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Paesi tuoi

“Paesi tuoi” segnò l’avvio dell’opera narrativa di Pavese; pubblicato nel 1941, fu una delle prime prove di quel neorealismo di cui tanto si parlerà in seguito. Fece subito rumore, suscitò entusiasmi, scandali, discussioni, stroncature; ma soprattutto rivelò un solido nuovo scrittore. “Il racconto di Pavese è così intimamente mosso e commosso, scrisse allora Pietro Pancrazi che, nel complesso, vince anche la difficoltà dell’arte poetica che si è imposto. Si sente che i personaggi e i paesi del suo dramma gli hanno parlato nel sangue prima ancora che nell’arte. C’è in “Paesi tuoi” un’esigenza umana, e un movimento, un piglio di scrittore serio, che non ingannano.”
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Il paese delle nevi

Il «paese delle nevi» è il paradiso terrestre sulla costa occidentale della maggiore isola del Giappone, dove la neve è alta quindici piedi e, in un suggestivo luogo di villeggiatura, si trova una rilassante stazione termale. In questa scena si dipana la storia di Shimamura, ricco e raffinato esteta, e di Komako, geisha delle terme. Komako fa parte di una categoria di geishe assai diversa da quella che abita in città: le cortigiane del paese delle nevi non potranno mai diventare famose musiciste o danzatrici, penetrare tra le quinte della politica o degli affari: il loro destino è quello di maturare tra gli incanti e la corruzione del «paradiso», perpetuamente dedite ai signori che, secondo la tradizione, salgono alle terme per trovarvi il riposo perfetto. L’incontro di Shimamura e Komako è dunque un incontro d’amore, ma da esso non nascerà che un gioco di trasporti continuamente rattenuti, rinfocolati, destinati a svanire, in un paesaggio di sogno, dove le chiacchiere discrete degli alberghi e la ricerca della bellezza costituiscono un ricamo ripetuto, sempre fascinosamente elusivo. Capolavoro di inesprimibili e struggenti stati d’animo, Il paese delle nevi può essere considerato un piccolo poema in prosa, dove amore e morte si intrecciano in un’atmosfera di diffusa malinconia e di incombente tragedia.

Il paese dell’alcol

L’ispettore Ding Gou’er è sulle tracce di un orrendo traffico che consente ad alcuni selezionati ristoranti di offrire ai propri clienti un cibo prelibatissimo: la carne di neonato. Inviato a Jiuguo per verificare la fondatezza delle anonime accuse ricevute in Procura, Ding è costretto a continue libagioni nei banchetti ufficiali a cui è invitato dalle autorità locali, e, obnubilato dai fumi dell’alcol, non riesce mai a capire se quanto gli viene imbandito è veramente carne umana o una presentazione ad effetto frutto della manipolazione di altri ingredienti: le braccine che gli vengono offerte come leccornia si rivelano gambi di fiori di loto abilmente modellati dal coltello del cuoco. Nelle indagini trova antagonisti e compagni, non sempre fidati, e incontra una serie di incredibili personaggi, dalla seducente autista di camion al diabolico nano imprenditore, dal boss locale alla responsabile dell’Accademia di cucina che insegna a cucinare gli ornitorinchi, dal guardiano del Cimitero dei martiri rivoluzionari al venditore ambulante di ravioli, una fantasmagoria di personaggi che spesso sfumano nel fantastico e nel demoniaco. Nei dieci capitoli dedicati all’inchiesta, sono incastonati uno scambio epistolare tra l’autore e un aspirante giovane scrittore esperto di distillazione di alcolici, e un suo racconto breve con personaggi e vicende che rimandano o echeggiano la narrazione cornice: si viene cosí a creare un gioco di specchi tra realtà e finzione in cui Mo Yan finisce per ritrovarsi personaggio nel capitolo conclusivo che non offre né una soluzione dell’enigma né una catarsi, perché i protagonisti e i loro alter ego restano invischiati e presi in trappola, inseguendo le proprie ambizioni e i propri fantasmi e lasciandosi catturare dai meccanismi perversi del potere. Il Paese dell’alcol è forse il romanzo in cui Mo Yan dà la miglior prova di quel «realismo allucinato» che gli ha meritato il Premio Nobel. È un’invettiva contro la corruzione che pervade la società, coltivata dai funzionari al potere ma divenuta una necessità di sopravvivenza per ciascuno, in una Cina che vive uno sviluppo tumultuoso a caccia del successo e del guadagno ad ogni costo.

