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Sette piccioni sporchi di sangue

Geraldine Foster è una ragazza seria, senza tanti grilli per la testa. Così, quando una sera non ritorna a casa dal lavoro, la sua coinquilina, Betty Canfield, pensa subito al peggio e si rivolge a Thatcher Colt, un vecchio amico dello zio, che è a capo della polizia di New York. Non molto convinto, questi inizia a indagare, ma deve abbandonare il suo scetticismo quando dal sopralluogo nella stanza della ragazza emergono alcuni elementi misteriosi. Cosa ci fa una lettera strappata dal cui contenuto s’intuisce un ricatto? Perché l’inchiostro con il quale Geraldine l’ha scritta è diverso da quello che si trova nella penna? E poi, qual è il motivo dell’inaspettata quanto inspiegabile rottura del suo fidanzamento a pochi giorni dalle nozze? Potrebbe essere il dottor Humphrey Maskell, l’affascinante e chiacchierato medico presso il cui studio lei lavorava come segretaria. Infatti anche in quel luogo molte cose non tornano, come per esempio la presenza del cappotto e delle chiavi di Geraldine nonostante la sera della scomparsa avesse sicuramente lasciato lo studio. Ma c’è un altro fatto sconcertante che stavolta riguarda la casa in Peddler’s Road presa in affitto dal dottore: sulla soglia giacciono sette piccioni morti imbrattati di sangue… Un mystery elaborato ed eccitante uscito originariamente nel 1930.

Il sesto palazzo e altri racconti

Robert Silverberg IL SESTO PALAZZO
J. T. McIntosh L’UOMO CHE UCCIDEVA GLI IMMORTALI
Richard Wilson L’EFFETTO CARSON
James H. Schmitz L’ARMA DELL’OBLIO
Sidney Van Scyoc LA VOCE NELLA TESTA

I serial killer. I casi più inquietanti che hanno terrorizzato l’Italia contemporanea

Negli ultimi anni, il fenomeno dei “serial killer” è balzato prepotentemente all’attenzione dei media e della società italiana smentendo l’idea di una realtà appannaggio quasi esclusivo degli Stati Uniti. Invece anche in Italia i casi sono, e sono stati, numerosi; le prime notizie risalgono al XIX secolo, ma è certo che crimini del genere si sono verificati anche in un passato più lontano. In questo libro, gli autori, un giornalista con esperienza di “nera” e un antropologo attento agli aspetti più inquietanti dell’attualità, offrono una dettagliata e ampia rassegna di casi che porta alla ribalta fatti spesso dimenticati, o sconosciuti alla maggioranza, come quello della “jena di San Giorgio”, o del “vampiro della Bergamasca”, o del “Landru del Tevere”, per giungere a personaggi che dalla cronaca sono entrati nell’immaginario di molti di noi.
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Il sentiero degli dei

In una mattina di fine estate, Gerolamo porta i suoi due figli a Parco Talon, distesa di boschi e prati alle porte di Bologna. Seguendo le tracce di un capriolo, i tre finiscono su un sentiero mai visto, di fronte a un cartello che punta verso sud e dice semplicemente: Firenze. Passa un giorno e sul piazzale della stazione, Gerolamo contempla la stele di Trenitalia eretta per celebrare l’apertura della tratta Bologna-Firenze ad Alta Velocità. Nasce così l’idea di scavalcare a piedi l’Appennino, per scoprire il mondo che i nuovi treni attraverseranno in galleria, senza potergli dedicare nemmeno uno sguardo. Come uno strano detective alla rovescia, Gerolamo si mette in strada per scoprire non il colpevole, ma le vittime di un delitto annunciato. Cosa ci si perde, a guadagnare venti minuti di tempo nel percorso tra due città? Cosa non vedono i milioni di italiani che ogni anno passano per questo imbuto del trasporto nazionale, un territorio al servizio di auto ed Eurostar? La risposta, per nulla scontata, arriverà dopo cinque giorni di viaggio a cinque chilometri all’ora, tra incontri e leggende, disastri ambientali e faggete silenziose, caprioli che brucano sotto i viadotti e ruderi di antiche locande che ospitano nuovi pellegrini.
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SENTENZE PITAGORICHE

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Leon Battista Alberti: tre brevi testi insieme per la prima volta, versioni originali integrali
SENTENZE PITAGORICHE
SOFRONA
LETTERE
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### Sinossi
Leon Battista Alberti: tre brevi testi insieme per la prima volta, versioni originali integrali
SENTENZE PITAGORICHE
SOFRONA
LETTERE

