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Inganno

La detective Karen Eiken Hornby si sveglia in una stanza d’albergo senza ricordare molto della sera precedente: ha bevuto troppo. Nel letto, accanto a lei, c’è un uomo che dorme profondamente e non dovrebbe essere lì. È il suo capo, Jounas Smeed, comandante della divisione crimini della polizia di Doggerland. Karen pensa che dovrebbe decidersi a cambiare abitudini e darsi una regolata, anche perché la vita le ha già fatto pagare un conto salato. Troppo salato. È un pensiero che la tormentata detective ha spesso e che le si ripresenta con forza quando riceve l’incarico di indagare su un efferato omicidio. La vittima, infatti, è Susanne Smeed, proprio l’ex moglie del suo ultimo amante.
Karen Eiken Hornby è tornata a Doggerland per dimenticare il suo passato. Ci prova con l’aiuto dell’alcol, del suo impegnativo lavoro, e di uomini che non le piacciono. Ora però è obbligata a fare i conti con i propri errori e quelli degli altri.
Bestseller scandinavo, in corso di pubblicazione in molti paesi, Inganno è il primo, sorprendente capitolo di una serie di noir ambientati a Doggerland, un arcipelago immaginario situato tra la Gran Bretagna e la Scandinavia, nel Mare del Nord. Le isole, Heimö, Noorö e Frisel, rappresentano ciò che rimane della massa continentale che univa le terre britanniche e il continente europeo.
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### Sinossi
La detective Karen Eiken Hornby si sveglia in una stanza d’albergo senza ricordare molto della sera precedente: ha bevuto troppo. Nel letto, accanto a lei, c’è un uomo che dorme profondamente e non dovrebbe essere lì. È il suo capo, Jounas Smeed, comandante della divisione crimini della polizia di Doggerland. Karen pensa che dovrebbe decidersi a cambiare abitudini e darsi una regolata, anche perché la vita le ha già fatto pagare un conto salato. Troppo salato. È un pensiero che la tormentata detective ha spesso e che le si ripresenta con forza quando riceve l’incarico di indagare su un efferato omicidio. La vittima, infatti, è Susanne Smeed, proprio l’ex moglie del suo ultimo amante.
Karen Eiken Hornby è tornata a Doggerland per dimenticare il suo passato. Ci prova con l’aiuto dell’alcol, del suo impegnativo lavoro, e di uomini che non le piacciono. Ora però è obbligata a fare i conti con i propri errori e quelli degli altri.
Bestseller scandinavo, in corso di pubblicazione in molti paesi, Inganno è il primo, sorprendente capitolo di una serie di noir ambientati a Doggerland, un arcipelago immaginario situato tra la Gran Bretagna e la Scandinavia, nel Mare del Nord. Le isole, Heimö, Noorö e Frisel, rappresentano ciò che rimane della massa continentale che univa le terre britanniche e il continente europeo.

Infinitamente piccoli. La teoria matematica alla base del mondo moderno

Il 10 agosto 1632 cinque padri gesuiti si riunirono in un austero palazzo di Roma per censurare, perché considerata sovversiva, un’affermazione apparentemente innocua che avrebbe gettato le basi della matematica moderna: una linea continua è composta da punti infinitamente piccoli. Ma non si trattava solo di speculazione teorica. In ballo c’era molto di più: il concetto di infinitesimo metteva in discussione l’idea del mondo come luogo razionale e governato da leggi matematiche esatte, e con essa il dogma di un ordine naturale, politico e sociale immutabile. Amir Alexander ci racconta la storia di una lotta, combattuta dalla Germania all’Inghilterra, dalla Roma papale alle stanze della Royal Society, che vide schierati da un lato i difensori dell’autorità costituita, disposta a tutto pur di mantenere salda l’ortodossia, e dall’altro i promotori di un’epoca di libertà intellettuale e progresso scientifico.BIOAmir Alexander insegna storia alla University of California di Los Angeles, e si occupa dei legami tra la matematica e il suo contesto sociale, culturale e politico. Prima di “Infinitamente piccoli” ha pubblicato “Geometrical Landscapes” (2002) e “Duel at Dawn: Heroes, Martyrs, and the Rise of Modern Mathematics” (2010).

