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La Nostra Anima

I due lunghi racconti che compongono questo volume – “La nostra anima” e “Il signor Münster”, fra i più felici e temerari del Savinio narratore – possono essere letti come un dittico sulle metamorfosi dell’anima, dove l’omaggio alla solennità del tema è dato proprio dalla delirante, oltraggiosa comicità del tono. Nel primo, fino a oggi quasi ignoto perché pubblicato nel 1944 in un’edizione numerata di trecento esemplari, Psiche appare al giovane Nivasio Dolcemare in un «museo di manichini di carne», a Salonicco. Accosciata sul fondo di una fetida stanza che sembra la gabbia di uno zoo, la «nostra anima» è una fanciulla nuda con testa di pellicano. La sua pelle è tutta incisa dalle frasi dei visitatori, come un rudere. E, quando Nivasio-Savinio ascolterà la sua voce, gli sarà e ci sarà rivelata una nuova, stupefacente e cruda versione del mito di Eros e Psiche: in questo caso la vicenda matrimoniale di una delle tre sorelle Falpalà, poi «nostra anima» esposta al pubblico quale archetipo animalesco. Dopo l’anima e l’amore, l’anima e la morte, ai cui misteriosi rapporti ci introduce “Il signor Münster”, scritto in quegli stessi anni di guerra che furono forse i più fecondi per Savinio. E qui troveremo, nella gabbia della sua casa, il signor Münster, questo «bambino prolungato» in cui è facile riconoscere uno stupendo autoritratto di Savinio, travolto in una vorticosa sequenza di metamorfosi: prima ritiene di essere morto, poi rompe gli specchi della casa, poi sente di trasformarsi in anima, poi ha grandiose visioni, poi si traveste da donna… Alla fine lo vedremo inseguire un’Aurora imbellettata, attempata ed equivoca, che sguscia da un portone di via del Babuino.

