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Il diario segreto di Phileas Fogg

Tutti sanno che Phileas Fogg è il protagonista del Giro del mondo in ottanta glomi di Jules Verne, ma non tutti sanno che la versione raccontata in quel romanzo è quantomeno parziale: durante il suo viaggio, infatti, l’eccentrico signore inglese fece ben altre scoperte e visse ben più fantastiche avventure. Per decifrare e pubblicare Il diario segreto di Phileas Fogg occorreva un esperto del calibro di Philip Farmer, che in questo sorprendente romanzo ci aggiorna sulle minacce cosmiche, i complotti spazio-temporali e i mille pericoli corsi non solo da Fogg ma da tutta la Terra, e che rendono ancora oggi il nostro pianeta un luogo… molto poco sicuro. Buon viaggio con Farmer!

Il diario di Suzanne. Una storia d’amore

Katie Wilkinson ha trovato l’uomo ideale ma un giorno, senza spiegazione, lui sparisce dalla sua vita e le lascia un diario da leggere. È il diario di una giovane mamma scritto per il suo bambino, in cui Suzanne racconta la storia d’amore tra lei e il padre del bimbo e l’immensa gioia che la maternità le ha procurato. Nel leggere questo commovente resoconto Katie si rende conto che il padre del bambino e l’uomo che l’ha lasciata sono la stessa persona e che il suo amato Matt ha quindi una moglie e un figlio. Ma il resto del diario la mette di fronte a qualcosa d’altro, qualcosa che la spaventa e la fa sperare allo stesso tempo.

Diario di rondine

Dopo una delusione d’amore il giovane protagonista, per evitare di soffrire ancora, decide di annientare la propria sensibilità e diventa un sicario. Freddo e spietato, solo il sangue delle sue vittime sembra procurargli piacere, fino al giorno in cui gli viene ordinato di uccidere un ministro con tutta la sua famiglia. Il diario segreto della figlia adolescente del ministro risveglia in lui una morbosa curiosità, che si trasforma ben presto in ossessione sconvolgendo in modo imprevedibile il suo destino… Un’insolita storia d’amore in puro stile Nothomb: personaggi che agiscono al di là del bene e del male per un romanzo eccentrico e dalle sfumature dark.

Diario di guerra contro gli zombie

“Quando tutto iniziò, fu inevitabilmente il caos. I morti risorsero e attaccarono i vivi, diffondendo con un solo morso il contagio. Prima di riuscire a comprendere l’enormità della catastrofe, oltre tre quarti della popolazione mondiale fu contagiata. Oggi tutte le Autorità mondiali sono incapaci di reagire, annichilite dal caos e dall’orrore che devasta i continenti. È l’apocalisse! Ma in Italia, in una piccola provincia del Lazio, un manipolo di Carabinieri resiste e sferra un attacco impetuoso e folle alla morte che cammina. Li comanda il Colonnello Furia, un ufficiale controverso, violento e amorale, determinato a fare di tutto pur di far sopravvivere l’umanità… anche a costo di perderla del tutto.”

Diario della tartaruga

Libro di culto degli anni Ottanta, Diario della tartaruga è un romanzo di deliziosa ironia, la vicenda di due solitudini che si incontrano e si riconoscono ma senza violarsi, in una Londra di librerie, casamenti per single, supermarket troppo illuminati e tristi storie alle spalle, William G. e Neaera H. sono due quarantenni solitari. Lui è divorziato, lavora in una libreria e pensa troppo spesso alla moglie e alle due figlie. Lei non è mai stata sposata, scrive storie per bambini e ha ormai accettato la propria solitudine.

Si incontrano all'acquario dello Zoo, davanti alla vasca delle tartarughe: intuiscono di condividere il desiderio di liberarle.

L'intento comune non comporterà quasi altro tra loro, lontani l'uno dall'altra così come le tartarughe sono lontane dalle vicende dei loro presunti salvatori. E il finale riserverà a entrambi una sorpresa.

Diario dell’assenza

Un romanzo che si addentra senza pudori nei segreti del sesso, attraverso le confidenze raccontate da una donna al suo diario. Roma diventa scenario di incontri, rapporti, passioni, delusioni, descritti da un'autrice che ha fatto scandalo.