Il paese dei coppoloni

“Da dove venite? A chi appartenete? Cosa andate cercando?” Così si chiede al viandante-narratore nelle terre dei padri. Il viandante procede con il passo dell’iniziato, lo sguardo affilato, la memoria popolata di storie. E le storie gli vengono incontro nelle vesti di figure, ciascuna portatrice di destino, che hanno il compito di ispirati accompagnatori. Luoghi e personaggi suonano, con i loro “stortinomi”, immobili e mitici, immersi in un paesaggio umano e geografico che mescola il noto e l’ignoto. Scatozza “domatore di camion”, Mandarino “pascitore di uomini”, la Totara, Cazzariegghio, Pacchi Pacchi, Capodiuccello, Camoia, la Marescialla: ciascuno ragguaglia il viandante, ciascuno lo mette in guardia, ciascuno sembra custode di una verità, che tanto più ci riguarda, quanto più è fuori dalla Storia. Il viandante deve rispondere, con il lettore, a un patrimonio di saggezza che sembra aver abbandonato tutti quanti si muovono per sentieri e strade, sotto la luna, nella luce del meriggio, accompagnati dall’abbaiare dei cani. Sulla scorta di Carlo Levi ed Ernesto De Martino, Vinicio Capossela scrive, con Il paese dei coppoloni, un’opera in cui la realtà è visibile solo dietro il velo deformante di un senso grandioso, epico dell’umana esistenza, di un passato che torna a popolare di misteri e splendori l’opacità del nostro caos.

Paesaggi contaminati

Le vittime del XX secolo non sono solo quelle ricordate dai monumenti commemorativi. Cosa resta delle migliaia di vittime senza nome, quelle sepolte segretamente, siano essi ebrei, rom, anticomunisti o partigiani? Come possiamo ricordarle? Come è possibile vivere in un’Europa dove i paesaggi sono contaminati e avvelenati da innumerevoli massacri messi a tacere: da Rechnitz nel Burgenland a Kocevski rog in Slovenia e Kurapaty vicino a Minsk? In questo libro Martin Pollack ci restituisce una mappa nuova e più veritiera del nostro continente. Nomi e luoghi che svelano segreti inconfessabili e allo stesso tempo contribuiscono alla costruzione di una memoria condivisa. Reportage, narrazione in prima persona, libro di viaggio e ancora saggio e riflessione sull’Europa del Novecento, sulla memoria, il paesaggio, la distruzione e la rinascita.
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I padroni dei draghi

Il ricordo delle origini non era morto in tutti. Alcuni lo avevano custodito e da esso avevano tratto la forza che li aveva temprati contro le avversità…

Padrone e cane e altri racconti

Tra le opere minori di Thomas Mann, ha un posto a sé il romanzo breve “Padrone e cane”, un’operetta unica per leggerezza di disegno, in cui l’acuta intelligenza dello scrittore si rivolge a illuminare il piccolo mondo e i segreti tormenti di un cane, Bauschan. Raccolto per compassione dallo scrittore quando era un cuccioletto macilento e avvilito, Bauschan sviluppa un attaccamento tenace ed esclusivo per il padrone dal quale rifiuta di allontanarsi anche per un momento. “Padrone e cane” è la storia dell’amicizia tra questi due esseri diversi e così lontani, un’amicizia messa in pericolo dalle contrastanti abitudini di vita e continuamente cementata dalle gioie comuni, strappate alle insidie del “mondo”. Oltre a “Padrone e cane”, questo volume contiene una serie di racconti giovanili (“Delusione”, “II piccolo signor Friedemann”, “Il pagliaccio”, “Tobia Mindernickel”, “L’armadio”, “Luisella”, “La strada del cimitero”, “Gladius Dei”, “Gli affamati”, “Il bimbo prodigio”, “Un po’ di felicità”, “In casa del Profeta”, “Un’ora difficile”) ma importanti per chi voglia conseguire una visione completa e obiettiva del Mann narratore e della sua evoluzione artistica. Introduzione di Roberto Fertonani.
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Padrone della vita, padrone della morte

Quante volte il tema della sovrappopolazione si è affacciato alla ribalta della fantascienza? Tante quanti sono gli uomini affamati che si aggireranno sulla crosta di questo mondo impoverito nel prossimo futuro, diranno in coro i nostri lettori. Ma poche volte la soluzione del problema è stata affrontata con il vigore e la forza d’urto di questo tipico romanzo di Silverberg, un libro che si legge d’un fiato e che appartiene all’epoca della sua produzione avventurosa e utopica. La lotta del suo protagonista e forse una delle più drammatiche, autentiche, terribili battaglie che la fantascienza americana abbia raccontato nell’era moderna.
Copertina di Oscar Chichoni

