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Parole Armate

La guerra di Liberazione, cui in Italia non è certo mancata la partecipazione civile, ha aperto la speranza di un futuro migliore, tutto da costruire (o ricostruire), donne e uomini insieme. In quella straordinaria stagione dell’Italia, anche le donne hanno partecipato alla Resistenza, prendendo in mano la loro vita e combattendo nei modi più diversi. Hanno sostituito gli uomini nel lavoro, hanno sostenuto le famiglie, hanno offerto solidarietà, rifugio e cura ai partigiani. Pur essendo attive e partecipi, non tutte hanno imbracciato le armi. Alcune di loro hanno scritto, parlato alla radio, istigato al sabotaggio, alla rivolta contro il nazifascismo: insomma hanno usato le parole come armi. La comunicazione è stata la loro trincea. Parole armate ricostruisce questa pagina della storia d’Italia ancora poco nota, seguendo alcune scrittrici italiane, tra cui Anna Banti, Maria Bellonci, Alba de Céspedes e Natalia Ginzburg, e ricostruendo il ruolo che hanno svolto durante la Resistenza e nell’immediato dopoguerra, continuando a combattere con l’arma della parola per una democrazia capace di calarsi fin dentro la relazione tra i due sessi. Un racconto avvincente che intreccia storia, letteratura e vita femminile.

Il Paradiso è altrove

Il gioco appare non soltanto con la forza del ricordo, ma con il suo possente valore simbolico, di ricerca del Paradiso in terra, inteso come giustizia, bellezza, libertà, amore: l’Utopia, insomma. E due utopisti, a diverso titolo, sono Paul Gauguin e Flora Tristán, sua nonna materna, agitatrice sociale e proto-femminista, le cui vicende vengono narrate, in parallelo, da questo trascinante romanzo. Ribelli e impulsivi, sognatori irriducibili ma anche ostinati combattenti. Da un lato l’odissea di Flora Tristán, «la donna che concepisce l’utopia della libertà per la donna dalla condizione di ingiustizia, sfruttamento e discriminazione che soffriva». Dall’altro, le peripezie di Paul Gauguin, che lottò per un’altra utopia, «quella di una società in cui la bellezza fosse patrimonio di tutti e non solo un lusso riservato a pochi».

Panikkar. Un uomo e il suo pensiero

Immergersi nella biografia di Raimon Panikkar (1918-2010) è come aprire una finestra su quelle che saranno le vite degli uomini di domani. Nato a Barcellona da madre catalana e padre hindu, Panikkar è stato chimico, filosofo, teologo, numerario dell’Opus Dei, sacerdote cattolico, docente universitario, marito, scrittore, ma anche amico, “maestro”, “profeta” e molto altro ancora. Vestito all’europea o in sandali e dhoti, a Bonn, Roma, Varanasi, Santa Barbara o Tavertet, quest’uomo ha penetrato la saggezza di culture e religioni diverse e ha saputo gettare un nuovo sguardo sulla tradizione cristiana e occidentale. La figura di Panikkar appartiene oggi alla leggenda, alimentata in parte da lui stesso, in parte “dilatata, rafforzata e diffusa da tutti quelli che l’hanno conosciuto”. Bielawski la riprende con dedizione e rispetto, prova a distillare l’uomo dal “mito” raccontandone la vita e presentando il suo pensiero. In questo viaggio incontriamo teorie ardite, come la visione cosmoteandrica o advaitica, e riflessioni sulla secolarità sacra, sul buddhismo e sulla trinità radicale. Passo dopo passo, il percorso apparentemente erratico del filosofo di Tavertet rivela una profonda coerenza, poiché l’apertura universale, la fiducia cosmica, la passione per Cristo e una coraggiosa ricerca della libertà fanno da filo rosso. Bielawski individua il senso di questo cammino unico e ci guida con trasporto nel “labirinto” Panikkar.
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Il padre

