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Memento. I Sopravvissuti

Un grande boato, il sole che emana la luce e il calore di tre stelle sovrapposte, e il mondo svanisce, spazzato via dal fuoco. È il giorno delle Detonazioni, il giorno in cui l’umanità si divide in due: da un lato i Puri che, rifugiatisi nella Sfera, sono privi di deformazioni o cicatrici sul corpo; dall’altro i Sopravvissuti che, coi loro corpi deformi, fusi con gli oggetti più disparati, si aggirano tra i detriti e le pozzanghere nere di pioggia della terra esplosa. Pressia aveva sette anni quando le Detonazioni le regalarono una bambola al posto di una mano. Ora ha quasi sedici anni e la bambola è divenuta parte di lei. Tuttavia, nel magazzino sul retro di un negozio di barbiere dove vive con suo nonno, Pressia pensa a volte che sarebbe bello essere Puri, cancellare le cicatrici, vivere in quella Sfera da dove qualche settimana dopo le Detonazioni lasciarono cadere sulla terra devastata un messaggio che diceva: “Sappiamo che siete li, fratelli e sorelle. E un giorno emergeremo dalla Sfera per unirci a voi, in pace”. Invece Pressia deve ora guardarsi dall’ORS, il cui acronimo significava Operazione Ricerca e Salvataggio, e aveva l’obiettivo di ripristinare le unità mediche, redigere liste dei morti e dei sopravvissuti e poi formare una piccola milizia per mantenere l’ordine. Trasformata in Operazione Rivoluzione Sacra, L’ORS governa infatti col terrore e arruola tutti i sedicenni con lo scopo di abbattere, un giorno, la Sfera.

Le mele di Kafka

UN AUTORE DA OLTRE TRE MILIONI E MEZZO DI LETTORI
**«Il mondo di Vitali? Piacere garantito**
*Oggi*
**«Secondo me, Vitali sorpassa con la sua levità Guareschi.»**
**«Il suo è puro gioco narrativo con momenti di alto virtuosismo.»**
Antonio D’Orrico, *«La lettura – Corriere della Sera»*
**«Un grande narratore che, come Piero Chiara e Mario Soldati, sa raccontare la profondità della superficie.»**
Bruno Quaranta, *«Tuttolibri»*
Abramo Ferrascini, quello del ferramenta di Bellano, è un giocatore di bocce. Come individuale non va bene, ma boccia come dio comanda e in coppia con un buon accostatore diventa imbattibile. È stato tirato su a puntino dal gestore del Circolo dei Lavoratori, Mario Stimolo, allenatore per passione e perché tre anni fa, nel 1955, ha perso il braccio destro sotto una pressa e perciò di giocare non se n’è più parlato. Ora il Ferrascini ha tutte le carte in regola per vincere le semifinali del Campionato provinciale in programma a Cermenate domenica prossima. Ma c’è un intoppo. Suo cognato, l’Eraldo, quello che vive a Lucerna, sta male. Quarantotto ore gli hanno dato i medici di là, svizzeri, precisi. E adesso la moglie di Abramo, Rosalba, vuole a tutti i costi raggiungere la sorella, ma soprattutto dare all’Eraldo un ultimo saluto, magari un ultimo bacio. Ma ce la faranno ad andare e a tornare in tempo per le semifinali? Dipende. Se l’Eraldo muore entro martedì, mercoledì al massimo, si può fare. Bon, via allora. Un’occhiata al 1100, olio freni gomme; carta d’identità rinnovata all’ultimo minuto; prima tappa il passo del San Bernardino, poi giù dritti fino a Lucerna: basta seguire i cartelli, anche se sono in tedesco, perché il nome di quella città lì si capisce lo stesso. Ispirato da un aneddoto legato a un soggiorno a Lucerna del grande scrittore praghese, Le mele di Kafka mette in scena il meglio dei personaggi di Andrea Vitali. La loro voglia di vita, le loro piccinerie e le loro grandi passioni giostrano sulla partitura di una storia che in fondo ci vuole dire che la letteratura e i libri, nella vita, contano molto, a volte più di quanto vorremmo.
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### Sinossi
UN AUTORE DA OLTRE TRE MILIONI E MEZZO DI LETTORI
**«Il mondo di Vitali? Piacere garantito**
*Oggi*
**«Secondo me, Vitali sorpassa con la sua levità Guareschi.»**
**«Il suo è puro gioco narrativo con momenti di alto virtuosismo.»**
Antonio D’Orrico, *«La lettura – Corriere della Sera»*
**«Un grande narratore che, come Piero Chiara e Mario Soldati, sa raccontare la profondità della superficie.»**
Bruno Quaranta, *«Tuttolibri»*
Abramo Ferrascini, quello del ferramenta di Bellano, è un giocatore di bocce. Come individuale non va bene, ma boccia come dio comanda e in coppia con un buon accostatore diventa imbattibile. È stato tirato su a puntino dal gestore del Circolo dei Lavoratori, Mario Stimolo, allenatore per passione e perché tre anni fa, nel 1955, ha perso il braccio destro sotto una pressa e perciò di giocare non se n’è più parlato. Ora il Ferrascini ha tutte le carte in regola per vincere le semifinali del Campionato provinciale in programma a Cermenate domenica prossima. Ma c’è un intoppo. Suo cognato, l’Eraldo, quello che vive a Lucerna, sta male. Quarantotto ore gli hanno dato i medici di là, svizzeri, precisi. E adesso la moglie di Abramo, Rosalba, vuole a tutti i costi raggiungere la sorella, ma soprattutto dare all’Eraldo un ultimo saluto, magari un ultimo bacio. Ma ce la faranno ad andare e a tornare in tempo per le semifinali? Dipende. Se l’Eraldo muore entro martedì, mercoledì al massimo, si può fare. Bon, via allora. Un’occhiata al 1100, olio freni gomme; carta d’identità rinnovata all’ultimo minuto; prima tappa il passo del San Bernardino, poi giù dritti fino a Lucerna: basta seguire i cartelli, anche se sono in tedesco, perché il nome di quella città lì si capisce lo stesso. Ispirato da un aneddoto legato a un soggiorno a Lucerna del grande scrittore praghese, Le mele di Kafka mette in scena il meglio dei personaggi di Andrea Vitali. La loro voglia di vita, le loro piccinerie e le loro grandi passioni giostrano sulla partitura di una storia che in fondo ci vuole dire che la letteratura e i libri, nella vita, contano molto, a volte più di quanto vorremmo.