Il padrino

UN SUCCESSO SENZA PRECEDENTI CHE CONTINUA A RAPPRESENTARE IL QUADRO PIÙ AUTENTICO E CLASSICO DELLA MAFIA ITALO-AMERICANA.Il libro che ha ispirato il capolavoro di Francis Ford Coppola.Protagonista del «Padrino» è Don Vito Corleone, capo delle cinque famiglie che esercitano il loro potere nel mondo della mafia newyorchese. Il Padrino è uomo d’onore con un preciso codice morale, generoso con gli amici quanto implacabile con i nemici. Dalla casa di Long Island, circondato da una famiglia patriarcale, comanda il vasto impero sotterraneo della malavita americana: gioco, corse di cavalli, prostituzione, neppure il mondo di Hollywood sfugge alla sua influenza. Don Vito è un uomo ragionevole, ma per chi rifiuta di ragionare a modo suo, la punizione è rapida e crudele, di una crudeltà raffinata che se non toglie all’avversario la vita lo priva della volontà di reagire. «Il Padrino» è un romanzo ricco di tensione e di colpi di scena, ma anche un documento, tuttora incredibilmente autentico, di una società violenta che non esita di fronte al ricatto, all’omicidio e alla tortura per imporre le proprie leggi. I legami della «famiglia», i rituali del «rispetto», gli intrecci tra potere politico e malavita, gli spietati regolamenti di conti, la vita quotidiana dei boss e dei loro sicari, il ruolo dei consiglieri, la capillare organizzazione degli affari illeciti, gli amori, i matrimoni, i funerali, i tradimenti e le vendette: Mario Puzo ha messo vita e verità in ogni più piccolo particolare realizzando un affresco narrativo di grande impatto, un romanzo che è da tempo divenuto un classico.

Ovunque con te

Nessuno vuole che stiano insieme, ma a volte la persona giusta è quella che meno ti aspetti e la strada che più temi è spesso quella che ti porterà a casa. Emily ha diciassette anni ed è felice della propria vita così com’è: genitori amorevoli, buoni amici e un’ottima scuola, in un quartiere tranquillo. Certo, non può negare di essere curiosa riguardo al suo padre biologico, quello che ha preferito unirsi a un club di motociclisti – il Regno del Terrore – piuttosto che essere genitore; questo non significa, però, che lei vorrebbe far parte di quel mondo. Quando però una timida visita si trasforma in una lunga vacanza estiva tra parenti che non sapeva di avere, una cosa le è chiara: niente è come sembra. Il club, suo padre, e nemmeno Oz, un ragazzo che ti ipnotizza con i suoi occhi blu e che può aiutarla a capire quella vita. Oz desidera una cosa sola: unirsi al Regno del Terrore. Loro sono quelli buoni. Proteggono la gente. Loro sono… una famiglia. Mentre Emily è in città, Oz glielo dimostrerà. Così, quando il padre di lei gli chiede di tenerla al sicuro da una banda rivale con un conto da regolare, per Oz è un sogno che diventa realtà. quello che non sa è che Emily potrebbe infrangerlo, quel sogno. Contenuto extra: include il primo capitolo de Per sempre con te, il secondo romanzo della serie THUNDER ROAD. “Una fuga romantica ed emozionante… i lettori lo adoreranno.” Library School Journal “Una storia d’amore che si accende a ogni sguardo. Meravigliosa.” Publishers Weekly “Segreti, emozioni, protagonisti indimenticabili… questa è la serie Thunder Road.” RT Book Reviews

(source: Bol.com)

