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Controrealtà

La teologia, in fondo cos’è? Matematica applicata. Chi ha scritto la storia della Terra? I Sysadmin. Quali stagioni ci aspettano? Nuove ere glaciali. In definitiva, chi gestirà l’occupazione? Le donne. Le materie che s’insegnano in questa nutrita antologia di controtendenze sono le solite: fisica, chimica, matematica, scienze sociali, cosmologia. È il punto di vista che cambia, la prospettiva che si allarga. Perché la fantascienza, in fin dei conti, non vuole insegnare niente a nessuno, salvo a guardare con i propri occhi, a giudicare con la propria testa e a sostituire, quando è il caso, i Logori Assiomi con le più Sconcertanti Ipotesi. Ventisei capolavori della short-story riuniti per la prima volta in un solo volume.

Contro Roma

«Fisicamente, Roma non è diventata né una grande capitale come Parigi o Londra, né una megalopoli come Rio de Janeiro o il Cairo. È una via di mezzo tra le due cose e ha i difetti così della megalopoli come della capitale senza averne i pregi… L’Italia non si è espressa a Roma; vi si è invece trovata repressa.» Alberto Moravia
Nel 1975 alcuni tra i maggiori scrittori italiani – romani e non – raccontarono i difetti della capitale in un libro di straordinaria efficacia, intitolato Contro Roma.Abbiamo pensato di riproporre alcuni di quei testi e chiedere ancora una volta a degli scrittori di guardare e raccontare Roma.Ne emerge un ritratto illuminante della città, di ieri e di oggi, composto di realtà e di stereotipi.
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### Sinossi
«Fisicamente, Roma non è diventata né una grande capitale come Parigi o Londra, né una megalopoli come Rio de Janeiro o il Cairo. È una via di mezzo tra le due cose e ha i difetti così della megalopoli come della capitale senza averne i pregi… L’Italia non si è espressa a Roma; vi si è invece trovata repressa.» Alberto Moravia
Nel 1975 alcuni tra i maggiori scrittori italiani – romani e non – raccontarono i difetti della capitale in un libro di straordinaria efficacia, intitolato Contro Roma.Abbiamo pensato di riproporre alcuni di quei testi e chiedere ancora una volta a degli scrittori di guardare e raccontare Roma.Ne emerge un ritratto illuminante della città, di ieri e di oggi, composto di realtà e di stereotipi.

La contessa di ricotta

Tre sorelle occupano tre appartamenti di un palazzo nobiliare, un tempo tutto loro, nell’antico quartiere Castello di Cagliari. La maggiore, Noemi, sogna gli splendori perduti e tenta di ricostruirli con avarizia e puntiglio, mentre la seconda, Maddalena, sposata a Salvatore, sogna un figlio che non vuole venire, e l’ultima, detta “contessa di ricotta” perché ha le mani e il cuore di ricotta, sogna l’amore. Ed è lei la sola ad avere un figlio, Carlino, indecifrabile terremoto e squisito pianista. Intorno alla famiglia e alle sue tenaci illusioni, ci sono personaggi più solidi, piú concreti, ma non meno sfuggenti, perché, dopotutto, solo le illusioni non fuggono: la vecchia tata, l’ombroso vicino, il pastore Elias… Milena Agus, nel suo quarto romanzo, ci riporta a quel mondo tutto suo, dove incanto e disincanto si mescolano senza mai sciogliere il verdetto, il mistero; e dove ogni vita disegna la sua parabola come tante stelle cadenti, che appaiono e scompaiono in un fulgido cielo nero.