Meglio Soli Ma Non Troppo!

Parigi. Ai giorni nostri.Farina lavora da anni nella pasticceria di famiglia, dove suo padre non fa che rifilare ai clienti i suoi amati cannoli siciliani, la mamma porta pranzi troppo ricchi di calorie a tutti, la zia si abbuffa di qualunque cosa sia commestibile, diventando un armadio a quattro ante e suo zio si scola tutte le bottiglie di cognac che trova in giro.In un clima familiare un po’ bizzarro, ma sereno, in cui la ragazza si trova a proprio agio, un giorno fa il suo ingresso in pasticceria un bel figo di nome Dollar, identico ai modelli esposti sui cartelloni pubblicitari della citt�, per ordinare la famosa torta degli innamorati che suo padre prepara ogni anno, in occasione di San Valentino.Dollar e Farina si lanciano da subito sguardi languidi e paroline che sanno di una dolcezza e un romanticismo tali da credere che tra loro sia amore a prima vista, peccato che lui abbia un vizietto di cui lei � del tutto ignara, ma che scoprir� quando a entrare in scena sar� Million, l’esatta fotocopia del primo.Farina si trova cos� innanzi a due gocce d’acqua, a una serie di imbarazzanti situazioni equivoche e a un dilemma da risolvere: se � davvero innamorata… di quale dei due lo �?Contatti autriciTiziana CazzieroBlog: https://tizianacazziero.com/[email protected] IaccarinoSito: www.tizianaiaccarino.comE-mail: [email protected]

Meduse

E’ il problema più delicato che lei abbai mai dovuto affrontare: da una parte la vecchia Terra e dall’altra un mondo vergine, una civiltà enigmatica, aliena oltre i limiti. L’ambasciatrice è sola e deve decidere. Forse contro di loro, forse contro se stessa.
Copertina di: Oscar Chichoni

