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Killer Per Caso

“Un capolavoro del giallo e del mistero! L’autore ha svolto un magnifico lavoro, a sviluppare i personaggi con un approfondito lato psicologico, così ben descritto, che ci fa sentire all’interno della loro mente, provare le loro paure e gioire del loro successo. La trama è molto intelligente e vi intratterrà per tutta la durata del libro. Ricco di colpi di scena, questo libro vi terrà svegli fino all’ultima pagina.”
\–Books and Movie Reviews, Roberto Mattos (su Il Killer della Rosa)
KILLER PER CASO è il libro #5 nella serie di bestseller dei misteri di Riley Paige, che comincia con il KILER DELLA ROSA, bestseller (Libro #1)—un romanzo scaricabile gratuitamente, con oltre 600 recensioni da cinque stelle!
Un’evasione da una prigione di massima sicurezza. Chiamate frenetiche dell’FBI. Il peggior incubo dell’Agente Speciale Riley Paige è divenuto realtà: un serial killer che ha catturare anni fa è a piede libero.
E il suo obiettivo principale è lei.
Riley è abituata a dare lei la caccia, ma per la prima volta, si ritrova—insieme alla sua famiglia—ad essere la preda della caccia. Mentre il killer la perseguita, al contempo, lascia dietro di sé una scia di morte, e Riley deve fermarlo prima che sia troppo tardi—per le altre vittime, e per se stessa.
Ma questo non è un killer ordinario. E’ fin troppo intelligente, e il loro gioco del gatto col topo troppo contorto, e in qualche modo, riesce ad eluderla e a stare sempre ad un passo avanti a lei. Disperata di fermarlo, Riley si rende conto che c’è un solo modo: deve immergersi nel passato, nella contorta mente del killer, nei suoi vecchi casi e riapprendere quale sia la sua causa scatenante. L’unico modo di fermarlo, lei si rende conto, è affrontare l’oscurità che pensava di essersi lasciata alle spalle.
Un cupo thriller psicologico, caratterizzato da una suspense mozzafiato, KILLER PER CASO è il libro #5 in un’affascinante nuova serie—con un nuovo amato personaggio—che vi terrà incollati alle pagine fino a notte fonda.
Il libro #6 nella serie di Riley Paige sarà presto disponibile.

Killer Body

“Bonnie Heam Hill riesce nella difficile impresa di svelare i lati più oscuri delle ossessioni femminili, le nequizie e le effimere cadenze del mondo contemporaneo, mettendo a nudo le debolezze di uomini e donne accecati dalla vanità e dalla luce dei riflettori. ”

La dieta di Killer Body assicura la bellezza assoluta, la forma perfetta. Julie Larimore, sua testimonial da molti anni, sparisce misteriosamente. Una donna muore di attacco cardiaco in circostanze ancora più inquietanti e sua cugina, giornalista, decide di indagare. Nel frattempo, tre donne si contendono il posto di Julie: una ex attrice, una principessa caduta in disgrazia, e l’amante di un noto conduttore televisivo.

Jane Seymour: la terza moglie di Enrico VIII

*Paga di ubbidire e servire.*
La protagonista di questo racconto e la terza moglie di Enrico VIII, Jane Seymour, una donna che la Storia ha ricordato come una regina buona ed onesta che mai osò sfidare il suo sovrano, come precedentemente Anna Bolena fece.
Semplice come questa storia, la protagonista parlerà di come a volte un sorriso può essere solo una maschera di quello che realmente si prova.
Questa è la mia Jane, un’attrice che non vuole commettere gli stessi errori della donna che la preceduta. A costo di annientare la sua personalità.

