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Il Momento Della Verità (Santuario Vol. 3)

Beckett Jamieson scopre di essere stato adottato quando, al compimento del suo ventunesimo anno, un avvocato gli consegna una lettera della madre. Il suo vero nome è Robert Bullen. Peccato, però, che la famiglia a cui dovrebbe appartenere sia coinvolta in attività criminali della peggior specie. Robert decide di contribuire a distruggerli ma finisce in ospedale, pestato a sangue e temporaneamente cieco. Un agente del Santuario lo accompagna in una casa protetta dove potrà riprendersi.
Il dottor Kayden Summers, agente operativo del Santuario, non è per niente contento di ritrovarsi bloccato in mezzo al nulla insieme a un uomo privo di conoscenza. Quando però Beckett si sveglia, la situazione sembra peggiorare ancora, perché il giovane non si fida di lui ed è più determinato che mai a scoprire cosa nascondesse la madre, senza contare l’attrazione che nasce fra loro.
Riusciranno a superare le loro divergenze e a eliminare la minaccia rappresentata dai fratelli Bullen?
Numero di parole: 36,400
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### Sinossi
Beckett Jamieson scopre di essere stato adottato quando, al compimento del suo ventunesimo anno, un avvocato gli consegna una lettera della madre. Il suo vero nome è Robert Bullen. Peccato, però, che la famiglia a cui dovrebbe appartenere sia coinvolta in attività criminali della peggior specie. Robert decide di contribuire a distruggerli ma finisce in ospedale, pestato a sangue e temporaneamente cieco. Un agente del Santuario lo accompagna in una casa protetta dove potrà riprendersi.
Il dottor Kayden Summers, agente operativo del Santuario, non è per niente contento di ritrovarsi bloccato in mezzo al nulla insieme a un uomo privo di conoscenza. Quando però Beckett si sveglia, la situazione sembra peggiorare ancora, perché il giovane non si fida di lui ed è più determinato che mai a scoprire cosa nascondesse la madre, senza contare l’attrazione che nasce fra loro.
Riusciranno a superare le loro divergenze e a eliminare la minaccia rappresentata dai fratelli Bullen?
Numero di parole: 36,400

Molto rumore per nulla

Cura e traduzione di Maura Del SerraEdizione integrale con testo inglese a fronteScritta sullo scorcio del sedicesimo secolo, alla fine della fase giovanile della produzione shakespeariana e congenere alle altre tre “commedie romantiche” o tragicommedie coeve (Il mercante di Venezia, Come vi piace, La dodicesima notte), Molto rumore per nulla è improntata a un fresco gioco scenico che decanta in accenti lirici e meditativi la consumata eleganza della scenografia verbale. Prendendo spunto dalla commedia cortese e dalla novellistica italiana, fonde i succhi compositi dell’arguzia concettista con quelli sapidi della farsa popolare. Ne risulta una polifonia lirica brillante e persuasiva, che ritrae con mano inimitabile il gioco dei sentimenti e dei destini.«Allora, per la verità, mi sembra troppo bassa per un’alta lode, troppo scura per una chiara lode, e troppo piccola per una grande lode. Solo questo posso riconoscerle di buono, che se fosse diversa da com’è, non sarebbe bella, e che, essendo com’è, non mi piace.»

Le molliche del commissario: La prima indagine di Vivacqua (Le indagini di Vivacqua Vol. 1)

