetto esecutore del suo compito, una sorta di usuraio nel più povero quartiere nero d’America. Sol taglieggia con freddezza tutti coloro che, spinti dalla necessità, si rivolgono a lui per impegnare qualcosa. Il banco è di proprietà di un certo Murillio, che se ne serve come copertura di un vasto giro d’affari poco puliti. Solo Jesus, il giovane commesso portoricano che affianca Sol, sembra poter scalfire quest’animo indurito dal dolore. Un rapporto complesso straordinariamente descritto da Wallant, uno dei migliori scrittori della sua generazione e uno dei primi ad avere il coraggio e il talento necessari per affrontare il tema dei sopravvissuti all’Olocausto. Quando il vecchio ebreo scopre la vera natura degli interessi di Murillio, le cose prendono una piega imprevista, una drammatica accelerazione che costringerà Sol a riaprire le porte del suo cuore straziato.
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L’uomo del banco dei pegni

Sol Nazerman è un ebreo polacco che gestisce ad Harlem un banco dei pegni. Sopravvissuto allo sterminio della famiglia nei campi di concentramento nazisti, Sol è devastato dai ricordi e completamente chiuso in se stesso, come inaridito. Rifiuta ogni amicizia, e respinge senza esitazioni le timide manifestazioni di affetto dei pochi familiari rimastigli. Ciò lo rende un perfetto esecutore del suo compito, una sorta di usuraio nel più povero quartiere nero d’America. Sol taglieggia con freddezza tutti coloro che, spinti dalla necessità, si rivolgono a lui per impegnare qualcosa. Il banco è di proprietà di un certo Murillio, che se ne serve come copertura di un vasto giro d’affari poco puliti. Solo Jesus, il giovane commesso portoricano che affianca Sol, sembra poter scalfire quest’animo indurito dal dolore. Un rapporto complesso straordinariamente descritto da Wallant, uno dei migliori scrittori della sua generazione e uno dei primi ad avere il coraggio e il talento necessari per affrontare il tema dei sopravvissuti all’Olocausto. Quando il vecchio ebreo scopre la vera natura degli interessi di Murillio, le cose prendono una piega imprevista, una drammatica accelerazione che costringerà Sol a riaprire le porte del suo cuore straziato.

L’uomo dei dadi

Psicanalista affermato, lucido, prestante, Luke Rhinehart, pseudonimo di George Cockroft, conduce una vita "impegnata o, meglio, banale, intricata, in stato di libertà congelata". Stufo di blaterare di psicanalisi, borsa e orgasmi, di "far passare i propri pazienti da uno stato di stagnazione tormentata a uno stato di stagnazione compiaciuta", Luke è in crisi. Al termine di un'ennesima serata di poker, Luke tenta un rimedio alla noia: scorge fra le carte da gioco un dado e gli affida una prima decisione a "luci rosse", che coinvolge la moglie del suo socio e amico. Il dado reagisce bene, si rivela un oracolo: risponde a ogni domanda, dalla più banale alla più estrema, lanciando Luke in situazioni splendide quanto assurde.

L’uomo dei cerchi azzurri

Sui marciapiedi di Parigi vengono tracciati da mesi strani cerchi con il gesso azzurro. In mezzo ai cerchi, un tappo, un portachiavi, un gatto… Giornalisti e psichiatri si divertono a discuterne, ma il commissario Adamsberg, appena trasferito a Parigi, pensa che non ci sia proprio nulla da ridere. Lui lo sente, lo sa, che quei segni trasudano crudeltà. E aspetta. Aspetta che nel cerchio azzurro compaia il primo cadavere.

L’Uomo dal fiore in bocca

L’Uomo dal fiore in bocca L’uomo dal fiore in bocca è un atto unico di Luigi Pirandello, esempio di dramma borghese nel quale convergono i temi dell’incomunicabilità e della relatività della realtà. Fu rappresentato per la prima volta il 24 febbraio del 1922 al Teatro Manzoni di Milano. È un colloquio fra un uomo che si sa condannato a morire fra breve, e per questo medita sulla vita con urgenza appassionata, e uno come tanti, che vive un’esistenza convenzionale, senza porsi il problema della morte. Pirandello, anche in questo caso, trasse il testo teatrale da una novella scritta anni prima e intitolata La morte addosso. Il protagonista è un uomo malato di tumore (il fiore in bocca) e prossimo alla morte; questa sua situazione lo spinge a indagare nel mistero della vita e a tentare di penetrarne l’essenza. Per chi, come lui, sa che la morte è vicina, tutti i particolari e le cose, insignificanti agli occhi altrui, assumono un valore e una collocazione diversa. L’altro personaggio è un avventore del caffè della stazione, dove si svolge tutta la scena; un uomo qualsiasi, che la monotonia e la banalità della vita quotidiana hanno reso scialbo, piatto e vuoto a tal punto che il dialogo tra lui e il protagonista finisce col diventare un monologo, quando quest’ultimo gli rivela il suo terribile segreto. « Venga… le faccio vedere una cosa… Guardi, qua, sotto questo baffo… qua, vede che bel tubero violaceo? Sa come si chiama questo? Ah, un nome dolcissimo… più dolce d’una caramella: – Epitelioma, si chiama. Pronunzii, sentirà che dolcezza: epitelioma… La morte, capisce? è passata. M’ha ficcato questo fiore in bocca, e m’ha detto: – «Tientelo, caro: ripasserò fra otto o dieci mesi!» » La morte prevista e la morte imprevista. La vita non ha nessun valore in sé, ma quando l’individuo – sulla strada della morte – la osserva, anche i gesti quotidiani insignificanti acquistato un valore vitale. Immaginarsi simile alla stoffa significa affidarsi a cose che sembrano eterne. La vita non si conosce, però si sente il bisogno di viverla e a disprezzarla quando la morte è prevista, in modo da potersene andare con meno dolore.
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L’uomo con l’ascia