Il Senso Della Vita

A cura di Egidio Ernesto MarascoIntroduzione di Pier Luigi PaganiTraduzione di Stefania BonarelliEdizione integraleQuest’opera è un compendio di tutta la teoria individual-psicologica di Adler: indispensabile supporto, dunque, per chi già la conosce e accattivante “invito” per chi non l’ha ancora scoperta. Emerge da queste pagine il grande merito della riflessione adleriana: l’aver colto che il dramma perenne dell’essere umano è nel contrasto inevitabile tra l’ideale dello spirito – e dunque l’aspirazione alla superiorità, alla perfezione – e la consapevolezza della fragilità del proprio corpo. Ma Adler non si limita a esporre i fenomeni, a spiegarne le cause e a delinearne le finalità: egli propone anche una serie di criteri che aiutano a comprenderne i processi intuitivi e interpretativi.«La Psicologia Individuale si situa alla base dell’evoluzione e alla luce della stessa considera l’aspirazione dell’uomo un’aspirazione alla perfezione.»Alfred Adlernacque a Vienna nel 1870 in una famiglia ebrea ungherese. Divenuto medico studiò la base caratteriale delle nevrosi e collaborò con Freud dal 1902 al 1911, quando le sue divergenze teoriche provocarono la prima divisione del gruppo psicoanalitico. La sua Psicologia Individuale si diffuse rapidamente in Europa e in America, dove Adler visse e insegnò dal 1926. Morì ad Aberdeen nel 1937, durante un ciclo di conferenze.

Sensi di viaggio

Viaggiare, un mito dei nostri tempi, un modo per entrare in contatto con la realtà e con noi stessi. Ma anche un genere di consumo, un piatto pronto cucinato con emozioni preconfezioante. Questo libro vuol far tabula rasa del consumismo, per pensare e raccontare il viaggio come se fosse un’esperienza sempre nuova, senza pregiudizi, mode, atteggiamenti, bagaglio culturale a carico o chissà quanti altri vizi e abitudini. Perché il viaggio ritorni a essere un’esperienza autentica e unica, è necessario passare attraverso il proprio corpo, ascoltarne i messaggi, decifrarne i cambiamenti, imparare ad esporlo alle sollecitazioni che provengono dall’esterno senza averne paura. E allora riscopriamo i sensi e la corporeità:; il piacere di sudare, di rabbrividire, di rimanere abbagliati dal sole o di sentire la sabbia sulla pelle, o lo sgomento di ascoltare l’urlo assordante delle cascate Vittoria. Dalla Scozia al Marocco, dall’Ecuador a Jaipur, dal Mali al Benin, Marco Aime, antropologo e viaggiatore, racconta con occhio limpido paesaggi, atmosfere, persone sensazioni, emozioni: parla di sé e parla di noi, umanità in viaggio.

Selfie

Ai piani alti della polizia di Copenaghen ci si lamenta dello scarso rendimento della Sezione Q. Il compito di difenderla dalle accuse è affidato a Rose, ma l’assistente di Carl Mørck sta affondando nei ricordi di un drammatico episodio del suo passato. Intanto, in un parco di Copenaghen viene ritrovato il cadavere di un’anziana signora, mentre qualcuno al volante di un’auto in corsa si lancia all’inseguimento di una ragazza. Carl, il fido Assad e una Rose a mezzo servizio, impegnati in un nuovo cold case di difficile soluzione, dovranno lottare per impedire che la Sezione Q venga smantellata e per porre fine alla serie di crimini che sta scuotendo Copenaghen.

(source: Bol.com)

SEI UNA BESTIA

Una lumaca con due sessi, un pappagallo che parla d’amore, un ghiro che fa sogni erotici, un cane antidroga buddista, un microbo con un complesso d’inferiorità, un leone innamorato di una gazzella, un camaleonte alla ricerca di se stesso, uno squalo, un verme, uno scarafaggio… Viskovitz è ognuna di queste bestie e molte altre ancora, alle prese con le loro bizzarrie, nevrosi, vanità. Ma è la condizione umana, in tutta la sua dignità e scostumatezza, a essere rappresentata attraverso queste favole ironiche che spaziano dalla gag comica al western, dall’apologo al thriller.

