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Dalla penna di Luigi Pirandello, premio Nobel per la letteratura alcune novelle che divengono per il lettore motivo di riflessione su grandi e piccole verità. I personaggi che si susseguono con le loro psicologie incisive divengono imperiose cortine che a volte frantumano il perbenismo e le rigide maschere quotidiane. Attualissime, le novelle per un anno sono senza dubbio, un patrimonio culturale di cui il buon lettore non potrà fare a meno.Novelle: Il chiodo, La signora Frola e il signor Ponza, suo genero e Una giornata **
### Sinossi
Dalla penna di Luigi Pirandello, premio Nobel per la letteratura alcune novelle che divengono per il lettore motivo di riflessione su grandi e piccole verità. I personaggi che si susseguono con le loro psicologie incisive divengono imperiose cortine che a volte frantumano il perbenismo e le rigide maschere quotidiane. Attualissime, le novelle per un anno sono senza dubbio, un patrimonio culturale di cui il buon lettore non potrà fare a meno.Novelle: Il chiodo, La signora Frola e il signor Ponza, suo genero e Una giornata

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Tra i filosofi del Novecento, Martin Heidegger è quello che più di ogni altro ha spinto il pensiero oltre i canoni acquisiti del rapporto tra soggetto e oggetto, verità ed esperienza. Ne ha esplorato il limite, al di là del quale occorreva un linguaggio nuovo: una parola rivelatrice che liberasse la filosofia dalla cappa metafisica che aveva pesato su tutta la sua storia. In tale contesto, tanto esaltante quanto arduo, si è svolta la preziosa attività di Franco Volpi non solo come studioso e acuto interprete di Heidegger, ma anche come suo magistrale traduttore. Nulla come una traduzione, infatti, consente di penetrare in profondità nei gangli di un pensiero, e chi voglia oggi smontare, e comprendere dall’interno, la complicata macchina speculativa del “mago di Messkirch” troverà dunque qui il miglior viatico. La padronanza del lessico, sfrondato da ogni compiacenza gergale, la competenza con cui Volpi chiarisce le numerose oscurità del filosofo fanno di questo libro un esempio di lettura ermeneutica, un lucido percorso nei labirinti di Heidegger. Un percorso capace di svelare la segreta relazione tra il secolo che si è chiuso e il suo più imbarazzante testimone: che incarna il destino stesso della nostra epoca, e della sua pensabilità. Con una nota di Antonio Gnoli. **

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I guai non sono finiti, per l’intrepida Dru Anderson. Il perfido Sergej ha rapito il suo amico del cuore, Graves, e per salvarlo dovrà lanciarsi in una missione che si prospetta simile a un suicidio. Ma un’altra terribile incognita la aspetta al varco: Anna, che già in passato aveva sconfitto la madre di Dru, ha sete di vendetta. È davvero giunta l’ora della resa dei conti e Dru non è certa di essere all’altezza di questo compito. Forse il suo affetto per Graves rischia di indebolirla. In una situazione ormai al limite Dru dovrà mettere alla prova tutto quello che ha imparato da Cristophe, ma al tempo stesso non potrà fare a meno di interrogarsi su quel che prova davvero per lui. In un universo in cui nulla è come sembra, dove buoni e cattivi si confondono, la giovane Anderson dovrà imparare sulla propria pelle cosa significa amare qualcuno, anche a costo della propria vita.

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La ricerca della felicità oggi è una sorta di mania, alimentata da falsi maestri che vogliono farci credere di poter cavalcare sempre l’onda più alta, di poterci sentire in eterno al settimo cielo, se solo lo vogliamo intensamente, se impariamo a respirare bene o a nutrirci in modo corretto.
Così facile non è, naturalmente, anzi è vero il contrario. Tra ideali e realtà finisce per aprirsi un divario e così la ricerca affannosa della felicità può rendere davvero infelici.
Non ne avete abbastanza di dover sempre puntare al massimo, di dover perennemente trarre il meglio da voi? Vorreste piuttosto imparare a perdonarvi gli errori compiuti, smettere di rimpiangere inutilmente le occasioni perdute? Vorreste riuscire a impegnarvi in ciò che vi conviene davvero e che conta davvero per voi? Ebbene, se la risposta è sì, siete sulla buona strada, perché questo è il punto di partenza della contentezza permanente, che si oppone con un no deciso alla fugace felicità. Diversamente dalla felicità, la contentezza è il risultato di processi mentali, e la buona notizia è che su questo ciascuno può lavorare: la contentezza non piove dall’alto, ma è una fonte di creatività e una strategia che si può apprendere. Sulla base delle ricerche scientifiche più recenti, con esempi di vita reale, test e un programma di esercizi, Christina Berndt illustra le caratteristiche della contentezza e il modo per scoprire da soli cosa è più importante per ciascuno, come acquisire un maggiore distacco da ciò che non serve o che assorbe inutili energie, e potersi dire finalmente e irrevocabilmente contenti e soddisfatti.