Io non esisto

Il Convento delle preservate a Roma è il teatro sinistro dove una mente folle tesse la rete dei suoi raggelanti omicidi.
Dopo una lite durante una cena con il fidanzato, Petra sparisce misteriosamente. Una telefonata anonima intima a sua madre di affidare le ricerche a un investigatore privato, Andrea Hoffmann. La donna esegue e dopo non molto tempo sulla scena compare anche Bruno, il medium che lascerà intendere ad Andrea che la chiave per risolvere l’enigma deve cercarla proprio nel suo passato. Il destino dell’omicida, delle sue vittime e dell’investigatore finiscono così per incrociarsi nel convento delle Preservate, dove donne di buona famiglia, prostitute, indigenti rimaste incinte venivano fatte partorire in gran segreto, mentre i loro bambini venivano dati in adozione. **
### Sinossi
Il Convento delle preservate a Roma è il teatro sinistro dove una mente folle tesse la rete dei suoi raggelanti omicidi.
Dopo una lite durante una cena con il fidanzato, Petra sparisce misteriosamente. Una telefonata anonima intima a sua madre di affidare le ricerche a un investigatore privato, Andrea Hoffmann. La donna esegue e dopo non molto tempo sulla scena compare anche Bruno, il medium che lascerà intendere ad Andrea che la chiave per risolvere l’enigma deve cercarla proprio nel suo passato. Il destino dell’omicida, delle sue vittime e dell’investigatore finiscono così per incrociarsi nel convento delle Preservate, dove donne di buona famiglia, prostitute, indigenti rimaste incinte venivano fatte partorire in gran segreto, mentre i loro bambini venivano dati in adozione.

Io Adriano

\- Edizioni Scudo (http://innovari.wix.com/edizioniscudo) – Earth’s Tales –
Tommaso Boni, ci incanta con un testo che egli definisce una laica rappresentazione in 12 quadri, liberamente ispirata a Mémoires d’Hadrien di Marguerite Yourcenar. In esse si narrano le ultime riflessioni dell’imperatore romano Adriano, prima della morte; evento che Boni utilizza come spunto per riflettere sul fallimento dell’esperienza umana, anche quando questa, in apparenza è di solo successo e splendore. Un fallimento che per Boni è fallimento della specie umana in quanto tale, in una concezione evoluzionistica dell’universo. Un testo, un monologo che più volte è stato rappresentato in teatro.
Recentemente scomparso, Tommaso Boni, era veneto di Padova ha vissuto moltissimo a Roma, dove ha fatto in gioventù mestieri i più diversi e ha frequentato Legge e Lettere e Accademia d’arte drammatica, presto abbandonate. Dopo un percorso d’inevitabili esperienze politiche e uno stage come borsista universitario a Budapest per studiare la lingua magiara si è dedicato soprattutto a traduzioni. Nel frattempo visitando soprattutto l’Est dell’Europa, la Francia, gli Stati Uniti, l’India. E nell’ex India francese di Pondichéry – dove, assieme alla sua compagna Mère, era vissuto Sri Aurobindo, il grande visionario dell’evoluzione futura dell’umanità – Menato avrebbe scoperto un senso diverso e più ampio di quello che è chiamato lavoro.
Per diversi anni si è occupato dell’edizione italiana di un’opera in 13 volumi di psicologia evolutiva assemblata da Satprem, uno scrittore franco-indiano che gli aveva affidato, oltre alla traduzione dei propri libri, la direzione di un Istituto di ricerche evolutive ispirato alla ‘visione futuristica’ di Sri Aurobindo.
A pubblicato anche romanzi e poesie, con opere come: Indegno mistero delle cose (2009), comprende Notizie dallo Stretto (1976), da cui era stato tratto uno spettacolo teatrale rappresentato a Genova nel 1994 per la regia di Davide Montemurri, regista tra l’altro dei docu-film L’uomo dopo l’uomo e Shakti, dei quali Menato aveva firmato lo script. Sempre per la stessa regia era andato in scena nel ’92 al festival di Todi la commedia “Il migliore dei mondi”. Il Lupo e altre impronte (Genesi Editrice) raccoglie versi 2010-2012, e poi i romanzi e i racconti: Tucò delle isole, Le splendide città, Verba volant.
Probabilmente Tommaso è da considerarsi come l’ultimo grande scrittore del ‘900.
**
### Sinossi
\- Edizioni Scudo (http://innovari.wix.com/edizioniscudo) – Earth’s Tales –
Tommaso Boni, ci incanta con un testo che egli definisce una laica rappresentazione in 12 quadri, liberamente ispirata a Mémoires d’Hadrien di Marguerite Yourcenar. In esse si narrano le ultime riflessioni dell’imperatore romano Adriano, prima della morte; evento che Boni utilizza come spunto per riflettere sul fallimento dell’esperienza umana, anche quando questa, in apparenza è di solo successo e splendore. Un fallimento che per Boni è fallimento della specie umana in quanto tale, in una concezione evoluzionistica dell’universo. Un testo, un monologo che più volte è stato rappresentato in teatro.
Recentemente scomparso, Tommaso Boni, era veneto di Padova ha vissuto moltissimo a Roma, dove ha fatto in gioventù mestieri i più diversi e ha frequentato Legge e Lettere e Accademia d’arte drammatica, presto abbandonate. Dopo un percorso d’inevitabili esperienze politiche e uno stage come borsista universitario a Budapest per studiare la lingua magiara si è dedicato soprattutto a traduzioni. Nel frattempo visitando soprattutto l’Est dell’Europa, la Francia, gli Stati Uniti, l’India. E nell’ex India francese di Pondichéry – dove, assieme alla sua compagna Mère, era vissuto Sri Aurobindo, il grande visionario dell’evoluzione futura dell’umanità – Menato avrebbe scoperto un senso diverso e più ampio di quello che è chiamato lavoro.
Per diversi anni si è occupato dell’edizione italiana di un’opera in 13 volumi di psicologia evolutiva assemblata da Satprem, uno scrittore franco-indiano che gli aveva affidato, oltre alla traduzione dei propri libri, la direzione di un Istituto di ricerche evolutive ispirato alla ‘visione futuristica’ di Sri Aurobindo.
A pubblicato anche romanzi e poesie, con opere come: Indegno mistero delle cose (2009), comprende Notizie dallo Stretto (1976), da cui era stato tratto uno spettacolo teatrale rappresentato a Genova nel 1994 per la regia di Davide Montemurri, regista tra l’altro dei docu-film L’uomo dopo l’uomo e Shakti, dei quali Menato aveva firmato lo script. Sempre per la stessa regia era andato in scena nel ’92 al festival di Todi la commedia “Il migliore dei mondi”. Il Lupo e altre impronte (Genesi Editrice) raccoglie versi 2010-2012, e poi i romanzi e i racconti: Tucò delle isole, Le splendide città, Verba volant.
Probabilmente Tommaso è da considerarsi come l’ultimo grande scrittore del ‘900.

