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Nella terra della nuvola bianca

Il primo romanzo della saga ambientata in Nuova Zelanda. Londra, 1852. Due giovani donne diversissime tra loro ma accomunate da un grande senso dell’avventura e dalla passione per la libertà, si imbarcano dirette in Nuova Zelanda e ben presto stringono un’amicizia destinata a durare per sempre. Per entrambe questo è l’inizio di una nuova vita come future spose di due uomini che non conoscono ma che rappresentano per loro un sogno di emancipazione e di romanticismo. Gwyneira, di origini nobili, è promessa al figlio di un magnate della lana mentre Helen, istitutrice di professione, ha accettato la proposta di matrimonio di un contadino. Gwyneira e Helen seguono il loro destino in una terra che ha i colori e i profumi del paradiso. Ma riusciranno davvero a trovare l’amore e la felicità dall’altra parte del mondo? “Una saga straordinaria sulla colonizzazione della Nuova Zelanda e la cultura dei Maori” DER SPIEGEL

Nella tenda dello sceicco

Lo sceicco Amir ha giurato di redimere il nome della propria famiglia, così l’ultima cosa di cui ha bisogno è che nel bel mezzo del giro del suo regno nel deserto il suo harem si arricchisca di un’irresistibile bionda, con più carattere che vestiti addosso…La focosa Cassie potrà anche essere stata rapita dai banditi e offerta allo sceicco come schiava, ma non accetterà mai di essere un giocattolo nelle mani di un uomo, anche se ricco, potente e affascinante come Amir. Certo che una settimana interamente trascorsa con lui in una tenda nel deserto…

Nella tana del lupo (Youfeel)

Quando si accende la passione anche il ghiaccio diventa rovente
Noemi è una ricercatrice italiana di Scienze naturali. La sua vita scorre ordinaria e tranquilla tra il lavoro all’università e l’amore non corrisposto per un collega, fino a quando il professore che affianca negli studi le chiede di prendere il suo posto in un progetto di ricerca in Canada: dovrà seguire gli spostamenti dei lupi e studiarne le dinamiche sociali. Noemi, tra mille dubbi e paure, lascia il tepore della famiglia e parte per lo Yukon. Trova ad attenderla Jeff, un rude etologo italoinglese che si rivela un rassicurante ed esperto compagno di avventura. Gli appostamenti nella neve, i lunghi momenti in attesa del branco e le chiacchierate davanti al caminetto abbattono ogni barriera tra Noemi e Jeff, e scocca una scintilla che nessuno dei due aveva previsto. La natura intorno a loro li aiuterà a liberarsi da qualsiasi convenzione, svelando le loro passioni più intime e selvagge. Ma il passato di Jeff non resterà a lungo sepolto sotto la neve…
Sensuale, intrigante, proibito, dopo “Ciliegio in fiore” un altro elegante erotico che vi sedurrà.
Mood: Erotico – YouFeel è un universo di romanzi digital only da leggere dove vuoi, quando vuoi, scegliendo in base al tuo stato d’animo il mood che fa per te: Romantico, Ironico, Erotico ed Emozionante.
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### Sinossi
Quando si accende la passione anche il ghiaccio diventa rovente
Noemi è una ricercatrice italiana di Scienze naturali. La sua vita scorre ordinaria e tranquilla tra il lavoro all’università e l’amore non corrisposto per un collega, fino a quando il professore che affianca negli studi le chiede di prendere il suo posto in un progetto di ricerca in Canada: dovrà seguire gli spostamenti dei lupi e studiarne le dinamiche sociali. Noemi, tra mille dubbi e paure, lascia il tepore della famiglia e parte per lo Yukon. Trova ad attenderla Jeff, un rude etologo italoinglese che si rivela un rassicurante ed esperto compagno di avventura. Gli appostamenti nella neve, i lunghi momenti in attesa del branco e le chiacchierate davanti al caminetto abbattono ogni barriera tra Noemi e Jeff, e scocca una scintilla che nessuno dei due aveva previsto. La natura intorno a loro li aiuterà a liberarsi da qualsiasi convenzione, svelando le loro passioni più intime e selvagge. Ma il passato di Jeff non resterà a lungo sepolto sotto la neve…
Sensuale, intrigante, proibito, dopo “Ciliegio in fiore” un altro elegante erotico che vi sedurrà.
Mood: Erotico – YouFeel è un universo di romanzi digital only da leggere dove vuoi, quando vuoi, scegliendo in base al tuo stato d’animo il mood che fa per te: Romantico, Ironico, Erotico ed Emozionante.

