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La classe non è acqua

Un’incontenibile passione per i cavalli e i cani, una vena di follia nei cromosomi, un patrimonio famigliare che include diverse migliaia di ettari di terra e alcuni manieri, un corso di studi a Eton. Ecco le prerogative dell’aristocrazia terriera, una classe sopravvissuta solo in Gran Bretagna, che continua a dominare le fantasie e le aspirazioni non soltanto dei connazionali ma anche di milioni di italiani appassionati di matrimoni reali e bisticci di Corte. Nell’isola d’Oltremanica, una schiera di milleduecento famiglie di sangue blu possiede un terzo del territorio, più o meno l’equivalente dell’Italia del Nord. Benché spogliata da Tony Blair del diritto ereditario di sedere nella Camera dei Lord, la nobiltà non ha perso né il suo fascino né le sue ricchezze, né l’eccentricità, che consegna figure memorabili alla storia universale della dissipazione. E anche se le meno facoltose delle landed families, per poter mantenere le loro magioni, hanno dovuto trasformarle in bed & breakfast, l’immagine del gentiluomo di campagna che vive, con decine di servitori, in un castello circondato da boschi non è affatto tramontata. Chi sono e come vivono i discendenti di quei duchi, marchesi e conti i cui nomi sono disseminati nelle pagine più importanti della storia inglese? Antonio Caprarica li ha seguiti nei loro uffici nella City, nei club più esclusivi, nei secolari appuntamenti delle corse dei cavalli ad Ascot e della caccia alla volpe a Badminton…

Il clandestino dello spazio

Nel 1959 il fisico inglese Hugh Macklin sta mettendo a punto un’importantissima invenzione che, se avrà buon esito, permetterà all’uomo di recarsi nella quarta dimensione, di viaggiare cioè attraverso il tempo. L’esperimento riesce, ma Hugh Macklin non può più tornare indietro. Senza che lui lo sappia, qualcuno ha sabotato l’apparecchio, ed ora lui è destinato a vagare attraverso il tempo, impossessandosi del corpo di altri individui, la cui eventuale morte fisica gli serve solo come trampolino di lancio in un sempre più lontano avvenire. Ma nella sua vita privata c’erano delle complicazioni che, più o meno simili, ritornano nelle successive reincarnazioni, come sempre ritrova la sua bellissima ed enigmatica moglie, Lydia, perno del mistero che lo circonda. E alla fine, Hugh Macklin riesce a risolvere il suo inquietante enigma, ma in un modo impreveduto, incredibile e amaro, dopo incalzanti pagine di interessanti avventure.

Il clan dei Mahé

Perché mai il dottor Mahé continuasse a trascinare l’intera famiglia a Porquerolles nessuno riusciva a capirlo. Sin dalla prima volta che ci avevano messo piede sua moglie si era lamentata del caldo, delle zanzare e della cucina meridionale che le rovinava lo stomaco. E lui stesso si era sentito fuori posto in quell’isola dove tutto gli era ostile, dal cielo di un azzurro troppo intenso agli abitanti, ai pesci che non era capace di prendere. Eppure, in quel ‘caos indicibile’, che come il fondo marino gli causava una sorta di vertigine, aveva scelto di tornare una seconda volta. E poi una terza. Forse perché era ossessionato da un’immagine: quella di una ragazzina vestita di rosso, alla quale non aveva mai rivolto la parola, che ‘non era una donna, e neppure un corpo’, ma ‘la negazione di tutto quello che era stata la sua vita’ – il paesino della Vandea in cui tanti, troppi, portavano il suo stesso cognome, la casa di pietra grigia con le siepi di bosso tagliate in modo maniacale, la madre che gli preparava ancora la biancheria pulita e che gli aveva scelto persino la moglie… E forse perché sapeva che Porquerolles sarebbe stata il suo destino, un destino a cui, al pari di molti degli eroi simenoniani, anche lui non poteva che andare incontro con allucinata e implacabile determinazione.
(source: Bol.com)

