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Esilio su Andromeda

L’autore di questo avvincente racconto è Y.F.J. Long, dottore in scienze. Il romanzo è quindi costruito su ipotesi scientifiche tutt’altro che fantastiche, che potrebbero in un non lontano futuro diventare probanti. Oltre che scienziato, Long si rivela ottimo scrittore, sia per inventiva, sia per stile. Immagina di essere nel 1985, dopo un conflitto mondiale che non ha distrutto la Terra soltanto per l’intervento di un progredito e civilissimo popolo abitante un pianeta della nebulosa di Andromeda e che discende dagli Atlantidei. Marte e la Terra, dopo un’altra guerra terribile, si sono affratellati. E marziani e terrestri intraprendono, nel 1985, un viaggio intergalattico, che essi credono sia il primo nella storia dell’umanità, con un apparecchio a propulsione spaziotemporale. Le avventure di questa spedizione ardita, quasi pazzesca, formano la sostanza del romanzo. E sono non soltanto avvincenti, ma perfino credibili, per la naturalezza e l’arte con la quale vengono presentate, mai gratuite, perché basate sempre su ipotesi scientifiche che cominciano, nella nostra strana era di progresso, a diventare di dominio pubblico. La spedizione arriva a Kromas, nella nebulosa di Andromeda, dove conosce la meravigliosa storia della civiltà Atlantidea, da cui gli abitanti di Kromas discendono. Il romanzo si segue fino in fondo, senza che l’interesse diminuisca, anzi con appassionante curiosità, anche per i problemi che la dimensione tempo, nella quale la spedizione viaggia, pone alla mente di chi legge aprendole uno spiraglio sull’infinito.

Esercizi d’amore

Da uno dei più brillanti autori inglesi della nuova generazione, una love story molto attuale e una riflessione sottile sul tema amoroso alle soglie del Duemila. Iniziata e finita su un volo Parigi-Londra, la vicenda si svolge ai nostri giorni nella capitale inglese, tra musei, supermarket e ristoranti esotici, e ci fa vivere ogni tremito, ogni desiderio, ogni fase di una normalissima ma esemplare storia d’amore. L’ironia, la verve, la sensibilità, l’arte di leggere le passioni nella loro quotidianità: queste le migliori qualità dell’opera prima di Alain de Botton.
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### Sinossi
Da uno dei più brillanti autori inglesi della nuova generazione, una love story molto attuale e una riflessione sottile sul tema amoroso alle soglie del Duemila. Iniziata e finita su un volo Parigi-Londra, la vicenda si svolge ai nostri giorni nella capitale inglese, tra musei, supermarket e ristoranti esotici, e ci fa vivere ogni tremito, ogni desiderio, ogni fase di una normalissima ma esemplare storia d’amore. L’ironia, la verve, la sensibilità, l’arte di leggere le passioni nella loro quotidianità: queste le migliori qualità dell’opera prima di Alain de Botton.

L’esercito delle cose inutili

In un gelido mattino di dicembre, un libro e un asino s’incontrano lungo una strada deserta. Il libro, in viaggio verso il meraviglioso “Paese delle cose inutili”, convince il vecchio asino a seguirlo. Dopotutto, un asino che non serve più a nessuno non potrà che trovarsi bene in un posto pieno di funamboli, cantori, raccoglitori di conchiglie, macinini da caffè, scollatoti di francobolli, trapiantatoti di primule, dizonari di latino e raccolte poetiche. Vivono là, tutti ammassati insieme e, secondo il libro, sono molto felici. L’asino Raimond, però, non si consola d’essere diventato inutile. La nostalgia lo tormenta e, ben presto, le lettere misteriose che riceve ogni settimana diventeranno il suo unico conforto. Foglio dopo foglio, scoprirà la storia di Guglielmo, un ragazzo introverso e sensibile che ha parecchio da raccontare, e un modo tutto suo di farlo. Conquistato da quella voce, Raimond deciderà di aiutarlo, di difenderlo dal temibile bullo che gli rovina i giorni e di entrare nella sua vita. Ma la sua non sarà un’impresa solitaria: lo strampalato “Esercito delle cose inutili” lo seguirà a ruota, perché ciò che è vecchio, desueto, ai margini, eccentrico, può essere mosso da un’energia misteriosa e seguire strade poco battute, dove l’utile e l’inutile sanno ribaltarsi l’uno nell’altro e diventare, forse, una sostanza nuova.

