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La cultura si mangia!

La cultura è un bene di lusso? La nostra classe dirigente non ha dubbi: non si mangia e quindi non serve. O, secondo altri, è bella e utile ma non possiamo permettercela. Risultato bipartisan: tagli su tagli, dal 2,1 per cento della spesa pubblica nel 2000 allo 0,2 di oggi, e un’Italia avvitata nella più infelice delle decrescite. E invece si dà il caso che la cultura sia, ovunque, il motore dello sviluppo, come dimostra questo pamphlet documentato, battagliero, propositivo. Gli autori sfatano miti tossici: non è vero che il nostro Paese può vivere di passato e di «patrimonio artistico». Forniscono coordinate utili: dal 2007, in piena crisi, l’occupazione nelle industrie culturali italiane è cresciuta in media dello 0,8 per cento l’anno. Analizzano esempi virtuosi, dal New Deal alla rinascita di Bilbao, dal miracolo artistico della Ruhr alla riscoperta scientifica di Trieste. E offrono idee concrete per una rivoluzione della struttura produttiva del Paese, un progetto di sviluppo fondato sulla conoscenza. Spunti indispensabili per la classe politica, che ha il compito di guidare fuori dalla crisi un Paese sempre più confuso, ignorante e (quindi) povero. Riusciranno, i nostri eroi?

Cultura di destra: con tre inediti e un’intervista

“Che cosa vuol dire cultura di destra?” chiede un intervistatore a Furio Jesi nel 1979. È “la cultura entro la quale il passato è una sorta di pappa omogeneizzata che si può modellare nel modo più utile, in cui si dichiara che esistono valori non discutibili, indicati da parole con l’iniziale maiuscola”. Originale mitologo della modernità, Jesi dedica gli studi qui raccolti a individuare le matrici sotterranee, il linguaggio e le manifestazioni delle “idee senza parole” della cultura di destra otto-novecentesca; e lo fa smascherandone i luoghi comuni, le formule e le parole d’ordine che alludono a un nucleo mitico profondo e inconoscibile, ma fondante e modellante, cui fanno riferimento i principi ricorrenti di Tradizione, Passato, Razza, Origine, Sacro. Un “vuoto” da riempire di materiali mitologici, manipolati dalla propaganda politica di destra per legittimare il suo potere e gli ordinamenti sociali dominanti. Da questa prospettiva, Jesi indaga gli apparati linguistici e iconici sottesi al fascismo e al neofascismo, al nazismo e al razzismo, penetra nelle pieghe dell’esoterismo di Julius Evola e del lusso retorico dannunziano, attraversa le pagine di Liala e Pirandello. Questa nuova edizione di un libro ancora attualissimo è corredata da tre inediti e un’intervista.

La cultura del piagnisteo

«La cultura del piagnisteo è il cadavere del liberalismo degli anni Sessanta, è il frutto dell’ossessione per i diritti civili e dell’esaltazione vittimistica delle minoranze. Ma, a ben guardare, le origini di questa cultura sono più antiche. L’America è una nazione fondata sull’emigrazione e da sempre i diversi gruppi di emigranti sono entrati in collisione tra loro … Nel contempo però questi emigranti volevano costruire una società utopica, parlavano di missione, pensavano a un nuovo mondo che doveva convertire l’Europa degenerata». Della voga del politicamente corretto non poteva esserci miglior evocatore, narratore e interprete di Robert Hughes, polemista formidabile e testimone lucidissimo. Dietro l’occasione, che appartiene ormai alla storia – spesso esilarante – del costume quotidiano, Hughes lascia intravedere una prospettiva non lieta su ciò che la cultura in genere cerca di diventare nel prossimo futuro.
(source: Bol.com)