Una medium, due bovary e il mistero di Bocca di Lupo

Nulla sembra muoversi nell’assolata Minervino, patria della medium Eusapia Palladino. Finché in paese arriva il romanziere Guido Galliano, ingaggiato dal conte Ferdinando Canosa perché aiuti la volitiva moglie, Finizia, a finire il romanzo, proprio sulla vita della Palladino, cui invano lavora da anni. La cosa dovrà però accadere in segreto. Soprattutto senza che niente ne sappia Maddalena Nortano. È infatti per contendere il primato a costei, sua rivale da quando le soffiò lo sposo sull’altare e ora, grazie ai suoi libri di storia locale, figura di spicco del Circolo “La Scesciola”, che Finizia coltiva il sogno di diventare scrittrice pur senza averne la benché minima capacità.
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### Recensione
**Madame Bovary ha una rivale e vuole fare la scrittrice**
*Alberto Infelise*, Tuttolibri – La Stampa
**Gaetano Cappelli** è un mascalzone. Dirò di più: è il solito mascalzone. Con rispetto parlando, è ovvio. E persino con una quasi autorizzazione dell’interessato. Il che ne fa ’numascalzoune fatto e finito, giacché pare proprio che il Cappelli Gaetano tragga personale godimento per sé medesimo nell’ostinarsi a costruire storie divertenti, ridanciane, scollacciate più di un poco, però serie nell’intimo o forse altere e snob, che non si capisce mai se la voce narrante dei suoi racconti non soltanto rida degli eventi che le capita di narrare, ma ancor più sghignazzi nell’immaginarsi il lettore che sghignazza.
E qui si va nel mefistofelico, nel mascalzonico, per l’appunto. Poiché Cappelli si permette di giuocare il giuoco sottile del godimento, sia con se stesso che con il lettore suo, avendo firmato alcuni anni addietro un patto non di sangue, ma di Aglianico. Patto, proprio per la natura dell’inchiostro, ancora più sacro e da onorare. Cosa che Cappelli fa anche con questo suo Una medium, due bovary e il mistero di Bocca di Lupo, rinnovando il voto che lo lega al lettore con un’altra storia di provincia.
Senza togliere ai fortunati lettori potenziali il gusto dello scoprire la trama, si può dire che la materia comprende due bellone scostumate assai, in lotta l’una contro l’altra da una trentina d’anni. Due mariti cornutazzi, visto che le due bellone non si tirano indietro se c’è da bellonare, financo fuori dal tetto coniugale. Un ex giovane cantante (non per questo da considerarsi un vecchio cantante, che ancora fa il suo, ove richiesto). Uno scrittore talentuoso sebbene ormai sotto quell’onda che un tempo lo vide maramaldeggiare sulla cresta. Un boss della criminalità organizzata che vive in una specie di reggia di Scarface però virata verde smeraldo, come fosse un mago di Oz delle Murge. E poi la medium del titolo, una stregaccia (scongiuri) che in vita ebbe a incrociare Gabriele D’Annunzio e che in morte si ritrova a dialogare tra le animacce degli scrittori defunti niente popò di meno che con Agatha Christie, che strega non era o forse sì (altri scongiuri), visto il cumulo di storie diaboliche che sapeva inventare.
Al centro dell’intreccio v’è, come ogni intreccio che si rispetti, l’umana ambizione. Dell’una bellona di prevalere sull’altra, del grande scrittore di diventarlo per davvero, della medium ormai estinta di avere il giusto ruolo nella storia patria, del malavitoso di sopravanzare in fama quegli scornacchiati di Gomorra (scongiuri). E se uno scava, pure ai cornutazzi qualche ambizione deve esser appartenuta in vita, anche se c’è da scommettere che non fosse quella di esser ritratti come cervidi.
Bisognerebbe a questo punto, l’avrete capito, fare i seri per qualche secondo, per dire che Cappelli più di tanti suoi colleghi sa maneggiare la materia con cura e perizia, concedendosi il lusso di inventarsi un italiano che non c’è (inteso come lingua scritta, che come personaggi dentro a questo paesone ne vediamo ogni giorno di cotti e di crudi pure dal vivo), rimestarlo dentro ai dialetti per restituirlo nuovo e più vivo, più moderno e più antico, più colorato ed efficace.
Ancora per qualche secondo restando seri, bisognerebbe dire che Cappelli si conferma una volta di più gran costruttore di intrecci che stanno insieme come se da sempre non fossero destinati ad altro che a stare insieme, e dato che ha fatto un patto con il diavolo della scrittura, lo fa con levità ed allegria (cosa, ahinoi, assai rara tra i colleghi suoi che a volte paiono dover affliggere il povero lettore con le loro proprie tristezze crepuscolari).
E alla fine, come a tutte le fini dei libri di Cappelli, si vorrebbe ricominciare. Lui lo sa, quel mascalzone (con rispetto parlando). E sghignazza.
### Sinossi
Nulla sembra muoversi nell’assolata Minervino, patria della medium Eusapia Palladino. Finché in paese arriva il romanziere Guido Galliano, ingaggiato dal conte Ferdinando Canosa perché aiuti la volitiva moglie, Finizia, a finire il romanzo, proprio sulla vita della Palladino, cui invano lavora da anni. La cosa dovrà però accadere in segreto. Soprattutto senza che niente ne sappia Maddalena Nortano. È infatti per contendere il primato a costei, sua rivale da quando le soffiò lo sposo sull’altare e ora, grazie ai suoi libri di storia locale, figura di spicco del Circolo “La Scesciola”, che Finizia coltiva il sogno di diventare scrittrice pur senza averne la benché minima capacità.