L’esercito dei 14 bambini

Tra Divergent e Hunger Games Oltre 300.000 copie vendute Hunger Games ha trovato il suo erede Quattordici studenti di diverse età sono rimasti intrappolati all’interno di un gigantesco supermercato a Monument, in Colorado. Lì dentro c’è tutto ciò di cui potrebbero aver bisogno: cibo di ogni genere, vestiti, videogiochi e libri, farmaci e ogni tipo di bevanda alcolica… e senza la supervisione di un adulto possono fare quello che vogliono. Potrebbe anche essere divertente. Purtroppo la verità è che fuori da lì il genere umano sta scomparendo a causa di catastrofi naturali e della dispersione di sostanze chimiche nell’atmosfera che, a seconda del gruppo sanguigno, possono provocare nelle persone disturbi paranoidi, accessi di violenza o addirittura la morte. I bambini devono rimanere all’interno, costretti ad attrezzarsi per la sopravvivenza, senza sapere se potranno mai uscire. Nonostante la giovane età, saranno in grado di cavarsela e guadagnarsi un futuro? Diritti di traduzione venduti in 10 Paesi Oltre 300.000 copie vendute «Spaventoso e affascinante.» New York Times «Un vero thriller.» Booklist «I lettori aspetteranno con ansia il secondo volume.» Kirkus Emmy LaybourneÈ scrittrice, sceneggiatrice ed ex attrice. Il suo esordio nella narrativa, L’esercito dei 14 bambini, si è guadagnato il plauso della critica ed è stato nominato YALSA Teens’ Top Ten. Il libro è il primo capitolo di una trilogia. Emmy vive nella periferia di New York City con il marito, due figli e nove galline.

Esegesi dei luoghi comuni

Ecco l’”Esegesi dei luoghi comuni” del “terribile” Léon Bloy, mistico, infaticabile “giustiziere” dei contemporanei, caustico e livoroso critico della modernità. L’Esegesi dei luoghi comuni è una tra le opere più impressionanti e dure di tutta la letteratura europea del Novecento. Un libro senza mezze misure né peli sulla lingua, dove le frasi fatte, i luoghi comuni, la sciocca banalità dei contemporanei è svuotata di ogni pretesa assennatezza o presunto buonsenso: “Niente e’ assoluto, tutto e’ relativo”; “Gli affari sono affari”; “Nessuno al mondo e’ perfetto”; “Sono come San Tommaso”; “Solo la verita’ offende”; “Il denaro non fa la felicità, ma…”; sono solo alcuni dei modi di dire attraverso cui Bloy demolisce il mondo e il tempo del borghese.
Attraverso l’interpretazione di centottantatré luoghi comuni, Bloy da vita a qualcosa più di un “semplice” sciocchezzaio o di un “moderno” bestiario sulla banalità del mondo contemporaneo: l’Esegesi vuole essere un’opera di radicale smascheramento delle falsità e delle ipocrisie su cui si fonda la società moderna. È infatti contro il borghese, suo nemico designato, che Bloy e la sua Esegesi si scatena: egli è per Bloy la mortificazione stessa della parola e del pensiero, schiacciato dalle sue merci, dalla sua meschinità, dalle sue formulette di presunta saggezza quotidiana. E la ferocia con cui aggredisce i loro affetti più cari – il denaro, gli affari, la ricchezza – le loro inespresse, malcelate fedi – la tecnica, la salute, l’intrattenimento – fa crollare tutto il mondo del borghese sotto i colpi dell’invettiva viscerale e oltraggiosa di quest’opera insolitamente affascinante – ostile.
Il misticismo ispirato, che a tratti diviene addirittura violento, esasperato, il richiamo costante all’Assoluto come irriducibile termine di confronto attraverso cui intendere il mondo e il tempo del borghese è infatti elemento ineliminabile in tutta l’opera e la biografia di Bloy. E l’Esegesi del “terribile” reazionario Bloy, rappresenta ancora oggi, nonostante l’“inattualità” – e la diffidenza – che ha da sempre accompagnato l’autore e l’opera in questione, la difesa di un modo e un tempo del pensiero irriducibile a ogni etichettatura; e a una lettura odierna rimane intatta e non di rado ancor più pregnante la portata disperatamente morale e filosofica – mai moralistica – della sua critica radicale alla società, all’umanità stessa e al suo orizzonte di progresso.
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### Sinossi
Ecco l’”Esegesi dei luoghi comuni” del “terribile” Léon Bloy, mistico, infaticabile “giustiziere” dei contemporanei, caustico e livoroso critico della modernità. L’Esegesi dei luoghi comuni è una tra le opere più impressionanti e dure di tutta la letteratura europea del Novecento. Un libro senza mezze misure né peli sulla lingua, dove le frasi fatte, i luoghi comuni, la sciocca banalità dei contemporanei è svuotata di ogni pretesa assennatezza o presunto buonsenso: “Niente e’ assoluto, tutto e’ relativo”; “Gli affari sono affari”; “Nessuno al mondo e’ perfetto”; “Sono come San Tommaso”; “Solo la verita’ offende”; “Il denaro non fa la felicità, ma…”; sono solo alcuni dei modi di dire attraverso cui Bloy demolisce il mondo e il tempo del borghese.
Attraverso l’interpretazione di centottantatré luoghi comuni, Bloy da vita a qualcosa più di un “semplice” sciocchezzaio o di un “moderno” bestiario sulla banalità del mondo contemporaneo: l’Esegesi vuole essere un’opera di radicale smascheramento delle falsità e delle ipocrisie su cui si fonda la società moderna. È infatti contro il borghese, suo nemico designato, che Bloy e la sua Esegesi si scatena: egli è per Bloy la mortificazione stessa della parola e del pensiero, schiacciato dalle sue merci, dalla sua meschinità, dalle sue formulette di presunta saggezza quotidiana. E la ferocia con cui aggredisce i loro affetti più cari – il denaro, gli affari, la ricchezza – le loro inespresse, malcelate fedi – la tecnica, la salute, l’intrattenimento – fa crollare tutto il mondo del borghese sotto i colpi dell’invettiva viscerale e oltraggiosa di quest’opera insolitamente affascinante – ostile.
Il misticismo ispirato, che a tratti diviene addirittura violento, esasperato, il richiamo costante all’Assoluto come irriducibile termine di confronto attraverso cui intendere il mondo e il tempo del borghese è infatti elemento ineliminabile in tutta l’opera e la biografia di Bloy. E l’Esegesi del “terribile” reazionario Bloy, rappresenta ancora oggi, nonostante l’“inattualità” – e la diffidenza – che ha da sempre accompagnato l’autore e l’opera in questione, la difesa di un modo e un tempo del pensiero irriducibile a ogni etichettatura; e a una lettura odierna rimane intatta e non di rado ancor più pregnante la portata disperatamente morale e filosofica – mai moralistica – della sua critica radicale alla società, all’umanità stessa e al suo orizzonte di progresso.