Nostalgia

Un tempo campo di transito per i nuovi immigrati dal Kurdistan, Maoz Tzion, detto il Castel per via di un fortino in cima a una collina, è ora un insieme indistinto di villette e baracche, di case e macerie, strade linde e vicoli fatiscenti. Dopo tante catapecchie condivise, i litigi per i conti e i turni per la doccia, Amir, studente di psicologia a Tel Aviv, e Noa, studentessa di fotografia a Gerusalemme, hanno preso casa al Castel. Lappartamento trovato non è, certo, quanto di meglio si possa desiderare. Un bilocale con un salotto grande quanto una cucina, una cucina grande quanto un vano doccia e un vano doccia con la spatola per tirare via lacqua quando si allaga. Ma per Amir e Noa è un palazzo dove possono vivere come un re e una regina, gi-rare per il salotto in mutande e fare lamore dappertutto, a qualunque ora, senza temere che il coinquilino rientri in anticipo.
Dietro il muro del loro appartamento abita il padrone di casa, Moshe Zakian. Moshe ha soltanto due anni piú di Amir, anche se è già marito di Sima e padre di due bambini. Non parla granché, preferisce fare, aggiu-stando qualunque cosa: serrature, elettricità, tubature otturate. E sua moglie Sima, che al contrario parla sempre e ha la battuta pronta, è il suo grande amore. Si vede a chilometri di distanza.
Nellappartamento di fronte vive il piccolo Yotam che si sente trascurato da quando Ghidi, il fratello grande, è morto soldato in Libano. Sua madre, infatti, non fa altro che singhiozzare e mormorare «Ghidi, oh Ghidi» circondata dalle amiche che cercano di calmarla.
Nei paraggi si aggira Saddiq, il muratore arabo. Per prenderlo in giro, gli altri muratori lo chiamano Shaikh Saddiq, perché non sgarra di un millimetro quando si tratta di fare le misurazioni. Saddiq non ha una casa al Castel, ma vorrebbe averla, anzi riaverla. Nellappartamento sopra il bilocale di Amir e Noa, quello costruito come una volta, pietra su pietra, prima che arrivassero i coloni ebrei, vivevano, infatti, i suoi. Sotto il mattone sopra la porta dingresso, dentro un sacchettino avvolto nella carta da giornale, sua madre ha nascosto qualcosa di importante per lei che, sia lodato Allah, Saddiq vorrebbe riportarle indietro.
Quattro case e un desiderio struggente di trovare il proprio posto nel mondo, nel momento in cui il proprio mondo Israele e le infinite anime che lo compongono è sconvolto dallassassinio del Primo Ministro Yitzhak Rabin: cosí potrebbe essere descritta questopera che ha rivelato il talento di Eshkol Nevo sulla scena letteraria internazionale. Vincitore di numerosi premi, tradotto in numerosi paesi, il romanzo appare ora in una rinnovata traduzione italiana, rivista sulla base delle preziose indicazioni dellautore.
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### Descrizione
Noa, studentessa di fotografia a Gerusalemme e Amir, studente di psicologia a Tel Aviv, decidono per convenienza di spostamenti di trasferirsi in un villaggio a metà strada tra le due città. Castel – questo è il nome del villaggio – è un’ex enclave araba abbandonata nel 1948 e da allora divenuta dimora di una comunità ebraica proveniente dal Kurdistan. I due ragazzi sviluppano da subito un rapporto di caldo vicinato con i padroni di casa, gli Zakian e con una famiglia che vive nei dintorni, segnata dalla tragedia della morte di uno dei figli, ucciso in Libano e il cui secondogenito stringerà un’amicizia fraterna con Amir. Questo intreccio di sentimenti e drammi privati si complicherà quando un operaio palestinese di nome Saddiq che sta svolgendo dei lavori nei paraggi riconoscerà nella casa dove abitano Noa e Amir l’abitazione da cui la propria famiglia era stata scacciata all’arrivo dei coloni ebrei. Di quella casa Saddiq possiede ancora la chiave, e si fa forte in lui, giorno dopo giorno, il desiderio di entrare furtivamente nell’appartamento della sua infanzia. Il giorno in cui cede alla tentazione, ritrovando tra l’altro un gioiello che sua madre aveva nascosto dietro a un mattone, verrà arrestato come sospetto terrorista. Intanto, sulle esistenze di Noa, Amir e degli altri abitanti del quartiere, si stende il velo nero di una tragedia collettiva: è il 4 novembre del 1995 e Yitzak Rabin, capo del governo, viene assassinato…
### Sinossi
Un tempo campo di transito per i nuovi immigrati dal Kurdistan, Maoz Tzion, detto il Castel per via di un fortino in cima a una collina, è ora un insieme indistinto di villette e baracche, di case e macerie, strade linde e vicoli fatiscenti. Dopo tante catapecchie condivise, i litigi per i conti e i turni per la doccia, Amir, studente di psicologia a Tel Aviv, e Noa, studentessa di fotografia a Gerusalemme, hanno preso casa al Castel. Lappartamento trovato non è, certo, quanto di meglio si possa desiderare. Un bilocale con un salotto grande quanto una cucina, una cucina grande quanto un vano doccia e un vano doccia con la spatola per tirare via lacqua quando si allaga. Ma per Amir e Noa è un palazzo dove possono vivere come un re e una regina, gi-rare per il salotto in mutande e fare lamore dappertutto, a qualunque ora, senza temere che il coinquilino rientri in anticipo.
Dietro il muro del loro appartamento abita il padrone di casa, Moshe Zakian. Moshe ha soltanto due anni piú di Amir, anche se è già marito di Sima e padre di due bambini. Non parla granché, preferisce fare, aggiu-stando qualunque cosa: serrature, elettricità, tubature otturate. E sua moglie Sima, che al contrario parla sempre e ha la battuta pronta, è il suo grande amore. Si vede a chilometri di distanza.
Nellappartamento di fronte vive il piccolo Yotam che si sente trascurato da quando Ghidi, il fratello grande, è morto soldato in Libano. Sua madre, infatti, non fa altro che singhiozzare e mormorare «Ghidi, oh Ghidi» circondata dalle amiche che cercano di calmarla.
Nei paraggi si aggira Saddiq, il muratore arabo. Per prenderlo in giro, gli altri muratori lo chiamano Shaikh Saddiq, perché non sgarra di un millimetro quando si tratta di fare le misurazioni. Saddiq non ha una casa al Castel, ma vorrebbe averla, anzi riaverla. Nellappartamento sopra il bilocale di Amir e Noa, quello costruito come una volta, pietra su pietra, prima che arrivassero i coloni ebrei, vivevano, infatti, i suoi. Sotto il mattone sopra la porta dingresso, dentro un sacchettino avvolto nella carta da giornale, sua madre ha nascosto qualcosa di importante per lei che, sia lodato Allah, Saddiq vorrebbe riportarle indietro.
Quattro case e un desiderio struggente di trovare il proprio posto nel mondo, nel momento in cui il proprio mondo Israele e le infinite anime che lo compongono è sconvolto dallassassinio del Primo Ministro Yitzhak Rabin: cosí potrebbe essere descritta questopera che ha rivelato il talento di Eshkol Nevo sulla scena letteraria internazionale. Vincitore di numerosi premi, tradotto in numerosi paesi, il romanzo appare ora in una rinnovata traduzione italiana, rivista sulla base delle preziose indicazioni dellautore.

Norstrilia

Rod McBan si direbbe un giovanotto fortunato. Grazie a una eredità e alla collaborazione di un computer si trova un giorno ad essere l’uomo più ricco dell’universo. Oltre a una trentina di vari pianeti, Rod McBan possiede l’antica Terra e detiene il monopolio sulla preziosa droga dell’immortalità prodotta soltanto sul suo mondo natale, Norstrilia. Ma per giungere a tanto Rod McBan ha dovuto farsi molti nemici, e superare la propria incapacità di comunicare telepaticamente come i suoi simili. Non c’è da stupirsi, quindi, se per visitare la vecchia Terra siano necessari travestimenti e altre precauzioni: fra sicari umani e quasi-umani, agenti della Federazione e membri di società segrete, sopravvivere non è sempre facile. Finalmente l’odissea di Rod McBan, un grande classico della fantascienza moderna, torna ai lettori italiani nella sua versione originale e integrale.