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Un’insolita favola nera sull’invidia, l’avidità e i più bassi sentimenti umani.
Alla fine degli anni Cinquanta, in un paesino sperduto della Basilicata, un frate maledetto dal diavolo più che benedetto dal Signore mette su in maniera poco chiara una notevole ricchezza; in più, a casa di don Pantaleo, si sussurra, avvengono cose strane. «Il demonio è più castigato del Provinciale» affermano i suoi compaesani, immaginando che diverse donne “pittate” passino la notte nella sua casa-convento. Finché, un giorno, don Pantaleo viene ritrovato morto, accasciato su una scatola di cuoio. Parte subito un’indagine ma nel frattempo l’eredità del religioso – soldi, case e terreni – finisce nelle mani dell’arcigna donna Marta, moglie di un nipote e a sua volta non più giovanissima. Da qui avrà inizio una sanguinosa battaglia per l’eredità: tra cause intentate dai parenti, in un Sud all’inseguimento del bottino, la vicenda assumerà un carattere grottesco. Tra colpi di scena e agnizioni, in palio il succoso lascito di don Pantaleo, si snoda l’intera trama di questo libro, a metà tra la favola nera e un vero e proprio giallo, finché il mistero legato al testamento si scioglierà in un sorprendente finale che avrà tutto il sapore di una beffa.
Con uno stile ironico e una scrittura brillante, Gianni Spinelli costruisce una storia piena di sorprese in cui l’eco dei grandi classici del genere favolistico, da Barbablù al Canto di Natale, si mescola alla satira di costume per una riflessione in forma di commedia sui sette vizi capitali, con al centro una misteriosissima scatola.
**«La scatola di cuoio vissuto era sistemata da sempre su un cassettone di legno massiccio nello studio di don Pantaleo, a San Clemente. Dal giorno di Natale del 1968 aveva colpito la fantasia di Antonio Forini, trentasei anni, magro, un po’ curvo, quasi calvo, lenti spesse da miope, strampalato, “un tipo che, fra centomila lire e un portachiavi di metallo, sceglie il portachiavi, senza pensarci due volte”».**