Erotici risvegli

C’è qualcosa nella casa di Mel. O meglio, qualcuno. Una presenza che si avverte grazie al lieve profumo di lillà e alle note lontane di un carillon che aleggiano nell’aria. Lei non è spaventata. Anzi, quelle stranezze non fanno che aggiungere fascino al palazzo d’epoca in cui vive. Con l’arrivo di Jon Adams, il nuovo inquilino, quegli strani fenomeni diventano più frequenti e l’attrazione di Mel per quel bellissimo uomo alto, bruno e silenzioso è sempre più intensa. Ma quella che prova nei suoi confronti non è una passione normale: ha la forza di un’ossessione, che la consuma. E forse l’unico in grado di spiegare che cosa si nasconde nei vividi sogni erotici che turbano le sue notti è proprio lui.
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### Sinossi
C’è qualcosa nella casa di Mel. O meglio, qualcuno. Una presenza che si avverte grazie al lieve profumo di lillà e alle note lontane di un carillon che aleggiano nell’aria. Lei non è spaventata. Anzi, quelle stranezze non fanno che aggiungere fascino al palazzo d’epoca in cui vive. Con l’arrivo di Jon Adams, il nuovo inquilino, quegli strani fenomeni diventano più frequenti e l’attrazione di Mel per quel bellissimo uomo alto, bruno e silenzioso è sempre più intensa. Ma quella che prova nei suoi confronti non è una passione normale: ha la forza di un’ossessione, che la consuma. E forse l’unico in grado di spiegare che cosa si nasconde nei vividi sogni erotici che turbano le sue notti è proprio lui.

Erotic horror

Erotismo e Morte: un binomio terribile e perfetto, che anima da sempre il nostro immaginario e, in particolare, l’immaginario dell’horror. E maestri indiscussi di questo fortunato genere sono gli autori di cui vengono presentati in questa classica raccolta. Da Richard Matheson a Robert Bloch, da Theodore Sturgeon a Ramsey Campbell, da Harlan Ellison a Richard Laymond, il pantheon della narrativa nera e macabra si riunisce per evocare, fra cinica ironia e gusto del brivido continuato, donne bellissime e crudeli, congegni malefici, sedute necrofile, insetti pericolosissimi, il tutto innervato da un erotismo che si torce in lussuria e mette in crisi le possibilità umane aprendosi a diaboliche suggestioni. In poche parole: inoltratevi fiduciosi in queste storie, ma tenetevi saldi, perché la paura è sempre in attesa dietro la porta. Dietro la prossima pagina.

