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Vedi di non morire

Grazie a Peter Brown, ex killer entrato in un programma di protezione governativo, la mafia fa il suo ingresso tra le corsie di un famigerato ospedale di Manhattan. Quando Peter va come ogni mattina al lavoro in ospedale, non sa che la Grande Mietitrice lo aspetta, sotto le vesti di un paziente moribondo che è un suo vecchio conoscente di mafia. Se il paziente muore, il passato di Peter tornerà a galla. E questo non può accadere. Perché Peter è anche Pietro Brwna detto Orso, ex affiliato (ma per bontà d’animo) alla famiglia Locano. In questi anni in ospedale Peter è diventato il medico-eroe che abbiamo sempre sognato: cinico iconoclasta dal cuore d’oro che infrange ogni regola pur di salvare una vita… La sua lotta all’ultimo sangue con la Grande Mietitrice sta per cominciare, e diventa tutt’uno col desiderio irresistibile di saldare una volta per tutte i conti con la famiglia Locano.

Vedi alla voce: amore

Come parlare dell’Olocausto alle nuove generazioni, a chi è troppo giovane per aver vissuto l’orrore? A questa domanda – una necessità ineludibile – posta dallo scrittore Elie Wiesel, David Grossman ha risposto con questo romanzo. Protagonista e narratore è il piccolo Momik che, figlio di deportati, sente parlare in modo oscuro e allusivo dell’Olocausto, si interroga sul mistero dei numeri tatuati sulla pelle dei genitori, crede che la “belva nazista” sia realmente un animale feroce, sconosciuto e terribile. Ma per capire davvero dovrà crescere, diventare scrittore e seguire le tracce del nonno in Polonia; poi compiere un viaggio impossibile per mare, lasciarsi trasportare da personaggi immaginari e approdare all’ultima fantastica invenzione del libro: un’enciclopedia dove si raccolgono i fili innumerevoli del romanzo, e della vita. Così, con questa grande creazione etica, con questo libro insieme folle e scientifico, ingenuo e poetico, drammatico e grottesco, Grossman realizza il tentativo di interpretare e inventare una realtà segnata indelebilmente dal dolore.

Il vecchio e il gatto. Una storia d’amore

Questo libro descrive come nasce una vera e propria storia d’amore, con emozioni e sentimenti non dissimili da una storia fra esseri umani: lei chi è? Le piaccio? Adesso cosa pensa? Perchè si comporta così? Domande a cui l’autore, professore universitario in pensione, risponde facendo appello alla letteratura, alla filosofia, all’etologia. E a cui risponde con fantasia, umorismo e tanta delicatezza.
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I vecchi e i giovani

Il romanzo è ambientato in Sicilia, nell’epoca della costituzione dei Fasci, delle rivolte sociali e delle lotte contadine. Più che casi individuali, i personaggi del romanzo interpretano i diversi aspetti della complessa situazione storica che stanno vivendo. Come il principe don Ippolito di Colimbetra, fedele suddito borbonico; don Flaminio Salvo, esponente della nuova borghesia capitalista; Roberto Auriti, glorioso garibaldino che si spegne in un’esistenza amorfa; il giovane principe Gerlando di Colimbetra, sostenitore delle nuove idee e per questo costretto all’esilio. I personaggi rappresentano un contrasto di concezioni e di ideali che si risolve nel contrasto tra due generazioni: quella che ha fatto l’Unità e che vede perduta l’eredità del Risorgimento, e quella più giovane, che nel gretto conservatorismo dei padri scorge solo la difesa di interessi reazionari.

I vecchi e i giovani

Dopo lo scandalo della Banca Romana e la repressione nel sangue dei Fasci siciliani, Pirandello scrive il suo unico romanzo storico, doloroso omaggio alla “sicilianitudine”, ma soprattutto congedo dall’epopea di Garibaldi, dal Risorgimento e dai sogni della sua giovinezza. Ad animare le vicende del romanzo, che rappresenta l’opera più vasta e complessa di Pirandello, sono aristocratici ancora borbonici, nuovi borghesi arrivisti, plebi inquiete: tutti finiranno trascinati nella polvere. Una scrittura senza un vuoto né un momento di sollievo, che ha il ritmo di una durissima e attuale requisitoria. Introduzione di Andrea Camilleri.
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Vaticanum. Il manoscritto segreto