Contatto con l’inumano

I nostri lettori saranno dispersi in questi giorni fra le spiagge e i campeggi d’Italia e d’Europa a stretto contatto (anche troppo stretto, in certi casi) con l’umano. A tutti coloro che soffrono per l’invadenza del vicino di ombrellone o di tenda offriamo quindi, come sollievo e come difesa, questa antologica carica di… E’ difficile dire: di mostri veri e propri, sanguinari e raccapriccianti, ce n’è uno solo, quello di Kettridge, e non viene nemmeno dallo spazio. Di extraterrestri ce n’è parecchi, ma quello di Sturgeon, a parte il suo argenteo colorito, non fa paura a nessuno, anzi; e quello di Wilson, fa una gran paura a un povero automobilista, che però non lo vede. E tra gli “invasori” quelli di Slesar hanno (momentaneamente) la peggio, quelli di High sono invece potentissimi, quelli di Smith fanno le parole incrociate, quelli di Burke, la polizia dice che non esistono. E’ insomma una compagnia alquanto mista, un “campione d’inumanità” più divertente e inaspettato di quello che si può trovare nel proprio albergo. Anche se, forse, meno pericoloso.

Contatto Col Nemico

Tutte le guerre sono fantascientifiche: i carri degli egizi, gli elefanti di Annibale, i segnali di fumo usati da Giulio Cesare in Illiria, i cavalli usati da Cortez in Messico, ebbero, al loro primo impiego, un valore d’arma segreta, di astuta e terrorizzante novità, al pari del radar o di un robot d’assalto. Per questo, e non perchè siano particolarmente bellicosi, gli scrittori di fantascienza, da Verne e Wells in poi, si sono sempre ispirati volentieri al tema della guerra, che offre indubbiamente un terreno ideale per le narrazioni avveniristiche. Ne abbiamo raccolte alcune in questa antologia, e senza pretendere di influenzare gli stati maggiori, riteniamo che valga la pena di meditare sul senzazionale rovesciamento d’alleanze esposto da Philip Dick, sul Terzo Reich immaginato da Harry Harrison, sul povero “generale schiacciabottone” presentato da Edmund Cooper. E per non essere accusati, come spesso accade agli strateghi, di avere la vista corta, abbiamo tenuto conto di altre ipotesi, da quelle tutte terrestri, di pura azione e movimento, di Lee Vernon, a quelle lunari di Leinster, a quelle addirittura teologiche del diabolico Ray Russell.

INDICE
MODELLO DUE
Second Variety (1957)
PHILIP K. DICK
O. B. N. IN ARRIVO
Death watch (1963)
EDMUND COOPER
IL BUCO DELLA SERRATURA
Keyhole (1958)
MURRAY LEINSTER
BATTAGLIA
Battle (1955)
ROGER LEE VERNON
INCIDENTE NELLO SPAZIO
Incident in space (1955)
ROGER LEE VERNON
TERZO REICH PARALLELO
Down to Earth (1963)
HARRY HARRISON
STO RITORNANDO
I am returning (1961)
RAY RUSSELL

Le Confessioni

Cura e traduzione di Dag Tessore
Introduzione di Vittorino Grossi
Edizione integrale con testo latino a fronte
Le confessioni di sant’Agostino costituiscono uno dei grandi classici della letteratura occidentale. Dalla tarda antichità al Medioevo, dal Rinascimento fino ai giorni nostri, non hanno cessato di essere lette e meditate. Con una sincerità e un’immediatezza che raramente si riscontrano negli autori antichi, Agostino vi traccia il ritratto di se stesso e della propria vita. L’infanzia e i turbolenti anni della giovinezza, l’età matura, i ripensamenti, gli sbandamenti, le esitazioni, infine la definitiva conversione al cristianesimo e la scelta della vita religiosa: tutto ciò viene narrato in uno stile elegante e piacevole, ma soprattutto ricco di una eccezionale profondità e acutezza di pensiero che fanno delle Confessioni un’opera filosofica fondamentale.
«Ma se tu riempi il cielo e la terra, essi forse ti contengono? Oppure li riempi, ma rimane qualcosa, non potendoti essi contenere? E dove riversi quel che di te rimane, una volta riempiti il cielo e la terra?»
Sant’Agostino
Aurelio Agostino nacque a Tagaste in Numidia (l’attuale Algeria) nel 354. Studiò retorica e filosofia a Cartagine. Dopo anni di sbandamento morale e dopo aver aderito alla setta dei Manichei, lasciò l’Africa, separandosi dalla donna da cui aveva avuto un figlio, e si recò prima a Roma e poi a Milano. Qui, grazie anche ai colloqui con sant’Ambrogio, si convertì al cristianesimo, e nel 391 fu ordinato prete, per poi essere eletto vescovo della città africana di Ippona. Autore di numerosissime opere, che fanno di lui uno dei più importanti Padri della Chiesa, morì a Ippona nel 426.