(source: Bol.com)

Infedele

“Sono cresciuta tra la Somalia, l’Arabia Saudita, l’Etiopia e il Kenya. Sono arrivata in Europa nel 1992, a ventidue anni, e vi ho trovato una nuova casa. Ho girato un film con Theo Van Gogh che per questo è stato ucciso a sangue freddo da un estremista islamico, e da allora vivo tra guardie del corpo e automobili blindate. Poi un tribunale olandese ha ordinato che lasciassi la mia casa: il giudice ha dato ragione ai miei vicini nel ritenere pericolosa la mia presenza nel quartiere. Per questo me ne sono andata.” Con queste parole Ayaan Hirsi Ali apre uno squarcio nel racconto drammatico della propria vita, dall’infanzia, trascorsa con la nonna matriarca, custode tirannica delle leggi del clan e dell’islam, alla tortura della mutilazione genitale, dall’esilio cui fu costretta dall’opposizione del padre alla dittatura di Siad Barre, al rifiuto di un matrimonio imposto con la forza. Fino alla fuga dall’islam, all’approdo in Olanda e infine negli Stati Uniti.
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Inés dell’anima mia

“Nel corso della vita abbelliamo alcuni ricordi e cerchiamo di dimenticarne altri” Inés Suárez nasce all’inizio del Cinquecento in Spagna, figlia di un modesto artigiano di Plasencia, piccolo paese dell’Estremadura. Dotata di un forte temperamento che male si addice alla condizione femminile sottomessa all’autorità del clero e del maschio, Inés sposa, contro la volontà della famiglia, Juan de Málaga, che presto la abbandona per cercare fortuna nel Nuovo Mondo. La giovane non si dà per vinta e, con i soldi guadagnati ricamando e cucinando, si imbarca anche lei per quelle terre lontane. Nonostante le durissime condizioni di viaggio giunge in Perù, dove non trova il marito, morto in battaglia, ma un nuovo amore: Pedro de Valdivia, seducente hidalgo fuggito dalle frustrazioni di un matrimonio deludente e venuto a combattere per la Corona spagnola. Lui e Inés affrontano i rischi e le incertezze della Conquista, attraversano il deserto di Atacama, combattono indigeni incattiviti e giungono infine nella valle paradisiaca dove fondano la città di Santiago. Inés dell’anima mia è un romanzo epico che narra le avventurose vicende, realmente accadute ma poco note, dell’eroina della Conquista spagnola. Attraverso gli occhi stanchi e saggi di una Inés ormai alla fine della propria esistenza, Isabel Allende ripercorre la vita della giovane e indomabile protagonista che, sull’onda dei sentimenti, affronta incredibili viaggi, eroiche battaglie, amori travolgenti, lotte per il potere, trasgressioni, onori e disonori con un coraggio e una passione indimenticabili.

L’incontro mancato: Turisti, nativi, immagini

Vedere cose diverse, ecco l’equivoco che spesso attraversa l’incontro del turista con un mondo lontano dal suo. Sono sempre più diffuse forme di turismo che si pongono in alternativa ai modelli di massa, e che stanno tentando, per voce di associazioni, ONG e organizzazioni varie, di proporre un tipo diverso di incontro con l’altro. Il cosiddetto turismo responsabile, etico, sostenibile ha dato vita a nuovi immaginari, a nuovi «esotismi», che spostano il turismo dalla sua tradizionale dimensione di svago a quella dell’esperienza. Il turismo esotico in genere è caratterizzato da tre paradossi: l’impossibile ricerca dell’autenticità; un certo fondo di paura; lo spazio vuoto dell’incontro, la cosiddetta «bolla ambientale». Bolla che è il prodotto degli sforzi messi in atto dai molti mediatori che accompagnano il turista (dal tour operator alla guida locale) per attenuare lo shock dell’incontro: incontrare l’Africa, l’Asia o l’Australia senza mai provarle pienamente. Nemmeno le forme alternative di turismo proposte oggi sono immuni da tale mediazione. Se da un lato si cerca un maggiore apprezzamento della diversità culturale, dall’altro, però, la breve e superficiale presentazione del patrimonio culturale di una popolazione, attraverso gli eventi organizzati che sono tipici del turismo, può portare a dei malintesi e alla stereotipizzazione. La costruzione dell’immaginario turistico, sia esso fondato sull’esotismo o sull’attenzione alle questioni sociali, come nel caso del turismo alternativo, dà sempre vita a chiavi di lettura che ci accompagnano fin dalla partenza e che spesso finiscono per aprire una sola porta d’accesso ai mondi visitati: quella per gli stranieri.