La cugina americana

Hampstead Garden, nordovest di Londra, è il quartiere della buona borghesia ebraica, ricca, istruita, liberal, solidale: tutti conoscono tutti, tutti frequentano tutti, tutti sono pronti a soccorrere chiunque si trovi in difficoltà. Adam e Rachel si conoscono da sempre, si amano dall’adolescenza, e stanno per fidanzarsi. La comunità segue l’evolversi della relazione da quando è nata, tutti aspettano il matrimonio, i figli. Tutto va come dovrebbe andare fino a quando, da New York, città di liberi costumi e strane usanze, arriva Ellie, la cugina di Rachel: bellissima, fragile, dolce, infelice, anticonformista. Ellie è una sopravvissuta, come tanti dei membri anziani della comunità: non ai campi di concentramento, ma alla morte della madre in un attentato terroristico in Israele, e alla conseguente decisione del padre di vagare per il mondo portando la piccola con sé. Tra Adam ed Ellie è amore al primo sguardo. Entrambi resistono, si evitano, si cercano, irresistibilmente attratti e irrimediabilmente divisi. Fino a quando Adam, avvocato nello studio del padre di Rachel, viene incaricato di risolvere la situazione incresciosa, pericolosa, che Ellie si è lasciata alle spalle a New York. I due sono costretti a incontrarsi, per lavoro, fino a quando una malattia di Ziva, la nonna di Ellie e Rachel, fornisce ai due innamorati impossibili l’occasione di infrangere le regole.

La cucina toscana di mare in oltre 450 ricette

In oltre 450 ricettePorta in tavola con gusto pesci, molluschi e crostaceiParlando di cibo, la prima caratteristica riscontrabile in tutta la Toscana è il rispetto delle tradizioni, con usanze che possono essere fatte risalire agli Etruschi. La ragion d’essere di questo attaccamento è il gusto tutto toscano per le cose semplici, per i sapori schietti, per gli ingredienti naturali e le preparazioni non troppo elaborate. In Toscana – terra di gente legata alla terra – anche nelle preparazioni di pesce entrano ingredienti particolarissimi, come gli “erbi boni”, ovvero verdure e piante selvatiche, spontanee. Sul litorale tirreno la cucina di mare ha saputo creare, nel corso del tempo, piatti unici e irripetibili, partendo da ingredienti semplicissimi e poveri, come le cee (gli avannotti delle anguille), le femminelle di Orbetello, le triglie di scoglio della zona di Livorno, i muggini della laguna. L’avanzare del turismo ha poi prodotto una rielaborazione dei piatti tipici, per accontentare i palati più raffinati dei villeggianti, ma sostanzialmente la base della cucina toscana di mare resta la semplicità dei pesci poveri, abbondantemente conditi con erbe, grigliati e serviti sul pane toscano, ben irrorati dall’inimitabile olio extravergine d’oliva, uno dei migliori al mondo.

La cucina romana ed ebraico romanesca

In oltre 200 ricetteIl meglio di un’antica tradizione culinaria che ha conservato la semplicità e la genuinità originarieOltre duecento gustosissime ricette che vanno dagli antipasti ai dolci; il meglio di un’antica tradizione culinaria viene offerto e messo a disposizione, in modo completo e ragionato, affinché ogni lettore possa concedersi il piacere e la felicità conviviale che solo una buona tavola può dare. Se c’è un campo in cui è giusto e opportuno conservare e difendere la tradizione, questo è il campo della gastronomia. Ciò vale in particolar modo per la cucina romana, le cui origini vengono fatte risalire da alcuni studiosi addirittura alla Roma imperiale: cucina semplice e non ricercata per eccellenza, realizzata con ingredienti facili da reperire e sempre a portata di mano (pur nel rispetto dei cicli stagionali). Il volume raccoglie inoltre le principali ricette della cucina ebraico-romanesca: dai notissimi carciofi alla giudia al risotto di Shabbat, dal pane a forma di treccia agli aliciotti con l’indivia, il lettore trova qui elencate e commentate gustosissime pietanze nate dalla semplicità e soprattutto in seno all’ambiente familiare. Infatti è proprio nella casa che la cucina ebraica ha avuto sempre la sua base, seguendo i dettami di un’arte culinaria tramandata oralmente da madre in figlia, da suocera a nuora. E grazie alla sua genuinità la cucina ebraico-romanesca si affianca benissimo a quella romana e ambedue si completano scambievolmente per la delizia e il piacere dei buongustai romani e non romani.

