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Quasi niente

“Gli bastava quello che aveva, pochissimo per non dire niente, e non voleva aff­annarsi,o coltivare aspirazioni. Al è dut nue fantats, al è dut nue. È tutto niente ragazzi, è tutto niente.Pronunciava la frase sottovoce, quasi non volesse far fatica.” “Quasi niente” ha il sapore antico delle storie narrate un tempo davanti al focolare. Storie che intrattenevano liberando sapienze semplici ed essenziali, di cui oggi si sente la mancanza. In quest’epoca frenetica dominata dai miti del successo, della vittoria a ogni costo e dell’arricchimento, Corona e Maieron portano un contributo diverso e spiazzante. Parlano di sconfitta, fragilità, desiderio, pace interiore, lealtà, radici, silenzio, senso del limite, amore, rievocando personaggi leggendari come Anna, Silvio, Menin, Tituta, Tacus, Orlandin, Cecilia, Tin, il trio Pakai e molti altri. Uomini e donne che non hanno trovato spazio nei libri di storia ma hanno saputo lasciare un messaggio illuminante, che può trasformare le nostre vite. “Filosofastri” le cui minute sapienze tramandano la memoria di chi vive nelle piccole valli, dove non nevica firmato e ci si può chiamare da una costa all’altra.Questo libro ha un precedente nella voce. Nasce dall’incontro tra due grandi amici che, in una conversazione appassionata e godibilissima, alternano delicatamente storie, aneddoti, riflessioni e citazioni regalandoci un piccolo e prezioso gioiello. Una filosofia minima e pratica che al linguaggio gridato preferisce l’arte di sussurrare, in cui l’etica del fare ha sempre la meglio sull’estetica dell’apparire. Una filosofia che proviene da un passato rievocato senza nostalgie. Un tempo in cui i valori erano vissuti concretamente non per moralismo ma perché aiutavano a stare meglio.Quasi niente è l’ultima traccia di un mondo ben diverso da quello in cui viviamo oggi. Un mondo duro, feroce, ma che ha ancora molto da insegnarci.

Il quarto segreto

“Aquila.. fiori… persecuzione”. Dopo queste oscure parole, Suor Lucia Dos Santos, l’ultima testimone dell’apparizione di Fatima, si spegne all’alba di un giorno di giugno. Prima di morire però riesce a consegnare nella mani di una fidata consorella una lettera di importanza vitale, che contiene la versione integrale dell’apparizione della Madonna e che non deve cadere nelle mani sbagliate. Perché il Terzo Segreto di Fatima non è stato interamente rivelato. L’ultima parte, quella che preannuncia una grave minaccia per l’umanità, è ancora nascosta. Il primo a diffondere la notizia della morte della suora è John Costa, un giornalista, inviato della “Reuters” al Vaticano. John vive solo, in un appartamento disordinato, da quando la moglie lo ha lasciato. Quando si addentra nella vita di Lucia e nella storia delle profezie di Fatima, scopre che la versione divulgata dalla Chiesa ha diverse lacune, che si parla di un “quarto segreto” di cui sono a conoscenza solo poche persone e che queste stanno morendo incidentalmente una dopo l’altra. L’unico modo per poter risolvere il mistero è recarsi a Coimbra. Qui John scopre che la soluzione alle sue indagini si intreccia alle scoperte di una giovane ricercatrice inglese, Kate. I due si mettono sulle tracce di un antico testo arabo e di una setta di fondamentalisti che minaccia l’Europa. Solo la rivelazione del Quarto Segreto potrà salvare l’Occidente dalla distruzione incombente.

Quarantaquattro falsi

44 Falsi raccoglie la maggior parte degli apocrifi di Michele Serra scritti, a partire dall'85, per Tango e per Cuore. 26 sono già stati pubblicati in Visti da lontano (Mondadori 1987) e 18, i più recenti, sono inediti. In questo gioco letterario del pastiche e del falso, in cui Serra ha precedenti illustri – da Proust a Luciano da Folgore, a Paolo Vita Finzi – l'imitazione dello stile è spesso solo accennata: l'apocrifo diventa per Serra un grimaldello che gli consente di accedere a qualunque luogo satirico. Ne risulta un bel campionario – scrive Goffredo Fofi nella prefazione – di divi dell'establishment politico-culturale, o meglio politico-giornalistico, o meglio dell'establishment senza più. Un panorama di questi anni "pesticciati e melmosi", la cui logica è forse destinata a durare, tra la inacidita collosità della politica e scosse provvisorie di un esplosivo horror internazionale.