Incontro con Aristotele

Aristotele è stato il maggiore testimone di quell’appassionato desiderio di conoscenza che egli, nelle prime righe della Metafisica, riconosce come una tensione comune a tutti gli uomini, come un segno precipuo della loro umanità. Di fronte al suo immenso sforzo di soddisfare questo desiderio, per sé e per la tradizione cui apparteniamo, è difficile non provare quell’emozione che accompagna sempre l’incontro con le grandi esperienze dell’intelligenza umana, e, nel nostro caso, con l’imponenza di un’impresa del pensiero che si stenta a concepire come dovuta al lavoro di un solo uomo. Questo libro si propone di introdurre il lettore nel laboratorio intellettuale in cui questa impresa è stata realizzata. Il suo scopo è di condurre a una comprensione critica dell’edificio di pensiero costruito da Aristotele, nella sua complessità, nel suo senso d’insieme, e anche nelle questioni che esso lascia aperte. «Incontrare Aristotele» significa dunque disporsi a un ascolto non pregiudicato e non «scolastico» della sua lezione: una lezione che è ancora in grado di parlarci e di suscitare consenso o dissenso, di non lasciarci indifferenti di fronte a quello che è stato uno dei maggiori sforzi filosofici di comprensione del mondo che la nostra tradizione ci abbia trasmesso.
(source: Bol.com)

Incidente A Leonta City

INDICE

INCIDENTE A LEONTA CITY
The ten-point princess (1964)
J. T. MCINTOSH
PIOGGIA DI PIETRE
When the phph pebbles go (1963)
MIRIAM ALLEN DE FORD
IL RE DEGLI ANIMALI
The King of the beasts (1964)
PHILIP JOSE’ FARMER
I SACCHEGGIATORI DI TOMBE
The time tombs (1964)
J. G. BALLARD
LE FACCE DIETRO IL VETRO
The faces outside (1963)
B. MCALLISTER
UN ALLIEVO PROMETTENTE
The second-class citizen (1964)
DAMON KNIGHT
STORIA SACRA
Old Testament (1964)
JEROME BIXBY

L’incaricato

Marilù ha un desiderio erotico ben preciso: il sesso anale. Alberto, il marito, di natura cuckold, è impossibilitato a esaudirlo. Problemi funzionali: lo ha troppo grosso! Che fare? La soluzione è cercare un incaricato all’operazione e questo si presenta nelle vesti di un abile gigolò, bello, aitante, esperto e con lo strumento giusto. Una piacevole nottata che però assume nuovi connotati, sorprendenti, inattesi e la storia continua su un diverso piano, tra lui e Alberto! Cresce, si sviluppa, si amplia, in un turbine di sesso tra uomini ed evolve fino al rocambolesco finale. Perché le cazzate si pagano sempre, ma se al tuo fianco c’è una donna eccezionale come Marilù, non tutto è perduto. ADATTO A UN PUBBLICO ADULTO.

