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La vita che volevo

“Era questa la vita che volevi?” Alzi la mano chi può rispondere di sì. Chi non ha mai rimpianto un’occasione mancata o una decisione che non ha preso. E non ha mai fantasticato un’altra vita; la vita che, forse, voleva davvero. È quel che succede ai personaggi di questo libro lieve e imprevedibile: Laura che credeva di aver fatto pace con gli uomini e non sa che la guerra è appena cominciata; Maddalena che ha sbagliato incrocio e ha perso la sua unica chance; Lorenzo che, grazie a uno sguardo, finalmente apre gli occhi; Patrizia e Carla, casalinga l’una, donna in carriera l’altra, che fanno i conti con la stessa “assenza di fondo”, mentre i mariti giocano a un tavolo di poker il loro “ultimo giro”. Uomini e donne che si guardano indietro, o allo specchio, e scoprono, con sorpresa, curiosità o spavento, che come dice Lorenzo: “lo di vite ne avrei potute fare almeno cinque o sei”. Perché le vie del destino sono infinite, e se è vero che Dio ha inserito nelle nostre esistenze la variabile “caso” per movimentare un po’ la situazione, è anche vero che a volte del caso nemmeno ci accorgiamo, perché fa capolino nelle cose più piccole: una sveglia che non suona, un numero di telefono sbagliato, un caffè preso in un bar diverso dal solito. Ma non c’è motivo di disperare: forse, sembra suggerire Licalzi con il tono scanzonato di sempre, tutte le vite che avremmo voluto le stiamo vivendo, proprio ora, in altri universi, in cui altri noi sono alle prese con altre storie.
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La vita che non vedi

Mahsa, pakistana, ha tredici anni quando, da un momento all’altro, si ritrova orfana di entrambi i genitori, uccisi a sangue freddo da parenti vendicativi. Accolta in casa da rigidi zii tradizionalisti, tiene vivo il ricordo della sua infanzia con vecchi filmini in 8 mm e con la musica che il padre, ingegnere idraulico americano, suonava per lei e la madre al pianoforte. Appena le comunicano che dovrà frequentare il college a Montreal, fa resistenza: non vuole lasciare Kamal, il ragazzo di cui è innamorata. Ma le basta poco per rendersi conto che è la sua unica possibilità di sfuggire a un ambiente soffocante che relega le donne nel ruolo di docili comparse. Katherine, canadese, a sedici anni comincia a farsi la permanente, ma di natura ha i capelli dritti come spaghetti: sono un’eredità del padre, cinese, che in pratica non ha mai conosciuto. E, per via di uno stato moralista e punitivo, ha rischiato di non conoscere nemmeno la madre, a cui è stata strappata quando aveva solo tre mesi, nel 1940, perché frutto di un amore giudicato scandaloso e colpevole, per poi esserle restituita solo a prezzo di lotte e sacrifici. È nel caffè dell’hotel dove la madre lavora come cameriera che Katherine fa il suo incontro con la musica jazz e impara a suonare esercitandosi per ore su un vecchio pianoforte nel seminterrato. Il destino porterà Mahsa e Katherine a incontrarsi in un locale di New York. Improvvisando fianco a fianco al pianoforte e poi finendo a chiacchierare davanti a una tazza di caffè, tutte e due capiranno subito di aver trovato un’amica.
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Vita brevis. La lettera d’amore di Floria Emilia a Sant’Agostino

Un inno alla vita e all’amore terreno; ma anche un canto di dolore e di disperazione. È questo il senso della lunga lettera indirizzata ad Aurelio Agostino, il grande Padre della Chiesa, vissuto nel IV sec. d.C, da Floria Emilia, sua ex amante e madre del suo unico figlio. Una lettera mai venuta alla luce, fino al 1995, quando Jostein Gaarder, spulciando tra gli scaffali di una vecchia libreria antiquaria di Buenos Aires, non s’imbatte nel prezioso codice. Un ritrovamento importante, poiché attraverso le struggenti parole di Floria prende forma una figura appena accennata nelle celebri Confessioni ed emergono i tratti di quell’unione felice. Dalla voce di Floria scaturisce, così, un racconto accorato e commovente, ironico fino al sarcasmo ma vibrante ancora di tenerezza e desiderio, in cui una donna, ferita nel proprio orgoglio, ma non rassegnata, si ribella alla perdita del proprio uomo, ponendo a lui, a se stessa e a noi le eterne domande sul divino, la natura umana e il significato dell’amore.
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La vita autentica