Eros mi ha rapito!

Vittoria sogna e spera di conoscere l’uomo della sua vita. L’impresa è un po’ difficile, visti i precedenti fidanzati e una costante sfortuna che la perseguita. La sua vita è normale, lavora come cameriera alla pizzeria del padre e subisce la perfezione della sorella maggiore, sentendosi sempre sbagliata. Stefano è l’unica persona che sembra capirla ma, quando succederà qualcosa di sconvolgente, anche lui inizierà a non crederle.
Vittoria viene rapita per sbaglio, nessuno sembra cercarla e non sarà la sola a essere ostaggio dei sequestratori. Coinvolto nel rapimento c’è un affascinante Conte – Ernesto Romeo Ottaviano Simone Vinci della Rocca: il suo acronimo è E.r.o.s. – che turberà Vittoria con il suo sorriso micidiale e non solo. Eros ha un comportamento ambiguo, sembra sia l’unica persona di cui Vittoria possa fidarsi ma, a quanto pare, nasconde qualcosa. Chi è realmente? Un Conte con un debito da saldare, un mezzo delinquente, oppure un semplice ragazzo che vuole giustizia? Il suo comportamento può essere frainteso e, proprio per questo motivo, Vittoria ha difficoltà a esternare i propri sentimenti. La ragazza cerca in qualche modo di reprimerli, ma l’amore è un sentimento che non si può nascondere, arriva senza avvisare e non chiede il permesso per entrare nel nostro cuore. S’insinua silente e non possiamo fare altro che assecondarlo …
Questa è una storia romantica e, a tratti, frustrante, ma anche ironica e paradossale. Vittoria è simpatica, è una di noi, un po’ brontolona e molto curiosa. Parlerà con voi lettori: cercherà conforto e sostegno. Sarà confusa, combattuta, si sentirà sola e abbandonata. Conoscerà l’amore, quello vero, tramite l’uomo che ne porta il nome: Eros. Ricordatevi, però, che l’apparenza inganna e non tutto è come ci appare.
Altri romanzi di Emme X:
-“La forza dell’amore” (new adult drammatico e sentimentale)
-“Quando l’amore è amore” (chick lit ironico e romantico)
-“Una (s)volta nella vita” (racconto breve all’interno dell’antologia gratuita “Tutto nasce da qui” AA.VV. delle Dragonfly Wings)
-Prequel gratuito “Aspettando Eros …” (introduzione al romanzo “Eros mi ha rapito!”
-“Baciarsi e dirsi addio” – The kiss trilogy vol. 1 (rosa contemporaneo)
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### Sinossi
Vittoria sogna e spera di conoscere l’uomo della sua vita. L’impresa è un po’ difficile, visti i precedenti fidanzati e una costante sfortuna che la perseguita. La sua vita è normale, lavora come cameriera alla pizzeria del padre e subisce la perfezione della sorella maggiore, sentendosi sempre sbagliata. Stefano è l’unica persona che sembra capirla ma, quando succederà qualcosa di sconvolgente, anche lui inizierà a non crederle.
Vittoria viene rapita per sbaglio, nessuno sembra cercarla e non sarà la sola a essere ostaggio dei sequestratori. Coinvolto nel rapimento c’è un affascinante Conte – Ernesto Romeo Ottaviano Simone Vinci della Rocca: il suo acronimo è E.r.o.s. – che turberà Vittoria con il suo sorriso micidiale e non solo. Eros ha un comportamento ambiguo, sembra sia l’unica persona di cui Vittoria possa fidarsi ma, a quanto pare, nasconde qualcosa. Chi è realmente? Un Conte con un debito da saldare, un mezzo delinquente, oppure un semplice ragazzo che vuole giustizia? Il suo comportamento può essere frainteso e, proprio per questo motivo, Vittoria ha difficoltà a esternare i propri sentimenti. La ragazza cerca in qualche modo di reprimerli, ma l’amore è un sentimento che non si può nascondere, arriva senza avvisare e non chiede il permesso per entrare nel nostro cuore. S’insinua silente e non possiamo fare altro che assecondarlo …
Questa è una storia romantica e, a tratti, frustrante, ma anche ironica e paradossale. Vittoria è simpatica, è una di noi, un po’ brontolona e molto curiosa. Parlerà con voi lettori: cercherà conforto e sostegno. Sarà confusa, combattuta, si sentirà sola e abbandonata. Conoscerà l’amore, quello vero, tramite l’uomo che ne porta il nome: Eros. Ricordatevi, però, che l’apparenza inganna e non tutto è come ci appare.
Altri romanzi di Emme X:
-“La forza dell’amore” (new adult drammatico e sentimentale)
-“Quando l’amore è amore” (chick lit ironico e romantico)
-“Una (s)volta nella vita” (racconto breve all’interno dell’antologia gratuita “Tutto nasce da qui” AA.VV. delle Dragonfly Wings)
-Prequel gratuito “Aspettando Eros …” (introduzione al romanzo “Eros mi ha rapito!”
-“Baciarsi e dirsi addio” – The kiss trilogy vol. 1 (rosa contemporaneo)
### L’autore
Biografia autore Emme X è nata nel 1977 e risiede in Sardegna. Amante della lettura sin da piccola, ha sviluppato la passione per i romanzi contemporanei. Scrivere, per lei, è un istinto animale. Ha iniziato a pubblicare nel 2013 il suo primo romanzo La forza dell’amore di genere New Adult. Nel 2014 pubblica il Chick lit Quando l’amore è amore. Ha partecipato all’antologia gratuita Tutto nasce da qui con il racconto Una (s)volta nella vita. Nel 2015 pubblica il prequel gratuito Aspettando Eros… e, qualche mese dopo, il romanzo completo Eros mi ha rapito! Al momento, sta lavorando ad altre prossime pubblicazioni.

