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Le aquile di Sharpe: Le avventure di Richard Sharpe

Luglio 1809. In marcia da Lisbona verso Madrid, accanto alle truppe spagnole che si rivelano sin dal primo istante avide e inette, i soldati inglesi guidati da Sharpe vengono aggregati al battaglione di Sir Henry Simmerson. Nominato colonnello della milizia, privo di qualunque esperienza militare, è tronfio, saccente e severo con i suoi uomini fino a sfiorare, e talvolta varcare, la soglia del sadismo. Peccato che abbia dalla sua potenti alleati politici. Sharpe, come sempre testardo, orgoglioso e intrepido sino alla sconsideratezza, entra subito in conflitto con due protetti di quest’ultimo, e a complicare le cose ci si mette anche un’affascinante dama al seguito delle truppe. Durante l’avanzata, Sharpe si distingue in una brillante azione che gli vale la promozione a capitano. Simmerson, però, che nella stessa operazione ha perso la bandiera, disonorando così il battaglione, chiede a Londra l’annullamento della promozione e l’immediato invio di Sharpe nelle Indie Occidentali. In pratica una condanna a morte, viste le condizioni di quelle remote guarnigioni. L’unica speranza per lui è compiere un’impresa tanto eroica da annullare l’ostilità di Simmerson: impadronirsi di una delle aquile bronzee che Napoleone in persona ha consegnato ai battaglioni francesi, un’azione temeraria che, prima di lui, nessuno ha mai osato…

Aquila solitaria

A pochi giorni dal Natale Kate riceve la più terribile delle notizie, quella temuta da sempre e che avrebbe sperato non arrivasse mai. Stordita e sconvolta, si abbandona allora al flusso dei ricordi, tornando a quella sera di dicembre del 1940 in cui, bellissima debuttante newyorkese, aveva incontrato Joe, una leggenda negli ambienti dell’aeronautica, ma soprattutto un uomo sensibile e affascinante che l’aveva attratta da subito. Era cominciata così la loro grande storia d’amore, segnata da alti e bassi, addii e riconciliazioni¿

Appuntamento con la paura

Un’eccentrica vecchia signora trafitta da una fraccia mentre passeggia nel suo giardino, una medium assassinata nel mezzo di una seduta spiritica, una bambola animata da una spirito demoniaco che compie strani scherzi, una tragica festa natalizia, una grande casa di campagna dove qualcuno nasconde un magnifico rubino macchiato del sangue di molte vittime e un’ insospettabile coppia di truffatrici. Una raccolta insolita dove la regina del giallo lascia libero il suo lato oscuro confrontandosi con il soprannaturale.
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Appuntamento a Glenmara

Un romanzo al femminile, magico come il cielo d’Irlanda, romantico come un corsetto di pizzo. Ripartire, disfare un punto nella trama della vita e prendere in mano un filo nuovo: è qualcosa che Kate non può più rimandare, ora che la sua carriera di stilista va a rotoli, l’uomo che amava l’ha piantata in asso, e sua madre non c’è più. Quel che le serve è una vacanza, niente più che un temporaneo cambio d’orizzonte. Perciò decide di volare lontano da Seattle, nell’Irlanda dei suoi antenati, dove il destino la sta aspettando per condurla verso una sosta fuori programma, una trascurabile deviazione nel villaggio gaelico di Glenmara. Qui l’incontro con Bernie e le sue amiche, le ragazze del circolo del merletto, sarà l’innesco di un’inattesa, eccitante magia capace di trasformare la vita di ciascuna di loro. E lo scontro con Dean riaprirà un’altra partita che sembrava chiusa una volta per tutte: quella con l’amore.

L’apprendista eretico

Fervono i preparativi all’abbazia benedettina di Shrewsbury per la festa solenne in onore di Santa Winifred. Ma l’atmosfera di esultanza e trepidazione è presto smorzata dall’arrivo inatteso di due pellegrini: il primo è l’altezzoso Gerbert, canonico agostiniano di Canterbury; il secondo è… un cadavere. Il pio mercante William di Lythwood, infatti, è deceduto in seguito a un pellegrinaggio in Terrasanta, e in punto di morte ha scongiurato il suo apprendista-segretario di essere ricondotto a Shrewsbury per avere degna sepoltura. E la sua volontà sarebbe esaudita se non vi si opponesse il canonico che ricorre a ogni espediente pur di fermare il giovane. E a rendere le acque ancora più torbide sarà il misterioso contenuto di un prezioso scrigno, destinato in dote dal mercante alla figlia adottiva. Fratello Cadfael scoprirà che la scatola non contiene soltanto denaro, ma qualcosa capace di scatenare un intrigo sanguinoso…
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Applausi e sputi