Il Medioevo. Una Storia da raccontare e vari miti da sfatare

Il Medioevo è presentato a scuola, nella cultura generale e mediatica in modo spesso inesatto. Verranno qui sfatati vari miti e segnalate errate interpretazioni.
Ma si riscoprirà anche un periodo storico ancora vivo e attuale, come per esempio, nel linguaggio corrente e nei modi di dire: infatti, parole come “barzelletta” o “allocco”, e modi di dire come “essere al settimo cielo” o “essere al verde”, insieme a tante altre espressioni ancora, risalgono proprio … al medioevo!
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### Sinossi
Il Medioevo è presentato a scuola, nella cultura generale e mediatica in modo spesso inesatto. Verranno qui sfatati vari miti e segnalate errate interpretazioni.
Ma si riscoprirà anche un periodo storico ancora vivo e attuale, come per esempio, nel linguaggio corrente e nei modi di dire: infatti, parole come “barzelletta” o “allocco”, e modi di dire come “essere al settimo cielo” o “essere al verde”, insieme a tante altre espressioni ancora, risalgono proprio … al medioevo!

I Medici. Una dinastia al potere

Firenze, 1429. Alla morte del patriarca Giovanni de’ Medici, i figli Cosimo e Lorenzo si trovano a capo di un autentico impero finanziario, ma, al tempo stesso, accerchiati da nemici giurati come Rinaldo degli Albizzi e Palla Strozzi, esponenti delle più potenti famiglie fiorentine. In modo intelligente e spregiudicato i due fratelli conquistano il potere politico, bilanciando uno spietato senso degli affari con l’amore per l’arte e la cultura. Mentre i lavori per la realizzazione della cupola di Santa Maria del Fiore procedono sotto la direzione di Filippo Brunelleschi, gli avversari di sempre continuano a tessere le loro trame. Fra loro c’è anche una donna d’infinita bellezza, ma dal fascino maledetto, capace di ghermire il cuore di un uomo. Nell’arco di quattro anni, dopo essere sfuggito a una serie di cospirazioni, alla peste e alla guerra contro Lucca, Cosimo finirà in prigione, rischiando la condanna a morte. Fra omicidi, tradimenti e giochi di palazzo, questo romanzo narra la saga della famiglia più potente del Rinascimento, l’inizio della sua ascesa alla Signoria fiorentina, in una ridda di intrighi e colpi di scena che vedono come protagonisti capitani di ventura senza scrupoli, fatali avvelenatrici, mercenari svizzeri sanguinari…
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Il matto affogato: Una nuova inchiesta di Max Gilardi

«Un Camilleri in gonnella!»Marco Vichi«La sua scrittura è sempre elegante, colta. I suoi omicidi sono in punta di penna.»la Repubblica«Dalla sua fantasia irrompe la cronaca con delitti da risolvere su e giù per l’Italia, intrighi, il bel mondo, la vita di strada.»La Stampa«Un’autrice che non smette di sorprendere.»la RepubblicaIl matto affogato è uno degli scacchi matti più spettacolari, in cui il Re viene mattato da un solo pezzo avversario pur essendo circondato da pezzi amici: sono proprio questi ultimi infatti a impedire al monarca di sottrarsi al mortale scacco, ostruendo ogni via di fuga. E all’insegna del matto affogato saranno anche i due casi su cui si trova a indagare Max Gilardi, che ha rinunciato alla sua carriera di commissario a Milano per intraprendere quella di avvocato a Napoli. Ed è Napoli la vera protagonista del romanzo. Una Napoli volutamente dimenticata e faticosamente ritrovata, con tutte le sue contraddizioni, ma ricca di ricordi, di umori, di amici. E di un padre amato a stento. Questa città gli sta addosso come un vestito stretto, del quale poco a poco Max Gilardi, attraverso due delitti che lo coinvolgono, saprà liberarsi. Per ritornare a Napoli anche con il cuore, e con gli occhi di un uomo che si misura, senza condiscendenza, con la propria voglia di ricominciare a vivere. Ritorna Elda Lanza con un romanzo unico, godibilissimo, dalla pregevole immediatezza di dialogo. Versione letteraria di Jessica Fletcher con un pizzico di Montalbano, il suo stile è quello del giallo classico, che potrebbe essere preso così com’è e trasposto in sceneggiatura senza perdere quella naturale eleganza che la critica continua a riconoscerle.

La mattina del 25 dicembre

Alla fine di un pomeriggio di lavoro intenso ma fruttuoso, il giovane agente di cambio londinese Malcolm Warren può finalmente lasciare il suo ufficio e godersi le festività natalizie. La sua famiglia è in vacanza in Francia, e a lui non resta che accettare l’invito a trascorrere la vigilia di Natale a Beresford Lodge, la lussuosa residenza di Axel Quisberg, uno dei suoi migliori clienti. Il padrone di casa passerà la notte fuori per via di un importante incontro d’affari, e sarà sua moglie Letty a intrattenere un gruppo di ospiti decisamente male assortito. Dopo cena, quando la poco allegra compagnia viene trascinata in un chiassoso “gioco delle sedie”, Malcolm cade stortandosi un polso. Niente che non si possa curare con una fasciatura e un sonnifero per fare una bella dormita. Ma al risveglio il giovane si rende conto che i guai sono appena cominciati allorché, guardando fuori dalla finestra, scorge una strana figura che giace immobile sulla balaustra del suo balcone. È il cadavere della signora Harley, l’ospite che occupava la stanza sopra la sua e che, a quanto pare, soffriva di sonnambulismo. Una caduta accidentale sembra l’ipotesi più plausibile; del resto, chi mai poteva avercela con una donna tanto mite e inoffensiva? Un mystery del 1934 che conferma che l’omicidio è sempre all’ordine del giorno. Anche a Natale.