Quando vola il falco: Il ciclo dei Ballantyne

Robyn Ballantyne, figlia di un esploratore, medico, scrittore ed evangelizzatore di non limpida fama, decide di partire con il fratello Zouga alla ricerca del padre, disperso anni prima mentre risaliva lo Zambesi. Anche la giovane è animata da ardore missionario e intende documentarsi sull’ancor florida – siamo nel 1860 – tratta degli schiavi per contribuire a porvi fine. Fatalmente, il clipper che la conduce in Africa è una nave negriera, e Robyn ha la disgrazia d’innamorarsi del suo comandante e proprietario Mungo St John, giovane e fascinoso avventuriero che prospera con quel turpe commercio. Giunta in Africa, la ragazza segue la Via degli Schiavi, mentre suo fratello si dà alla caccia grossa e alla ricerca della scomparsa città di Monomotapa e delle sue mitiche miniere d’oro, in un’Africa sempre nuova e imprevedibile, che partorisce dal suo grembo verde cupo idoli di pietra e profetesse nude. Ma non tutta la vicenda si dipana in terraferma: questo romanzo di Wilbur Smith è anche un poderoso racconto di mare che vede come protagonisti d’eccezione gli ultimi velieri e i rudi uomini che li manovravano. Epopea dell’Africa ed epopea della vela: due mondi dissimili ma ugualmente favolosi che si specchiano l’uno nel destino dell’altro, colti nel momento in cui battono gli ultimi colpi d’ala… almeno fino a quando – come asserisce la leggenda africana – i falchi non torneranno a volare.ENTRA A FAR PARTE DEL CLUB DEI LETTORI DI WILBUR SMITH SU: WWW.WILBURSMITH.ITCURIOSITÀ, ANTEPRIME, GADGET E CONTENUTI GRATUITI IN ESCLUSIVA

Quando ti dirò addio

Noah è una promessa della danza ma dietro un mondo fatto di ballo e teatro si cela una personalità fragile con un passato difficile fatto di abusi e sofferenza.
E le cose si complicano quando nella vita di Noah entrano due uomini che rapiranno il suo cuore: William e Kevin, diversi come il giorno e la notte.
Riuscirà Noah a capire qual è l’uomo giusto per lui, trovando così la felicità tanto anelata?
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### Sinossi
Noah è una promessa della danza ma dietro un mondo fatto di ballo e teatro si cela una personalità fragile con un passato difficile fatto di abusi e sofferenza.
E le cose si complicano quando nella vita di Noah entrano due uomini che rapiranno il suo cuore: William e Kevin, diversi come il giorno e la notte.
Riuscirà Noah a capire qual è l’uomo giusto per lui, trovando così la felicità tanto anelata? 