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Tre libri che nessun Papa ti farebbe mai leggere
«La storia segreta e nascosta dello Stato Vaticano.»
Corrado Augias, il Venerdì di Repubblica
La Chiesa Cattolica combatte il vizio e punisce chi non si attiene alla morale cristiana. O almeno così sostiene il Vaticano.
Ma coloro che tuonano contro i peccatori sono immacolati e irreprensibili? La loro storia è costellata di episodi che hanno ben poco a che vedere con la fede. Sin da quando alle faccende di spirito si è affiancata l’attività commerciale e finanziaria, un’ombra di peccato e di colpa ha oscurato le gerarchie ecclesiastiche. Questo volume raccoglie tre saggi di grande successo: La santa casta della Chiesa, I peccati del Vaticano, L’oro del Vaticano. L’autore passa in rassegna tutti i vizi capitali, i peccati e le colpe di cui il Vaticano si è macchiato. La strage dei musulmani e degli Albigesi, la persecuzione degli ebrei e delle streghe; poi il denaro accumulato dallo Stato Pontificio dalle origini al 1870, la fondazione degli istituti bancari dello IOR e dell’APSA… Duemila anni di malaffare e scandali, di delitti e crimini, di privilegi acquisiti o venduti a caro prezzo.
Tre libri in un unico volume sui segreti più scottanti e bui della Santa Sede e del Vaticano
«Claudio Rendina, con la sua prosa asciutta, ci accompagna come Virgilio nei gironi infernali dei sette (e più) vizi capitali della Chiesa.»
Brunella Schisa, Il Venerdì di Repubblica
«Claudio Rendina ricostruisce il business del Vaticano. Quasi un altro genere letterario.»
Sergio Rizzo, Corriere della Sera
«Il libro di Claudio Rendina vuole far luce sugli affari (noti e no) del Vaticano. Tra conti offshore e canzoni.»
Vanity Fair
Claudio Rendina
Scrittore, poeta, storiografo, ha legato il suo nome a opere storiche di successo, tra le quali, per la Newton Compton, La grande guida dei monumenti di Roma; Il Vaticano. Storia e segreti; Guida insolita ai misteri, ai segreti, alle leggende e alle curiosità di Roma; Storia insolita di Roma; Le grandi famiglie di Roma; Storie della città di Roma; Alla scoperta di Roma; Gli ordini cavallereschi; Le chiese di Roma; La vita proibita dei papi; Cardinali e cortigiane; 101 luoghi di Roma sparita che avresti voluto e dovuto vedere; 101 misteri e segreti del Vaticano che non ti hanno mai raccontato e che la Chiesa non vorrebbe farti conoscere; Le papesse e Dentro Roma e dentro il Vaticano. Ha diretto la rivista «Roma ieri, oggi, domani» e ha curato La grande enciclopedia di Roma. Ha scritto il libro storico-fotografico Gerusalemme città della pace, pubblicato in quattro lingue. Attualmente firma per «la Repubblica» articoli di storia, arte e folclore e collabora a diverse riviste di carattere storico. **
### Sinossi
Tre libri che nessun Papa ti farebbe mai leggere
«La storia segreta e nascosta dello Stato Vaticano.»
Corrado Augias, il Venerdì di Repubblica
La Chiesa Cattolica combatte il vizio e punisce chi non si attiene alla morale cristiana. O almeno così sostiene il Vaticano.
Ma coloro che tuonano contro i peccatori sono immacolati e irreprensibili? La loro storia è costellata di episodi che hanno ben poco a che vedere con la fede. Sin da quando alle faccende di spirito si è affiancata l’attività commerciale e finanziaria, un’ombra di peccato e di colpa ha oscurato le gerarchie ecclesiastiche. Questo volume raccoglie tre saggi di grande successo: La santa casta della Chiesa, I peccati del Vaticano, L’oro del Vaticano. L’autore passa in rassegna tutti i vizi capitali, i peccati e le colpe di cui il Vaticano si è macchiato. La strage dei musulmani e degli Albigesi, la persecuzione degli ebrei e delle streghe; poi il denaro accumulato dallo Stato Pontificio dalle origini al 1870, la fondazione degli istituti bancari dello IOR e dell’APSA… Duemila anni di malaffare e scandali, di delitti e crimini, di privilegi acquisiti o venduti a caro prezzo.
Tre libri in un unico volume sui segreti più scottanti e bui della Santa Sede e del Vaticano
«Claudio Rendina, con la sua prosa asciutta, ci accompagna come Virgilio nei gironi infernali dei sette (e più) vizi capitali della Chiesa.»
Brunella Schisa, Il Venerdì di Repubblica
«Claudio Rendina ricostruisce il business del Vaticano. Quasi un altro genere letterario.»
Sergio Rizzo, Corriere della Sera
«Il libro di Claudio Rendina vuole far luce sugli affari (noti e no) del Vaticano. Tra conti offshore e canzoni.»
Vanity Fair
Claudio Rendina
Scrittore, poeta, storiografo, ha legato il suo nome a opere storiche di successo, tra le quali, per la Newton Compton, La grande guida dei monumenti di Roma; Il Vaticano. Storia e segreti; Guida insolita ai misteri, ai segreti, alle leggende e alle curiosità di Roma; Storia insolita di Roma; Le grandi famiglie di Roma; Storie della città di Roma; Alla scoperta di Roma; Gli ordini cavallereschi; Le chiese di Roma; La vita proibita dei papi; Cardinali e cortigiane; 101 luoghi di Roma sparita che avresti voluto e dovuto vedere; 101 misteri e segreti del Vaticano che non ti hanno mai raccontato e che la Chiesa non vorrebbe farti conoscere; Le papesse e Dentro Roma e dentro il Vaticano. Ha diretto la rivista «Roma ieri, oggi, domani» e ha curato La grande enciclopedia di Roma. Ha scritto il libro storico-fotografico Gerusalemme città della pace, pubblicato in quattro lingue. Attualmente firma per «la Repubblica» articoli di storia, arte e folclore e collabora a diverse riviste di carattere storico.