Matteo Renzi. Il prezzo del potere

**“Il vero volto di Renzi premier, cinico, politicamente ricattato e ricattabile, chiuso in se stesso e nel su o bunker come i leader a fine carriera.”**
*Dalla prefazione di Marco Travaglio*
Questa che state per leggere è la carriera di un presidente, la fotografia di come funziona oggi il potere in Italia. Una storia in ombra. Dentro e dietro la cronaca, questo libro, supportato da documenti e testimonianze inediti, racconta tradimenti, retroscena, intrighi di palazzo che hanno segnato la scalata di Matteo Renzi. Dal gennaio del 2014 fino a oggi.
Le trame finora mai rivelate che hanno portato alle dimissioni di Enrico Letta. Incarichi, poltrone, appalti distribuiti come un conto da pagare. Le manovre per difendere gli indifendibili. I segreti e le carte più scottanti dello scandalo Banca Etruria, che ha visto coinvolti il padre dell’attuale ministro per le Riforme istituzionali Maria Elena Boschi e l’intero governo.
I rapporti tra Boschi senior e l’onnipresente “buon amico” Flavio Carboni. La longa manus di lobbisti come Gianmario Ferramonti. Le strategie per coprire e ammorbidire la vicenda del padre, Tiziano Renzi, che ancora oggi resta misteriosa. La storia mai rivelata di Marco Carrai, il Richelieu del governo, con un ventaglio di società all’estero che a lui fanno riferimento e soci che risultano avere importanti interessi da difendere in Italia.
Ma IL PREZZO DEL POTERE non è pagato solo con favori e premi. Molti sono gli uomini eliminati. Amici diventati ingombranti o inutili e per questo fatti fuori. Storie che sembrano la trama di una fiction ma sono tutte documentate. Sono il ritratto della politica italiana.
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### Sinossi
**“Il vero volto di Renzi premier, cinico, politicamente ricattato e ricattabile, chiuso in se stesso e nel su o bunker come i leader a fine carriera.”**
*Dalla prefazione di Marco Travaglio*
Questa che state per leggere è la carriera di un presidente, la fotografia di come funziona oggi il potere in Italia. Una storia in ombra. Dentro e dietro la cronaca, questo libro, supportato da documenti e testimonianze inediti, racconta tradimenti, retroscena, intrighi di palazzo che hanno segnato la scalata di Matteo Renzi. Dal gennaio del 2014 fino a oggi.
Le trame finora mai rivelate che hanno portato alle dimissioni di Enrico Letta. Incarichi, poltrone, appalti distribuiti come un conto da pagare. Le manovre per difendere gli indifendibili. I segreti e le carte più scottanti dello scandalo Banca Etruria, che ha visto coinvolti il padre dell’attuale ministro per le Riforme istituzionali Maria Elena Boschi e l’intero governo.
I rapporti tra Boschi senior e l’onnipresente “buon amico” Flavio Carboni. La longa manus di lobbisti come Gianmario Ferramonti. Le strategie per coprire e ammorbidire la vicenda del padre, Tiziano Renzi, che ancora oggi resta misteriosa. La storia mai rivelata di Marco Carrai, il Richelieu del governo, con un ventaglio di società all’estero che a lui fanno riferimento e soci che risultano avere importanti interessi da difendere in Italia.
Ma IL PREZZO DEL POTERE non è pagato solo con favori e premi. Molti sono gli uomini eliminati. Amici diventati ingombranti o inutili e per questo fatti fuori. Storie che sembrano la trama di una fiction ma sono tutte documentate. Sono il ritratto della politica italiana.