Quando la musica finisce

Lane Harmon, madre single dell’amatissima Katie, ha la fortuna di essere il braccio destro della più esclusiva designer d’interni di New York, ed è ormai abituata a visitare case opulente nella zona più ricca del Paese. Su di lei, che è un’ottimista di natura, quei piccoli universi patinati esercitano un fascino speciale, che la spinge a soddisfare le esigenze, spesso quasi impossibili, dei bizzosi proprietari. Perciò, quando è coinvolta nei lavori di ristrutturazione di una modesta villetta di campagna, capisce subito che si tratta di un incarico particolare. Scopre, infatti, che la casa appartiene alla moglie del famigerato finanziere Parker Bennett, scomparso da due anni, si dice con i cinque miliardi del fondo che gestiva. Bennett è uscito in barca a vela… e semplicemente non è più tornato. Suicidio o fuga strategica? In ogni caso, nessuno ha dimenticato il suo nome, né i proprietari del fondo né il governo federale, che continuano a dargli la caccia. Lane però è commossa dalla calma dignità della signora Bennett e dalla sua sincera fiducia nell’innocenza del marito. E soprattutto si sente attratta da Eric, il figlio di Bennett, che è ben deciso a dimostrare la non colpevolezza del padre. Tuttavia, Lane non sa che più si avvicina ai Bennett, più mette in pericolo la sua vita. E quella della sua bambina.
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### Sinossi
Lane Harmon, madre single dell’amatissima Katie, ha la fortuna di essere il braccio destro della più esclusiva designer d’interni di New York, ed è ormai abituata a visitare case opulente nella zona più ricca del Paese. Su di lei, che è un’ottimista di natura, quei piccoli universi patinati esercitano un fascino speciale, che la spinge a soddisfare le esigenze, spesso quasi impossibili, dei bizzosi proprietari. Perciò, quando è coinvolta nei lavori di ristrutturazione di una modesta villetta di campagna, capisce subito che si tratta di un incarico particolare. Scopre, infatti, che la casa appartiene alla moglie del famigerato finanziere Parker Bennett, scomparso da due anni, si dice con i cinque miliardi del fondo che gestiva. Bennett è uscito in barca a vela… e semplicemente non è più tornato. Suicidio o fuga strategica? In ogni caso, nessuno ha dimenticato il suo nome, né i proprietari del fondo né il governo federale, che continuano a dargli la caccia. Lane però è commossa dalla calma dignità della signora Bennett e dalla sua sincera fiducia nell’innocenza del marito. E soprattutto si sente attratta da Eric, il figlio di Bennett, che è ben deciso a dimostrare la non colpevolezza del padre. Tuttavia, Lane non sa che più si avvicina ai Bennett, più mette in pericolo la sua vita. E quella della sua bambina.
### Dalla seconda/terza di copertina
Lane Harmon, madre single dell’amatissima Katie, ha la fortuna di essere il braccio destro della più esclusiva designer d’interni di New York, ed è ormai abituata a visitare case opulente nella zona più ricca del Paese. Su di lei, che è un’ottimista di natura, quei piccoli universi patinati esercitano un fascino speciale, che la spinge a soddisfare le esigenze, spesso quasi impossibili, dei bizzosi proprietari. Perciò, quando è coinvolta nei lavori di ristrutturazione di una modesta villetta di campagna, capisce subito che si tratta di un incarico particolare. Scopre, infatti, che la casa appartiene alla moglie del famigerato finanziere Parker Bennett, scomparso da due anni, si dice con i cinque miliardi del fondo che gestiva. Bennett è uscito in barca a vela… e semplicemente non è più tornato. Suicidio o fuga strategica? In ogni caso, nessuno ha dimenticato il suo nome, né i proprietari del fondo né il governo federale, che continuano a dargli la caccia. Lane però è commossa dalla calma dignità della signora Bennett e dalla sua sincera fiducia nell’innocenza del marito. E soprattutto si sente attratta da Eric, il figlio di Bennett, che è ben deciso a dimostrare la non colpevolezza del padre. Tuttavia, Lane non sa che più si avvicina ai Bennett, più mette in pericolo la sua vita. E quella della sua bambina.

Quando l’amore nasce in libreria

C’è un libro speciale per ognuno di noiIo so dove trovarloTi insegnerà ad aprire il tuo cuoreIn uno stretto vicolo di un minuscolo paesino vicino a Oxford si nasconde un posto speciale. È una piccola libreria, tutta di legno. Gli scaffali arrivano fino al soffitto e pile di libri occupano ogni angolo disponibile. Il suo nome è Nightingale Books ed è proprio qui che Emilia è cresciuta. Fra le pagine di Madame Bovary e una prima edizione di Emma di Jane Austen, Emilia ha imparato che i libri possono anche curare l’anima. È proprio questo che suo padre ha fatto per tutta la sua vita e ora è compito di Emilia: aiutare i suoi clienti grazie ai libri. Thomasina, timida e introversa, ha scoperto la cucina e l’amore attraverso i romanzi di Proust e i libri del cuoco Anthony Bourdain; Sarah, la proprietaria dell’antica villa di Peasebrook Manor, trova il suo unico conforto tra le righe di Anna Karenina; Jackson riesce a comunicare con suo figlio solo grazie al Piccolo principe. Perché per ogni dolore, per ogni dubbio, per ogni momento difficile esiste il libro giusto. Un libro che ti può salvare. Un libro che può farti trovare l’amore. Ma adesso la libreria è in pericolo. I conti proprio non tornano, i creditori stanno diventando pressanti e un uomo d’affari senza scrupoli vorrebbe costruire al suo posto degli appartamenti di lusso. La tentazione di vendere è enorme, ma Emilia deve tenere fede alla promessa che ha fatto al padre, deve lottare per la Nightingale Books. Deve continuare ad aiutare gli altri attraverso le pagine dei libri. Grazie alle parole di Camus, Salinger, Burgess e Kerouac, forse Emilia riuscirà a trovare la chiave per risolvere i suoi problemi. Manca solo quella per aprire il suo cuore.Quando l’amore nasce in libreria è stato il romanzo più amato dalle librerie indipendenti inglesi. Grazie a loro è subito salito ai vertici della Top Ten dei libri più venduti. Veronica Henry ci regala una storia sulla magia delle librerie e sul grande potere della lettura. Perché c’è un libro speciale per ognuno di noi. Per aiutarci a trovare una luce anche quando tutto sembra perso.