Normal (versione italiana)

Vive nella vostra comunità, in una bella casa, con un giardino ben tenuto. Fa la spesa nel vostro negozio di fiducia, e se vi urta una spalla si scusa con un sorriso. Se è incolonnato di fianco a voi in autostrada, vi lascia passare con un gentile gesto della mano.
Quello che non sapete, di lui, è che sotto il garage, in una stanza segreta, possiede una gabbia elaborata, e quel cibo che sta pagando alla cassa è per la ragazza che tiene chiusa lì dentro contro la sua volontà. Una di una lunga lista, e non sa che cosa la aspetta.
È così da molto tempo. È normale, e funziona alla perfezione.
Poi incontra la cassiera dell’alimentari aperto 24 ore su 24 e tutto cambia. A quel punto il piano, la caccia, la stanza… le altre non gli servono più. Ha bisogno solo di lei. Ma proprio quando decide di redimersi, la polizia gli sta col fiato sul collo. Lui potrebbe anche riuscire a nascondere le proprie tracce, se non fosse per un piccolo particolare: c’è ancora qualcuno nella sua gabbia.
Una black comedy intensa e agghiacciante che trascina il lettore dentro la mente dell’assassino, costringendolo a riflettere sul concetto di normalità.
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### Sinossi
Vive nella vostra comunità, in una bella casa, con un giardino ben tenuto. Fa la spesa nel vostro negozio di fiducia, e se vi urta una spalla si scusa con un sorriso. Se è incolonnato di fianco a voi in autostrada, vi lascia passare con un gentile gesto della mano.
Quello che non sapete, di lui, è che sotto il garage, in una stanza segreta, possiede una gabbia elaborata, e quel cibo che sta pagando alla cassa è per la ragazza che tiene chiusa lì dentro contro la sua volontà. Una di una lunga lista, e non sa che cosa la aspetta.
È così da molto tempo. È normale, e funziona alla perfezione.
Poi incontra la cassiera dell’alimentari aperto 24 ore su 24 e tutto cambia. A quel punto il piano, la caccia, la stanza… le altre non gli servono più. Ha bisogno solo di lei. Ma proprio quando decide di redimersi, la polizia gli sta col fiato sul collo. Lui potrebbe anche riuscire a nascondere le proprie tracce, se non fosse per un piccolo particolare: c’è ancora qualcuno nella sua gabbia.
Una black comedy intensa e agghiacciante che trascina il lettore dentro la mente dell’assassino, costringendolo a riflettere sul concetto di normalità.