Penna caustica e corrosiva, uomo di spettacolo a tutto tondo, autore radiofonico e teatrale, padre della tv moderna. Una carriera esplosiva, costellata di successi. Una fama di innovatore geniale, conquistata a colpi di creatività e talento. Poi, la caduta, quando nel 1983 viene accusato di associazione per delinquere di stampo camorristico. È l’inizio della sua seconda vita. Si ritrova, innocente, in carcere. Potrebbe essere l’inizio della fine e invece è l’esordio di una nuova sfida, condotta con determinazione e generosità, che lo porta al Parlamento europeo per portare avanti le battaglie dei Radicali. Arriverà l’assoluzione, con formala piena. E il “caso Tortora” diventerà il simbolo della malagiustizia.
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Apocalypse vampirus

È estate e a New York stanno accadendo strane cose: nubi di vapore nero escono agli idranti, i ratti stanno invadendo la città, la gente sparisce o fugge via, incapace di affrontare anche solo un viaggio in metropolitana. La malattia che trasforma la gente in vampiri sta colpendo l’intera città. In questa atmosfera da fine del mondo, Moz, un teenager newyorkese, aspirante chitarrista, incontra Pearl, un genio musicale che suona vari tipi di strumenti. Uniti dalla stessa passione per la musica decidono di formare una band: Pearl, Moz e il suo amico Zahler reclutano così Minerva e Alana Ray, una ragazza che suona fuori dalla metro usando secchi di vernice vuoti. Il loro primo show avrà luogo dunque in una New York quasi completamente svuotata dei suoi cittadini e popolata da pip: la loro musica richiamerà, loro malgrado, misteriose creature annidate nelle viscere della città…

Apocalisse Z

Ha trent’anni. È un avvocato. Vive in una cittadina della Galizia, in Spagna. Come tutti, apprende la notizia dalla televisione: in una piccola repubblica del Caucaso, un gruppo di guerriglieri ha preso d’assalto una base militare russa. Un “normale” atto terroristico in una delle zone più turbolente e instabili del pianeta? Così sembra. Ben presto, però, s’insinua il sospetto che sia successo qualcosa di più grave. Qualcosa che non può essere controllato. Un’esplosione atomica? Un virus? Tra lo sconcerto generale, la Russia annuncia la chiusura delle proprie frontiere e, nel giro di pochi giorni, tutti i Paesi dell’Unione Europea fanno lo stesso. Poi intere città vengono isolate e messe in quarantena. Poi entra in vigore la legge marziale. Ma è tutto inutile. Ormai niente è più come prima. Non c’è elettricità, manca l’acqua potabile, la benzina è finita, gli scaffali dei negozi sono vuoti. Nessun uomo gira per le strade. Perché chi lo fa non è più un uomo. È diventato uno zombie. Ha trent’anni. È un avvocato. Vive in una cittadina della Galizia, in Spagna. E forse è l’unico sopravvissuto all’Apocalisse Z…

L’Apocalisse (Italian Edition)

Autointervista di una donna che ha il coraggio di scrivere la verità sugli altri e su sé stessa. Temi: il cancro morale che divora l’Occidente e quello fisico che divora lei. L’antioccidentalismo, il filoislamismo, il parallelo tra l’Europa del 1938 e l’Eurabia d’oggi, il nuovo nazifascismo che avanza vestito da nazi-islamismo. In questa edizione, oltre ai numerosi inserti, ha aggiunto un post-scriptum: *L’Apocalisse*. Praticamente un nuovo libro (oltre 100 pagine) col quale, rifacendosi all’Apocalisse dell’evangelista Giovanni e sempre intervistando sé stessa, completa e conclude il suo lavoro.

Antologia personale

Una prestigiosa raccolta asimoviana, curata dell’autore e da lui annotata con quei tocchi inimitabili di vanagloria ed autoironia, di intelligenza critica e divagazione autobiografica che fanno dei suoi “commentari” una sorta di piacevolissimo racconto i più.
Nella loro calcolata diversità di argomento e di tono le trentanove storie di questa antologia rispecchiano l’intero arco della produzione di Asimov e forniscono una illustrazione perfetta della sua tipica, inesauribile varietà inventiva.