Quando il genio indaga

In queste dieci avventure del mistero, pubblicate a partire dal 1958 sulla rivista “Ellery Queen’s Mystery Magazine”, grandi personaggi storici si calano nel ruolo dei detective: Alessandro Magno, Leonardo da Vinci, Cervantes, Daniel Defoe e altrettanto celebri protagonisti indagano su omicidi, furti e sparizioni, riuscendo a risolvere gli enigmi che si trovano di fronte proprio grazie al portentoso ingegno che li ha resi immortali. Theodore Mathieson è riuscito, in questo progetto coraggioso che fu molto amato da Ellery Queen, a fondere felicemente due diversi generi, lo storico e il poliziesco, trasformando questi detective d’eccezione da nomi arcinoti in personaggi letterari, in un equilibrio armonioso tra accuratezza delle fonti e invenzione, tra realtà e fantasia.

Quando finiscono le ombre

**UN NUOVO GIALLO PER ARDELIA SPINOLA.
CURIOSA. TENACE. IL SUO INTUITO NON FALLISCE MAI.**
**«Un medico legale con la passione per i misteri e l’investigazione complicata.»**
*la Repubblica*
**«Ardelia Spinola è un medico legale disincantato, che conduce indagini parallele per svelare assassini e ricostruire trame oscure.»**
*La Stampa*
**«Consiglio di conoscere Ardelia Spinola, in sua compagnia non ci si annoia mai. Ama i gatti e le soluzioni difficili.»**
Pietro Cheli, *Amica*
Nell’affrontare l’autopsia dell’anziano Spartaco Guidi, ritrovato cadavere in aperta campagna, Ardelia Spinola sa che il suo compito è solo quello di decretare l’ora della morte e le sue cause, eppure non è facile zittire l’anima investigatrice che c’è in lei. In realtà avrebbe ben altro cui pensare: Arturo, l’affascinante apicultore (e amante dei gatti come lei) che da pochi mesi è nella sua vita, sembra nascondere qualcosa che le sfugge. Qualcosa che le fa temere di perderlo. Ma quando la casa di Spartaco Guidi viene messa sottosopra, tutta la sua attenzione torna sul caso. Scopre che l’uomo era tornato da poco ad Albenga, il suo paese d’origine, dopo anni passati in un ospedale psichiatrico per aver ucciso da giovane un amico. L’intuito di Ardelia non sbaglia mai e stavolta le dice che il passato della vittima è più intricato di quanto possa sembrare…
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### Sinossi
**UN NUOVO GIALLO PER ARDELIA SPINOLA.
CURIOSA. TENACE. IL SUO INTUITO NON FALLISCE MAI.**
**«Un medico legale con la passione per i misteri e l’investigazione complicata.»**
*la Repubblica*
**«Ardelia Spinola è un medico legale disincantato, che conduce indagini parallele per svelare assassini e ricostruire trame oscure.»**
*La Stampa*
**«Consiglio di conoscere Ardelia Spinola, in sua compagnia non ci si annoia mai. Ama i gatti e le soluzioni difficili.»**
Pietro Cheli, *Amica*
Nell’affrontare l’autopsia dell’anziano Spartaco Guidi, ritrovato cadavere in aperta campagna, Ardelia Spinola sa che il suo compito è solo quello di decretare l’ora della morte e le sue cause, eppure non è facile zittire l’anima investigatrice che c’è in lei. In realtà avrebbe ben altro cui pensare: Arturo, l’affascinante apicultore (e amante dei gatti come lei) che da pochi mesi è nella sua vita, sembra nascondere qualcosa che le sfugge. Qualcosa che le fa temere di perderlo. Ma quando la casa di Spartaco Guidi viene messa sottosopra, tutta la sua attenzione torna sul caso. Scopre che l’uomo era tornato da poco ad Albenga, il suo paese d’origine, dopo anni passati in un ospedale psichiatrico per aver ucciso da giovane un amico. L’intuito di Ardelia non sbaglia mai e stavolta le dice che il passato della vittima è più intricato di quanto possa sembrare…