«C’è sempre una mollica, anche piccola, basta avere occhi buoni per trovarla»: è questa la frase che il commissario Vivacqua ripete come un mantra ogni volta che si trova alle prese con un nuovo caso.
Siciliano trapiantato a Torino, con più cicatrici che capelli e un carattere quadrato come la sua stazza, Salvatore Vivacqua – Totò per gli amici – sa bene che dove c’è un delitto c’è sempre anche una traccia che il colpevole si è lasciato dietro. Ma quando viene chiamato d’urgenza nella chiesa della Santissima Trinità, capisce subito che questa indagine gli darà del filo da torcere. Vicino al confessionale è stato rinvenuto il corpo di don Riccardo in una pozza di sangue, il viso sfigurato, una mano quasi staccata. Ma chi può aver massacrato con tanta ferocia un uomo anziano, che a detta di tutti viveva solo per aiutare gli altri e non aveva nemici? Davvero si è trattato del gesto di un folle, come sostiene monsignor Acutis? Dopo una serie di interrogatori serrati, Vivacqua intuisce che quel delitto è solo il tassello di un mosaico molto più oscuro e complesso. Non a caso, nelle stesse ore, il suo vice Santandrea, detto il Giraffone, è alle prese con un secondo omicidio: una ricca musicista morta per soffocamento durante un gioco erotico finito male, o almeno così sembra… Due delitti a breve distanza negli ambienti più insospettabili della Torino bene. E non è finita qui. Per Totò e la sua squadra sarà una settimana di fuoco. Un commissario carismatico e tenace, dai metodi poco ortodossi e dalla grande intelligenza. Un’incursione negli abissi dell’animo umano con quella nota di ironia che è l’unico modo per uscirne vivi.
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### Sinossi
«C’è sempre una mollica, anche piccola, basta avere occhi buoni per trovarla»: è questa la frase che il commissario Vivacqua ripete come un mantra ogni volta che si trova alle prese con un nuovo caso.
Siciliano trapiantato a Torino, con più cicatrici che capelli e un carattere quadrato come la sua stazza, Salvatore Vivacqua – Totò per gli amici – sa bene che dove c’è un delitto c’è sempre anche una traccia che il colpevole si è lasciato dietro. Ma quando viene chiamato d’urgenza nella chiesa della Santissima Trinità, capisce subito che questa indagine gli darà del filo da torcere. Vicino al confessionale è stato rinvenuto il corpo di don Riccardo in una pozza di sangue, il viso sfigurato, una mano quasi staccata. Ma chi può aver massacrato con tanta ferocia un uomo anziano, che a detta di tutti viveva solo per aiutare gli altri e non aveva nemici? Davvero si è trattato del gesto di un folle, come sostiene monsignor Acutis? Dopo una serie di interrogatori serrati, Vivacqua intuisce che quel delitto è solo il tassello di un mosaico molto più oscuro e complesso. Non a caso, nelle stesse ore, il suo vice Santandrea, detto il Giraffone, è alle prese con un secondo omicidio: una ricca musicista morta per soffocamento durante un gioco erotico finito male, o almeno così sembra… Due delitti a breve distanza negli ambienti più insospettabili della Torino bene. E non è finita qui. Per Totò e la sua squadra sarà una settimana di fuoco. Un commissario carismatico e tenace, dai metodi poco ortodossi e dalla grande intelligenza. Un’incursione negli abissi dell’animo umano con quella nota di ironia che è l’unico modo per uscirne vivi. 

Le molliche del commissario

‘C’è sempre una mollica, anche piccola, basta avere occhi buoni per trovarla’: è questa la frase che il commissario Vivacqua ripete come un mantra ogni volta che si trova alle prese con un nuovo caso. Siciliano trapiantato a Torino, con più cicatrici che capelli e un carattere quadrato come la sua stazza, Salvatore Vivacqua – Totò per gli amici – sa bene che dove c’è un delitto c’è sempre anche una traccia che il colpevole si è lasciato dietro. Ma quando viene chiamato d’urgenza nella chiesa della Santissima Trinità, capisce subito che questa indagine gli darà del filo da torcere. Vicino al confessionale è stato rinvenuto il corpo di don Riccardo in una pozza di sangue, il viso sfigurato, una mano quasi staccata. Ma chi può aver massacrato con tanta ferocia un uomo anziano, che a detta di tutti viveva solo per aiutare gli altri e non aveva nemici? Davvero si è trattato del gesto di un folle, come sostiene monsignor Acutis? Dopo una serie di interrogatori serrati, Vivacqua intuisce che quel delitto è solo il tassello di un mosaico molto più oscuro e complesso. Non a caso, nelle stesse ore, il suo vice Santandrea, detto il Giraffone, è alle prese con un secondo omicidio: una ricca musicista morta per soffocamento durante un gioco erotico finito male, o almeno così sembra… Due delitti a breve distanza negli ambienti più insospettabili della Torino bene. E non è finita qui. Per Totò e la sua squadra sarà una settimana di fuoco. Un commissario carismatico e tenace, dai metodi poco ortodossi e dalla grande intelligenza. Un’incursione negli abissi dell’animo umano con quella nota di ironia che è l’unico modo per uscirne vivi.

