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L’Italia spensierata

Ci sono cose che non fareste mai. Cosi dite: né ora né mai. Sprecare una fruttuosa domenica pomeriggio negli studi di Cinecittà per partecipare a una trasmissione televisiva, per esempio. Sgomitare in autogrill durante l’esodo delle vacanze. Mettersi in coda per il giro della morte sulle montagne russe e spendere un intero stipendio sotto il giogo di figli ipnotizzati. Affrontare il pigia-pigia per l’ultimo cinepanettone, quello che vanno a vedere tutti, quello che incarna l’animo dell’italiano medio e trovarsi li con tanti italiani medi a sorbirsi l’ennesimo girovagare degli equivoci. E poi succede che vi ritrovate dentro le cose che non fareste mai. A tutti, prima o poi, succede. “E il momento in cui ci si chiede se ci si sente un po’ stupidi. E la risposta non è: no. La risposta è: si. Ma questo si è comprensivo e caloroso, suggerisce un diritto a essere un po’ stupidi qualche volta nella vita. E a lasciarsi andare”. Francesco Piccolo ci porta con sé alla scoperta di un paese, il nostro, dove i cliché stereotipati che etichettano precisi gruppi umani non hanno “diritto di cittadinanza”. Perché non può esistere un “noi” e un “loro”.
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It (versione italiana)

Un viaggio illuminante lungo l’oscuro corridoio che dagli sconcertanti misteri dell’infanzia conduce a quelli della maturità. A Derry , una piccola cittadina del Maine, l’autunno si è annunciato con una pioggia torrenziale che sembra non finire mai. Per un bambino come George Denbrough, ben coperto dal suo impermeabile giallo, il più grande divertimento è seguire la barchetta di carta che gli ha costruito il fratello maggiore Bill. Ma le strade sono sdrucciolevoli e George rischia di perdere il suo giocattolo, che infatti si infila in un canale di scolo lungo il marciapiede e sparisce nelle viscere della terra. Cercare di recuperarlo è l’ultimo gesto di George: una creatura spaventosa travestita da clown gli strappa un braccio uccidendolo. A combattere It, il mostro misterioso che prende la forma delle nostre peggiori paure, rimangono Bill e il gruppo di amici con i quali ha fondato il Club dei Perdenti, sette ragazzini capaci di immaginare un mondo senza mostri. Ma It è un nemico implacabile e per sconfiggerlo i ragazzi devono affrontare prove durissime e rischiare la loro stessa vita. E se l’estate successiva, che li ritrova giovani adulti, sembra quella della sconfitta di It, i Perdenti sanno di dover fare una promessa: qualunque cosa succeda, torneranno a Derry per combattere ancora. It, considerato una pietra miliare della letteratura americana, è un romanzo di bambini che diventano adulti e di adulti che devono tornare bambini, affrontando le loro paure nell’unico modo possibile: uniti da un’incrollabile amicizia. E ora è anche un film che racconta come il Club dei Perdenti ha sconfitto It. La prima volta.

