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La strada del ritorno è sempre più corta

L’estate in cui Vera ha cinque anni è una girandola di avventure. Vera è sfacciata e sognatrice: gioca a nascondino con l’amico immaginario Ringo Starr e da grande vuole fare la camionista, come il nonno, per scoprire dove finiscono tutte le strade del mondo. Oltre ai capelli rossi – della stessa tinta con cui i bambini colorano i cuori –, ha ereditato dal papà libraio la passione per le storie: riempie pile di fogli di una scrittura immaginaria per raccontare favole di calzini parlanti e piante grasse dimagrite. Quella dei suoi cinque anni è anche l’ultima estate che trascorre insieme al padre Giordano.Oggi Vera ha trent’anni, ed è una celebrità della tv: inventa oroscopi irriverenti e graffianti, specie per i nati dello Scorpione, segno zodiacale dell’ex fidanzato che l’ha appena lasciata, mettendola di colpo davanti a tutte le sue fragilità. Perché Vera è cresciuta senza un genitore, ed è come se fosse a metà: ha avuto in dotazione un solo braccio e un solo orecchio, una sola gamba e un solo occhio, e ha riempito tutto quel vuoto di sarcasmo e finta imperturbabilità.Di suo padre non sa nulla: la madre Lia, credendo di proteggerla e di proteggersi, ha preferito dimenticare. Ma quando riceve un centinaio di pagine scritte da Giordano durante gli ultimi mesi di vita e che parlano proprio di lei, dell’eccentrica Lia che si è ribellata alle leggi ancestrali della provincialissima Campobasso, e della nonna Santa, che ha consacrato la propria vita ai figli, Vera è investita da una sfida: il libro è senza finale. Lei adora gli inizi e odia la responsabilità della fine, eppure è la sola che potrebbe completarlo, è un’occasione unica per incontrare tra le pagine quel padre mancato, e per capire cosa accadde quell’estate in cui tutto è cambiato.La strada del ritorno è sempre più corta è un romanzo pieno di luce e di ironia, che racconta l’amore, la perdita e la trasformazione. La giornalista Valentina Farinaccio, qui al suo folgorante esordio narrativo, racconta con una lingua cangiante come attraversare il dolore sia l’unico modo per uscire salvi e interi, dall’altra parte. Ma questa storia è anche una dichiarazione d’amore per i libri e le eredità che vi passano attraverso, un atto di fiducia nell’eternità della letteratura.

La strada che porta a domani

Nella nuova edizione 1997 della ‘Strada che porta a domani’, Gates svela il segreto del suo successo: in un’epoca di rapida evoluzione tecnologica un’azienda che voglia mantenere la propria posizione di leadership deve sapersi rinnovare di giorno in giorno. Questo è lo spirito che nel 1996 lo ha spinto ad affrontare l’avventura di Internet. Gates illustra ai lettori come Internet stia oggi rivoluzionando i destini dell’intera società. Nell’era delle comunicazioni globali, ogni aspetto della nostra esistenza quotidiana subirà cambiamenti radicali: potremo lavorare, sbrigare affari e pratiche, studiare e divertirci, accedere a notizie di qualunque tipo, senza muoverci dal luogo in cui ci troviamo.

La strada bianca. Storia di una passione

Una manciata di minuscole sculture giapponesi ha ispirato a Edmund de Waal “Un’eredità di avorio e ambra”. E una manciata di candidi detriti raccolta sul monte Kao-Ling, in Cina, spinge l’autore a esclamare “Questo è il mio inizio”. L’inizio di un viaggio sulle tracce dell'”oro bianco”, per raccontare la storia della porcellana. Qui lo seguiamo da Jingdezhen a Venezia, a Versailles, a Dublino, a Dresda, fino alle colline della Cornovaglia e ai monti Appalachi del South Carolina, mentre racconta la storia di una vera e propria ossessione per “il bianco perfetto”. Lungo la strada incontra i testimoni della creazione della porcellana: tutti quelli che da quel bianco sono stati ispirati, arricchiti o afflitti; e dei tanti che hanno avuto la vita, il corpo e la mente spezzati dall’affanno della ricerca. L’autore percorre un millennio per arrivare ad alcuni dei momenti più tragici della storia contemporanea. Eroi o vittime dell’invenzione e della produzione del prezioso materiale, i personaggi più disparati: dagli imperatori cinesi ai loro schiavi; dall’elettore di Sassonia e re di Polonia Augusto II al piccolo alchimista da lui imprigionato perché produca quel materiale “semitraslucido e latteo, come i petali di un narciso”; dal farmacista quacchero che esplora le colline della Cornovaglia distratto solo dalla morte della giovane moglie; a Lenin e al suo intervento al Congresso dei lavoratori del vetro e della porcellana.
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Stormbird