«*Ho letto tutti i libri di Elizabeth von Arnim … Straordinaria.*»
**Edmund de Waal, autore di Un’eredità di avorio e ambra**
«*Una folla di raffinati lettori ha scoperto a poco a poco i romanzi di questa scrittrice ironica, spregiudicata, fuori da ogni corrente letteraria, spesso crudelissima nel descrivere una società boriosa, superficiale, vecchia, ingiusta soprattutto verso le donne.*»
**la Repubblica – Natalia Aspesi**
«*Cattiva, spiritosa, anticonvenzionale, lungimirante, Elizabeth von Arnim… racconta con verve e un acuto occhio sociale i tic e i tabù della buona società.*»
**Vanity Fair – Irene Bignardi**
«*La donna più intelligente della sua epoca, capace di confliggere, attraverso il dono di una grazia urticante, con il durissimo velluto della società che la circonda.*»
**TTL – La Stampa – Mirella Appiotti**
«*Irresistibile per humour, sottigliezza psicologica, fini descrizioni d’ambiente.*»
**Corriere della Sera – Serena Zoli**
Il libro narra le vicende di Jennifer, una matura ragazza nubile poco amata e molto sfruttata dal padre, illustre scrittore. Jennifer fa una promessa alla madre morente: occuparsi di lui fino alla sua morte. Tuttavia, il giorno in cui l’anziano genitore torna a casa con una giovanissima e alquanto spaurita moglie, Jennifer si sente finalmente libera di lasciare la casa paterna, di trasferirsi in campagna, suo sogno da sempre, e di mettere fine all’esistenza insulsa che conduce a Londra, un’esistenza imperniata sulla dedizione forzata e il lavoro, priva di ogni affetto. Si stabilisce dunque in un piccolo cottage fuori città e con il giovane ecclesiastico suo padrone di casa, James, nasce un’amicizia che presto si trasforma in uno speranzoso amore. Non ha fatto però i conti con il padre, che la rivuole a casa a tutti i costi non trovando una segretaria con un addestramento pari al suo, né con la sorella di James, una zitella dispotica e attempata che da sempre piega il fratello alla propria volontà con la sua soverchiante personalità e il suo smisurato egoismo, né tanto meno con la giovane matrigna, terrorizzata e pentita di quel matrimonio frettoloso e azzardato…
**Elizabeth von Arnim **(Mary Annette Beauchamp 1866-1941), nata a Sydney in Australia e cresciuta in Inghilterra, fu cugina di Katherine Mansfield e amica di E.M. Forster. H.G. Wells nella sua autobiografia la descrisse come «la donna più intelligente della sua epoca». Tutti i suoi romanzi sono pubblicati da Bollati Boringhieri: *Il giardino di Elizabeth* (1989), *I cani della mia vita* (1991), *Un incantevole aprile* (1993), *La memorabile vacanza del barone Otto *(1995), *Elizabeth a Rügen* (1996), *Amore* (1998), *Un’estate da sola *(2000), *Mr Skeffington* (2002), *La moglie del pastore* (2003), *Cristoforo e Colombo* (2004), *Lettere di una donna indipendente* (2005), *Vera* (2006), *Il padre* (2007), *Vi presento Sally* (2008), *La storia di Christine* (2009), *Colpa d’amore *(2010), *La fattoria dei gelsomini* (2011), *Il circolo delle ingrate* e *Uno chalet tutto per me *(2012), *Una principessa in fuga *(2013).
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### Sinossi
«*Ho letto tutti i libri di Elizabeth von Arnim … Straordinaria.*»
**Edmund de Waal, autore di Un’eredità di avorio e ambra**
«*Una folla di raffinati lettori ha scoperto a poco a poco i romanzi di questa scrittrice ironica, spregiudicata, fuori da ogni corrente letteraria, spesso crudelissima nel descrivere una società boriosa, superficiale, vecchia, ingiusta soprattutto verso le donne.*»
**la Repubblica – Natalia Aspesi**
«*Cattiva, spiritosa, anticonvenzionale, lungimirante, Elizabeth von Arnim… racconta con verve e un acuto occhio sociale i tic e i tabù della buona società.*»
**Vanity Fair – Irene Bignardi**
«*La donna più intelligente della sua epoca, capace di confliggere, attraverso il dono di una grazia urticante, con il durissimo velluto della società che la circonda.*»
**TTL – La Stampa – Mirella Appiotti**
«*Irresistibile per humour, sottigliezza psicologica, fini descrizioni d’ambiente.*»
**Corriere della Sera – Serena Zoli**
Il libro narra le vicende di Jennifer, una matura ragazza nubile poco amata e molto sfruttata dal padre, illustre scrittore. Jennifer fa una promessa alla madre morente: occuparsi di lui fino alla sua morte. Tuttavia, il giorno in cui l’anziano genitore torna a casa con una giovanissima e alquanto spaurita moglie, Jennifer si sente finalmente libera di lasciare la casa paterna, di trasferirsi in campagna, suo sogno da sempre, e di mettere fine all’esistenza insulsa che conduce a Londra, un’esistenza imperniata sulla dedizione forzata e il lavoro, priva di ogni affetto. Si stabilisce dunque in un piccolo cottage fuori città e con il giovane ecclesiastico suo padrone di casa, James, nasce un’amicizia che presto si trasforma in uno speranzoso amore. Non ha fatto però i conti con il padre, che la rivuole a casa a tutti i costi non trovando una segretaria con un addestramento pari al suo, né con la sorella di James, una zitella dispotica e attempata che da sempre piega il fratello alla propria volontà con la sua soverchiante personalità e il suo smisurato egoismo, né tanto meno con la giovane matrigna, terrorizzata e pentita di quel matrimonio frettoloso e azzardato…
**Elizabeth von Arnim **(Mary Annette Beauchamp 1866-1941), nata a Sydney in Australia e cresciuta in Inghilterra, fu cugina di Katherine Mansfield e amica di E.M. Forster. H.G. Wells nella sua autobiografia la descrisse come «la donna più intelligente della sua epoca». Tutti i suoi romanzi sono pubblicati da Bollati Boringhieri: *Il giardino di Elizabeth* (1989), *I cani della mia vita* (1991), *Un incantevole aprile* (1993), *La memorabile vacanza del barone Otto *(1995), *Elizabeth a Rügen* (1996), *Amore* (1998), *Un’estate da sola *(2000), *Mr Skeffington* (2002), *La moglie del pastore* (2003), *Cristoforo e Colombo* (2004), *Lettere di una donna indipendente* (2005), *Vera* (2006), *Il padre* (2007), *Vi presento Sally* (2008), *La storia di Christine* (2009), *Colpa d’amore *(2010), *La fattoria dei gelsomini* (2011), *Il circolo delle ingrate* e *Uno chalet tutto per me *(2012), *Una principessa in fuga *(2013).

