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Magus – Il romanzo di Nostradamus

Michel de Nostredame nasce in una piccola cittadina provenzale nel 1503. A Montpellier intraprende gli studi di medicina, ma sarà l’astrologia l’arte che accenderà il suo spirito e il suo intelletto. La fame di sapere lo accompagnerà nei suoi viaggi attraverso l’Europa, dalla Venezia licenziosa dei dogi alla splendida corte del re di Francia. Perseguitato da una donna malvagia e assetata di vendetta, Nostradamus troverà presso Caterina de’ Medici onori e fama, ma non la pace. Dovrà affrontare nemici numerosi e potenti, mentre nella sua mente prende forma il crogiuolo profetico delle centurie, le misteriose quartine sul tempo a venire… Valerio Evangelisti, il creatore della saga dell’inquisitore Eymerich, interroga con la sua straordinaria vena romanzesca il personaggio indecifrabile di Nostradamus. E scrive una storia potente e tenebrosa, accesa dai colori vibranti delle grandi narrazioni storiche.
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### Sinossi
Michel de Nostredame nasce in una piccola cittadina provenzale nel 1503. A Montpellier intraprende gli studi di medicina, ma sarà l’astrologia l’arte che accenderà il suo spirito e il suo intelletto. La fame di sapere lo accompagnerà nei suoi viaggi attraverso l’Europa, dalla Venezia licenziosa dei dogi alla splendida corte del re di Francia. Perseguitato da una donna malvagia e assetata di vendetta, Nostradamus troverà presso Caterina de’ Medici onori e fama, ma non la pace. Dovrà affrontare nemici numerosi e potenti, mentre nella sua mente prende forma il crogiuolo profetico delle centurie, le misteriose quartine sul tempo a venire… Valerio Evangelisti, il creatore della saga dell’inquisitore Eymerich, interroga con la sua straordinaria vena romanzesca il personaggio indecifrabile di Nostradamus. E scrive una storia potente e tenebrosa, accesa dai colori vibranti delle grandi narrazioni storiche.

Magnus Chase e gli Dei di Asgard – 1. La spada del guerriero

Secondo la mitologia nordica, quando un uomo muore valorosamente con la spada in mano diventa uno degli immortali guerrieri di Odino, il re degli dei. Magnus Chase, sedici anni e una vita di espedienti, non avrebbe mai immaginato di morire brandendo un’arma millenaria contro un gigante deciso a carbonizzare il Ponte di Boston e migliaia di innocenti.
L’ascesa al Valhalla, l’Olimpo nordico, è solo l’inizio per il giovane eroe. Tra bellicose valchirie, nerboruti guerrieri e sontuosi banchetti, Magnus sta per scoprire la sconvolgente verità: suo padre è il divino Freyr e il suo compito è ritrovare la Spada dell’Estate, scongiurando così il Ragnarok, il Giorno del Giudizio, in cui i Nove Mondi saranno distrutti e gli dei si scontreranno in battaglia con i giganti.
La vita di Magnus è appena finita. Eppure è appena cominciata.
Surt camminava avanti e indietro di fronte a me, schioccando la lingua in segno di disapprovazione. «Fragile» disse.
«Senza spina dorsale. Un bambino.
Dammi la spada di tua spontanea volontà, progenie dei Vani. Ti prometto una morte rapida.» *Progenie dei Vani?* Conoscevo un sacco di ottimi insulti, ma quello non l’avevo mai sentito.
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### Sinossi
Secondo la mitologia nordica, quando un uomo muore valorosamente con la spada in mano diventa uno degli immortali guerrieri di Odino, il re degli dei. Magnus Chase, sedici anni e una vita di espedienti, non avrebbe mai immaginato di morire brandendo un’arma millenaria contro un gigante deciso a carbonizzare il Ponte di Boston e migliaia di innocenti.
L’ascesa al Valhalla, l’Olimpo nordico, è solo l’inizio per il giovane eroe. Tra bellicose valchirie, nerboruti guerrieri e sontuosi banchetti, Magnus sta per scoprire la sconvolgente verità: suo padre è il divino Freyr e il suo compito è ritrovare la Spada dell’Estate, scongiurando così il Ragnarok, il Giorno del Giudizio, in cui i Nove Mondi saranno distrutti e gli dei si scontreranno in battaglia con i giganti.
La vita di Magnus è appena finita. Eppure è appena cominciata.
Surt camminava avanti e indietro di fronte a me, schioccando la lingua in segno di disapprovazione. «Fragile» disse.
«Senza spina dorsale. Un bambino.
Dammi la spada di tua spontanea volontà, progenie dei Vani. Ti prometto una morte rapida.» *Progenie dei Vani?* Conoscevo un sacco di ottimi insulti, ma quello non l’avevo mai sentito.
### Dalla quarta di copertina
Secondo la mitologia nordica, quando un uomo muore con la spada in mano diventa uno degli immortali Guerrieri di Odino, il re degli dei. È quello che succede al giovane Magnus Chase (sì, Chase, proprio come Annabeth, la ragazza di Percy Jackson!) che si ritrova suo malgrado ad Asgard – l’Olimpo nordico – dove da molto tempo non arrivava nessuno (in pochi, ai giorni nostri, muoiono con una spada in mano!). Ad Asgard le giornate passano tra combattimenti più o meno amichevoli e generosi banchetti: non esattamente l’idea di divertimento che ha Magnus, finché il ragazzo scopre che un modo per tornare sulla Terra esiste: il dio Loki si è ribellato a Odino e si nasconde nel nostro mondo, dove sta creando un certo scompiglio… Magnus riuscirà a fermarlo, e a svelare le circostanze della propria uccisione?