Eros

È la storia affascinante di un ragazzo alle prese con i primi amori e le prime delusioni; un ragazzo che diventato uomo si abbandonerà alle intemperanze e agli eccessi di numerose esperienze erotiche. Un uomo che viaggerà tanto, ma non riuscirà mai a trovare la pace interiore, neanche quando sposerà la donna che fu il primo amore nella sua adolescenza. All’interno – come in tutti i volumi Fermento – gli “Indicatori” per consentire al lettore un agevole viaggio dentro il libro.

Eroi della frontiera

Josie ha trentotto anni ed è felice, quella sera. In un camper al buio, con i suoi due bambini e i boschi sconosciuti attorno. Sa che la sua è una felicità passeggera, e che tutto è sbagliato. Non dovrebbe essere in Alaska, una zona del paese che è America ma anche non lo è, è il luogo dell’oblio e dei viaggiatori erranti. Non dovrebbe trovarsi in un’anonima casa a quattro ruote, senza telefono e con in tasca solo contanti. Irrintracciabile. Era una dentista e non lo è più. Il padre dei suoi figli l’ha lasciata. Ha una causa legale alle costole e un rimorso che la tormenta. Credeva in un paese che non esiste più, cancellato dalla durezza della crisi economica. Così Josie si è ribellata: ha preso i suoi figli (sequestrati, si potrebbe dire, all’insaputa del padre), li ha caricati su un camper e sono partiti, senza un piano. Paul, otto anni, “gli occhi freddi e premurosi di un prete glaciale”, più assennato di sua madre. Ana, cinque anni, “una minaccia continua al contratto sociale”, un animale con gli occhi verdi e “la capacità di individuare l’oggetto più fragile in qualsiasi stanza e romperlo con incredibile alacrità”. E ora puntano dritti verso l’Alaska. Un genitore non dovrebbe prima di tutto tenere i figli alla larga da pericoli inutili e traumi evitabili? Invece lei li ha trascinati in Alaska, che non è per niente un luogo magico dall’aria cristallina, ma un posto soffocato dalla caligine di decine di incendi dispersi per tutto lo Stato come galeotti in fuga. Ma è anche la terra degli eroi, e Josie ha bisogno di trovarne uno: trovatemi uno coraggioso, un ardito, chiede agli alberi scuri. Trovatemi uno che non si tira indietro. Dave Eggers torna a raccontare l’America contemporanea e quel che resta di una famiglia disastrata che si mette in marcia verso la frontiera. E in più la luminosa e quasi utopistica fiducia, nonostante tutto, che qualcosa di simile all’originario sogno americano esista ancora, da qualche parte sotto il ghiaccio.
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Gli eroi del crepuscolo

