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Catrame

Fumo di asfalto colloso nella spossante Milano estiva delle periferie. Tra le case popolari di Calvairate, il quartiere dormitorio di Quarto Oggiaro e il carcere di Opera emergono, come strani zombie dal sottosuolo, un suicidio sospetto, un giro di pedofili e un ex terrorista nero evaso. E tra servizi segreti impegnati in grossolani depistaggi, inconfessabili ed esplosive verità e inquietanti parole d’ordine come “indulto”, a vent’anni dal delitto Moro l’ispettore Guido Lopez non potrà fare a meno di avvertire l’aria pesante e sporca di un complotto. Un noir dirompente, un groviglio di fili elettrici che affondano nel terreno della nostra storia recente. Un romanzo d’esordio che “con una scrittura adrenalinica” per usare le parole di Fruttero e Lucentini “strappa dal già visto cortili, sotterranei, scali ferroviari, ex macelli.¿”, restituendoci una città intensa, ambigua, torbidamente poetica. Vera.
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### Sinossi
Fumo di asfalto colloso nella spossante Milano estiva delle periferie. Tra le case popolari di Calvairate, il quartiere dormitorio di Quarto Oggiaro e il carcere di Opera emergono, come strani zombie dal sottosuolo, un suicidio sospetto, un giro di pedofili e un ex terrorista nero evaso. E tra servizi segreti impegnati in grossolani depistaggi, inconfessabili ed esplosive verità e inquietanti parole d’ordine come “indulto”, a vent’anni dal delitto Moro l’ispettore Guido Lopez non potrà fare a meno di avvertire l’aria pesante e sporca di un complotto. Un noir dirompente, un groviglio di fili elettrici che affondano nel terreno della nostra storia recente. Un romanzo d’esordio che “con una scrittura adrenalinica” per usare le parole di Fruttero e Lucentini “strappa dal già visto cortili, sotterranei, scali ferroviari, ex macelli.¿”, restituendoci una città intensa, ambigua, torbidamente poetica. Vera.

Caterina, la prima moglie

Caterina d’Aragona è l’Infanta di Spagna, i suoi genitori sono i potenti Ferdinando d’Aragona e Isabella di Castiglia, sovrani e crociati. A tre anni viene promessa al principe Arturo, figlio ed erede di Enrico VII d’Inghilterra, ed educata per diventare principessa del Galles. Lei sa che il suo destino è quello di reggere quel lontano, umido e freddo Paese. La sua certezza tuttavia vacilla quando, giunta nella nuova terra, è accolta dal futuro suocero con un grave insulto. Arturo sembra poco più di un ragazzo, il cibo è strano e gli usi e costumi sono rozzi in confronto alle raffinatezze della Spagna. Piano piano, però, Caterina si adatta alla prima corte Tudor e la vita al fianco di Arturo si fa più sopportabile. Anzi, inaspettatamente, da questo matrimonio combinato sboccia un amore tenero e pieno di passione. Quando il principe muore, Caterina deve ridisegnare il proprio futuro: come può ora diventare regina e fondare una dinastia? Solo sposando il giovanissimo fratello di Arturo, il solare ma viziato Enrico. La famiglia reale inglese è contraria a queste nozze, tanto più che Enrico VII si è invaghito di lei. Caterina però è la degna figlia di Isabella e il suo spirito battagliero è indomito. Per quanto sola e osteggiata, farà di tutto per raggiungere il proprio scopo: anche se ciò significherà pronunciare la menzogna più grande di tutte e restarvi fedele a qualsiasi prezzo.
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Catene D’argento: Volume 3

Un serial killer ha preso di mira i gay di Los Angeles e l’ispettore di polizia Cassidy Ryan deve scovare il mostro prima che vengano ritrovati altri cadaveri mutilati. Le indagini lo portano a scoprire che tutte le vittime sono collegate a un famigerato club online chiamato DOMZ.com. Il proprietario del sito, Zackary Teak, è incredibilmente attraente ma anche esasperante e poco collaborativo. Dopo aver trascorso anni alla buoncostume a investigare sui crimini legati alla pornografia, Cassidy sente di odiarlo a pelle. Zack Teak oltre a essere un uomo ricco è anche un rinomato Dom, con una lunga lista di sub che non vedono l’ora di leccargli gli stivali. Nel momento stesso in cui posa gli occhi sul bel poliziotto, un ex marine dei reparti speciali, è determinato ad aiutarlo a esplorare la propria natura sottomessa, ma questi non vuole proprio saperne. E mano a mano che il biondo ispettore stringe il cerchio attorno al killer, soccombe anche all’attrazione per Teak e scopre che non è poi così male cedere il controllo e lasciarsi guidare dall’affascinate Dom. Unisciti ai due uomini nella loro caccia all’assassino, mentre cercano di non diventarne a loro volta vittime
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Catch the Fire

