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Eterna

Londra, 1888. Annabel Lovelace è cresciuta nel cimitero di Highgate, e non conosce nulla al di fuori delle sue alte mura. Abbandonata a soli quattro anni dalla madre, ha come unico affetto la cara zia Heather. Senza di lei non potrebbe affrontare il terribile zio Tom, custode del cimitero. A sei anni, dopo aver sofferto di cuore sin dal primo anno di vita, il medico di famiglia le prescrive una medicina che dovrà accompagnarla per sempre… Sei gocce di digitale purpurea per mantenerla in vita, sei gocce rosse come il sangue che la strapperanno alla morte. Insieme alle preziose gocce, arriverà per Annabel una sorpresa sconvolgente, che marcherà la sua esistenza fino alla fine dei suoi giorni: è in grado di comunicare con l’aldilà, di dare voce a coloro che l’hanno persa per sempre. Ed è in questa sensazione di incredulità che Annabel sentirà che il suo cuore malato riuscirà a riempirsi di vero amore se solo potesse capire chi è quell’uomo che perseguita i suoi sogni.
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L’età breve

Romanzo di formazione pubblicato per la prima volta nel 1946, L’età breve, prima e più compiuta tappa della trilogia delle Memorie del mondo sommerso, segna il passaggio di Corrado Alvaro da scrittore “regionale” a scrittore di ben più ampia rilevanza. Nella vicenda di Rinaldo Diacono, ragazzo calabrese espulso dal collegio per aver scritto deliranti storie d’amore a una giovanissima e ripreso in famiglia a condizione di tener nascosta l’infamante interruzione degli studi, Alvaro mette in luce il falso moralismo, la mistificazione, il culto dell’apparenza di certa società meridionale. Diario del difficile passaggio dall’adolescenza all’età adulta e di una sofferta scoperta della sessualità, questo romanzo coglie il momento di transizione di una società contadina che sogna di rompere il proprio isolamento e tenta la strada del riscatto sociale attraverso la cultura.
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### Sinossi
Romanzo di formazione pubblicato per la prima volta nel 1946, L’età breve, prima e più compiuta tappa della trilogia delle Memorie del mondo sommerso, segna il passaggio di Corrado Alvaro da scrittore “regionale” a scrittore di ben più ampia rilevanza. Nella vicenda di Rinaldo Diacono, ragazzo calabrese espulso dal collegio per aver scritto deliranti storie d’amore a una giovanissima e ripreso in famiglia a condizione di tener nascosta l’infamante interruzione degli studi, Alvaro mette in luce il falso moralismo, la mistificazione, il culto dell’apparenza di certa società meridionale. Diario del difficile passaggio dall’adolescenza all’età adulta e di una sofferta scoperta della sessualità, questo romanzo coglie il momento di transizione di una società contadina che sogna di rompere il proprio isolamento e tenta la strada del riscatto sociale attraverso la cultura.

L’estate di Helliconia

Con questo L’inverno di Helliconia si conclude la magnifica trilogia dedicata da Brian Aldiss ad Helliconia, un mondo che fa parte di un sistema binario con un periodo di rivoluzione attorno alla sua stella principale, Freyr, di ben 2592 anni terrestri. Questo determina il ciclico alternarsi di stagioni di enorme durata, ove il clima e l’ambiente subiscono gigantesche trasformazioni ed intere civiltà muoiono e rinascono senza che ne rimanga il ricordo. Su questo sfondo incredibilmente affascinante Aldiss costruisce il suo massimo capolavoro, un’epica grandiosa imperniata sulla descrizione delle vicende degli umani e dei phagor, i pelosi nativi simili a minotauri da sempre rivali dell’umanità per la supremazia del pianeta. E ora che l’autunno del Grande Anno di Helliconia si avvia verso la sua lenta fine e il lungo, rigido inverno si avvicina, grossi mutamenti si preannunciano: mentre gli uomini tendono a rintanarsi nelle loro cittadelle stretti dall’assedio del freddo, i phagor emergono dalla loro ritirata estiva e riprendono la perenne e sanguinosa lotta per il predominio. In questo scenario stupendo, straordinariamente ricco e complesso, si muovono i personaggi umani e alieni di un’epopea unica e maestosa che è una meravigliosa vicenda fantascientifica ma anche al contempo una sapiente metafora del nostro mondo e dei profondi dissidi che lacerano l’uomo moderno.