Il primo romanzo fantasy pubblicato da Einaudi. L’esordio di un’autrice di diciassette anni. Da tempo gli Eterni sono in guerra contro i goblin: dal fronte arrivano notizie sconfortanti. Ma quando il Signore delle Tenebre rapisce la figlia del re, Eileen, tutto precipita. Lyannen, giovane mezzomortale che ha osato innamorarsi di lei, parte con la strampalata Compagnia dei Rinnegati per salvarla, e liberare il suo popolo dalla minaccia incombente. A loro si unirà Slyman: il ragazzo ignora tutto di sé, ma sa che combattere per il Reame, anche se non lo ha mai visto, è il suo destino. Il percorso dei Rinnegati sarà pieno di assalti e insidie, ma anche di incontri fortunati, tra centauri, golem di foreste, amazzoni, droqq. Un grandioso affresco di personaggi. Un avvicendarsi di scontri spietati e spettacolari. Una storia di reietti che si scoprono eroi. In un mondo che sembra al suo crepuscolo, dove si crede non esistano piú eroi, Lyannen, Slyman e gli altri mostreranno che il tempo degli eroi non è finito. Che è tempo di eroi nuovi. Umili, imperfetti, veri. È il tempo degli eroi del crepuscolo. Gli Eterni vivono un’epoca di decadenza. Il mondo che conoscono è diviso, i popoli sono in guerra, le alleanze tradite. Come se non bastasse, Eileen, la figlia del re, viene rapita dal Signore delle Tenebre. Eileen è la ragazza che Lyannen ama. Un amore impossibile, perché lei è una principessa Eterna e lui soltanto un mezzomortale: un diverso, uno sbaglio. Lyannen non è un eroe. Ma spinto dall’amore parte con un gruppo di amici in cerca di Eileen. La Compagnia dei Rinnegati – cosí si fanno chiamare – è disposta a tutto pur di salvare la principessa, il Reame e la Bianca Capitale Dardamen. A Dardamen, Slyman non è mai stato. Non sa da dove viene né di chi è figlio, non è mai appartenuto a nessuno, se non al Solitario, l’uomo che lo ha allevato. Slyman non è un eroe. Ma quando il Solitario gli chiede di raggiungere la Compagnia dei Rinnegati, lo fa come se avesse aspettato quel giorno da sempre. Lyannen e Slyman affronteranno la propria imperfezione: insieme, troveranno dentro di sé la «magia» per sconfiggere il Male. Romanzo fantasy, di formazione, epico, Gli eroi del crepuscolo ci catapulta in un mondo vasto e multiforme, abitato da diverse etnie e culture, e ci racconta una guerra di idee oltre che di popoli, che si rifà tanto all’epica greca quanto alle mitologie nordiche. Una storia sulla diversità come patrimonio eccezionale di ogni essere vivente. E sull’utopia di una convivenza solidale tra i popoli.

Un eroe del nostro tempo

È il 1945. Tre nuclei familiari coabitano in un appartamento: i giovani sposi comunisti Faliero e Bruna, la vedova di un ex repubblichino, Virginia, e Lucia, madre vedova del sedicenne Sandrino.
Il ragazzo, bello, irruento e cresciuto nel culto della figura autoritaria e squadrista del padre perduto, seduce Virginia e inizia con lei una relazione intessuta di soprusi e vessazioni. Le tensioni travolgono la casa e i suoi abitanti, inclusi Bruna e Faliero che tenteranno di “salvare” Sandrino, ma invano. In lui infatti la violenza fascista è un male incurabile, che tracimerà in un acme di tragica brutalità. Scritto nel 1947, il romanzo riflette il clima da guerra civile che agitava l’Italia del dopoguerra e segna un’evoluzione marcata nello stile dell’autore. Pratolini è trascinato al realismo dall’urgenza storica e personale di testimoniare le profonde fratture sociali che abitavano come demoni le ombre della difficilissima ricostruzione – non solo materiale – del Paese.
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### Sinossi
È il 1945. Tre nuclei familiari coabitano in un appartamento: i giovani sposi comunisti Faliero e Bruna, la vedova di un ex repubblichino, Virginia, e Lucia, madre vedova del sedicenne Sandrino.
Il ragazzo, bello, irruento e cresciuto nel culto della figura autoritaria e squadrista del padre perduto, seduce Virginia e inizia con lei una relazione intessuta di soprusi e vessazioni. Le tensioni travolgono la casa e i suoi abitanti, inclusi Bruna e Faliero che tenteranno di “salvare” Sandrino, ma invano. In lui infatti la violenza fascista è un male incurabile, che tracimerà in un acme di tragica brutalità. Scritto nel 1947, il romanzo riflette il clima da guerra civile che agitava l’Italia del dopoguerra e segna un’evoluzione marcata nello stile dell’autore. Pratolini è trascinato al realismo dall’urgenza storica e personale di testimoniare le profonde fratture sociali che abitavano come demoni le ombre della difficilissima ricostruzione – non solo materiale – del Paese.