Evan, promettente studente di veterinaria del secondo anno di università, ha 23 anni ed è un ragazzo riflessivo, pacato e gentile. Il suo carattere lo rende propenso ad aiutare gli altri senza pretendere mai nulla in cambio. E’ il classico “bravo ragazzo” cresciuto in una famiglia amorevole che ha accettato senza problemi la sua omossesualità. All’apparenza la sua vita sembrerebbe perfetta, se non fosse per Trey.
Trey, annoiato studente di giurisprudenza al secondo anno di università, ha 23 anni ed un ragazzo sfacciato, arrogante e promiscuo. Il suo carattere lo rende affascinante agli occhi degli altri e colleziona conquiste innumerevoli senza promettere mai nulla in cambio. E’ il classico “cattivo ragazzo” cresciuto in una famiglia ottusa e perbenista che non ha mai accettato la sua bisessualità. All’apparenza la sua vita sembrerebbe un casino, se non fosse per Evan.
Evan e Trey sono amici di infanzia. Sono i due poli opposti di una calamita, non hanno nessun sogno in comune. Sono come l’acqua e il fuoco.
Evan sa benissimo quello che vuole dalla sua vita, lo sa da quando ha conosciuto Trey. E sa benissimo che il suo migliore amico non potrà mai dargli quello che desidera.
Trey è uno spirito libero, non vuole legami, non vuole appartenere a nessuna etichetta, si diverte andando a letto con chiunque in attesa di trovare la donna giusta con cui avere una famiglia.
Evan invece vuole essere quella famiglia che Trey cerca da sempre.
Ma la calma e la dolcezza di Evan, così simile all’acqua, potranno mai catturare il fuoco che da sempre alberga dentro Trey?
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### Sinossi
Evan, promettente studente di veterinaria del secondo anno di università, ha 23 anni ed è un ragazzo riflessivo, pacato e gentile. Il suo carattere lo rende propenso ad aiutare gli altri senza pretendere mai nulla in cambio. E’ il classico “bravo ragazzo” cresciuto in una famiglia amorevole che ha accettato senza problemi la sua omossesualità. All’apparenza la sua vita sembrerebbe perfetta, se non fosse per Trey.
Trey, annoiato studente di giurisprudenza al secondo anno di università, ha 23 anni ed un ragazzo sfacciato, arrogante e promiscuo. Il suo carattere lo rende affascinante agli occhi degli altri e colleziona conquiste innumerevoli senza promettere mai nulla in cambio. E’ il classico “cattivo ragazzo” cresciuto in una famiglia ottusa e perbenista che non ha mai accettato la sua bisessualità. All’apparenza la sua vita sembrerebbe un casino, se non fosse per Evan.
Evan e Trey sono amici di infanzia. Sono i due poli opposti di una calamita, non hanno nessun sogno in comune. Sono come l’acqua e il fuoco.
Evan sa benissimo quello che vuole dalla sua vita, lo sa da quando ha conosciuto Trey. E sa benissimo che il suo migliore amico non potrà mai dargli quello che desidera.
Trey è uno spirito libero, non vuole legami, non vuole appartenere a nessuna etichetta, si diverte andando a letto con chiunque in attesa di trovare la donna giusta con cui avere una famiglia.
Evan invece vuole essere quella famiglia che Trey cerca da sempre.
Ma la calma e la dolcezza di Evan, così simile all’acqua, potranno mai catturare il fuoco che da sempre alberga dentro Trey?