Padre Ricco Padre Povero

Padre ricco padre povero vi insegnerà a:
* eliminare la convinzione che occorre uno stipendio alto per diventare ricchi
* Non pensare più che la casa sia un attivo
* Dimostrare ai genitori che il sistema scolastico non fornisce una preparazione economico-finanziaria
* Spiegare una volta per tutte la differenza tra attivi e passivi
* Insegnare ai vostri figli come conseguire il successo economico

La Pace Mancata

Fra il gennaio 1919 e quello del 1920, a Parigi si decise il destino del mondo. Al termine del grande conflitto che secondo la promessa wilsoniana avrebbe dovuto ‘porre fine a tutte le guerre’, in un momento decisivo per un possibile riscatto dopo anni di atrocità, i leader delle quattro potenze vincitrici si riunirono nella capitale francese per discutere i termini della pace: ridisegnare i confini politici e stabilire gli equilibri dell’Europa e del mondo.

La trattativa, che avrebbe dovuto creare un ordine fondato sulla giustizia e il rispetto dei diritti dei popoli, non seppe dare al continente, e al mondo, un assetto per quanto possibile giusto e pacifico. Ai vinti vennero imposte dure condizioni, spesso a scopo vendicativo e sotto la minaccia di continuare ad affamare la popolazione civile. Sulle rovine degli imperi sconfitti nacquero nuovi Stati, in cui si affermarono i nazionalismi più gretti, sorsero problemi insolubili e numerose guerre locali. Le decisioni prese in relazione alla Germania sconfitta, contornata da piccoli Stati con forti minoranze tedesche, contribuirono in maniera determinante alla salita al potere di Hitler. Il presidente Wilson, che volle rappresentare il proprio paese al tavolo delle trattative senza essere un diplomatico, né tantomeno possedere alcuna esperienza di negoziati internazionali, complicò ulteriormente la già ingarbugliata situazione postbellica, finalizzando la Conferenza di pace alla costituzione della Società delle Nazioni, alla quale gli stessi Stati Uniti non aderirono.