La comunità che viene

La ricerca può essere effettuata anche con parole non complete. Per esempio – per la ricerca dell’autore ‘Gerardus van der Leeuw’ può bastare l’inserimento della parola ‘lee’ o di altre parti del nome o del cognome. Questa possibilità facilita la ricerca di parole difficili o di cui non è semplice memorizzare la trascrizione. Se invece si inserisce nella ricerca, oltre al cognome dell’autore, anche il nome ed il titolo del libro, o almeno alcune parole significative del titolo, il risultato della ricerca sarà più selettivo.

I complici. Tutti gli uomini di Bernardo Provenzano da Corleone al Parlamento

Da uno dei maggiori giornalisti d’inchiesta italiani e da un grande esperto di “cose siciliane”, un libro su Provenzano, la nuova mafia e i suoi rapporti con i partiti: dall’appoggio al PSI del 1987 alla stagione delle bombe di mafia del ’92-93, dall’arresto di Riina agli accordi stretti, secondo i magistrati di Palermo, con i vertici di Forza Italia e dell’UDC siciliana. Un resoconto esplosivo che ricostruisce i legami politici trasversali coltivati dal boss in quarantatré anni di latitanza: da quelli con mafiosi iscritti al PCI e funzionari dei DS, fino al cassiere del clan, pupillo di Mastella e amico di Cuffaro. Un viaggio nella “Mafia SPA”, organizzazione criminale che in Sicilia controlla buona parte degli appalti pubblici, lavora con cooperative rosse e imprese internazionali, ha amici ai vertici delle banche, degli ospedali, delle istituzioni economiche e culturali. Per non dire dei deputati regionali eletti a Palazzo dei Normanni e dei parlamentari arrivati a Roma grazie agli uomini d’onore. Un’inarrestabile riconquista del potere, resa possibile dal silenzio di partiti, istituzioni e media, dietro cui spunta la “lunga mano” del Padrino corleonese. Un uomo che non ha finito la seconda elementare, ma che si è circondato di boss che sono medici, avvocati e imprenditori. L’arresto di Provenzano rappresenta così solo una tappa nella metamorfosi definitiva verso la mafia del terzo millennio: quella che alla lupara preferisce il doppiopetto.