Norimberga. Processo al processo

Settant’anni fa si concludeva a Norimberga quello che è stato definito il più grande processo della storia: il processo ai criminali nazisti: ventun gerarchi, o ventun “mostri”, come si diceva allora, colpevoli di aver scatenato la seconda guerra mondiale, deportato intere popolazioni, eliminato sei milioni di ebrei e provocato la morte complessiva di ventisei milioni di esseri umani.
Ma la ricerca non si limita soltanto a rievocare quel drammatico avvenimento – imputati, accusa, difesa, documenti, verdetto e condanne, ma sottopone a processo lo stesso procedimento con l’aiuto di storici e insigni studiosi tedeschi, intervistati nel 1985, fra cui i noti scrittori Golo Mann ed Eric Kuby: “atti contrari alle leggi e consuetudini di guerra”: cosa implica tale principio? La rinuncia alla guerra o l’accettazione di una guerra “secondo ragione” e “secondo le legge”? Affermare, una volta per tutte, un principio nuovo – come ritenevano i giudici di Norimberga – o applicato un criterio di giudizio, giustificabilissimo di fronte alla barbarie nazista, ma ormai senza applicazione perchè figlio di quel tempo? Un dibattito appassionante che torna d’estrema attualità nel tormentato panorama odierno panorama.
In appendice la storia della figura più enigmatica del processo, il delfino di Hitler, l’ultimo di Spandau, Rudolf Hess.
Leandro Castellani, è un noto autore e regista che alla tv, e più sporadicamente alla radio e al cinema, ha dato un valido e originale contributo spaziando dal grande sceneggiato (Le cinque giornate di Milano, La gatta, Incantesimo, ecc.) all’inchiesta storica (La bomba prima e dopo, Mille non più mille, ecc), alla biografia (Oppenheimer, Don Bosco, ecc.) e ottenendo i massimi riconoscimenti internazionali (Leone d’oro di Venezia, Prix Italia, Festival di Montecarlo, Mosca, Villerupt, Chanchung, ecc.).
E’ autore inoltre di numerosi volumi di carattere storico (Mistero Majorana), giornalistico (Giallo storia), di costume (Lo Strauss della Romagna), di saggi sulla comunicazione e i media (Premio Fabbri, Premio Capri, Premio “Scrivere di cinema”), di opere di narrativa (Occhi da cinema, Premio Domenico Rea 2009), ecc.
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### Sinossi
Settant’anni fa si concludeva a Norimberga quello che è stato definito il più grande processo della storia: il processo ai criminali nazisti: ventun gerarchi, o ventun “mostri”, come si diceva allora, colpevoli di aver scatenato la seconda guerra mondiale, deportato intere popolazioni, eliminato sei milioni di ebrei e provocato la morte complessiva di ventisei milioni di esseri umani.
Ma la ricerca non si limita soltanto a rievocare quel drammatico avvenimento – imputati, accusa, difesa, documenti, verdetto e condanne, ma sottopone a processo lo stesso procedimento con l’aiuto di storici e insigni studiosi tedeschi, intervistati nel 1985, fra cui i noti scrittori Golo Mann ed Eric Kuby: “atti contrari alle leggi e consuetudini di guerra”: cosa implica tale principio? La rinuncia alla guerra o l’accettazione di una guerra “secondo ragione” e “secondo le legge”? Affermare, una volta per tutte, un principio nuovo – come ritenevano i giudici di Norimberga – o applicato un criterio di giudizio, giustificabilissimo di fronte alla barbarie nazista, ma ormai senza applicazione perchè figlio di quel tempo? Un dibattito appassionante che torna d’estrema attualità nel tormentato panorama odierno panorama.
In appendice la storia della figura più enigmatica del processo, il delfino di Hitler, l’ultimo di Spandau, Rudolf Hess.
Leandro Castellani, è un noto autore e regista che alla tv, e più sporadicamente alla radio e al cinema, ha dato un valido e originale contributo spaziando dal grande sceneggiato (Le cinque giornate di Milano, La gatta, Incantesimo, ecc.) all’inchiesta storica (La bomba prima e dopo, Mille non più mille, ecc), alla biografia (Oppenheimer, Don Bosco, ecc.) e ottenendo i massimi riconoscimenti internazionali (Leone d’oro di Venezia, Prix Italia, Festival di Montecarlo, Mosca, Villerupt, Chanchung, ecc.).
E’ autore inoltre di numerosi volumi di carattere storico (Mistero Majorana), giornalistico (Giallo storia), di costume (Lo Strauss della Romagna), di saggi sulla comunicazione e i media (Premio Fabbri, Premio Capri, Premio “Scrivere di cinema”), di opere di narrativa (Occhi da cinema, Premio Domenico Rea 2009), ecc.

Non tutto si dimentica

«Elettrizzante.»The Washington Post«Un thriller originale, avvincente e che fa riflettere.»B.A. Paris, autrice del bestseller La coppia perfetta»«Non tutto si dimentica esplora le relazioni familiari senza perdere di vista la crescente tensione causata dagli eventi. Un romanzo che a ogni capitolo offre colpi di scena, sorprese e una trama che vi terrà incollati alle pagine. Non perdetelo!» Karin Slaughter, autrice bestseller del New York Times«Wendy Walker ha una scrittura magnetica e accattivante grazie alla quale riesce a raccontare una storia dalla forza straordinaria, ma anche a spiegarci l’importanza della memoria per ognuno di noi. Proprio come suggerisce il titolo, è un romanzo che non si dimentica»Mary Kubica, autrice bestseller del New York TimesVuoi davvero ricordare cosa ti è successo?Tutti sanno cos’è successo a Jenny Kramer quella sera. Non capita spesso che una tranquilla cittadina di provincia sia teatro di un crimine e la notizia ha sconvolto l’intera comunità: durante una festa a casa di amici, Jenny è stata aggredita da un uomo, che poi è fuggito senza lasciare traccia. Tutti lo sanno, tranne Jenny. Perché lei è stata sottoposta a una terapia farmacologica sperimentale, che le ha cancellato dalla memoria quella terribile esperienza. O almeno così speravano i medici. In realtà, il corpo di Jenny non ha dimenticato e, a poco a poco, i demoni del passato iniziano a intaccare l’apparente serenità del presente, trascinando la ragazza sull’orlo del suicidio. E nemmeno i suoi genitori riescono a superare il trauma, ossessionati dall’idea che chi ha distrutto la vita della figlia sia ancora in libertà. Secondo il dottor Forrester, il terapeuta di Jenny, la ragazza non ha scelta: deve recuperare i ricordi di quella sera. Anche a costo di portare alla luce verità che gettano più di un’ombra sulla superficie perfetta di quella tranquilla cittadina di provincia…Grazie alla straordinaria capacità di coniugare suspense, dilemmi morali e colpi di scena, l’autrice esplora il lato oscuro dei rapporti familiari, dando vita a una storia potente e originale che ha conquistato gli editori di tutto il mondo. Dopo aver scalato le classifiche americane, tedesche e francesi, Non tutto si dimentica è in corso di traduzione in altri 20 Paesi.