Sfortunato è quel regno che ha per re un uomo debole. È il 1437 e le nubi si addensano minacciose nei cieli inglesi: il potere è in mano alla famiglia Lancaster, ma il “leone d’Inghilterra” Enrico V non è più sul trono. A succedergli è il figlio, Enrico VI, un uomo malato e senza ambizioni. Ma il trono di Inghilterra è troppo importante perché resti nelle mani del “re agnellino”. Così, sono in molti, nella schiera dei suoi avidi consiglieri, ad approfittare della situazione – come il potentissimo duca di Suffolk, che nutre inconfessabili speranze di potere. Ma anche nella stirpe di York, rivale dei Lancaster, c’è chi non ha rinunciato a volere l’Inghilterra nelle mani di un re forte – come Riccardo, duca di York, e i suoi sodali. Tanto più che all’orizzonte c’è una nuova minaccia: l’imminente ribellione nei territori inglesi di Francia. E quando comincia a correre voce che Enrico VI sia stato promesso in sposo a una nobildonna francese, Margherita d’Angiò, il futuro dell’Inghilterra appare come non mai in pericolo. Per i Lancaster e gli York comincia così un reciproco assedio, una guerra da combattere in patria e nei territori francesi, il cui bottino è il destino stesso dell’Inghilterra. E quel trono che più di tutti gli altri vuol dire potere e, come il potere, non cessa di generare mostri.
(source: Bol.com)

Storie rosse

Il nome di Emilio Salgari è uno dei più suggestivi per i nostri ragazzi. Ben pochi autori hanno la fortuna di destare in loro tanta fiducia e tanto entusiasmo. Essi sanno che la loro aspettativa non fu mai delusa, e perciò ogni nuovo libro di viaggi o di avventure che porti in fronte il nome del Salgari ha l’eguale accoglienza fatta al primo, col quale fecero la conoscenza del fecondo scrittore. (Introduzione Storie Rosse, 1910)
Una raccolta di quindici avventure, provenienti da altrettanti romanzi. Ogni capitolo è preceduto da un brevissimo riassunto dell’antefatto, in modo che il lettore possa avere innanzi a sé un’idea chiara della scena in cui si inquadra il racconto.
Storie Rosse:
La caverna degli antropofagi (Il tesoro della Montagna Azzurra)
Il campo degli apaches (Il re della prateria)
L’assalto dei patagoni (La Stella dell’Araucania)
Nella città sottomarina (Le meraviglie del duemila)
L’incendio della nave (Un dramma nell’Oceano Pacifico)
Il Re dell’Aria (Il Re dell’Aria)
La caccia al conte di Ventimiglia (Il figlio del Corsaro Rosso)
La milizia dei disperati (Sull’Atlante)
I bufali selvaggi (Sandokan alla riscossa)
Le meravigliose trovate di un guascone (Gli ultimi filibustieri)
Una confessione penosa (I corsari delle Bermude)
Alle estreme terre boreali (Una sfida al Polo)
La leggenda del cavallo bianco (Sulle frontiere del Far-West)
Una partita di boxe nella prateria (La Scotennatrice)
Le guerre indiane e le Selve Ardenti (Le Selve Ardenti)