Quando cadrà la pioggia tornerò

Takumi e Yuji, un giovane padre e il suo bambino, sono rimasti soli: la dolce Mio, moglie e madre, è morta a soli ventotto anni per una malattia tanto fulminea quanto inspiegabile. Ma prima di andarsene per sempre Mio ha fatto una promessa: quando cadrà la pioggia tornerò. E incredibilmente, ad appena un anno dalla sua morte, con l’arrivo della stagione delle piogge, una creatura identica a lei, con il suo viso e i suoi occhi, ricompare al loro fianco…
Un romanzo che ha conquistato i lettori giapponesi, e ha generato passione, entusiasmo, discussioni: una storia, intensa e tenera, dove la verità dell’amore vince il tempo e la realtà per rendere immortali i sentimenti.

Quando amavamo Hemingway

La prima è Hadley, la moglie dei giorni “poveri e felici” che precedono la fama e il successo. Hadley del piccolo appartamento mal riscaldato a Parigi – la stessa che, in un momento di distrazione, perde per sempre la valigetta contenente i preziosi manoscritti del marito. Poi c’è Pauline, per tutti Fife, dal fisico acerbo e perfetto, ricca ed elegante, inevitabile fin dall’istante in cui gli appare per la prima volta avvolta in un soprabito di cincillà. Dopo viene Martha, reporter leggendaria, compagna coraggiosa nel cuore esplosivo e disperato della Guerra Civile Spagnola. E infine Mary, l’ultima – sposata a Cuba e abbandonata in Idaho in modo persino più crudele e definitivo delle altre. Hadley, Fife, Martha e Mary: sono le “Signore Hemingway” cui dà voce questo celebrato e luminoso romanzo. Quattro mogli, quattro donne tra le tante amate e tradite dallo scrittore più famoso e tormentato della sua generazione. Tra la Parigi degli Anni Venti e Key West, tra Cuba e l’America della Guerra Fredda, le quattro Mrs. Hemingway si passano il testimone per raccontare una storia densa di passioni e tradimenti, di intrighi, ambizioni e gelosie. Perché dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna. E qualche volta persino più di una. “Una storia coinvolgente e ricca d’atmosfera, meravigliosamente scritta: non sono riuscita a staccarmene nemmeno un istante.” – Jojo Moyes autrice di Io prima di te. “Un romanzo appassionato pieno di intrighi, tradimenti e momenti di struggente intimità.” – Marie Claire “Incalzante, godibilissimo e abilmente congegnato.” – The Boston Globe “Semplicemente sublime.” – The Bookseller

Qualcuno era comunista

9 novembre 1989: crolla il Muro di Berlino, finisce un mondo. Pochi giorni dopo, il segretario del PCI Achille Occhetto pronuncia, davanti ai partigiani della Bolognina, parole destinate a cambiare per sempre la politica italiana. È l’atto iniziale della fine del più importante partito comunista d’Occidente. Nei quindici mesi successivi, fino al congresso conclusivo di Rimini del febbraio 1991, la dissoluzione del grande partito di massa si trasformerà in una vicenda intricata e piena di colpi di scena, che assumerà via via toni epici, tragici, a tratti farseschi. Qualcuno era comunista, come un romanzo corale, racconta questa storia e i suoi primattori: da Occhetto, il leader neoromantico, arruffato ed emotivo, al suo gelido alter ego Massimo D’Alema; da Pietro Ingrao, il visionario che voleva la luna, al granitico e “britannico” Giorgio Napolitano. Ma la ricostruzione della Svolta (come fu battezzato il trapasso del PCI) è anche una vicenda di popolo, l’ultima storia comunista d’Italia. Intreccia percorsi di vita quasi simbolici come quello del meccanico di Berlinguer, del compagno che rubò il ritratto di Stalin, del grafico che inventò la Quercia o dell’interprete che traduceva gli strappi berlingueriani per il Cremlino. Punteggiato dalle testimonianze dei protagonisti di allora e dal controcanto del più geniale prodotto della satira nostrana – il Cuore di Michele Serra – questo libro svela in cosa consisteva la “diversità” del comunismo italiano, raccontando proprio il momento in cui i suoi valori si avviavano verso un turbolento e, per certi versi, incredibile epilogo. Ma c’è un altro motivo per cui rievocare il terremoto del 1989, vent’anni dopo, ha un senso profondo. Quella storia, infatti, non è finita. Ha lasciato in eredità una sinistra senza identità, incapace di vincere, una classe dirigente bloccata dagli stessi ex quarantenni che pretendevano il ricambio generazionale due decenni prima, un partito che ha mutato nome quattro volte, senza mai cambiare facce. Forse perché, ancora oggi, su tutti i reduci di quella vicenda pesa, come una maledizione, il marchio della Bolognina, della Svolta incompiuta, che li ha resi “post” o “ex” comunisti senza mai riuscire a trasformarli in qualcosa di nuovo.