La cucina piemontese in 1000 ricette tradizionali

In 1000 ricette tradizionaliTutti i segreti di una gastronomia varia, raffinata e originaleLa storia e la tradizione gastronomica del Piemonte sono da secoli divise da una profonda dicotomia: da un lato la cucina poverissima delle vallate alpine, dall’altro quella sfarzosa e ricercata della corte dei Savoia. L’universo della cucina e della gastronomia piemontesi, se sondato cum grano salis, consente di fare scoperte straordinarie. Questo tipo di esplorazione può essere condotta sia in ambito popolare, nei campi, sulle vie del lavoro, nei quartieri poveri, sia nello splendore mondano di delizie e piatti ricercati. La cucina piemontese raccoglie le principali ricette tradizionali del territorio, suddivise per province. Sono presenti anche preparazioni a base di prodotti tipici, alcuni noti, altri sconosciuti fuori dalle zone di appartenenza, cercati e selezionati con cura dall’autrice e dai suoi collaboratori, per comporre un ricettario unico e dettagliatissimo.

La Cucina Dei Desideri Segreti

Tutto inizia con un regalo a sorpresa: un dolce, trovato sull’uscio di casa insieme a un biglietto anonimo – “Spero che vi piaccia” – e a uno strano lievito da usare secondo le istruzioni fornite e poi condividere con amici e vicini. Un dono che va dritto al cuore, come fa sempre la gentilezza inaspettata. E così, uno dopo l’altro, gli abitanti di un’intera città s’improvvisano pasticcieri, conquistati da quell’insolita “catena” avviata da chissà chi. Spezzarla non porta sfortuna, se non quella di perdersi l’opportunità di nuove amicizie: perché dietro ogni porta si nasconde una storia da scoprire. Come quella di Julia, che si è chiusa in se stessa dopo un grande dolore di cui non riesce nemmeno a parlare. O quella di Hannah, che non sa che fare della vita dopo la fine del suo matrimonio. O ancora, quella di Madeline, che per qualche motivo inspiegabile ha deciso di ricominciare da quella piccola città, dove ha aperto una sala da tè: un angolo accogliente in cui dispensa le delizie della sua cucina, accompagnate da infusi fragranti. È lì che le tre donne s’incontrano per caso. E se il misterioso lievito offre loro lo spunto per condividere ricette e risolvere dubbi culinari, ben presto quelle perfette sconosciute arrivano a scambiarsi confidenze, sogni, segreti. Come amiche. Certo, non sempre cuori infranti e occasioni perdute si possono aggiustare come un piatto a cui manca un po’ di sale: a volte, nella vita è necessario ripartire da zero. Ma imparare ad aprire il proprio cuore è già un ottimo inizio.
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### Sinossi
Tutto inizia con un regalo a sorpresa: un dolce, trovato sull’uscio di casa insieme a un biglietto anonimo – “Spero che vi piaccia” – e a uno strano lievito da usare secondo le istruzioni fornite e poi condividere con amici e vicini. Un dono che va dritto al cuore, come fa sempre la gentilezza inaspettata. E così, uno dopo l’altro, gli abitanti di un’intera città s’improvvisano pasticcieri, conquistati da quell’insolita “catena” avviata da chissà chi. Spezzarla non porta sfortuna, se non quella di perdersi l’opportunità di nuove amicizie: perché dietro ogni porta si nasconde una storia da scoprire. Come quella di Julia, che si è chiusa in se stessa dopo un grande dolore di cui non riesce nemmeno a parlare. O quella di Hannah, che non sa che fare della vita dopo la fine del suo matrimonio. O ancora, quella di Madeline, che per qualche motivo inspiegabile ha deciso di ricominciare da quella piccola città, dove ha aperto una sala da tè: un angolo accogliente in cui dispensa le delizie della sua cucina, accompagnate da infusi fragranti. È lì che le tre donne s’incontrano per caso. E se il misterioso lievito offre loro lo spunto per condividere ricette e risolvere dubbi culinari, ben presto quelle perfette sconosciute arrivano a scambiarsi confidenze, sogni, segreti. Come amiche. Certo, non sempre cuori infranti e occasioni perdute si possono aggiustare come un piatto a cui manca un po’ di sale: a volte, nella vita è necessario ripartire da zero. Ma imparare ad aprire il proprio cuore è già un ottimo inizio.