Mattatore. Vita e parole di Vittorio Gassman

Le molte vite del Mattatore del cinema italiano, attore straordinario dalla carriera ineguagliabile al teatro come al cinema – da Amleto a Brancaleone, da Profumo di donna a I soliti ignoti –, ma anche uomo complesso che a volte appare come un “gigante arrogante del palcoscenico” (Maurizio Costanzo), anche se “dietro questa corazza da guerriero si nascondeva una marmotta impaurita” (Alessandro Gassmann).
Una lunga carrellata di avvenimenti – la morte precoce del padre, la scelta del teatro a seguito dell’insistenza materna, l’approdo a Hollywood durante il maccartismo, il grande successo e la depressione… –, storie – per lo più raccontate da lui stesso nelle innumerevoli occasioni in cui si è raccontato – e personaggi – dalle donne della sua vita, ai figli, dagli amici del cinema, ai poeti e filosofi (come Pablo Neruda e Jean-Paul Sartre) e agli amici sconosciuti – che non può che ruotare intorno alla figura straordinaria del principe degli attori italiani.
Raccontare Vittorio Gassman è come trovarsi davanti ad un gioco di specchi nel quale diventa difficile afferrare la vera natura del protagonista della nostra storia.
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### Sinossi
Le molte vite del Mattatore del cinema italiano, attore straordinario dalla carriera ineguagliabile al teatro come al cinema – da Amleto a Brancaleone, da Profumo di donna a I soliti ignoti –, ma anche uomo complesso che a volte appare come un “gigante arrogante del palcoscenico” (Maurizio Costanzo), anche se “dietro questa corazza da guerriero si nascondeva una marmotta impaurita” (Alessandro Gassmann).
Una lunga carrellata di avvenimenti – la morte precoce del padre, la scelta del teatro a seguito dell’insistenza materna, l’approdo a Hollywood durante il maccartismo, il grande successo e la depressione… –, storie – per lo più raccontate da lui stesso nelle innumerevoli occasioni in cui si è raccontato – e personaggi – dalle donne della sua vita, ai figli, dagli amici del cinema, ai poeti e filosofi (come Pablo Neruda e Jean-Paul Sartre) e agli amici sconosciuti – che non può che ruotare intorno alla figura straordinaria del principe degli attori italiani.
Raccontare Vittorio Gassman è come trovarsi davanti ad un gioco di specchi nel quale diventa difficile afferrare la vera natura del protagonista della nostra storia. 

La mattanza: dal silenzio sulla mafia al silenzio della mafia

Si tratta dello “speciale” della trasmissione televisiva “Blu notte” andato in onda nell’estate del 2003. Il DVD, della durata di 120 minuti, riproduce una narrazione televisiva ad alta densità di informazione, che unisce il montaggio di documenti indispensabili per la ricostruzione della memoria recente del Paese con la presenza “scenica” di un Lucarelli più che mai narratore, quasi storico in presa diretta. Dalle stragi mafiose del 1992 ai giorni nostri, un’analisi della storia di Cosa Nostra. Non storia di una deviazione, oscura ma circoscritta, ma parte integrante della storia italiana, al pari di quella dei movimenti politici, dei fenomeni economici e di costume, ai quali si è intrecciata, condizionandoli. Il libro commenta e narra le immagini del DVD.

