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Il marito

Mitch è inginocchiato ad aggiustare un irrigatore sotto il sole californiano quando arriva la telefonata che gli sconvolgerà per sempre la vita. Qualcuno ha rapito sua moglie, e ora le sta facendo del male. Urla da gelare il sangue. Il riscatto è di due milioni di dollari, da versare entro sessanta ore. Ma Mitch è solo un giardiniere, come può trovare una cifra simile? La voce al cellulare gli chiede di guardare dall’altra parte della strada, dove un solitario passante porta in giro il cane. Uno sparo infrange la quiete mattutina e lo sconosciuto stramazza a terra, morto. Da quel momento Mitch viene risucchiato in un incubo che abbatterà, una alla volta, tutte le sue certezze faticosamente costruite, tutto il suo mondo. Impossibile chiedere aiuto alla polizia, i sequestratori intercettano ogni sua parola, seguono ogni suo spostamento. Impossibile chiedere aiuto ai genitori, due psicologi che hanno sempre usato i cinque figli come cavie, rifiutando con disumana determinazione ogni coinvolgimento affettivo. Gli darà una mano Anson, il fratello maggiore che ha sempre avuto successo in tutto. Ma è davvero.il più forte della nidiata, quello capace di proteggere i fratelli dalla scientifica crudeltà dei genitori, oppure è il frutto perfetto degli esperimenti paterni? E il dolce e remissivo Mitch, alla prospettiva di perdere l’adorata Holly che cosa riuscirà a estrarre dagli oscuri e inesplorati recessi del suo animo? Che cosa sarà capace di fare per amore?

Il marito in collegio: Le opere di Giovannino Guareschi #10

La giovane e avvenente Carlotta Wonder, di nobilissima famiglia, si trova dinanzi a un difficile problema: si deve sposare nel giro di quarantotto ore, e con un uomo gradito allo zio Casimiro Wonder, altrimenti lo stesso zio Casimiro lascerà la sua fortuna agli orfanelli, gettando tutta l’augusta parentela sul lastrico. Di fronte a una così dura alternativa, la fanciulla ha ben chiaro il suo dovere: si sacrificherà per il bene della famiglia. Si dà da fare, ma il tempo è poco, e il difficile Casimiro respinge tutti i suoi pretendenti. Alla fine Carlotta sarà costretta a sottoporre all’attenzione dello zio un giovane e aitante artigiano, da sempre innamorato di lei, ma che nell’alta società proprio non si sa muovere. Bisognerebbe mandarlo in collegio…

Marianna Sirca

La Deledda in questo romanzo usa di un linguaggio vero, forte, un linguaggio che pulsa. Scava nelle paure e nei pensieri più intimi dei protagonisti: Marianna Sirca di modeste origini, ma divenuta ricca grazie a un’eredità e il suo amante Simone Sole, un giovane bandito nuorese. Un racconto crudele come le stesse passioni dei personaggi innocenti, crudo e aspro come la terra in cui abitano. Una storia superba che difficilmente potrete dimenticare. All’interno – come in tutti i volumi Fermento – gli “Indicatori” per consentire al lettore un agevole viaggio dentro il libro.

Maria Zef

Il nome della Drigo resta legato soprattutto al romanzo “Maria Zef” nel quale l’impostazione naturalistica temperata da un sentimento di pietà triste e amara, conduce con grande efficacia l’ineluttabile svolgersi di una vicenda cupa che si conclude in tragedia.Maria infatti, orfana fin da bambina, viene sedotta dallo zio e finisce per ucciderlo quando si rende conto che anche la sorella minore Rosa sta per subire la sua stessa sorte. Il tutto vede sullo sfondo un paesaggio carnico di grande desolazione e particolarmente aspro. Maria Zef resta uno dei romanzi più sobri e potenti della narrativa femminile italiana del novecento e al suo apparire il tema svolto (l’incesto) in ambiente di grave disagio sociale non mancò di destare un certo scalpore.Nota: gli e-book editi da E-text in collaborazione con Liber Liber sono tutti privi di DRM; si possono quindi leggere su qualsiasi lettore di e-book, si possono copiare su più dispositivi e, volendo, si possono anche modificare.Questo e-book aiuta il sito di Liber Liber, una mediateca che rende disponibili gratuitamente migliaia di capolavori della letteratura e della musica.