La civetta e la talpa. Sistema ed epoca in Hegel

Pubblicato originariamente nel 1975, questo libro ha segnato una svolta nella ricerca sull’idealismo classico tedesco, imponendosi presto come felice e organico tentativo di comprensione in chiave originale della filosofia hegeliana, dalla “Fenomenologia dello spirito” al ciclo delle lezioni berlinesi. Il volume viene oggi riproposto in edizione rivista e aumentata nella convinzione che costituisca tuttora un imprescindibile punto di riferimento per inquadrare un’intera fase storica anche nella prospettiva delle scienze matematiche e naturali. Definendo la filosofia “il proprio tempo appreso nel pensiero”, Hegel condensa in una sola frase i nodi più complessi della sua opera. Cosa significa per lui pensare il suo tempo? Qual è il senso della corrispondenza fra struttura sistematica e campo dei mutamenti storici? Quale il rapporto fra la civetta della filosofia, che interpreta coscientemente l’epoca, e la talpa dello spirito, che la trasforma inconsciamente attraverso il suo cieco lavorio?

La civetta e la talpa

Pubblicato originariamente nel 1975, questo libro ha segnato una svolta nella ricerca sull’idealismo classico tedesco, imponendosi presto come felice e organico tentativo di comprensione in chiave originale della filosofia hegeliana, dalla “Fenomenologia dello spirito” al ciclo delle lezioni berlinesi. Il volume viene oggi riproposto in edizione rivista e aumentata nella convinzione che costituisca tuttora un imprescindibile punto di riferimento per inquadrare un’intera fase storica anche nella prospettiva delle scienze matematiche e naturali. Definendo la filosofia “il proprio tempo appreso nel pensiero”, Hegel condensa in una sola frase i nodi più complessi della sua opera. Cosa significa per lui pensare il suo tempo? Qual è il senso della corrispondenza fra struttura sistematica e campo dei mutamenti storici? Quale il rapporto fra la civetta della filosofia, che interpreta coscientemente l’epoca, e la talpa dello spirito, che la trasforma inconsciamente attraverso il suo cieco lavorio?

La città perduta del dio scimmia. Il mio viaggio sulle tracce di una civiltà senza nome

Sin dai tempi del conquistador Hernán Cortés si racconta della Città del Dio Scimmia, detta anche la Città Bianca, un antico insediamento perduto da qualche parte nella Mosquitia, una foresta pluviale inesplorata dell’Honduras. Secondo le leggende, sarebbe stata fondata in quella regione inaccessibile per sfuggire agli invasori spagnoli, e nessuno l’ha mai cercata perché su di essa grava una maledizione: chiunque ne varcherà le mura verrà ucciso, dalla malattia o dal diavolo. Nel 1940, il giornalista e avventuriero Theodore Morde torna dalla giungla portando con sé centinaia di reperti e una storia misteriosa, ma si uccide senza rivelare il luogo esatto in cui si trova. Oltre settant’anni dopo, Douglas Preston si unisce a un team di scienziati per una ricerca senza precedenti. Nel 2012 sale per la prima volta su un piccolo aereo che trasporta il Lidar, una tecnologia segreta e avanzatissima in grado di mappare persino i terreni più ostili della foresta. In una piccola valle circondata da ripide montagne, le immagini mostrano non solo una città di grandi dimensioni totalmente sconosciuta, ma anche l’esistenza di una civiltà ignota. Per trovare conferma alle rilevazioni aeree, Preston e il team affrontano un viaggio durissimo e pericoloso nella foresta honduregna, combattendo contro piogge torrenziali, valanghe di fango, insetti, giaguari e serpenti velenosi. Tutto sembra finire bene, ma al ritorno l’autore e altri membri del gruppo scopriranno di essere stati contagiati da una malattia incurabile, e dagli effetti potenzialmente mortali…
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La città perduta dei Templari

