3153–3168 di 82931 risultati

Il Principe Zaleski

All’origine, il genere poliziesco era considerato una buona palestra per i giovani scrittori: un paradigma rigido da declinare in varianti personali. Con questo spirito, nel 1895, il giovane Matthew Phipps Shiel (amico di Wilde e Beardsley; destinato alla fama, poi, col fantastico e visionario La nube purpurea), scrive Il principe Zaleski e crea il suo personaggio: il primo, e forse l’unico, detective secondo i canoni fin de siècle. Esule dalla patria russa per amore, misantropo isolato nella torre di un maniero inglese decorata nel gusto — diremmo noi — dannunziano, coltissimo e fragile, il principe si dedica a studi di orientalistica e misteriosofia. È un esteta decadente: e s’annoia. Soprattutto quando il suo « Watson » (questi racconti sono anche in concorrenza con Sherlock Holmes, da poco nato allora e già popolarissimo) gli propone casi da risolvere, per pura via d’intuizione e d’intelletto, e di preveggenza quasi magica. Di essi Zaleski trasceglie solo quei delitti che davvero rientrerebbero in una delle belle arti.

Il porto maledetto

Il capitano Roffel è stato avvelenato sulla nave che comandava. Il suo compare, sir Ospring, viene invece ritrovato accoltellato in una taverna. Due delitti apparentemente senza movente, ma fratello Athelstan, l’assistente del coroner di Londra, ha una sua teoria e per provarla non esiterà ad affrontare il pericolo dei pirati e l’oscura minaccia di una nave maledetta a bordo della quale gli uomini scompaiono senza lasciare tracce.

Il Piccolo Negozio Degli Amori Perduti E Ritrovati

**Dall’autrice del bestseller *La casa dei sogni***
Alice Rose ha trascorso la sua vita desiderando di scoprire chi fossero i suoi genitori naturali. Quando era in fasce, infatti, è stata ritrovata nelle brughiere dello Yorkshire, vicino alla cittadina di Haworth. Dopo un’adozione finita male si è dovuta prendere cura di sé stessa, cercando un luogo che la facesse sentire a casa. E in effetti un luogo simile esiste: è la sua cucina. Quando annusa gli aromi di cannella e di limone o affonda le mani nella farina, ha la certezza di essere finalmente nel posto giusto. E così decide di aprire una piccola sala da tè a Haworth, sicura che questo passo segnerà l’inizio di una nuova vita. Gli amici infatti non tardano ad arrivare e tra loro c’è anche l’affascinante vicino di casa, che si offre di aiutarla a risolvere il mistero che coinvolge la sua famiglia. Ma la verità richiede spesso una buona dose di coraggio. Alice non vuole di certo sottrarsi alle prove che la aspettano, e sa che farà di tutto per conquistare il lieto fine che merita…
**Non si aspettava di trovare il luogo perfetto per scrivere il suo lieto fine…**
«Questo libro è l’intrattenimento perfetto per un pomeriggio di lettura. Un romanzo splendido che rievoca le sorelle Brontë.»
**The Lady**
«Trisha Ashley ci porta nelle brughiere inglesi e riesce a farci sentire a casa. Una lettura straordinaria.»
**Writing Magazine**
«Una delle più brave autrici in circolazione.»
**Katie Fforde**
**Trisha Ashley**
è nata nel Lancashire e ha studiato allo Swansea Art College. Oggi vive in Galles. È autrice di diversi romanzi femminili di successo, che hanno scalato le classifiche in Inghilterra. I suoi libri sono tradotti in Germania, Portogallo, Repubblica Ceca e Turchia. La Newton Compton ha pubblicato *Cosa indossare al primo appuntamento, 12 giorni a Natale, La casa dei sogni* e *Un Natale indimenticabile*.

Il palazzo del Desiderio

È il secondo dei tre romanzi che compongono la trilogia.Narra le vicende di una famiglia cairota, alternando ad esse la descrizione degli avvenimenti storici più significativi e fornendo uno grande affresco della vita egiziana con immagini vivide che ci trasportano in un mondo lontano, esotico, comunque affascinante. Protagonista principale è Kamal, appassionato di poesia e filosofia, rispettoso della morale tradizionale e fortemente legato alle idee nazionaliste che, scontrandosi con il mondo e le sue crudeltà, perde ad uno ad uno tutti i suoi sogni di purezza e bellezza: Kamal o il disincanto della vita.