Cuccioli per i Bastardi di Pizzofalcone

Una neonata viene abbandonata accanto a un cassonetto della spazzatura. Una giovane domestica ucraina rimane presa in una morsa di avidità e frustrazioni. I piccoli animali randagi spariscono dalle strade. Cullata dall’aria frizzante di un giovane aprile, la città sembra accanirsi contro l’innocenza. Il compito di combattere un male più disumano del solito tocca a una squadra di poliziotti in cui pochi credono. Li chiamano i Bastardi di Pizzofalcone. In una società che si sgretola, dove il privilegio diventa sopraffazione, i poliziotti di Maurizio de Giovanni combattono non solo il crimine, ma anche l’indifferenza verso chi è più debole. Perché quando la violenza colpisce gli indifesi, a perdere siamo tutti.

Cruel

Roma si sveglia con la notizia di un omicidio atroce. Marta Luci, studentessa universitaria, è stata trovata morta dentro un ex ospedale psichiatrico abbandonato. L’assassino le ha squarciato la gola, ha messo il corpo a testa in giù e lo ha svuotato di tutto il sangue. I capelli sono intrisi di una sorta di balsamo. Sul ventre e sul petto alcuni tagli disegnano una croce rovesciata. Delle indagini viene incaricato un commissario specializzato in omicidi rituali. Ma sulle tracce dell’assassino si mette anche un giornalista, Mauro Colesani, inviato del settimanale “Cruel”, crime magazine di grande successo diretto da uno psichiatra famoso e carismatico. Mauro gira su un motorino scassato, ha modi poco ortodossi, ma anche un grande talento. E un motivo speciale per scoprire la verità. Con questo libro Salvo Sottile trasforma in un thriller avvincente e imprevedibile la sua profonda conoscenza del mondo della cronaca nera, maturata in tanti anni di professione. Ed è proprio una redazione giornalistica, descritta con assoluto realismo, a diventare il campo gravitazionale del male. Nessuno è al riparo dal sospetto, tutti credono di avere la verità in tasca. Qualcuno ha anche la presunzione di riconoscere il male, di poterlo sconfiggere. Ma come accade nei casi reali, non esiste mai un colpevole certo né una sola verità. Semmai ce ne sono tante, tutte valide, tutte spendi­bili e tutte solide agli occhi della logica. Solide fino a che non arriva una verità più forte, si posa sull’ultima e fa crollare tutte le altre, come in un domino.