Istruzioni per un’ondata di caldo

**«Maggie O’Farrell scava nel profondo di quello che mi piace chiamare “il teatro della famiglia”.»**
*Catherine Dunne*
**«Si inserisce a pieno titolo tra le migliori voci della narrativa inglese.»**
*Literary Review*
**«Chi cerchi l’equivalente britannico di Anne Tyler lo trova in Maggie O’Farrell.»**
*The Scotsman*
**«Un talento magistrale per la narrazione.»**
*The Observer*
È il luglio del 1976 e una straordinaria ondata di caldo avviluppa Londra. Non piove da mesi, i giardini sono invasi dagli afidi e l’acqua è razionata. Nella casa di Greta e Robert, due coniugi irlandesi di mezza età da tempo trapiantati in Inghilterra, è una mattina come tante. Robert esce a comprare il giornale, ma non fa più ritorno. La moglie non ci mette molto a scoprire che l’uomo ha preso con sé il passaporto e parecchio denaro. Ma dove è andato? La scomparsa del padre riporta a casa i tre figli, ormai lontani, ognuno alle prese con i suoi problemi. Michael Francis, il maggiore, sta attraversando una profonda crisi matrimoniale ed è sull’orlo del divorzio; Monica, la secondogenita, vive nella campagna inglese con il nuovo marito e le figlie di lui, che la detestano; e Aoife, la minore, che è sempre stata la più ribelle, si è trasferita a New York dopo una violenta lite con la sorella, alla ricerca di un difficile riscatto professionale e di una nuova vita. Mentre si susseguono le ipotesi su dove sia andato Robert, i tre figli non sanno che la madre nasconde un segreto che potrebbe spiegare tutto… Questo incontro «forzato» sarà l’occasione per confrontarsi su quello che è stato, riconsiderare il presente e i rapporti che veramente contano. Intrecciando le voci dei protagonisti, con una narrazione quasi cinematografica, potente e delicata allo stesso tempo, Maggie O’Farrell porta il lettore nel cuore della storia, nel punto preciso dove sono nati i rancori, le gelosie e il grande affetto che, nonostante tutto, alla fine troverà la via per superare conflitti e acredini.
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### Sinossi
**«Maggie O’Farrell scava nel profondo di quello che mi piace chiamare “il teatro della famiglia”.»**
*Catherine Dunne*
**«Si inserisce a pieno titolo tra le migliori voci della narrativa inglese.»**
*Literary Review*
**«Chi cerchi l’equivalente britannico di Anne Tyler lo trova in Maggie O’Farrell.»**
*The Scotsman*
**«Un talento magistrale per la narrazione.»**
*The Observer*
È il luglio del 1976 e una straordinaria ondata di caldo avviluppa Londra. Non piove da mesi, i giardini sono invasi dagli afidi e l’acqua è razionata. Nella casa di Greta e Robert, due coniugi irlandesi di mezza età da tempo trapiantati in Inghilterra, è una mattina come tante. Robert esce a comprare il giornale, ma non fa più ritorno. La moglie non ci mette molto a scoprire che l’uomo ha preso con sé il passaporto e parecchio denaro. Ma dove è andato? La scomparsa del padre riporta a casa i tre figli, ormai lontani, ognuno alle prese con i suoi problemi. Michael Francis, il maggiore, sta attraversando una profonda crisi matrimoniale ed è sull’orlo del divorzio; Monica, la secondogenita, vive nella campagna inglese con il nuovo marito e le figlie di lui, che la detestano; e Aoife, la minore, che è sempre stata la più ribelle, si è trasferita a New York dopo una violenta lite con la sorella, alla ricerca di un difficile riscatto professionale e di una nuova vita. Mentre si susseguono le ipotesi su dove sia andato Robert, i tre figli non sanno che la madre nasconde un segreto che potrebbe spiegare tutto… Questo incontro «forzato» sarà l’occasione per confrontarsi su quello che è stato, riconsiderare il presente e i rapporti che veramente contano. Intrecciando le voci dei protagonisti, con una narrazione quasi cinematografica, potente e delicata allo stesso tempo, Maggie O’Farrell porta il lettore nel cuore della storia, nel punto preciso dove sono nati i rancori, le gelosie e il grande affetto che, nonostante tutto, alla fine troverà la via per superare conflitti e acredini.

Istruzioni per rendersi infelici

Come utilizzare l’intelligenza critica per non farsi abbagliare dalla rincorsa alla falsa felicità.
È giunta l’ora di farla finita con la favola millenaria secondo cui felicità, beatitudine e serenità sono mete desiderabili della vita. Troppo a lungo ci è stato fatto credere, e noi ingenuamente abbiamo creduto, che la ricerca della felicità conduca infine alla felicità.
Basta con i dissennati consigli di guru e sessuologi, con i decaloghi fumosi di tecnocrati e maestri di vita, con le prediche sulla pace interiore e le paralizzanti esortazioni alla spontaneità.
Watzlawick mobilita tutti gli espedienti argomentativi, tutti i mezzi a sua disposizione, dall’intelligenza critica allo humour nero, mettendoci di fronte uno specchio ironico, tenendo viva una costante tensione tra il divertimento e il disagio di riconoscerci, ma non privandoci del piacere di interpretare il messaggio: come rendersi felicemente infelici?

