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L’ultimo eroe dei Drenai

Il regno dei Drenai, dopo secoli di eroica resistenza, vive è oppresso dal potente e crudele Khan, Jungir, salito al trono dopo il leggendario Tenaka, da lui stesso avvelenato. Tuttavia, grazie a un piccolo gruppo di uomini coraggiosi – gli stessi che anni prima avevano bloccato l’avanzata dell’armata dei Nadir al passo di BeI-Azar – il piccolo regno di Gothir si oppone al malvagio Jungir. Ora gli eroi di quella battaglia si sono nuovamente uniti, per guidare Kiall, un giovane contadino, in un’impresa ai limiti dell’immaginabile: inoltrarsi nelle steppe Nadir e salvare una ragazza che è stata rapita dai mercanti di schiavi. Sorprendenti colpi di scena li attendono sul cammino e il loro sarà un viaggio decisivo per il futuro dei Drenai e di tutti i popoli del continente: Chareos, uno degli eroi di BeI-Azar, è l’ultimo erede del Conte di Bronzo!

L’ultimo distretto

La caccia al deforme e sanguinario Jean-Baptiste Chandonne, il “lupo mannaro” accusato dell’omicidio di nove donne, sembra essersi conclusa con il suo arresto. Chandonne, però, continua a dichiararsi innocente. E se fosse vero? Se esistesse un secondo uomo? Una sottile inquietudine inizia a farsi strada in Kay Scarpetta. Mentre i vecchi amici sembrano abbandonarla, e il procuratore Jaime Berger pare addirittura sospettarla dell’assassinio dell’ultima vittima attribuita a Chandonne. Kay dovrà affrontare molti interrogativi, professionali ed esistenziali. Inizia infatti a indagare sulla morte di due sconosciuti i cui cadaveri portano i segni di orribili ustioni, tra indizi che sembrano riportarla sulle tracce del lupo mannaro e altri che la conducono altrove. La famosa patologa dovrà fare appello a tutta la sua forza interiore per non cadere nel baratro che le si è spalancato davanti e fare i conti con i fantasmi di un passato che continuano a tormentarla.

L’ultimo detective

Elvis Cole è un investigatore privato di Los Angeles che si ritrova tra le mani un caso molto più grave di quelli di cui è solito occuparsi: Ben, il figlio della sua compagna, scompare misteriosamente durante l’assenza della madre. Una strana telefonata sembra fornire una traccia, che riconduce ai giorni lontani in cui Cole prestava servizio in Vietnam. Insieme a Joe Pike e con l’aiuto della polizia di Los Angeles, Cole si lancia a capofitto nelle indagini, che lo porteranno sulle tracce di uno spietato gruppo di veri specialisti dell’orrore.

L’ultimo cliente

Quante vite erano state bruciate? Chi ci aveva guadagnato? La Galli Holding ha provato a espandersi. Ha vinto un appalto, i lavori inizieranno presto, ma la stretta delle banche si fa sempre più feroce. Il vecchio proprietario rischia molto a causa di imperscrutabili regole bancarie, di tassi di interesse che gli lievitano sotto gli occhi e di finanzieri senza scrupoli, e con il signor Galli rischiano anche i suoi dipendenti: muratori, ingegneri, manovali, contabili. L’avvocato Pugliatti è a un punto morto della sua carriera. Troppo idealista, s’è così bruciato i clienti migliori, mentre i privati che continuano a rivolgersi a lui finiscono spesso per non pagare la parcella. La crisi economica attanaglia anche loro, come l’intera società: è il denaro, ormai, a mancare, drenato quasi tutto nelle pance delle banche, che fanno affari su affari speculando sui proventi del lavoro reale delle aziende. L’ultimo cliente è un legal thriller attualissimo che, coi ritmi d’un romanzo d’azione, racconta la quotidianità senza prospettive dell’oggi, l’avidità e la scaltrezza delle strutture finanziarie e di come si possa ancora provare a salvarsi, piegando la legge a proprio vantaggio. «Si chiese, per una che ne aveva scoperta, quante altre situazioni del genere c’erano in giro. Quanti altri erano stati ingannati, quanti altri erano stati indotti ad assumere debiti che i loro finanziatori sapevano già in anticipo non avrebbero mai potuto rispettare. Quanti progetti erano stati fatti nascere senza che avessero mai avuto una speranza.»