Catastrofe 1914. L’Europa in Guerra

Trincee, fango, filo spinato, corpi di giovani soldati martoriati da mitragliatrici, baionette e gas tossici: così ci raffiguriamo oggi la Prima guerra mondiale. Ma «che cosa è successo davvero, in Europa, nel 1914?» Possibile che tra i ventotto paesi coinvolti la Germania sia stata l’unica colpevole? Per rispondere a queste domande, e chiarire le cause di un conflitto che, agli occhi degli storici, appaiono più intricate di quelle della Seconda guerra mondiale, Max Hastings corregge le inesattezze perpetuate durante quest’ultimo secolo e fornisce al lettore una nuova, suggestiva chiave interpretativa. Sapevate, ad esempio, che quasi tutti le nazioni, per scagionarsi, distrussero la documentazione che riguardava il proprio ruolo nella guerra o ne crearono una fittizia? O che il giorno più sanguinoso di tutti non fu la Battaglia della Somme del 1916, come molti credono, ma il 22 agosto 1914, quando la Francia contò 24.000 morti in un paio d’ore (e più di un milione in cinque mesi)? Se pressoché tutti gli studi sulla Grande Guerra si sono limitati a descrivere «il convulso scenario politico e diplomatico o a fare una cronaca degli eventi militari», Catastrofe fa entrambe le cose. Da un lato, ricostruisce le cause che dalla «sensazione che stia per succedere qualcosa», dalla percezione, insomma, di un pericolo imminente portarono all’assassinio dell’arciduca Francesco Ferdinando e, dall’altro, servendosi di una quantità sterminata di testimonianze e resoconti (di generali, statisti, soldati, mogli e ragazzi comuni), descrive la sontuosa marcia dell’esercito francese accompagnato da musicisti e sbandieratori attraverso le campagne assolate; racconta l’impresa del capitano Horace Smith-Dorrien a Le Cateau che con il suo British Expeditionary Force respinse ben sette divisioni dell’esercito tedesco; e, ancora, ci parla delle poco indagate campagne in Serbia, degli inverni nella Russia dell’Est, e delle rischiose spedizioni sulle coste della Galizia. Con una scrittura scorrevole e un’ampia documentazione, Max Hastings – già acclamato e premiato in tutto il mondo per il bestseller Inferno. Il mondo in guerra. 1939-1945 – confeziona un affresco «commovente, provocante e tremendamente avvincente» (Sunday Times), che non solo chiarisce le cause della Prima guerra mondiale, ma ci conduce per mano attraverso una società terrorizzata dalla devastazione, dalla miseria e dalla morte ma, ancor più, dallo spettro della più umiliante delle capitolazioni: la sconfitta. Un’opera – già ai primi posti della classifica dei non-fiction bestsellers del New York Times, e presto in onda sulla BBC in forma di documentario – che non ha precedenti: monumentale, sorprendente; fondamentale per tutti gli studi a venire. «Un libro magnifico e profondamente commovente, e con Max Hastings come guida siamo nelle mani di un maestro». Sunday Telegraph’s Book Of The Week «Hastings scrive con un invidiabile misto di ritmo e di calma, e con un occhio acuto, capace di rintracciare i dettagli. Anche per il lettore che non sa distinguere una truppa da un battaglione, questo libro risulterà commovente, provocante e tremendamente avvincente». Sunday Times «Per chiunque voglia capire finalmente da dove sia venuto fuori quell’intricato e terrificante conflitto, non esiste modo migliore che leggere questo bel libro». The Times

Un castello in Scozia

Colin Ross, settimo conte degli Ashburnham di Scozia, non naviga certo in buone acque. Il padre ed il fratello maggiore, ormai defunti, hanno dilapidato l’intero patrimonio di famiglia, lasciando a lui l’onere di salvare la tenuta – e quanti vi risiedono – dall’incipiente bancarotta. Per il povero conte, la sola soluzione, per quanto spiacevole, a un tale stato di cose sta nel riuscire a impalmare una ricca signorina.
Ciò che egli neanche lontanamente immagina, tuttavia, è che molto presto, nel corso delle sue uscite nell’alta società londinese, gli si offrirà del tutto spontaneamente, su un vassoio d’argento, la più graziosa, eccentrica, anticonformista sfacciata e imprevedibile delle ereditiere: lady Joan Elaine Winthorp Sherbrooke, per gli amici Sinjun. Inutile dire che l’avventato progetto matrimoniale della terribile giovane non incontra certo l’approvazione del resto della famiglia, anzi l’ostinata Sinjun dovrà faticare non poco per maritarsi al bellissimo Colin e seguirlo nel suo castello in Scozia…