Essenza dei tantra

Il tantrismo è uno dei più vasti e complessi movimenti religiosi dell’India. Nel X secolo d.C. esso trovò in Abhinavagupta, filosofo e mistico scivaita vissuto nel Kashmir, il massimo espositore ed esegeta. Attraverso i ventidue capitoli dell’opera, il lettore è condotto in un mondo solo apparentemente allucinato e labirintico, ma obbediente in realtà a un pensiero e a una logica rigorosa, che attinge tra l’altro alla ricchezza caleidoscopica d’immagini tipica dell’induismo. Il fine ultimo è il riconoscimento dell’assoluta identità del nostro io con quello di Siva, l’Io o coscienza cosmica nella sua essenziale e luminosa purezza.
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L’erotismo

In questo momento della storia, le donne e gli uomini cercano ciò che li accomuna, superando le differenze. Però hanno anche diverse sensibilità, diversi desideri, diverse fantasie. Dimenticarlo significa vivere l’erotismo sotto il segno del fraintendimento, dell’equivoco, della trasfigurazione. Spesso, immaginiamo l’altro come, in realtà, non è, e pretendiamo cose che egli non può dare. L’erotismo ci si presenta sotto il segno della contraddizione. Eppure gli incontri avvengono, eppure esiste l’attrazione reciproca, esiste l’innamoramento. Come è possibile? Qual è la strada che conduce dalle differenze all’intesa, alla comprensione, all’incantesimo dell’amore?
In questo libro Alberoni segue la sensibilità erotica a partire dalle sue prime manifestazioni nella preadolescenza, indaga il corteggiamento e le infedeltà, e fa luce sull’abisso che separa l’immaginario femminile da quello maschile. Per percorrere infine con il lettore quel sentiero che, misteriosamente, conduce dal conflitto al meraviglioso incantesimo dell’amore.
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### Sinossi
In questo momento della storia, le donne e gli uomini cercano ciò che li accomuna, superando le differenze. Però hanno anche diverse sensibilità, diversi desideri, diverse fantasie. Dimenticarlo significa vivere l’erotismo sotto il segno del fraintendimento, dell’equivoco, della trasfigurazione. Spesso, immaginiamo l’altro come, in realtà, non è, e pretendiamo cose che egli non può dare. L’erotismo ci si presenta sotto il segno della contraddizione. Eppure gli incontri avvengono, eppure esiste l’attrazione reciproca, esiste l’innamoramento. Come è possibile? Qual è la strada che conduce dalle differenze all’intesa, alla comprensione, all’incantesimo dell’amore?
In questo libro Alberoni segue la sensibilità erotica a partire dalle sue prime manifestazioni nella preadolescenza, indaga il corteggiamento e le infedeltà, e fa luce sull’abisso che separa l’immaginario femminile da quello maschile. Per percorrere infine con il lettore quel sentiero che, misteriosamente, conduce dal conflitto al meraviglioso incantesimo dell’amore.

Erotico Dark

Due lunghi racconti erotici a tinte dark, che esplorano la passione e la sensualità in una cornice gotica e oscura…
Comprende: **Prigioniero Nudo** e **Edgar Allan Party**.
**Trama** di Prigioniero Nudo:
Leroy Wilder è prigioniero nei sotterranei del castello del Duca di Landkington. Ha commesso un grave reato: pubblicare un libro contro il Duca. Da giorni Leroy vive come un animale nella prigione. È stato spogliato completamente per ordine del Duca, perché sentisse di non avere più dignità, e vive quasi al buio. La vita di Leroy sembra ormai finita tra gli stenti, quando la Duchessa, giovane moglie del Duca, decide di scendere nei sotterranei per fargli visita. La Duchessa è attratta da lui e anche per Leroy è passione a prima vista; ma qualcosa che Leroy non avrebbe mai immaginato sta per accadere…
**Trama** di Edgar Allan Party:
Giada, una giovane giornalista, viene invitata a documentare la festa organizzata da un affascinante scrittore. La festa, ispirata a un racconto horror di Edgar Allan Poe, ha un unico divieto: niente elettricità, né tecnologia. Giada resta subito colpita dal carisma oscuro dello scrittore e si lascerà trasportare dal vortice dell’erotismo: ma qualcosa di impensabile sta per accadere…