I complici: Tutti gli uomini di Bernando Provenzano da Corleone al Parlamento

Da uno dei maggiori giornalisti d’inchiesta italiani e da un grande esperto di cose siciliane, un libro ricco di materiale inedito (intercettazioni di telefonate tra i figli di Provenzano, documenti tratti da inchieste giudiziarie sui favoreggiatori) su Provenzano, la nuova mafia e i suoi rapporti con la politica. La biografia dell’ultimo capo dei capi letta attraverso le sue alleanze politiche ed economiche: dall’accordo con il Partito Socialista del 1987 fino alla stagione delle bombe di mafia del 1992-93; dall’arresto di Totò Riina fino al patto stretto, secondo i magistrati di Palermo, con i vertici di Forza Italia e dell’Udc siciliana. Un libro esplosivo che ricostruisce, con documenti e testimonianze inedite, la ragnatela di rapporti che hanno permesso a Provenzano di restare libero per quarantatre anni. Un viaggio nella Mafia spa, un’organizzazione criminale che in Sicilia controlla buona parte degli appalti pubblici, lavora con molte cooperative rosse e imprese di dimensione internazionale, ha uomini infiltrati nelle banche, nelle istituzioni economiche, come la Confindustria, e in quelle culturali, come l’università. Quattordici anni dopo gli omicidi di Falcone e Borsellino, l’opera di Peter Gomez e Lirio Abbate racconta come tutto in Sicilia sia tornato come prima, con decine di deputati regionali eletti a Palazzo dei Normanni nonostante i loro evidenti legami con Cosa Nostra, con una serie di parlamentari nazionali arrivati a Roma dopo aver contrattato l’appoggio degli uomini d’onore. Una lenta e inarrestabile riconquista del potere resa possibile dal silenzio delle istituzioni e dei media. In questo quadro l’arresto di Provenzano, più che il segnale della riscossa, diventa solo una tappa nella metamorfosi definitiva verso la mafia del terzo millennio: quella che alla lupara preferisce il doppiopetto.

I complici

Da uno dei maggiori giornalisti d’inchiesta italiani e da un grande esperto di cose siciliane, un libro ricco di materiale inedito (intercettazioni di telefonate tra i figli di Provenzano, documenti tratti da inchieste giudiziarie sui favoreggiatori) su Provenzano, la nuova mafia e i suoi rapporti con la politica. La biografia dell’ultimo capo dei capi letta attraverso le sue alleanze politiche ed economiche: dall’accordo con il Partito Socialista del 1987 fino alla stagione delle bombe di mafia del 1992-93; dall’arresto di Totò Riina fino al patto stretto, secondo i magistrati di Palermo, con i vertici di Forza Italia e dell’Udc siciliana. Un libro esplosivo che ricostruisce, con documenti e testimonianze inedite, la ragnatela di rapporti che hanno permesso a Provenzano di restare libero per quarantatre anni. Un viaggio nella Mafia spa, un’organizzazione criminale che in Sicilia controlla buona parte degli appalti pubblici, lavora con molte cooperative rosse e imprese di dimensione internazionale, ha uomini infiltrati nelle banche, nelle istituzioni economiche, come la Confindustria, e in quelle culturali, come l’università. Quattordici anni dopo gli omicidi di Falcone e Borsellino, l’opera di Peter Gomez e Lirio Abbate racconta come tutto in Sicilia sia tornato come prima, con decine di deputati regionali eletti a Palazzo dei Normanni nonostante i loro evidenti legami con Cosa Nostra, con una serie di parlamentari nazionali arrivati a Roma dopo aver contrattato l’appoggio degli uomini d’onore. Una lenta e inarrestabile riconquista del potere resa possibile dal silenzio delle istituzioni e dei media. In questo quadro l’arresto di Provenzano, più che il segnale della riscossa, diventa solo una tappa nella metamorfosi definitiva verso la mafia del terzo millennio: quella che alla lupara preferisce il doppiopetto.

(source: Bol.com)

Della compatezza. Architetture e totalitarismi

«L’ombra inquietante di Albert Speer tornerà a ossessionarci? Sembrerebbe che l’avversione per l’architettura moderna sia così forte presso alcuni da sconvolgerne lo spirito al punto da far provare loro ammirazione, se non addirittura una venerazione senza scrupoli o rimorsi, nei confronti dei monumenti e di tutta l’opera di Speer. A voler credere a costoro, l’opera dell’architetto di Hitler costituirebbe un modello per l’architettura pubblica dei tempi nostri e di quelli a venire. Il nazionalsocialismo di Speer, la sua partecipazione ai massimi gradi dell’impresa hitleriana – Hitler pensò a un certo punto di farne il proprio delfino – non sarebbero che elementi contingenti, secondari, che si potrebbe agevolmente mettere da parte, o tra parentesi, allo scopo di riscoprire, sotto la cortina ideologica, l’autentico nucleo architettonico». Così inizia questo breve e pregnante testo di filosofia politica ed estetica di Miguel Abensour.
«È necessario imparare a trovare tra queste forme, in questa architettura che impartisce ordini, che mira a dominare o, peggio, ad annientare, il legame con il potere nazista. Piuttosto che vedervi un’architettura pubblica, dobbiamo sapervi riconoscere, come scriveva T.W. Adorno, un’opera ‘della stessa marca della musica d’accompagnamento con cui le SS amavano coprire le grida delle loro vittime’». Abensour si richiama a Elias Canetti e a Hannah Arendt: compattezza dell’architettura, compattezza delle masse, totale eteronomia dell’umano.
Il totalitarismo, da qualsiasi epoca o movimento prenda in prestito gli elementi stilistici, produce un’architettura inscindibile dal suo progetto di totale e inedito dominio sull’umano. Totale è perciò la compattezza fra i totalitarismi e le loro architetture.