Non torna nessuno

Dopo il boom petrolifero, il North Dakota si è riempito di squallidi quartieri dormitorio per gli uomini ingaggiati negli impianti, alla periferia di città impreparate ad accoglierli. In posti come questi, isolati e fuori dal tempo, è facile far sparire una persona. E quando due ragazzi appena arrivati svaniscono senza lasciare traccia, sono solo le loro madri a credere di poterli ritrovare. Colleen, ricca e ben protetta signora del Massachusetts, non aveva certo sognato una vita sulle piattaforme petrolifere per suo figlio Paul e ora è ben decisa a riportarlo a casa. Shay, resa dura da una vita tutt’altro che semplice nella parte sbagliata della California, desidera solo riavere il suo Taylor e non si lascia certo intimidire dai poliziotti reticenti e dal codice del silenzio della società petrolifera. Lei è l’unica persona a voler avere a che fare con Colleen, perché ha la sua stessa missione. Stanche e spaventate, le due improbabili alleate sigillano un patto contro tutto e contro tutti, e si trovano loro malgrado a scavare tra menzogne e omertà, tra il cielo grigio acciaio e il ghiaccio nero petrolio. Nulla può fermare una madre. Due sono invincibili. Autrice bestseller in America, Sophie Littlefield ha scritto un thriller teso ed emozionante, un racconto in continuo equilibrio tra vita e morte, tra sconforto e speranza, tra odio e amicizia. E le novelle Thelma e Louise sono due eroine irresistibili, coraggiose e verissime.
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### Sinossi
Dopo il boom petrolifero, il North Dakota si è riempito di squallidi quartieri dormitorio per gli uomini ingaggiati negli impianti, alla periferia di città impreparate ad accoglierli. In posti come questi, isolati e fuori dal tempo, è facile far sparire una persona. E quando due ragazzi appena arrivati svaniscono senza lasciare traccia, sono solo le loro madri a credere di poterli ritrovare. Colleen, ricca e ben protetta signora del Massachusetts, non aveva certo sognato una vita sulle piattaforme petrolifere per suo figlio Paul e ora è ben decisa a riportarlo a casa. Shay, resa dura da una vita tutt’altro che semplice nella parte sbagliata della California, desidera solo riavere il suo Taylor e non si lascia certo intimidire dai poliziotti reticenti e dal codice del silenzio della società petrolifera. Lei è l’unica persona a voler avere a che fare con Colleen, perché ha la sua stessa missione. Stanche e spaventate, le due improbabili alleate sigillano un patto contro tutto e contro tutti, e si trovano loro malgrado a scavare tra menzogne e omertà, tra il cielo grigio acciaio e il ghiaccio nero petrolio. Nulla può fermare una madre. Due sono invincibili. Autrice bestseller in America, Sophie Littlefield ha scritto un thriller teso ed emozionante, un racconto in continuo equilibrio tra vita e morte, tra sconforto e speranza, tra odio e amicizia. E le novelle Thelma e Louise sono due eroine irresistibili, coraggiose e verissime.

Non ti riconosco

Un viaggio per tappe della mente e del cuore nell’Italia del boom economico, del sogno, della decadenza. Di pieni fattisi d’improvviso vuoti. Di momenti di caduta e stordimento, ma anche di grande condivisione e cambiamento. «Nel corso di questo lungo viaggio erratico tra le pieghe di un Paese sospeso, ho incontrato un’infinità di tracce di metamorfosi istantanea. Di futuri fattisi istantaneamente anteriori. Di promesse appena immaginate e già mancate. Di progetti iniziati e non terminati. E i segni di mappe che non valgono piú. Ma non riesco a considerarli simboli di un paradiso perduto».Un viaggio in Italia, da Torino a Lampedusa, sulle tracce di città e territori conosciuti, amati, e poi, a volte, perduti. Di luoghi dell’esperienza e della memoria che mutano nel tempo e nelle stagioni fino a «non riconoscerli piú», ma di cui non puoi, comunque, fare a meno. Di paesaggi familiari che giorno dopo giorno stupiscono, disorientano, promettono nuove frontiere. Cosí Torino, prima tappa del viaggio, è un luogo in cui può succedere di perdersi. Ci si può perdere non tanto nel centro, fissato dai recenti restauri in cartolina da consumare con i piedi e con lo sguardo piú che da abitare, ma già nella prima periferia dove i negozi chiudono e le vetrine cambiano volto: la gastronomia diventa un hard discount e la piccola gioielleria di quartiere inalbera la pacchiana bandiera del «compro oro». E ci si può perdere nella seconda periferia dove la scomparsa della grande fabbrica e la trasformazione della vecchia metropoli di produzione ha «sciolto» il paesaggio mutandone anima e corpo. Ma oggi Torino è anche Arduino: una «piattaforma hardware low cost programmabile» che sa innaffiare i fiori alle ore stabilite, guidare un drone in spazi chiusi, gestire un appartamento con il comando vocale. Una risorsa eccezionale open source messa a disposizione di tutti. Un simbolo del futuro. Il viaggio continua, attraversando la nostra penisola, percorrendo autostrade deserte o mescolandosi alla folla, incrociando le storie dei suoi abitanti e ascoltandone ricordi e sogni, accompagnati dal suono del vento negli ulivi o fra gli scogli di una piccola isola lontana. Cosí si scopre il paese abbandonato di Consonno, nel cuore della Brianza, certo il piú bizzarro ghost village italiano, una sorta di «Disneyland lombarda» o il quadrante orientale, il Nordest del grande balzo in avanti e del duro rinculo, o il distretto di Prato, alle porte di Lucca e Firenze, testimone di antichi saperi artigiani sfidati dall’Oriente. E le antiche cattedrali nel deserto del Sud: l’Ilva di Taranto, le industrie chimiche di Saline Joniche, il porto di Gioia Tauro, un bacino lunghissimo a forma di fagiolo protetto da enormi colonne di cemento, e una brughiera spoglia che ha sostituito piú di ottocentomila alberi: aranci, limoni, ulivi secolari. Fino a Lampedusa luogo di arrivo e di sbarco continuo di altre realtà. Porta di entrata e di uscita. Isola che nel suo perimetro breve contiene tutte le fini e tutte le speranze.