L’eroe imperfetto

Negli ultimi tempi è in corso una profonda riflessione sulla figura dell’eroe, come ci è stata tramandata dai miti classici e dalla “Poetica” di Aristotele: sulla sua crisi, sulla sua decadenza o esaurimento, sul suo “lato oscuro” e nondimeno sulla sua necessità. Smontare la figura dell’eroe nei suoi aspetti odiosi e deteriori, per riconnotarla, sembra necessario e soprattutto stimolante. Chi è, in fondo, l'”eroe” oggi? Come raccontare di un eroe che però non sia… quell’eroe? Che possa, cioè, essere identificato e ricalato nell’agire sociale quotidiano? Si tratta di riempire quella “sfera d’azione” (anche etica) con gesti sensati, emblematici, fecondi per la comunità. Ma dove trovare le basi per ricostruire l’eroe/eroina? Con quale lanterna farci luce mentre lo/la cerchiamo? Porre queste domande è fondamentale, ed è il campo d’azione di questo volume di Wu Ming 4. L’obiettivo è di verificare se gli elementi classici in base ai quali la storia e la mitologia hanno identificato il profilo dell’eroe abbiano ancora un senso per noi, possano cioè ancora parlare alla nostra ragione, ai nostri sentimenti, anche in relazione alla drammaticità del vivere contemporaneo, che richiede sempre più prese di posizione in prima persona. Una ricerca sul campo, densa di echi letterari, sociali, psicologici, etici, un libro a tutto tondo firmato Wu Ming 4.

Gli eredi di Cthulhu

Questa antologia di 19 racconti, dimostra non solo che gli italiani sanno scrivere horror, ma addirittura di un genere diverso rispetto alla tradizione letteraria classica. Non più, dunque, secondo i canoni del gotico e del romanticismo che si ispirano alla visione storica e religiosa dominante (streghe e diavoli, spettri e vampiri, case infestate e castelli maledetti), ma in base a coordinate nuove che si rifanno alla lezione di H.P. Lovecraft e al nostro background culturale. Quindi, da un lato la ricerca di un orrore Cosmico, la presenza di divinità aliene, l’uomo “trastullo degli dèi”, gli abissi ulteriori che hanno riscontro negli abissi interiori; dall’altro il tentativo di recuperare elementi dimenticati ma non per questo inesistenti della nostra religiosità arcaica, delle credenze popolari, del folklore, deista leggenda, del mito. Il risultato è del tutto inedito e sorprendente: la lezione del Maestro di Providence è compresa, assimilata, reinventata e trapiantata nel nostro ambiente, nella nostra cultura. Ecco dunque Torino e Forlì, Trieste e Perugia, Genova e Messina, la Sardegna e la Toscana, far da sfondo a mostruose irruzioni dell’Altrove Assoluto (per dirla con Pauwels e Bergier), al risveglio di antichissimi esseri, a culti innominabili di cui sono diretti protagonisti o ignari spettatori medici e poliziotti, giornalisti e professori universitari, turisti e albergatori. Una serie di storie appassionanti, sconvolgenti, indimenticabili, che riveleranno al lettore un aspetto fino ad ora inedito della narrativa non-mimetica italiana: che esistono anche nel nostro paese gli “Eredi di Cthulhu”. Vale a dire i personalissimi continuatori di un genere di narrativa horror il cui punto di riferimento è costituito da una alienità totale simboleggiata appunto dalla mostruosa divinità equorea di H.P. Lovecraft.