Internet apocalypse

IL VIAGGIO DI UN UOMO IN UN MONDO SENZA INTERNET, UN’APOCALISSE CHE POTREBBE RIVELARSI NECESSARIA PER RICORDARE CHI SIAMO DAVVERO.Il World Wide Web è scomparso. Nessuno – nemmeno il Presidente degli Stati Uniti – è in grado di trovare un segnale Wi-Fi e accedere alla Rete. La gente va nel panico, l’economia si paralizza e il mondo scivola lentamente nel caos.L’apocalisse di Internet ha avuto inizio. Per Gladstone, disilluso impiegato newyorkese, è un duro colpo: niente più Facebook, niente più Twitter, niente più Youtube, niente più pornografia online… ma la vita va avanti, e i cittadini di New York trovano presto nuovi, bizzarri metodi per passare il tempo offline e senza social network. Girano comunque voci che, da qualche parte, tra i grattacieli della Grande Mela, si nasconda Internet… ma chi l’ha rubato, e per quale motivo?Armato solo del suo borsalino, della sua fiaschetta di whiskey e della sua ironia, Gladstone si imbarca in un’esilarante odissea in compagnia dell’immaturo blogger Tobey e della sensuale webcam girl Oz, per scoprire la verità e riportare il Web alla normalità.L’improbabile trio inizia così la ricerca dell’inafferrabile segnale Wi-Fi ritrovandosi alle prese con minacce terroristiche, covi di Anonymous, esclusivi club a luci rosse, incredibili profezie e zombie in astinenza da Web. Ci vorrebbe un Messia per restituire Internet all’umanità… ma sarà Gladstone all’altezza del compito?