Franco Cardini e Sergio Valzania ripercorrono in questo libro i fatti occorsi a Parigi in quell’anno fondamentale per la storia mondiale, le vicende che precedettero e seguirono la firma dei trattati di pace con i paesi sconfitti. La Conferenza di Parigi del 1919 per i suoi protagonisti – il presidente Woodrow Wilson e i primi ministri Lloyd George, Clemenceau e Orlando – fu l’occasione mancata di stabilire un giusto ordine internazionale. I quattro leader ebbero nelle loro mani il destino del mondo, un potere e una responsabilità mai avuti prima, ma costruirono una pace che non ha funzionato, una ‘pace mancata’, uno dei fallimenti più importanti e decisivi del secolo scorso.

(source: Bol.com)

L’ossessione identitaria

È doveroso richiamare l’attenzione sulle conseguenze pericolose e sui guasti ai quali si va incontro quando a essere rivendicate sono le identità – religiose, etniche o culturali – e le loro pretese di conservazione e purezza. È ciò che fa Remotti in questo libro, mettendo in discussione non solo l’utilità, ma anche la stessa coerenza logica del concetto di identità. Alessandro Cavalli, “L’Indice”
«Identità è una parola avvelenata. Il veleno contenuto in questa parola così nitida e bella, così fiduciosamente condivisa, di uso pressoché universale, può essere tanto oppure poco, talvolta persino impercettibile e quasi innocuo. Ma anche quando è impercettibile, la tossicità è presente in numerose idee che la parola contiene e, accumulandosi, può manifestarsi alla lunga, in maniera inattesa e imprevista. Perché e in che senso identità è una parola avvelenata? Semplicemente perché promette ciò che non c’è; perché ci illude su ciò che non siamo; perché fa passare per reale ciò che invece è una finzione o, al massimo, un’aspirazione. Diciamo allora che l’identità è un mito, un grande mito del nostro tempo.»
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### Sinossi
È doveroso richiamare l’attenzione sulle conseguenze pericolose e sui guasti ai quali si va incontro quando a essere rivendicate sono le identità – religiose, etniche o culturali – e le loro pretese di conservazione e purezza. È ciò che fa Remotti in questo libro, mettendo in discussione non solo l’utilità, ma anche la stessa coerenza logica del concetto di identità. Alessandro Cavalli, “L’Indice”
«Identità è una parola avvelenata. Il veleno contenuto in questa parola così nitida e bella, così fiduciosamente condivisa, di uso pressoché universale, può essere tanto oppure poco, talvolta persino impercettibile e quasi innocuo. Ma anche quando è impercettibile, la tossicità è presente in numerose idee che la parola contiene e, accumulandosi, può manifestarsi alla lunga, in maniera inattesa e imprevista. Perché e in che senso identità è una parola avvelenata? Semplicemente perché promette ciò che non c’è; perché ci illude su ciò che non siamo; perché fa passare per reale ciò che invece è una finzione o, al massimo, un’aspirazione. Diciamo allora che l’identità è un mito, un grande mito del nostro tempo.»

Osservazioni sulla filosofia della psicologia

Wittgenstein concluse la prima parte delle “Ricerche filosofiche” nel 1945. A partire dal 1946, si concentrò sui temi della filosofia della psicologia, accumulando le osservazioni che compongono questo volume, apparso nel 1980. Esse vanno lette, per un verso, in parallelo con la seconda parte delle “Ricerche”, dove alcune di queste note andarono a confluire. Ma, per altro verso, esse valgono come indicazione delle nuove vie cercate da Wittgenstein negli ultimi anni, anche al di là delle “Ricerche”. In piena evidenza apparirà in questi scritti una certa impronta antropologica, se con essa intendiamo la convinzione che i problemi della teoria della conoscenza – a cui Wittgenstein aveva dedicato tutta la sua vita – non possano essere affrontati senza considerare quei «binari fissi su cui corre tutto il nostro pensiero». È questo il Wittgenstein paziente, minuzioso, acutissimo, che non parla soltanto di logica ma dei nostri sentimenti elementari – dal dolore alla sorpresa – e del modo in cui li esprimiamo correntemente, non stancandosi mai di individuarvi cose che rimangono da capire. Il presupposto di questo Wittgenstein estremo, per noi oggi particolarmente affascinante, è che «la malattia del pensiero deve seguire il suo corso naturale» – e di fronte a essa il filosofo deve contare soltanto su una «lenta guarigione».
(source: Bol.com)