Nella tana del bianconiglio. Saggio sulla mutazione digitale

Ciò che il virtuale e la realtà aumentata ci stanno offrendo non è tanto il sogno di superare i nostri limiti, quanto piuttosto la promessa di poter assaporare ancora una volta la visione di una nuova soglia, perché con l’avvento dell’era post-umana non è espressa solamente l’idea del superamento della condizione umana, ma anche il concetto che quello che verrà e sarà oltre l’uomo e, forse, nonostante l’uomo.

Nella moltitudine delle cose: Convegno internazionale su Giovanni Boccaccio a 700 anni dalla nascita

Nell’ottobre del 2013 l’Istituto Italiano di Cultura in Danimarca e la Sezione di Italianistica del Dipartimento di Anglistica, Germanistica e Romanistica dell’Università di Copenaghen si sono fatti promotori di uno dei più ampi convegni tenuti in Scandinavia fra quelli dedicati esclusivamente alla figura e all’opera di Giovanni Boccaccio. L’occasione è stata, ovviamente, la celebrazione del settecentesimo anniversario della nascita dello scrittore di Certaldo ed il riscontro del pubblico e degli aderenti all’iniziativa è stato superiore alle stesse aspettative degli organizzatori, dato che nella giornata di studi sono stati presentati quasi trenta interventi da parte di studiosi, docenti e ricercatori provenienti da ben otto Paesi diversi, che hanno toccato molteplici aspetti della produzione letteraria dell’opera di Boccaccio e la sua fortuna nella storia della cultura. Il Convegno si è onorato inoltre della presenza di due Key-note speaker di straordinario prestigio, come Roberta Morosini (Wake Forest University, USA), autrice di monografie e studi fra i più acuti e raffinati della recente critica boccacciana e Marianne Pade (Direttrice dell’Accademia di Danimarca a Roma), una fra le più illustri studiose nordeuropee dell’Umanesimo europeo e italiano.
Il titolo dato all’evento, “Nella moltitudine delle cose”, è tratto, come è noto, dalla conclusione del Decameron (“Conviene nella moltitudine delle cose diverse qualità di cose trovarsi”) ed ha voluto sottolineare anche la straordinaria e poliedrica architettura di temi, colori e suggestioni che ha costruito Boccaccio nella sua lunga e appassionata attività di narratore in prosa e in versi, un’attività che ha contribuito a tramandare un’immagine dinamica, realistica e multiforme di una società in trasformazione come quella europea del Trecento. Copenaghen capitale europea dunque, città che già nella sua storia e nel suo stesso nome porta con sé l’idea del commercio, dello scambio e del contatto con il diverso ed il molteplice, ha ospitato per un giorno uno scrittore che, per contenuto e fortuna della sua opera, può senz’altro essere definito come uno fra i più europei della storia letteraria italiana e che proprio nella sua opera in cui convivono retaggi feudali e frenesia mercantile, ha raccontato e descritto uno dei passaggi epocali della storia del nostro continente e cioè quello che ci ha condotto dal Medioevo all’Età Moderna.
La molteplicità richiamata nel titolo della giornata di studi ha avuto fortunatamente un felice riscontro anche nella molteplicità dei temi affrontati dagli intervenuti: è stato infatti possibile organizzare una serie di sessioni che hanno presentato indagini su temi specifici della scrittura boccacciana come approfondimenti tematici (“Boccaccio e il desiderio”, “Boccaccio tra presente e passato”, “Spazi e oggetti nel Decameron”), studi sulla lingua, sulle fonti classiche e medievali e sulla tradizione editoriale e manoscritta o anche importanti ricerche sulle ricezioni boccacciane nelle arti e nella tradizione letteraria italiana ed europea. È importante sottolineare anche che ben un quarto dei relatori intervenuti provengono da atenei o istituzioni culturali scandinave, a testimonianza del fatto che, persino in un argomento così complesso e apparentemente distante per un contesto nordeuropeo come la filologia e la critica boccacciana, l’italianistica scandinava gode di ottima salute.