Inferno. Il mondo in guerra 1939-1945

«Questo libro parla soprattutto dell’esperienza umana»: avverte Max Hastings nell’introduzione a questa straordinaria e imponente storia della Seconda guerra mondiale. L’esperienza, innanzi tutto, di milioni di singoli individui, soldati in prima linea o civili che fossero, schiacciati dalla necessità di sopravvivere nel mondo devastato dalla violenza e dall’orrore. Attraverso una miriade di microstorie estrapolate dai più diversi scenari del mondo in guerra, e costellate di fotografie, aneddoti e testimonianze pregnanti, Hastings ricostruisce il teatro di un «inferno» globale che non risparmiò alcun angolo del pianeta. Apprendiamo di aspetti inusitati e raccapriccianti del conflitto, come l’arrivo nella stremata Leningrado di un intero convoglio di gatti per debellare i ratti che si moltiplicavano banchettando coi cadaveri abbandonati nelle strade, o come l’invio di centomila «donne di conforto» tra le truppe nipponiche in Cina, che si aggiunsero alle molte donne del posto ridotte in schiavitù. I guerrieri di Hirohito, chiamati «YaKe», «stupidi», dai contadini cinesi, acquisirono una triste fama, tra le altre cose, anche per il crudele trattamento battezzato anch’esso «YaKe», che consisteva nel perforare le gambe delle ragazze disobbedienti con un bambù appuntito. Apprendiamo, tuttavia, anche dati e fatti storici precisi che gettano una luce nuova sulla guerra. Nel ripercorrere la Storia che va dall’invasione della Polonia alle atomiche su Hiroshima e Nagasaki, il libro elabora un quadro diverso, completo sul piano geografico – considera per esempio i teatri di guerra di India e Cina, troppo spesso trascurati – e, per molti versi, sorprendente su quello statistico, con numeri che fanno pensare, come i circa trecentomila soldati russi uccisi dai propri comandanti – più del totale dei soldati inglesi uccisi per mano nemica durante l’intera guerra – o i quindici milioni di morti in Cina. Infine l’analisi storica, non disgiunta da quella prettamente militare, corredata da efficaci mappe esplicative, propone interrogativi di non poco conto dal punto di vista storico. Quali strategie, quali fronti, quali divisioni, quali resistenze di massa hanno determinato l’esito storico del conflitto? Quale reale incisività hanno avuto gli USA e la Gran Bretagna? Quanto valorosi e preparati nella cosiddetta «arte della guerra» furono i generali dei vari schieramenti? A chi, dati alla mano, è più giusto attribuire il merito di aver sconfitto Hitler e il nazismo? All’alleanza angloamericana o, considerando i dati storici reali, ai russi? Non è forse una realtà storica accertata che, già nel dicembre 1941, gli alti funzionari del Terzo Reich capirono che la vittoria militare era diventata impossibile perché la Russia non era stata sconfitta?

Incontro veneziano

Non poteva esserci alcun futuro tra loro. A meno che non lo volessero davvero.
Lucy, ventitreenne inglese, riceve come regalo di laurea dalla adorata nonna un soggiorno a Venezia. La città la incanta dal primo momento, con il suo fascino elegante e senza tempo, ma a conquistare veramente il suo cuore è l’attraente Michele Falieri, il giovane proprietario di Villa Sartori, l’hotel in cui lei trascorre la sua indimenticabile vacanza. Quell’uomo, nobile di origini e di aspetto, è un concentrato di stile, eleganza e fascino, ma è altrettanto misterioso e nasconde un passato doloroso. Cedere alla passione è bello ed eccitante, dimenticarla si rivela impossibile. Ma troppi chilometri li dividono, troppi ostacoli si frappongono tra loro. Cosa succederà quando Lucy tornerà alla vita frenetica di Londra, tanto diversa dall’esistenza quasi fatata che ha conosciuto a Venezia? Nella città più magica al mondo una dolcissima storia d’amore può solo conoscere un lieto fine.
Mood: Emozionante – YouFeel è un universo di romanzi digital only da leggere dove vuoi, quando vuoi, scegliendo in base al tuo stato d’animo il mood che fa per te: Romantico, Ironico, Erotico ed Emozionante.