Storie marziane

C’è un genere di fantascienza che gli specialisti chiamano planetary romance, e che si svolge su pianeti esotici ideali per ambientare magnifiche avventure. Al genere appartiene, per esempio, il ciclo di Tschai del compianto Jack Vance, ma la sua rappresentante più nota è Leigh Brackett, che dieci anni dopo aver raccolto in volume queste Storie marziane avrebbe scritto la sceneggiatura del secondo capitolo di Star Wars, L’impero colpisce ancora. Brackett ci trasporta su un Marte favoloso come i più lontani pianeti della galassia, forse improbabile eppure necessario. Risalenti all’epoca d’oro delle riviste americane, i capitoli di questa odissea a episodi possono fare concorrenza alle celebri Cronache di Ray Bradbury, ma i loro eroi ed eroine hanno una passione per l’azione e il pericolo che è seconda solo al loro amore per un mondo perduto.
Copertina di Franco Brambilla

Storie macabre

Dal cannibalismo agli omicidi più efferati, dal marito che ghigliottina la propria consorte alla povera fanciulla che scopre di aver sposato un boia, le sei storie macabre raccolte in questo volume costituiscono un eccezionale campionario di orrori, un autentico gioiello della narrativa macabra, firmato dall’autore dell’ormai classico *Il fantasma dell’Opera*.

Storie di streghe

La figura della strega, questa donna che fa uso di arti magiche per piegare la realtà al proprio volere, ha stimolato l’immaginazione di artisti e scrittori oltre che essere oggetto di studi storici, religiosi e antropologici. In questa antologia sono stati raccolti alcuni dei più emblematici ed inquietanti racconti che la vedono come protagonista: che viaggi di notte, sullo sfondo di una falce di luna a cavallo di una scopa, o che balli in una radura in mezzo alla foresta al ritmo delle musiche diaboliche del Sabba, seguita, tra le nuvole, da uragani e cicloni, o si trovi nella sua capanna circondata da teschi piantati su pali, giovane o vecchia, brutta o bellissima, la strega è comunque malvagia e la sua Magia Nera è sempre foriera di guai.
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Storie di spionaggio e di finzioni

Le cinque storie della prima parte (Miss King, Il messicano calvo, Giulia Lazzari, Il traditore, La biancheria di Mr. Harringhton) hanno come protagonista l’agente segreto Ashenden in azione durante la prima guerra mondiale. Le altre (Prima del ricevimento, Eroe di cartapesta, La virtù, La moglie del colonnello, Impronte nella giungla, Il tesoro, Le convenienze sociali) sono ambientate per lo più in Inghilterra e mettono in scena finzioni sociali, di interesse, amorose, curiosamente simili a quelle in cui è costretto a lavorare un agente segreto. Agenti, ballerine, sicari messicani e falsi gentiluomini: dodici storie di un classico contemporaneo.

Le Storie di Selot: Volume I (L’inizio) – Volume II

Le Storie di Selot – Versione completa – Vol ‘L’inizio’ e Vol II
Abbandonato alla nascita, Selot ha vissuto i primi quindici anni della sua vita chiuso nelle mura dell’Abbazia di Affradatis. Le rigidissime regole della vita monacale prevedono che i giovani frati non possano alzare la testa né lo sguardo in presenza di altri. Selot non conosce nulla di se stesso, neppure il colore dei suoi occhi.
Il marchese di Atiarav, signore delle terre a cui appartiene anche l’Abbazia, si reca presso l’abate per chiedergli aiuto in vista di una missione di vitale importanza, ma dai contorni imperscrutabili. Gli richiede il servizio di un frate di fedeltà assoluta, rigore personale, resistenza fisica, cieca obbedienza. L’abate sceglie Selot, nonostante la sua giovane età, per il carattere e per le qualità non comuni che lo distinguono. Il marchese e Selot partono per un viaggio verso le più alte cime dei monti Eizco. Lungo il viaggio, Selot inizia a scoprire la sua inaspettata natura che presto gli imporrà di prendere in mano le redini della sua vita. Iniziano così le avventure di Selot, segnate dal segreto che potrà forse salvare il marchesato di Atiarav da una terribile minaccia. Affiorano le sue origini e il suo destino, legato ad una stirpe di guerrieri creata da un misterioso popolo a difesa dell’umanità. Selot attraversa prove durissime, spingendosi incessantemente oltre i propri limiti, per servire e salvare.
“Quello che sei non dipende da quello che ti accade o dalle situazioni terribili che sei costretto a vivere, ma da come tu affronti tutto questo. Il tuo cuore saprà distinguere e ti condurrà sulla tua strada, anche in queste fiamme d’inferno. Resta dalla parte giusta del cuore.”
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Storie di Natale