Questa breve introduzione al volume che raccoglie gli Atti del Convegno rappresenta l’occasione migliore per ringraziare i docenti e collaboratori della sezione di italianistica dell’Università di Copenaghen che ha ospitato l’evento sposando sin da subito l’entusiasmo per la sua organizzazione, ma anche per esprimere sincera riconoscenza a tutti i relatori intervenuti che, a proprie spese e anche da oltreoceano, hanno raggiunto Copenaghen per partecipare al Convegno.
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### Sinossi
Nell’ottobre del 2013 l’Istituto Italiano di Cultura in Danimarca e la Sezione di Italianistica del Dipartimento di Anglistica, Germanistica e Romanistica dell’Università di Copenaghen si sono fatti promotori di uno dei più ampi convegni tenuti in Scandinavia fra quelli dedicati esclusivamente alla figura e all’opera di Giovanni Boccaccio. L’occasione è stata, ovviamente, la celebrazione del settecentesimo anniversario della nascita dello scrittore di Certaldo ed il riscontro del pubblico e degli aderenti all’iniziativa è stato superiore alle stesse aspettative degli organizzatori, dato che nella giornata di studi sono stati presentati quasi trenta interventi da parte di studiosi, docenti e ricercatori provenienti da ben otto Paesi diversi, che hanno toccato molteplici aspetti della produzione letteraria dell’opera di Boccaccio e la sua fortuna nella storia della cultura. Il Convegno si è onorato inoltre della presenza di due Key-note speaker di straordinario prestigio, come Roberta Morosini (Wake Forest University, USA), autrice di monografie e studi fra i più acuti e raffinati della recente critica boccacciana e Marianne Pade (Direttrice dell’Accademia di Danimarca a Roma), una fra le più illustri studiose nordeuropee dell’Umanesimo europeo e italiano.
Il titolo dato all’evento, “Nella moltitudine delle cose”, è tratto, come è noto, dalla conclusione del Decameron (“Conviene nella moltitudine delle cose diverse qualità di cose trovarsi”) ed ha voluto sottolineare anche la straordinaria e poliedrica architettura di temi, colori e suggestioni che ha costruito Boccaccio nella sua lunga e appassionata attività di narratore in prosa e in versi, un’attività che ha contribuito a tramandare un’immagine dinamica, realistica e multiforme di una società in trasformazione come quella europea del Trecento. Copenaghen capitale europea dunque, città che già nella sua storia e nel suo stesso nome porta con sé l’idea del commercio, dello scambio e del contatto con il diverso ed il molteplice, ha ospitato per un giorno uno scrittore che, per contenuto e fortuna della sua opera, può senz’altro essere definito come uno fra i più europei della storia letteraria italiana e che proprio nella sua opera in cui convivono retaggi feudali e frenesia mercantile, ha raccontato e descritto uno dei passaggi epocali della storia del nostro continente e cioè quello che ci ha condotto dal Medioevo all’Età Moderna.
La molteplicità richiamata nel titolo della giornata di studi ha avuto fortunatamente un felice riscontro anche nella molteplicità dei temi affrontati dagli intervenuti: è stato infatti possibile organizzare una serie di sessioni che hanno presentato indagini su temi specifici della scrittura boccacciana come approfondimenti tematici (“Boccaccio e il desiderio”, “Boccaccio tra presente e passato”, “Spazi e oggetti nel Decameron”), studi sulla lingua, sulle fonti classiche e medievali e sulla tradizione editoriale e manoscritta o anche importanti ricerche sulle ricezioni boccacciane nelle arti e nella tradizione letteraria italiana ed europea. È importante sottolineare anche che ben un quarto dei relatori intervenuti provengono da atenei o istituzioni culturali scandinave, a testimonianza del fatto che, persino in un argomento così complesso e apparentemente distante per un contesto nordeuropeo come la filologia e la critica boccacciana, l’italianistica scandinava gode di ottima salute.
Questa breve introduzione al volume che raccoglie gli Atti del Convegno rappresenta l’occasione migliore per ringraziare i docenti e collaboratori della sezione di italianistica dell’Università di Copenaghen che ha ospitato l’evento sposando sin da subito l’entusiasmo per la sua organizzazione, ma anche per esprimere sincera riconoscenza a tutti i relatori intervenuti che, a proprie spese e anche da oltreoceano, hanno raggiunto Copenaghen per partecipare al Convegno.