Imperi Galattici. L’epica fantascientifica 1923-1978

La grande epopea fantascientifica sullo sfondo di una Galassia immensa e popolata da incredibili creature. Venti racconti e quattro romanzi brevi presentano il meglio dell’avventura spaziale. In appendice, un saggio di Alex Voglino sul significato e l’evoluzione del tema degli Imperi Galattici, ed una bibliografia sull’argomento. Illustrazioni interne di Finlay, Freas, Emsh, van Dongen, Torres ed altri grandi disegnatori.
G. P. Wertenbaker, « L’uomo venuto dall’atomo » (1923); R. A. Lafferty, « Tanto tempo fa » (1970); A. C. Clarke, « I posseduti » (1953); H. B. Fyfe, « Specie protette » (1951); Michael Shaara, « La via del ritorno » (1952); Poul Anderson, « Il saccheggiatore delle stelle » (1952); Isaac Asimov, « Fondazione » (1942); M. Clifton e A. Apostolides, « Noi siamo civiIi! » (1953); Alfred Coppel, « Il ribelle di Valkyr » (1950); Idris Seabriqht, « Lo splendore scende dal cielo » (1954); C. D. Simak, « Immigrante » (1954); Hal Lynch, « L’età della pensione » (1954); P. Adams e C. Nightingale, « Il tempo della semina » (1975); J. D. MacDonald, « Fuga nel caos » (1951); Algis Budrys, « Civilizzare » (1954); Mack Reynolds, « Il baratto » (1950); Avram Davidson, « Cacciatore di taglie » (1958); Fredric Brown, « Non è ancora finita » (1941); G. F. Fox, « Stanotte si ribellano le stelle! » (1952); H. Harrison, « Incontro finale » (1964); P. Anderson, « Signore di mille soli » (1951); F. L. Wallace, « Il grande antenato » (1954); R. Dee, « Gli intrusi » (1954); T. Guerrini, « Lezione di anatomia »
Imperi Galattici. L’epica fantascientifica 1923-1978 // Brian W. ALDISS
5 Presentazione // Gianfranco DE TURRIS con Sebastiano FUSCO
Parte I. Ascesa e splendore degli imperi galattici
11 Introduzione n. 1 // Brian W. ALDISS
Parte I. Prologo
19 Prologo // Gianfranco DE TURRIS con Sebastiano FUSCO
20 L’uomo venuto dall’atomo // Peyton G. WERTENBAKER
Parte I. Sezione I
Nascita d’un Impero
55 1. Senso della prospettiva // Brian W. ALDISS
58 Ci vuole molto, molto tempo // R. A. LAFFERTY
66 I posseduti // Arthur C. CLARKE
72 Specie protetta // H. B. FYFE
86 La via del ritorno // Michael SHAARA
107 2. Sempre più lontano… // Brian W. ALDISS
110 Il saccheggiatore delle stelle // Poul ANDERSON
140 Fondazione // Isaac ASIMOV
176 Siamo civili! // Alex APOSTOLIDES con Mark CLIFTON
Parte I. Sezione II
Maturità o morte
191 1. I cavalli nella stiva dell’astronave // Brian W. ALDISS
194 Il ribelle di Valkyr // Alfred COPPEL
242 Lo splendore scende dal cielo // Margaret SAINT CLAIR
249 Immigrante // Clifford D. SIMAK
312 2. Aspetti secondari di un Impero Galattico // Brian W. ALDISS
313 Età della pensione // Hal LYNCH
321 Tempo di semina // Charles NIGHTINGALE con Pete ADAMS
Parte II. Maturità e caduta degli imperi galattici
337 ] Introduzione n. 2 // Brian W. ALDISS
Parte II. Sezione III
Maturità
343 1. «Non si può imporre la civiltà con la forza» // Brian W. ALDISS
346 Fuga nel caos // John D. MACDONALD
393 Civilizzare // Algis BUDRYS
393 2. L’altro lato della medaglia // Brian W. ALDISS
404 Il baratto // Mack REYNOLDS
413 Cacciatore di taglie // Avram DAVIDSON
419 Non è ancora finita // Fredric BROWN
Parte II. Sezione IV
Declino e caduta libera
425 1. Tutto è ciclico // Brian W. ALDISS
428 Stanotte si ribellano le stelle! // Gardner F. FOX
470 Incontro finale // Harry HARRISON
494 2. Antenati e discendenti // Brian W. ALDISS
496 Signore di mille soli // Poul ANDERSON
532 Il grande antenato // F. L. WALLACE
562 Gli intrusi // Roger DEE
586 Parte II. Epilogo
587 Epilogo // Brian W. ALDISS
APPENDICE
591 Un senso della prospettiva italiano // Gianfranco DE TURRIS con Sebastiano FUSCO
592 Lezione di anatomia // Tiberio GUERRINI
Saggio
605 Il concetto di Impero nella fantascienza // Alex VOGLINO
620 Bibliografia // Alex VOGLINO
625 INDICE