Gli ospiti paganti

«**GRANDISSIMO, MAESTOSO ROMANZO. È COSÌ CHE SI SCRIVE!**» **STEPHEN KING** 
«*Gli ospiti paganti conferma il talento superbo della Waters, insuperata testimone letteraria di epoche perdute e vite segrete.*»
**The Times **
«*Come accade con tutti i romanzi della Waters, verrete stregati da ogni pagina… Invano ho cercato di trovare anche un sola cosa negativa da dire su questo libro.*»
**Financial Times **
«*Con Gli ospiti paganti Sarah Waters ha scritto sia una bella storia d’amore, sia un romanzo psicologico cupamente ricco di suspance… il lettore dovrà affrontare un giro sulle montagne russe che lo lascerà letteralmente senza fiato.*»
**The Washington Post **
«*Se ne è accorto Stephen King, ammiratore entusiasta della Waters, la cui prosa avanza (come in King) con un’incrollabile ricchezza di tensione e di azione*»
**la Repubblica – Leonetta Bentivoglio**
«*Sarah Waters è una delle migliori narratrici viventi.*»
**The Indipendent **
«*Sarah Waters immerge il lettore nella vita londinese del dopoguerra… E, alla fine, la sua bella rievocazione storicca, ricca dell’atmosfera del tempo, cede il passo a una domanda più universale: cosa fai tu per amore?*»
**The Economist **
«*Un intreccio magistrale di crimine, vita domestica e passione romantica.*»
**Los Angeles Times **
Londra, 1922. La città porta ancora i segni della recente guerra: sono molte le cose che hanno bisogno di essere ricostruite, restaurate, molte le ferite da sanare, molti i cuori da riscaldare. Una madre e una figlia, i cui uomini di famiglia son stati portati via dalla guerra, sono costrette ad affittare alcune stanze della loro casa per sbarcare il lunario. Gli ospiti paganti sono una coppia di giovani sposi, che con la loro allegria e sensualità portano una ventata di aria fresca nelle polverose stanze dell’appartamento. Ma anche turbamento. I rumori, i passi, gli incontri in bagno, sul pianerottolo, la condivisione della vita quotidiana: un’intimità con estranei a cui le due donne non sono abituate. Lo scenario cambia velocemente, e molti fatti accadono nel vecchio appartamento che sembrava destinato a una vita fatta di piccole abitudini e di noia: un amore inaspettato e travolgente; una misteriosa aggressione; e da ultimo un omicidio. Con la maestria narrativa che l’ha già consacrata al successo di pubblico e critica, Sarah Waters imbastisce un racconto avvincente sulla passione amorosa, i desideri inconfessati e le loro travolgenti conseguenze. Un romanzo raffinato, che inserisce nell’affresco di un’epoca storica personaggi destinati a rimanere nel cuore e nella memoria del lettore, così vivi, così autentici nella loro drammatica brama di felicità.
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### Sinossi
«**GRANDISSIMO, MAESTOSO ROMANZO. È COSÌ CHE SI SCRIVE!**» **STEPHEN KING** 
«*Gli ospiti paganti conferma il talento superbo della Waters, insuperata testimone letteraria di epoche perdute e vite segrete.*»
**The Times **
«*Come accade con tutti i romanzi della Waters, verrete stregati da ogni pagina… Invano ho cercato di trovare anche un sola cosa negativa da dire su questo libro.*»
**Financial Times **
«*Con Gli ospiti paganti Sarah Waters ha scritto sia una bella storia d’amore, sia un romanzo psicologico cupamente ricco di suspance… il lettore dovrà affrontare un giro sulle montagne russe che lo lascerà letteralmente senza fiato.*»
**The Washington Post **
«*Se ne è accorto Stephen King, ammiratore entusiasta della Waters, la cui prosa avanza (come in King) con un’incrollabile ricchezza di tensione e di azione*»
**la Repubblica – Leonetta Bentivoglio**
«*Sarah Waters è una delle migliori narratrici viventi.*»
**The Indipendent **
«*Sarah Waters immerge il lettore nella vita londinese del dopoguerra… E, alla fine, la sua bella rievocazione storicca, ricca dell’atmosfera del tempo, cede il passo a una domanda più universale: cosa fai tu per amore?*»
**The Economist **
«*Un intreccio magistrale di crimine, vita domestica e passione romantica.*»
**Los Angeles Times **
Londra, 1922. La città porta ancora i segni della recente guerra: sono molte le cose che hanno bisogno di essere ricostruite, restaurate, molte le ferite da sanare, molti i cuori da riscaldare. Una madre e una figlia, i cui uomini di famiglia son stati portati via dalla guerra, sono costrette ad affittare alcune stanze della loro casa per sbarcare il lunario. Gli ospiti paganti sono una coppia di giovani sposi, che con la loro allegria e sensualità portano una ventata di aria fresca nelle polverose stanze dell’appartamento. Ma anche turbamento. I rumori, i passi, gli incontri in bagno, sul pianerottolo, la condivisione della vita quotidiana: un’intimità con estranei a cui le due donne non sono abituate. Lo scenario cambia velocemente, e molti fatti accadono nel vecchio appartamento che sembrava destinato a una vita fatta di piccole abitudini e di noia: un amore inaspettato e travolgente; una misteriosa aggressione; e da ultimo un omicidio. Con la maestria narrativa che l’ha già consacrata al successo di pubblico e critica, Sarah Waters imbastisce un racconto avvincente sulla passione amorosa, i desideri inconfessati e le loro travolgenti conseguenze. Un romanzo raffinato, che inserisce nell’affresco di un’epoca storica personaggi destinati a rimanere nel cuore e nella memoria del lettore, così vivi, così autentici nella loro drammatica brama di felicità.
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Orgoglio greco