Un eroe borghese

L’Italia degli anni settanta è l’Italia della loggia P2, della strategia della tensione, del terrorismo rosso e nero, l’Italia in cui la nascente società civile scopre che la democrazia non è un bene acquisito una volta per sempre. Giorgio Ambrosoli è un avvocato milanese, conservatore, cattolico, in gioventù monarchico. Muore nella notte di una Milano deserta, ucciso da un sicario venuto dall’America, l’11 luglio 1979. Nel settembre 1974 la Banca d’Italia aveva nominato Ambrosoli commissario liquidatore dello scricchiolante impero bancario di Michele Sindona. Basta poco ad Ambrosoli per scoprire, allibito, il castello di trucchi contabili, operazioni speculative, autofinanziamenti truffaldini su cui si è retto l’inganno della sindoniana Banca Privata Italiana. Sfatando le previsioni di chi lo vorrebbe influenzabile, sensibile agli equilibri politici, il “moderato” Ambrosoli si rivela invece un osso durissimo, fedele alla propria integrità morale nonostante le pressioni dall’alto, i tentativi di corruzione che sfociano in minacce, la solitudine in cui gradualmente sprofonda. Fino all’omicidio, ordinato da Sindona. La storia di Giorgio Ambrosoli – che Corrado Stajano ricostruisce in un’inchiesta incalzante, fulminea nelle sue giustapposizioni impreviste di fatti e scene, sempre attenta alla verità del particolare – è un frammento illuminante, tragicamente emblematico, della storia politica italiana.

Un eroe borghese (La cultura)

L’Italia degli anni settanta è l’Italia della loggia P2, della strategia della tensione, del terrorismo rosso e nero, l’Italia in cui la nascente società civile scopre che la democrazia non è un bene acquisito una volta per sempre. Giorgio Ambrosoli è un avvocato milanese, conservatore, cattolico, in gioventù monarchico. Muore nella notte di una Milano deserta, ucciso da un sicario venuto dall’America, l’11 luglio 1979.
Nel settembre 1974 la Banca d’Italia aveva nominato Ambrosoli commissario liquidatore dello scricchiolante impero bancario di Michele Sindona. Uomo d’affari romanzesco, spregiudicato equilibrista della finanza internazionale, amico di ministri della Repubblica, mafiosi siciliani e narcotrafficanti italoamericani, bene inserito negli ambienti vaticani, massonici, imprenditoriali, Sindona era per Giulio Andreotti «il salvatore della lira». Basta poco ad Ambrosoli per scoprire, allibito, il castello di trucchi contabili, operazioni speculative, autofinanziamenti truffaldini su cui si è retto l’inganno della sindoniana Banca Privata Italiana. Sfatando le previsioni di chi lo vorrebbe influenzabile, sensibile agli equilibri politici, il «moderato» Ambrosoli si rivela invece un osso durissimo, fedele alla propria integrità morale nonostante le pressioni dall’alto, i tentativi di corruzione che sfociano in minacce, la solitudine in cui gradualmente sprofonda. Fino all’omicidio, ordinato da Sindona. «Se l’andava cercando» commenterà nel 2010 Giulio Andreotti, all’epoca dei fatti presidente del Consiglio.
La storia di Giorgio Ambrosoli – che Corrado Stajano ricostruisce in un’inchiesta incalzante, fulminea nelle sue giustapposizioni impreviste di fatti e scene, sempre attenta alla verità del particolare – è un frammento illuminante, tragicamente emblematico, della storia politica italiana. In terra di illegalità sistemica, di poteri criminali che si saldano al potere istituzionale, di compromissioni a buon mercato e tentazioni consociative, nell’Italia corrotta di ieri come in quella di oggi, l’onestà è la più imperdonabile delle virtù. E un servitore dello Stato finisce per diventare un ribelle solitario, un lottatore coraggioso: Un eroe borghese, suo malgrado.
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### Sinossi
L’Italia degli anni settanta è l’Italia della loggia P2, della strategia della tensione, del terrorismo rosso e nero, l’Italia in cui la nascente società civile scopre che la democrazia non è un bene acquisito una volta per sempre. Giorgio Ambrosoli è un avvocato milanese, conservatore, cattolico, in gioventù monarchico. Muore nella notte di una Milano deserta, ucciso da un sicario venuto dall’America, l’11 luglio 1979.
Nel settembre 1974 la Banca d’Italia aveva nominato Ambrosoli commissario liquidatore dello scricchiolante impero bancario di Michele Sindona. Uomo d’affari romanzesco, spregiudicato equilibrista della finanza internazionale, amico di ministri della Repubblica, mafiosi siciliani e narcotrafficanti italoamericani, bene inserito negli ambienti vaticani, massonici, imprenditoriali, Sindona era per Giulio Andreotti «il salvatore della lira». Basta poco ad Ambrosoli per scoprire, allibito, il castello di trucchi contabili, operazioni speculative, autofinanziamenti truffaldini su cui si è retto l’inganno della sindoniana Banca Privata Italiana. Sfatando le previsioni di chi lo vorrebbe influenzabile, sensibile agli equilibri politici, il «moderato» Ambrosoli si rivela invece un osso durissimo, fedele alla propria integrità morale nonostante le pressioni dall’alto, i tentativi di corruzione che sfociano in minacce, la solitudine in cui gradualmente sprofonda. Fino all’omicidio, ordinato da Sindona. «Se l’andava cercando» commenterà nel 2010 Giulio Andreotti, all’epoca dei fatti presidente del Consiglio.
La storia di Giorgio Ambrosoli – che Corrado Stajano ricostruisce in un’inchiesta incalzante, fulminea nelle sue giustapposizioni impreviste di fatti e scene, sempre attenta alla verità del particolare – è un frammento illuminante, tragicamente emblematico, della storia politica italiana. In terra di illegalità sistemica, di poteri criminali che si saldano al potere istituzionale, di compromissioni a buon mercato e tentazioni consociative, nell’Italia corrotta di ieri come in quella di oggi, l’onestà è la più imperdonabile delle virtù. E un servitore dello Stato finisce per diventare un ribelle solitario, un lottatore coraggioso: Un eroe borghese, suo malgrado.