Le Magnifiche 7 Signore Della Letteratura Inglese

AUSTEN, Orgoglio e pregiudizioM. SHELLEY, FrankensteinC. BRONTË, Jane EyreE. BRONTË, Cime tempestoseA. BRONTË, Agnes GreyG. ELIOT, Il velo dissoltoWOOLF, Gita al faroEdizioni integraliSette magnifiche signore, sette magnifici romanzi al femminile che percorrono più di un secolo di storia della letteratura inglese. A cominciare da Orgoglio e pregiudizio, le vicende della famiglia Bennet e delle loro cinque figlie da maritare, così magistralmente raccontate da Jane Austen in uno spaccato ironico e intelligente dei vizi e delle virtù della borghesia inglese della sua epoca. Per passare al celebre Frankenstein di Mary Shelley, prova eccellente di narrativa gotica dove il “mostro” è la perfetta sintesi delle nostre paure. E poi i capolavori delle tre sorelle Brontë – Charlotte, Emily e Anne – che con i romanzi Jane Eyre, Cime tempestose e Agnes Grey riassumono e comprendono le caratteristiche del periodo vittoriano: i privilegi di una rigida classe nobiliare prepotente e viziata e figure di eroi ed eroine alla ricerca del grande amore. Al romanticismo imperante cercò di ribellarsi Mary Anne Evans, più conosciuta come George Eliot che, nell’incalzante ed enigmatico Il velo dissolto, romanzo breve che sembra una novella gotica, vuole fare luce sulla parte più oscura e irrazionale dell’essenza e dell’esperienza umana. Virginia Woolf, ultima delle autrici in ordine cronologico, con il suo capolavoro Gita al faro ci offre uno splendido esempio di letteratura del XX secolo: le grandi passioni lasciano il passo all’intimismo e al flusso di coscienza.

Magisterium – 3. La chiave di bronzo

Ama collezionare libri rari sul folklore, bambole strane e cappelli. Per Mondadori ha pubblicato la trilogia *Fate delle tenebre*, il romanzo *I segreti di Coldtown*, la serie “Spiderwick” e *Doll Bones – La bambola di ossa*, con cui ha vinto la Newbery Honor nel 2014.
Callum, Aaron e Tamara sono inseparabili. Frequentano il Magisterium, dove vengono addestrati a dominare la magia per combattere il Nemico e riportare l’ordine in un mondo dominato dal caos. Una scuola come la loro dovrebbe essere il luogo più sicuro e protetto per farlo. Ma dopo la morte improvvisa di un compagno, i tre amici si ritrovano a seguire le tracce di un sinistro assassino, mettendo a repentaglio le proprie vite.
Come se non bastasse, hanno il fondato sospetto che nel Magisterium si aggiri una spia del Nemico.
Non c’è tempo da perdere. L’ennesima Guerra Magica incombe, e l’unico modo per sconfiggere il Nemico è giocarsi il tutto per tutto. Perché se la magia finisce nelle mani sbagliate il male che può scaturirne è inimmaginabile.
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### Sinossi
Ama collezionare libri rari sul folklore, bambole strane e cappelli. Per Mondadori ha pubblicato la trilogia *Fate delle tenebre*, il romanzo *I segreti di Coldtown*, la serie “Spiderwick” e *Doll Bones – La bambola di ossa*, con cui ha vinto la Newbery Honor nel 2014.
Callum, Aaron e Tamara sono inseparabili. Frequentano il Magisterium, dove vengono addestrati a dominare la magia per combattere il Nemico e riportare l’ordine in un mondo dominato dal caos. Una scuola come la loro dovrebbe essere il luogo più sicuro e protetto per farlo. Ma dopo la morte improvvisa di un compagno, i tre amici si ritrovano a seguire le tracce di un sinistro assassino, mettendo a repentaglio le proprie vite.
Come se non bastasse, hanno il fondato sospetto che nel Magisterium si aggiri una spia del Nemico.
Non c’è tempo da perdere. L’ennesima Guerra Magica incombe, e l’unico modo per sconfiggere il Nemico è giocarsi il tutto per tutto. Perché se la magia finisce nelle mani sbagliate il male che può scaturirne è inimmaginabile.
### Dalla seconda/terza di copertina
È nata nel 1971. Sua madre l’ha cresciuta a forza di storie su fate, fantasmi e folletti. Per Mondadori ha pubblicato la trilogia Fate delle tenebre, il romanzo I segreti di Coldtown, la serie “Spiderwick” e “Doll Bones La bambola di ossa”, con cui ha vinto la Newbery Honor nel 2014.

La magia delle cose perse e ritrovate

Brooke Davis ha scritto un libro meraviglioso. È un caso editoriale venduto in 30 paesi e subito primo in classifica. Lettori e librai indipendenti l’hanno adorato. Perché è impossibile non affezionarsi alla sua protagonista, alla sua voglia di scoprire il mondo per riempirlo di stupore e felicità. Un romanzo che insegna a non arrendersi mai. Bisogna cercare e sperare. Crederci e fidarsi. Perché mai nulla è perduto per sempre.A volte un paio di stivali rossi può aiutare ad affrontare il mondo e le proprie paure. Così è per Millie, che quando li indossa si sente forte e sicura. Ha sette anni ed è curiosa di tutto. Ha tanta voglia di fare domande, di conoscere, di scoprire. Per questo quando un giorno al centro commerciale sua madre sembra sparita, non si perde d’animo, ma cerca qualcuno che possa darle una mano a trovarla. È proprio allora che si imbatte in Karl che se ne sta seduto con lo sguardo perso nei suoi pensieri. Karl è un anziano un po’ speciale che mentre parla, digita nell’aria le parole. Solo in questo modo riesce a sentire ancora vicina sua moglie a cui un tempo scriveva parole d’amore sulla schiena. Millie si fida subito di lui e la corazza di diffidenza che Karl si è costruito intorno si scioglie grazie agli occhi sperduti e sinceri della bambina. Gli stessi occhi davanti ai quali Agatha sente nascere dentro una tenerezza ormai dimenticata. A ottant’anni non esce più di casa, dopo la morte del marito, e passa le sue giornate alla finestra a spiare i vicini. Ma appena scorge sulla strada Millie e Karl c’è qualcosa che la spinge a parlare con quei due sconosciuti, a uscire per la prima volta dalla sua solitudine. Perché Millie ha il dono unico di raggiungere il cuore delle persone. Perché il suo sorriso ingenuo e solare è capace di portare la felicità. Lì dove non ci si aspettava più di trovarla. Karl e Agatha si sentono vicini a lei come a nessun altro prima e decidono di ritrovare sua madre. E da quel momento per loro ogni cosa cambia. Scoprono che non è mai troppo tardi per vivere appieno la vita, per lasciarsi trascinare da un desiderio, per permettere all’amore di meravigliare ancora. E Millie è pronta ad imparare che non tutto ha una risposta e che questa è la magia del futuro. La magia di sapere che lungo la strada si perdono delle cose, ma che c’è sempre il modo per ritrovarle.