Dopo aver ritrovato il leggendario medaglione di Montségur in un’antica cappella siriana, Finn McGuire deve fare i conti con una serie di omicidi. I mandanti appartengono a un gruppo di discendenti delle SS, conosciuti come I Sette, che non si fermeranno di fronte a nulla pur di entrare in possesso del prezioso ciondolo e del Santo Graal. Caedmon Aisquith, ex ufficiale del MI5, una sezione dei servizi segreti inglesi di controspionaggio, è uno studioso esperto di Cavalieri templari ed è certo che I Sette abbiano un unico desiderio: ottenere il Santo Graal per far resuscitare il Terzo Reich. Caedmon e Finn dovranno unire le proprie forze per giungere per primi nel luogo in cui si trova la pericolosissima reliquia e impedire così un ulteriore spargimento di sangue, una corsa che li porterà dal Louvre a una cittadella medievale nei Pirenei. La posta in gioco è alta perché in caso di fallimento le sorti dell’umanità saranno a rischio…

Le città nelle nuvole

Tornando a casa da un viaggio di lavoro, la dottoressa Leah Hamakawa trova ad attenderla un messaggio. Non un’email: una vera busta, ornata di diamanti artificiali, da parte di uno dei più potenti tycoon del sistema solare, Carlos Fernando Delacroix Ortega de la Jolla y Nordwald-Gruenbaum. È un invito a raggiungerla su Hypatia, “il gioiello delle nuvole”, una straordinaria città galleggiante nell’atmosfera del pianeta Venere.Per David Tinkerman, collega di Leah legato a lei più di quanto non ammetta con se stesso, è l’occasione per visitare un mondo dominato da temperature infernali e gas velenosi nel quale la specie umana ha saputo adattarsi in modi inaspettati e sorprendenti. Ma avrà ben poco tempo per fare il turista e studiare la fisica e l’antropologia di questo ambiente così particolare: coinvolto in un attentato, Tinkerman dovrà arrivare a conoscere a fondo anche la politica e i conflitti sociali di Venere, se non vorrà perdere per sempre Leah e la sua stessa vita.GEOFFREY A. LANDIS, nato a Detroit nel 1955, è sposato con la scrittrice Mary Turzillo e vive in Ohio. Landis è prima di tutto uno scienziato: lavora alla NASA, al John Glenn Research Center, e si occupa di esplorazione planetaria, propulsione interstellare ed energia solare e fotovoltaica. Ha brevettato ben otto progetti di cellule solari e ha fatto studi e tenuto conferenze sul viaggio interstellare e l’esplorazione della Luna e di Marte.Ha pubblicato il suo primo racconto nel 1984 ottenendo subito una nomination al Premio Hugo e al premio John Campbell come miglior autore esordiente. Negli anni, pur restando la scrittura un secondo lavoro, ha pubblicato oltre settanta racconti. Nel 1989 ha vinto il premio Nebula col racconto Ripples in the Dirac Sea, nel 1982 il premio Hugo con A Walk in the Sun e un altro Hugo nel 2003 con Falling onto Mars. Il presente romanzo, The Sultan of the Clouds, è stato finalista al premio Hugo e al premio Nebula e ha vinto il premio Theodore Sturgeon.

Le città nelle nuvole (Odissea. Fantascienza)