(source: Bol.com)

La moglie perfetta: Il ritorno del commissario Balistreri

Dopo il successo internazionale della Trilogia del Male, il commissario Balistreri torna in un thriller che trascina il lettore nelle spire di una suspense mozzafiato. Nel maggio del 2001, a Roma, due coppie, il professore italoamericano Victor Bonocore e la moglie Nicole Steele, il pubblico ministero Bianca Benigni e il marito Nanni. Due matrimoni come tanti, a volte felici, a volte meno. Tra loro una ventenne pericolosa, Scarlett, sorella di Nicole. Intorno, la terra di mezzo del Sordomuto e del Puncicone, gli appalti pubblici, il gioco d’azzardo, l’usura, e la morte atroce di una ragazza, Donatella. Sembra essere l’ennesimo atto di violenza patito da una donna per mano di un uomo violento, l’assassino viene scoperto e giustizia è fatta. O forse no? Quando viene ucciso Victor Bonocore, Michele Balistreri dirige la terza sezione della squadra Mobile e indaga insieme al pm Bianca Benigni. La miscela è esplosiva, le modalità di conduzione dell’indagine contro le sorelle Steele sono fuori dai confini della legge e l’esito è disastroso. L’arresto di Scarlett e Nicole incrina le relazioni tra Italia e Stati Uniti. Tutto finisce male. Nel 2011 una rivelazione inattesa spinge Balistreri a riaprire quel caso rimasto senza colpevoli. Ma se non è tardi per la giustizia, forse lo è per l’amore e per la vita. O forse no.

La moglie nella cornice

Per amore di Alberto e del piccolo Piero, Joanna abbandona la carriera di modella, anche se è all’apice del successo. Novella sposa, si butta con l’entusiasmo e l’amore dei suoi giovani anni nel nuovo ruolo di moglie e madre, ma ben presto si accorge di avere una rivale difficile da battere: la prima moglie di Alberto, morta in circostanze tragiche. Con la sua bellezza ingenua e la sua fragilità, Jo deve lottare non solo contro un fantasma ancora troppo vivo, ma anche contro le ombre di un passato – il proprio – che non ha mai cessato di perseguitarla.
(source: Bol.com)

La moglie magica

”A vent’anni, appena sposata, Mariangela va ad abitare con il marito in un’elegante palazzina Liberty di via Eustachi a Milano. I vicini ammirano i suoi grandi occhi illuminati di gioia e la sua vitalità contagiosa, al punto che il nomignolo di ‘Magìa’, che la accompagna da quando era bambina e non sapeva pronunciare il proprio nome per intero, sembra esserle stato cucito addosso dal destino. Eppure, nel tempo, gli stessi vicini la vedono spegnersi: quella ragazza allegra ed esuberante si trasforma in una donna nervosa e sfuggente. Tutti le vogliono bene, ma non possono aiutarla, perché hanno capito che il motivo della sua tristezza è il marito Paolo. Quattordici anni prima, sposandolo, Magìa aveva lasciato il suo paesino di montagna, stregata dalla promessa di una vita brillante, fatta di regali costosi e vacanze da sogno: una agiatezza che ha pagato a caro prezzo, perché Paolo è un uomo che confonde l’amore con il possesso, che maschera con l’aggressività le proprie insicurezze e riesce a essere geloso persino delle attenzioni che la moglie riserva ai loro due bambini. Un giorno, dopo l’ennesimo gesto violento del marito, Magìa si risveglia finalmente dal suo stato di sudditanza e allora trova il coraggio di riprendere in mano la sua vita e ribellarsi, per salvare se stessa e i figli. E con questa nuova consapevolezza scoprirà anche la sua carica di magia.”

(source: Bol.com)

La moglie ereditata

Il ritorno in Cile, per la lettura delle ultime volontà paterne, regala a Julia Diez un’inattesa sorpresa: per poter ricevere quanto le spetta, dovrà vivere per un anno in Cile e… sposare Rodolfo Carducci, curatore testamentario del padre. Julia conosce Rodolfo, uomo affascinante oltre che ricco, ma non intende piegarsi a quella imposizione. Anche se ha assoluto bisogno di soldi. Rodolfo si dice disposto ad aiutarla, nel caso lei decidesse di cambiare idea, ma a complicare la situazione subentra l’attrazione reciproca, che sfocia in vera passione. L’istinto spinge Julia a fuggire e mollare tutto, ma…
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### Sinossi
Il ritorno in Cile, per la lettura delle ultime volontà paterne, regala a Julia Diez un’inattesa sorpresa: per poter ricevere quanto le spetta, dovrà vivere per un anno in Cile e… sposare Rodolfo Carducci, curatore testamentario del padre. Julia conosce Rodolfo, uomo affascinante oltre che ricco, ma non intende piegarsi a quella imposizione. Anche se ha assoluto bisogno di soldi. Rodolfo si dice disposto ad aiutarla, nel caso lei decidesse di cambiare idea, ma a complicare la situazione subentra l’attrazione reciproca, che sfocia in vera passione. L’istinto spinge Julia a fuggire e mollare tutto, ma…