Qualcosa sui Lehman

“È incontestabilmente un nuovo tipo di scrittura, di forte potenza e totale fascino.” “Massini è un narratore stupendo.” “L’opera ci imbarca e ci incanta come un racconto tinto di commedia, con una fantasia e un’ironia allegra che non può non ricordarci il più grande autore Yiddish, Isaac Singer.” “La scrittura di Massini abbraccia i secoli e le epoche, con una verve senza tregua, ricchissima di ritratti, di situazioni, di cambiamenti.” “La finezza della scrittura di Massini crea un risultato appassionante.” “Un grande affresco dello straordinario giovane autore italiano Stefano Massini, che sventaglia 150 anni di capitalismo americano.” “Massini con Lehman celebra l’unione di una altissima saga familiare con la storia moderna della nostra società.” Questa incredibile storia inizia sul molo di un porto americano, con un giovane immigrato ebreo tedesco che respira a pieni polmoni l’entusiasmo dello sbarco. È da questo piccolo seme che nascerà il grande albero di una saga familiare ed economica capace davvero di cambiare il mondo. Acuto e razionale, Henry Lehman (non a caso soprannominato “Testa”) si trasferisce nel profondo Sud degli Stati Uniti, dove apre un minuscolo negozio di stoffe. Ma il cotone degli schiavi è solo il primo banco di prova per l’astuzia commerciale targata Lehman Brothers (perché nel frattempo Henry si è fatto raggiungere dai due fratelli minori Emanuel e Mayer, rispettivamente detti “Braccio” e “Patata”). In un incalzare di eventi, i tre fratelli collezionano clamorosi successi e irritanti passi falsi mentre la grande calamita di New York li attira nel suo vortice inebriante. Nel frattempo, al vecchio cotone si sono sostituiti il caffè, lo zucchero, il carbone, e soprattutto la nuova frontiera di un’industria ferroviaria tutta da finanziare. È questa la seconda appassionante tappa del libro, intitolata “Padri e figli”, incentrata sulla rocambolesca scalata al potere del glaciale Philip Lehman, circondato dai cugini Sigmund, Dreidel, Herbert e Arthur. Le loro esistenze parallele compongono un mosaico di umanità diverse, assortite, contraddittorie, in cui l’angoscia dei sogni notturni va di pari passo a una corsa implacabile per stare al ritmo di Wall Street. Sono gli anni dell’ebbrezza, destinata a infrangersi nel crollo fragoroso del 1929, quando le sorti di un sistema al collasso verranno affidate alle fragili mani di Bobbie Lehman, simbolo di un mondo in equilibrio precario, ostaggio delle sue stesse mode e di fatto incapace di darsi un futuro certo.
Stefano Massini ha scritto un’opera straordinaria, in grado di attraversare il tempo, intrecciando la storia privata di una famiglia e quella universale degli uomini. Spiazzante e pirotecnico, l’autore crea un edificio narrativo monumentale, in cui non c’è più spazio per le tradizionali differenze fra generi: il romanzo si amalgama al saggio, l’epica al teatro, con continue incursioni nel cinema, nelle canzoni, e perfino nelle formule matematiche e nei fumetti. Tutto questo fa di *Qualcosa sui Lehman* un libro senza eguali, con una forma assolutamente nuova, che sfidando in un corpo a corpo artistico XIX e XX secolo apre di fatto uno squarcio sul futuro.
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### Recensione
**Segui i soldi e troverai l’America dei Lehman**
*Paolo Di Paolo*, Tuttolibri – La Stampa
«Anche volendo / sarebbe stato impossibile / non farsi schiaffeggiare / ogni momento / dai dettagli»: così si legge in una pagina di questo smisurato romanzo, Qualcosa sui Lehman, e la frase funziona come un esergo involontario. Ho detto romanzo; l’autore lo definisce romanzo/ballata, ma certo è che in quasi ottocento pagine ogni genere di scrittura è toccato, sfiorato, avvicinato. A colpo d’occhio, sembra poesia: una poesia narrativa, con un suo misterioso ritmo, con ripetizioni, riprese, squarci lirici. Ma sappiamo – per via dello straordinario successo di* Lehman Trilogy*, ultima regia di Luca Ronconi e prossima regia di Sam Mendes a Londra – che l’impianto è quello di un lungo racconto teatrale, una saga per palcoscenico.
**Stefano Massini** inventa una forma letteraria di confine, forza o dilata allo stesso tempo narrativa, poesia, drammaturgia, maneggia toni diversi, gioca con la canzone, l’inventario, la trascrizione di voci vere, per rendere ancora praticabile nel presente – basta una parola – l’epica. È d’altra parte l’odissea dei Lehman, una dinastia di uomini d’affari che muove i primi passi in sordina: metà Ottocento, il figlio di un mercante di bestiame askenazita apre un negozio di stoffe in Alabama. Un secolo e mezzo di storia familiare e di storia americana: «C’è una cosa sola che distingue l’uomo dagli dèi ed è il fatto che il primo si affatica», scrive un Massini appunto omerico, guardando ai suoi personaggi con curiosità, lasciandoli muovere e scommettere costantemente sul futuro. Vediamo letteralmente come si dia forma, quasi dal niente, a un patrimonio, e come lo si difenda, lo si alimenti, come lo si moltiplichi: «Ma gli affari / gli accordi / i contratti / i soldi / i soldi, sì / i soldi / i soldi veri / i soldi / i soldi è qui che si faranno: / ne è sicuro Emanuel Lehman». Quello stesso Emanuel, capostipite, che disteso nel proprio letto guarda il soffitto e si accorge, una sera, che le cose stanno andando bene per lui: «Aveva una moglie. / Una sede a Montgomery. / Un ufficio a New York. / Pacchi di banconote in cassaforte».