Maria Stuarda. La rivale di Elisabetta I d’Inghilterra

Il tragico percorso della vita di Maria Stuarda ha origini e radici nella sua ascesa incredibilmente rapida alla condizione della massima potenza terrena: a sei giorni regina di Scozia, a sei anni fidanzata d’uno dei più potenti principi d’Europa, a diciassette regina di Francia. Un’ascesa ottenuta senza fatica né merito, come in un sogno, senza il tempo di esserne interiormente consapevole. Ma subito il sogno svanisce e interviene la delusione, la realtà di una condizione che le impedisce di essere semplicemente se stessa, ma solo e sempre parte e oggetto di un gioco d’interessi. Al ritorno in Scozia è subito esposta alla bufera di una rabbiosa lotta religiosa che sconquassa la sua terra e s’insinua fin nella sua famiglia, coinvolgendo lo sfortunato paese nel sanguinoso gioco delle potenze mondiali; nasce di qui il conflitto personale tra l’astuta Elisabetta e l’impulsiva Maria Stuarda, tra Inghilterra e Scozia, dietro al quale s’innalza l’ombra dei grandi contrasti del tempo tra Riforma e Controriforma, tra l’epoca moderna alle porte e il mondo medioevale che muore. In questa lotta senza tregua, Stefan Zweig ci conduce a scoprire la dimensione umana delle due protagoniste, donne di statura eccezionale che si fronteggiano con armi subdole e sleali, fino al momento aspro e tagliente della tragedia finale. “Non solo come regine, ma anche come donne, Elisabetta e Maria Stuarda rappresentano due tipi assolutamente opposti…”.

Maria Antonietta

Maria Antonietta non fu né la grande santa dell’idea monarchica, né la grande bagascia della rivoluzione, bensì un carattere medio, in fondo una donna comune, non troppo intelligente, non troppo stolta, né fuoco né ghiaccio, senza energie speciali per il bene e senza la minima volontà al male, la donna media di ieri, di oggi e di domani, senza tendenze e genialità eccezionali, senza volontà di eroismi e perciò appunto apparentemente inadatta a divenire oggetto di una tragedia.

Mari stregati

Il giovane burattinaio John Chandagnac sta attraversando il Mar dei Caraibi alla ricerca di uno zio che non ha mai incontrato, apparentemente responsabile della morte di suo padre e ruggito con l’eredità di famiglia. Poco prima di giungere a destinazione, la nave su cui John e i suoi compagni di viaggio – la bellissima Beth Hurwood e suo padre Benjamin, un pensatore folle – sono imbarcati viene attaccata dai pirati che uccidono il capitano e costringono Chandagnac a unirsi alla loro ciurma. Chandagnac, ribattezzato Jack Shandy, scopre così la terrificante storia di Benjamin Hurwood e della sua defunta moglie, e soprattutto ciò che si nasconde dietro i piani dell’uomo per riportarla in vita. Jack dovrà cercare in ogni modo di frenare i folli propositi di Benjamin Hurwood, e potrà farlo solo assumendo il controllo della nave su cui viaggiano. E tra emozionanti e incredibili avventure, la sua strada incrocerà anche il cammino del celebre pirata Barbanera.

Margit

Quando arriva a Parigi, in una grigia giornata di gennaio, l’americano Harry Ricks è un uomo distrutto. Il suo matrimonio è a pezzi e l’università in cui insegnava lo ha licenziato. Senza soldi e senza un posto dove abitare, Harry si lascia andare a una vita di espedienti, pur cercando di lavorare al libro che ha sempre sognato di scrivere. La sua esistenza subisce una svolta quando incontra Margit, una donna ungherese dal misterioso passato, di cui si invaghisce. Lei è però avara di confidenza: stabilisce che lo incontrerà solo due volte la settimana per un paio di ore d’amore. Alla frustrazione di Harry si aggiunge presto l’inquietudine: da quando c’è Margit, una forza oscura sembra agire sulla sua vita, perché chiunque gli abbia fatto del male nel passato viene colpito dal destino. Perciò la polizia comincia a insospettirsi, e Harry si ritrova in un incubo dal quale non sa come uscire.
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Margherita Dolcevita