Tornando a casa da un viaggio di lavoro, la dottoressa Leah Hamakawa trova ad attenderla un messaggio. Non un’email: una vera busta, ornata di diamanti artificiali, da parte di uno dei più potenti tycoon del sistema solare, Carlos Fernando Delacroix Ortega de la Jolla y Nordwald-Gruenbaum. È un invito a raggiungerla su Hypatia, “il gioiello delle nuvole”, una straordinaria città galleggiante nell’atmosfera del pianeta Venere.
Per David Tinkerman, collega di Leah legato a lei più di quanto non ammetta con se stesso, è l’occasione per visitare un mondo dominato da temperature infernali e gas velenosi nel quale la specie umana ha saputo adattarsi in modi inaspettati e sorprendenti. Ma avrà ben poco tempo per fare il turista e studiare la fisica e l’antropologia di questo ambiente così particolare: coinvolto in un attentato, Tinkerman dovrà arrivare a conoscere a fondo anche la politica e i conflitti sociali di Venere, se non vorrà perdere per sempre Leah e la sua stessa vita.
GEOFFREY A. LANDIS, nato a Detroit nel 1955, è sposato con la scrittrice Mary Turzillo e vive in Ohio. Landis è prima di tutto uno scienziato: lavora alla NASA, al John Glenn Research Center, e si occupa di esplorazione planetaria, propulsione interstellare ed energia solare e fotovoltaica. Ha brevettato ben otto progetti di cellule solari e ha fatto studi e tenuto conferenze sul viaggio interstellare e l’esplorazione della Luna e di Marte.
Ha pubblicato il suo primo racconto nel 1984 ottenendo subito una nomination al Premio Hugo e al premio John Campbell come miglior autore esordiente. Negli anni, pur restando la scrittura un secondo lavoro, ha pubblicato oltre settanta racconti. Nel 1989 ha vinto il premio Nebula col racconto Ripples in the Dirac Sea, nel 1982 il premio Hugo con A Walk in the Sun e un altro Hugo nel 2003 con Falling onto Mars. Il presente romanzo, The Sultan of the Clouds, è stato finalista al premio Hugo e al premio Nebula e ha vinto il premio Theodore Sturgeon.
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### Sinossi
Tornando a casa da un viaggio di lavoro, la dottoressa Leah Hamakawa trova ad attenderla un messaggio. Non un’email: una vera busta, ornata di diamanti artificiali, da parte di uno dei più potenti tycoon del sistema solare, Carlos Fernando Delacroix Ortega de la Jolla y Nordwald-Gruenbaum. È un invito a raggiungerla su Hypatia, “il gioiello delle nuvole”, una straordinaria città galleggiante nell’atmosfera del pianeta Venere.
Per David Tinkerman, collega di Leah legato a lei più di quanto non ammetta con se stesso, è l’occasione per visitare un mondo dominato da temperature infernali e gas velenosi nel quale la specie umana ha saputo adattarsi in modi inaspettati e sorprendenti. Ma avrà ben poco tempo per fare il turista e studiare la fisica e l’antropologia di questo ambiente così particolare: coinvolto in un attentato, Tinkerman dovrà arrivare a conoscere a fondo anche la politica e i conflitti sociali di Venere, se non vorrà perdere per sempre Leah e la sua stessa vita.
GEOFFREY A. LANDIS, nato a Detroit nel 1955, è sposato con la scrittrice Mary Turzillo e vive in Ohio. Landis è prima di tutto uno scienziato: lavora alla NASA, al John Glenn Research Center, e si occupa di esplorazione planetaria, propulsione interstellare ed energia solare e fotovoltaica. Ha brevettato ben otto progetti di cellule solari e ha fatto studi e tenuto conferenze sul viaggio interstellare e l’esplorazione della Luna e di Marte.
Ha pubblicato il suo primo racconto nel 1984 ottenendo subito una nomination al Premio Hugo e al premio John Campbell come miglior autore esordiente. Negli anni, pur restando la scrittura un secondo lavoro, ha pubblicato oltre settanta racconti. Nel 1989 ha vinto il premio Nebula col racconto Ripples in the Dirac Sea, nel 1982 il premio Hugo con A Walk in the Sun e un altro Hugo nel 2003 con Falling onto Mars. Il presente romanzo, The Sultan of the Clouds, è stato finalista al premio Hugo e al premio Nebula e ha vinto il premio Theodore Sturgeon.