In una celebre pagina di Shakespeare, Antonio, di fronte al cadavere di Bruto suicidatosi poco prima, esclama: ”Questo era un uomo!”. Ma che cosa fa di qualcuno ”un uomo”, qual è la caratteristica che, persino di fronte a un nemico mortale, ci fa sentire in presenza di un ”vero uomo”? Per Vito Mancuso, tutto dipende dalla libertà. La vera libertà però è interiore, perché ciò che impedisce alla nostra vita di essere autentica sono le menzogne che diciamo a noi stessi, all’origine di quelle che diciamo agli altri. È la libertà da se stessi a rèndere la vita davvero libera e dunque autentica. Ma come si diventa liberi da se stessi? E vale la pena perseguire una vita autentica in un mondo basato sulla finzione? Rispondendo a tali interrogativi, questo saggio sulla libertà sorprenderà anche per la passione e la chiarezza con cui è scritto.

(source: Bol.com)

Vita activa: La condizione umana (Tascabili. Saggi)

Nelle condizioni di benessere economico e pace civile che ne è della libertà politica? Qual è lo spazio consentito a un agire politico che non sia solo angusta difesa degli interessi materiali o rituale comportamento elettorale? Domande fondamentali che l’autrice ha posto in questo libro divenuto ormai un classico della filosofia del pensiero politico.
Spregiudicata analisi della società di massa, accorata denuncia della condizione dell’uomo contemporaneo condannato a una sostanziale solitudine.
La Arendt anticipa la critica ecologica e denuncia un grave pericolo: l’“espropiazione del mondo” da parte dell’uomo moderno, prima corrode lo spazio politico e poi minaccia il cosmo naturale.
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### Sinossi
Nelle condizioni di benessere economico e pace civile che ne è della libertà politica? Qual è lo spazio consentito a un agire politico che non sia solo angusta difesa degli interessi materiali o rituale comportamento elettorale? Domande fondamentali che l’autrice ha posto in questo libro divenuto ormai un classico della filosofia del pensiero politico.
Spregiudicata analisi della società di massa, accorata denuncia della condizione dell’uomo contemporaneo condannato a una sostanziale solitudine.
La Arendt anticipa la critica ecologica e denuncia un grave pericolo: l’“espropiazione del mondo” da parte dell’uomo moderno, prima corrode lo spazio politico e poi minaccia il cosmo naturale.

Il Visitatore

Lui era «IL VISITATORE» in un mondo dove una sensazionale scoperta scientifica permetteva il trasporto istantaneo, attraverso porte che conducevano in tutto il mondo. Lui era «IL VISITATORE» un tempo dove il viaggio non autorizzato aveva causato la morte di moltitudini e reso i superstiti dei pazzi paranoici. Lui era «IL VISITATORE» in un mondo dove disturbare l’intimità degli altri era il delitto più grave e dove l’insano desiderio di viaggiare e conoscere era una pericolosa avventura che portava alla distruzione.

La visita della vecchia signora

Con “La visita della vecchia signora”, “commedia tragica” scritta nel 1955, lo svizzero Durrenmatt conquistò i palcoscenici di mezzo mondo e diede vita a una delle sue più singolari figure femminili, Claire Zachanassian, donna dal fascino perverso e malvagio. Essa non impersona – come ricorda l’autore – “né la giustizia né il piano Marshall e tantomeno l’apocalisse”; è semplicemente la donna più ricca del mondo e “grazie al denaro può agire come un’eroina della tragedia greca, assoluta, crudele”. Dietro la multimilionaria, che ha fatto fortuna con numerosi matrimoni, si celava un tempo la povera fanciulla Klari Wascher sedotta e abbandonata da Alfred Ill. Questa favola grottesca prende avvio dal ritorno della vecchia Claire al luogo natio, la cittadina di Gullen, un agglomerato svizzero di inettitudini e frustrazioni piccolo-borghesi. Accompagnata dal settimo marito, da due eunuchi oltreché da una temibile pantera, Claire è ossessionata da un unico pensiero: vendicarsi di Ill. Ma il compito spetta ai suoi concittadini, a cui ha promesso una ricompensa favolosa. Anche il paese più quieto e onesto non sa sottrarsi all’insidia del denaro, anche le coscienze più probe si induriscono nell’egoismo sino ad accettare l’assassinio. Commedia dell’inautentico, questa piéce indaga, con straniante gusto per il paradosso e la provocazione, sulla corruttibilità dell’uomo, la manipolazione del consenso e il rapporto fra morale e violenza.