La moglie dell’aviatore

È il 1927 quando Anne Morrow incontra per la prima volta Charles Lindbergh. Lei è una ragazza piena di grazia e impeto giovanili, con i capelli scuri e curve inadatte agli abiti dalla linea dritta dell’epoca. Figlia dell’ambasciatore americano in Messico, un uomo appartenente allo stesso mondo e alla stessa cerchia sociale di Joseph e Rose Kennedy e di Henry Ford, Anne sogna “relazioni scandalose” pur di non diventare un giorno come una di quelle vecchie rinsecchite che, ai tornei di bridge, passano il tempo a malignare sui giovani e sui loro sogni. Lui è un ragazzo di venticinque anni che nel mese di maggio di quell’anno è diventato un eroe: ha sorvolato l’oceano Atlantico come un’aquila, e in solitaria per giunta, conquistando non solo l’intero pianeta ma anche il cielo sovrastante. Da allora è immortalato per l’eternità in fotografie e cinegiornali mentre sventola allegro la mano dalla cabina di pilotaggio, snello e abbronzato nella sua tuta da aviatore troppo larga, i capelli biondi tagliati cortissimi, rasati sulla nuca e con una frangia da adolescente. Oppure appoggiato con atteggiamento disinvolto al suo aereo; anzi, per lui l’aereo, lo Spirit of St. Louis. I Morrow hanno invitato il giovane aviatore nella speranza che i suoi occhi si posino su Elisabeth, la sorella maggiore di Anne, la bella di casa con il suo incarnato di porcellana, i riccioli biondi e i grandi occhi azzurri…

La moglie addosso

Quando il loro matrimonio finisce, Marianna e Stefano non desiderano che ferirsi. Ci sono nuove persone a contendersi il loro amore, e occorre solo allontanarsi il più in fretta possibile. Ma nel mondo di cui sono parte – quello della fiction tv – ogni passo falso può essere una trappola mortale e quando Marianna, travolta dal dolore e dalla rabbia per la separazione, sprofonda in uno scandalo odioso, Stefano capisce di amarla ancora. La strada per ritrovarsi però sarà molto più lunga di quanto immaginano: altri lutti, altre rivelazioni, altri inattesi successi li aspettano, insieme alla certezza che il vero amore si incontra solo una volta nella vita. Se l’amore risale l’abisso dell’odio, non c’è più nulla che possa fermarlo. Marianna e Stefano stanno per scoprirlo.
(source: Bol.com)