Quinze ans, quelques kilos en trop et un coeur gros comme ça, voici Margherita Dolcevita, dans une fable écologique moderne pleine de verve et d’humour. Quinze ans, quelques kilos en trop et un (grand) coeur qui bat sur un rythme atypique, voici Margherita Dolcevita. Un père bricoleur acharné, une mère qui fume des cigarettes virtuelles, deux frères, l’un fana de foot, l’autre de mathématiques, un grand-père qui avale des yaourts périmés pour se mithridatiser et un chien indéfinissable, Roupillon : c’est la famille de Margherita, habitant un dernier reste de campagne, aux portes d’une petite ville comme tant d’autres. Quant à Margherita, elle écrit des poèmes et dialogue avec la Petite Fille de poussière, un fantôme qui hante une maison frappée, il y a longtemps, par un bombardement. Mais un jour apparaît, juste en face, un énorme Cube noir et menaçant. Il s’agit de la maison des nouveaux voisins, les Del Bene, image d’une modernité maléfique qui fait voler en éclats la vie paisible de l’adolescente. Seul Angelo, leur fils aîné, un beau “vampire blond”, tente de se soustraire à la vie hypocrite de ses parents. Jusqu’au bout, Margherita, qui a découvert les activités louches des Del Bene, se battra pour sa “miette de justice”, avec son humour, son intelligence et son refus des stéréotypes, qui font d’elle une sorte de Zazie italienne. Dans un roman polyphonique, mêlant l’humour, la poésie et les codes du roman policier, Stefano Benni nous offre une fable moderne, qui a remporté un immense succès dans de très nombreux pays.
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La Marfisa Bizzarra

Quest’opera (edizione rilegata) fa parte della collana di libri TREDITION CLASSICS. La casa editrice tredition di Amburgo pubblica nell’ambito della collana TREDITION CLASSICS opere datate piu di 2000 anni. Queste opere erano in gran parte esaurite o reperibili solo come pezzi d’antiquariato. La serie di libri contribuise a preservare la letteratura e a promuovere la cultura. Essa aiuta inoltre ad evitare che migliaia di opere cadano nel dimenticatoio. L’obiettivo della serie e di ripubblicare migliaia di classici della letteratura mondiale in diverse lingue… in tutto il mondo
(source: Bol.com)

Maree di luce

I Bishop fuggono dal loro mondo, Snowglade, con la speranza di trovare rifugio e una soluzione ai molti enigmi sulla vera natura delle macchine in un posto più vicino al buco nero. Nel quarto romanzo, Maree di luce, raggiungono un altro pianeta e si alleano con un’altra specie organica, anche quella in via d’estinzione a causa delle macchine inesorabili. Incontriamo anche altri generi di meccanismi. Quelli che sono capaci di riprodurre se stessi cadranno inevitabilmente sotto le leggi della selezione naturale, e si specializzeranno nell’uso di risorse locali. Si dispiega di nuovo l’intero ciclo biologico: parassiti, predatori, prede. I Bishop devono affrontare questo problema mentre cercano di capire gli enigmatici messaggi di una intelligenza che sta negli elementi magnetici che incombono in tutto il Centro. Parla di un posto, il Cuneo, dove gli esseri umani potrebbero trovare rifugio e scoprire forse la leggendaria Biblioteca Galattica che contiene la storia dell’intera galassia.

Marea bianca

Trasferita temporaneamente al commissariato di Concarneau per carenza di ispettori, Mary Lester si trova a indagare sull’omicidio del giovane Tibère, picchiato a morte e ritrovato nel bacino del porto. Ma quello che sembra solo un banale regolamento di conti, non è che il primo di una serie di atti intimidatori. Forse, la piccola cittadina di pescatori nasconde qualcosa di più torbido di quanto la crisi della pesca faccia pensare, e Mary, in un mondo per lei totalmente oscuro, grazie a personaggi tanto fragili quanto rudi come Petit Pierrot e Nicolas Le Maout, riporterà a galla uno scomodo segreto inabissato nel mare bretone.