Leandro Zagorakis ha strappato la dolce Millie a una vita normale e ne ha fatto la sua sposa, calandola poi nel proprio mondo dorato. Stretta fra le sue forti braccia, avvolta da meravigliosi abiti e preziosi gioielli, Millie si era illusa che nulla avrebbe potuto toccarli. Invece… Così, sconvolta dal peggiore tradimento che una donna possa subire, decide di lasciare il marito dopo due soli mesi di matrimonio. Ma non ha fatto i conti con l’orgoglio di Leandro. E con la verità.

(source: Bol.com)

Orazioni (Classic Reprint)

Excerpt from Orazioni
L’una e l’altra era, sì: di quel morto, e d’ogni vivente.
E quando ella rifece, immobile nella bara, lo stesso cammino per andare a conoscere quel che in vita mai non aveva voluto conoscere: il riposo, tutta una popolazione in dolore seguiva il suo corpo inani. Mato.
About the Publisher
Forgotten Books publishes hundreds of thousands of rare and classic books. Find more at www.forgottenbooks.com
This book is a reproduction of an important historical work. Forgotten Books uses state-of-the-art technology to digitally reconstruct the work, preserving the original format whilst repairing imperfections present in the aged copy. In rare cases, an imperfection in the original, such as a blemish or missing page, may be replicated in our edition. We do, however, repair the vast majority of imperfections successfully; any imperfections that remain are intentionally left to preserve the state of such historical works.
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Orange is the new black. Da Manhattan al carcere: il mio anno dietro le sbarre

Piper ha venticinque anni e si è trasferita da poco a Manhattan. Ha una bella casa, un fidanzato che la adora, sta costruendo una nuova rete di amicizie e ha una marea di progetti di lavoro e di vita. Ma un passato che sembra lontanissimo è ormai pronto a riscuotere il conto sul suo futuro. Il gesto di una ragazzina ribelle che anni prima si era imbarcata per amore e spirito di avventura in una situazione più grande di lei si tramuterà in una condanna definitiva a quindici mesi di detenzione in una prigione federale, e da lì in poi nulla sarà più come prima. Così Piper diventa la detenuta #11187-424. Intorno a lei non c’è più un mondo di opportunità e amore ma la società più varia, disgraziata, cinica, crudele, gerarchica, pettegola. E capace di farla sentire sola come non è mai stata, pur non essendo mai sola un istante. Eppure, un giorno dopo l’altro, imparando a conoscerne i linguaggi e i meccanismi, questo mondo si scopre anche popolato da grandi storie di dolore e solidarietà tra donne che, pur oltre l’ultima ragionevole soglia di speranza, sanno essere cariche di un’umanità senza filtri, capace di sorprendere per tenerezza, simpatia e coraggio. Memoir autobiografico del periodo di detenzione realmente vissuto da Piper Kerman nel carcere di Danbury, è diventato una serie tv di Netflix che ha scioccato e diviso l’opinione pubblica in America e nel mondo.
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L’Ora Più Buia