Imperi galattici

La grande epopea fantascientifica sullo sfondo di una Galassia immensa e popolata da incredibili creature. Venti racconti e quattro romanzi brevi presentano il meglio dell’avventura spaziale. In appendice, un saggio di Alex Voglino sul significato e l’evoluzione del tema degli Imperi Galattici, ed una bibliografia sull’argomento. Illustrazioni interne di Finlay, Freas, Emsh, van Dongen, Torres ed altri grandi disegnatori. G. P. Wertenbaker, « L’uomo venuto dall’atomo » (1923); R. A. Lafferty, « Tanto tempo fa » (1970); A. C. Clarke, « I posseduti » (1953); H. B. Fyfe, « Specie protette » (1951); Michael Shaara, « La via del ritorno » (1952); Poul Anderson, « Il saccheggiatore delle stelle » (1952); Isaac Asimov, « Fondazione » (1942); M. Clifton e A. Apostolides, « Noi siamo civiIi! » (1953); Alfred Coppel, « Il ribelle di Valkyr » (1950); Idris Seabriqht, « Lo splendore scende dal cielo » (1954); C. D. Simak, « Immigrante » (1954); Hal Lynch, « L’età della pensione » (1954); P. Adams e C. Nightingale, « Il tempo della semina » (1975); J. D. MacDonald, « Fuga nel caos » (1951); Algis Budrys, « Civilizzare » (1954); Mack Reynolds, « Il baratto » (1950); Avram Davidson, « Cacciatore di taglie » (1958); Fredric Brown, « Non è ancora finita » (1941); G. F. Fox, « Stanotte si ribellano le stelle! » (1952); H. Harrison, « Incontro finale » (1964); P. Anderson, « Signore di mille soli » (1951); F. L. Wallace, « Il grande antenato » (1954); R. Dee, « Gli intrusi » (1954); T. Guerrini, « Lezione di anatomia ».

Immigrazione. Cambiare tutto

Le migrazioni ci sono. Sono sempre di più e saranno ancora di più in futuro. Non è più il tempo dei problemi senza risposta: è il momento delle soluzioni.
L’immigrazione è un fenomeno strutturale da decenni. Tuttavia è sempre stato affrontato in termini di emergenza, come fosse un fatto episodico. Ma l’estensione, la qualità e la quantità del processo sono tali da esigere una soluzione complessiva al nostro sistema di convivenza che non sottovaluti il malessere diffuso nell’opinione pubblica. Le recenti polemiche intorno al ruolo delle ong nei salvataggi sono l’ultimo degli esempi. Per non dire della crescente xenofobia che rischia di indebolire la coesione sociale del nostro paese. L’immigrazione irregolare, il trafficking (i suoi costi e i suoi morti), i salvataggi, i respingimenti, la gestione dei richiedenti asilo con le sue inefficienze, le forme dell’accoglienza. E ancora, i problemi legati ai rimpatri, alla cittadinanza, alle implicazioni delle diverse appartenenze religiose: è urgente e necessaria una riflessione critica onesta su tutte le questioni che accompagnano le migrazioni attuali, affrontando quelle più spinose, con il coraggio di proposte radicali.

Immigrazione

Le migrazioni ci sono. Sono sempre di più e saranno ancora di più in futuro. Non è più il tempo dei problemi senza risposta: è il momento delle soluzioni. L’immigrazione è un fenomeno strutturale da decenni. Tuttavia è sempre stato affrontato in termini di emergenza, come fosse un fatto episodico. Ma l’estensione, la qualità e la quantità del processo sono tali da esigere una soluzione complessiva al nostro sistema di convivenza che non sottovaluti il malessere diffuso nell’opinione pubblica. Le recenti polemiche intorno al ruolo delle ong nei salvataggi sono l’ultimo degli esempi. Per non dire della crescente xenofobia che rischia di indebolire la coesione sociale del nostro paese. L’immigrazione irregolare, il trafficking (i suoi costi e i suoi morti), i salvataggi, i respingimenti, la gestione dei richiedenti asilo con le sue inefficienze, le forme dell’accoglienza. E ancora, i problemi legati ai rimpatri, alla cittadinanza, alle implicazioni delle diverse appartenenze religiose: è urgente e necessaria una riflessione critica onesta su tutte le questioni che accompagnano le migrazioni attuali, affrontando quelle più spinose, con il coraggio di proposte radicali.