Il padre

Il libro narra le vicende di Jennifer, una matura ragazza nubile poco amata e molto sfruttata dal padre, illustre scrittore. Jennifer fa una promessa alla madre morente: occuparsi di lui fino alla sua morte. Tuttavia, il giorno in cui l’anziano genitore torna a casa con una giovanissima e alquanto spaurita moglie, Jennifer si sente finalmente libera di lasciare la casa paterna, di trasferirsi in campagna, suo sogno da sempre, e di mettere fine all’esistenza insulsa che conduce a Londra, un’esistenza fatta soltanto di dedizione forzata, lavoro e infelicità, priva di ogni affetto. Dopo varie vicissitudini trova un piccolo cottage fuori città, e vi si stabilisce. Fa inoltre la conoscenza di un giovane ecclesiastico, James, suo padrone di casa, con il quale nasce un’amicizia che presto si trasforma in uno speranzoso amore. Non ha fatto però i conti con il padre, che la rivuole a casa a tutti i costi, non trovando una segretaria con un addestramento pari al suo; né con la sorella di James, una zitella dispotica e attempata che da sempre piega il fratello alla propria volontà con la sua soverchiante personalità e il suo smisurato egoismo, né tanto meno con la giovane matrigna, terrorizzata e pentita di quel matrimonio frettoloso e azzardato. Anche lei vuole che Jennifer torni a casa, affinché sotto la sua ala protettrice possa trovare affetto e comprensione, oltre che un rifugio dall’esigente imperio dell’anziano marito. Jennifer cerca di difendere strenuamente l’insperata felicità e la promessa di un amore, oltre che il suo cottage coperto di rose tanto a lungo sognato, Rose Cottage, ma tutto sembra congiurare contro i suoi piani. Il padre ricatta la figlia con la scusa della propria salute cagionevole, peggiorata anche in seguito alla fuga della giovane moglie, e la costringe a ritornare…

Il Mondo Secondo Garp

Uno dei libri più venduti nel mondo, caratterizzato da una vena di pazzia e di tristezza, *Il mondo secondo Garp* è una splendida rassegna di atteggiamenti incongrui e imprevedibili verso il sesso, il matrimonio, la famiglia e il femminismo.
Una donna “sessualmente sospetta”, la madre di Garp, diviene bersaglio di un pazzo che odia le donne e che la ucciderà; Garp, a sua volta, diviene bersaglio delle femministe radicali e sarà vittima di una pazza che odia gli uomini. Un libro ironico e insieme drammatico che rivela le contraddizioni dell’America di fronte alle problematiche della liberazione sessuale.
Un capolavoro personale, una chiara dimostrazione del credo morale ed estetico di Irving.

Il mondo in un bacio

SEKALI SAJA TIDAK CUKUP
Sentuhan pertama antara Harrison dan Kimberley telah menyalakan bara api di dalam tubuh mereka. Daya tarik fisik di antara mereka begitu kuat, meskipun sebetulnya mereka tidak saling menyukai, bahkan cenderung saling merendahkan. Harrison yuakin bahwa sekali saja mereka bermain cinta, hasrat mereka akan terpuaskan, dan mereka akan terbebas dari rasa penasaran yang terus-menerus mendera mereka. Kimberley sendiri sadar bahwa Harrisaon tak berniat menjalin hubungan serius dengannya, namun ketika Harrison menawarkan “kencan semalam”, ia tak kuasa menolaknya.
Masalah timbul ketika “kencan semalam” itu membuahkan hasil yang tak terduga-duga. Kimberley hamil dan kemudian melahirkan seorang bayi perempuan yang sangat cantik. Harrison yang sangat mencintai putrinya besikeras untuk menikahi Kimberley, sebab ia tak berminat untuk menjadi ayah paro waktu. Ia ingin terlibat penuh daalam kehidupan putrinya. Tapi mana mungkin pernikahan dengan dasar yang selemah itu akan dapat bertahan? Lebih-lebih lagi dengan banyaknya gadis-gadis oportunis yang mengelilingi Harrison dan siap merenggut pria itu dari samping Kimberley!