L’EQUAZIONE DEL GIORNO DEL GIUDIZIO

L’universo abitato dagli uomini, secondo teorie matematiche ben fondate (o comunque approvate da R. A. Lafferty) è un’ellisse cinetica tridimensionale con tre fuochi invece di due, e qui è il suo punto debole. Con i suoi quattro soli e diciassette pianeti, infatti, l’ellisse in questione non è instabile soltanto per via dei precari equilibri e orientamenti umani, ma anche perchè il suddetto terzo fuoco è sempre sul punto di estinguersi. Ora, come è fatale in ogni struttura del genere, l’estinzione del terzo fuoco comporterebbe la distruzione immediata dell’intero sistema; ed è per questo che la cosa, in termini matematici, si chiama l’Equazione del Giorno del Giudizio.

Epitaffio per una spia

Costa Azzurra, 1938. Vittima di un banale scambio di apparecchi fotografici, Josef Vadassy, un timido insegnante di origine ungherese e incerta cittadinanza, è arrestato con l’accusa di spionaggio. In realtà, la polizia francese sa benissimo che Vadassy è innocente, ma sa altrettanto bene che non è in condizione di trattare: quindi, o entro tre giorni scoprirà chi, fra gli ospiti del suo stesso alberghetto, è il vero agente nemico, o si vedrà revocare il permesso di soggiorno. Per imparare lo sdrucciolevole mestiere di spia – e cioè vedere ‘la società dal basso, e con rancore’ – tre giorni possono indubbiamente essere pochissimi, specie se i tuoi compagni di villeggiatura provengono da ogni angolo d’Europa e ai tuoi occhi poco addestrati appaiono, di volta in volta, l’incarnazione dell’innocenza o della perfidia. Ma sono invece quanto basta, a un fuoriclasse come Ambler, per dimostrare a quale perfezione narrativa possa essere elevata quella spy-story che prima di lui veniva giudicata più o meno da chiunque ‘una forma infima di vita letteraria’. ”Epitaffio per una spia” è apparso per la prima volta nel 1938.
(source: Bol.com)

Epistole-Ecloge-Questio de situ et forma aque et terre

Il volume raccoglie e compatta il frutto di anni di ricerche e studi spesi dall’illustre studioso padovano intorno a tre opere cosiddette “minori” di Dante: Epistole, Ecloghe, Questio de aqua et terra, che egli propone di rititolare come: Questio de forma et situ aque et terre. Il curatore ha inteso dare a questa sua fatica un carattere di essenzialità, senza mai mancare di approfondire e innovare. Una Prefazione al volume ne presenta l’architettura e spiega i parametri secondo cui sono organizzati i materiali ora a stampa; specifiche Note introduttive vengono dedicate poi alle singole opere. Vengono quindi i testi, in latino con traduzione italiana a fronte (e per le Ecloghe anche le due di Giovanni del Virgilio, cui Dante risponde). Dei testi latini non sono approntate nuove edizioni critiche: sono invece recuperate le più accreditate edizioni attualmente in circolazione, riviste però dal curatore, che – ove ritiene necessario – si discosta dalla lezione precedente, proponendo (e discutendo nel commento) la propria. Ogni opera è quindi accompagnata da un ampio commento al piede che, senza riuscire sovrabbondante, offre al lettore tutti i conforti per una migliore comprensione e fruizione dei testi. L’edizione è completata dagli indispensabili indici finali.
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Entanglement. Il più grande mistero della fisica

Sembra incredibile che una minima azione su una particella abbia immediatamente effetto sulla particella gemella anche se questa è stata spedita a un universo di distanza. Eppure, questa straordinaria proprietà sembra una caratteristica ineliminabile della teoria della fisica più accreditata e potente di cui oggi disponiamo: la meccanica quantistica. Nota con il termine tecnico di “entanglement”, un intreccio tra particelle, costituisce la sfida maggiore per fisici e filosofi da quando Werner Heisenberg cominciò a scandagliare i misteri dell’infinitamente piccolo.
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L’enigma di Fermat