Chi era davvero Gesù? Un mistero che la Chiesa occulta da duemila anni Quale prezioso codice si nasconde nelle stanze della Biblioteca Vaticana? E cosa contiene di tanto pericoloso da spingere qualcuno a uccidere perché non sia rivelato? Patricia Escalona, una ricercatrice spagnola, sta esaminando uno dei più antichi manoscritti biblici, il Codex Vaticanus, quando un rumore la attira negli oscuri meandri della biblioteca. Il cadavere della studiosa verrà ritrovato con la gola tagliata, accanto a un foglio che presenta dei segni indecifrabili. Valentina Ferro, un’affascinante ispettrice della polizia italiana, e Tomás Noronha, un famoso storico portoghese, saranno chiamati a indagare sull’omicidio e a far luce sulle antiche pagine che Patricia stava consultando. Contengono forse un segreto così importante da essere fatale per chi sia vicino a svelarlo? I due scopriranno l’esistenza di qualcuno che, attraverso i passi del Nuovo Testamento, sta cercando di far luce sul mistero che avvolge la vera identità di Gesù Cristo, avvalendosi anche delle ultime tecniche dell’ingegneria genetica. Vaticanum – Il manoscritto esoterico ci conduce alla scoperta di un avvincente enigma che non è solo frutto della fantasia di dos Santos. E se si trattasse del più grande segreto contenuto nelle Sacre Scritture? Il più grande segreto contenuto nelle sacre scritture. Quale mistero nasconde il codex vaticanus? Un autore di fama internazionale Tradotto in 15 paesi Il segreto più custodito della storia è nascosto sotto gli occhi di tutti José Rodrigues dos Santos è nato in Mozambico nel 1964. Tra i volti più noti della TV nazionale portoghese, conduce il telegiornale della sera sul canale RTP. Per la sua attività giornalistica ha ricevuto diversi premi del Club portoghese della stampa, oltre a tre riconoscimenti da parte della CNN. Insegna giornalismo all’università “Nova” di Lisbona ed è autore di vari romanzi e saggi, tradotti in quindici Paesi, tra cui ricordiamo: Codice 632, Einstein e la formula di Dio, Il settimo sigillo.

Vaticano Spa

Spericolate operazioni finanziarie mascherate da opere di carità e fondazioni di beneficenza. La storia raccontata in questo libro è totalmente inedita. Parte da un archivio immenso, custodito in Svizzera e da oggi accessibile a tutti. Circa quattromila documenti. Lettere, relazioni riservate, bilanci, verbali, bonifici. La finanza del Vaticano come non è stata mai raccontata. Tutto grazie all’archivio di monsignor Renato Dardozzi (1922-2003), tra le figure più importanti nella gestione dello Ior fino alla fine degli anni Novanta. Sembrava una storia conclusa con gli scandali degli anni Ottanta. Con Marcinkus, Sindona e Calvi. Invece tutto ritorna. Dopo la fuoriuscita di Marcinkus dalla Banca del Papa, parte un nuovo e sofisticatissimo sistema di conti cifrati nei quali transitano centinaia di miliardi di lire. L’artefice è monsignor Donato de Bonis. Conti intestati a banchieri, imprenditori, immobiliaristi, politici tuttora di primo piano, compreso Omissis, nome in codice che sta per Giulio Andreotti. I soldi di Tangentopoli (la maxitangente Enimont) sono passati dalla Banca vaticana: titoli di Stato scambiati per riciclare denaro sporco. Depositi che raccolgono i soldi lasciati dai fedeli per le Sante messe trasferiti in conti personali, con le più abili alchimie finanziarie. Lo Ior ha funzionato come una banca nella banca. Una vera e propria “lavanderia” nel centro di Roma, utilizzata anche dalla mafia e per spregiudicate avventure politiche. Un paradiso fiscale che non risponde ad alcuna legislazione diversa da quella dello Stato del Vaticano. Tutto in nome di Dio.
(source: Bol.com)