La Compagnia Del Cigno

Passione, determinazione, disciplina e dedizione. Matteo, Barbara, Domenico, Sara, Robbo, Sofia e Rosario, i protagonisti della Compagnia del Cigno, sanno che solo così potranno primeggiare nel liceo musicale e conservatorio Giuseppe Verdi di Milano. Ma ognuno di loro ha una storia personale: intimo, sociale, tenero o triste che sia, ogni racconto rivela l’intensità e la freschezza dell’adolescenza, un amore smisurato per la musica e lo sguardo fiducioso verso il futuro.

La compagnia del cigno La storia di un’amicizia favolosa

Matteo è un adolescente e la sua vita è stata segnata dallo stesso sisma che ha distrutto anche la città di Amatrice, dove viveva. Quando arriva a Milano per studiare violino nel prestigioso Conservatorio Giuseppe Verdi, non si aspetta di incontrare sei ragazzi speciali come lui: Domenico suona il pianoforte e il clarinetto, Barbara il fagotto e il pianoforte, Sofia il violoncello, Sara il violino, Robbo l’oboe e Rosario le percussioni. Ognuno di loro, a modo suo, sta vivendo un piccolo, grande terremoto interiore. A metterli sulla stessa strada è il maestro Luca Marioni, da tutti conosciuto come “il Bastardo”, che dirige l’orchestra del Conservatorio. Accortosi immediatamente del talento di Matteo, ma anche della sua inesperienza, decide di formare un gruppo che possa aiutarlo a emergere: la Compagnia del Cigno, composta proprio di quei sette ragazzi che impareranno, sopra ogni altra cosa, che insieme è più facile mettere in gioco se stessi senza più paure. A raccontare questa favolosa storia di amicizia è la direttrice del Conservatorio che, un po’ in disparte un po’ in prima linea, ha seguito le vicende di quei sette ragazzi, emozionandosi insieme a loro come mai le era successo.

Commedia

Al centro esatto della nostra cultura si trova “La Divina Commedia”. Un capolavoro in tre cantiche – Inferno, Purgatorio e Paradiso – unanimemente considerate tra le più straordinarie creazioni della storia dell’umanità. Giunto a metà della propria esistenza, un uomo ottiene di poter visitare da vivo l’Aldilà: questo è lo spunto, semplice e geniale, da cui prende forma l’affresco di Dante. La sua rappresentazione di cielo e terra si ispira ai modi caratteristici della letteratura e dello stile medievali ma si rivela allo stesso tempo profondamente rivoluzionaria. Una percezione nuova e disincantata della Storia in un racconto che abbraccia il corso dei secoli, testimoniando di una profonda comprensione della realtà umana. Un’immensa architettura, una cattedrale di versi edificata per raccontare il nobile e l’ignobile di ogni creatura, la vittoria e la sconfitta, il dramma e la tenerezza. Il viaggio ultraterreno di Dante è la perfetta metafora di ogni avventura umana, sempre in bilico tra magnificenza e miseria, tra smarrimento e redenzione.
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