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La distruzione: preludio al cataclisma. World of Warcraft

Tanto tempo fa i distruttivi elementali nativi di Azeroth imperversavano sul mondo finché i benevoli titani non li imprigionarono nel Piano Elementale. Nonostante l’intervento dei titani, molti elementali finirono per far ritorno su Azeroth. Nel corso degli eoni, sciamani come Thrall hanno iniziato a entrare in contatto con questi spiriti e, con pazienza e dedizione, hanno appreso come placare il ruggito delle fiamme, portare il sollievo della pioggia a terre devastate dalla siccità e ammansire l’influsso selvaggio degli elementali sul pianeta. Ma ora Thrall ha scoperto che gli elementali non rispondono più alla chiamata degli sciamani. E mentre il fiero capo degli orchi cerca di scoprire cosa alimenta il caos tra gli elementi, deve anche fare i conti con il precario futuro della sua razza. Nel frattempo Re Varian Wrynn di Stormwind deve decidere se dar corpo a una violenta rappresaglia in risposta alle tensioni crescenti tra Alleanza e Orda. Una decisione che minaccia di allontanare da lui proprio coloro che gli sono più vicini, compreso suo figlio Anduin. Il giovane e combattuto principe intende cercare la propria strada, ma rischia di restare invischiato nell’instabilità politica che si diffonde in un mondo sull’orlo della catastrofe. Il futuro delle grandi razze di Azeroth è avvolto nella foschia dell’incertezza e il caotico comportamento degli spiriti elementali, per quanto preoccupante, potrebbe essere soltanto il primo presagio del cataclisma che verrà.

Dissolvenza in nero

L’ex agente segreto Joseph LaBrava aveva programmato con cura ogni minimo dettaglio del suo futuro: South Miami Beach, una vita finalmente senza problemi alloggiato in un vecchio hotel tranquillo e, soprattutto, una nuova professione, il fotografo. Ma poi incontra Jean Shaw, una famosa attrice degli anni Cinquanta, suo idolo giovanile. È ancora bella e seducente: il tipo di donna che scatena le più accese fantasie… Per LaBrava è come un viaggio premio in Paradiso, che però si trasforma in una pericolosa odissea nei meandri oscuri della città, in un sottobosco variopinto e sfuggente. Strani vincoli, infatti, legano l’affascinante Jean a due loschi individui: un bellimbusto dai modi alquanto sbrigativi e un focoso cubano con la passione per la danza e per le pistole Magnum. Ben presto lo sfondo sfuma dal rosa al nero, obbligando LaBrava, suo malgrado, ad assumere di nuovo il ruolo del duro, a ritornare alle maniere forti, aiutato però da un impagabile strumento, la macchina fotografica, contributo essenziale per le sue indagini. Viene così coinvolto in un complicato imbroglio di denaro, mafia e armi che si dipana fra mille peripezie e agguati mozzafiato, fino a concludersi in un esplosivo e singolare colpo di scena. Brillante, avvincente e straordinariamente carico di suspense, Dissolvenza in nero ha vinto l’Edgar Allan Poe Award, il più prestigioso premio americano per la giallistica.

Dispacci

Pubblicato per la prima volta nel 1977, “Dispacci” è il doloroso reportage di un giornalista che tra il 1967 e il 1969 trascorse un anno e mezzo in Vietnam, come corrispondente di guerra, al seguito delle truppe americane. Attraverso le stesse parole, crude e dirette, dei soldati con cui condivise pericoli e fatiche quotidiane, Michael Herr registra e racconta in queste pagine l’allucinante sequenza di crudeltà di cui furono responsabili, e a loro modo vittime, i giovanissimi americani arruolati nell’esercito, brutalmente scaraventati da una realtà rassicurante nel groviglio di una giungla misteriosa e nel pieno della follia bellica. Considerato uno dei testi più potenti sugli orrori del conflitto e sulla violenza di un periodo storico ancora molto vicino, il libro di memorie di Herr affianca alla testimonianza e al valore storico del documentario la riflessione lucida e disperata di un osservatore d’eccezione sull’esperienza della morte e della guerra. Introduzione di Roberto Saviano.
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I disorientati