Antimateria

È il nostro contrario, quello che c’è dietro allo specchio, un pezzo di mondo che va a ritroso nel tempo, l’ombra dell’essere. L’antimateria è stata definita in molti modi dalla letteratura popolare e ancor piú spesso è stata fraintesa e ha dato luogo a leggende bizzarre, ispirando non poco la fantascienza e i pruriti millenaristi di molti autori.
Tuttavia, per quanto incredibile possa apparire, l’antimateria, la «materia al contrario», esiste davvero; anzi, è teoricamente necessaria. Elusiva e inafferrabile, è stata scoperta inconsapevolmente da un fisico russo, con un esperimento chiarissimo che però non si seppe interpretare nel modo giusto, per essere poi predetta teoricamente dal grande Dirac, che la ipotizzò per necessità formali, lavorando di carta e penna. Eppure, solo anni dopo, nel 1932, si arrivò a «vedere» effettivamente un positrone, l’inequivocabile antiparticella di un elettrone.
Per sua natura, l’antimateria è piuttosto pericolosa: annichila, fa completamente sparire nel nulla la materia «ordinaria» con cui entra in contatto, distruggendo se stessa e ottenendo in cambio energia, tutta l’energia possibile intrappolata nel mondo fin dai tempi del Big Bang. Non è strano quindi che la storia dell’antimateria, avvincente e tortuosa, accompagni da un lato le grandi scoperte della fisica del Novecento e dall’altro alimenti i timori e i misteri delle forze liberate dalla natura. In questo libro Frank Close coglie in pieno questo doppio registro, narrativo e scientifico, coinvolgendo Dan Brown, la misteriosa esplosione di Tunguska del 1908, la US Air Force, ma anche la splendida storia dei giganti della fisica, dalla rivoluzione quantistica ai prossimi, promettenti esperimenti sull’origine dell’Universo.

Ante actium. Il destino di un guerriero

Narona, febbraio del 33 A.C. Mentre è impegnato nell’acquartieramento della sua centuria, il veterano della legione XIX Lucio Fabio Silano riceve uno strano e misterioso papiro che lo costringerà a lasciare immediatamente i suoi compagni d’arme per partire alla volta di Brundisium. Il giovane console Ottaviano richiede frettolosamente la sua presenza per affidargli un’importante e delicata missione, ai limiti del realizzabile. Un destino beffardo e crudele scaraventerà il “molosso di Cesare” in un lungo e insidioso viaggio verso la lontana Alessandria d’Egitto. Accompagnato nel suo avventuroso percorso da un vecchio mercante greco dal passato a dir poco burrascoso e dal suo equipaggio di giovani e scaltri cartaginesi, il valoroso soldato romano abbandonerà in breve tempo le coste italiche per andare incontro al volere degli dei. Tra traversate marittime, lunghe marce estenuanti, intrighi politici ed assassinii, Silano attraverserà la Grecia filo-Antoniana, raggiungendo le regioni più interne e impervie dell’Anatolia. L’epopea di un uomo che porterà a termine un’impresa destinata a cambiare per sempre le sorti della gloriosa Roma.
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Anonima aldilà (Urania)

ANONIMA ALDILÀ Uscito originariamente su “Galaxy”, questo romanzo rimane uno dei testi chiave di Sheckley e di tutta la social sf americana. Ma il bello è che l’avventura e l’azione regnano incontrastate fin dalle prime pagine, dove si affaccia l’ipotesi che la morte non sia la fine di tutto, quanto un nuovo (e indesiderato?) inizio. Se vi chiamate Thomas Blaine e ripensate alle tragiche circostanze del vostro trapasso, vi accorgerete che persino in quell’occasione hanno cercato di fregarvi. Per fortuna siete arrivati oltre la fatale soglia in carne e ossa e avete ancora la possibilità di giocare una mano. Attenzione, però: la partita è molto pericolosa, anche se condita dalle scintillanti invenzioni di Robert Sheckley, ed è ricca di tranelli e insidie… Da questo libro il film Freejack – Fuga dal futuro con Mick Jagger.

Un anno sull’altipiano

Scritto nel 1936, apparso per la prima volta in Francia nel ’38 e poi da Einaudi nel 1945, questo libro è ancora oggi una delle maggiori opere che la nostra letteratura possegga sulla Grande Guerra. L’Altipiano è quello di Asiago, l’anno dal giugno 1916 al luglio 1917. Un anno di continui assalti a trincee inespugnabili, di battaglie assurde volute da comandanti imbevuti di retorica patriottica e di vanità, di episodi spesso tragici e talvolta grotteschi, attraverso i quali la guerra viene rivelata nella sua dura realtà di “ozio e sangue”, di “fango e cognac”. Con uno stile asciutto e a tratti ironico Lussu mette in scena una spietata requisitoria contro l’orrore della guerra senza toni polemici, descrivendo con forza e autenticità i sentimenti dei soldati, i loro drammi, gli errori e le disumanità che avrebbero portato alla disfatta di Caporetto.