La vanità della cavalleria

La vanità è sempre stata una prerogativa della cavalleria e degli uomini in divisa. Nel 1525 Francesco I di Valois, alla testa della cavalleria francese durante la battaglia di Pavia, disarcionato rischiò di vedersi tagliare le mani dai lanzichenecchi e dagli uomini dei tercios spagnoli desiderosi di arraffare i suoi anelli. Trine, merletti e sete erano merce comune tra gli uomini della cavalerie settecentesca. Durante la guerra dei sette anni, i francesi guidati dal principe di Soubise abbandonarono in fretta la cittadina di Gotha, lasciandosi dietro i propri bagagli, prontamente sequestrati dagli ussari di Hans Joachim von Zieten. Grande fu la sorpresa quando, una volta aperti i bauli, i soldati si trovarono davanti un guardaroba di lusso portato direttamente da Versailles: biancheria intima, mutandoni di seta dall’uso, per loro, così sconosciuto che mimarono una sfilata di moda infilandoseli sopra la testa. Friedrich Wilhelm von Seydlitz, una delle glorie della cavalleria prussiana, amava portare sul tricorno una spilla con diamanti e smeraldi cabochon. Qualche tempo dopo, quando Lord Brummel impose la “squisita originalità” del suo abbigliamento, fatto di giacche scure e pantaloni chiari, all’intero consesso di civili inglesi e poi europei, i colori divennero esclusivo privilegio dei militari. Durante feste e cerimonie i membri del governo e gli ufficiali civili sembravano becchini in trasferta, mentre i militari pavoni imbellettati. Nei secoli successivi la vanità dilagò tra le forze armate. Gli ufficiali austriaci vestiti sempre di bianco sono una delle immagini glamour che l’Ottocento ci ha lasciato. E il secolo che ci è alle spalle non è stato certo da meno. I Savoia che abbracciavano la carriera militare, come il duca d’Aosta, erano soliti portare cappelli fuori ordinanza: il più riuscito era di certo quello che amava indossare l’erede al trono Umberto II Savoia, chiamato ‘il pentolino’, che andava perfettamente d’accordo con le immacolate ed elegantissime mollettiere portate coi calzoni da cavallo stretti al ginocchio. Gregor von Rezzori confessò che da giovanotto nullafacente fu tentato di militare nelle SS per ragioni puramente estetiche. Le SS avevano una divisa elegantissima con gli stivali più belli che si potessero immaginare, morbidi, lucidi e che davano un tocco particolare a tutto l’abito. Poi, fortunatamente, ci ripensò. Attraverso il brillante racconto della vanità della cavalleria e delle più celebri battaglie combattute a cavallo, dalla carica demenziale di Lord Cardigan a Balaklava, dove la Light Brigade venne sbaragliata dai cannoni russi, alla strage di Caporetto, Stefano Malatesta scrive un libro sulla guerra che non ha affatto il sentore di caserma e di burocrazia, ma appassiona come e più di un romanzo d’avventura. ‘Malatesta possiede una sobrietà e una scrupolosa precisione del linguaggio che è raro incontrare oggi’. la Repubblica ‘Malatesta sa raccontare con fascinazione sempre divertita e maliziosa’. Panorama

(source: Bol.com)

Vanish. La traditrice (Freeway)

Ho tradito il mio clan per amore di un cacciatore. Ho rivelato la mia natura draki trasformandomi proprio davanti agli avversari di sempre, uomini capaci di ogni malvagità, di ogni bassezza. Era l¿unica cosa da fare per salvare la vita a Will, il mio amore, il mio nemico. Senza l¿intervento di Cassian, il principe ereditario e maschio alfa del clan, sarei finita peggio che morta, e di fronte a un gesto simile, nessuna ragazza può restare indifferente, nemmeno io. Il compromesso è stato abbandonare Will e tornare a vivere con il clan, ma non più come futura regina. Nessuno parla a una traditrice, nessuno vuole avere a che fare con me, nessuno capisce quello che ho fatto e perché. Nemmeno mia sorella Tamra, la mia gemella, innamorata di Cassian da sempre. Tutto si complica quando Will supera le barriere protettive del clan per ritrovarmi e, senza saperlo, si porta dietro la sua famiglia. Tutti cacciatori, dal primo all¿ultimo.
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### Sinossi
Ho tradito il mio clan per amore di un cacciatore. Ho rivelato la mia natura draki trasformandomi proprio davanti agli avversari di sempre, uomini capaci di ogni malvagità, di ogni bassezza. Era l¿unica cosa da fare per salvare la vita a Will, il mio amore, il mio nemico. Senza l¿intervento di Cassian, il principe ereditario e maschio alfa del clan, sarei finita peggio che morta, e di fronte a un gesto simile, nessuna ragazza può restare indifferente, nemmeno io. Il compromesso è stato abbandonare Will e tornare a vivere con il clan, ma non più come futura regina. Nessuno parla a una traditrice, nessuno vuole avere a che fare con me, nessuno capisce quello che ho fatto e perché. Nemmeno mia sorella Tamra, la mia gemella, innamorata di Cassian da sempre. Tutto si complica quando Will supera le barriere protettive del clan per ritrovarmi e, senza saperlo, si porta dietro la sua famiglia. Tutti cacciatori, dal primo all¿ultimo.