L’ultimo cacciatore di libri

Londra, 1890. Pen Davenport è il più famigerato cacciatore di libri d’Europa, un maestro dell’inganno che ha fatto fortuna setacciando fumosi locali e rumorose tipografie alla ricerca di manoscritti da rubare e consegnare al miglior offerente. L’assenza di regole sul diritto d’autore ha consentito a figure come la sua di arricchirsi procurando a famelici editori copie pirata da smerciare a prezzi stracciati, alle spalle di scrittori del calibro di Charles Dickens e Mark Twain. Tuttavia una nuova legge internazionale sta per porre fine all’età d’oro dell’illegalità, condannando all’estinzione il losco e avventuroso mestiere di cacciatore di libri. Un’attraente, conclusiva missione attende però Davenport: trafugare l’ultimo romanzo del celebre Robert Louis Stevenson, che da anni vive in una grande casa nelle isole Samoa, in pieno Pacifico, circondato dai familiari e da una schiera di nativi che lo hanno ribattezzato Tusitala, narratore di storie. È un’impresa rischiosa, che non ammette fallimenti, ma Davenport è deciso a non rinunciare al più prezioso dei bottini. Accompagnato dall’assistente Edgar Fergins, un modesto libraio ambulante, partirà per un lungo viaggio che lo condurrà all’altro capo del mondo, dove scoprirà di non essere affatto l’unico cacciatore ad ambire a una preda tanto irresistibile.
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Ultimo avvertimento

Nel villaggio di Sunrise Valley, nel deserto del Nevada, esplode una potentissima bomba: in un attimo un intero paese viene cancellato dalla faccia della terra. La notizia arriva ad Alex Cross mentre è in vacanza con la fidanzata, e il giorno dopo una telefonata al direttore dell’FBI rivendica l’attentato… Un brivido. Il Lupo è tornato.
Il pericolosissimo boss della mafia russa, di cui nessuno conosce il nome e il volto, e che tutti chiamano il Lupo, aveva già incrociato il destino di Alex Cross: ora ha al suo fianco un complice altrettanto temibile – il genio del male soprannominato la Donnola –, e minaccia di distruggere anche le grandi città del pianeta, se non verrà pagato un riscatto altissimo entro breve. I leader mondiali hanno quattro giorni di tempo per impedire l’ecatombe. Nel giro di poche ore, Cross si trova catapultato al centro di un pericolosissimo intrigo internazionale: in collaborazione con Scotland Yard e con l’Interpol, deve districarsi in un groviglio di false piste e agenti di servizi stranieri, per arrivare al cuore del complotto. Per riuscire finalmente, forse, a scoprire la vera identità del suo nemico numero uno…

Ultimo a uscire

L’11 settembre 2001, Richard Picciotto, comandante di battaglione del Fire Department of New York, si precipita con una squadra di pompieri al World Trade Center. Picciotto conosce molto bene la Torre nord per aver partecipato alle operazioni di soccorso in seguito all’attentato del 1993. Un piano dopo l’altro Picciotto e i suoi uomini controllano uffici, guidano centinaia di uomini e donne alle scale praticabili e agli ascensori ancora in uso. Arrivato al 35° piano, “sente” il crollo dell’altra torre e ordina l’evacuazione immediata di tutti i soccorritori e i civili rimasti nella Torre nord. Comincia l’affannosa discesa verso il piano terra, ma lo spaventoso collasso del grattacielo sorprende Picciotto e i suoi mentre si trovano sulla scala B tra il settimo e il sesto piano, ancora impegnati ad aiutare l’ultimo gruppo di persone. Sepolto sotto le macerie, ma miracolosamente illeso, per Picciotto inizia la lunga e terribile attesa dei soccorsi… Il libro racconta gli avvenimenti di quella giornata tragicamente indimenticabile con franchezza quasi brutale e impressionante immediatezza.
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Ultimi dispacci di vita palestinese in Israele