Incontri Con Uomini Di Qualità

Fra il 1961 e il 1977 Guido Davico Bonino ebbel’occasione di dialogare e confrontarsi con colleghi, intellettuali, autori che oggi, a più di quarant’annidai fatti narrati in questo libro, rappresentano il cuore della cultura italiana ed europea del Novecento. Montale, Pasolini, Morante, Sciascia, Gadda, Ginzburg, Fenoglio, De Filippo… Furono gli anni in cui, giovanissimo, Guido Davico Bonino lavorò all’Einaudi. Suo coach era Italo Calvino, con cui nei primi tempi condivise l’ufficio e che fu il destinatario delle sue molte domande, che spaziavano dai mestieri dell’editoria alle curiosità sugli scrittori che passavano da via Biancamano. Insieme a Calvino c’erano Giulio Bollati, fervido ideatore di sempre nuovi progetti editoriali, ma anche Norberto Bobbio, Massimo Mila, Elio Vittorini. Molti degli incontri che Davico Bonino rievoca in questo libro hanno l’aura di tante piccole epifanie, colme di sorprese e rivelatrici di aspetti singolari della personalità e dell’ope ra di «uomini di qualità»: Adorno fi losofo galante, Barthes analista e vittima della seduzione amorosa, Beckett cultore della pittura classica italiana, Fellini ossessionato dallo spiritismo, Ionesco nemico di qualunque ideologia, Nabokov cacciatore e collezionista di farfalle, Foucault maieuta degli studenti ribelli, Perec uomo-labirinto di sogni e ricordi, Queneau infaticabile vagabondo nel cosmo della scrittura, Marguerite Yourcenar aristocraticamente simpatizzante per il Maggio ’68. Per quanti amano i libri queste esperienze hanno qualcosa di leggendario: essere presenti là dove si crea la letteratura, nutrirsi delle riflessioni (e, talvolta, delle vere e proprie confessioni) di chi, attraverso i suoi libri, lascia un’impronta indelebile nella cultura del proprio tempo è oggi, salvo rare eccezioni, irrealizzabile. Non che non esistano più uomini di qualità, ma, qualunque ne sia il motivo, è sempre più raro potersi confrontare con una così ricca e variegata galleria di persone che scrutano con sguardo acuto e profondo la realtà e con le loro parole offrono un aiuto prezioso a comprenderla meglio.

Inarrestabile

Florida, 1994. Un padre e una figlia scendono da un taxi scalcinato per bussare alle porte della famosa accademia di tennis di Nick Bollettieri. Vengono da un paese reduce dal crollo dell’Unione Sovietica, non parlano una parola di inglese e la bambina ha soltanto sei anni e una racchetta troppo grande per le sue braccia minute. Il padre, però, è certo che diventerà una campionessa, ed è disposto a tutto pur di far fruttare il suo talento. Quella bambina è Maria Sharapova, e a soli diciassette anni vincerà il torneo di Wimbledon sconfiggendo la storica avversaria Serena Williams. È il primo atto di una rivalità unica nel tennis femminile e l’inizio di una carriera costellata di trionfi. In queste pagine, per la prima volta, è Maria stessa a raccontarcela. Dai primi anni in Ucraina ai durissimi allenamenti sotto l’occhio vigile del padre manager, fino al successo planetario e agli scandali che non sono bastati a fermarla. Nel mezzo, una strabiliante serie di record e vittorie, che l’hanno resa una delle atlete piú amate e invidiate di tutti i tempi. «Come si diventa numeri uno del tennis mondiale? Nella sua prima autobiografia, Maria Sharapova racconta in presa diretta l’epopea di una campionessa, l’origine della rivalità incandescente con Serena Williams e le radici della sua incrollabile determinazione».
**The Guardian** «Maria Sharapova non si è mai arresa, neppure quando i sospetti di doping e il biasimo unanime della comunità sportiva hanno minacciato di incrinare una carriera fin lí esemplare. Ha lottato e si è rialzata. *Inarrestabile* è il racconto di formazione di un’atleta unica al mondo, che ha saputo seguire la propria strada contro tutto e tutti».
**Vogue**