Un castello di inganni

“Alla fine, tutto sembra ricondursi al denaro”, riflette lapidario Thomas Lynley di fronte all’indagine che lo ha portato in Cumbria, un incarico strettamente confidenziale affidatogli da Sir David Hillier. A chiamare in causa Scotland Yard è Bernard Fairclough, baronetto di recente nomina e ricco industriale, convinto che la morte per annegamento di suo nipote Ian, archiviata dal coroner come accidentale, sia stata in realtà un omicidio. Affiancato da Deborah e Simon St. James, che lo seguono in incognito, Lynley si ritrova a frugare tra gli scheletri nell’armadio di molte “rispettabili” persone, costretto a mettere in discussione persino gli affetti più cari. E le sorprese non mancano negli armadi di casa Fairclough, o piuttosto nelle complicate relazioni che ruotano attorno alle ricche casse della famiglia: una figlia finta invalida che conduce un’esistenza parassita a spese del padre; un figliol prodigo uscito dal tunnel della dipendenza da alcol e stupefacenti che si affanna per rientrare nelle grazie del genitore, un ragazzino affetto da turbe psichiche, qualche ex moglie inviperita e non pochi amanti inopportuni… Un ginepraio su cui si è concentrata l’attenzione del giovane reporter di un famigerato quotidiano scandalistico, impegnato a indagare sulla vita del rampollo di casa Fairclough… L’ostinazione di Lynley e dei suoi ufficiosi assistenti porterà inevitabilmente a dipanare quel groviglio, facendo crollare un castello di spaventose bugie e atroci perversioni.

Il castello di Eymerich

Corre l’anno 1369. Nel castello di Montiel il re di Castiglia, Pietro il Crudele, sta subendo l’assedio del fratellastro e pretendente al trono Enrico di Trastamara. Ma la fortezza di Montiel non è un edificio comune: la sua pianta è modellata secondo un disegno antichissimo, tracciato dai maestri della Cabala, le sue pareti sembrano vivere di vita propria, le sue fondamenta affondano in un dedalo di gallerie… Qualcosa di molto inquietante pulsa in quella Sterminata Struttura. Ed è proprio il castello il nemico che Nicolas Eymerich dovrà affrontare, facendo appello a tutte le risorse della sua mente gelida e della sua intelligenza quasi disumana. Ma un avversario ancora più temibile attende al varco l’inquisitore: l’amore, inconfessato e inconfessabile, per una donna, un sentimento delicato e terribile.

Il castello del terrore

Buongiorno ragazzi. Io sono Alfred Hitchcock. Ciò dovrebbe bastare a presentarmi, credo. Voi siete i prossimi lettori di questo giallo. Innanzitutto una piccola raccomandazione: non lasciatevi impressionare dal titolo. A mio modo di vedere, infatti, di terrore in questo volume ce n’è davvero poco, a meno che non si voglia definire terrificante qualche bazzecola tipo un cadavere che all’improvviso ha deciso di tornare in vita. C’è qualcuno tuttavia che non è assolutamente d’accordo con me: e si tratta proprio de I Tre Investigatori, cioè dei protagonisti di questa storia. Essi sono: Jupiter Jones, il capo; Pete Crenshaw, il suo secondo, e Bob Andrews, il ricercatore. I tre baldi giovani, fondatori di una agenzia di investigazioni, sono riusciti con inenarrabile faccia tosta a strapparmi una presentazione e anche il loro primo incarico. Così ora stanno cercando per me un castello adatto alla realizzazione di un mio film. Suppongo che riusciranno a trovarlo, almeno prima della fine di questo giallo: ma qualcosa mi dice che si tratterà di un castello fin troppo adatto allo scopo. Ah, ah, ah. Alfred Hitchcock.

Il castello del cappellaio

Un senso di oscura fatalità domina come un giudizio divino offensori e offesi, tiranni e umiliati, nella storia della famiglia Brodie. L’esaltata volontà di potenza, il gretto egoismo del cappellaio agiscono, come una forza demoniaca, sulla madre, sulla moglie, sui tre figli e li travolgono in una rovina materiale e morale. Una sola creatura, Mary, che in nome della vita ha avuto la forza di sottrarsi alla maledizione paterna, esce dalla tragedia illuminata di speranza.