Un maggiordomo solo mio (Youfeel): Girare una crêpe è arte dei più capaci

Girare una crêpe è arte dei più capaci.
Elisa ha diciotto anni e una gran voglia d’indipendenza. Figlia unica di una famiglia benestante, è cresciuta sotto l’ala protettiva dei suoi genitori, che l’hanno sempre confinata in istituti privati femminili o relegata in casa. Quando Elisa decide di lasciare l’agio della ricchezza per immergersi nella realtà delle persone comuni è risoluta, ma si trova catapultata in un mondo inaspettato. La vita quotidiana è piena di difficoltà a lei sconosciute: cucinare, lavare e sistemare gli abiti sono operazioni misteriose. E come si accende una lavatrice? Elisa ha un disperato bisogno di un maggiordomo. Sarà forse quel bel ragazzo che le ha aperto la porta di casa e che si ostina a sostenere di essere solo il suo “coinquilino”?
Una storia romantica e scanzonata che ci farà riscoprire il gusto delle piccole difficoltà quotidiane, che diventano piacere quando si mescolano con l’amore. E la gioia di poter scegliere liberamente cosa fare della propria vita.
Mood: Ironico – YouFeel RELOADED dà nuova vita ai migliori romanzi del self publishing italiano. Un universo di storie digital only da leggere dove vuoi, quando vuoi, scegliendo in base al tuo stato d’animo il mood che fa per te: Romantico, Ironico, Erotico ed Emozionante.
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### Sinossi
Girare una crêpe è arte dei più capaci.
Elisa ha diciotto anni e una gran voglia d’indipendenza. Figlia unica di una famiglia benestante, è cresciuta sotto l’ala protettiva dei suoi genitori, che l’hanno sempre confinata in istituti privati femminili o relegata in casa. Quando Elisa decide di lasciare l’agio della ricchezza per immergersi nella realtà delle persone comuni è risoluta, ma si trova catapultata in un mondo inaspettato. La vita quotidiana è piena di difficoltà a lei sconosciute: cucinare, lavare e sistemare gli abiti sono operazioni misteriose. E come si accende una lavatrice? Elisa ha un disperato bisogno di un maggiordomo. Sarà forse quel bel ragazzo che le ha aperto la porta di casa e che si ostina a sostenere di essere solo il suo “coinquilino”?
Una storia romantica e scanzonata che ci farà riscoprire il gusto delle piccole difficoltà quotidiane, che diventano piacere quando si mescolano con l’amore. E la gioia di poter scegliere liberamente cosa fare della propria vita.
Mood: Ironico – YouFeel RELOADED dà nuova vita ai migliori romanzi del self publishing italiano. Un universo di storie digital only da leggere dove vuoi, quando vuoi, scegliendo in base al tuo stato d’animo il mood che fa per te: Romantico, Ironico, Erotico ed Emozionante.

Maggie ragazza di strada

“La ragazza, Maggie, sbocciò in una pozza di fango. Diventò una bella ragazza, un prodotto quanto mai raro e straordinario in un rione di grossi casermoni.” (Stephen Crane, 1896).

Mafia. Vita di un uomo di mondo. L’autobiografia senza precedenti del più famoso pentito di mafia

Angelo Siino, «pentito» eccellente e collaboratore di giustizia, dopo aver svelato nelle aule dei tribunali i volti e i meccanismi del potere mafioso, racconta qui la sua vita attraverso la penna del suo storico avvocato, Alfredo Galasso. L’uomo conosciuto come il ministro dei Lavori Pubblici di Cosa Nostra, colui che per anni ha gestito da parte mafiosa l’affidamento di molti appalti, ci racconta in prima persona delle sue frequentazioni con i boss Provenzano, Riina, Brusca, Bontate, Ciancimino, e di come questi abbiano arbitrariamente gestito – o manipolato – tutti i gangli del potere alla loro portata. Ma il quadro offerto da Siino si allarga poi a comprendere i lati oscuri della trattativa Stato-mafia e l’espansione degli interessi di Cosa Nostra nel Nord Italia, o quella che è stata piuttosto la discesa degli affaristi settentrionali nei meandri delle dinamiche mafiose. Dietro alla storia di un’organizzazione criminale ci sono storie di uomini che scelgono di farne parte: Siino ci guida anche nella quotidianità di Cosa Nostra, tra grandi manciate all’aperto e lunghi viaggi in macchina per portare a termine missioni segrete, fino a quei fortuiti incontri di paese che con poche parole paiono orchestrare i destini una nazione. La testimonianza di Siino ci mostra dunque tanto il lato straordinario quanto quello per così dire ordinario del potere mafioso, rivelandocene forse l’aspetto più spaventoso: la normalità percepita di un male che affligge sempre più tutta l’Italia.

Il maestro di Vigevano. Il calzolaio di Vigevano. Il meridionale di Vigevano

«L’universo di Mastronardi ha un nome, dichiarato fin dall’inizio dai titoli in copertina: Vigevano. Non so quanti e quali nessi si possono trovare tra questa Vigevano romanzesca e la Vigevano reale: ma so che come immagine dell’Italia, di trent’anni di storia della società italiana, la Vigevano mastronardiana funziona egregiamente. […] Che un risultato di tanta forza sia stato ottenuto da un’esistenza in fragile equilibrio col mondo come quella di Lucio Mastronardi, dalla sua sensibilità di scorticato vivo, dà a quest’opera un carattere ancor piú raro, perché pagine cosí sapienti nel costruire e nel giudicare le storie umane sono state come strappate dal gorgo di sofferenza che Lucio si portò dentro per tutta la vita». Italo Calvino

Il Maestro Di Pietroburgo

In esilio a Dresda, Dostoevskij ritorna a Pietroburgo sotto falsa identità, dopo la morte dai contorni poco chiari del figliastro. Lo scrittore si stabilisce nell’appartamento che era stato di Pavel e ossessivamente, insegue il fantasma del figlio per scoprire che cosa veramente gli sia capitato, indagando negli ambienti rivoluzionari di Nechaev. Pietroburgo diventa lo scenario dove si intrecciano le passioni dello scrittore: il dolore per il figlio morto, l’attrazione che prova per Anna Sergeevna – la padrona di casa di Pavel che ora ospita lui -, e persino per la giovane figlia di lei, il conseguente desiderio di rimanere in Russia ma altresí il bisogno di tornare all’esilio di Dresda…