Un matrimonio, un funerale, per non parlar del gatto

Da dietro il crinale della collina si vede arrivare un piccolo corteo, preceduto dal suonatore di fisarmonica e dal mescitore di vino. Lo sposo e la sposa sono in cammino dall’alba, raggiungeranno la chiesa non proprio freschissimi e poi, dopo la cerimonia, riprenderanno la strada insieme agli altri, di nuovo per mulattiere, pronti a godersi un pranzo e una cena con l’appetito rinvigorito dalla scarpinata. Un matrimonio oggi inimmaginabile, che era perfettamente normale quando il piccolo Francesco Guccini vi prendeva parte, portando agli sposi un dono veramente prezioso…
E ancora: il funerale del mitico Gigi de l’Orbo, il sarto sempre ubriaco, il tenore lirico appassionato di ciclismo, la contadina poetessa, un indimenticabile compagno di scuola e tante altre “istantanee”, colme di ironia e appena velate di malinconia, di un tempo andato che non ritornerà. Qualche volta, tra queste pagine, la pellicola della memoria dell’autore resta impressionata da figure sfuggenti, sornione come gatti, dolci come il ricordo di chi se n’è andato, o forse un po’ beffarde come fantasmi…
Questi racconti sono un viaggio attraverso il tempo e i registri narrativi, e riportano in vita per noi esistenze minime, destinate a essere dimenticate se non giungessero le parole a rievocarle. Francesco Guccini si conferma ancora una volta come uno dei più grandi cantori della nostra provincia e del suo epos perduto, con la sapienza e l’infinita pazienza di chi sa esercitare ogni giorno il setaccio della memoria per far riaffiorare dettagli, immagini ed emozioni che sono nutrimento per il presente e il futuro. Francesco Guccini è il cantautore “mito” di più d’una generazione e uno degli scrittori più originali della scena letteraria italiana. Esordisce nel 1989 con *Cròniche Epafániche* per pubblicare poi *Vacca d’un cane* (1993), *Racconti d’inverno* (1993, con Giorgio Celli e Valerio Massimo Manfredi), *La legge del bar e altre comiche* (1996), *Cittanòva blues* (2003), *Icaro* (2008), i due volumi del *Dizionario delle cose perdute* (2012 e 2014), oltre alla fortunatissima serie di gialli appenninici in coppia con Loriano Macchiavelli.
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### Recensione
**Matti, ciclisti, tenori mancati nel circolare mondo di ieri**
*Bruno Gambarotta*, Tuttolibri – La Stampa
Il libro si apre con un testo, Fotografie, nel quale l’autore enuncia i suoi propositi: «questi racconti vogliono parlare di persone che hanno il diritto di essere ricordate. Questo è uno dei pregi della narrativa come delle canzoni: dire di personaggi che attraverso le parole rimangono in vita, che si vestono in qualche modo di eternità». **Francesco Guccini** ha un concetto alto e nobile della scrittura e lo declina con un candore, un’affabilità, una naturalezza che hanno del prodigioso. Sono tredici racconti divisi in quattro blocchi tematici: *Riti di passaggio, Fantasmi, Sulla strada, Matti*. Ancora una volta la lezione ci giunge dalla provincia, l’humus che fa germinare queste storie, la «contea» di Guccini, è un’area sulle colline pistoiesi, al confine fra il Granducato di Toscana e lo Stato della Chiesa. I ricordi d’infanzia si alternano ai quadri corali, (il matrimonio, il funerale, il mercato) e ai ritratti di singoli protagonisti (il ciclista e tenore mancato che si scrive il necrologio). Storie che non preparano il lettore a rivelazioni, ma si limitano a registrare lievi increspature sulla superficie apparentemente liscia di un tempo circolare che sembra scorrere sempre uguale. Il mio preferito è L’americano, la storia dell’emigrante che torna inaspettato dopo due anni di miniera negli Stati Uniti e si sente chiedere dalla madre: «Quanto ti fermi?». Semplicemente perfetto.
### Sinossi
Da dietro il crinale della collina si vede arrivare un piccolo corteo, preceduto dal suonatore di fisarmonica e dal mescitore di vino. Lo sposo e la sposa sono in cammino dall’alba, raggiungeranno la chiesa non proprio freschissimi e poi, dopo la cerimonia, riprenderanno la strada insieme agli altri, di nuovo per mulattiere, pronti a godersi un pranzo e una cena con l’appetito rinvigorito dalla scarpinata. Un matrimonio oggi inimmaginabile, che era perfettamente normale quando il piccolo Francesco Guccini vi prendeva parte, portando agli sposi un dono veramente prezioso…
E ancora: il funerale del mitico Gigi de l’Orbo, il sarto sempre ubriaco, il tenore lirico appassionato di ciclismo, la contadina poetessa, un indimenticabile compagno di scuola e tante altre “istantanee”, colme di ironia e appena velate di malinconia, di un tempo andato che non ritornerà. Qualche volta, tra queste pagine, la pellicola della memoria dell’autore resta impressionata da figure sfuggenti, sornione come gatti, dolci come il ricordo di chi se n’è andato, o forse un po’ beffarde come fantasmi…
Questi racconti sono un viaggio attraverso il tempo e i registri narrativi, e riportano in vita per noi esistenze minime, destinate a essere dimenticate se non giungessero le parole a rievocarle. Francesco Guccini si conferma ancora una volta come uno dei più grandi cantori della nostra provincia e del suo epos perduto, con la sapienza e l’infinita pazienza di chi sa esercitare ogni giorno il setaccio della memoria per far riaffiorare dettagli, immagini ed emozioni che sono nutrimento per il presente e il futuro. Francesco Guccini è il cantautore “mito” di più d’una generazione e uno degli scrittori più originali della scena letteraria italiana. Esordisce nel 1989 con *Cròniche Epafániche* per pubblicare poi *Vacca d’un cane* (1993), *Racconti d’inverno* (1993, con Giorgio Celli e Valerio Massimo Manfredi), *La legge del bar e altre comiche* (1996), *Cittanòva blues* (2003), *Icaro* (2008), i due volumi del *Dizionario delle cose perdute* (2012 e 2014), oltre alla fortunatissima serie di gialli appenninici in coppia con Loriano Macchiavelli.