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La saggezza è più preziosa della felicità, perché ci aiuta a ottenere non solo una vita riuscita, in cui possiamo esprimere la nostra vera natura, ma anche una vita buona, che fa crescere la nostra umanità. Ma come è possibile aumentare la gioia e diventare più virtuosi, essere sé stessi e anche in armonia con il mondo? Frédéric Lenoir – lui stesso in cerca della saggezza fin dall’adolescenza – risponde con sincerità a queste e altre domande, in un dialogo in cui le sue riflessioni si intrecciano con gli insegnamenti delle più diffuse filosofie occidentali e orientali e dei “maestri” più amati, da Seneca a Montaigne, da Spinoza a Jung. La saggezza è difficile da conquistare, perché non è un obiettivo definito, ma piuttosto un orizzonte cui tendere. Chi la cerca si esercita nel distacco dalle emozioni e nell’arte dell’attenzione, impara a indirizzare meglio le aspirazioni, a coltivare i rapporti che fanno bene e arricchiscono lo spirito. E in questo modo fa una scelta capace di cambiare l’esistenza. Il percorso, come ogni cammino, è disseminato di ostacoli, prove da superare, zone buie. Ma alla fine fortuna e avversità non conteranno più e potremo essere davvero noi stessi, in sintonia con la vita e con il prossimo. Un libro semplice e denso di una sapienza universale intramontabile, attraverso la quale l’autore ribalta l’ideale della felicità. **
### Sinossi
La saggezza è più preziosa della felicità, perché ci aiuta a ottenere non solo una vita riuscita, in cui possiamo esprimere la nostra vera natura, ma anche una vita buona, che fa crescere la nostra umanità. Ma come è possibile aumentare la gioia e diventare più virtuosi, essere sé stessi e anche in armonia con il mondo? Frédéric Lenoir – lui stesso in cerca della saggezza fin dall’adolescenza – risponde con sincerità a queste e altre domande, in un dialogo in cui le sue riflessioni si intrecciano con gli insegnamenti delle più diffuse filosofie occidentali e orientali e dei “maestri” più amati, da Seneca a Montaigne, da Spinoza a Jung. La saggezza è difficile da conquistare, perché non è un obiettivo definito, ma piuttosto un orizzonte cui tendere. Chi la cerca si esercita nel distacco dalle emozioni e nell’arte dell’attenzione, impara a indirizzare meglio le aspirazioni, a coltivare i rapporti che fanno bene e arricchiscono lo spirito. E in questo modo fa una scelta capace di cambiare l’esistenza. Il percorso, come ogni cammino, è disseminato di ostacoli, prove da superare, zone buie. Ma alla fine fortuna e avversità non conteranno più e potremo essere davvero noi stessi, in sintonia con la vita e con il prossimo. Un libro semplice e denso di una sapienza universale intramontabile, attraverso la quale l’autore ribalta l’ideale della felicità.

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L’opera è stata scritta da Trotskij nel 1929 in polemica con le “nuove teorie” della burocrazia stalinista, insediatasi a Mosca, i cui i primi esiti drammatici erano la sconfitta della rivoluzione cinese del 1925-27. I cardini di quella polemica erano rappresentati dalla critica alla “teoria del socialismo in un paese solo” e la “teoria delle due tappe”. La prima consisteva nell’affermazione secondo la quale il socialismo poteva consolidarsi in Urss a prescindere dallo sviluppo di rivoluzioni in altri paesi; la seconda, riproponendo la posizione menscevica nel dibattito di inizio secolo con i bolscevichi, sosteneva la necessità per i partiti comunisti di assecondare lo sviluppo del capitalismo e della democrazia borghese e di rimandare a una seconda imprecisata fase la lotta per il socialismo. Questa posizione ebbe la sua applicazione nella rivoluziuone cinese, dove il movimento operaio e popolare, sotto la direzione comunista, assecondò il movimento borghese di liberazione nazionale e lo sostenne con i suoi strumenti: scioperi, insurrezioni, mobilitazioni di piazza. La borghesia, spaventata da tanto protagonismo che, a prescindere dalla posizione comunista, poteva minacciare il controllo sul movimento rivoluzionario, represse nel sangue con migliaia di morti la classe operaia e i contadini.