Visioni dal futuro

Nove racconti di uno scrittore anomalo, nove storie sbalorditive che guidano il lettore fra le meraviglie dell’immaginario fantascientifico, nove viaggi che turbano, che divertono, che rivelano le innumerevoli sfaccettature di un autore fra i più schivi e i meno prolifici, ma che ha saputo dare alla sf quei personaggi che fino ad allora, ovvero nei primi anni Cinquanta, le erano venuti a mancare. Le nove storie qui raccolte rappresentano la summa del pensiero di Miller, e una ricca miniera d’idee e di proposte alla quale si approvvigioneranno, negli anni successivi, decine di autori.
INDICE

PICCOLO FARABUTTO!
You Triflin’ Skunk! (1954) |
DESIDERIO
The Will (1953) |
C’E’ QUALCUN ALTRO COME ME?
Anybody Else Like Me? (1952) |
CRUCIFIXUS ETIAM
Crucifixus Etiam (1953) |
IO, SOGNATORE
I, Dreamer (1953) |
SERVITORE SCIOCCO
Dumb Waiter (1952) |
BANCA DEL SANGUE
Blood Bank (1952) |
IL GRANDE JOE E L’ENNESIMA GENERAZIONE
Big Joe and Nth Generation (1952) |
LA GRANDE BRAMA
The Big Hunger (1952)

La visione del cieco

Tornano i personaggi di “Tre uomini paradossali” e “Scirocco” in un romanzo che mette in scena la civiltà della televisione trash e del sensazionalismo, della retorica culturale e dei salotti letterari: razzista, ipocrita, senza scrupoli, soggiogata a denaro e potere. Un delitto orrendo si consuma in un piccolo borgo di montagna, un luogo qualunque dell’Italia di oggi. Un luogo amorale, corrotto, pervertito dalla ricchezza: un micro-mondo nel quale sembra riflettersi l’intero Paese. Il parroco attribuisce la colpa dell’assassinio al diavolo, che si annida nelle condotte di tutti gli abitanti del borgo. Sul muro della chiesa una terribile accusa. E una serie di minacciose lettere anonime sono spedite alle persone più influenti. Andrea Vannini, in montagna per curare la sua asma, forse il minore tra i mali che il G8 di Genova gli ha lasciato, si troverà a scoprire gli scheletri negli armadi di tutto il borgo, tra cocaina, Epo, eventi culturali che si trasformano in scambi sessuali, segreti sussurrati e losche complicità. A partire dall’infanticidio di una bambina spaccata in due con una accetta, si intuisce una catena delittuosa senza fine, che porta davvero lontano. De Michele ricalca linguaggi e gesti di tipi e situazioni sociali, con una mimesi tanto precisa da demistificarli. E E il ritratto dell’Italia che si compone, cupo e dolente, risulta alla fine illuminato da una nerissima, comica, stralunata luce.

Il visionario

Romanzo iniziato nel 1786 e ambientato nella Venezia di Cagliostro, “Il visionario” racconta la storia di un inquietante intrigo predisposto ai danni del Principe di ***, erede al trono di Curlandia. Questi, protestante, viene avviato da loschi figuri, appartenenti a una società segreta, verso una condotta dissoluta e corrotta e, persa la fede nel sovrannaturale, viene salvato solo a patto della sua conversione al cattolicesimo. Tra i misteriosi personaggi che si muovono attorno a lui, l’Armeno e il Siciliano, il dandy Marchese di Civitella, l’enigmatico Biondello e la passionale dama Greca. Definito dal suo stesso autore un “contributo alla storia della corruzione e dei traviamenti dello spirito umano”, ne “Il visionario” assistiamo a una miscela di società segrete e strani personaggi, che si aggirano in un’atmosfera tenebrosa fatta di complotti, raggiri, rituali magici e spiritismo, tipica dei romanzi gotici. Un romanzo, rimasto incompiuto, colmo di suspense e colpi di scena, che si susseguono in una società, in cui finzione e realtà spesso si alternano e talvolta combaciano.
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Virus: romanzo