Non ti faccio niente

1983. L’uomo seduto nella macchina blu è nuovo di quelle parti, ma Remo non ha paura, non sa che cosa sia un estraneo. L’uomo ha tra le mani un passerotto caduto dal nido, almeno così dice, e chiede a Remo di aiutarlo a prendersene cura. Il bambino, sette anni passati quasi tutti per strada, che i genitori hanno altri pensieri, non esita neppure per un attimo. E sale. Tre giorni dopo viene restituito alla famiglia, illeso nel corpo e nell’anima; racconta di un uomo biondo, bellissimo, che lo ha riempito di regali e che ha giocato con lui, come nessun adulto aveva mai fatto. Non è la prima volta che succede e non sarà l’ultima. Trentadue bambini in sedici anni. Tutti tenuti per tre giorni da un uomo che cerca di realizzare i loro desideri e li restituisce alla famiglia, felici. Quando la polizia comincia a collegare i rapimenti lampo, l’uomo scompare. 2015. Il padre di Greta non è mai arrivato una sola volta in ritardo a prenderla. Ma lo sgomento negli occhi della maestra gli fa capire che qualcosa non va, perché Greta a scuola non è mai entrata. Scompare così, la figlia di Remo Polimanti, come lui era scomparso trent’anni prima. Anche lei viene subito restituita alla famiglia, ma priva di vita. Greta non è che la tappa iniziale di una scia di sangue che collega i figli dei bambini rapiti anni prima. Ma perché il rapitore “buono” si è trasformato in un assassino? O forse c’è qualcuno che intende emularlo. O sfidarlo. O punirlo. In un’inquietante e tormentata danza di ombre e luci, Paola Barbato ci conduce fin dentro le nostre paure più grandi, facendo sanguinare ferite mai guarite davvero.

Non ti avvicinare

La verità è pericolosa. La verità si ammanta di bugie. La verità cambia tutto. Anche te. Che cosa faresti se in una gelida serata invernale una ragazza bussasse alla tua porta per chiedere aiuto? Sei sola in casa, hai paura, nessuno può aiutarti… Ma lei è solo una ragazza. Devi accoglierla, non hai altra scelta. Anche perché lei sembra sapere molte cose su di te e sulla tua vita. Cose segrete. E nella ragnatela di bugie che inizia subito a tessere, e che poco a poco ti intrappola in una spirale di paura, si nasconde qualcosa che non è affatto una menzogna. Nel cuore degli inganni si nasconde la verità più pericolosa. È un freddo pomeriggio di dicembre e Stella è chiusa nella sua bella casa nella campagna inglese. Sono diciotto mesi che non esce: lì si sente al sicuro, protetta dal marito Max. Stella è agorafobica, qualcosa nel suo passato l’ha segnata, ma la situazione sta lentamente migliorando, grazie anche alle cure del marito, psicologo. Ma adesso lui è lontano per lavoro e Stella si trova di fronte Blue, una ragazzina magra, molto agitata, di una bellezza sconvolgente, come sconvolgente è quello che le racconta.