Carmen Llera Moravia è nata in Spagna e vive da tempo a Roma. Ha pubblicato per Bompiani Georgette (1988), Lola e gli altri (1989), Dall’Atlantico al Negev (1990), Uomini (1993), Diario dell’assenza (1996), Sarabanda (1997), Amori incompiuti (1999), Finalmente ti scrivo (2000), Fine (2003), Gaston (2005), Ultimo amante (2007).

Il diario del vampiro. La maschera

Elena Gilbert e i suoi amici sono riusciti a salvare Fell’s Church dalle forze del male. Ma hanno dovuto pagare un caro prezzo: la morte di Damon, l’affascinante vampiro che ha lottato con tutte le forze contro suo fratello Stefan per conquistare il cuore dell’amata Elena. Ora Elena e Stefan sono finalmente insieme e nulla sembra poter ostacolare la loro felicità. Eppure Elena non riesce a dimenticare Damon, e di notte continua a sognarlo. Mentre la ragazza sente crescere dentro di sé la passione e il tormento, segni inquietanti come presagi rivelano un pericolo imminente per Elena e i suoi amici: i loro nomi cominciano ad apparire uno dopo l’altro in strane circostanze, come in un nefasto annuncio di morte. E questo non è che l’inizio di un altro terribile incubo, perché una nuova minaccia incombe su Fell’s Church: una catastrofe di proporzioni immani si sta avvicinando…La saga che ha ispirato la serie TV The Vampire DiariesTra i venti autori più venduti in Italia Lisa Jane Smithè una delle scrittrici di urban fantasy più amate al mondo: i suoi libri sono stati tradotti in numerosi Paesi e hanno conquistato il cuore di due generazioni di fan. La Newton Compton ha pubblicato in Italia il suo primo romanzo La notte del solstizio, e le sue saghe di maggior successo: Il diario del vampiro (Il risveglio, La lotta, La furia, La messa nera, Il ritorno, Scende la notte, L’anima nera, L’ombra del male, Mezzanotte, L’alba, La maschera, La genesi, Sete di sangue e Strane creature); Dark visions; I diari delle streghe; La setta dei vampiri e Il gioco proibito. Le saghe Il diario del vampiro e I diari delle streghe sono diventate serie TV. Scoprite tutto su Lisa Jane Smith visitando i siti www.ljanesmith.net e www.lasettadeivampiri.com

(source: Bol.com)

Diario del ladro

Il «Diario del ladro» è un autoritratto particolare. Vi leggiamo i vagabondaggi di Jean Genet attraverso l’Europa negli anni trenta, i suoi amori passeggeri e tutte le attività di un marginale, di un piccolo delinquente, dalla prostituzione alla mendicità, dal traffico d’oppio all’estorsione. La scena si apre su “La Criolla”, dancing bordello di Barcellona e, tra prigioni e meublé, esaurisce i suoi effetti nel baraccone di una fiera, il «Palazzo degli Specchi». Il ladro omosessuale muta identità nel corso dell’opera, sino a prendere le sembianze di un teppista che mette paura, deruba e ricatta i clienti, forte della sua giovinezza e dell’odio che prova per loro.

Diario del Che in Bolivia

“Il Che considerava la sua morte come naturale e probabile nel corso del processo rivoluzionario, e non mancò mai di sottolineare, specialmente nei suoi ultimi scritti, che questa eventualità non avrebbe impedito la marcia inevitabile della rivoluzione nell’America Latina. Nel diario del Che possiamo constatare quanto reali fossero le sue possibilità di successo e quanto straordinario il potere catalizzatore della guerriglia, da lui puntualizzati nei suoi appunti.” Fidel Castro (dalla Prefazione). Edizione speciale per i cinquant’anni di Giangiacomo Feltrinelli Editore.

Diario (vero) di una squillo di lusso a Manhattan

Nancy Chan è bella, elegante, colta e simpatica ed è una squillo. Vive e lavora nell’Upper East Side di Manhattan. Il suo lavoro le piace, le fa conoscere gente interessante, le permette un tenore di vita alto e le lascia molto tempo libero da passare con Matt, il fidanzato. Con mille equilibrismi riesce a destreggiarsi splendidamente: di giorno fidanzata modello e di notte richiestissima squillo per Vip. Tutto fila liscio, fino a quando Matt non le chiede di sposarlo.