Una chiamata inattesa spinge Adam, professore arabo di Storia, a tornare nella sua terra d’origine dopo venticinque anni di esilio. Tutto è rimasto identico, il tempo non è trascorso per i luoghi che frequentava. Quel “paradiso perduto” si accompagna ai nomi dei suoi amici di gioventù, il Circolo dei Bizantini, che volevano cambiare il mondo e hanno invece finito per essere cambiati da una guerra che li ha separati e spinti ognuno verso una strada diversa. Ma chi è,in fondo, lui per giudicare da lontano, dal suo esilio “dorato”, mentre loro sono stati travolti da un destino ineluttabile? Con l’aiuto di Semiramis, rimasta sempre bella e ribelle, Adam cerca di riunire i suoi vecchi compagni. Almeno i sopravvissuti. Ma questo confronto con il passato cambierà per sempre il presente di Adam e metterà in discussione l’esilio dorato che si era costruito. I disorientati è il nuovo, atteso romanzo di Amin Maalouf, forse il suo più personale, emotivo, avvincente. Un romanzo sulla memoria, sull’amicizia, sull’amore. DELL’AUTORE DI COL FUCILE DEL CONSOLE D’INGHILTERRA PREMIO GONCOURT “La memoria delle parole si perde, non quella delle emozioni.”

Disonora il padre

Sospesa tra romanzo d’invenzione e scrupolosa autobiografi a, cronaca familiare e ricostruzione storica, la storia di un ragazzo nato a Pianaccio, sull’Appennino tosco-emiliano, che per sfuggire alla coscrizione della Repubblica sociale entra a far parte di Giustizia e Libertà e nel dopoguerra diventa caporedattore del “Resto del Carlino”. Un romanzo intenso, un affresco compiuto del nostro Paese nei primi decenni del Novecento, che ha la capacità di restituirci con leggerezza e ironia la percezione del “secolo breve”, con i suoi orrori, le ideologie, le tragedie.

Un disinvolto mondo di criminali

Esito di due soggiorni in Serbia nella primavera del 1999, durante la guerra del Kosovo, questo diario riprende la riflessione avviata da Peter Handke nei precedenti Un viaggio d’inverno e Appendice estiva a un viaggio d’inverno. Le veementi accuse che l’autore austriaco aveva allora rivolto alle potenze occidentali con i loro macchinari di guerra e di propaganda non sono state smentite, ma hanno anzi trovato conferma anche nella nuova situazione. E tuttavia quello polemico è solo uno dei livelli proposti dal testo: l’altro ci mostra l’attento osservatore, il poetico rievocatore delle piccole cose che considera suo dovere innanzitutto umano prestare ascolto alle voci di coloro che anche nella moderna società dell’informazione non hanno alcuna visibilità, alcuna possibilità di farsi sentire.
Se da un lato mette in discussione le verità e la logica degli attacchi Nato – secondo la quale «possono essere bombardati anche un campo di mais e un pollaio, perché mais, carne di pollo e uova servono da vettovaglie» -, dall’altro cerca di rintracciare momenti di verità e forse di eternità nel fluire del quotidiano, in ciò che resta di un’antica convivenza, in una vecchia quercia (anch’essa un bersaglio strategico?), negli sguardi di una «vecchia partigiana quasi cieca». Prestando orecchio a un’umanità confinata ai margini, Handke riesce a ridare nuovamente voce e realtà a un popolo la cui «tolleranza non ha nemmeno bisogno del concetto di “tolleranza”».

Il disertore

Londra. Grigorij Bulganov, ex agente segreto russo, scompare nel tragitto tra la sua nuova elegante casa di Maida Vale e il club dove è atteso per la finale di un torneo di scacchi. Solo pochi mesi prima Bulganov aveva disertato dalla sua madre patria e inferto un duro colpo ai loschi affari di Ivan Charkov, un tempo membro del KGB e ora speculatore e trafficante d’armi in ottimi rapporti con il Cremlino. La scomparsa di Bulganov viene liquidata dai servizi dell’intelligence britannica come una nuova diserzione, o addirittura un doppio gioco. Ma, indifferente alle risposte ufficiali, c’è qualcuno che è pronto a giurare che Bulganov non se ne sarebbe mai andato di sua spontanea volontà, qualcuno a cui il disertore in passato ha salvato la vita e che in cambio gli ha solennemente promesso di proteggerlo con ogni mezzo: Gabriel Allon, l’imprendibile spia del nucleo più segreto dei servizi israeliani. Fedele alla promessa fatta, Allon non esita a richiamare la sua squadra e a partire per ingaggiare un mortale duello con Charkov, lo spietato e vendicativo responsabile della scomparsa di Bulganov. Un inaspettato rapimento, e la lotta contro il tempo per trovare vivo il disertore si carica, per Allon, di un’angoscia mortale inusitata, poiché ne va questa volta della sopravvivenza di ciò che ha di più caro al mondo.