Sette scrittori si misurano in questa antologia con il tema del Natale, sono storie fuori dall’ordinario e che riservano al lettore non poche sorprese. Liberi di sviluppare una narrazione sul tema che da duemila anni in qua è vissuto a tutte le latitudini, si sono sbizzarriti.
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### Sinossi
Sette scrittori si misurano in questa antologia con il tema del Natale, sono storie fuori dall’ordinario e che riservano al lettore non poche sorprese. Liberi di sviluppare una narrazione sul tema che da duemila anni in qua è vissuto a tutte le latitudini, si sono sbizzarriti.

Storie di lupi mannari

In questo volume sono raccolti i romanzi e i racconti più belli scritti dai migliori autori del genere fantastico sul tema dei Lupi Mannari. Assorbita nell’infanzia da ciascuno di noi, tramandata nelle fiabe e nelle credenze popolari di ogni età, presente nell’immaginario mediterraneo ancor più del Vampiro e del Ghoul, la figura dell’uomo-lupo continua a turbarci e ad attrarci come l’«altra faccia» della personalità umana. L’horror, la suspense, il terrore e la leggenda – tutti ingredienti contenuti nelle pagine di questo libro – si fondono armoniosamente assicurando al lettore interesse, avventura, coinvolgimento emotivo e, soprattutto, una lettura assolutamente affascinante e diversa. Oltre agli autori elencati, sono presenti nell’antologia racconti di: Manly Banister, Gladys Gordon Pendarves, Jessie Douglas Kerruish, Frederick Marryat, Edith Nesbit, Gianni Pilo, Kirk Washburn. A cura di Gianni Pilo e Sebastiano Fusco. Con il saggio: “Il Lupo Mannaro” e con le appendici: 1. Il “Lai du Bisclavret” 2. Werewolf 3. Artù e Gorlagon 4. Dal “Dictionnaire Infernal” di Jacques Collin de Plancy Inoltre filmografia, bibliografia, schede degli autori e prime pubblicazioni.

Storie di Demoni

Il preciso etimo della inquietante terminologia demoniaca non sempre è stata considerata nel suo effettivo valore. Le parole Demonio e Demoni, derivano dal termine greco ‘Daimon’, e ‘Daimones’, : tali esseri, considerati di natura divina (sebbene di un ordine secondario, rispetto all’ordine primario degli Dei), venivano generalmente indicati come responsabili di tutte le umane vicende, sia positive che negative. Altrettanto diffusa della parola Demonio, è la parola “Diavolo” che deriva dalla radice greca ” Diabolos”, ovvero” Il Calunniatore”. Questa è forse la definizione più appropriata per indicare il principio del Male, chiamato dai teologi del tempo con il parziale appellativo di ” padre delle Menzogne”. Ogni uomo, ogni città, ogni famiglia, possedeva un proprio Demone – in genere benefico – che era quasi sempre prodigo di consigli, protezione, fortune e benessere. Il proprio Demone insomma, era un antesignano pagano dell’Angelo Custode della cristianità, mutuato di segno e funzioni con l’ovvio trapasso di poteri da una civiltà all’altra.
INTRODUZIONE di Domenico Cammarota
IL SANTUARIO di E.F. Benson
IL DEMONIO A PADOVA di Giuseppe Brunati
LA MORTE VIOLETTA di Gustav Meyrink
L’EREDITÀ DELL’ASTROLOGO di Roger Pater
ALOUQA, O LA COMMEDIA DEI MORTI di Jean Louis Bouquet
A PORTA INFERI di Roger Pater
BELZEBÙ di Robert Block
DE PROFUNDIS di Roger Pater
IL GIARDINO MALATO di Michel De Ghelderode
LA COMPAGNIA DI UN COLLEZIONISTA di Robert H. Maiden
CICATRICI di Adrian Cole