Il Maestro della Testa sfondata

«*Scopritelo, Tuzzi, e leggete tutto quello che ha scritto*».
**Fabrizio d’Esposito, «il Fatto quotidiano»**
«*Il commissario Melis indaga con la finezza e l’acume che i lettori di Tuzzi, uno dei nostri più eleganti giallisti, conoscono. La cerchia dei sospetti si allarga poi arriva, inaspettata, la sorpresa finale.*»
**Il Venerdì – la Repubblica**
«*Melis è abilissimo a depistarci… per poi riportarci al vero colpevole, inaspettato, proprio perché gli indizi erano sotto i nostri occhi ma non volevamo vederli.*»
**Francesca Frediani, D – la Repubblica**
«*Il commissario Melis può contare su una schiera di lettori affezionati. Forse perché somiglia in qualcosa a Maigret*».
** Leopoldo Fabiani, «la Repubblica»**
«*Hans Tuzzi e il suo poliziotto Norberto Melis mi regalano così tanto piacere che quasi li sento di famiglia… Melis si applica con tutta la sua intelligenza che per osmosi trasmette a chi legge*».
**Pietro Cheli, «Amica»**
«*Pagine di ironia impalpabile e di cultura perfetta assorbita nel tessuto narrativo*».
**Giampiero Cinque, «Il Giornale di Sicilia»**
Febbraio 1978: nessuno può ancora saperlo, ma fra poche settimane il rapimento di Aldo Moro cambierà per sempre la storia d’Italia. Ma oggi è soltanto l’alba nebbiosa di un sabato qualunque, in un inverno come tanti altri. Fino a quando, nell’estrema periferia della Barona, a Milano, fra i casermoni popolari e la triste luce dei lampioni, su un autobus fermo a un capolinea che non è il suo, viene trovato il cadavere dell’autista, i pantaloni abbassati e la testa sfondata da una serie di violenti colpi alla nuca.
Il giovane commissario Melis, incaricato delle indagini, resiste alla tentazione di archiviarlo come un banale caso di aggressione. E quando scopre che l’uomo lavorava a tempo perso per uno stimato libraio antiquario morto d’infarto pochi giorni prima, decide che questa coincidenza merita d’essere approfondita. Così, di coincidenza in coincidenza, di indizio in indizio, di tassello in tassello, Melis si ritrova a indagare nel mondo a lui sconosciuto dei libri antichi e dell’antiquariato, passando fra ambienti sociali molto differenti e distanti fra loro. L’approfondita e accurata indagine sul delitto – anzi, no: sui delitti, perché l’omicida colpisce ancora, e con ferocia – attraversa sguaiati quartieri popolari e felpati salotti borghesi, curiose botteghe artigiane e raffinati templi della bibliofilia per consegnare al lettore l’intenso e sfaccettato romanzo di una città: Milano. E un personaggio a tutto tondo ormai molto amato dai lettori: il commissario (poi vicequestore) Norberto Melis.
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### Sinossi
«*Scopritelo, Tuzzi, e leggete tutto quello che ha scritto*».
**Fabrizio d’Esposito, «il Fatto quotidiano»**
«*Il commissario Melis indaga con la finezza e l’acume che i lettori di Tuzzi, uno dei nostri più eleganti giallisti, conoscono. La cerchia dei sospetti si allarga poi arriva, inaspettata, la sorpresa finale.*»
**Il Venerdì – la Repubblica**
«*Melis è abilissimo a depistarci… per poi riportarci al vero colpevole, inaspettato, proprio perché gli indizi erano sotto i nostri occhi ma non volevamo vederli.*»
**Francesca Frediani, D – la Repubblica**
«*Il commissario Melis può contare su una schiera di lettori affezionati. Forse perché somiglia in qualcosa a Maigret*».
** Leopoldo Fabiani, «la Repubblica»**
«*Hans Tuzzi e il suo poliziotto Norberto Melis mi regalano così tanto piacere che quasi li sento di famiglia… Melis si applica con tutta la sua intelligenza che per osmosi trasmette a chi legge*».
**Pietro Cheli, «Amica»**
«*Pagine di ironia impalpabile e di cultura perfetta assorbita nel tessuto narrativo*».
**Giampiero Cinque, «Il Giornale di Sicilia»**
Febbraio 1978: nessuno può ancora saperlo, ma fra poche settimane il rapimento di Aldo Moro cambierà per sempre la storia d’Italia. Ma oggi è soltanto l’alba nebbiosa di un sabato qualunque, in un inverno come tanti altri. Fino a quando, nell’estrema periferia della Barona, a Milano, fra i casermoni popolari e la triste luce dei lampioni, su un autobus fermo a un capolinea che non è il suo, viene trovato il cadavere dell’autista, i pantaloni abbassati e la testa sfondata da una serie di violenti colpi alla nuca.
Il giovane commissario Melis, incaricato delle indagini, resiste alla tentazione di archiviarlo come un banale caso di aggressione. E quando scopre che l’uomo lavorava a tempo perso per uno stimato libraio antiquario morto d’infarto pochi giorni prima, decide che questa coincidenza merita d’essere approfondita. Così, di coincidenza in coincidenza, di indizio in indizio, di tassello in tassello, Melis si ritrova a indagare nel mondo a lui sconosciuto dei libri antichi e dell’antiquariato, passando fra ambienti sociali molto differenti e distanti fra loro. L’approfondita e accurata indagine sul delitto – anzi, no: sui delitti, perché l’omicida colpisce ancora, e con ferocia – attraversa sguaiati quartieri popolari e felpati salotti borghesi, curiose botteghe artigiane e raffinati templi della bibliofilia per consegnare al lettore l’intenso e sfaccettato romanzo di una città: Milano. E un personaggio a tutto tondo ormai molto amato dai lettori: il commissario (poi vicequestore) Norberto Melis.