Nel 1637 il matematico francese Pierre de Fermat scrisse in una breve nota di aver dimostrato che, mentre il quadrato di un numero intero può essere scomposto nella somma dei quadrati di altri due numeri, come si evince dal teorema di Pitagora, ciò non è possibile per il cubo e per tutte le potenze superiori a due. La prova di questa affermazione non venne mai trovata tra le sue carte, e quello che venne definito ”l’ultimo teorema di Fermat” rimase privo di dimostrazioni per secoli. Nel 1993 il professor Andrew Willes dell’università di Princeton, annunciò di aver risolto l’enigma dopo sette anni di lavoro. Il libro di Aczel è la ricostruzione di questa straordinaria ricerca scientifica, fatta di grandi sodalizi, intrighi e tradimenti.
(source: Bol.com)

Elogio del ripetente

Pinuccio non fa i compiti. Mirko gioca col cellulare. Davide rompe le penne. Romoletto scrive “vado ha casa”. Siamo di fronte a vecchi Pinocchi o nuovi somari? Cosa succede nella testa di molti adolescenti di oggi? Perché è così difficile coinvolgerli nelle attività didattiche?
Per rispondere a queste domande non basta analizzare le statistiche dell’abbandono scolastico o interpretare i risultati delle prove di verifica. Bisogna indagare sulle emergenze sociali e culturali del nostro mondo, legate alla rivoluzione digitale, alla crisi della famiglia, alla frantumazione informativa, alla decadenza di principi morali un tempo ritenuti invalicabili.
Eraldo Affinati, da sempre impegnato nel recupero dei ragazzi difficili, racconta con tenerezza non priva di ironia lo splendore e la fragilità dei quindicenni con cui divide l’esistenza quotidiana. Riflette sulla sua esperienza di insegnante scegliendo il punto di vista del ripetente, cioè colui che fallisce, ma proprio per questo può aiutarci a capire cosa non ha funzionato e perché. La valutazione, la nota, i genitori, la questione del voto, le canne, la finzione pedagogica, i programmi, i consigli di classe, le autogestioni, gli alunni non italiani, i dislessici: questi e altri nodi sono affrontati, con appassionata competenza, nella consapevolezza che la sfida educativa contemporanea è un impegno decisivo per uscire da una crisi etica che riguarda tutti. Pagine che si chiudono con l’immagine di una scuola diversa: la Penny Wirton, dove si insegna la lingua italiana ai ragazzi immigrati e proprio i “ripetenti” hanno la possibilità di vedersi con occhi nuovi e liberarsi dalla loro maschera aiutando i coetanei che arrivano da tutto il mondo.
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### Sinossi
Pinuccio non fa i compiti. Mirko gioca col cellulare. Davide rompe le penne. Romoletto scrive “vado ha casa”. Siamo di fronte a vecchi Pinocchi o nuovi somari? Cosa succede nella testa di molti adolescenti di oggi? Perché è così difficile coinvolgerli nelle attività didattiche?
Per rispondere a queste domande non basta analizzare le statistiche dell’abbandono scolastico o interpretare i risultati delle prove di verifica. Bisogna indagare sulle emergenze sociali e culturali del nostro mondo, legate alla rivoluzione digitale, alla crisi della famiglia, alla frantumazione informativa, alla decadenza di principi morali un tempo ritenuti invalicabili.
Eraldo Affinati, da sempre impegnato nel recupero dei ragazzi difficili, racconta con tenerezza non priva di ironia lo splendore e la fragilità dei quindicenni con cui divide l’esistenza quotidiana. Riflette sulla sua esperienza di insegnante scegliendo il punto di vista del ripetente, cioè colui che fallisce, ma proprio per questo può aiutarci a capire cosa non ha funzionato e perché. La valutazione, la nota, i genitori, la questione del voto, le canne, la finzione pedagogica, i programmi, i consigli di classe, le autogestioni, gli alunni non italiani, i dislessici: questi e altri nodi sono affrontati, con appassionata competenza, nella consapevolezza che la sfida educativa contemporanea è un impegno decisivo per uscire da una crisi etica che riguarda tutti. Pagine che si chiudono con l’immagine di una scuola diversa: la Penny Wirton, dove si insegna la lingua italiana ai ragazzi immigrati e proprio i “ripetenti” hanno la possibilità di vedersi con occhi nuovi e liberarsi dalla loro maschera aiutando i coetanei che arrivano da tutto il mondo.