Nel giugno 1964 l’intera famiglia di Shannon è stata massacrata da uno psicopatico che si aggira per gli Stati Uniti. Shannon è sopravvissuta per miracolo, ma non ricorda. La sua mente confusa si rifiuta di vedere il volto dell’assassino. Vent’anni dopo a New York Shannon si trova chiusa con lui in un ascensore bloccato fra due piani di un vecchio palazzo; l’uomo con l’ascia la interroga, la sottopone a una sottile tortura psicologica per costringerla a rivivere il passato.
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L’uomo che vendeva il cielo

Un tempo, un vecchio uomo girava fiere e mercati vendendo pezzi di cielo. Quello sereno era costoso, quello con le nuvole più a buon mercato. I frammenti nascondevano pensieri e meditazioni che, proprio come il cielo, possono essere tumultuosi o sereni, chiari come l’alba o rossi come alcuni tramonti. Certi squarci di grande bellezza, con i loro profili sinuosi, evocavano racconti e storie fantastiche; sorprendevano per la loro poesia richiamando alla memoria versi suggestivi, evocando la forza inestinguibile dell’amore. Come quell’uomo, in queste pagine Romano Battaglia compone una raccolta di pezzi di cielo per regalarci un’occasione unica di riflessione sulla bellezza del mondo, ripercorrendo lo stesso cammino di Ho incontrato la vita in un filo d’erba e parlando ancora una volta al nostro cuore
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### Sinossi
Un tempo, un vecchio uomo girava fiere e mercati vendendo pezzi di cielo. Quello sereno era costoso, quello con le nuvole più a buon mercato. I frammenti nascondevano pensieri e meditazioni che, proprio come il cielo, possono essere tumultuosi o sereni, chiari come l’alba o rossi come alcuni tramonti. Certi squarci di grande bellezza, con i loro profili sinuosi, evocavano racconti e storie fantastiche; sorprendevano per la loro poesia richiamando alla memoria versi suggestivi, evocando la forza inestinguibile dell’amore. Come quell’uomo, in queste pagine Romano Battaglia compone una raccolta di pezzi di cielo per regalarci un’occasione unica di riflessione sulla bellezza del mondo, ripercorrendo lo stesso cammino di Ho incontrato la vita in un filo d’erba e parlando ancora una volta al nostro cuore 

L’uomo che uccide

A Londra, tre giovani reclute si preparano ad affrontare il primo giorno nella polizia. Sanno che quella è la loro unica occasione per gettarsi alle spalle un passato non troppo pulito. Non sospettano di essere stati scelti per portare a termine un incarico molto rischioso: infiltrarsi nei loschi affari dell’uomo più ricercato d’Inghilterra. Un uomo talmente ricco e potente da sembrare intoccabile. Ma quando saranno finalmente vicini a incastrare la loro preda, scopriranno che la linea che separa il bene dal male può essere talvolta molto sottile…

L’uomo che parla ai cani

Profondo e straordinario conoscitore del comportamento e del linguaggio dei cani, fondatore del Dog Psychology Center per il recupero e il reinserimento dei cani più problematici, Cesar Millan è una vera e propria star. Il suo programma Dog Whisperer in onda sul National Geographic Channel è seguito costantemente da milioni di telespettatori. A lui si sono rivolti celebri attori e attrici di Hollywood, imprenditori miliardari e personaggi influenti del mondo della comunicazione, tutti con lo stesso problema: come fare a stabilire un rapporto equilibrato con il proprio cane? Come rendere felice il proprio amico a quattro zampe? In questo libro, che ha venduto oltre un milione e mezzo di copie, Cesar Millan spiega i fondamenti del proprio metodo: imparare a trattare (e rispettare) il cane in quanto animale; evitare ogni forma di umanizzazione; smettere di credere che il cane abbia le stesse necessità di un bambino. Perché spesso non è il cane ad aver bisogno di addestramento: è il padrone. I comportamenti, le nevrosi e le abitudini umane, infatti, sono quasi sempre la causa delle ansie, degli squilibri e delle ossessioni dei cani. Una guida completa, ricca di esempi tratti dall’esperienza diretta dell’autore, che aiuta a comprendere la psicologia e il linguaggio del nostro cane e permette di creare con lui un legame appagante, profondo e duraturo.
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L’UOMO CHE NON POTEVA MORIRE Urania 37 – 1954

Un duello con la morte, ecco ciò che Clayton McLean deve affrontare. E la sua storia è tanto più impressionante, per fantastica e superstiziosa che possa sembrare, in quanto si basa su una realtà a cui ben pochi vogliono credere e che tuttavia temono: la “iettatura”. Forse non tutti sanno che le compagnie di assicurazione sulla vita registrano il maggior numero possibile di “iettatori”, i cui nomi figurano nei loro elenchi, sotto la voce “imponderabili”; e dove la morte colpisce con la sua spietata e incomprensibile imparzialità, si sa poi ch’era presente uno di questi infelicissimi collettori di fluidi malefici. Ma essi, poi, per misteriose ragioni, escono immuni da ogni catastrofe. E se c’è un uomo che sembra portare con sè la iettatura ovunque vada è proprio McLean. Per due volte consecutive la morte scende su coloro che lo circondano… E lui viene risparmiato. Egli darebbe qualunque cosa per non godere d’una simile immunità; ma un giorno scopre che il prezzo ch’è costretto a pagare per questa immunità è il massimo che un uomo onesto sia condannato a pagare: perchè McLean sa d’esser divenuto uno spaventevole strumento di distruzione. Tanto che ci sono tutte le ragioni per temere della vita di colei che McLean sta per sposare.