Nella giungla di Park Avenue: La tribù più chic del pianeta nasconde un lato selvaggio

Quando Wednesday Martin e suo marito scoprono di aspettare un bambino, dal pittoresco Greenwich Village si trasferiscono nell’esclusiva Upper East Side di Manhattan. Dietro le immacolate facciate dei palazzi, oltre le lobby tirate a lucido e sorvegliate da impeccabili portieri in livrea, la Martin scopre la vera Park Avenue: l’ambiente più ostile e competitivo al mondo, governato da un sistema di regole, rituali, totem e tabù da fare invidia agli aborigeni australiani. Forte del suo background in antropologia, la Martin adotta un punto di vista “scientifico” per studiare la sua nuova tribù e, forse, trovare il mondo di esserne accettata. Dalla decostruzione delle pratiche igienico-estetiche tipiche delle signore locali (note anche come le Geishe di Manhattan), ai sordidi dettagli della inevitabile caccia alla borsa-feticcio di Hermès, il risultato è un ritratto esilarante e scomodo, feroce e illuminante della sottocultura più esclusiva, invidiata e vituperata del pianeta: quella dei Super Ricchi e delle loro ambiziose e ansiosissime consorti.
«Divertente, acuto, deliziosamente crudele, Nella giungla di Park Avenue è un attacco frontale alla cultura della upper class» – The New York Times Book Review
«Wednesday Martin ci ricorda che in fondo discendiamo tutti dalle scimmie» – Glamour
Il libro che ha fatto imbestialire l’alta società newyorkese.
Per settimane al primo posto nella classifica del New York Times.
Presto un grande film prodotto dalla Metro-Goldwyn-Mayer.
Scopri nella versione e-book a quale tribù di Manhattan appartieni!
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### Sinossi
Quando Wednesday Martin e suo marito scoprono di aspettare un bambino, dal pittoresco Greenwich Village si trasferiscono nell’esclusiva Upper East Side di Manhattan. Dietro le immacolate facciate dei palazzi, oltre le lobby tirate a lucido e sorvegliate da impeccabili portieri in livrea, la Martin scopre la vera Park Avenue: l’ambiente più ostile e competitivo al mondo, governato da un sistema di regole, rituali, totem e tabù da fare invidia agli aborigeni australiani. Forte del suo background in antropologia, la Martin adotta un punto di vista “scientifico” per studiare la sua nuova tribù e, forse, trovare il mondo di esserne accettata. Dalla decostruzione delle pratiche igienico-estetiche tipiche delle signore locali (note anche come le Geishe di Manhattan), ai sordidi dettagli della inevitabile caccia alla borsa-feticcio di Hermès, il risultato è un ritratto esilarante e scomodo, feroce e illuminante della sottocultura più esclusiva, invidiata e vituperata del pianeta: quella dei Super Ricchi e delle loro ambiziose e ansiosissime consorti.
«Divertente, acuto, deliziosamente crudele, Nella giungla di Park Avenue è un attacco frontale alla cultura della upper class» – The New York Times Book Review
«Wednesday Martin ci ricorda che in fondo discendiamo tutti dalle scimmie» – Glamour
Il libro che ha fatto imbestialire l’alta società newyorkese.
Per settimane al primo posto nella classifica del New York Times.
Presto un grande film prodotto dalla Metro-Goldwyn-Mayer.
Scopri nella versione e-book a quale tribù di Manhattan appartieni!