Il maestro del gioco (eNewton Narrativa)

**Vi toglierà il fiato
Autrice bestseller del New York Times**
Jess Lockhart è arrivata a ventinove anni ancora illibata, ma ciò non significa che non sia interessata agli uomini. Anzi, è proprio l’opposto: sogna di trovare l’uomo perfetto che possa soddisfare ogni suo desiderio. Il nuovo capo, l’affascinante miliardario Ellis McKenna, sembrerebbe essere quello giusto. È anche chiaro che entrambi sono fisicamente attratti l’una dall’altro. Tuttavia, un tragico passato ha segnato Ellis, che si è ripromesso di non avere più relazioni sentimentali serie e durature. E Jess, dopo aver permesso a Ellis di sedurla e aver preso un posto speciale nel suo cuore e nel suo letto, saprà convincerlo a lasciarsi andare all’amore? 
**Dall’autrice della trilogia bestseller *La promessa***
«Una storia seducente e moderna alla *Pretty Woman*… ma con molto più sesso.»
**Reveal**
«Stuzzicante… Sensuale… Da leggere assolutamente.»«Una storia d’amore bollente che è un gradino al di sopra di tutte le altre.»
«Voglio anche io un miliardario come Ellis: è semplicemente perfetto! Portia Da Costa non delude mai. Consiglio a tutti di leggere i suoi libri!»
**Portia Da Costa**
È una delle più note scrittrici di romanzi erotici a livello internazionale. Ha al suo attivo più di venti romanzi e cento racconti. Prima di dedicarsi alla scrittura, ha lavorato come bibliotecaria. Inglese, vive nello Yorkshire con suo marito. La Newton Compton ha pubblicato *L’incontro*, *L’insegnamento *e* La prova*, i tre capitoli della trilogia *La Promessa*, raccolti anche in un unico volume, e* Il maestro del gioco*.
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### Sinossi
**Vi toglierà il fiato
Autrice bestseller del New York Times**
Jess Lockhart è arrivata a ventinove anni ancora illibata, ma ciò non significa che non sia interessata agli uomini. Anzi, è proprio l’opposto: sogna di trovare l’uomo perfetto che possa soddisfare ogni suo desiderio. Il nuovo capo, l’affascinante miliardario Ellis McKenna, sembrerebbe essere quello giusto. È anche chiaro che entrambi sono fisicamente attratti l’una dall’altro. Tuttavia, un tragico passato ha segnato Ellis, che si è ripromesso di non avere più relazioni sentimentali serie e durature. E Jess, dopo aver permesso a Ellis di sedurla e aver preso un posto speciale nel suo cuore e nel suo letto, saprà convincerlo a lasciarsi andare all’amore? 
**Dall’autrice della trilogia bestseller *La promessa***
«Una storia seducente e moderna alla *Pretty Woman*… ma con molto più sesso.»
**Reveal**
«Stuzzicante… Sensuale… Da leggere assolutamente.»«Una storia d’amore bollente che è un gradino al di sopra di tutte le altre.»
«Voglio anche io un miliardario come Ellis: è semplicemente perfetto! Portia Da Costa non delude mai. Consiglio a tutti di leggere i suoi libri!»
**Portia Da Costa**
È una delle più note scrittrici di romanzi erotici a livello internazionale. Ha al suo attivo più di venti romanzi e cento racconti. Prima di dedicarsi alla scrittura, ha lavorato come bibliotecaria. Inglese, vive nello Yorkshire con suo marito. La Newton Compton ha pubblicato *L’incontro*, *L’insegnamento *e* La prova*, i tre capitoli della trilogia *La Promessa*, raccolti anche in un unico volume, e* Il maestro del gioco*.

Il maestro che leggeva negli occhi della gente: Un romanzo breve sull’arte dei bonsai, sull’amore per i boschi e sulla solitudine dei giovani, ambientato … un Giappone antico dove regna la tradizione

**Per settimane nella TOP #10 – Letteratura e narrativa > Miti, saghe e leggende!**
## “Sono sincera, l’ho preso solo perché gratuito, non gli avrei dato un soldo di fiducia, invece devo dire che è un piccolo capolavoro!”
*Sevy*
## “Libro piacevole da leggere, molto riflessivo.”
*Flavia*
## “Ho apprezzato la scorrevolezza della narrazione. Molte le suggestioni che riportano allo scrivere del mitico Hesse.”
*Michael Compostella “Mikael Compo”*
La vicenda si svolge all’incirca un paio di secoli fa a Hokkaido, un’isola nel nord del Giappone. Jin vive solo in mezzo ai boschi con il padre, un monaco buddista che nasconde al figlio un importante segreto. Entrambi passano le giornate curando un enorme giardino zen. Jin porta dentro di sé un mistero che non sa di custodire. La passione per i bonsai lo porterà in un antico villaggio noto come il paese della seta dove avrà modo di incontrare un leggendario maestro che gli insegnerà l’arte di leggere gli occhi della gente. Nella sua peregrinazione sarà accompagnato da Haruki, un ragazzino viziato di Tokyo, che con la sua semplicità gli farà capire che la vita va vissuta con leggerezza. La madre di Haruki e la sua malattia di vivere avranno un ruolo importante all’interno della storia.
**Il maestro che leggeva negli occhi della gente è un romanzo di formazione dove il protagonista scopre la sua vera natura e la asseconda fino in fondo, anche a costo di ferire a morte il padre e il suo mondo bigotto.**
Leggere questo romanzo non consente solo di calarsi in un’atmosfera zen densa di segreti inconfessabili, ma permette al lettore di riflettere assieme al protagonista su ciò che veramente conta, cioè il mistero del vivere.
**In definitiva un romanzo originale, sincero e poetico che vi immergerà in un Giappone antico, dove ogni parola, ogni gesto e ogni emozione era preceduta da una meditazione interiore, un Giappone in cui l’arte e la spiritualità soffocavano ogni azione: un romanzo unico nel suo genere, capace di emozioni profonde e intimità sconosciute nella società odierna occidentale: lo zen e l’arte di leggere negli occhi della gente.**
## “È un vanto per la nostra redazione avere scoperto Pierluigi Tamanini.”
W. Amighetti – Critico letterario e romanziere
## “Pierluigi Tamanini è un grande dosatore di emozioni, capace, come pochi altri, di emozionare e di colpire, a volte anche duro, i propri lettori.”
www.passionelettura.it
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### Sinossi
**Per settimane nella TOP #10 – Letteratura e narrativa > Miti, saghe e leggende!**
## “Sono sincera, l’ho preso solo perché gratuito, non gli avrei dato un soldo di fiducia, invece devo dire che è un piccolo capolavoro!”
*Sevy*
## “Libro piacevole da leggere, molto riflessivo.”
*Flavia*
## “Ho apprezzato la scorrevolezza della narrazione. Molte le suggestioni che riportano allo scrivere del mitico Hesse.”
*Michael Compostella “Mikael Compo”*
La vicenda si svolge all’incirca un paio di secoli fa a Hokkaido, un’isola nel nord del Giappone. Jin vive solo in mezzo ai boschi con il padre, un monaco buddista che nasconde al figlio un importante segreto. Entrambi passano le giornate curando un enorme giardino zen. Jin porta dentro di sé un mistero che non sa di custodire. La passione per i bonsai lo porterà in un antico villaggio noto come il paese della seta dove avrà modo di incontrare un leggendario maestro che gli insegnerà l’arte di leggere gli occhi della gente. Nella sua peregrinazione sarà accompagnato da Haruki, un ragazzino viziato di Tokyo, che con la sua semplicità gli farà capire che la vita va vissuta con leggerezza. La madre di Haruki e la sua malattia di vivere avranno un ruolo importante all’interno della storia.
**Il maestro che leggeva negli occhi della gente è un romanzo di formazione dove il protagonista scopre la sua vera natura e la asseconda fino in fondo, anche a costo di ferire a morte il padre e il suo mondo bigotto.**
Leggere questo romanzo non consente solo di calarsi in un’atmosfera zen densa di segreti inconfessabili, ma permette al lettore di riflettere assieme al protagonista su ciò che veramente conta, cioè il mistero del vivere.
**In definitiva un romanzo originale, sincero e poetico che vi immergerà in un Giappone antico, dove ogni parola, ogni gesto e ogni emozione era preceduta da una meditazione interiore, un Giappone in cui l’arte e la spiritualità soffocavano ogni azione: un romanzo unico nel suo genere, capace di emozioni profonde e intimità sconosciute nella società odierna occidentale: lo zen e l’arte di leggere negli occhi della gente.**
## “È un vanto per la nostra redazione avere scoperto Pierluigi Tamanini.”
W. Amighetti – Critico letterario e romanziere
## “Pierluigi Tamanini è un grande dosatore di emozioni, capace, come pochi altri, di emozionare e di colpire, a volte anche duro, i propri lettori.”
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Madri assassine: diario da Castiglione delle Stiviere