In movimento

«Sono un uomo dal carattere veemente, con violenti entusiasmi ed estrema smoderatezza in tutte le mie passioni» scriveva Oliver Sacks in un articolo apparso il 19 febbraio 2015 sul «New York Times», nel quale annunciava, con brutale sobrietà, di soffrire di un male incurabile. È quindi inevitabile che “In movimento”, la sua autobiografia, sia innanzitutto una rassegna di passioni, descritte con la lucidità dello scienziato e l’audacia dello psiconauta, con la schiettezza del diagnosta e il gusto per la digressione di un dotto seicentesco. E sarà un piacere, per i lettori di Sacks, sentirlo parlare di sé: dell’ossessione per le moto e il sollevamento pesi, della dipendenza dalle amfetamine, del lacerante rapporto con il fratello schizofrenico e con la madre (il «più profondo e forse, in un certo senso, più vero della mia vita»), di quando disintegrò per l’ammirazione unita alla frustrazione un libro di Aleksandr Lurija, il fondatore della neuropsicologia e di quella «scienza romantica» a cui sarebbe sempre rimasto fedele. Alla fine, non si potrà evitare di riconoscere che Oliver Sacks è stato il più romanzesco di tutti i personaggi romanzeschi di cui ha scritto. Soprattutto, questo resoconto di studi e amicizie, legami sentimentali e debiti intellettuali, abitudini e fissazioni è un’ulteriore riprova che per Sacks il «delicato empirismo» di Goethe non era un semplice metodo di ricerca, ma uno stile di vita. **
### Sinossi
«Sono un uomo dal carattere veemente, con violenti entusiasmi ed estrema smoderatezza in tutte le mie passioni» scriveva Oliver Sacks in un articolo apparso il 19 febbraio 2015 sul «New York Times», nel quale annunciava, con brutale sobrietà, di soffrire di un male incurabile. È quindi inevitabile che “In movimento”, la sua autobiografia, sia innanzitutto una rassegna di passioni, descritte con la lucidità dello scienziato e l’audacia dello psiconauta, con la schiettezza del diagnosta e il gusto per la digressione di un dotto seicentesco. E sarà un piacere, per i lettori di Sacks, sentirlo parlare di sé: dell’ossessione per le moto e il sollevamento pesi, della dipendenza dalle amfetamine, del lacerante rapporto con il fratello schizofrenico e con la madre (il «più profondo e forse, in un certo senso, più vero della mia vita»), di quando disintegrò per l’ammirazione unita alla frustrazione un libro di Aleksandr Lurija, il fondatore della neuropsicologia e di quella «scienza romantica» a cui sarebbe sempre rimasto fedele. Alla fine, non si potrà evitare di riconoscere che Oliver Sacks è stato il più romanzesco di tutti i personaggi romanzeschi di cui ha scritto. Soprattutto, questo resoconto di studi e amicizie, legami sentimentali e debiti intellettuali, abitudini e fissazioni è un’ulteriore riprova che per Sacks il «delicato empirismo» di Goethe non era un semplice metodo di ricerca, ma uno stile di vita.

Il Volto Incompiuto

Per la prima volta in traduzione italiana, un’importante raccolta di testi rivelatori del pensiero e della poetica di Flannery O’Connor che mettono in luce la sua concretezza, il suo indagare l’universo visibile come riflesso di quello invisibile, la tendenza all’infinito e all’imprevedibilità, la poetica del grottesco americano e la complessa e travagliata convivenza con la fede. Antonio Spadaro ci guida attraverso saggi, lettere, recensioni, pensieri, alla scoperta del mondo della grande scrittrice, dominato dal dramma, l’elemento che per la O’Connor fa “funzionare” le storie, e che è soprattutto il dramma dell’accettazione o del rifiuto della grazia: perché “c’è sempre un momento, in una buona narrazione, nel quale si può avvertire la presenza della grazia come in attesa di essere accettata o rifiutata”. Un ritratto inedito e appassionante dell’autrice di una delle più importanti e originali opere nel panorama letterario americano.