Nell’ufficio del preside

**#10 Bestseller in Free Romance > Multicultural & Interracial**
**#12 Bestseller in Free Romance > New Adult**
**#7 Bestseller in Free Contemporary fiction > Women’s Fiction**
* * *
**DESCRIZIONE**
**Nell Ufficio del Preside**
**il Primo, intrigante, capitolo della serie “MAI PRIMA” è finalmente disponibile! **
E’ difficile prevedere come possa trasformarsi una normale giornata di scuola. Esempio: un giorno qualsiasi, fra le solita cavolate di una giornata qualunque, tutto avrei pensato tranne di finire inginocchiata sulla scrivania del preside, con le sue mani fra le mia cosce, a pochi centimetri dalla mia meravigliosa intimità.
**UN PICCOLO STRALCIO**
*Stavolta sentii l’orgasmo partire dalle mie cosce, versandosi dalle mie regioni lombari giù alle mie gambe, fin su alla mia pancia e nel profondo della mia vagina, il tutto ruotando e bruciando insieme in una palla di fuoco puro. Poi con la velocità di un carburante in fiamme, quella massa di energia corse lungo il corpo e si concretizzò in un grido di concupiscenza e desiderio.
Il mio corpo perse ogni controllo; il mio posteriore si inarcò e le mie gambe si serrarono insieme; *
* * *
REVIEWS
Il college è sempre fonte di storie eccitantissime ** SUPER ** ! *Authonomy Review*
” Che scene!! ** Adoroooo”** -* GoLibro Review*
“Il Signor Bridges e’ come il mio prof all’università **Troppo Sexy!!**” -* Facebook Review*
## “**Che mente perversa Evelyne** ,” – * Authonomy Review *
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Nell’ombra e nella luce

«Lui era lí, chino su di me, come quella prima sera. Vedevo la sua bocca dalla piega amara, a stento coperta dal becco argenteo. La sua voce era quella di sempre: calda, profonda, educata. Posso riferirti esattamente le sue ultime parole: “Non è ancora tempo di morire, signor Saint-Just. Sarò io a decidere quando”». Con il maldestro, coraggioso, contraddittorio Emiliano di Saint-Just, chiamato a investigare su efferate uccisioni, opera di uno sfuggente criminale che somiglia a un diavolo, Giancarlo De Cataldo ci trasporta in una Torino divisa tra slancio progressista e reazione, nuove tecnologie e vecchi pregiudizi, inconsueta per l’occhio di oggi, ma nella quale è facile ambientarsi per la naturalezza e la precisione dei dettagli: da una nuova grande piazza appena costruita alla mefitica paludosa Vanchiglia, a un gran ballo a Palazzo Carignano, a un dinamicissimo Ghetto dove gli ebrei combattono per non diventare il capro espiatorio della rabbia e della paura di tutti. E sotto i nostri occhi, mentre un Cavour infuriato rischia di esser preso a bastonate dal reazionario duca di Pasquier, e le alte sfere consigliano al giovane carabiniere di cercare il colpevole preferibilmente negli strati piú bassi e «infami» della città, impartendogli una lezione di modernissimo controllo sociale, si svolge una vorticosa, molto attuale commedia umana. Le opposizioni private e pubbliche di gelosia e amore, obbedienza e libertà, viltà e coraggio, politica e crimine, tipiche del futuro carattere nazionale degli italiani, fanno qui le prove generali, come a teatro. E il Diaul, che sia un mostro malvagio, un assassino seriale o la pedina di un complotto politico, diventa la cifra, il luogo geometrico delle contraddizioni di tutti. Senza smettere di far paura, tutt’altro.