L’ottavo nodo

“Quando mi guardo allo specchio, io vedo un albero.”
Walter è ricco, gay e conduce una vita dissoluta. Walter è un serial killer che attira ragazzi ingenui nella sua casa e poi li uccide. Luca è uno studente. Giovane, bello e innamorato. Luca è la prima vittima di Walter. Si è recato all’appuntamento, è entrato nella sua casa, è stato seviziato e ucciso. Tutto ciò è accaduto nel settimo nodo. Ma c’è un’altra vita, un altro tempo, un altro nodo. L’ottavo nodo. Nell’ottavo nodo tutto ciò non è successo. Luca non è mai andato a quell’appuntamento. È ancora vivo e Walter non è diventato un assassino. Non ancora, almeno. Qualcuno vuole che accada. È disposto a compiere qualsiasi azione, anche le più orribili, pur di farlo accadere. Vuole costringere Walter a uccidere Luca. In questo gioco perverso i ruoli possono cambiare, anche la vittima può diventare un carnefice, nessuno è innocente. Un thriller mozzafiato, senza un attimo di tregua, che saprà sorprendervi. Un’insolita storia d’amore al di là del tempo e dello spazio.
Romanzo di 43.000 parole. Bonus aggiuntivo il Portfolio dell’autore.
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### Sinossi
“Quando mi guardo allo specchio, io vedo un albero.”
Walter è ricco, gay e conduce una vita dissoluta. Walter è un serial killer che attira ragazzi ingenui nella sua casa e poi li uccide. Luca è uno studente. Giovane, bello e innamorato. Luca è la prima vittima di Walter. Si è recato all’appuntamento, è entrato nella sua casa, è stato seviziato e ucciso. Tutto ciò è accaduto nel settimo nodo. Ma c’è un’altra vita, un altro tempo, un altro nodo. L’ottavo nodo. Nell’ottavo nodo tutto ciò non è successo. Luca non è mai andato a quell’appuntamento. È ancora vivo e Walter non è diventato un assassino. Non ancora, almeno. Qualcuno vuole che accada. È disposto a compiere qualsiasi azione, anche le più orribili, pur di farlo accadere. Vuole costringere Walter a uccidere Luca. In questo gioco perverso i ruoli possono cambiare, anche la vittima può diventare un carnefice, nessuno è innocente. Un thriller mozzafiato, senza un attimo di tregua, che saprà sorprendervi. Un’insolita storia d’amore al di là del tempo e dello spazio.
Romanzo di 43.000 parole. Bonus aggiuntivo il Portfolio dell’autore.

Otherside. Il coraggio degli outsider (Different Worlds, #2.5)

Il passato è un macigno che grava da sempre sulle spalle degli esseri umani. Macchia il cuore e ne corrompe l’anima. Influenza il presente e rende il futuro una tremenda oasi incerta. È così per Brian Laurence, che deve fare i conti con un senso di colpa che lo dilania, oscurando tutto quello che la vita potrebbe offrirgli. Esattamente come Scarlett. Cresciuta nell’influente famiglia Draft, ha sempre vissuto nel lusso, consumandosi nel desiderio di ricevere affetto. Un sogno utopico che ha rinchiuso il suo cuore caldo in una corazza di ghiaccio gelido. David Thomson e Julian Leroy si conoscono sin dall’infanzia, e sanno che possono contare soltanto su loro stessi. Il mondo non accetta quello che non comprende, e la giovane età rischia di portare più danni che benefici. La morte prematura dei genitori, getta Michael Hunter in un labirinto tenebroso e senza fine. Un castigo capace di destabilizzare chiunque, nascondendo alla vista e al cuore qualsiasi altra cosa.
In attesa di «Lastworld», il capitolo conclusivo della serie «The Different Worlds», un intermezzo prequel che scava nelle tormentate nebbie del dolore, permettendo ai lettori di conoscere più da vicino i tormenti che hanno plasmato i personaggi outsider della trilogia.
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### Sinossi
Il passato è un macigno che grava da sempre sulle spalle degli esseri umani. Macchia il cuore e ne corrompe l’anima. Influenza il presente e rende il futuro una tremenda oasi incerta. È così per Brian Laurence, che deve fare i conti con un senso di colpa che lo dilania, oscurando tutto quello che la vita potrebbe offrirgli. Esattamente come Scarlett. Cresciuta nell’influente famiglia Draft, ha sempre vissuto nel lusso, consumandosi nel desiderio di ricevere affetto. Un sogno utopico che ha rinchiuso il suo cuore caldo in una corazza di ghiaccio gelido. David Thomson e Julian Leroy si conoscono sin dall’infanzia, e sanno che possono contare soltanto su loro stessi. Il mondo non accetta quello che non comprende, e la giovane età rischia di portare più danni che benefici. La morte prematura dei genitori, getta Michael Hunter in un labirinto tenebroso e senza fine. Un castigo capace di destabilizzare chiunque, nascondendo alla vista e al cuore qualsiasi altra cosa.
In attesa di «Lastworld», il capitolo conclusivo della serie «The Different Worlds», un intermezzo prequel che scava nelle tormentate nebbie del dolore, permettendo ai lettori di conoscere più da vicino i tormenti che hanno plasmato i personaggi outsider della trilogia.