Sei sentinelle per Sam Durell

Sam Durell viene sottoposto a un intervento di chirurgia plastica: dovrà prendere il posto di un generale cinese «eliminato» da poco. Scopo della missione: rintracciare un uomo che conosce troppi segreti, se possibile riportarlo a Formosa, altrimenti metterlo a tacere per sempre. Con Sam parte per Pechino una ragazza, Jasmine, che a quanto pare oltre ad aiutarlo dovrà anche sorvegliarlo. E sorvegliarlo per conto dello stesso capo di DurelI.’ Sam «Caimano» s’imbarca così in u’n’avventura irta di pericoli e avara d’indizi: come punto di partenza c’è solo un nome, Le Sei sentinelle. Chi sono gli uomini che fanno parte di questo gruppo di «falchi»? Dove si annidano? Al Pentagono, alla Casa Bianca, nello stesso servizio segreto? E come farà Sam a risalire fino a loro? Ma spesso la fortuna non è del tutto cieca, e questa volta si allea con Sam Durell mettendogli al fianco un uomo che, pur suo nemico nei principi, saprà aiutarlo fino in fondo.

Un segno invisibile e mio

Mona Gray, vent’anni, è innamorata dei numeri fino all’ossessione: l’ordine e la precisione dell’aritmetica le servono a difendersi dall’instabilità del mondo. Da quando il padre ha contratto una misteriosa malattia, infatti, Mona ha bloccato ogni propria aspirazione, ha paura di innamorarsi e si rifugia in una serie di piccoli gesti e oggetti scaramantici. Ma quando viene assunta come insegnante di matematica alle elementari, la sua vita – grazie a un’allieva fuori dal comune e aun collega capace di far breccia nella sua timidezza – comincia a cambiare irreversibilmente. Tenero, spassoso, commovente, acclamato dal Los Angeles Times come uno dei libri dell’anno, questo romanzo ha lanciato Aimee Bender come una delle migliori voci nella nuova narrativa americana.

Le seduzioni economiche di Faust

Dopo gli ultimi grandi teorici, da Keynes a Sraffa, la teoria economica sembra essersi irrigidita in un’Ortodossia che pochi vogliono mettere in questione. Da una parte si applicano tecniche di analisi sempre più sofisticate, dall’altra si dà per scontato che l’èra delle grandi proposte teoriche sia chiusa per sempre. Ma la dottrina economica, se ha provato in questi anni, al livello empirico, di non riuscire a prevedere alcunché dei processi in corso, ha anche mostrato, al livello speculativo, di usare come elementi indiscutibili categorie che sono invece peculiari concrezioni storiche. C’è dunque del marcio nel regno degli economisti… Pubblicato per la prima volta nel 1989, questo libro di Alvi, per la sua incisività polemica, ha fatto molto discutere. Qui, infatti, non solo si svela la pochezza e l’inadegua­tezza di una certa impostazione dominante del pensiero economico, che continua pervicacemente a proporsi come ‘un’imitazio­ne fallita delle scienze naturali’, ma si rivelano altre vie di quel pensiero che erano state abbandonate frettolosamente e oggi potrebbero tornare a essere preziose, si tratti della scuola storica tedesca o di Sombart, di Polanyi o di Veblen, di Simmel o di Sorokin, di Perroux o di Adriano Olivetti (del quale viene rivendicata, con argomenti nuovi, l’esperienza di Comunità). E la trattazione è sinuosa, aforistica, intrecciata con quei fatti della storia e della cultura che gli economisti ortodossi sembrano dilettarsi a ignorare.
(source: Bol.com)

Le seduzioni economiche di Faust (Saggi. Nuova serie)