Il caposquadra dei THIRDS Sebastian Hobbs e il medico legale capo Hudson Colbourn sono innamorati ora tanto quanto lo erano quasi sette anni fa, quando un tragico evento sul lavoro ha distrutto la loro relazione. E in tutto questo tempo, ogni volta che hanno cercato di riavvicinarsi, qualcosa li ha sempre divisi. Quando Hudson attira l’interesse di pericolosi nemici, sia all’interno che all’esterno dell’organizzazione, Seb non desidera altro che proteggere l’uomo che per lui significa ancora tutto.

Mentre eventi che mettono a rischio la loro vita, un futuro incerto e verità sorprendenti attirano ancora una volta Hudson e Seb l’uno verso l’altro, i due devono fare una scelta: fidarsi del loro amore e trarre forza da ciò che condividono, o perdere quello che conta di più, stavolta per sempre.

(source: Bol.com)

L’Ora Di Agathe

In una cittadina francese degli anni Quaranta, uno psicanalista fa il conto alla rovescia, con puntiglio maniacale, delle ore che lo separano dalla pensione. Scapolo e senza amici, la sua vita si divide tra lo studio, dove ascolta svogliatamente i pazienti fingendo di prendere appunti mentre disegna caricature di uccelli, e la casa d’infanzia in cui ancora abita e si rintana dal mondo, origliando dai muri la vita del vicino che non ha mai visto. Qualcosa cambia quando una giovane tedesca di nome Agathe insiste per essere presa in cura da lui. Costretto ad accettarla suo malgrado e nonostante l’imminente ritiro, il medico scopre che dietro quell’aspetto fragile si nasconde una donna forte, sagace, pronta a scavare nel suo passato per affrontare il trauma inconfessabile che le ha imbrigliato l’esistenza. Una donna che lo affascina e lo sfida cogliendo in lui quel male di vivere che li accomuna e li lega in un’intesa sottile. Una paziente capace di girare lo specchio e invertire i ruoli, obbligando lui, lo psichiatra a fine carriera, il vecchio disilluso, a guardare dentro la sua stessa infelicità e a mettere in discussione, solo ora e per la prima volta, la sua vita. Scrittrice e psicologa, Anne Cathrine Bomann realizza un romanzo che dalla sua delicatezza e finezza empatica trae un fascino peculiare. «L’ora di Agathe» è il racconto di una tardiva quanto fervida educazione sentimentale, il diario di una lotta interiore tra il desiderio di intimità con gli altri e con il mondo e la paura di perseguirlo, una storia che ci costringe a rallentare il ritmo, ad affinare i sensi e i pensieri, trascinandoci dolcemente nel percorso dei due protagonisti, inseguendo la speranza di essere sempre in tempo per ricominciare.

Opere italiane. Trionfi-Rime

Nell’edizione delle *Opere italiane* di Petrarca diretta da Marco Santagata, petrarchista di fama internazionale, *Trionfi e Rime estravaganti* sono corredati di un ricchissimo commento. Del *Codice degli abbozzi* invece si dà l’edizione critica. Particolarmente ampi gli indici e la bibliografia, a cura di Vinicio Pacca e Laura Paolino.
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Opere Filosofiche. Vol. III

Filosofo vissuto nella Grecia del 300 a.C. e passato alla storia come il filosofo dell’immanenza, Aristotele è stato una delle menti più innovative, prolifiche e influenti del mondo antico. Le sue opere di pensiero escono oggi per Utet anche in un’inedita versione digitale arrichita di un apparato critico, accessibile in modalità ipertestuale. Nel terzo volume si trovano gli scritti relativi alla fisica, alle questioni etiche e alla Grande Etica.