«Follow the money», si dice – e Massini lo fa, cavando a ogni passo una storia, uno stato d’animo, un compromesso, un sogno. Che cosa sarebbe il denaro senza gli esseri umani? E che cosa gli esseri umani senza il denaro? C’è la prima cannonata della guerra di Secessione – la pressione della Storia su chi accumula capitale; la pressione sulla Storia da parte di chi accumula capitale («come faranno i Lehman a stare nel mezzo?»); c’è la corsa all’industria, «l’America intera da riempire tutta quanta / di capannoni e stabilimenti tessili»; gli investimenti in petrolio, le banche, i movimenti di alta finanza. «I lingotti? Le miniere? / Apprezzabili, certo. / Ma vuoi mettere / con il frusciare della banconota quasi invisibile / quasi impercettibile / che tuttavia diventa un frastuono se lo immagini su scala mondiale?».
Il trittico «quasi wagneriano» di cui ha parlato Ronconi per Lehman Trilogy resta tale in Qualcosa sui Lehman (ma la trilogia teatrale va pensata come una costola estratta da questo palinsesto più ampio): Tre fratelli, Padri e figli, L’immortale. Guadagna, nella nuova o originale versione, una trama fittissima di vicende ulteriori, di pensieri, di azzardi e soprattutto di gesti, perché «il vero affare, figli miei, non si fa con i ragionamenti, ma con gli occhi, le mani e il naso». E i Lehman raccontati da Massini non stanno fermi un istante, inseguono «file di zeri» con il fiato sempre corto, un lunghissimo affanno, una tensione titanica che, da ogni eventuale caduta, trae forza per risorgere. Almeno fino alla grande crisi del 2008, che Massini lascia fuori scena, ma quel crollo – quel «Crepuscolo dei divini indici di Wall Street» – è come la tetra filigrana di ogni pagina, come l’ombra che cala su questo straordinario, debordante racconto e lo avvolge.
### Sinossi
“È incontestabilmente un nuovo tipo di scrittura, di forte potenza e totale fascino.” “Massini è un narratore stupendo.” “L’opera ci imbarca e ci incanta come un racconto tinto di commedia, con una fantasia e un’ironia allegra che non può non ricordarci il più grande autore Yiddish, Isaac Singer.” “La scrittura di Massini abbraccia i secoli e le epoche, con una verve senza tregua, ricchissima di ritratti, di situazioni, di cambiamenti.” “La finezza della scrittura di Massini crea un risultato appassionante.” “Un grande affresco dello straordinario giovane autore italiano Stefano Massini, che sventaglia 150 anni di capitalismo americano.” “Massini con Lehman celebra l’unione di una altissima saga familiare con la storia moderna della nostra società.” Questa incredibile storia inizia sul molo di un porto americano, con un giovane immigrato ebreo tedesco che respira a pieni polmoni l’entusiasmo dello sbarco. È da questo piccolo seme che nascerà il grande albero di una saga familiare ed economica capace davvero di cambiare il mondo. Acuto e razionale, Henry Lehman (non a caso soprannominato “Testa”) si trasferisce nel profondo Sud degli Stati Uniti, dove apre un minuscolo negozio di stoffe. Ma il cotone degli schiavi è solo il primo banco di prova per l’astuzia commerciale targata Lehman Brothers (perché nel frattempo Henry si è fatto raggiungere dai due fratelli minori Emanuel e Mayer, rispettivamente detti “Braccio” e “Patata”). In un incalzare di eventi, i tre fratelli collezionano clamorosi successi e irritanti passi falsi mentre la grande calamita di New York li attira nel suo vortice inebriante. Nel frattempo, al vecchio cotone si sono sostituiti il caffè, lo zucchero, il carbone, e soprattutto la nuova frontiera di un’industria ferroviaria tutta da finanziare. È questa la seconda appassionante tappa del libro, intitolata “Padri e figli”, incentrata sulla rocambolesca scalata al potere del glaciale Philip Lehman, circondato dai cugini Sigmund, Dreidel, Herbert e Arthur. Le loro esistenze parallele compongono un mosaico di umanità diverse, assortite, contraddittorie, in cui l’angoscia dei sogni notturni va di pari passo a una corsa implacabile per stare al ritmo di Wall Street. Sono gli anni dell’ebbrezza, destinata a infrangersi nel crollo fragoroso del 1929, quando le sorti di un sistema al collasso verranno affidate alle fragili mani di Bobbie Lehman, simbolo di un mondo in equilibrio precario, ostaggio delle sue stesse mode e di fatto incapace di darsi un futuro certo.
Stefano Massini ha scritto un’opera straordinaria, in grado di attraversare il tempo, intrecciando la storia privata di una famiglia e quella universale degli uomini. Spiazzante e pirotecnico, l’autore crea un edificio narrativo monumentale, in cui non c’è più spazio per le tradizionali differenze fra generi: il romanzo si amalgama al saggio, l’epica al teatro, con continue incursioni nel cinema, nelle canzoni, e perfino nelle formule matematiche e nei fumetti. Tutto questo fa di *Qualcosa sui Lehman* un libro senza eguali, con una forma assolutamente nuova, che sfidando in un corpo a corpo artistico XIX e XX secolo apre di fatto uno squarcio sul futuro.