Il Vangelo secondo gli Spiriti: preghiere spiritiste

Dopo Il Libro degli spiriti e Il Libro dei medium, che costituiscono le fondamenta dello spiritismo, apparve Il Vangelo secondo gli spiriti. Da quando fu scritta, l’opera non ha perduto nulla della sua validità, a riprova del fatto che la verità è sempre la stessa e i suoi principi ispiratori non cambiano mai. In questo libro, Allan Kardec affronta un problema di grande importanza, soprattutto tenendo conto dei rapporti passati e presenti tra Chiesa e spiritismo. Il Vangelo secondo gli spiriti contiene la spiegazione delle massime morali di Cristo, la loro concordanza con lo spiritismo e la loro applicazione ai diversi casi della vita.Tutte le comunicazioni sono state effettuate da spiriti molto elevati, e testi dovuti ad autori diversi concordano e si integrano tra loro in maniera mirabile. Si tratta della vera interpretazione della vita di Cristo, dei suoi miracoli, dei suoi atti e delle sue parabole, con una spiegazione e un commento di alte entità spirituali, in una presentazione che corregge gli errori e le false interpretazioni per offrire soltanto e soprattutto la verità.

Il vangelo secondo Biff. Amico d’infanzia di Gesù

Tutti sanno come è nato e come è morto Gesù. La stella cometa, la mangiatoia, i Re Magi; e poi la passione, la crocifissione. Ma che cosa ha combinato dall’infanzia ai trent’anni? Su richiesta del Messia, a duemila anni dalla sua morte, un angelo fa resuscitare il suo migliore amico, Levi detto Biff, a cui spetta il compito di scrivere un nuovo Vangelo che racconti finalmente la vera storia di Gesù di Nazareth. E quella di Biff è un’epopea ricca di miracoli, viaggi, scoperte, kung fu, demoni, morti viventi e folli monaci tibetani. Forse nemmeno l’astuzia e la devozione del migliore amico riusciranno a risparmiare al Salvatore il suo tragico destino. Nessuno – a parte Maddi (Maria di Magdala) – gli ha voluto bene quanto lui, ma Biff non permetterà che si sacrifichi e ascenda al cielo senza aver lottato per impedirlo! Chi ha amato la folle e surreale altalena di personaggi e avventure di “Un lavoro sporco”, ritroverà il medesimo spirito in questa commovente rivisitazione delle Sacre Scritture.