L’ostaggio

Per tre ragazzi doveva essere soltanto una facile rapina, ma uno di loro perde la testa e uccide il proprietario della pompa di benzina. Inizia così una fuga impazzita, che si conclude in un’anonima villa della sterminata periferia di Los Angeles. Una casa nella quale abita Walter Smith, il contabile della più importante cosca mafiosa della costa occidentale. Nel giro di poche ore l’edificio viene circondato da una sofisticata task force di negoziatori di ostaggi, comandata da Jeff Talley. I poliziotti non sono soli: invisibili arrivano anche gli uomini della mafia, onnipresenti e determinati a tutto pur di non far cadere i preziosi archivi di Smith nelle mani sbagliate. E il compito di Talley, già delicato, diventa quasi impossibile quando la mafia riesce a identificarlo e a ricattarlo. Un romanzo ad altissima tensione, uno dei libri di azione più intensi dell’ultimo decennio dal maestro del thriller Robert Crais.

Ossessione color cremisi

Londra, 1888 – Nessuna donna può dirsi al sicuro, mentre le gelide nebbie invadono le strade della metropoli sulle riva del Tamigi. Né le più sfortunate, nei vicoli di Whitechapel, dove la minaccia di Jack lo Squartatore si annida nell’ombra. Né le dame dell’alta società vittoriana, schiave di rigide convenzioni e riti soffocanti, sottomesse a padri e mariti. Olivia Lancaster non fa eccezione. Figlia di un nobile molto in vista, viene promessa in sposa al più viscido e rivoltante degli uomini, nonostante lei si opponga con tutte le sue forze. D’altra parte Olivia è una ribelle per natura. Erborista e filantropa, non si considera affatto inferiore in quanto donna ed è disposta a rischiare di persona pur di ottenere ciò che vuole. Anche l’uomo che desidera. Ethan Rowland, Conte di Stafford è stato il suo sogno proibito fin da quando era una fanciulla ed ora è pronta persino a incastrarlo con una scena di seduzione per compromettersi con lui e indurlo alle nozze riparatrici. Ma se Ethan si trova d’accordo nel godere delle grazie peccaminose di Olivia, di certo non è uomo che ami essere manovrato. Nemmeno dalla più sensuale e scandalosa lady di tutta l’Inghilterra.
(source: Bol.com)

Osservazioni sui colori

Attraverso queste *Osservazioni sui colori* il filosofo viennese costruisce una vera e propria grammatica del vedere. D’altra parte il tema del colore è una costante nella riflessione di Wittgenstein: riferimenti, riflessioni ed esemplificazioni sul tema ricorrono infatti diffusamente nei suoi scritti e già nel *Tractatus logico-phitosophicus*. Considerando la varietà di questi riferimenti, si può cosí dire che ciò costituisce una sorta di laboratorio intellettuale nel quale vengono analizzati i rapporti tra logica ed esperienza.

L’osservatore

“Nella sua saletta di proiezione, Ludovic prese dalla scatola l’ultima bobina. Non aveva etichette. Ma lui era un collezionista e, come tutti i collezionisti, da sempre sognava d’imbattersi nel capolavoro perduto di qualche grande regista. Era già successo ad altri, poteva succedere anche a lui, no? Sulla pellicola, c’era una scritta: 50 FOTOGRAMMI AL SECONDO. Strano, pensò. La velocità normale è di 24 fotogrammi al secondo… Montò la pellicola nel proiettore e lo fece partire. Sullo schermo bianco apparve una macchia nerastra. Poi, in alto a destra, prese forma un cerchio bianco. Forse è un difetto della pellicola, si disse Ludovic. Il film cominciò. Dopo qualche istante, Ludovic si alzò, fece qualche passo, poi inciampò e cadde pesantemente a terra. Non ci vedeva più. Era diventato cieco.” In cerca d’aiuto, Ludovic compone un numero a caso sul cellulare. A rispondere è una sua vecchia amica, Lucie Hennebelle, che si precipita da lui per accompagnarlo in ospedale. Ma Lucie è anche una poliziotta e, per far luce sull’accaduto, mostra il fi lm “maledetto” al dottor Tournelle, uno psicanalista, scoprendo che è pieno di violentissime immagini subliminali. Poco dopo, però, Tournelle viene ucciso: l’assassino gli ha tagliato le mani, cavato gli occhi e messo in bocca il biglietto da visita di Lucie… Nel frattempo, nel nord della Francia, l’ispettore Sharko è alle prese con una serie di orribili delitti: in un cantiere, sono stati ritrovati ben cinque cadaveri, con le mani tagliate e senza occhi. Un modus operandi che, secondo l’Interpol, è identico a quello di alcuni omicidi avvenuti al Cairo sedici anni prima. Ma è anche identico a quello del caso di cui si sta occupando Lucie….