Il mare è mio fratello

“Il mare è mio fratello” è l’opera prima di Kerouac ventenne, un romanzo scritto nel 1943 che finora si credeva perduto. Quarant’anni dopo la morte del padre della Beat Generation, il manoscritto – che qui si pubblica per la prima volta in Italia – è stato ritrovato nel suo archivio. Vi si racconta la vicenda di Wesley Martin, un uomo a cui “il mare bastava, era tutto”, chiaramente ispirata alle esperienze di Kerouac stesso, imbarcato su un mercantile tra l’estate e l’autunno del 1942. Complesso ritratto di personaggi (“l’americano in via d’estinzione, lo spirito libero, l’indiano d’America, gli ultimi pionieri e gli ultimi vagabondi”), ricco di spunti, articolato nell’utilizzo dei mezzi letterari, “Il mare è mio fratello” offre un’immagine particolare dell’America degli anni Trenta e dei primi anni Quaranta, permettendo fra l’altro di seguire la nascita e la formazione di uno scrittore giovanissimo, ma già maturo e consapevole della propria forza. L’edizione, corredata da un ricco apparato fotografico, offre anche il carteggio di Kerouac con l’amico poeta Sebastian Sampas.

Il Maledetto United

«Loro sono la sua squadra. Il suo Leeds. Il suo sporco, maledetto Leeds e lo saranno sempre. Non la mia squadra. Mai. Non la mia. Mai. Non questa squadra. Mai.» Nel 1974 l’eccentrico Brian Clough accetta di allenare una delle più difficili squadre del campionato di calcio inglese: il Leeds United. Giocatori altezzosi, in cima alla classifica, ma aggressivi e scorretti. Disposti a tutto pur di vincere. Clough sa che non sarà semplice far funzionare le cose, eppure non rifiuta l’incarico e, spinto da un orgoglio infinito, accetta nella convinzione di poter trasformare il Leeds in una squadra che vince senza imbrogliare. Inizia così la cronaca avvincente e disperata dei quarantaquattro giorni del più carismatico e controverso allenatore del Leeds. Il maledetto United è un romanzo che rimbalza tra passato e presente, paranoia e lucidità, che scava nella realtà e la trasfigura fino a riportarla alla sua essenza più brutale.

Il Libro: The Book

OFFERTO IN PROMOZIONE GRATUITA DA LUNEDI’ 13 A VENERDI’ 17 MAGGIO!!
Estate 1999. In vacanza con i genitori in Italia, Joan, una bambina di sei anni, trova sulla battigia un libro antichissimo. Lo getta per gioco verso il padre che, afferrandolo per una pagina, vi scopre impressa la sua immagine. L’uomo, Peter Talberg, un giovane insegnante di Cambridge, fa analizzare il libro da un archeologo suo amico, Julius Quarry, il quale scopre che quell’oggetto è il più straordinario reperto archeologico della storia. È stato scritto cento milioni di anni fa, è completamente indistruttibile e contiene le più dettagliate profezie mai scritte, compresa la più terrificante: allo scadere della mezzanotte del 31 dicembre 2005, l’intero Universo scomparirà nel nulla, a meno che la persona illustrata dalla foto (cioè lo stesso Peter) non farà quello che è scritto sull’ultima pagina. Una pagina, però, che manca, strappata di netto, nonostante il libro sia assolutamente indistruttibile.
Da quel momento la vita del protagonista si trasforma in un incubo, aggravato da terribili circostanze che travolgono i suoi affetti più cari e l’uomo, condannato alla solitudine, troverà sulla sua strada figure inquietanti e malefiche, che faranno di tutto per impedirgli di risolvere il diabolico enigma.
Troverà un temporaneo conforto nella relazione con Alicia, una stupenda studentessa, ricca e amorale, che lo travolgerà con una sensualità sfrenata e trasgressiva. Nemmeno lei, però, eviterà il destino di Talberg, che dovrà riprendere la corsa alla ricerca della pagina perduta. Il suo viaggio lo porterà in luoghi della Terra legati a grandi misteri: le Piramidi egizie, i Moai dell’isola di Pasqua, i riti zoroastriani dell’Iran. Fino, addirittura, al suo coinvolgimento nella tragedia delle Torri Gemelle a New York. Solo allo scadere del tempo concessogli, però. dopo incredibili peripezie in altri luoghi misteriosi – le Piramidi Maya in Yucatan, il Great Blue Hole del Belize, Santorini, Stonehenge e tante altre – Peter si troverà di fronte all’imprevista e sconvolgente soluzione.
“Il Libro” è il suo primo romanzo, un appassionante thriller fantasy che si legge come se si stesse assistendo ad un incredibile film d’azione, dove però tutti i luoghi e le storie raccontate sono assolutamente reali, dal momento che l’autore, Gigi Oliviero, è un documentarista che per anni li ha visitati e filmati di persona. Napoletano, figlio d’arte (il padre Nino è stato un grande musicista giunto al Premio Oscar) Gigi è nato nel mondo dello spettacolo. Completati gli studi (è laureato in legge e in cinematografia e diplomato in pianoforte) ha realizzato, come produttore e regista, centinaia di filmati in infiniti luoghi del mondo, fra cui mitici documentari subacquei con Enzo Maiorca, andati in onda su tutte le reti nazionali.
Autore sempre dei testi dei suoi documentari, ha realizzato due film a soggetto (“Malù” e “Napoli.
Nà!”) e decine di applicazioni multimediali turistico-culturali. Ha vinto inoltre decine di premi in Festival Internazionali e insegna documentarismo alla Libera Università del Cinema di Roma.
Ha già pubblicato su Amazon due Manuali di Cinema:
“PROFESSIONE MONTATORE” () e
“L’APPRENDISTA REGISTA” ().
Centinaia di suoi lavori sono raccolti nel sito [www.ifilmati.com](http://www.ifilmati.com) e nel Canale You Tube “iFilmati”, che hanno superato i 112 milioni di visitatori con oltre 30.000 visite al giorno.
[email protected]