Il Tredicesimo Dono

«Mamma, abbiamo perso l’autobus.» È la mattina di un freddo e grigio 13 dicembre, e Joanne viene svegliata improvvisamente dai suoi tre figli in tremendo ritardo per la scuola. Ancora non sanno che quel giorno la loro vita sta per cambiare per sempre. Mentre di corsa escono di casa, qualcosa li blocca d’un tratto sulla porta: all’ingresso, con un grande fiocco, una splendida stella di Natale. Chi può averla portata lì? Il bigliettino che l’accompagna è firmato, misteriosamente, «I vostri cari amici». Mancano tredici giorni a Natale, e Joanne distrattamente passa oltre: è ancora recente la morte di Rick, suo marito, e vorrebbe solo che queste feste passassero il prima possibile. Troppi i ricordi, troppo il dolore. Ma giorno dopo giorno altri regali continuano ad arrivare puntualmente, e mai nessun indizio su chi possa essere il benefattore. La diffidenza di Joanne diventa prima curiosità, poi stupore nel vedere i suoi figli riprendere a ridere, a giocare, a divertirsi insieme. Sembra quasi che stiano tornando a essere una vera famiglia. E il mattino di Natale, mentre li guarda finalmente felici scartare i loro regali sotto l’albero addobbato, Joanne scopre il più prezioso e magico dei doni. Quello di cui non vorrà mai più fare a meno, e il cui segreto ha scelto di condividere con i suoi lettori in questo libro suggestivo, profondo ed emozionante. Il tredicesimo dono riesce così ad aprirci gli occhi sulla gioia che ci circonda sempre, anche nei momenti più impensabili. Sulle sorprese inaspettate che la vita sa regalarci. E sulla felicità improvvisa che tutti possiamo donare a chi ci sta accanto, non smettendo mai di credere nella forza e nella generosità dei nostri cuori.

Il Tempo: La sostanza di cui è fatta la vita

« *Il tempo è la sostanza di cui è fatta la vita* », scrisse Benjamin Franklin. Ma il tempo della nostra vita coincide davvero con quello che mostrano gli orologi? Molte ore corrono via all’impazzata, altre sembrano dilatarsi all’infinito. Sembra quasi che con il ritmo degli orologi sia intrecciato un altro tempo, diverso dal primo: un tempo che ha origine in noi stessi.
Il tempo, questa misteriosa presenza che si trova in noi e attorno a noi è però inafferrabile, e a dispetto delle più accurate tecnologie sfugge a ogni misurazione. È infatti l’esperienza soggettiva quella che conta, il tempo scandito interiormente quello che noi «sentiamo» a condizionarci la vita.
Ma come funziona? Stefan Klein ci accompagna nell’esplorazione di una delle attività più raffinate della mente alla quale partecipano – incredibilmente – quasi tutte le funzioni del nostro cervello. **Scopriremo come funzionano i ritmi circadiani, la psicologia della memoria e della percezione, perché alcuni di noi sono attenti e ricettivi fin dal primo mattino (sono delle allodole) e perché per altri tirare fino a tardi è la più naturale delle cose (sono delle civette)**. Scopriremo infine perché il tempo ci sembra sempre poco e come fare per prendercene cura, e così prenderci anche, un poco, cura di noi stessi.
Possiamo lasciarci alle spalle il timore di affogare nel suo vortice, ma resta a noi il compito di imparare a nuotare e a dominare la corrente del tempo.

Il Silenzio Del Corpo

Questo libro di Ceronetti è un affascinante zibaldone che raccoglie le osservazioni da lui accumulate per anni intorno a un tema che lo appassiona: il corpo. Aggredito, sedotto, decifrato, insidiato, auscultato da medici e da poeti, da sciamani e da pornografi, da filosofi e da politici, il corpo è forse uno degli ultimi enigmi che risvegliano in tutti una invincibile curiosità. Ma la difficoltà nasce dal «silenzio del corpo»: un silenzio che parla in lingue altre dalla nostra, e che pure sono non meno nostre. Ceronetti è maestro nell’ascoltarle, esplora da sapiente flâneur i meandri della storia della medicina, colpisce con aforismi definitivi, ritaglia immagini da civiltà lontane e vicine, annota i prodigi e gli inganni della filosofia. Così è nato un libro avventuroso, insieme enciclopedico e personalissimo, che si può aprire in qualsiasi punto trovandovi una frase, un particolare, una storia che ci fanno riflettere e fantasticare. Dalla Bibbia alla sifilide, dal linguaggio erotico a Jack lo Squartatore, dai manicomi alla Cina, dai vampiri ai medici della mutua: Ceronetti presenta i suoi temi come se sfiorasse le pieghe di un enorme ventaglio che non finisce di aprirsi. E non sarà certo lui ad avere voglia di richiuderlo in una serie di ‘spiegazioni’. Anzi, ci si dichiara subito «tanto contento di frugare nel microcosmo umano (e di gridarlo divino e tragico in faccia alla stupidità e al silenzio) quanto di non riuscire a pigliarne con le mani e a definirne, con rigorosa certezza, salvo la divinità-tragicità fondamentale, niente».