Moglie

Che cosa accade a una giornalista affermata, fiera della sua libertà e ostinata nel mantenere la propria autonomia, quando decide di abbandonare il lavoro della sua vita per diventare una moglie? E non una moglie qualunque, ma la “first sciura”: la moglie del sindaco di Milano, Giuliano Pisapia.
Alternando fatti quotidiani a incontri e viaggi straordinari, Cinzia Sasso ripercorre, sullo sfondo della Milano “arancione” degli ultimi anni, la storia della sua scelta. In modo spesso sorprendente, ci mostra come essere una moglie a tempo pieno possa rivelarsi molto gratificante, anche o forse soprattutto per una persona che ha sempre creduto nella sua autosufficienza, nella sua indipendenza, nella sua libertà. Con leggerezza, semplicità, ironia, ma anche sensibile e sofferta consapevolezza, si interroga sulle dinamiche di coppia, sui ruoli femminili e maschili nella società contemporanea, sulla ricerca della felicità e sul senso più profondo dell’amore.
Questo ritratto, intimo ed esemplare al contempo, è anche il racconto di una generazione fortunata, quella a cui l’autrice appartiene, che ha potuto sognare e realizzare i propri sogni. Osservatrice insaziabilmente curiosa, da sempre attenta al mondo femminile, Cinzia Sasso intreccia infatti alla sua storia quella di altre donne che sono riuscite nella difficile impresa di conciliare amore ed emancipazione, lavoro e famiglia.
Moglie è soprattutto il racconto di una donna alla continua scoperta di se stessa, che non teme le proprie contraddizioni e sperimenta la bellezza del passare dall’io al noi. Un “noi tra due uguali”, che imparano a condividere tutto, tanto da mettersi al servizio dell’altro. Non “dietro” al proprio consorte, ma di fianco, accanto, insieme.
Con prefazione di Natalia Aspesi.
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### Recensione
**Moglie**
*Fabio Poletti*, Tuttolibri – La Stampa
L’ex sindaco di Milano Giuliano Pisapia è un uomo molto amato. Sua moglie **Cinzia Sasso** in un libro – dedica: «Alla mia metà del cielo» – racconta di una giornalista affermata che molla tutto per essere accanto al marito con importanti incarichi pubblici. «A un certo punto ho scoperto il “noi”. Che ti fa pensare prima all’altro, ai suoi bisogni, ai suoi desideri», scrive con leggerezza dopo una vita a inseguire chi stava sotto i riflettori, passando dall’altra parte senza perdere nulla. Destino di tutte le first lady di ogni mondo.
### Sinossi
Che cosa accade a una giornalista affermata, fiera della sua libertà e ostinata nel mantenere la propria autonomia, quando decide di abbandonare il lavoro della sua vita per diventare una moglie? E non una moglie qualunque, ma la “first sciura”: la moglie del sindaco di Milano, Giuliano Pisapia.
Alternando fatti quotidiani a incontri e viaggi straordinari, Cinzia Sasso ripercorre, sullo sfondo della Milano “arancione” degli ultimi anni, la storia della sua scelta. In modo spesso sorprendente, ci mostra come essere una moglie a tempo pieno possa rivelarsi molto gratificante, anche o forse soprattutto per una persona che ha sempre creduto nella sua autosufficienza, nella sua indipendenza, nella sua libertà. Con leggerezza, semplicità, ironia, ma anche sensibile e sofferta consapevolezza, si interroga sulle dinamiche di coppia, sui ruoli femminili e maschili nella società contemporanea, sulla ricerca della felicità e sul senso più profondo dell’amore.
Questo ritratto, intimo ed esemplare al contempo, è anche il racconto di una generazione fortunata, quella a cui l’autrice appartiene, che ha potuto sognare e realizzare i propri sogni. Osservatrice insaziabilmente curiosa, da sempre attenta al mondo femminile, Cinzia Sasso intreccia infatti alla sua storia quella di altre donne che sono riuscite nella difficile impresa di conciliare amore ed emancipazione, lavoro e famiglia.
Moglie è soprattutto il racconto di una donna alla continua scoperta di se stessa, che non teme le proprie contraddizioni e sperimenta la bellezza del passare dall’io al noi. Un “noi tra due uguali”, che imparano a condividere tutto, tanto da mettersi al servizio dell’altro. Non “dietro” al proprio consorte, ma di fianco, accanto, insieme.
Con prefazione di Natalia Aspesi.

Mobili di famiglia (1995-2014)

Cosa accade quando una donna decide di assecondare la sua passione e seguire l’uomo che ama, ma dimentica le sue figlie? Oppure quando sceglie di inseguire il sogno di giorni più felici aggrappandosi alle lettere scritte a uno sconosciuto? Quanto resta dei tanti anni di gioia passati insieme alla propria moglie, se lei ne sta perdendo lentamente il ricordo? Le domande a cui rispondono le storie di Alice Munro lasciano sempre pieni di dubbi. E più passa il tempo più si fanno semplici, come se avesse ormai capito la formula per distillare in purezza l’esistenza senza complicarla. Perché le sue domande sono quelle che ciascuno si pone nel corso di una vita. All’apparenza facilissime, rivelano invece tutta la grazia di cui sono capaci gli esseri umani, le scelte fatte e non fatte, le cose prime e quelle ultime con cui ognuno di noi deve fare i conti.

Mobili di famiglia

Cosa accade quando una donna decide di assecondare la sua passione e seguire l’uomo che ama, ma dimentica le sue figlie? Oppure quando sceglie di inseguire il sogno di giorni piú felici aggrappandosi alle lettere scritte a uno sconosciuto? Quanto resta dei tanti anni di gioia passati insieme alla propria moglie, se lei ne sta perdendo lentamente il ricordo? Le domande a cui rispondono le storie di Alice Munro lasciano sempre pieni di dubbi. E piú passa il tempo piú si fanno semplici, come se avesse ormai capito la formula per distillare in purezza l’esistenza senza complicarla. Perché le sue domande sono quelle che ciascuno si pone nel corso di una vita. All’apparenza facilissime, rivelano invece tutta la grazia di cui sono capaci gli esseri umani, le scelte fatte e non fatte, le cose prime e quelle ultime con cui ognuno di noi deve fare i conti.