Un disco dei Platters: romanzo di un maresciallo e una regina

Il maresciallo Santovito torna, dopo vent’anni, in un tranquillo borgo appenninico, che però trova completamente cambiato. La locanda è scomparsa, ora c’è il bar con il juke-box e si vedono i primi villeggianti. Anche il maresciallo è cambiato, e decide di prendersi una vacanza, spinto dai ricordi. Con lui arrivano una giovane insegnante e un misterioso turista tedesco. Ma proprio allora il borgo tranquillo si risveglia: un ragazzo salta su una mina, un altro scompare ed è poi trovato morto, e le vecchie del paese ricordano le leggende della Borda, la strega delle acque, e i tesori misteriosi…

Il discepolo

Edward Hinde è stato uno dei piú temibili serial killer degli anni Novanta. Ora, grazie a Sebastian Bergman, è rinchiuso nel penitenziario di Lövhaga. Hinde uccideva seguendo precise modalità, le stesse usate per le tre donne rinvenute sgozzate negli ultimi mesi. Un copycat, dunque, un assassino che ne emula un altro e sceglie le proprie vittime secondo un criterio che viene alla luce soltanto dopo un quarto delitto: tutte sono state amanti di Sebastian Bergman.
Nonostante l’angoscia e i sensi di colpa che lo attanagliano Sebastian non ha dubbi: il copycat è guidato da Hinde. È Hinde che, manipolando il ‘discepolo’, scrive la trama della propria vendetta contro l’uomo che l’ha mandato in carcere. Ma come fa? Per rispondere a queste domande Sebastian dovrà mettere in gioco la propria vita e, ancor peggio, la vita della figlia.

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‘Sebastian trasse un sospiro. Non riusciva a decidere cosa fosse peggio: essere trattato come un lattante appena svegliato da un sonnellino piú che meritato, oppure la sensazione di affettuosità neoromantica che Ellinor emanava. Di certo la seconda. Già durante la breve passeggiata fino al suo appartamento aveva intuito che sarebbe potuta finire cosí. Gli aveva preso la mano. Gliel’aveva stretta. Per tutto il tragitto. Come lo stereotipo di una coppia di innamorati a zonzo per le vie di Stoccolma in una notte d’estate. Cinque ore dopo essersi visti per la prima volta. Era spaventoso. Sebastian aveva riflettuto se chiuderla lí e ringraziarla per la compagnia, ma alla fine si era detto che aveva speso troppo tempo e troppe energie per ritirarsi prima di ottenere ciò di cui era in cerca. Di cui aveva bisogno’.

(source: Bol.com)

Il discepolo

Una notte, curiosando nella biblioteca del padre, diplomatico in carriera, una ragazza trova un fascio di vecchie lettere indirizzate “Al mio caro e sfortunato successore” e un libro dalle pagine completamente bianche eccetto quelle centrali, raffiguranti un drago e la scritta “Drakulya”. La scoperta precipita la protagonista in un mondo di cui non aveva mai sospettato l’esistenza, un labirinto in cui oscuri segreti affioranti dal passato di suo padre sembrano legarsi alla misteriosa morte di sua madre, e tutto quanto gira intorno all’esistenza di un pericoloso demone dall’antico lignaggio. Ha così inizio una affannosa ricerca della verità che risveglierà ancora una volta lo spettro di Vlad III detto l’Impalatore, principe nella Valacchia medioevale il cui feroce regno ispirò la leggenda di Dracula.

I discepoli del fuoco

Bologna, autunno 1312. Mondino de’ Liuzzi, medico anatomista, viene incaricato dal podestà di far luce su una morte strana e orribile: un membro del Consiglio degli Anziani è stato ritrovato carbonizzato in casa sua, eppure nella stanza nulla fa pensare a un incendio. Perfino la poltrona su cui l’uomo era seduto è rimasta quasi integra, mentre il corpo è bruciato in modo irregolare. I piedi sono illesi, un braccio è interamente ustionato, tutto il resto è ridotto in cenere. Mondino fa trasportare il cadavere nella sua scuola di medicina per esaminarlo; sollevando con il coltello da dissezione la pelle bruciata del braccio scopre i resti di un tatuaggio: un mostro alato, con la testa di leone e il corpo avvolto nelle spire di un serpente. La mattina seguente il cadavere è scomparso. Il giorno successivo, anche un frate francescano viene ritrovato morto nel quartiere dei bordelli. E’ stato evidentemente assassinato. Unica traccia, un disegno molto simile al tatuaggio scoperto da Mondino. L’indagine sulle due morti misteriose rivela l’esistenza di una setta di cultori di Mitra, dio persiano del sole e del fuoco, adorato anche dai romani con il nome di Sol Invictus. Con l’aiuto di Gerardo da Castelbretone, un ex templare con cui ha stretto amicizia, Mondino viene a sapere che la setta si propone di salvare l’intera città per mezzo del fuoco purificatore: un grande incendio rituale in cui le anime di quelli che moriranno si riuniranno con il dio. Tocca a Mondino fare di tutto per sventare la terribile minaccia che incombe sulla città e impedire ulteriori omicidi.