Il figlio del sole

Una folla tripudiante accoglie l’improvvisa discesa dal cielo di Pete Stagg, tornato sulla Terra dopo 800 anni di viaggio senza tempo fra le stelle. Tutta Washington porta in trionfo il giovane e prestante astronauta e lo incorona «figlio del Sole»: un onore eccezionale che reca con sé dei privilegi ancor più eccezionali. La civiltà terrestre, infatti, ha continuato a evolversi nella direzione di un paganesimo tribale, rituale, orgiastico! E Stagg, il cui nome stesso ha un suono profetico (in inglese la parola «stag» è un nome che vuol dire cervo, e un aggettivo che dà l’idea del maschio molto maschio), Stagg si trasforma in una specie di super-stallone, dopo essere stato manipolato dalle sacerdotesse. Suo malgrado, si ritrova provvisto di splendide e sensibili corna cervine e di una potenza virile irrefrenabile e praticamente illimitata..

Il Duca e io

La famiglia Bridgerton è certamente una di quelle che non si dimentica, contraddistinta da una mamma chioccia (nel senso migliore del termine) e dai suoi suoi otto figli, rigorosamente chiamati in ordine alfabetico (Anthony, Benedict, Colin, Daphne, Eloise, Francesca, Gregory e Hyacint) che, se proprio volessero renderla felice, dovrebbero sposarsi il più in fretta possibile (ovviamente felicemente). Daphne è sicuramente nata per essere moglie e madre. Cresciuta in una famiglia unita e oltremodo protettiva, non riesce a immaginare un futuro che non comprenda un marito da amare e una nidiata di bambini da crescere. Purtroppo mancano dei validi corteggiatori, (ce n’è uno la cui stupidità tocca vette inimmaginabili ed è da scartare a priori), perché tutti la vedono come la migliore amica, ma non di più. Simon, invece, si potrebbe dire avere il problema opposto. Non si vuole assolutamente sposare ed è stanco di dover sopportare tutte quelle madri che non perdono occasione per presentargli le loro splendide figlie. Quando incontra Daphne e viene a sapere dei suoi problemi pensa che, unendo le loro forze, potrebbero trarne entrambi dei vantaggi. Dovrebbero fingersi fidanzati, in modo tale da far desistere le pretendenti di lui e incuriosire gli uomini che, finalmente, la guarderebbero con occhi diversi. Il piano funziona alla perfezione. Daphne si ritrova puntati addosso gli sguardi di svariati corteggiatori che la ricoprono di fiori e poesie e Simon può tirare un sospiro di sollievo. Solo che le cose non sono mai semplici come si potrebbe pensare, anzi, a volte si ha la presunzione di saper come agire senza accorgersi del disastro che si sta combinando. Infatti Simon, mai e poi mai, avrebbe immaginato di restare affascinato a tal punto dalla sua ‘finta fidanzata’, da non riuscire a togliersela dalla testa. Giorno e notte. Proprio lei, Daphne, l’unica su cui non può permettersi di posare nemmeno una ciglia di un suo occhio, essendo la sorella del suo migliore amico, Anthonny. Daphne, al contrario, quando si scopre innamorata di Simon non pensa possa esistere un solo problema al mondo. Cosa ci può essere di più meraviglioso dell’amore? Soprattutto quando è ovvio che Simon la ama, o per lo meno ci è molto vicino. Ma lui non vuole sposarsi e tanto meno avere