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Quanto dovremo aspettare prima che venga detta la verità su alcuni alimenti, additivi, coloranti e molto altro che arriva sulle nostre tavole? O sulla contaminazione senza confini della chimica nell’agricoltura e nell’allevamento? Dopo vent’anni di inchieste che hanno scosso l’opinione pubblica e i palazzi del potere, Sabrina Giannini conosce bene le tattiche con cui si eludono i regolamenti, o le strategie per insinuarsi nelle pieghe delle norme e non dichiarare informazioni che allerterebbero il consumatore. Riprendendo e approfondendo alcuni dei temi scottanti che ha affrontato nelle sue indagini sull’industria alimentare, la giornalista denuncia e rivela come lobby, aziende e anche molta politica avallino verità scientifiche discutibili per salvaguardare i propri interessi, mettendo ogni giorno nel piatto di noi cittadini sostanze rischiose per la salute. Ma afferma anche che come consumatori abbiamo il potere di avviare una vera rivoluzione, scegliendo che cosa mettere nel carrello. Dall’inganno delle «dosi accettabili» allo scandalo dei fanghi di depurazione, dai pesticidi che fanno strage di api ai semi ibridi che minacciano la biodiversità, questo libro svela molte verità capaci di disinnescare pericoli e abusi e ci fornisce una mappa chiara per fare le scelte giuste per la nostra salute e per l’ambiente. **
### Sinossi
Quanto dovremo aspettare prima che venga detta la verità su alcuni alimenti, additivi, coloranti e molto altro che arriva sulle nostre tavole? O sulla contaminazione senza confini della chimica nell’agricoltura e nell’allevamento? Dopo vent’anni di inchieste che hanno scosso l’opinione pubblica e i palazzi del potere, Sabrina Giannini conosce bene le tattiche con cui si eludono i regolamenti, o le strategie per insinuarsi nelle pieghe delle norme e non dichiarare informazioni che allerterebbero il consumatore. Riprendendo e approfondendo alcuni dei temi scottanti che ha affrontato nelle sue indagini sull’industria alimentare, la giornalista denuncia e rivela come lobby, aziende e anche molta politica avallino verità scientifiche discutibili per salvaguardare i propri interessi, mettendo ogni giorno nel piatto di noi cittadini sostanze rischiose per la salute. Ma afferma anche che come consumatori abbiamo il potere di avviare una vera rivoluzione, scegliendo che cosa mettere nel carrello. Dall’inganno delle «dosi accettabili» allo scandalo dei fanghi di depurazione, dai pesticidi che fanno strage di api ai semi ibridi che minacciano la biodiversità, questo libro svela molte verità capaci di disinnescare pericoli e abusi e ci fornisce una mappa chiara per fare le scelte giuste per la nostra salute e per l’ambiente.
### Dalla seconda/terza di copertina
SABRINA GIANNINI, dopo la laurea in Psicologia, si dedica al giornalismo e fa parte del piccolo gruppo che fonda Report. Ha firmato inchieste che hanno fatto la storia del programma, a partire dalla prima sconvolgente puntata nel 1997 sulla tossicità del mercurio nell’amalgama dentale. Dalle quaranta inchieste sono scaturiti scoop internazionali, ripresi da tv e stampa di diversi Paesi, tra cui lo

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Il loro amore potrà sopravvivere alla più sconvolgente delle rivelazioni?
Il sensuale laureando Jamie Atwood si è innamorato perdutamente del misterioso guerriero dell’MMA Michael “The Machine” Kage. Con quel suo eccitante corpo pieno di muscoli, quegli inebrianti occhi verdi e la sua propensione per il sesso sfrenato, Kage è un potente afrodisiaco per l’innocente ragazzo della porta accanto.
C’è il pericolo, l’intrigo, la sensazione della sua mano forte intorno alla gola e la consapevolezza che il suo lottatore ucciderebbe oppure morirebbe per lui.
Dal momento in cui Kage si è aggrappato ai suoi fianchi, incanalando tutta quella mascolina aggressività per reclamare il suo corpo, Jamie è stato compromesso per qualsiasi altra persona.
La passione è alle stelle, mentre i due amanti cercano di integrarsi l’uno nella vita dell’altro: dichiararsi alla famiglia e agli amici, entrare a far parte del mondo delle Arti Marziali Miste ad alto livello, affrontare lo strano zio di Kage. Ma dietro la maschera di forza e indifferenza di Kage si cela un’opprimente vulnerabilità e un devastante segreto. Una volta tolta quella maschera, i traumi del passato riemergono in superficie, gli oscuri desideri sfuggono a ogni controllo, e il lottatore distrutto è spinto a ferire l’uomo che ama più della sua stessa vita.
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### Sinossi
Il loro amore potrà sopravvivere alla più sconvolgente delle rivelazioni?
Il sensuale laureando Jamie Atwood si è innamorato perdutamente del misterioso guerriero dell’MMA Michael “The Machine” Kage. Con quel suo eccitante corpo pieno di muscoli, quegli inebrianti occhi verdi e la sua propensione per il sesso sfrenato, Kage è un potente afrodisiaco per l’innocente ragazzo della porta accanto.
C’è il pericolo, l’intrigo, la sensazione della sua mano forte intorno alla gola e la consapevolezza che il suo lottatore ucciderebbe oppure morirebbe per lui.
Dal momento in cui Kage si è aggrappato ai suoi fianchi, incanalando tutta quella mascolina aggressività per reclamare il suo corpo, Jamie è stato compromesso per qualsiasi altra persona.
La passione è alle stelle, mentre i due amanti cercano di integrarsi l’uno nella vita dell’altro: dichiararsi alla famiglia e agli amici, entrare a far parte del mondo delle Arti Marziali Miste ad alto livello, affrontare lo strano zio di Kage. Ma dietro la maschera di forza e indifferenza di Kage si cela un’opprimente vulnerabilità e un devastante segreto. Una volta tolta quella maschera, i traumi del passato riemergono in superficie, gli oscuri desideri sfuggono a ogni controllo, e il lottatore distrutto è spinto a ferire l’uomo che ama più della sua stessa vita.