Crudele come il sole

Credeva di poter ottenere tutto…
Rampollo di una ricca famiglia milanese e proprietario dell’azienda Prism Light, Jacopo Maria Ferrante è un uomo arrogante e ambizioso. Nella vita non ha mai dovuto conquistare nulla ma ora combatterà per realizzare la sua vendetta.
… ma la sua anima non era in vendita
Quando Clizia Diamare scopre l’esoso debito contratto dal padre non immagina il prezzo del riscatto: per un anno sarà proprietà esclusiva di Jacopo, in ufficio e tra le lenzuola.
Per preservare la gemella Elettra e salvare la pasticceria di famiglia e i suoi dipendenti, Clizia sarà costretta a trasferirsi a Milano alle dipendenze di un uomo che disprezza. Niente, però, può prepararla all’insana passione che la invade e che poco a poco si trasforma in un sentimento pericoloso e complesso.
La resa spesso è una vittoria
Un uomo difficile, una donna risoluta, una vendetta da consumare, un contratto da onorare. Perché amore e odio sono due facce della stessa medaglia.
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### Sinossi
Credeva di poter ottenere tutto…
Rampollo di una ricca famiglia milanese e proprietario dell’azienda Prism Light, Jacopo Maria Ferrante è un uomo arrogante e ambizioso. Nella vita non ha mai dovuto conquistare nulla ma ora combatterà per realizzare la sua vendetta.
… ma la sua anima non era in vendita
Quando Clizia Diamare scopre l’esoso debito contratto dal padre non immagina il prezzo del riscatto: per un anno sarà proprietà esclusiva di Jacopo, in ufficio e tra le lenzuola.
Per preservare la gemella Elettra e salvare la pasticceria di famiglia e i suoi dipendenti, Clizia sarà costretta a trasferirsi a Milano alle dipendenze di un uomo che disprezza. Niente, però, può prepararla all’insana passione che la invade e che poco a poco si trasforma in un sentimento pericoloso e complesso.
La resa spesso è una vittoria
Un uomo difficile, una donna risoluta, una vendetta da consumare, un contratto da onorare. Perché amore e odio sono due facce della stessa medaglia.
### L’autore
Christiana V, pseudonimo di Cristiana Verazzo, classe 1972, nasce ad Albenga e vive ad Aversa in provincia di Caserta. Sposata e madre di un bambino autistico di 11 anni, ha trovato nella scrittura la giusta valvola di sfogo per i propri eccessi emotivi. Nasce così nel 2011 l’urban fantasy Il Sigillo di Ametista, seguito nel 2012 dalla seconda parte della saga dei mezzoumani L’Enigma dell’Opale. Nel maggio 2014 esce Blood Catcher, un paranormal erotico di grande successo. Il 21 marzo 2016 esce il primo romance contemporaneo Crudele come il sole. Finalista del concorso Verbania for Women e vincitrice del premio speciale per tematica con il racconto 6 gocce di memoria. Ha partecipato all’antologia urban fantasy Elements Tales con il racconto Soffio Vitale; all’antologia Donne Speciali con Fantasiosa; all’antologia 365 giorni d’Amore con La mia luce; all’antologia 365 giorni sotto l’ombrellone con Viaggio di una conchiglia; all’antologia romantic suspence Senza Fiato con Alla conquista di te; all’antologia EWWA Dopo carosello tutte a nanna con La scatola delle meraviglie e a quella ITALIA. TERRA D’AMORI, ARTE E SAPORI con La Janara (la paura fa novanta). Numerose le partecipazioni in gruppi, forum e blog con racconti. 

Crossfire: l’ultimo pianeta

Le storie sul “primo contatto”, l’incontro fra l’umanità e una razza extraterrestre, sono in genere ricche di sorprese. E quando le razze con cui bisogna fare i conti sono addirittura due, le incognite si moltiplicano vertiginosamente. Ecco perchè ai pionieri guidati dal magnate Jake Holman occorrerà tutto il loro sangue freddo per ricavarsi un posto al sole sul pianeta Greentrees, il mondo dove infuria una lotta senza quartiere fra due popoli feroci. Popoli? Una delle due fazioni è composta da umanoidi coperti di pelo, ma l’altra… non ha nulla di umano, né di animale. I terrestri avranno molto da imparare, perchè il loro Eden è popolato da piante intelligenti che non hanno alcuna intenzione di lasciarsi “civilizzare”. 

Cross Domain Tracking Il tracciamento Multidominio con Google Universal Analytics

Google Analytics nella sua versione Universal è uno dei più potenti strumenti di Web Analysis. Per tracciare più di un singolo dominio l’installazione standard non è sufficiente. Scopriamo insieme come liberarne tutte le potenzialità.
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### Sinossi
Google Analytics nella sua versione Universal è uno dei più potenti strumenti di Web Analysis. Per tracciare più di un singolo dominio l’installazione standard non è sufficiente. Scopriamo insieme come liberarne tutte le potenzialità.