figli. Purtroppo questo rifiuto ha radici molto lontane, che risalgono alla sua infanzia, quando un problema di balbuzia gli aveva causato il rifiuto del padre che lo considerava un ritardato, un ragazzino indegno di portare il suo nome. Simon è cresciuto lottando per riuscire a parlare correttamente e ha vinto la sua sfida, trovando quell’autocontrollo sufficiente a fargli pronunciare una lettera dopo l’altra senza fermarsi. Ma per suo padre non è bastato. L’emozione del bambino nel vedere il genitore era sempre troppo forte e inevitabilmente l’antico balbettio saltava di nuovo fuori, rendendolo oggetto di scherno. Per questo non vuole sposarsi ed avere figli. Potrebbe averne uno come lui… un poveretto destinato a vivere combattendo contro le malevolenze e i pregiudizi. Il romanzo si apre proprio raccontando il passato di questo ragazzino solo contro il mondo intero, desideroso unicamente di conquistarsi l’attenzione del padre, avendogli il destino negato anche l’affetto materno. E come al solito Julia Quinn ci regala pagine e pagine piene di ironia, per poi toccare corde più delicate e fragili, scandagliando la personalità nascosta e intima dei suoi personaggi. Un buon titolo che riserva la sua parte migliore nella prima metà per calare leggermente verso la fine. Purtroppo le motivazioni che spingono Daphne ad agire in un certo modo pur di avere un figlio mi hanno convinta poco e sono il motivo dei tre cuoricini, che altrimenti sarebbero potuti essere quattro. In ogni caso ci sarà da ridere e sospirare, grazie anche all’attenta Lady Whistledown, l’autrice di cronaca rosa più odiata e più letta di tutta Londra. L’unica che sa sempre tutto di tutti e che apre i capitoli con frammenti dei suoi articoli. Curiosi di sapere chi si nasconde dietro la sua penna?

Il diluvio

La famiglia di Noè, sua moglie, i suoi figli, le sue nuore. Sono loro i protagonisti di questo romanzo crudo e a tratti sconvolgente che ha fatto gridare allo scandalo per la sua lettura laica del diluvio universale. Al centro della narrazione c’è questa famiglia pronta a raccontare cosa significhi vivere con un uomo toccato dalla mano di Dio, che lotta contro eventi che loro non possono comprendere né controllare. Quando inizia a piovere, la famiglia si ritrova intrappolata nell’Arca senza alcuna esperienza nell’allevamento e nella cura degli animali e nessuna idea di quando la pioggia cesserà. Una famiglia colta in un momento particolarmente critico, che reagisce con umanità, alternando tensione e scoppi di ilarità.

Il diario segreto di Phileas Fogg

Tutti sanno chi è Phileas Fogg, lo scommettitore inglese che è riuscito a fare il giro del mondo in ottanta giorni. Tutti sanno a quali avventure e a quali pericoli Fogg e il suo maggiordomo siano andati incontro per non essere battuti sul tempo. Ma nessuno sa quello che è realmente accaduto durante il viaggio, e che Fogg stesso osò confessare solo nel suo diario segreto. Ora Philip José Farmer rivela il contenuto di quel documento e ci racconta un altro Giro del mondo: un’avventura fantascientifica in cui il nostro eroe è alle prese con aliens, misteri e paradossi spazio-temporali.
Copertina di Luca Michelucci