Il vangelo esoterico

Un manoscritto medievale Un furto perfetto Una rivelazione incredibile sulla vita di Gesù che cambierà per sempre la storiaDiego e Patricia sono due trafficanti internazionali di opere d’arte con una missione speciale da compiere: un milionario francese li ha incaricati di rubare dalla cattedrale di Santiago de Compostela il famoso Codice Callistino. All’apparenza, il manoscritto sembrerebbe solo un’antica guida per i pellegrini che compiono il cammino di Santiago. Invece Diego e Patricia scopriranno ben presto che quel vecchio documento contiene al suo interno – occultato grazie a un sistema di cifratura risalente al XII secolo – un libro apocrifo. Un codice nel codice che svela una sconvolgente verità sulla genealogia di Gesù. Ma chi si nasconde dietro al fantomatico francese che ha commissionato il furto a Diego e Patricia? Chi vuole impossessarsi del codice che nega il principio stesso della Trinità? Questa rivoluzionaria scoperta è il primo passo verso la fine del mondo preannunciata nelle Sacre Scritture?Il cammino verso la verità passa per Santiago Il bestseller che ha scioccato i lettori di tutta la Spagna«Corral romanza la storia vera del furto del manoscritto risalente al XII secolo, che ha suscitato tanto sdegno nell’estate del 2011. Nel libro vengono accostate le origini del cristianesimo, il cammino di Santiago e un poderoso e malvagio gruppo di integralisti cattolici. Il risultato si chiama Il vangelo esoterico.»El País«José Luis Corral è uno dei bestselleristi del romanzo storico spagnolo.»El Périodico de AragonaJosé Luis CorralÈ nato nel 1957 e insegna Storia medievale all’università di Saragozza. Fondatore e presidente dell’Associazione degli scrittori aragonesi, è autore di una trentina di volumi tra saggi, romanzi storici e libri per bambini. Il vangelo esoterico si ispira a un fatto di cronaca: il furto reale del Codice Callistino dalla cattedrale di Santiago de Compostela nell’estate del 2011. Corral è stato anche il consulente storico di Ridley Scott per la realizzazione del film 1492. La conquista del Paradiso sulla scoperta dell’America da parte di Colombo.

Il Vangelo di un utopista – Le preghiere di un utopista

Prefazione di Loris Mazzetti
«Sperate nell’impossibilità, perché Dio è oltre l’impossibile».
Don Andrea Gallo
«Il Vangelo è vita, è liberazione, è il gusto e il rischio della vita». Partendo dal concetto di utopia di Eduardo Galeano, don Andrea Gallo ci spiega: «Quando sei convinto che a trecento metri ci sia quello che vuoi raggiungere, li percorri e ti rendi conto che l’utopia è trecento metri più in là. Per questo ti dici: “Allora è veramente irrealizzabile”. Invece no, perché c’è un aspetto positivo: che si sta camminando, e l’utopia si realizza strada facendo».
Nel portare da oltre cinquant’anni il messaggio di Gesù, sempre sulla strada, sul marciapiede, sempre in mezzo agli ultimi, don Gallo ha messo insieme i suoi sei personalissimi Vangeli. Il primo è il messaggio che tutti, credenti e non credenti, possono cercare la verità costruendo un’unica grande famiglia umana. Il secondo è la Pace, la giustizia verso i più poveri, i senza dignità, non come frutto della carità-elemosina, ma del riscatto storico e della giustizia. Il terzo è appunto l’utopia, perché Gesù è nell’orizzonte della speranza del regno. Il quarto è la sobrietà, primo passo verso la solidarietà; il quinto, la Costituzione della Repubblica italiana, che è democratica, laica, antifascista, «e non è un optional, l’antifascismo, per nessun cittadino». L’ultimo è il “vangelo” lasciatoci da Fabrizio De André ed Ernesto Balducci, i quali ci dicono che «l’unica strada possibile è incarnarsi nella vita dei poveri e degli esclusi, non per essere travolti e abbassati, ma per vivere insieme a loro la liberazione reale».
Con la stessa energia che lo porta a girare di notte per i carrugi di Genova per aiutare chi soffre, con la stessa generosità che lo vede conferenziere in giro per l’Italia, don Gallo consegna alla parola scritta la sua personale utopia, che è poi la stessa del Vangelo: cambiare il nostro quotidiano e, di conseguenza, cambiare il mondo.
Per capire attraverso quali parole Don Andrea Gallo prega, esce in allegato al libro il suo personale e originalissimo breviario: Le preghiere di un utopista.
«Quando gli uomini e le donne cercano di entrare in contatto con Dio, allora nascono le preghiere: ci sono anche delle formule prefissate, ma la vera preghiera è l’espressione che viene dal profondo del cuore».
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Prefazione di Loris Mazzetti
«Sperate nell’impossibilità, perché Dio è oltre l’impossibile».
Don Andrea Gallo
«Il Vangelo è vita, è liberazione, è il gusto e il rischio della vita». Partendo dal concetto di utopia di Eduardo Galeano, don Andrea Gallo ci spiega: «Quando sei convinto che a trecento metri ci sia quello che vuoi raggiungere, li percorri e ti rendi conto che l’utopia è trecento metri più in là. Per questo ti dici: “Allora è veramente irrealizzabile”. Invece no, perché c’è un aspetto positivo: che si sta camminando, e l’utopia si realizza strada facendo».
Nel portare da oltre cinquant’anni il messaggio di Gesù, sempre sulla strada, sul marciapiede, sempre in mezzo agli ultimi, don Gallo ha messo insieme i suoi sei personalissimi Vangeli. Il primo è il messaggio che tutti, credenti e non credenti, possono cercare la verità costruendo un’unica grande famiglia umana. Il secondo è la Pace, la giustizia verso i più poveri, i senza dignità, non come frutto della carità-elemosina, ma del riscatto storico e della giustizia. Il terzo è appunto l’utopia, perché Gesù è nell’orizzonte della speranza del regno. Il quarto è la sobrietà, primo passo verso la solidarietà; il quinto, la Costituzione della Repubblica italiana, che è democratica, laica, antifascista, «e non è un optional, l’antifascismo, per nessun cittadino». L’ultimo è il “vangelo” lasciatoci da Fabrizio De André ed Ernesto Balducci, i quali ci dicono che «l’unica strada possibile è incarnarsi nella vita dei poveri e degli esclusi, non per essere travolti e abbassati, ma per vivere insieme a loro la liberazione reale».
Con la stessa energia che lo porta a girare di notte per i carrugi di Genova per aiutare chi soffre, con la stessa generosità che lo vede conferenziere in giro per l’Italia, don Gallo consegna alla parola scritta la sua personale utopia, che è poi la stessa del Vangelo: cambiare il nostro quotidiano e, di conseguenza, cambiare il mondo.
Per capire attraverso quali parole Don Andrea Gallo prega, esce in allegato al libro il suo personale e originalissimo breviario: Le preghiere di un utopista.
«Quando gli uomini e le donne cercano di entrare in contatto con Dio, allora nascono le preghiere: ci sono anche delle formule prefissate, ma la vera preghiera è l’espressione che viene dal profondo del cuore».