L’eretica di Dio

1412, Domrémy. Il giorno in cui Giovanna d’Arco viene alla luce non è un giorno come gli altri, è un giorno straordinario. Il sole scompare per qualche ora, nascosto da un’eclissi, gettando nel panico i villani. E proprio quando la neonata emette un vagito, la luce torna. Questo non è che il primo segno di una vita che sarà breve e straordinaria. Giovanna, infatti, giovanissima, inizia ad avere delle visioni, a sentire la voce di Dio. Una voce che la spinge alla preghiera, alla devozione, al sacrificio del corpo prima, e poi a un’impresa che pare impossibile e assurda per una sedicenne di umili origini: salvare il regno di Francia, afflitto da decenni di guerra contro gli inglesi. La fugace ed eccezionale vita di Giovanna è scandita dalle parole di Dio, dal sostegno del suo popolo, dal favore delle truppe da lei guidate, dai miracoli praticati a chi chiede la grazia. Giovanna è il simbolo della rinascita contro la decadenza. E, forse per questo, viene condannata come eretica, il suo corpo dato alle fiamme, i suoi resti gettati nella Senna. Una condanna assurda e osteggiata da molti, vergata da quella stessa Chiesa che secoli dopo ne proclamerà la Santità.
Dopo ***Matilde*****, **Rita Coruzzi**** narra le gesta e i segreti di un’altra eroina della fede cristiana, Giovanna d’Arco, guerriera, eretica, santa. Una donna che, in soli diciannove anni di vita, cambiò la storia.
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### Sinossi
1412, Domrémy. Il giorno in cui Giovanna d’Arco viene alla luce non è un giorno come gli altri, è un giorno straordinario. Il sole scompare per qualche ora, nascosto da un’eclissi, gettando nel panico i villani. E proprio quando la neonata emette un vagito, la luce torna. Questo non è che il primo segno di una vita che sarà breve e straordinaria. Giovanna, infatti, giovanissima, inizia ad avere delle visioni, a sentire la voce di Dio. Una voce che la spinge alla preghiera, alla devozione, al sacrificio del corpo prima, e poi a un’impresa che pare impossibile e assurda per una sedicenne di umili origini: salvare il regno di Francia, afflitto da decenni di guerra contro gli inglesi. La fugace ed eccezionale vita di Giovanna è scandita dalle parole di Dio, dal sostegno del suo popolo, dal favore delle truppe da lei guidate, dai miracoli praticati a chi chiede la grazia. Giovanna è il simbolo della rinascita contro la decadenza. E, forse per questo, viene condannata come eretica, il suo corpo dato alle fiamme, i suoi resti gettati nella Senna. Una condanna assurda e osteggiata da molti, vergata da quella stessa Chiesa che secoli dopo ne proclamerà la Santità.
Dopo ***Matilde*****, **Rita Coruzzi**** narra le gesta e i segreti di un’altra eroina della fede cristiana, Giovanna d’Arco, guerriera, eretica, santa. Una donna che, in soli diciannove anni di vita, cambiò la storia.
### Dalla seconda/terza di copertina
È nata il 2 giugno 1986 a Reggio Emilia, dove tuttora risiede. Affetta da tetraparesi, in conseguenza di un intervento chirurgico andato male, dall’età di dieci anni è sulla sedia a rotelle. Diplomatasi al liceo classico della sua città, ha conseguito la laurea triennale in Lettere e si è specializzata in giornalismo presso l’università di Parma. Della sua esistenza ha fatto una battaglia quotidia