Il delitto di Saccargia

**Le indagini del tenente Roversi**
Sembra a prima vista un banale incidente ad avere provocato la morte di Salvatore Mazzoni, ma un particolare insospettisce i carabinieri: a una cinquantina di metri dalla vittima viene trovato anche il corpo del suo cavallo, deceduto per un colpo di pistola alla testa. Il tenente Roversi, che sperava di ottenere un permesso per andare a Bologna, viene invece inviato sul luogo per sostituire il comandante, vittima di un infortunio. Salvatore Mazzoni era un rappresentante di commercio e noto dongiovanni locale, con la passione per i lavori di intaglio sul legno e la pessima abitudine di rappresentare, nelle sue opere, in modo sibillino e ambiguo, le sue conquiste. Alcune piccole stranezze, e soprattutto la scoperta di una testa di gallo mozzata nei terreni di Mazzoni, inducono Roversi a non chiudere subito il caso. Il tenente è convinto che nelle statuette di Mazzoni si trovino delle indicazioni per far luce sulla sua morte e che seguendo una di quelle piste riuscirà a risolvere il mistero…
**Un cadavere accanto alla basilica di Saccargia sconvolge i piani del tenente Roversi…
Hanno scritto dei suoi libri:**
«Il tenente Giorgio Roversi, bolognese laureato in Fisica, fanatico della scorza di cioccolato e di Tex Willer, è stato sbattuto in Sardegna per motivi disciplinari e si trova subito alle prese con un cadavere. La prima incursione nel poliziesco di Gavino Zucca.» 
**La Lettura – Il Corriere della Sera**
«Un giallo classico con inserti in sassarese e squarci vintage.»
**Tu Style**
**Gavino Zucca**
è laureato in Fisica e in Filosofia ed è specializzato in Progettazione di Sistemi informatici. È nato e vive a Sassari, dopo aver trascorso oltre trent’anni a Bologna dove ha lavorato all’ENI come project manager, prima di dedicarsi all’insegnamento della Fisica nella scuola superiore. Ha ottenuto numerosi riconoscimenti partecipando a premi letterari in tutta Italia. La Newton Compton ha pubblicato *Il mistero di Abbacuada,*   *Il giallo di Montelepre* e *Il delitto di Saccargia* , dedicati alle indagini del tenente Giorgio Roversi.

Il declino della violenza: Perché quella che stiamo vivendo è probabilmente l’epoca più pacifica della storia

Il XX secolo, con lo spaventoso numero di vittime provocate da due guerre mondiali e vari genocidi, è stato definito “il secolo più violento della storia”, e l’alba del nuovo millennio sembra prefigurare scenari non meno inquietanti, diffondendo ovunque una crescente sensazione di insicurezza e paura. Eppure, anche se può sembrare incredibile, in passato la vita sul nostro pianeta è stata di gran lunga più violenta e spietata, e quella che stiamo vivendo è probabilmente “l’era più pacifica della storia della nostra specie”. A sostenere questa tesi in apparenza paradossale e destinata a far discutere è Steven Pinker, il quale dimostra, statistiche alla mano, che il calo della violenza può essere addirittura quantificato. E le cifre che fornisce sono impressionanti. Le guerre tribali hanno causato, in rapporto alla popolazione mondiale del tempo, quasi il decuplo dei morti delle guerre e dei genocidi del Novecento. Il tasso di omicidi nell’Europa medievale era oltre trenta volte quello attuale. Schiavitù, torture, pene atroci ed esecuzioni capitali per futili motivi sono state per millenni ordinaria amministrazione, salvo poi essere bandite, nel volgere di un paio di secoli, dagli ordinamenti giuridici e dalla coscienza collettiva di tutte le nazioni democratiche. Oggi, invece, i conflitti fra paesi sviluppati sono scomparsi, e anche il tributo di sangue di quelli nel Terzo mondo è infinitamente minore rispetto a soli pochi decenni fa. Inoltre, delitti, crimini d’odio, linciaggi, pogrom, stupri, abusi sui minori, crudeltà verso gli animali sono tutti significativamente diminuiti dopo l’emanazione delle prime carte dei diritti dell’età moderna. Ma che cosa ha determinato questo declino della violenza, se nel frattempo la mente e il cuore dell’uomo sono rimasti più o meno gli stessi? Secondo Pinker, tale processo di portata epocale è dovuto al trionfo dei “migliori angeli” della nostra natura (empatia, autocontrollo, moralità e ragione) sui nostri “demoni interiori” (predazione, dominanza, vendetta, sadismo e ideologia), un trionfo reso possibile dalle istanze civilizzatrici su cui l’Occidente ha fondato la propria identità: monopolio statale dell’impiego legittimo della forza, alfabetizzazione, cosmopolitismo, libertà di commercio, “femminizzazione” della società, e un uso sempre più ampio della razionalità nell’agire economico e nel dibattito pubblico. Così, prendere atto della graduale riduzione di tutte le forme di violenza nel corso della storia non solo rende ai nostri occhi il passato meno innocente e il presente meno sinistro, ma ci costringe a ripensare radicalmente le nostre più profonde convinzioni sul progresso, la modernità e la natura umana.