Il segreto di Lady Audley

Capolavoro di Mary Elizabeth Braddon, Il segreto di Lady Audley uscì a puntate tra il 1861 e il 1862 sulle pagine delle riviste letterarie del tempo, riscuotendo uno straordinario successo di pubblico che la consacrò come nuova stella del sensation novel e rivale di Wilkie Collins. Al talento nel tenere avvinto il lettore univa una sensibilità tutta femminile e una coscienza sociale attraverso cui sono filtrate le vicende dei suoi scritti.
Sir Michael Audley, vedovo da anni, sposa la giovane e bellissima Lucy Graham, un’istitutrice dall’oscuro passato i cui capricci scatenano la gelosia di Alicia, la figlia di primo letto poco più che adolescente. Un giorno Robert Audley, lo sfaccendato nipote, avvocato a tempo perso, porta con sé in visita George Talboys, un caro amico appena tornato dall’Australia e prostrato da una recente vedovanza – o almeno così sembra –, che d’un tratto scompare misteriosamente. Facendo i conti con le menzogne, l’inganno, e anche un tentato omicidio nei suoi confronti, sarà proprio Robert, le cui doti di tenacia e intelligenza erano state finora celate da un carattere indolente, a intraprendere un’indagine dai risvolti inattesi che condurrà allo scioccante e imprevedibile colpo di scena finale. La struttura del racconto, fondata sul meccanismo dell’indagine a ritroso, rende Il segreto di Lady Audley uno di quegli ingranaggi a orologeria perfetti, in cui sparizioni, delitti, identità multiple e altri ingredienti tradizionali del genere sono dosati con una maestria che non concede tregua alla tensione narrativa. **
### Sinossi
Capolavoro di Mary Elizabeth Braddon, Il segreto di Lady Audley uscì a puntate tra il 1861 e il 1862 sulle pagine delle riviste letterarie del tempo, riscuotendo uno straordinario successo di pubblico che la consacrò come nuova stella del sensation novel e rivale di Wilkie Collins. Al talento nel tenere avvinto il lettore univa una sensibilità tutta femminile e una coscienza sociale attraverso cui sono filtrate le vicende dei suoi scritti.
Sir Michael Audley, vedovo da anni, sposa la giovane e bellissima Lucy Graham, un’istitutrice dall’oscuro passato i cui capricci scatenano la gelosia di Alicia, la figlia di primo letto poco più che adolescente. Un giorno Robert Audley, lo sfaccendato nipote, avvocato a tempo perso, porta con sé in visita George Talboys, un caro amico appena tornato dall’Australia e prostrato da una recente vedovanza – o almeno così sembra –, che d’un tratto scompare misteriosamente. Facendo i conti con le menzogne, l’inganno, e anche un tentato omicidio nei suoi confronti, sarà proprio Robert, le cui doti di tenacia e intelligenza erano state finora celate da un carattere indolente, a intraprendere un’indagine dai risvolti inattesi che condurrà allo scioccante e imprevedibile colpo di scena finale. La struttura del racconto, fondata sul meccanismo dell’indagine a ritroso, rende Il segreto di Lady Audley uno di quegli ingranaggi a orologeria perfetti, in cui sparizioni, delitti, identità multiple e altri ingredienti tradizionali del genere sono dosati con una maestria che non concede tregua alla tensione narrativa.