Il Vangelo di Nosferatu

Un misterioso manoscritto. Una cospirazione letale. Un folle assassinoBOEMIA, 1741. In una cappella privata sulle rive della Moldava, una nobildonna ungherese, Eleonora Amalia von Schwarzenberg, sta per ricevere l’estremo saluto. Ma per accertarsi che la defunta riposi in pace, il cuore le è stato strappato dal petto e la salma giace sotto un pesante strato di pietre. Per evitare che risorga dalla tomba in cerca di vittime…VENEZIA, 2010. L’ispettore Chris Bronson e l’ex moglie Angela Lewis sono in vacanza nella città più romantica del mondo quando all’improvviso, durante una visita all’isola-cimitero di San Michele, assistono a una macabra scena: una tomba si è aperta, e al suo interno è visibile lo scheletro di una donna. Nella tomba è custodito anche un diario scritto in latino, le cui pagine contengono un riferimento a un misterioso manoscritto. Intanto la città viene sconvolta da una serie di terribili omicidi: alcune giovani donne sono state torturate e uccise secondo un oscuro rituale. Quando anche Angela scompare, la vacanza si trasforma in un vero incubo e Bronson si ritrova improvvisamente coinvolto in una frenetica caccia all’assassino. Sulla spettrale “isola dei morti”, ripercorrerà le tracce di un’antichissima e letale cospirazione, che ha origini molto lontane, in un altro tempo e in un altro Paese… Il passato prima o poi torna per uccidereÈ rimasto sepolto per secoli. E adesso è nelle tue maniJames Beckerha fatto parte per oltre vent’anni della Fleet Air Arm, l’aviazione della Royal Navy. Ha partecipato alla guerra delle Falkland e ad altre operazioni in punti caldi del pianeta, dallo Yemen all’Irlanda del Nord, fino all’ex Unione Sovietica. Appassionato di storia antica e medievale, è autore di numerosi thriller, che saranno presto pubblicati in Italia dalla Newton Compton.