Un diario scritto da una donna, una giornalista, che ha rivissuto il viaggio nel buio della mente di altre donne: le madri che hanno ucciso i loro figli. Sono solo madri cattive? O nessuno ha saputo comprendere la loro sofferenza? Cosa si nasconde dietro quella che gli psichiatri chiamano la follia mostruosa della normalità? Queste donne, che per la prima volta hanno accettato di rivelare la loro storia di solitudine e di malattia, sono ricoverate in quello che un tempo si chiamava manicomio criminale e che ora è l’ospedale psichiatrico giudiziario di Castiglione delle Stiviere. Le confessioni di donne che hanno commesso uno dei delitti più inspiegabili – il figlicidio – si intrecciano con il racconto immaginario di Maria Grazia, una bambina che ha avuto una mamma malata di depressione. Che avviene nella mente di un figlio, di colui che potrebbe diventare una vittima?
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Made in Sweden: Un romanzo criminale a Stoccolma

“Un romanzo imperdibile e mozzafiato per gli amanti del noir” è stato detto, ma Made in Sweden è molto più di questo. Tratto da un caso di cronaca che ha segnato la Svezia negli anni Novanta, il libro è la storia appassionante e struggente del destino di una famiglia, una storia che parla dell’amore che unisce tre fratelli, del rapporto complesso che esiste tra figli e padri. Tutto ha inizio in una sera d’inverno. Una sera normale, una casa tranquilla, la cena sul fuoco e tre bambini che aspettano solo di sentire la voce della loro madre che li chiama a tavola. Il piccolo Felix guarda i cartoni animati. Vincent sta ascoltando il walkman. E Leo, il maggiore, è al telefono. Con Ivan, il padre che non vive più con loro ma che improvvisamente gli annuncia “Leo, sto tornando a casa”. In pochi minuti è alla porta, pronto a vendicarsi della donna che lo ha mandato via. Ma mentre la sua violenza si sta per abbattere su di lei succede l’inatteso. Leo si scaglia contro suo padre, lo ferma, lo guarda negli occhi. La voce dell’uomo si incrina: “È il tuo turno Leo, da oggi questa famiglia è sulle tue spalle”. Sono passati dieci anni e Leo ha deciso di occuparsi dei fratelli a modo suo, seguendo l’esempio del padre che gli ha insegnato che il rispetto si guadagna solo con la violenza e la sopraffazione. Per questo, quando scopre un deposito d’armi militari in campagna, Leo non ha dubbi: lui e i suoi fratelli lo svaligeranno, per compiere le più audaci e spettacolari rapine che la Svezia ricordi. Insieme, come sempre. Uniti contro il mondo intero. Ma in ogni crimine si nasconde una debolezza, una crepa, e a un poliziotto che sa fare il suo mestiere non sfugge che la dinamica delle rapine ha qualcosa di anomalo. In uno dei filmati di sorveglianza il detective John Broncks nota un gesto d’affetto, inusuale tra due rapinatori. Come se la banda criminale fosse legata da qualcosa più forte dell’avidità, da un’unione profonda, forse una “fratellanza”. Mentre dal passato di Leo, Felix e Vincent riemerge l’ombra, mai del tutto sbiadita, del padre… In un elastico spettacolare di azzardi e tradimenti, di inseguimenti e azione, di disperazione e visionarietà, questo “romanzo criminale” scandinavo viene consegnato al lettore come un pacco che non si può mandare indietro, e la storia (realmente accaduta) dei tre ragazzi “uniti contro il mondo”, il loro legame unico segnato dalla violenza, la loro reazione a un destino sfortunato ci rivela una volta per tutte quanto sia sottile la linea di demarcazione tra condanna e assoluzione. Scritto da Anders Roslund (autore, assieme a Börge Hellström, di bestseller mondiali come Tre secondi) e da Stefan Thunberg, sceneggiatore all’esordio narrativo e fratello di Carl, Johan Alin e Lennart Sumonja, i veri autori delle rapine sulla cui storia è basato il romanzo, Made in Sweden è stato salutato come una miracolosa sintesi tra Stieg Larsson e Romanzo criminale. Il libro è in via di traduzione in tutti i paesi del mondo, i diritti cinematografici sono stati acquistati dalla DreamWorks e, appena uscito, ha raggiunto in Svezia il primo posto in classifica.
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### Recensione
**“La mia famiglia ha insanguinato il paradiso svedese”**
*Raffaella Silipo*, Tuttolibri – La Stampa
È l’antivigilia di Natale in Svezia. Mentre infuria la tormenta di neve, un padre e i suoi tre figli si nascondono in un cottage in mezzo al bosco. Fuori, le truppe speciali della polizia aspettano di fare irruzione e sgominare la banda di rapinatori che da anni terrorizza Stoccolma. È il cuore di *Made in Sweden*, un thriller sorprendente già opzionato dalla Dreamworks per diventare film, ispirato alla storia vera della «Military Gang», costituita negli Anni 90 dai tre fratelli, Carl, David e Lennart Sumonja. L’autore (a quattro mani con il più noto **Anders Roslund**) è il quarto fratello, **Stefan Thunberg**. Un romanzo criminale scandinavo, con qualcosa dell’*Educazione siberiana*, una saga familiare nordica in cui scorre sangue slavo (il padre viene dalla ex Jugoslavia) capace di unire adrenaliniche scene di azione e malinconiche riflessioni sulla famiglia, i legami di sangue, il Male che si tramanda di padre in figlio.
**Stefan Thunberg**, solo lei può dirci quanta realtà e quanta fiction ci sono nella storia… «**Roslund** e io ci siamo attenuti alla realtà dei personaggi e dei luoghi, ma naturalmente ci sono differenze. Non volevamo fare un documentario, piuttosto ricreare le situazioni, basandoci sulle mie memorie emotive ma anche immergendoci negli atti della polizia svedese e negli interrogatori dei miei familiari, che non avevo mai letto prima».
E’ stato doloroso? «Molto. Per un certo periodo ho avuto crisi di ansia, fuggivo letteralmente dal libro. Sono tornato quando abbiamo deciso di scomporre la realtà e riscriverla come fiction. Per farlo siamo andati a cercare il cuore pulsante della storia, il conflitto centrale che porta alla fine inevitabile e necessaria: un evento che ha infestato i miei sogni per vent’anni. Era il 23 dicembre, ho sentito alla radio la notizia dei rapinatori braccati dalla polizia nella tempesta di neve e ho subito capito che erano i miei fratelli, solo dopo ho capito che con loro c’era anche mio padre, coinvolto, dopo anni di silenzio, nell’ultima rapina della “Military League”. Quella notte, senza vie di fuga, padre e figlio avevano dovuto risolvere il conflitto che li aveva seguiti – che ci aveva seguiti – per tutta la vita. Cosa si sono detti in quelle ore prima che la polizia tirasse il gas nel cottage e li catturasse?».