Cronos. I Sacerdoti del tempo

Elisabeth Monroe e Joseph Cardinali vengono coinvolti da una nota Criminal Profiler Milanese in un caso su alcuni omicidi di religiosi avvenuti in Italia. L’ipotesi che ad agire sia una strana figura di assassino denominato Il Serial Killer del Crocifisso si rivela presto debole. Unico indizio iniziale un’antica meridiana ad anelli trovata accanto al cadavere di Padre Cameo con incisi un simbolo e una frase in latino, “Tempus no fugit.” La frase non è uno dei soliti detti scritti sugli orologi solari. Appare come sbagliata di proposito. Grazie ad essa però dopo varie ricerche nei conventi e monasteri d’Italia e nella vita privata delle vittime, si arriva a capire che tutti gli uomini uccisi possedevano un oggetto, dalla clessidra, all’orologio, con INCISO lo stesso strano simbolo e un detto in latino simile. Ognuno di loro faceva parte di un gruppo definito I Sacerdoti Del Tempo. Si scoprirà che La qualifica di Sacerdoti non indicava il fatto che i membri fossero esclusivamente degli uomini di chiesa. Anzi, uno di essi si rivelò un famoso scienziato tedesco attivo nel 900, dedito allo studio della meccanica quantistica. Dopo varie avventure viene scoperto un grande segreto scientifico legato alla misteriosa figura di un monaco musicologo e scienziato, Padre Pellegrino Ernetti vissuto a Venezia sull’ Isola di San Giorgio Maggiore , che negli anni 50 dichiarò di aver costruito con l’aiuto di altri studiosi come Padre Gemelli ed Enrico Fermi un apparecchio in grado di vedere gli avvenimenti passati, Il Cronovisore. Il mondo potrebbetrovarsi tra conferme e smentite, in preda al caos più totale.
Padre Ernetti è esistito veramente. E la storia del suo Cronovisore è stata pubblicata da alcune riviste negli anni 70, tra le quali La Domenica del Corriere.

Cronomacchina accidentale

Un calibratore quantico è una macchina che può fare di tutto, anche scomparire e riapparire senza ragione. Ma per Matt Fuller, giovane assistente del Massachusetts Institute of Technology (MIT), la ragione è evidente: la macchina viaggia nel futuro, a intervalli ogni volta più significativi. La tentazione di adattarla alla sua automobile è forte e presto assecondata: per Matt inizia una vita di “viaggi” sempre più spericolati, ogni volta più lontani. Ma nei mondi di domani gli scenari non sono tutti rose e fiori. Anzi, come Matt scoprirà ben presto, non c’è di peggio che sbarcare in un futuro d’inferno.
Copertina di Franco Brambilla

Cròniche epafániche

“La ballata più lunga e appassionata di Francesco Guccini.” Così nel 1989 Stefano Benni salutava l’uscita di queste “Cròniche epafániche”: una vera e propria rivelazione, l’atto di nascita di un talentuoso scrittore fino allora conosciuto solo come insuperabile cantautore. Romanzo se non proprio autobiografico, certo di forte ispirazione autobiografica, le Cròniche riescono a restituire, nel fluire degli aneddoti e delle storie, nella lingua intessuta di termini dialettali e di colore, tutto il sapore di una mitologia di luoghi e affetti personale e familiare, senza retorica ma con toni che sanno alternare la commozione all’ironia, la rievocazione di episodi storici e la fantasia. Il racconto di un’infanzia e una giovinezza maturate in un paesaggio di mezza montagna tra Emilia e Toscana, dagli anni Quaranta in poi, veste così gli abiti dell’epica e della poesia, della cronaca picaresca e del puro divertimento, in quelle che un grande conterraneo di Guccini come Roberto Roversi ha definito “pagine da leggere, da vedere, da immaginare, da ascoltare”.
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