Non Sono una Milf

Chi sono le Milf? Sempre più popolari, le Milf, sono mamme non più giovanissime, ma ancora in grado di attirare le atten-zioni degli uomini, soprattutto di quelli giovani.
Entrate a far parte dell’immaginario erotico maschile, vengono idealizzate e considerate quasi esclusivamente come un oggetto sessuale. Un trofeo. Una conquista di cui vantarsi con gli amici. Ma è davvero sempre così?
Azzurra vive a Londra. Ha quarantacinque anni, una figlia da poco entrata nel mondo del lavoro e un divorzio alle spalle. Concentrata sulla sua carriera, ha da tempo dimenticato cosa significhi essere amata e desiderata. Per quanto sia ancora e-stremamente attraente, infatti, non è più riuscita a trovare qualcuno in grado di farle avvertire di nuovo le farfalle nello stomaco.
Quando incontra Riccardo, però, tutto cambia. Lui la guarda in modo diverso. Sembra volerla come se lei fosse l’unica donna al mondo. La fa sentire speciale. Tutto a posto quindi? No, perché Riccardo ha solo ventisette anni.
Nonostante l’attrazione e il desidero, Azzurra ha difficoltà a lasciarsi andare al sentimento che sente nascere dentro di lei. Non ha voglia di essere criticata e giudicata. Anche se il giudizio più severo, alla fine, sarà proprio il suo.
Dopo L’amore non è un caso, Vimercati torna con un romanzo ambientato tra Londra e la provincia di Como. Un romanzo dallo stile giovane e frizzante, che vuole far riflettere su un fenomeno ormai entrato a far parte della nostra quotidianità. Un romanzo sul mondo delle donne mature. Donne che nono-stante le apparenze e le etichette della società, hanno solo vo-glia di essere abbracciate e amate. Pur apparendo forti, sexy e determinate, hanno infatti le stesse paure e gli stessi desideri di tutte le altre. Anche loro cercano l’amore. L’amore che ti fa sussultare. Quello che ti fa sognare e che va oltre i pregiudizi della gente. Perché l’amore, quello vero, non ha età.

Non rinuncerei mai a te

Samira è una donna forte e piena di carattere, ma dietro questa forza nasconde una debolezza e una dolcezza quasi fuori dal comune. La scrittura è la sua unica fonte di distrazione, l’aiuta, la fa estraniare da questo mondo che le sembra silenzioso e vuoto. Ha una piccola libreria e un sogno che sta per realizzare. La pubblicazione del suo romanzo è imminente ormai, è quasi tutto pronto, manca però l’evento che vedrà nascere “Non rinuncerei mai a te”. Il suo editor ha commissionato ad Alesh Wilson, l’organizzazione di un evento speciale. Sarà proprio quest’ultimo a scombussolare la vita di Samira.
Alesh non è un tipo facile,è un provocatore, uno che non si ferma dinnanzi a niente. Non si è mai preoccupato di corteggiare una donna: pochi sguardi, il suo sorriso perfetto e le notti folli avevano inizio. Con Samira però… è diverso. È ossessione.
Insieme daranno inizio a una provocazione che andrà avanti senza sosta e non gli darà mai tregua, non finché i loro corpi diverranno uno solo…
«Sono solo un esploratore del sesso. Mi piace variare, approfondire la conoscenza in questo modo, Samira. Puoi accusarmi di essere un malato di sesso, ma non sono un approfittatore. Le donne sanno bene a cosa vanno incontro quando mi scelgono»
E lei che scelta farà?
Contatti autrice: [email protected]
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Non riesco a dimenticarti

«Questo è il libro di cui sono più orgogliosa.» L’autrice The Fall Away Series K.C. Carter si è cacciata nei guai con la legge e adesso è costretta a trascorrere l’estate nel paesino in cui è nata, Shelburne Falls, per adempiere ai servizi utili alla comunità: così ha ordinato il tribunale. Ma non è l’unica difficoltà a cui deve far fronte al suo arrivo: al nome di Jaxon Trent risponde il peggior tipo di tentazione che si possa immaginare, ed è esattamente ciò da cui K.C. è riuscita a stare lontana fin dai tempi del liceo. Lui però non l’ha mai dimenticata, anche perché è l’unica ragazza a non essere mai uscita con lui e ad avergli detto sempre di no. Jaxon è un tipo pericoloso sul serio, ma tra lui e K.C. l’attrazione è talmente forte che resistere diventa quasi impossibile… Dall’autrice del bestseller Mai per amore N°1 in America Tornare indietro è difficile, ma stare lontani è impossibile L’autrice dice del suo libro: «Ogni sussurro, ogni respiro, ogni bacio, e ogni parola è nata nella parte più profonda di me. Questo è il libro di cui sono più orgogliosa.» I commenti dei lettori: «L’entrata in scena di K.C. è a dir poco fantastica.» «Jax e K.C. sono una coppia stratosferica.» «Leggere questo libro mi ha fatto venire le vertigini, come se fossi stata sulle montagne russe. È così pieno di colpi di scena che non sai mai che cosa accadrà ogni volta che giri pagina.» Penelope Douglasvive e insegna a Las Vegas. Nata a Dubuque, Iowa, ha conseguito una laurea in Amministrazione pubblica, poi un Master in Scienza dell’educazione alla Loyola University di New Orleans. La Newton Compton ha già pubblicato Mai per amore, Da quando ci sei tu e La mia meravigliosa rivincita.