Nel tunnel

Una rapina a un trasporto valori. Sembra un colpo facile per Jorma Hedlund, l’ultimo prima di tornare a fare qualcosa di costruttivo dopo anni di carriera criminale. Ma le cose prendono una piega diversa, e mentre Jorma è ricercato dalla polizia di tutta la Svezia, il suo amico di gioventù e compagno di malavita Danny Katz sta cercando di capire cosa sia accaduto al suo pusher di un tempo e alla sua ragazza. Da dove arriva tutta la droga che si ritrovano tra le mani? Di nuovo nel giro, Katz rischia di tornare a farsi inghiottire da quel mondo oscuro che lui e Jorma conoscono fin troppo bene. Il mondo di chi si è vendicato dei colpi della vita picchiando e ignorando ogni rimorso e codice morale. Le strade di Jorma e Danny Katz si incrociano sulla scena più nera di una Stoccolma irriconoscibile, dove eroina e pornografi a prosperano con una perversione e una violenza inimmaginabili. Accanto alle coppie che passeggiano al sole e ai ragazzini spensierati per le strade di una città apparentemente colma di benessere, si aprono gli inquietanti sotterranei dei disperati del mondo, vittime dimenticate che ufficialmente neppure esistono e di cui nessuno ha mai denunciato la scomparsa. Danny Katz – assorbito dai ricordi di famiglia e alla ricerca di un senso nella sua esistenza – deve decidere da che parte stare.
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Nel segno di Titano

La saga di Gea e di Cirocco Jones è ormai diventata un punto di riferimento per i lettori di fantascienza, e John Varley si è confermato con questo libro uno dei migliori autori “scientifici” dell’ultima generazione. Gea è un mondo vasto e sconosciuto, probabilmente artificiale, che si è avvicinato al sistema solare e che una squadra di ricognizione umana deve esplorare molto da vicino. Cirocco Jones, l’eroina del romanzo, è una donna del futuro con le idee chiare e un preciso disegno nella mente: scoprire il segreto di Gea e dei suoi artefici, anche se questo richiede la revisione di tutti i parametri conosciuti in fatto di ingegneria, chimica e biologia. Le avventure degli esploratori di Gea sono movimentate, drammatiche e senza un attimo di tregua: ma ne vale la pena, perché il segreto di questo “uovo nel cosmo” può forse rivoluzionare il futuro dell’uomo.

Nel nome di mio padre: I misteri di Sandhamn

In una buia sera di novembre, una ragazza di vent’anni scompare misteriosamente dalla piccola isola di Sandhamn al largo di Stoccolma, un paradiso naturale di spiagge e boschi, famoso per lo storico circolo velico e le regate, con un accogliente villaggio di case in legno che si affacciano sulle acque del Mar Baltico. La bella stagione è ormai finita, chioschi e locali sono sigillati con robusti lucchetti, e sull’isola è rimasta solo una manciata di persone, in attesa che le giornate si facciano più luminose. Dalla centrale di Nacka, l’ispettore Thomas Andreasson torna ai luoghi dell’infanzia per partecipare alle ricerche, complicate dall’infuriare di una violenta tempesta di pioggia e vento, ma è tutto inutile. Di Lina Rosén non c’è più traccia. Qualche mese dopo un gruppo di bambini, giocando nel bosco, scopre un sacco che affiora dalla neve. Contiene resti umani. Potrebbero appartenere a Lina? Anche Nora Linde in quei giorni si trova a Sandhamn con i figli. Il suo matrimonio è in crisi e lei ha bisogno di riflettere, ma i tragici eventi che scuotono l’arcipelago hanno il sopravvento. Ora sente di dover dare un contributo alle indagini, in nome dell’antica e profonda amicizia che la lega a Thomas; e in nome della sua innata curiosità di avvocato che non si accontenta di stare semplicemente a guardare. L’assassino potrebbe trovarsi ancora sull’isola e non sembrano esserci piste a cui aggrapparsi. A Thomas e Nora non resta che scavare nel passato e ripercorrere le storie di una piccola comunità che ha custodito per anni avvenimenti drammatici.