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Il 12 ottobre 1985 la Achille Lauro, una nave da crociera, viene sequestrata da un commando palestinese. Nelle fasi conclusive della drammatica vicenda, ai soldati italiani viene ordinato di imbracciare le armi contro militari USA. È un ordine che non piace al vertice delle Forze Armate che perciò, con la complicità del potente Circolo Margutta, inizia a pianificare un colpo di stato per rovesciare un governo ritenuto imbelle. Ma qualcuno, a conoscenza del piano Margutta, ne comunica i dettagli all’agente del Sismi Antonio Lami. Perché il golpe riesca, dice la fonte, è necessario che i golpisti entrino in possesso del dossier Ksenofont, uno sconvolgente documento segreto proveniente dall’ex Germania dell’Est in cui è meticolosamente raccontata la vita di un uomo che ha scritto la Storia della Repubblica Italiana fin dalla nascita.
Lami – già protagonista di Un assassino qualunque e coprotagonista di Formicae e La Lupa – ingaggia una lotta senza esclusione di colpi con il Circolo Margutta per acquisire per primo il documento e sventare il piano eversivo. Ma qual è l’impressionante segreto nascosto fra le pagine ingiallite del dossier? I libri di Storia e i telegiornali ci dicono la verità? Ce l’hanno sempre detta? La Repubblica Italiana è nata davvero come ci raccontano i testi storici ufficiali?
Un romanzo che ripercorre, come in un caleidoscopio, i misteri di cinquant’anni di storia italiana, da Gladio al Golpe Borghese, dalle stragi di mafia alle Brigate rosse. E che racconta una storia diversa: la Grande Verità è tutta nelle pagine ingiallite del dossier Ksenofont. Un nome che evoca potere, finzione e morte. In questo romanzo, avvincente e ben costruito, “gli anni nascosti” conoscono nuova luce. Un thriller politico destinato a fare epoca. La nostra epoca, e non solo. **
### Sinossi
Il 12 ottobre 1985 la Achille Lauro, una nave da crociera, viene sequestrata da un commando palestinese. Nelle fasi conclusive della drammatica vicenda, ai soldati italiani viene ordinato di imbracciare le armi contro militari USA. È un ordine che non piace al vertice delle Forze Armate che perciò, con la complicità del potente Circolo Margutta, inizia a pianificare un colpo di stato per rovesciare un governo ritenuto imbelle. Ma qualcuno, a conoscenza del piano Margutta, ne comunica i dettagli all’agente del Sismi Antonio Lami. Perché il golpe riesca, dice la fonte, è necessario che i golpisti entrino in possesso del dossier Ksenofont, uno sconvolgente documento segreto proveniente dall’ex Germania dell’Est in cui è meticolosamente raccontata la vita di un uomo che ha scritto la Storia della Repubblica Italiana fin dalla nascita.
Lami – già protagonista di Un assassino qualunque e coprotagonista di Formicae e La Lupa – ingaggia una lotta senza esclusione di colpi con il Circolo Margutta per acquisire per primo il documento e sventare il piano eversivo. Ma qual è l’impressionante segreto nascosto fra le pagine ingiallite del dossier? I libri di Storia e i telegiornali ci dicono la verità? Ce l’hanno sempre detta? La Repubblica Italiana è nata davvero come ci raccontano i testi storici ufficiali?
Un romanzo che ripercorre, come in un caleidoscopio, i misteri di cinquant’anni di storia italiana, da Gladio al Golpe Borghese, dalle stragi di mafia alle Brigate rosse. E che racconta una storia diversa: la Grande Verità è tutta nelle pagine ingiallite del dossier Ksenofont. Un nome che evoca potere, finzione e morte. In questo romanzo, avvincente e ben costruito, “gli anni nascosti” conoscono nuova luce. Un thriller politico destinato a fare epoca. La nostra epoca, e non solo.