La discendente di Tiepole

Un paese fantasma dimenticato dalle carte geografiche, circondato da montagne, abitato da una popolazione inospitale. È il ritratto di Tiepole, paese d’origine di Emma, ed è lì che la ragazza è costretta a tornare in occasione del funerale di suo nonno. Il suo soggiorno, però, si trasforma in incubo quando Emma legge la lettera che sua nonna aveva scritto per lei prima di morire e che il nonno non le aveva mai consegnato. Essa le svelerà un mondo di tenebra colmo di stregoneria e maledizioni, di faide tra famiglie e di lotte per il potere. Emma non sa ancora nulla, ma tutti i Tiepolesi sanno chi è lei, poiché la stavano aspettando. Lei è l’erede della Strega. Lei è la Discendente. Lei deve morire. Un’eroina indimenticabile in un romanzo in cui il bene e il male si confondono e niente, assolutamente niente, è davvero quello che sembra.
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La direttiva

Paul Janson lavora come consulente per un’agenzia americana di sicurezza, ma è anche un formidabile ex agente segreto. Quando Peter Novak, premio Nobel per la pace e magnate internazionale, viene rapito da una cellula terroristica dello Sri Lanka, è lui che viene incaricato del salvataggio: una difficile e rischiosa operazione di “recupero”.Ma la situazione precipita e Janson diventa il bersaglio di schieramenti contrapposti: costretto a una vertiginosa fuga da Bombay ad Atene, poi da Amsterdam all’Ungheria, deve confrontarsi con le manovre occulte di una superpotenza militare. E giunge infine a porsi la domanda essenziale: chi è, in realtà, Peter Novak?
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### Sinossi
Paul Janson lavora come consulente per un’agenzia americana di sicurezza, ma è anche un formidabile ex agente segreto. Quando Peter Novak, premio Nobel per la pace e magnate internazionale, viene rapito da una cellula terroristica dello Sri Lanka, è lui che viene incaricato del salvataggio: una difficile e rischiosa operazione di “recupero”.Ma la situazione precipita e Janson diventa il bersaglio di schieramenti contrapposti: costretto a una vertiginosa fuga da Bombay ad Atene, poi da Amsterdam all’Ungheria, deve confrontarsi con le manovre occulte di una superpotenza militare. E giunge infine a porsi la domanda essenziale: chi è, in realtà, Peter Novak?
### Descrizione
Il premio Nobel per la pace Peter Novak, miliardario e filantropo, è stato rapito da fondamentalisti islamici guidati da un feroce terrorista noto come il Califfo. Condotto in una sperduta isoletta dell’Oceano Indiano, Novak sta per essere giustiziato. Solo un uomo può liberarlo, un uomo a cui Novak ha salvato la vita in Libano, e a cui il Califfo ha ucciso la moglie incinta: Paul Janson, agente speciale del governo americano ormai ritiratosi dal servizio attivo. Janson porta brillantemente a termine la missione, ma si rende conto di essere lui stesso vittima di uno spietato complotto. Per sventarlo, dovrà dare fondo a tutte le sue risorse.

Dio non è grande

«La fede religiosa è inestirpabile, appunto perché siamo creature ancora in evoluzione. Non si estinguerà mai, o almeno non si estinguerà finché non vinceremo la paura della morte, del buio, dell’ignoranza e degli altri». Questa la tesi da cui parte Dio non è grande. Muovendosi tra l’analisi dei testi di fondazione delle grandi religioni (Bibbia e Corano sopra tutti) e la riflessione sull’attualità politica e sullo scontro di civiltà in atto, Hitchens costruisce un implacabile atto di accusa contro le follie cui l’uomo si abbandona nel nome di una fede: oscurantismo, superstizione, intolleranza, senso di colpa, terrore verso la sessualità, anti-secolarismo. Contro questi non-valori, e memore della grande tradizione laica anglosassone, Hitchens reclama un ritorno alle idee dell’illuminismo, intessendo un elogio arguto e a tratti commovente della ragione umana. Un grande saggio che senza mai rinunciare alle armi dell’ironia e del paradosso, costringe faziosamente il lettore a schierarsi. *** «Giramondo, ipercolto, polemico, sempre divertentissimo, Christopher Hitchens è una voce senza eguali del giornalismo americano». «Voice Literary Supplement» *** «Hitchens ha un autentico talento nel fare chiarezza, nello sciogliere i nodi piú complessi, nel distinguere i vari aspetti di ogni argomento, con grande sottigliezza di pensiero e scrittura». Hanif Kureishi