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Estranei: romanzo

Hideo Harada è un uomo di mezz’età, divorziato, con un figlio che non vede quasi mai e un lavoro – scrivere soggetti per la televisione – che stenta a decollare. Per di più, vive nel suo ufficio, in una grande e asettica palazzina nei pressi di una trafficata strada statale di Tokyo. Così, per sfuggire allo squallore e alla solitudine della propria esistenza, il giorno del suo compleanno Hideo decide di recarsi ad Asakusa, il quartiere della sua infanzia, dove a dodici anni aveva perduto entrambi i genitori, investiti da un’auto. Ma, quando entra in un teatro, tra il pubblico nota un individuo straordinariamente somigliante al padre. L’uomo lo invita a seguirlo a casa sua, dove lo aspetta la moglie: anche lei è identica alla madre morta…

Estetica del Polo Nord

A dieci anni, il piccolo Michel chiese al padre, umile contadino che non si era mai mosso dal suo villaggio normanno, dove sognasse di fare un viaggio. La risposta fu: «Al Polo Nord». Trent’anni dopo, Onfray realizza il desiderio del padre e scrive il resoconto di un’esperienza destinata a rivelare profondità inattese: si tratta del libro che avete in mano, al contempo un diario di viaggio, una meditazione sulle civiltà che svaniscono, sui misfatti dell’industrializzazione e sulla saggezza dei popoli tradizionali. E anche una testimonianza toccante e lucidissima sulla lealtà e la pietà filiale. Completato da foto straordinarie e, in esclusiva per la nostra edizione, dall’elogio funebre che Onfray ha pronunciato per il padre nel dicembre del 2009, Estetica del Polo Nord è uno dei libri meglio scritti e, com’è stato detto, più «caldi» di Onfray: la costante e commossa vicinanza col padre, si direbbe, ha acuito la sua sensibilità e l’ha aiutato a tracciare imprevedibili ponti fra la fascinazione del gelido Nord e la nostalgia epicurea del nostro Sud.

Estensione del dominio della lotta

L’indifferenza alla vita di un ingegnere informatico trentenne: il lavoro, lo scorrere dei giorni sempre uguali, le prigioni dell’amore e del sesso, le festività senza senso, i viaggi d’affari, la morte incolore di un amico afflitto da problemi con le donne, lo scivolare lento e inesorabile in una depressione dalla quale sembra non esserci via d’uscita, un tentativo di suicidio e di automutilazione. Da questo romanzo è stato tratto il film omonimo di Philippe Harel, interpretato da Philippe Harel e José Garcìa.
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L’estate torbida

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A quindici anni dall’edizione Sellerio, Stile Libero pubblica il secondo romanzo, celebre e introvabile, con protagonista il commissario De Luca, amatissimo dai lettori. Poliziotto integro in un mondo privo di luce, De Luca ha rinnovato il giallo italiano con la sua fortunata miscela di realismo, invenzione e documento storico. In questa indagine di De Luca, svolta per necessità sotto falso nome, Carlo Lucarelli racconta con scrittura limpida una storia avvincente e scomoda nell’Italia ambigua del dopoguerra, che mantiene intatto il suo potenziale esplosivo. E ci regala un fresco ritratto della Tedeschina, ragazza che qualche commercio con il passato regime lo ha pure avuto, ma fa ancora girare la testa.

L’estate strana

E’ l’estate del 1969 a Lancimago, paesino agricolo della pianura padana. Tutto sembra uguale a sempre e, per quattro ragazzi quindicenni, il piacere delle vacanze scolastiche presenta un interesse in più: la notte del 21 luglio stanno incollati al televisore a guardare la discesa del primo uomo sulla luna. Dal giorno dopo, però, eventi fuori dall’ordinario vengono a turbare l’esistenza tranquilla e ripetitiva della città. Età di lettura: da 13 anni.
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L’estate francese

Ai tre fratelli Keeler non manca davvero nulla: affascinanti e viziati, conducono un’esistenza privilegiata che si fonda sulla ricchezza e l’ottima posizione sociale dei genitori. La madre Diana, vero fulcro della famiglia, è un avvocato all’apice della carriera, il padre Harvey un affermato neurochirurgo, e Rafe, Aaron e Josh sembrano avere il futuro spianato. Ma è proprio nelle famiglie all’apparenza perfette che una linea sottile divide l’amore dall’odio, soprattutto quando si nascondono segreti scottanti. È per questo che la vita dei Keeler rischia di essere sconvolta dall’arrivo di tre giovani donne che Diana non ritiene all’altezza dei suoi figli. Il primogenito Rafe, medico di successo, incontra Maddy, un’aspirante attrice americana, che nasconde un animo fragile e travagliato. Aaron, bello e sfrontato, riesce a vincere la diffidenza e il risentimento di Julia, ambiziosa studentessa di umili origini conosciuta alla facoltà di legge. Josh, il più misterioso e problematico dei tre, architetto dalla vita nomade, si lascia conquistare dall’amore di Niela, una rifugiata somala dal passato oscuro.