Qualche nuvola

Héctor Belascoaran Shayne vorrebbe restarsene per sempre in quella sperduta spiaggia sul Pacifico, lontano dalla megalopoli dove un tempo faceva l’investigatore privato. Nella sterminata Città del Messico ha perduto un occhio e un pezzo di gamba, in una sparatoria per strada che ha lasciato un bambino in coma irreversibile. Ma un’amica che non rivede dai tempi dell’università rischia di essere uccisa per una torbida storia di eredità. E per Héctor, il richiamo della megalopoli diventa ancora una volta irresistibile. Luisa sa che, come sempre, la giustizia non trionferà. Ma non è un buon motivo per arrendersi. Unici alleati nella battaglia quotidiana, due lottatori un tempo famosi con i nomi di Orrore e Angelo II.

Qualche nuvola

Héctor Belascoaran Shayne vorrebbe restarsene per sempre in quella sperduta spiaggia sul Pacifico, lontano dalla megalopoli dove un tempo faceva l’investigatore privato. Nella sterminata Città del Messico ha perduto un occhio e un pezzo di gamba, in una sparatoria per strada che ha lasciato un bambino in coma irreversibile. Ma un’amica che non rivede dai tempi dell’università rischia di essere uccisa per una torbida storia di eredità. E per Héctor, il richiamo della megalopoli diventa ancora una volta irresistibile. Luisa sa che, come sempre, la giustizia non trionferà. Ma non è un buon motivo per arrendersi. Unici alleati nella battaglia quotidiana, due lottatori un tempo famosi con i nomi di Orrore e Angelo II.