La cassa aperta

Come nel miglior *Cluedo*, un’anziana scrittrice, aristocratica irlandese, invita alcuni amici e sconosciuti *–* tra cui Hercule Poirot e Edward Catchpool, ispettore di Scotland Yard *–* nell’austera dimora di Lillieoak. Ha deciso di cambiare il suo testamento in modo alquanto bizzarro e lo farà davanti ai suoi ospiti, volenti o nolenti. Ecco un perfetto incipit per il vero appassionato di libri gialli.
*”Ciò che ho intenzione di dirvi risulterà scioccante”*, così la prima frase che pronuncia Lady Athelinda Playford, lei che ha l’abitudine di scrivere i propri libri come se “fossero trombe d’aria” e il vezzo di lasciarli in ogni angolo della casa, “pagine spiegazzate con i bordi arricciati e gli angoli puntati in ogni direzione”. Insomma *intrighi* di carta che non hanno “niente di vagamente rettangolare”. E tutto questo al cospetto di Hercule Poirot, proprio lui, “l’ometto preciso” – parole di Agatha Christie *–* “con la mania dell’ordine, della simmetria e una netta propensione per le forme quadrate”.Figuriamoci la sua irritazione nei confronti dell’eccentrica scrittrice. Un acerrimo nemico del caos, Poirot, che intuisce subito che dalla lettura del testamento nascerà qualcosa di tragico. E in queste cose l’investigatore belga è infallibile, passano poche ore e il corpo senza vita di un ospite viene trovato.
Tutti sono sospettati. È un caso di omicidio che sfugge a ogni logica e in cui mille sfumature si intrecciano: la mezza frase detta da uno dei presenti, la sfrenata avidità dei cacciatori di eredità, un enigmatico verso del *Re Giovanni* di Shakespeare che racconta di un “gioiello di una vita”, di una “vita rubata”, di una “mano sacrilega”.
Ancora una volta, l’ispettore più amato della storia della letteratura dovrà spremere tutte le sue “celluline grigie” e il lettore che pronuncerà incautamente il nome del colpevole sarà costretto a ricredersi, fino alla parola fine.
L’esecuzione di questo mystery *alla maniera* *di* Agatha Christie trova in Sophie Hannah un’interprete perfetta, per il controllo del meccanismo del giallo classico e per la sua capacità nell’aver risuscitato le atmosfere di Agatha Christie e dei suoi capolavori.
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### Sinossi
Come nel miglior *Cluedo*, un’anziana scrittrice, aristocratica irlandese, invita alcuni amici e sconosciuti *–* tra cui Hercule Poirot e Edward Catchpool, ispettore di Scotland Yard *–* nell’austera dimora di Lillieoak. Ha deciso di cambiare il suo testamento in modo alquanto bizzarro e lo farà davanti ai suoi ospiti, volenti o nolenti. Ecco un perfetto incipit per il vero appassionato di libri gialli.
*”Ciò che ho intenzione di dirvi risulterà scioccante”*, così la prima frase che pronuncia Lady Athelinda Playford, lei che ha l’abitudine di scrivere i propri libri come se “fossero trombe d’aria” e il vezzo di lasciarli in ogni angolo della casa, “pagine spiegazzate con i bordi arricciati e gli angoli puntati in ogni direzione”. Insomma *intrighi* di carta che non hanno “niente di vagamente rettangolare”. E tutto questo al cospetto di Hercule Poirot, proprio lui, “l’ometto preciso” – parole di Agatha Christie *–* “con la mania dell’ordine, della simmetria e una netta propensione per le forme quadrate”.Figuriamoci la sua irritazione nei confronti dell’eccentrica scrittrice. Un acerrimo nemico del caos, Poirot, che intuisce subito che dalla lettura del testamento nascerà qualcosa di tragico. E in queste cose l’investigatore belga è infallibile, passano poche ore e il corpo senza vita di un ospite viene trovato.
Tutti sono sospettati. È un caso di omicidio che sfugge a ogni logica e in cui mille sfumature si intrecciano: la mezza frase detta da uno dei presenti, la sfrenata avidità dei cacciatori di eredità, un enigmatico verso del *Re Giovanni* di Shakespeare che racconta di un “gioiello di una vita”, di una “vita rubata”, di una “mano sacrilega”.
Ancora una volta, l’ispettore più amato della storia della letteratura dovrà spremere tutte le sue “celluline grigie” e il lettore che pronuncerà incautamente il nome del colpevole sarà costretto a ricredersi, fino alla parola fine.
L’esecuzione di questo mystery *alla maniera* *di* Agatha Christie trova in Sophie Hannah un’interprete perfetta, per il controllo del meccanismo del giallo classico e per la sua capacità nell’aver risuscitato le atmosfere di Agatha Christie e dei suoi capolavori.
### Dalla seconda/terza di copertina
Sophie Hannah si è laureata all’università di Manchester e vive nello Yorkshire con il marito e due figli. Pubblicata in più di venti paesi nel mondo, è una delle più importanti autrici inglesi di crime novel. Il suo romanzo The Carrier ha vinto il National Book Awards Crime Thriller of the Year. È Honorary Fellow del Lucy Cavendish College (Cambridge) ed è stata nominata finalista.