Non restare indietro

Francesco ha poco tempo per costruirsi una nuova reputazione agli occhi dei compagni nella nuova classe, senza che i prof pensino che sia arrivato lì per farsi segare. E l’attesa dell’imminente viaggio ad Auschwitz organizzato dalla scuola gli provoca quella sensazione senza nome che sale e scende tra la pancia e il petto, quel misto di rabbia, curiosità e paura. Alle sue spalle, quindici mesi prima, il dolore: quel giorno in cui, al funerale del suo amico Simone, non aveva versato neanche una lacrima.
Francesco parte, con settecento compagni di viaggio. E con i suoi nuovi amici: Andrea, Alessia e Martina, che forse gli piace ma lui ancora non lo sa. In treno, nell’esperienza della comunità viaggiante, e poi barcollando nella ruvida realtà di Auschwitz, nell’immensa desolazione di Birkenau e tra le strade di una Cracovia gelida e vitale, Francesco entra in contatto con le sue emozioni e con quelle degli altri. Diventa una stampella silenziosa per un amico travolto dalla scoperta del dolore, stana la debolezza di Martina, coglie l’umanità del compagno prepotente che arriva a chiedersi, pensando alle ss e ai kapò, “sono poi tanto diverso?”.
Francesco scopre un senso per la sua vita nell’abbraccio del gruppo, impara quanto coraggio ci vuole a saper piangere. Insieme trovano gli strumenti per rimbalzare alla vita e immaginarsi grandi.
Tra grida di rabbia e spaesamento, tra partite di calcio e domande sul senso della storia e della vita, tra gesti acerbi d’amore e amicizie che si scolpiscono nei sedici anni dei protagonisti di questo libro, Francesco inizia a fare i conti con il suo dolore e a guardare in là. E impara a pensare al futuro.
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### Sinossi
Francesco ha poco tempo per costruirsi una nuova reputazione agli occhi dei compagni nella nuova classe, senza che i prof pensino che sia arrivato lì per farsi segare. E l’attesa dell’imminente viaggio ad Auschwitz organizzato dalla scuola gli provoca quella sensazione senza nome che sale e scende tra la pancia e il petto, quel misto di rabbia, curiosità e paura. Alle sue spalle, quindici mesi prima, il dolore: quel giorno in cui, al funerale del suo amico Simone, non aveva versato neanche una lacrima.
Francesco parte, con settecento compagni di viaggio. E con i suoi nuovi amici: Andrea, Alessia e Martina, che forse gli piace ma lui ancora non lo sa. In treno, nell’esperienza della comunità viaggiante, e poi barcollando nella ruvida realtà di Auschwitz, nell’immensa desolazione di Birkenau e tra le strade di una Cracovia gelida e vitale, Francesco entra in contatto con le sue emozioni e con quelle degli altri. Diventa una stampella silenziosa per un amico travolto dalla scoperta del dolore, stana la debolezza di Martina, coglie l’umanità del compagno prepotente che arriva a chiedersi, pensando alle ss e ai kapò, “sono poi tanto diverso?”.
Francesco scopre un senso per la sua vita nell’abbraccio del gruppo, impara quanto coraggio ci vuole a saper piangere. Insieme trovano gli strumenti per rimbalzare alla vita e immaginarsi grandi.
Tra grida di rabbia e spaesamento, tra partite di calcio e domande sul senso della storia e della vita, tra gesti acerbi d’amore e amicizie che si scolpiscono nei sedici anni dei protagonisti di questo libro, Francesco inizia a fare i conti con il suo dolore e a guardare in là. E impara a pensare al futuro.

Non puoi dimenticare

Thriller così non si trovano quasi mai È sopravvissuto all’Olocausto Ma ora qualcuno vuole portargli via il suo passato Stanley Peke è un tranquillo pensionato che, dopo aver trascorso quarant’anni a Westchester, vicino New York, ha deciso di trasferirsi con la moglie a Santa Barbara, per passare quanto gli resta da vivere sotto il caldo sole della California. Peke è ancora un uomo forte per la sua età, ma comincia a dimenticarsi le cose. Per questo, quando la ditta di traslochi si presenta a casa sua con un giorno di anticipo, Stanley non si insospettisce più di tanto: pensa semplicemente di aver memorizzato la data sbagliata e tutte le sue cose vengono caricate su un enorme camion che parte in direzione della nuova casa… Così comincia uno dei più elettrizzanti thriller di tutti i tempi e svelare qualunque ulteriore dettaglio sarebbe un peccato, perciò l’editore si prende la responsabilità di non dire altro sulla trama, ma anche quella di consigliare caldamente la lettura di queste pagine a chiunque abbia voglia di vivere un’avventura straordinaria, una storia incredibile, scritta con maestria e grande talento: il libro dell’anno negli Stati Uniti. N°1 negli Stati Uniti Diventerà presto un film «Una prosa pulita ed elegante contraddistingue questo thriller eccezionale.» Publishers Weekly «Una storia agghiacciante, scritta benissimo. Uno stile da dieci e lode, per un tema davvero toccante e una trama che colpirà chiunque la legga. Assolutamente da non perdere!» Suspense Magazine «Un’avventura avvincente. Un thriller convincente con un insegnamento morale alla base.» Library Journal Jonathan StoneLaureato a Yale, scrive la maggior parte delle sue opere sul treno che ogni giorno lo porta dal Connecticut a Manhattan, dove lavora come direttore creativo di un’agenzia pubblicitaria. È autore di racconti pubblicati in diverse raccolte di successo e di cinque romanzi. Non puoi dimenticare, appena pubblicato negli usa, è già stato opzionato per ricavarne un film.