Dopo gli ultimi grandi teorici, da Keynes a Sraffa, la teoria economica sembra essersi irrigidita in un’Ortodossia che pochi vogliono mettere in questione. Da una parte si applicano tecniche di analisi sempre più sofisticate, dall’altra si dà per scontato che l’èra delle grandi proposte teoriche sia chiusa per sempre. Ma la dottrina economica, se ha provato in questi anni, al livello empirico, di non riuscire a prevedere alcunché dei processi in corso, ha anche mostrato, al livello speculativo, di usare come elementi indiscutibili categorie che sono invece peculiari concrezioni storiche. C’è dunque del marcio nel regno degli economisti…
Pubblicato per la prima volta nel 1989, questo libro di Alvi, per la sua incisività polemica, ha fatto molto discutere. Qui, infatti, non solo si svela la pochezza e l’inadegua­tezza di una certa impostazione dominante del pensiero economico, che continua pervicacemente a proporsi come «un’imitazio­ne fallita delle scienze naturali», ma si rivelano altre vie di quel pensiero che erano state abbandonate frettolosamente e oggi potrebbero tornare a essere preziose, si tratti della scuola storica tedesca o di Sombart, di Polanyi o di Veblen, di Simmel o di Sorokin, di Perroux o di Adriano Olivetti (del quale viene rivendicata, con argomenti nuovi, l’esperienza di Comunità). E la trattazione è sinuosa, aforistica, intrecciata con quei fatti della storia e della cultura che gli economisti ortodossi sembrano dilettarsi a ignorare.
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Dopo gli ultimi grandi teorici, da Keynes a Sraffa, la teoria economica sembra essersi irrigidita in un’Ortodossia che pochi vogliono mettere in questione. Da una parte si applicano tecniche di analisi sempre più sofisticate, dall’altra si dà per scontato che l’èra delle grandi proposte teoriche sia chiusa per sempre. Ma la dottrina economica, se ha provato in questi anni, al livello empirico, di non riuscire a prevedere alcunché dei processi in corso, ha anche mostrato, al livello speculativo, di usare come elementi indiscutibili categorie che sono invece peculiari concrezioni storiche. C’è dunque del marcio nel regno degli economisti…
Pubblicato per la prima volta nel 1989, questo libro di Alvi, per la sua incisività polemica, ha fatto molto discutere. Qui, infatti, non solo si svela la pochezza e l’inadegua­tezza di una certa impostazione dominante del pensiero economico, che continua pervicacemente a proporsi come «un’imitazio­ne fallita delle scienze naturali», ma si rivelano altre vie di quel pensiero che erano state abbandonate frettolosamente e oggi potrebbero tornare a essere preziose, si tratti della scuola storica tedesca o di Sombart, di Polanyi o di Veblen, di Simmel o di Sorokin, di Perroux o di Adriano Olivetti (del quale viene rivendicata, con argomenti nuovi, l’esperienza di Comunità). E la trattazione è sinuosa, aforistica, intrecciata con quei fatti della storia e della cultura che gli economisti ortodossi sembrano dilettarsi a ignorare.

Se tu mi vedessi ora

Nella vita di Elizabeth ogni cosa ha il suo posto: dalle tazzine del caffè nella scintillante cucina ai barattoli di vernice nel suo atelier di arredatrice d’interni. Ordine e precisione le consentono di mantenere il controllo, soprattutto sulle emozioni: ha già sofferto abbastanza in passato. Ma un giorno un estraneo si insinua nella sua vita, trasformandola come lei non avrebbe mai potuto immaginare. Un uomo uscito da chissà dove e che sembra non avere un passato, ma che mostra di conoscerla profondamente. Un uomo capace di farla star bene, di farla ridere, ballare, di farle guardare le stelle… Se tu mi vedessi ora è la storia di un amore magico. Presente o passato, reale o soltanto sognato non ha importanza, perché nell’amore è il segreto della vera felicità.
(source: Bol.com)

Se questa è una donna. Il racconto dell’altra faccia del male

Umiliate, torturate, maltrattate, denutrite, annichilite dalla violenza, la fame e la paura, gli occhi vuoti e il grembo freddo, le prigioniere dei campi di concentramento e sterminio nazisti hanno strappato a Primo Levi il grido “Considerate se questa è una donna.” Ma le recluse non erano le uniche donne in quegli inferni sulla terra. Benché i loro nomi siano meno noti di quelli dei loro sanguinari complici, come Mengele, Himmler, Goebbels, furono molte e non meno crudeli le donne che hanno lavorato nei campi e si sono applicate spesso con più accanimento degli uomini a infliggere torture e morte. Maria Mandel, la “bestia di Auschwitz”, amava prendere a calci sul viso i prigionieri. Ilse Koch, la “cagna di Buchenwald”, si faceva confezionare paralumi con la pelle tatuata delle sue vittime. Hermine Braunsteiner è responsabile di almeno 200.000 morti. E sono solo alcune. Non tutte erano povere, molte erano spose, madri, lavoratrici. Potevano scegliere. E hanno scelto deliberatamente il male. Per senso del dovere, per obbedienza, “per assaporare”, come ha detto una di loro, “il potere, la superiorità, il diritto di decidere della vita e della morte delle detenute.” Nessuna di loro si è pentita. Sulle atrocità commesse da queste donne su altre donne la storia è stata a lungo reticente, quasi imbarazzata. Chi dà la vita può scendere all’abiezione più pura senza esservi costretta? Nei ritratti di alcune di loro, la terribile risposta.