Gennaio 1954. Un Boeing C-97 Stratocruiser decolla dalla base militare di Buckley Field, nel Colorado. Nome in codice: Vixen 03. Carico top secret: 36 micidiali bombe batteriologiche. Destinazione: Pacifico meridionale. Dopo poche ore di volo, l’aereo scompare nel nulla, inghiottito da una tormenta di neve. Dopo quattro mesi di ricerche la pratica del Vixen 03 viene archiviata, e profondamente insabbiata.Oltre trent’anni dopo, Dirk Pitt scopre il Vixen 03 sul fondo di un lago ghiacciato nel Colorado. Recupera il relitto e 34 bombe. Ne mancano due. Che fine hanno fatto? Che cosa succederebbe se un’organizzazione terroristica internazionale ci mettesse le mani sopra?è una caccia a un nemico senza nome, quella che attende Dirk Pitt, una corsa mozzafiato contro il tempo per scongiurare un disastro inimmaginabile.

Virtuosa tentazione

Inghilterra, 1841 – Ammirato nell’alta società londinese tanto per il fascino e la ricchezza quanto per la sua condotta irreprensibile, Sir Mark Turner sembra immune ai bassi istinti che animano la maggior parte degli uomini. Eppure la passione ribolle anche nelle sue vene e tenerla a freno non è sempre semplice, soprattutto di fronte alla sensualità di Jessica Farleigh. Lei è incantevole e pericolosa, decisa a tentarlo con ogni arma femminile, e la caparbietà con cui gli si offre nasconde uno scopo che va oltre la pura passione: solo se riuscirà a sedurlo, rovinandogli la reputazione, otterrà dai nemici di Mark una ricompensa e potrà emanciparsi da una vita che detesta. Ma non appena inizia a conoscere meglio l’uomo che ha giurato di distruggere, Jessica capisce di dover scegliere tra il proprio cuore e un futuro finalmente rispettabile. L’unico modo per salvarsi è rovinare l’uomo che ama.
(source: Bol.com)

La Virtù Di Checchina

“La virtù di Checchina”, capolavoro della Serao, fu pubblicato, secondo le abitudini del tempo, prima a puntate sulla “Domenica Letteraria”, quindi in volume. Nonostante qualche critica iniziale e un certo scetticismo, alimentato dalla stessa autrice in lettere private, “La virtù di Checchina” è uno dei testi più riusciti di Matilde Serao, un racconto borghese gradevole e coinvolgente, in cui l’innata simpatia della sua protagonista, i suoi ostentati timori, i “vorrei ma non posso” che ne animano di continuo le azioni e le esitazioni, riescono a creare una naturale empatia con il lettore che pur lasciandosi scappare magari più d’un sorriso dinanzi all’esibita ingenuità della donna, non può che divertirsi a sospirare e cospirare con lei, nella ricercata realizzazione di desideri tanto comuni quanto umani.
Ne è protagonista la giovane e piacente Checchina, sposata ad un medico avaro ed insensibile che non la comprende. Ormai rassegnata ad una vita grigia e monotona, Checchina riscopre la gioia grazie alle attenzioni di un marchese, invitato a cena nella loro casa dallo stesso marito. Decisa a concedersi, la ragazza riuscirà a risvegliare la sua femminilità assopita.
Matilde Serao è stata una scrittrice e giornalista italiana, protagonista del rinnovamento della letteratura e del giornalismo italiano negli anni cruciali tra Ottocento e Novecento. Oltre ad aver lavorato intensamente come giornalista, fu autrice di settanta fra romanzi e raccolte di racconti, la maggior parte di impronta verista. È stata la prima donna italiana ad aver fondato e diretto un quotidiano, Il Mattino di Napoli.
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### Sinossi
“La virtù di Checchina”, capolavoro della Serao, fu pubblicato, secondo le abitudini del tempo, prima a puntate sulla “Domenica Letteraria”, quindi in volume. Nonostante qualche critica iniziale e un certo scetticismo, alimentato dalla stessa autrice in lettere private, “La virtù di Checchina” è uno dei testi più riusciti di Matilde Serao, un racconto borghese gradevole e coinvolgente, in cui l’innata simpatia della sua protagonista, i suoi ostentati timori, i “vorrei ma non posso” che ne animano di continuo le azioni e le esitazioni, riescono a creare una naturale empatia con il lettore che pur lasciandosi scappare magari più d’un sorriso dinanzi all’esibita ingenuità della donna, non può che divertirsi a sospirare e cospirare con lei, nella ricercata realizzazione di desideri tanto comuni quanto umani.
Ne è protagonista la giovane e piacente Checchina, sposata ad un medico avaro ed insensibile che non la comprende. Ormai rassegnata ad una vita grigia e monotona, Checchina riscopre la gioia grazie alle attenzioni di un marchese, invitato a cena nella loro casa dallo stesso marito. Decisa a concedersi, la ragazza riuscirà a risvegliare la sua femminilità assopita.
Matilde Serao è stata una scrittrice e giornalista italiana, protagonista del rinnovamento della letteratura e del giornalismo italiano negli anni cruciali tra Ottocento e Novecento. Oltre ad aver lavorato intensamente come giornalista, fu autrice di settanta fra romanzi e raccolte di racconti, la maggior parte di impronta verista. È stata la prima donna italiana ad aver fondato e diretto un quotidiano, Il Mattino di Napoli.