I diari di casa March

Il dottor March, chirurgo con moglie malaticcia e giovane amante, vive in casa con quattro gemelli e una cameriera trentenne alcolizzata. E’ costei che scopre il diario di uno dei figli, in cui sono annotati particolari su delitti da lui commessi. La poveretta si rende subito conto di avere a che fare con un pazzo ma non è in grado di denunciarlo: finirà ammazzata, come l’amante del dottore.

Il diamante dell’harem

Venezia 1604. Una gondola fende l’acqua nera come il petrolio. La lanterna dell’imbarcazione illumina fiocamente il volto pensieroso di Paul Pindar, mercante dell’onorevole Compagnia del Levante.
L’uomo si trova ormai a Venezia da diversi mesi e consuma le sue notti e il suo denaro tra gioco d’azzardo e cortigiane. Ma niente riesce a fargli dimenticare Celia, la sua promessa sposa, rapita dai turchi per la pelle di luna e i biondi capelli. La sua bellezza l’ha resa una delle favorite del sultano. Ma ora il suo destino è sconosciuto. Nessuno sa se sia ancora rinchiusa tra i cancelli dorati dell’harem di Costantinopoli, un mondo proibito e impenetrabile, o se sia scomparsa per sempre.
Eppure, proprio quando Paul ha quasi perso la speranza di ricontrarla, ecco che fra i vicoli veneziani inizia a serpeggiare una voce sempre più insistente. Si dice che in città sia nascosta una misteriosa pietra, L’Azzurro del sultano, un diamante blu dal valore inestimabile appartenuto al sovrano di Costantinopoli.
Pindar non ha dubbi: deve impossessarsene a tutti i costi. È convinto che il gioiello lo ricondurrà in qualche modo a Celia. Ma la strada è irta di pericoli. Perché molti altri sono disposti a uccidere pur di averlo.
L’unica in grado di aiutarlo è Annetta, una monaca che si trova in un convento di clausura nella laguna veneziana. La ragazza non è una suora come tutte le altre. Il suo è un passato oscuro, indissolubilmente legato all’harem.
Mentre l’ossessione del mercante per il misterioso diamante aumenta sempre più, diventa chiaro che ci sono altre forze segrete in gioco. Il diamante è reale, o si tratta solo di un tranello per trascinarlo verso la rovina?

I diabolici

«Una sorta di interminabile attacco di cuore»: così è stato definito “I diabolici”, che – unanimemente considerato un classico della letteratura noir – non ha perso un grammo del suo torbido fascino: come dimostrano i commenti dei giovani blogger francesi, i quali scoprono stupefatti quanto l’attuale letteratura psicologica francese «à suspense» debba a un libro che ai loro occhi appare «di un’incredibile modernità», dotato di «un intrigo perfetto» e di «una tensione che fino all’ultimo non ti dà un attimo di tregua». Come nei migliori romanzi di Simenon, quello che conta qui è la progressiva perdita, da parte del protagonista, della percezione della realtà, il suo sprofondare sempre più allucinato in una vertigine di angoscia e di terrore in cui i deliri si accavallano ai ricordi d’infan­zia e a un lacerante senso di impotenza. Nei “Diabolici” compaiono per la prima volta alcuni dei marchi di fabbrica della sterminata, formidabile produzione di Boileau e Narcejac: lo schema triangolare, l’am­bienta­zio­ne provinciale e piccoloborghese, il motivo del colpevole tormentato dal rimorso e dalla paura, la contiguità fra innocenza e colpa; e soprattutto l’inversione dei ruo­li: in un’autentica spirale di orrore, l’as­sassino si trasforma in una vittima braccata da «colei che non c’è più» – la donna che sa di aver ucciso. Non a caso Francis Lacassin (sceneggiatore di molti Maigret televisivi e grande studioso di Simenon) ha scritto che proprio grazie a Pierre Boileau e Thomas Narcejac «il romanzo poliziesco senza poliziotti è diventato una variante tragica del romanzo tout court».