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A differenza delle grandi democrazie consolidate, l’Italia, in tutta la sua storia repubblicana, è stata segnata da una fondamentale anomalia istituzionale. Accanto alla fisiologica lotta politica tra i partiti, è stato sempre evidente che le regole del gioco, la cornice in cui si svolgeva la partita, non fossero stabilizzate una volta per tutte, ma che gli assetti politico-istituzionali fossero connotati da una intrinseca provvisorietà. L’idea dell’incompiutezza della Repubblica italiana si manifesta sin dall’Assemblea costituente. Da allora, in ogni fase di sviluppo politico del Paese, non è mai mancato il riferimento a un “compimento” non ancora raggiunto. Prima per le divisioni ideologiche dovute alla guerra fredda, poi per il crollo della prima repubblica e alla necessità di definire le regole della seconda, oggi a causa dell’aprirsi di un nuovo scenario post-elettorale, la vita politica italiana è sempre stata interpretata all’insegna della eccezionalità, dell’anomalia, spesso anche dell’emergenza. Abbiamo assistito in questo modo, alla nascita di una costituzione parallela, germogliata nelle maglie lasciate aperte da quella formale, che ha offerto sviluppi del tutto imprevisti e persino all’origine ritenuti di dubbia legittimità. Il volume descrive questo processo, mettendo in evidenza i caratteri di questa “repubblica transitoria”, l’influenza che essa ha avuto sui comportamenti delle forze politiche e sulle scelte fondamentali. Insomma nella repubblica transitoria c’è sempre stato un buon motivo per eludere la normalità, per rinviare il compimento istituzionale, per non “chiudere” la transizione. Oggi, in un contesto interno e internazionale tumultuoso e incerto, il bivio che l’Italia ha davanti si presenta in termini particolarmente drammatici. Può continuare a ritenersi una Repubblica transitoria, segnata da anomalie ed episodici slanci velleitari, razionalizzando l’esistente della costituzione parallela che si è imposta, oppure assumersi la responsabilità di essere una Repubblica adulta e definire un assetto politico-istituzionale coerente con i modelli più consolidati delle democrazie avanzate in grado di affrontare, con strumenti finalmente adeguati, le immani sfide che ci attendono.

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1565, Venezia. Il sole non lambisce ancora il camposanto di San Zaccaria, quando il vecchio Giovanni si cala nella tomba del chierico Gregorio Eparco, il suo antico tutore, appena riesumata dai pissegamorti in cambio di tre ducati. Non vuole trafugare la bara di legno marcio o le ossa ricoperte di lanugine e muffa. Sta cercando un libercolo. Un diario «avvolto in una pezza di tela cerata, sigillata da un nastro nero», che lui stesso, cinquant’anni prima, ha nascosto sotto la nuca del maestro, dopo aver giurato di non sfogliarlo né di farne parola con nessuno.
Il giuramento, però, ora può essere infranto, poiché le annotazioni contenute in quell’involucro sono l’unico indizio in grado di condurre ad alcune preziosissime reliquie cristiane andate perdute.
Il diario si apre nel 1452, quando Gregorio – «la barba folta e nera» e un «fisico più da rematore che da mercante» – giunge ad Adrianopoli insieme con il suo socio d’affari, l’ebreo-veneziano Malachia Bassan.
La città, strappata a Venezia dagli Ottomani un secolo prima, offre uno spettacolo raccapricciante agli occhi dei due giovani mercanti. Ventotto marinai di una galea da mercado della Serenissima, accusata di aver disubbidito agli ordini provenienti dalla fortezza di Boghaz-kesen, fatta costruire da Maometto II per controllare il traffico sul Bosforo, sono stati torturati, uccisi e lasciati alla mercé dei cani nelle pubbliche vie.
L’intento del giovane Sultano, un ragazzo di diciannove anni magro e pallido, è chiaro: offrire una dimostrazione di forza prima di cingere d’assedio la città che, per i cristiani, è la madre e la guida di tutto il mondo, l’ancella stessa del Padre: Costantinopoli, l’arca di santità che custodisce il maggior numero di reliquie cristiane.
Mentre uno sparuto esercito di genovesi, greci e veneziani tenta di respingere l’assalto dei turchi, Gregorio ha un’idea: recuperare tutti «i frammenti di Paradiso» appartenuti ai santi e disseminati nelle chiese, nei sotterranei e dentro il Grande Palazzo imperiale di Costantinopoli, per salvare in tal modo la Cristianità. Un’idea allettante anche per Malachia Bassan, nella cui mente si affaccia il pensiero che, male che vada, quelle reliquie così preziose possono pur sempre essere vendute.
Così tra imboscate, fughe ed enigmi, i due giovani mercanti si accingono all’impresa…
Con una documentazione sterminata capace di riprodurre fedelmente l’architettura di Costantinopoli cinta d’assedio dagli Ottomani e le strategie militari, le lingue, i culti e i costumi dell’epoca, Paolo Malaguti scrive un romanzo d’avventura dall’inarrestabile tensione narrativa. E ci consegna due protagonisti memorabili, figli del XV secolo: il saggio e ossequioso chierico Gregorio e l’imprevedibile ebreo Malachia.