Mare greco

Una lunga navigazione storica tra le varie terre che si affacciano sul Mediterraneo. Un appassionante viaggio tra letteratura, storia e archeologia seguendo le mitiche rotte dei navigatori greci.
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Mare di papaveri

È il marzo del 1838 e la Ibis, una magnifica goletta a due alberi che, con la vela di maestra e le vele di prora ben tese sembra un uccello dalle grandi ali bianche, è appena arrivata al largo dell’isola di Ganga-Sagar dove il Gange sfocia nel Golfo del Bengala.
Dalla nave si scorgono soltanto le sponde fangose dell’isola e i boschi di mangrovie, ma all’interno entrambe le rive del sacro fiume sono già coperte, per chilometri e chilometri, da folte distese di petali rossi, campi sterminati di papaveri.
Per quei petali la Ibis è lì, alla foce del Gange, destinata dalla «Benjamin Brightwell Burnham», la compagnia inglese proprietaria, a uno dei traffici più lucrosi dell’Impero britannico: il commercio di «delinquenti e stupefacenti» o, secondo una più elegante espressione, di «oppio e coolie».
Il momento, infatti, è eccellente per partecipare alle aste d’oppio della Compagnia delle Indie orientali e al trasporto di predoni, briganti, criminali, ribelli, cacciatori di teste e teppisti d’ogni razza e genere sulle varie isole-prigione dell’Impero sparse nell’Oceano Indiano.
A bordo della Ibis vi è la ciurma più incredibile che si possa incontrare in tutte le acque del Pacifico: un gruppo di lascari, i leggendari marinai cinesi e africani, arabi e malesi, bengalesi e tamil, insomma appartenenti a tutte le razze possibili e immaginabili, che parlano un lingua tutta loro, non hanno altro abito che una striscia di cambrì da avvolgere intorno ai fianchi e vanno in giro scalzi da quando sono nati.
A guidarli è un personaggio dall’aspetto formidabile, con una faccia che susciterebbe l’invidia di Gengis Khan: magra, lunga e sottile, con occhi irrequieti e un paio di baffi piumati che gli scendono fino al mento.
Nel suo avventuroso viaggio, la Ibis reca a bordo un’umanità davvero straordinaria: il figlio di una schiava liberata del Maryland dalla carnagione color avorio antico; un raja in rovina, il cui viso lungo, scarno e triste esprime esemplarmente il tramonto della vecchia India; una vedova dagli occhi privi di colore che non esita a infrangere i sacri riti della tradizione hindu; un uomo che vuole erigere un tempio alla donna che ha amato e che rivive ora in lui …
Mano a mano che i legami con le origini si affievoliscono e i contorni delle vite precedenti sbiadiscono, tutti, sulla Ibis, equipaggio e passeggeri, cominciano a sentirsi «fratelli di navigazione», uniti da una comunanza che oltrepassa continenti, razze e generazioni.
Primo libro di una trilogia dedicata alla nascita dell’India moderna, il paese sorto, appunto, da una delle piú straordinarie mescolanze di etnie e culture, *Mare di papaveri* si annuncia come il primo tassello dell’opera della vita di Amitav Ghosh, un’opera che, per forza e ambizione, può rappresentare per l’India moderna quello che libri come Moby Dick hanno rappresentato per l’America: la simbolica narrazione dell’origine di una civiltà nuova sorta dall’incontro-scontro di mondi opposti.

Mare di fuoco

Abarrach, il regno della pietra, è una landa perduta pullulante di caverne sotterranee scavate nella pietra vulcanica, dove le razze inferiori – gli umani, gli elfi e i nani – sono ormai estinte da tempo. Sopravvivono solo le ultime vestigia di Sartan, un tempo fiorente, che minaccia anch’essa di scomparire del tutto. Questo scenario desolato, tuttavia, potrebbe presentare delle sorprese imprevedibili per Haplo e Alfred, nemici da sempre e compagni di strada per necessità, soprattutto riguardo all’antica storia di Sartan e al futuro dei suoi discendenti…