Nel nome di mia figlia

«Un romanzo avvincente e pieno di tenerezza. Louise Doughty ci costringe ad affrontare il nostro lato oscuro con una storia inquietante anche dopo la lettura dell’ultima pagina».The Observer«Un’indagine avvicente sui temi dell’amore, della perdita, della vendetta… La scrittura sobria e precisa esplora le reazioni di una donna sprofondata in un dolore terribile. Bellissimo, pieno di emozioni e privo di sentimentalismi».Financial Times«Doughty è bravissima nel raccontare il tessuto di una vita ordinaria e il suo incontro con punte nascoste di odio e violenza».Sunday Telegraph»«Louise Doughty ci regala una trama complessa, una tensione che non cala mai. Il ritratto potente di una perdita e delle sue conseguenza psicologiche».The Independent«Un dolore straziante e il percorso spietato di una donna per poterlo accettare».Woman and HomeSiamo nella provincia costiera inglese. Una bambina di nove anni viene falciata da un automobilista mentre torna da scuola, e muore. Il tremendo dolore e smarrimento di Laura, la madre, si innesta su una situazione già molto difficile: il marito e padre della piccola se n’è andato per sposare una donna molto più giovane e fragile, che gli ha appena dato un altro figlio. Non basta: il pirata della strada se la cava con una pena ridicola, suscitando nella protagonista un odio delirante che si alterna al dolore della perdita e al risentimento per il padre assente. Ancora: Laura comincia a ricevere lettere anonime, denigratorie e minacciose, da qualcuno che identifica immediatamente nella nuova moglie del marito, fragile sì, ma solo di testa, gelosa e paranoide.Decide di affrontarla, e affronta anche il pirata, recandosi al campo di roulotte dove l’uomo, un balcanico di mezz’ètà, vive con il nipotino, compagno di scuola della piccola morta. Lo stalking finisce in un’aggressione al bambino, che Laura però non riesce a portare a termine, in una visita inaspettata del dignitoso signore, e a un colloquio tra i due che sfocia nella richiesta della madre disperata di «compensare» l’omicidio della figlia con un altro omicidio, quello di Chloe, la nuova moglie dell’ex. Che infatti scompare. Alla fine c’è una confessione, ma non quella che ci si aspetterebbe. E un epilogo, che lascia il lettore in dubbio sulla colpevolezza della protagonista fino all’ultima frase.L’autrice di questo romanzo ha in comune con Elena Ferrante la capacità di raccontare storie emozionanti con una scrittura dal tono duro, lucido, e di non lasciare scampo al lettore con una prosa torrenziale. Possiede anche una notevole capacità di introspezione psicologica, e qui è bravissima nel raccontare la storia di una madre disperata, trascinando lettrici e lettori in un inarrestabile processo di identificazione.

Nel mondo di mezzo. Il romanzo di mafia capitale

Accade tutto all’improvviso, nel giro di qualche secondo: un uomo comincia a sparare da una finestra, come un cecchino impazzito, su passanti inconsapevoli che si accasciano a terra, uno dopo l’altro. E un silenzio gelido, rotto solo dai colpi d’arma da fuoco, spegne il caos di una città turbolenta e frenetica. Perché? Cosa si nasconde dietro a quel gesto folle? Questa volta è complicato e pericoloso l’intreccio con cui Marco Corvino, indomito cronista di nera, si trova a fare i conti. Perché le sue radici affondano ben oltre il tessuto urbano. Sono tante le gang in lotta tra loro per spartirsi i soldi sporchi e il controllo della città: bande di zingari, gruppi di estrema destra, cosche della camorra e, più potente di tutte, una cupola di…

Nel legno e nella pietra

Lo scrittore personaggio rivive attraverso la sua infanzia e poi nella più adulta età tutte le suggestioni del linguaggio della montagna. Leggende, storie, esperienze, fantasmi individuali e collettivi di un mondo che si sta perdendo. L’incanto e la ferocia, la bellezza e il timore che soltanto la montagna può offrire agli uomini. Sullo sfondo, come indelebile insegnamento, la tragedia del Vajont.

Nel castello di Connor

Mentre è in viaggio dall’Inghilterra alla Scozia, lady Brenna viene rapita da un gruppo di guerrieri per impedirle di sposare il fidanzato, nemico giurato del loro signore, il focoso Connor MacAlister. E quando Brenna, a sorpresa, decide di rompere il fidanzamento e acconsente a sposare il suo rapitore, nessuno sa che questi è il giovane che dieci anni prima, durante una visita al castello del padre, le aveva conquistato il cuore di bambina con un sorriso. Ora Connor la usa come strumento di vendetta, intenzionato a lasciarla tornare a casa solo quando lei gli avrà dato un erede. Ma Brenna ha altri progetti, e pur trovandosi al centro di una furiosa guerra tra clan, farà di tutto per conquistare l’amore del marito che ama…