Il caso Sofri: dalla condanna alla tregua civile

Questo libro rievoca la vicenda di Adriano Sofri, dagli anni della Normale di Pisa alla fondazione di Lotta continua, dal Sessantotto fino alla tragica spirale del rapimento Moro e degli anni di piombo. Ma l’analisi dell’autore si focalizza, com’è naturale, sull’omicidio Calabresi, che è all’origine della condanna di Sofri. Cazzullo esamina in particolare il contesto politico di quell’episodio, forse mai pienamente compreso, i legami con la morte di Pinelli e di Serantini, le divisioni interne a Lotta continua nella dura primavera milanese del 1972. Ricostruisce le ragioni dell’accusa e quelle della difesa, i riscontri e le ombre della confessione di Marino, e indica, infine, le ragioni per cui va concessa la grazia.
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Il caso Moro. Un dizionario italiano

Quale verità nel caso Moro? Quella degli ex brigatisti che affermano che tutto è chiaro, svelato, o quella di altri ex, capaci di vedere in ogni elemento della vicenda le infinite connessioni che rimandano ad altre strategie e interessi, sempre occulti, sempre inconfessabili? Quale verità. Quella di Moro che scrive ossessivamente dalla sua cella, quella dei suoi carnefici che nascondono dietro la verbosa prolissità dei loro comunicati la semplice, evidenza delle loro azioni, quella dei politici, che hanno perso il dono della battuta o quella degli storici che non si districano più in questo fin troppo vasto mare di documenti? Nessuna verità, solo frammenti di verità, frammenti di discorsi, ciascuno oscuro e illuminante allo stesso tempo. E allora per raccontare davvero la storia di quei giorni terribili resta solo una strada: quella del dizionario.

Il caso Maurizius-Edizione integrale

Durante uno spettacolare processo indiziario, un uomo viene giudicato colpevole dell’omicidio della moglie e condannato all’ergastolo. L’imputato però non smetterà mai di proclamarsi innocente, affermando che è stato commesso un clamoroso errore giudiziario. Diciotto anni dopo, il figlio sedicenne del pubblico ministero che all’epoca aveva rappresentato l’accusa e che su quel caso aveva fondato la sua carriera – scopre gli atti del processo e comincia ad esaminarli, giungendo a conclusioni inquietanti. Introduzione di Giorgio Manacorda.

Il caso Malaussène: Mi hanno mentito

La mia sorellina minore Verdun è nata che già urlava ne La fata carabina, mio nipote È Un Angelo è nato orfano ne La prosivendola, mio figlio Signor Malaussène è nato da due madri nel romanzo che porta il suo nome e mia nipote Maracuja è nata da due padri ne La passione secondo Thérèse. E ora li ritroviamo adulti in un mondo che più esplosivo non si può, dove si mitraglia a tutto andare, dove qualcuno rapisce l’uomo d’affari Georges Lapietà, dove Polizia e Giustizia procedono mano nella mano senza perdere un’occasione per farsi lo sgambetto, dove la Regina Zabo, editrice accorta, regna sul suo gregge di scrittori fissati con la verità vera proprio quando tutti mentono a tutti. Tutti tranne me, ovviamente. Io, tanto per cambiare, mi becco le solite mazzate. Benjamin Malaussène