I miti del nostro tempo

Culto della giovinezza, idolatria dell’intelligenza, ossessione della crescita economica, tirannia della moda: sono alcuni dei miti di oggi che Umberto Galimberti passa in rassegna per smontarli e denunciarne la natura ingannevole, mostrando come i falsi miti siano in realtà “idee malate”, non avvertite come tali, e quindi tanto più capaci di diffondere i loro effetti nefasti senza trovare la minima resistenza. Sono i miti del nostro tempo, le idee che più di altre ci pervadono e ci plasmano come individui e come società. Quelle che la pubblicità e i mezzi di comunicazione di massa propongono come valori e impongono come pratiche sociali, fornendo loro un linguaggio che le rende appetibili e desiderabili. I miti sono idee che ci possiedono e ci governano con mezzi non logici, ma psicologici, e quindi radicati nel profondo della nostra anima. Sono idee che abbiamo mitizzato perché non danno problemi, facilitano il giudizio, in una parola rassicurano. Eppure molte sofferenze, molti disturbi, molti malesseri nascono proprio dalle idee che, comodamente accovacciate nella pigrizia del nostro pensiero, non ci consentono più di comprendere il mondo in cui viviamo. Per recuperare la nostra presenza al mondo dobbiamo allora rivisitare i nostri miti, sia quelli individuali sia quelli collettivi, dobbiamo sottoporli al vaglio della critica perché i nostri problemi sono dentro la nostra vita, e la nostra vita vuole che si curino le idee con cui la interpretiamo.

Mistero nel deserto

Un principe ribelle.Dov’è finito Tahir Al’Ramiz? Ormai i suoi familiari non sanno più cosa pensare: dopo essere stato visto in un casinò di Montecarlo, di lui si sono perse le tracce. Si sa che è partito alla volta del Qusay per assistere all’incoronazione del fratello, ma la carcassa del suo elicottero è stata ritrovata fra le dune senza alcuna traccia del suo occupante. Tahir, però, riappare all’improvviso: come abbia fatto a scampare al disastro è un vero mistero, e quando una bruna bellezza arriva alla reggia i pettegolezzi si sprecano.

Il mistero di Villa Saturn

Le indagini dei detective di Gower St. Londra, 1883. Sidney Grice, il più famoso detective della città, ha accettato un caso nello Yorkshire e ha lasciato la sua pupilla March Middleton a occuparsi della casa in Gower Street. Ma la tranquillità della vita domestica non esercita un particolare fascino su March, che aspira a diventare la più famosa (nonché unica) detective donna di Londra. Così, quando riceve una strana lettera da un facoltoso parente che non sapeva di avere, March, incuriosita, decide di accettare l’invito a trascorrere la notte nella splendida villa Saturn per conoscere il misterioso zio Tolly. Non può certo immaginare che la mattina dopo si ritroverà sulla scena di un crimine. E questa volta la priorità di March non è indagare sul caso, ma difendersi da un’accusa di omicidio… Intricati enigmi e humour: il detective inglese più eccentrico e affascinante dai tempi di Sherlock Holmes! Una nuova indagine per i due detective irriverenti e scaltri più famosi di Londra: March Middleton e Sidney Grice non hanno rivali. «Il brillante romanzo di Kasasian ci presenta un’indimenticabile nuova coppia di detective.» Publishers Weekly «Grice e Middleton promettono bene, conviene intercettarli adesso.» Daily Mail «Il libro di Kasasian offre uno sguardo deciso sul lato oscuro della Londra vittoriana, tratteggiando il ritratto di un’eroina abbastanza forte da resistere a un detective scontroso. Storia avvincente, humour sottile e personaggi vivaci: una bella sorpresa.» Kirkus Reviews M.R.C. KasasianCresciuto nel Lancashire, prima di diventare uno scrittore, ha fatto molti lavori diversi. Vive con la moglie nel Suffolk durante l’estate e a Malta d’inverno.Il mistero di villa Saturn è il terzo libro della serie investigativa dedicata al detective Sidney Grice e alla sua assistente March Middleton, di cui la Newton Compton ha pubblicato anche i primi due episodi: I delitti di Mangle Street e La maledizione di casa Foskett.