L’istinto del predatore: romanzo

Sono le undici di sera di una normalissima domenica quando Alex Cross viene convocato dal dipartimento di polizia di Washington sulla scena del crimine. Georgetown. Una bellissima villa a tre piani in stile coloniale, vicini e curiosi in vestaglia, radunati sul marciapiede. Dalle facce scure e gli sguardi vitrei dei tecnici che emergono dall’interno, Cross ha già intuito che si troverà davanti uno spettacolo raccapricciante, ma non immagina nemmeno quanto. Cinque persone, un’intera famiglia massacrata con una violenza e una ferocia inaudite. E quello che è peggio è che Cross conosceva bene una delle vittime, Ellie, ex compagna di università e suo primo amore. Ma non c’è tempo per abbandonarsi ai ricordi e alla nostalgia: troppe sono le domande che attendono una risposta, a partire dall’inspiegabile presenza di due agenti della CIA sul luogo del delitto. Unico indizio in mano a Cross, il libro che la donna stava scrivendo sulla situazione sociopolitica dell’Africa centrale. Chi si nasconde dietro la mano che ha ucciso Ellie? Chi c’è davvero dietro quel nome di battaglia, la Tigre? Che cosa lega quel brutale omicidio al massacro seriale che sembra aver preso di mira gli afroamericani di Washington? L’indagine si trasforma presto in una discesa all’inferno, sulle tracce di un oscuro e indefinibile disegno di morte che proviene da lontano. Da un luogo in cui soltanto Cross può addentrarsi…

L’istinto del predatore

Sono le undici di sera di una normalissima domenica quando Alex Cross viene convocato dal dipartimento di polizia di Washington sulla scena del crimine. Georgetown. Una bellissima villa a tre piani in stile coloniale, vicini e curiosi in vestaglia, radunati sul marciapiede. Dalle facce scure e gli sguardi vitrei dei tecnici che emergono dall’interno, Cross ha già intuito che si troverà davanti uno spettacolo raccapricciante, ma non immagina nemmeno quanto. Cinque persone, un’intera famiglia massacrata con una violenza e una ferocia inaudite. E quello che è peggio è che Cross conosceva bene una delle vittime, Ellie, ex compagna di università e suo primo amore. Ma non c’è tempo per abbandonarsi ai ricordi e alla nostalgia: troppe sono le domande che attendono una risposta, a partire dall’inspiegabile presenza di due agenti della CIA sul luogo del delitto. Unico indizio in mano a Cross, il libro che la donna stava scrivendo sulla situazione sociopolitica dell’Africa centrale. Chi si nasconde dietro la mano che ha ucciso Ellie? Chi c’è davvero dietro quel nome di battaglia, la Tigre? Che cosa lega quel brutale omicidio al massacro seriale che sembra aver preso di mira gli afroamericani di Washington? L’indagine si trasforma presto in una discesa all’inferno, sulle tracce di un oscuro e indefinibile disegno di morte che proviene da lontano. Da un luogo in cui soltanto Cross può addentrarsi…
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L’istinto Del Branco

Scorribande in moto, in bilico sul mondo malavitoso, sono vissute da uno studente anarchico con problemi esistenziali. Manuel. E’ straziato dal peso di un omicidio. La fede lo opprime. Emerge la forza d’integrazione che con le sue regole non sente ne leggi ne ragioni. Le ingenue scorribande si gonfiano e non raccontano una semplice storia poiche la coscienza non e idea comune. Ha sfidato il sistema! Ormai leggenda, subisce un rapimento. Si misura contro entita astratte che poi riesce ad individuare pero ha ben inteso che uccidere non e buona soluzione quindi deve vincere soprattutto contro se stesso; cercare un giusto metro. Solo il campionato gli regala risultati appaganti. La moto e un culto. Un poliziotto conosce il suo segreto. Lo ricatta e lo tormenta. Manuel insorge ai suoi incubi. Il quadro di quel periodo si ripropone autentico in ogni sfumatura rilasciando atmosfere, fermenti e sapori persi.
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L’isterico a metano: fantaromanzo giovane e sinergico

Barozzi Vanes (14 anni) è un ragazzo di Sassuolo. La famiglia, gli amici, la Mortadella, tutti e tutto hanno congiurato per modellare quest’esempio di Imbecille Moderno. Ha la testa piena solo di boiate ma il padre lo fa entrare in piastrellificio. Vanes lavora di buona lena e comincia a portare soldi a casa. Ma conosce amici pericolosi, per merito dei quali si guadagna la targa di “sporc drughé”, Finisce licenziato. In famiglia nessuno lo difende. Un amico lo sprona a tagliare la corda. Vanes alza i tacchi. Sassuolo addio. Francia, Inghilterra, Brasile, India: queste le tappe del suo giro di formazione. Amore, avventure, odori, sapori, genti e paesi lentamente trasformano Vanes. Qualcosa però è andato storto…