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*Venezia, 1818*
Tra le calli veneziane soffia aria di vendetta: il Conte Luca del Pietro è intenzionato a recuperare al tavolo da gioco il maltolto al padre. Per farlo, però, ha bisogno dell’aiuto di una giocatrice infallibile: Becky Wickes, in fuga da Londra per essere stata scoperta a barare. Durante il carnevale, travestita da regina di denari, Becky sarà la pedina fondamentale per mettere in atto la rivincita di Luca. Il freddo accordo fra il conte e la giocatrice si tramuta ben presto in una passione fatta di calde attenzioni reciproche, ma le convenzioni sociali non permettono ai due di vivere i loro sentimenti alla luce del sole. Finché un piccolo stratagemma trasforma la comune Becky Wickes nell’inattaccabile Contessa del Pietro.

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Il suo nome è Gigi Berté. Commissario Berté. C’è una macchia nel suo passato, un buco nero che gli è costato il trasferimento da Milano a Lungariva, uno di quei paesini liguri che sono troppo pieni d’estate e troppo vuoti d’inverno. In attesa di trovare casa vive nella pensione della Marzia, una donna bella ma decisamente sovrappeso, l’esatto contrario del suo immaginario erotico. Il commissario ha un segreto che non ha mai rivelato a nessuno: scrive racconti gialli e surreali. Ma poi il morto ammazzato arriva per davvero. In un angolo della spiaggia di Lungariva, in mezzo ai bagnanti. Per il commissario Berté è arrivata l’ora di mettersi al lavoro e chissà se per risolvere il caso gli servirà di più la sua esperienza di poliziotto o il suo intuito di scrittore…

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Londra, anni Quaranta. Il mondo è in guerra e può capitare che una bella ragazza diciannovenne si ritrovi a colloquio, in un appartamento squallido e quasi vuoto di un ex albergo di Northum¬berland Avenue, con un fantomatico signor Potter appartenente all’altrettanto fantomatico Inter Services Research Bu¬reau. La ragazza, tailleur grigio e camicetta bianca, si chiama Marian Sutro, di padre inglese e madre francese. Fino a qualche tempo fa viveva sulle dolci sponde del lago di Ginevra, città dove il padre era un diplomatico della Società delle Nazioni, l’organizzazione sovranazionale travolta dalla guerra. Il signor Potter è un uomo dall’aspetto comune, con giacca di tweed e panciotto, come si conviene a un membro dell’intelligence britannica. Il suo compito è reclutare agenti da spedire nel sud della Francia occupata dalle truppe tedesche, agenti naturalmente capaci di parlare francese senza inflessione straniera. Giovane donna che non è mai stata in un albergo e neppure in un bar da sola, Marian crede di essere arruolata per la sua perfetta padronanza del francese e per la missione illustrata dalla voce querula e i modi garbati di Potter: fare da corriere, nella vasta area che va da Limoges a Tolosa, per conto di un certo César, che avrebbe il compito di istruire i partigiani sull’uso delle armi e le tecniche di sa¬botaggio. In realtà la sua vera missione, ignota allo stesso Potter, è un’altra e riguarda un fisico del Collège de France: Clément Pelletier. Laureato all’École Normale Supérieu¬re, dove già sembrava un allievo predi¬letto dal Cielo, destinato a diventare un secondo Louis de Broglie, Clément Pelletier non ha mai lasciato la Francia dopo l’occupazione nazista, come invece hanno fatto molti suoi illustri colleghi. Amico fraterno di Ned Sutro, fratello di Marian, fisico che, prima dello scoppio del conflitto, era anche lui al Collège del France, Clément non è stato invaghito soltanto del suo paese, al punto da non poterlo abbandonare nemmeno quando Hitler ha fatto la sua comparsa all’Arc de Triomphe, ma anche di Marian. Venticinquenne, ha spedito alla sedicenne sorella di Ned numerose, infuocate lettere d’amore che hanno fatto sobbalzare il cuore a più di una suora nel collegio svizzero dove provvedevano all’educazione della ragazza. L’intelligence britannica ha deciso di utilizzare i servigi di Marian al solo scopo di mettere le mani sul progetto a cui Clément Pelletier sta lavorando al Collège de France: la costruzione di un ordigno capace di capovolgere le sorti della guerra.