L’estate di Katya

Nell’estate dorata del 1914, quella che precede immediatamente lo scoppio della Prima guerra mondiale, Jean-Marc Montjean arriva nel piccolo villaggio francese di Salies come assistente del medico del paese. Montjean viene avvicinato da una ragazza attraente e piuttosto disinibita per i costumi del luogo, Katya. Da lei riceve, in modo alquanto inconsueto, il primo incarico professionale: curare suo fratello gemello Paul, caduto dalla bicicletta e dolorante a un braccio. Il giovane Jean-Marc, ingenuo e volenteroso, fa così la conoscenza dei gemelli Treville, Katya e Paul, di cui molto si parla in paese senza che vi siano però notizie certe. L’intera famiglia Treville è avvolta dal mistero: vengono da Parigi, pare siano fuggiti ma non si sa bene perché; vivono fuori dal paese, in una casa di campagna, con il solo padre, immerso completamente nei suoi studi storici. Man mano che frequenta casa Treville, Jean-Marc, pur avvertendo un oscuro segreto, non può fare a meno di innamorarsi della splendente e sfuggente Katya e, allo stesso tempo, di suscitare l’inquietante e morbosa reazione di suo fratello gemello Paul. Quando Jean-Marc viene a sapere che i Treville stanno per lasciare per sempre il villaggio, tutto subisce una impetuosa accelerazione. E i segreti che sino ad allora erano rimasti inespressi trasformeranno quella che sembrava una promettente storia d’amore in un incubo. Prefazione di Patrick McGrath.
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L’estate del Mundial

Comincia l’estate del 1982, l’estate del mundial, e Pietro Binda, che tra un paio d’anni andrà in pensione per raggiunti limiti d’età, è un onesto e coriaceo maresciallo alla squadra Omicidi. Ha due indagini di cui occuparsi: una gli viene affidata dal suo superiore, il generale Casiraghi, ed è legata alla misteriosa morte del banchiere Roberto Calvi, impiccato a Londra sotto un ponte; inoltre, perché gliel’ha chiesto Loris, il suo amico anarchico, s’impegna nel giallo che gli sta più a cuore: l’inspiegabile omicidio di un’ex soubrette dell’avanspettacolo, Lavinia Marbella, uccisa dopo aver passato la serata in una sala da ballo.
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L’estate dei morti viventi

Stoccolma è sull’orlo del caos. Dopo un’ondata di caldo torrido, in città si è creato un campo elettrico di grande intensità: le luci non si spengono, gli apparecchi elettrici non si fermano, i motori continuano a girare. E mentre nell’aria si avvertono strani ronzii, si scatena una violenta emicrania collettiva. È un ubriaco a vedere per primo una minuscola larva bianca che come uno spirito penetra il marmo di una lapide. Poco dopo, si diffonde la notizia che negli obitori i morti si stanno risvegliando. La prospettiva di ritrovare i ‘cari estinti’ scatena le reazioni più disparate in una società che fa di normalità e consuetudine il proprio paradigma, ora improvvisamente sconvolta da un fenomeno incomprensibile. E così, tra tanti, un vecchio giornalista corre a disseppellire il nipotino; un’anziana signora riceve una visita alquanto insolita in piena notte; un uomo disperato è convinto di poter riavere la moglie. Ma quando i morti tornano, cosa vogliono? Quello che desiderano tutti: tornare a casa. E riaverli con sé, non è esattamente come ci si aspettava. Scrittore horror di originale talento nel panorama letterario nordico, John Ajvide Lindqvist racconta una storia emozionante sulle nostre paure più grandi e l’amore che sfida la morte. Perché alla fine, è proprio d’amore che si tratta, della capacità di lasciare i morti al luogo cui appartengono, trattenendoli soltanto nei nostri ricordi. ‘Ed è lì che devono restare, da nessun’altra parte’.

(source: Bol.com)

L’estate dei giochi spezzati

È una calda sera d’estate a Barcellona quando Marc Castells, diciannovenne rampollo di una famiglia dell’alta borghesia, muore cadendo dalla finestra della sua camera da letto. Il ragazzo non era solo: con lui i suoi due migliori amici, Aleix Rovira e Gina Martí. Fin dall’inizio la vicenda non è chiara e diversi particolari non quadrano. Che motivi poteva avere per uccidersi un ragazzo come Marc? La madre, soprattutto, sembra non credere all’ipotesi del suicidio e chiede al capo della polizia, suo amico di vecchia data, di fare luce sul caso. Le indagini vengono affidate all’ispettore Héctor Salgado, quarantenne affascinante e complicato di origine argentina, separato e con un figlio adolescente, appena rientrato in servizio dopo una sospensione disciplinare. Salgado, che si avvale dell’aiuto della giovane e brillante poliziotta Leire Castro, si rende ben presto conto di trovarsi di fronte a un caso molto delicato. Marc, da poco tornato da un soggiorno a Dublino, sembrava ossessionato da un tragico episodio avvenuto molti anni prima, quando era solo un bambino. La sua morte è forse collegata a un passato inconfessabile i cui fantasmi ancora aleggiano nel presente? E perché quella sera ha litigato furiosamente con i suoi amici Aleix e Gina? Entrambi danno all’ispettore l’impressione di nascondere qualcosa e di avere dei conti in sospeso con Marc. E proprio quando la soluzione appare a portata di mano, ecco che tutto torna a ingarbugliarsi lasciando trasparire scenari ancora più torbidi, in un mondo governato da privilegi e abusi di potere. L’estate dei giochi spezzati è stato un vero fenomeno editoriale in Spagna per il suo ritmo incessante, la splendida e accurata ambientazione nella Barcellona di oggi e, soprattutto, grazie a Héctor Salgado, uno straordinario personaggio destinato a entrare con forza nel cuore dei lettori.