La città medievale

La storia della nascita della città medievale in Europa tracciata in maniera straordinaria da un insuperato maestro come Jacques Le Goff. Storia Pocket: un progetto che si articola con temi di storia antica, medievale, moderna e contemporanea dove si avverte la forte impronta dell’autore nell’organizzazione della materia trattata e nella speciale capacità di presentare al grande pubblico eventi, personaggi e problemi della storia dell’umanità.

Le città invisibili

“Che cos’è oggi la città per noi? Penso d’aver scritto qualcosa come un ultimo poema d’amore alle città, nel momento in cui diventa sempre più difficile viverle come città.” (Da una conferenza di Calvino tenuta a New York nel 1983) Città reali scomposte e trasformate in chiave onirica, e città diaboliche e surreali che diventano archetipi moderni di un testo narrativo altamente poetico.

Città in fiamme

New York, 1977. Il Bronx è in fiamme e Central Park è il terreno di caccia di rapinatori ed eroinomani, il punk sta nascendo e l’Aids è alle porte, gli artisti ancora affittano le soffitte a Manhattan. La notte di Capodanno corre sul filo del rasoio. È quasi mezzanotte quando si alza una tempesta di neve e, nel frastuono dei fuochi d’artificio, uno scoppio attraversa Central Park. Uno sparo. Il momento esatto in cui scocca la mezzanotte. Gli eventi intrecciano i destini di un insolito gruppo di newyorkesi: Regan e William Hamilton-Sweeney, i riluttanti eredi di una delle più straordinarie fortune di New York; Keith e Mercer, gli uomini che, nel bene e nel male, li amano; Charlie e Samantha, due ragazzini di Long Island attratti a Manhattan dall’incandescente scena punk. Il momento esatto in cui la pillola fa effetto. I nuovi arrivati incantati dalla città e quelli che della città sono così stufi che la darebbero alle fiamme: tutti in qualche modo parte dell’ossessione di un reporter e di un detective che cercano di capire cosa c’entra ciascuno di loro con lo sparo in Central Park. Il momento esatto in cui va via la luce. Che lo sappiano o meno, sono tutti legati dalla stessa storia – una storia su quanto le persone più vicine a noi sono a volte le più difficili da conoscere, una storia dove amore e arte, crimine e tradimento, Storia e rivoluzione sono racchiusi in un unico ordigno, pronto a esplodere. New York, 1977. Il momento esatto in cui esplode.
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### Sinossi
New York, 1977. Il Bronx è in fiamme e Central Park è il terreno di caccia di rapinatori ed eroinomani, il punk sta nascendo e l’Aids è alle porte, gli artisti ancora affittano le soffitte a Manhattan. La notte di Capodanno corre sul filo del rasoio. È quasi mezzanotte quando si alza una tempesta di neve e, nel frastuono dei fuochi d’artificio, uno scoppio attraversa Central Park. Uno sparo. Il momento esatto in cui scocca la mezzanotte. Gli eventi intrecciano i destini di un insolito gruppo di newyorkesi: Regan e William Hamilton-Sweeney, i riluttanti eredi di una delle più straordinarie fortune di New York; Keith e Mercer, gli uomini che, nel bene e nel male, li amano; Charlie e Samantha, due ragazzini di Long Island attratti a Manhattan dall’incandescente scena punk. Il momento esatto in cui la pillola fa effetto. I nuovi arrivati incantati dalla città e quelli che della città sono così stufi che la darebbero alle fiamme: tutti in qualche modo parte dell’ossessione di un reporter e di un detective che cercano di capire cosa c’entra ciascuno di loro con lo sparo in Central Park. Il momento esatto in cui va via la luce. Che lo sappiano o meno, sono tutti legati dalla stessa storia – una storia su quanto le persone più vicine a noi sono a volte le più difficili da conoscere, una storia dove amore e arte, crimine e tradimento, Storia e rivoluzione sono racchiusi in un unico ordigno, pronto a esplodere. New York, 1977. Il momento esatto in cui esplode.