Dal libro emerge il legame potente e violento tra padre e figli e tra fratelli. Quanto conta il passato nelle nostre vite? «Certe cose ti segnano per sempre. Raccontare l’infanzia dei personaggi mi ha permesso di partecipare alla storia senza protagonismo, con più distacco. Le mie esperienze sono state incarnate dai miei fratelli, soprattutto Felix, perché in realtà sono il più vicino in età a Leo e quindi ero io quello sdraiato sul pavimento a guardare mio padre e mio fratello fabbricare la molotov da buttare nella casa dove si nascondeva mia madre».
L’idea di base è che chi subisce violenza, diventerà a sua volta violento. Lei invece è diventato un affermato sceneggiatore. Come è riuscito a spezzare il legame? Scrivere è una terapia, un modo di sfuggire al destino? «A 20 anni frequentavo la scuola d’arte a Stoccolma. Nello stesso periodo i miei fratelli programmavano rapine, dapprima come una fantasia di ragazzi, poi sempre più seriamente. Siccome io avevo già scelto la mia strada (Stefan, classe 1968, è il più grande insieme a Leo/Carl, il capo della banda, nato nel 1965, gli altri due sono del ’70 e del ’74 e all’epoca delle rapine erano minorenni, ndr) non sono mai stato coinvolto, ma ho sempre saputo. Non conoscevo i dettagli del colpo che stavano preparando, ma la consapevolezza che sarebbe accaduto qualcosa era costantemente nella mia testa. Erano la mia famiglia, in fondo. Nessuno mi ha mai dovuto dire: “Non raccontare nulla di tutto questo!”, perchè tra noi fratelli era dato per scontato: “Non si tradisce mai un fratello” era l’insegnamento che ci aveva inculcato mio padre».
Che cosa fanno oggi suo padre e i suoi fratelli?«Sono stati tutti arrestati e condannati con le sentenze più dure possibili per il loro tipo di crimine. Il processo ha stabilito con chiarezza che io non ero coinvolto, ma mia madre e io per anni andammo a trovarli in prigione. Oggi sono tutti – a quanto ne so – onesti cittadini».
Come hanno reagito al libro?«Ognuno in modo diverso: uno mi ha chiamato e ha detto “Stefan, ti odio, ma amo questo stramaledetto libro che hai scritto”. Non ci siamo più parlati da allora. Un altro ha letto il libro cinque volte e solo alla quinta mi ha chiamato: “Ora capisco perchè l’hai fatto: mi sono rivisto a 17 anni”. L’ultimo fratello si è profondamente commosso e mi ha scritto una fantastica lettera».
Come è stato lavorare a quattro mani? Come vi siete incontrati lei e **Roslund**? «È stato un colpo di fulmine. Quando ci siamo incontrati eravamo semplicemente due narratori di storie che si apprezzavano, poi abbiamo scoperto di avere lo stesso punto di vista sulle storie e su questa in particolare. **Anders** è un lavoratore pazzesco, instancabile. Scrive come un maratoneta che ama ogni passo che fa. Io invece sono più discontinuo, un giocatore di hockey, scrivo a intervalli: corro forte per un periodo breve, poi mi siedo in panchina e riposo. Ho imparato moltissimo dalla sua disciplina, dalle sue esperienze, dal suo talento. Lavoreremo di nuovo insieme, molto presto, dal 1° marzo scriveremo un nuovo libro che in realtà è un seguito di questo. E siamo felici che la Dreamworks ne voglia fare un film».
Come mai voi svedesi siete così bravi a scrivere thriller? «Beh… grazie intanto! Prima di tutto abbiamo una grande tradizione. L’editoria svedese considera il genere seriamente, come qualsiasi altro tipo di romanzo: un modo di raccontare una bella storia mettendoci il cuore. Poi naturalmente aiuta il fatto che abbiamo così tanta oscurità, molte lunghe notti che creano il tempo, l’atmosfera e i sentimenti giusti…».
### Sinossi
“Un romanzo imperdibile e mozzafiato per gli amanti del noir” è stato detto, ma Made in Sweden è molto più di questo. Tratto da un caso di cronaca che ha segnato la Svezia negli anni Novanta, il libro è la storia appassionante e struggente del destino di una famiglia, una storia che parla dell’amore che unisce tre fratelli, del rapporto complesso che esiste tra figli e padri. Tutto ha inizio in una sera d’inverno. Una sera normale, una casa tranquilla, la cena sul fuoco e tre bambini che aspettano solo di sentire la voce della loro madre che li chiama a tavola. Il piccolo Felix guarda i cartoni animati. Vincent sta ascoltando il walkman. E Leo, il maggiore, è al telefono. Con Ivan, il padre che non vive più con loro ma che improvvisamente gli annuncia “Leo, sto tornando a casa”. In pochi minuti è alla porta, pronto a vendicarsi della donna che lo ha mandato via. Ma mentre la sua violenza si sta per abbattere su di lei succede l’inatteso. Leo si scaglia contro suo padre, lo ferma, lo guarda negli occhi. La voce dell’uomo si incrina: “È il tuo turno Leo, da oggi questa famiglia è sulle tue spalle”. Sono passati dieci anni e Leo ha deciso di occuparsi dei fratelli a modo suo, seguendo l’esempio del padre che gli ha insegnato che il rispetto si guadagna solo con la violenza e la sopraffazione. Per questo, quando scopre un deposito d’armi militari in campagna, Leo non ha dubbi: lui e i suoi fratelli lo svaligeranno, per compiere le più audaci e spettacolari rapine che la Svezia ricordi. Insieme, come sempre. Uniti contro il mondo intero. Ma in ogni crimine si nasconde una debolezza, una crepa, e a un poliziotto che sa fare il suo mestiere non sfugge che la dinamica delle rapine ha qualcosa di anomalo. In uno dei filmati di sorveglianza il detective John Broncks nota un gesto d’affetto, inusuale tra due rapinatori. Come se la banda criminale fosse legata da qualcosa più forte dell’avidità, da un’unione profonda, forse una “fratellanza”. Mentre dal passato di Leo, Felix e Vincent riemerge l’ombra, mai del tutto sbiadita, del padre… In un elastico spettacolare di azzardi e tradimenti, di inseguimenti e azione, di disperazione e visionarietà, questo “romanzo criminale” scandinavo viene consegnato al lettore come un pacco che non si può mandare indietro, e la storia (realmente accaduta) dei tre ragazzi “uniti contro il mondo”, il loro legame unico segnato dalla violenza, la loro reazione a un destino sfortunato ci rivela una volta per tutte quanto sia sottile la linea di demarcazione tra condanna e assoluzione. Scritto da Anders Roslund (autore, assieme a Börge Hellström, di bestseller mondiali come Tre secondi) e da Stefan Thunberg, sceneggiatore all’esordio narrativo e fratello di Carl, Johan Alin e Lennart Sumonja, i veri autori delle rapine sulla cui storia è basato il romanzo, Made in Sweden è stato salutato come una miracolosa sintesi tra Stieg Larsson e Romanzo criminale. Il libro è in via di traduzione in tutti i paesi del mondo, i diritti cinematografici sono stati acquistati dalla DreamWorks e, appena uscito, ha raggiunto in Svezia il primo posto in classifica.