Un matrimonio non voluto

Metà dell’Ottocento, Salisbury. Secondo sua madre Faye ha un’unica qualità: la bellezza. Ma la bellezza è proprio quel che le serve perché la sua intraprendente genitrice riesca a prendere all’amo il vedovo più ambito della città, quel Lord Ashton che tutti pensavano non si sarebbe mai più risposato. A Faye Lord Ashton non interessa… ha occhi solo per Marc, un coetaneo bello e romantico, che a sua volta non è indifferente a quella sua “unica qualità”. Ma la famiglia di Marc è in bancarotta e un matrimonio tra loro è impossibile, così Faye dovrà fare buon viso a cattiva sorte e sposare un uomo per cui non prova niente. Le cose, tuttavia, non andranno come previsto e Faye dovrà capire che nessuno ha un’unica qualità e che non sempre quello che si vuole è quello di cui si ha bisogno. — CONTIENE SCENE ESPLICITE – CONSIGLIATO A UN PUBBLICO ADULTO — La portò nella sua camera. La depose gentilmente sul letto. Il vestito strappato e aperto rivelò di nuovo i suoi seni lattei. Faye, gli occhi chiusi, se li coprì con una mano. «Posso aiutarti? A svestirti? Chiamo la tua cameriera?». Lei scosse la testa. «Non mi hai mai voluta?» chiese, senza guardarlo. «Mh?». «Dico, non mi hai mai voluta? Mi hai sempre disprezzata e basta?». Lui le sganciò la gonna. Poi la prima delle numerose sottane ricamate. La crinolina si era appiattita su un lato, rivelando le gambe di lei. Le lunghe mutande di seta, aderenti alle sue cosce, le calze intonate al vestito… la forma tornita dei suoi polpacci, le caviglie sottili… «Certo che ti ho voluta. Un tempo. A che cosa ti serve saperlo ora?». Le slacciò le stringhe degli stivaletti. Glieli sfilò. I piedini di lei, così piccoli e arcuati… «Ho sempre pensato… che prima o poi mi avresti presa. Anche solo per vendetta. Anche solo per punirmi. Mi sono conservata per quel momento, ma suppongo che il disgusto, per te, fosse troppo forte». Lui rise sottovoce. Iniziò a sganciarle la crinolina. «Non esagerare. O meglio, non essere così melodrammatica. Non ho mai provato disgusto, ma non sono certamente il tipo che prende sua moglie con la forza». Le sfilò la gabbia della crinolina e appoggiò a un lato del letto senza neppure provare a ripiegarla. «E che cosa avresti conservato?» aggiunse, iniziando a sfilarle il corpetto stracciato del vestito. Le abbassò dolcemente il braccio con cui si riparava i seni. Faye lo fissò, respirando veloce, le pupille larghe nelle sue iridi. Hugh ebbe la tentazione di stringerla a sé. Percepiva la sua vulnerabilità e sapeva che Faye non si sarebbe opposta. L’avrebbe lasciato fare e l’avrebbe considerato giusto. Era lui a non considerarlo giusto, tuttavia, e sapeva di avere ragione in merito. «Una cosa inutile. La verginità» rispose lei.

Il matrimonio del secolo

Quello che nessuno avrebbe mai immaginato potesse accadere, sta per diventare realtà. Due delle più antiche famiglie greche stanno per fondersi, grazie a quello che potrebbe essere definito il matrimonio del secolo. Mettendo fine a una faida che dura da tempo immemore, infatti, Sebastien Fiorukis sta per prendere in moglie Alesia Philipos. Ma, dietro l’apparenza scintillante, si nasconde un’altra verità. Un matrimonio concordato dalle famiglie, per placare il desiderio di vendetta dei Philipos e garantire un erede alla dinastia dei Fiorukis. Nonostante tutto sia previsto nei minimi dettagli, la passione che nasce tra i due sposi finisce con lo sconvolgere i piani di entrambe le casate, regalando un finale diverso da quello che era già stato scritto.
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### Sinossi
Quello che nessuno avrebbe mai immaginato potesse accadere, sta per diventare realtà. Due delle più antiche famiglie greche stanno per fondersi, grazie a quello che potrebbe essere definito il matrimonio del secolo. Mettendo fine a una faida che dura da tempo immemore, infatti, Sebastien Fiorukis sta per prendere in moglie Alesia Philipos. Ma, dietro l’apparenza scintillante, si nasconde un’altra verità. Un matrimonio concordato dalle famiglie, per placare il desiderio di vendetta dei Philipos e garantire un erede alla dinastia dei Fiorukis. Nonostante tutto sia previsto nei minimi dettagli, la passione che nasce tra i due sposi finisce con lo sconvolgere i piani di entrambe le casate, regalando un finale diverso da quello che era già stato scritto.

Un matrimonio da dilettanti

Michael e Pauline sembrano una coppia perfetta: giovani, innamorati, in sintonia l’uno con l’altra. Si incontrano per la prima volta a Baltimora nel dicembre del 1941 e decidono di sposarsi durante la Seconda guerra mondiale. La loro vita prosegue serenamente, nonostante le diversità di carattere che emergono gradualmente negli anni. Il matrimonio li accompagna fino alla vecchiaia e sembrerebbe ormai al riparo da ogni intemperie, fino al giorno in cui tutto precipita…
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