(source: Bol.com)

Il sommo re

Il Ciclo di Prydain, di Lloyd Alexander, è composto da cinque volumi, scritti tra il 1964 e il 1968, uno all’anno. In Italia è stato pubblicato nella Fantacollana in due volumi, il primo, La Saga Di Prydain, comprendente i primi tre libri, il secondo, Taran Di Prydain, i restanti due. Portato sullo schermo in un film di animazione della Disney, Taron E La Pentola Magica, la cui sceneggiatura incorpora i primi due romanzi del ciclo. Hen Wen ha tutte le caratteristiche di una normalissima scrofa, e il giovane Taran, se è per questo, non si distingue in nulla da un qualsiasi altro guardiano di porci. Tuttavia quando Hen Wen scompare, rapita da emissari del Signore di Annuwin, l’oscuro padrone delle Tenebre, è evidente che qualcosa di straordinario sta per succedere. Taran vede così appagata la sua aspirazione di diventare un eroe, ed è costretto ad iniziare un viaggio attraverso la Terra di Prydain, che sazierà tutta la sua sete di avventure. Accompagnato da una schiera sempre più fitta ed eterogenea di straordinari compagni – dal nano Doli, che ha la capacità di rendersi invisibile, al bardo Fflam, alla principessa Eilonwy, fino a quella indescrivibile e indimenticabile creatura che è Gurgi Taran, affronta le più incredibili difficoltà e le più oscure negromanzie, nel tentativo di ritrovare Hen Wen. Dimostrando una straordinaria sensibilità ed una rara capacità letteraria, Lloyd Alexander ha saputo, in questo ciclo, rivisitare il ricco patrimonio simbolico e avventuroso della mitologia celtica e gallese, costruendo su di essa una vicenda fantastica gradevolissima e avvincente, senza mai consentire peraltro che l’esigenza narrativa o la tentazione dell’ironia prevaricassero il rigore della citazione mitica.

Il ritorno di Campion

Dopo tre anni al fronte, Albert Campion torna in licenza nella sua casa di Londra. E nel suo letto trova ad aspettarlo, sorpresa macabra, il cadavere di una donna. È subito chiaro che la sconosciuta non è morta lì. Infatti vi è stata portata da Lugg, il fedele valletto di Campion, e da lady Carados, madre di Johnny, celebre eroe della RAF. Ma perché lo hanno fatto? E chi è la misteriosa vittima? Campion non ha scelta se non mettersi a indagare…

Il libro dei tre

Il Ciclo di Prydain, di Lloyd Alexander, è composto da cinque volumi, scritti tra il 1964 e il 1968, uno all’anno. In Italia è stato pubblicato nella Fantacollana in due volumi, il primo, La Saga Di Prydain, comprendente i primi tre libri, il secondo, Taran Di Prydain, i restanti due. Portato sullo schermo in un film di animazione della Disney, Taron E La Pentola Magica, la cui sceneggiatura incorpora i primi due romanzi del ciclo. Hen Wen ha tutte le caratteristiche di una normalissima scrofa, e il giovane Taran, se è per questo, non si distingue in nulla da un qualsiasi altro guardiano di porci. Tuttavia quando Hen Wen scompare, rapita da emissari del Signore di Annuwin, l’oscuro padrone delle Tenebre, è evidente che qualcosa di straordinario sta per succedere. Taran vede così appagata la sua aspirazione di diventare un eroe, ed è costretto ad iniziare un viaggio attraverso la Terra di Prydain, che sazierà tutta la sua sete di avventure. Accompagnato da una schiera sempre più fitta ed eterogenea di straordinari compagni – dal nano Doli, che ha la capacità di rendersi invisibile, al bardo Fflam, alla principessa Eilonwy, fino a quella indescrivibile e indimenticabile creatura che è Gurgi Taran, affronta le più incredibili difficoltà e le più oscure negromanzie, nel tentativo di ritrovare Hen Wen. Dimostrando una straordinaria sensibilità ed una rara capacità letteraria, Lloyd Alexander ha saputo, in questo ciclo, rivisitare il ricco patrimonio simbolico e avventuroso della mitologia celtica e gallese, costruendo su di essa una vicenda fantastica gradevolissima e avvincente, senza mai consentire peraltro che l’esigenza narrativa o la tentazione dell’ironia prevaricassero il rigore della citazione mitica.