Istantanea di un delitto

Manca poco a Natale. La signora McGillicuddy, dopo essersi affannata tutto il giorno a cercare regali per i suoi parenti, sta ritornando a casa in treno. Improvvisamente un altro convoglio si affianca al suo e l’anziana signora assiste suo malgrado a uno spettacolo sconvolgente: in una delle carrozze dell’altro treno un uomo sta strangolando una donna. Terrorizzata la signora cerca di avvertire il controllore e la polizia, ma nessuno le crede, nessun cadavere è stato infatti rinvenuto e non è stata nemmeno denunciata nessuna scomparsa. Fortunatamente la signora McGillicuddy è una vecchia amica di Miss Murple, la vecchietta dall’aria innocua e mansueta capace però di risolvere ogni mistero grazie alle sue straordinarie capacità di osservazione. Istantanea di un delitto, del 1957, famoso per il suo esordio intrigante, è una delle più classiche avventure dell’anziana investigatrice di St.Mary Mead.

L’ispettore Morse e le morti di Jericho

A Jericho, un quartiere di Oxford dimenticato dal tempo, in una casetta angusta e piena di libri, Anne Scott si suicida senza lasciare una parola di congedo e, in apparenza, senza un perché. Forse è solo una storia di ordinaria infelicità, ma poco tempo dopo nello stesso quartiere, nella stessa viuzza, nella casa di fronte, George Jackson viene trovato con il cranio fracassato. L’ipotesi del suicidio non convince l’ispettore Morse, che, questa volta per motivi personali, inizia un’indagine in incognito.

L’ispettore Cadavre

Per tutti, dalle vecchiette appostate dietro le tendine smosse ai ragazzini che poco prima lo avevano superato girandosi a guardarlo con insolenza, lui era l’intruso, l’indesiderabile. O, peggio ancora, era qualcuno di cui non ci si poteva fidare, venuto da chissà dove a fare chissà che cosa. Sarà stato anche per via di quegli sguardi che lo spiavano, ma il commissario, che camminava con le mani sprofondate nelle tasche del pesante cappotto, si sentiva come uno di quegli squallidi personaggi tormentati da un vizio segreto che si aggirano nei paraggi della porte Saint-Martin o altrove con le spalle curve e lo sguardo sfuggente, rasentando le case per prudenza alla vista di un agente della Buoncostume. Era forse un riflesso della triste figura di Cavre? Ebbe quasi voglia di mandare a prendere la sua valigia dai Naud, di salire sul primo treno e di andare dal giudice Bréjon per dirgli: ‘A Saint-Aubin non mi vogliono… Suo cognato se la sbrogli da sé…’. (Le inchieste di Maigret 22 di 75)
(source: Bol.com)

Isole nella Corrente

La strana guerra di Thomas Hudson, pittore e grande chiacchierone, arruolato per pattugliare il mar dei Caraibi alla ricerca di sommergibili tedeschi. Una vicenda bellica vissuta forse più nei bar che sul mare. Un libro divertente sotto ogni aspetto. La cronaca scanzonata di un uomo in guerra con i tedeschi, con gli altri e con se stesso.

L’isola

Non si era mai fidato del bel mondo. Per lui, uomo schivo e di poche pretese, l’isola di Sylt, un paradiso naturale nelle isole Frisone, era piena di gente ricca e snob. Purtroppo Clara, la sua amatissima compagna, vuole sempre trascorrere le sue vacanze a Sylt e lui l’accompagna di malavoglia, temendo che lei si faccia alla fine conquistare da quell’ambiente scintillante e sfacciato. E forse è proprio quello che è successo: Clara è inspiegabilmente scomparsa, da giorni non ha sue notizie. Non gli resta che cercarla, ricostruendo le ultime ore passate con lei, alla ricerca di un minimo indizio.

Isola segreta

Patrizia ha fatto un errore, in gioventù. E gli errori si pagano, sempre. In un momento di debolezza si è confidata con le sue migliori amiche. Ha svelato il suo segreto. Sono passati molti anni da allora, si è sposata, divorziata, e ha pure un figlio grande, eppure il momento è arrivato. Deve rimediare a quell’errore, a ogni costo. Perché loro stanno andando là, nell’isola. Quelle amiche che non vede più da molto tempo, con cui non ha più rapporti. Loro ricordano ancora, hanno bisogno di ciò che l’isola può dare. Un dono che in realtà è una maledizione, la peggiore che possa esistere. Deve riuscire ad arrivare in tempo, prima che compiano qualcosa di irreparabile. Perché in quella maledetta isola nessuno deve più vivere, ma soprattutto, e questo è imperativo, nessuno deve più morire.