Made in Sweden

“Un romanzo imperdibile e mozzafiato per gli amanti del noir” è stato detto, ma Made in Sweden è molto più di questo. Tratto da un caso di cronaca che ha segnato la Svezia negli anni Novanta, il libro è la storia appassionante e struggente del destino di una famiglia, una storia che parla dell’amore che unisce tre fratelli, del rapporto complesso che esiste tra figli e padri. Tutto ha inizio in una sera d’inverno. Una sera normale, una casa tranquilla, la cena sul fuoco e tre bambini che aspettano solo di sentire la voce della loro madre che li chiama a tavola. Il piccolo Felix guarda i cartoni animati. Vincent sta ascoltando il walkman. E Leo, il maggiore, è al telefono. Con Ivan, il padre che non vive più con loro ma che improvvisamente gli annuncia “Leo, sto tornando a casa”. In pochi minuti è alla porta, pronto a vendicarsi della donna che lo ha mandato via. Ma mentre la sua violenza si sta per abbattere su di lei succede l’inatteso. Leo si scaglia contro suo padre, lo ferma, lo guarda negli occhi. La voce dell’uomo si incrina: “È il tuo turno Leo, da oggi questa famiglia è sulle tue spalle”. Sono passati dieci anni e Leo ha deciso di occuparsi dei fratelli a modo suo, seguendo l’esempio del padre che gli ha insegnato che il rispetto si guadagna solo con la violenza e la sopraffazione. Per questo, quando scopre un deposito d’armi militari in campagna, Leo non ha dubbi: lui e i suoi fratelli lo svaligeranno, per compiere le più audaci e spettacolari rapine che la Svezia ricordi. Insieme, come sempre. Uniti contro il mondo intero. Ma in ogni crimine si nasconde una debolezza, una crepa, e a un poliziotto che sa fare il suo mestiere non sfugge che la dinamica delle rapine ha qualcosa di anomalo. In uno dei filmati di sorveglianza il detective John Broncks nota un gesto d’affetto, inusuale tra due rapinatori. Come se la banda criminale fosse legata da qualcosa più forte dell’avidità, da un’unione profonda, forse una “fratellanza”. Mentre dal passato di Leo, Felix e Vincent riemerge l’ombra, mai del tutto sbiadita, del padre… In un elastico spettacolare di azzardi e tradimenti, di inseguimenti e azione, di disperazione e visionarietà, questo “romanzo criminale” scandinavo viene consegnato al lettore come un pacco che non si può mandare indietro, e la storia (realmente accaduta) dei tre ragazzi “uniti contro il mondo”, il loro legame unico segnato dalla violenza, la loro reazione a un destino sfortunato ci rivela una volta per tutte quanto sia sottile la linea di demarcazione tra condanna e assoluzione. Scritto da Anders Roslund (autore, assieme a Börge Hellström, di bestseller mondiali come Tre secondi) e da Stefan Thunberg, sceneggiatore all’esordio narrativo e fratello di Carl, Johan Alin e Lennart Sumonja, i veri autori delle rapine sulla cui storia è basato il romanzo, Made in Sweden è stato salutato come una miracolosa sintesi tra Stieg Larsson e Romanzo criminale. Il libro è in via di traduzione in tutti i paesi del mondo, i diritti cinematografici sono stati acquistati dalla DreamWorks e, appena uscito, ha raggiunto in Svezia il primo posto in classifica.