Virals. Segreti

I Virals: Tory, Hi, Ben e Shelton. Una ragazza e tre ragazzi, un gruppo di amici, o meglio un branco. Tory e i suoi amici hanno contratto un virus che ha amplificato i loro sensi, come se fossero lupi. Un potere inquietante che vogliono tenere segreto, ma che può rivelarsi di grande aiuto nei momenti difficili. E quando i ragazzi rischiano di doversi separare, faranno di tutto per impedirlo. Anche partire alla caccia di un leggendario tesoro nascosto lungo la costa del South Carolina da una piratessa misteriosa, Anne Bonny, vissuta nel Settecento. Il secondo episodio della serie Virals è un’appassionante avventura, un po’ folle, che potrebbe costare la vita a tutto il branco…

Vipera

Leggi un estratto. *** «Che aria è questa, sulla mia faccia? Che sono questi profumi, i fiori e il mare? Che vuole da me la primavera, perché non se ne torna da dove è venuta?» Una nuova primavera si affaccia, e tenta uomini e donne con i suoi profumi, ma anche il male è nell’aria. Manca una settimana a Pasqua nella Napoli del 1932. Al Paradiso, esclusiva casa di tolleranza nella centralissima via Chiaia, Vipera, la prostituta piú famosa, è ritrovata morta, soffocata con un cuscino. L’ultimo cliente sostiene di averla lasciata ancora viva, il successivo di averla trovata già morta. Chi l’ha uccisa, e perché? Ricciardi deve districarsi in un groviglio di sentimenti e motivazioni. Avidità, frustrazione, invidia, bigottismo. Amore. La scoperta di passioni insospettabili si accompagna alla rivelazione di una città molto diversa da come appare. Sotto i nostri occhi prendono forma, vivissimi e veri, illuminati da dettagli sorprendenti, sorretti da una genuina vocazione narrativa, i mercati, i vicoli, le strade, i mestieri, la rete rigogliosa dei commerci vecchi e nuovi, accanto alla vigliaccheria e al coraggio, alle violenze arroganti di chi pensa già di essere impunito per sempre perché indossa una camicia nera. Tanto che uno dei compagni di Ricciardi, il dottor Modo, vecchio estimatore di Vipera, finisce per cacciarsi in un guaio molto serio… E il romanzo, come non mai, sembra costruirsi da solo, incantevole e potente, sotto le mani abili di chi sa dosare e mescolare gli ingredienti piú diversi, come accade nelle vere ricette del periodo pasquale di cui è insaporita la storia.