L’estate dei fantasmi

Benvenuti a Ondine, soporifero paesino della Louisiana in cui non succede mai niente. L’unico fatto degno di cronaca risale a molti anni fa, quando un ragazzo scomparve misteriosamente. C’è chi dice che sia affogato nel lago, chi sostiene che sia scappato lontano. Questo posto dimenticato, popolato da ragazzini indolenti, vecchi benpensanti e manovali non offre molti diversivi per Iris e Colette. Le due amiche inseparabili si preparano a passare l’afosa estate dei loro quattordici anni fra noia e sogni di fuga dalla monotonia. Ma quella caldissima estate, inaspettatamente, si rivela per loro piena di segreti, misteri e scoperte, tra l’emozione di esperienze normali, come il primo amore, e paranormali, poiché a Ondine il posto più vivo sembra essere il cimitero. L’estate dei fantasmi è un romanzo ad alta tensione, straordinariamente coinvolgente, che trascina il lettore nelle misteriose paludi della Louisiana dove, sepolta da troppo tempo, si nasconde una terribile verità.

(source: Bol.com)

Estasia: nemesi

È trascorso un anno dalla morte del Bianco Prescelto e la situazione alla Torre Bianca è sempre più critica, la Regina Darmha non si dà pace per la fuga della figlia Slicha e il rapporto con Eufònio si sta incrinando. Cathbad e i Sette Canuti, con l’aiuto dei Paladini Coran e Bolak, tentano invano di ottenere l’appoggio dei popoli del Regno per contrastare Disperio che sta progettando un piano diabolico: con l’aiuto di Domitilla e delle Streghe Trigelle, è intenzionato a impossessarsi del Caleidoscopio, un oggetto tramandato dagli Avi e capace di aprire il Varco tra i Due Mondi… Il destino è appeso a un filo, l’ultima guerra di Estasia è alle porte!

Estasi culinarie

Nel signorile palazzo di rue de Grenelle, già reso celebre dall’Eleganza del riccio, monsieur Arthens, il più grande critico gastronomico del mondo, il genio della degustazione, è in punto di morte. Il despota cinico e tremendamente egocentrico, che dall’alto del suo potere smisurato decide le sorti degli chef più prestigiosi nelle ultime ore di vita cerca affannosamente di recuperare un sapore primordiale e sublime, un sapore provato e che ora gli sfugge, il Sapore per eccellenza, quello che vorrebbe assaggiare di nuovo, prima del trapasso. Ha così inizio un viaggio gustoso e ironico che ripercorre la carriera di Arthens dall’infanzia ai fasti della maturità, attraverso la celebrazione di piatti poveri e prelibatezze haute cuisine. A fare da contrappunto alla voce dell’arrogante critico c’è la nutrita galleria delle sue vittime (i familiari, l’amante, l’allievo, il gatto e anche la portinaia Renée… ), ciascuna delle quali prende la parola per esprimere il suo punto di vista su un uomo che, tra grandezze pubbliche e miserie private, sembra ispirare solo sentimenti estremi, dall’ammirazione incondizionata al terrore, dall’amore cieco all’odio feroce. Anche in questo romanzo d’esordio Muriel Barbery racconta, assieme ai piaceri e alle tenerezze della vita, l’arroganza e la volgarità del potere (in un ambiente spietato dove – è cronaca di questi anni – un cuoco si uccide perché ha perso una stella Michelin). Estasi culinarie è un percorso che si snoda attraverso vivide evocazioni sensoriali, impreziosite da una scrittura raffinata e sinuosa, al servizio di una corrosiva satira delle manie alto borghesi.

L’essenza del male

Un serial killer, uccide nel nome della fede.Tra lettere apparentemente prive di logica e incisioni rinvenute sui corpi delle vittime,alcuni investigatori, cercheranno disperatamente di fermare la follia generata da una personalita’ complessa e spietata.
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Esprimi un desiderio, anzi tre

Siete in un elegante ristorante di Sidney, e al tavolo accanto al vostro si sta festeggiando un compleanno, anzi tre: tre sorelle gemelle sulla trentina. E a un tratto la festa si traduce in un dramma di dimensioni epiche. I toni si scaldano, le voci si alzano, l’attenzione del pubblico non pagante si catalizza su Cat, Lynn e Gemma, protagoniste improvvisate di una tragicommedia con tanto di aggressione a mano armata (di forchettina da fonduta) e conseguente corsa al pronto soccorso…
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