Qualche tempo fa Ha’aretz, il quotidiano progressista israeliano, ha affidato una rubrica a Sayed Kashua, l’autore di Due in uno e di Arabi danzanti, lasciandogli piena libertà nella scelta dei temi trattati. Grazie a un irresistibile connubio tra gli aspetti piú intimi e personali della vita dell’autore e la situazione storica e politica di Israele, la rubrica è diventata in breve un appuntamento imperdibile per i lettori di Ha’aretz. Kashua ne ha raccolto in volume gli scritti piú significativi, creando una delle sue opere piú riuscite. Il libro è la fotografia tenera, caotica e personalissima della vita di uno scrittore eccentrico: un palestinese nato e cresciuto in Israele, un arabo che scrive in ebraico, un Charles Bukowsky in versione mediorentale, che non esita, in pagine di incontenibile umorismo, a svelare i segreti della sua stessa esistenza privata, innanzi tutto l’intenso e agitato rapporto con una moglie che lo ritiene un bugiardo incallito inguaribilmente attaccato alla bottiglia. È ad un tempo anche il ritratto dolente di un paese in cui è arduo attenersi alla tolleranza e al rispetto degli altri in anni in cui un conflitto sanguinoso, che pare non poter avere mai fine, trascina inevitabilmente con sé la minacciosa ombra del razzismo. Esilaranti, dotati di una profondità di pensiero non comune, i dispacci passano al setaccio dell’ironia e dell’irriverenza qualsiasi costume o atteggiamento che pre-tenda di tagliare i ponti con l’Altro, fossero anche i costumi e gli atteggiamenti della propria parte, la società araba confinata nello Stato d’Israele. L’intento, tuttavia, che anima la loro ironia e irriverenza è narrare una storia collettiva a cui palestinesi e israeliani possano guardare assieme e nella quale entrambi i popoli possano coesistere. Un intento che si esprime meravigliosamente nella lingua che li alimenta, ma non nella drammatica realtà politica di Israele che, dopo la feroce uccisione di un ragazzo palestinese, e dopo l’approvazione della legge che definisce Israele ‘Stato della Nazione ebraica’, ha spinto Kashua a mettere in salvo la propria famiglia negli Stati Uniti, lontano ‘dall’odore del sangue e della polvere da sparo’. ‘Kashua narra semplicemente dell’impossibilità per un arabo di vivere in uno Stato ebraico’. Ha’aretz ‘In quanto palestinese nato e cresciuto in Israele, Kashua rappresenta la personificazione stessa del conflitto arabo-israeliano’. Etkar Keret ‘Proprio quando sembra sia stato detto tutto il possibile sul conflitto in Medio Oriente, Sayed Kashua ci regala questo libro straordinario. Esilarante e tragico. Mesto e dolce, assurdo e penetrante: dovrebbe essere una lettura obbligatoria per tutti coloro che pensano di sapere tutto su Palestina e Israele’. Ayelet Waldman
(source: Bol.com)

Le Ultime Tecniche Di Seduzione Per Conquistare Una Ragazza Su Facebook E Gli Altri Social Network: Tutti I Trucchi Per Sedurre Online

Quanto pagheresti per conquistare tante ragazze? Vuoi imparare i trucchi per conoscere e sedurre tante belle donne? Vuoi capire come sfruttare tutti i canali di comunicazione? Pensa a tutte le ragazze stupende che ci sono su Facebook e che vorresti incontrare, ma non sai come fare! Con questo manuale la tua vita sarà diversa perché potrai aumentare il tuo successo con le ragazze su tutti i Social Network. Scoprirai come attirare la loro attenzione, cosa scriverle e quando inviarle i messaggi. Imparerai a riconoscere il momento giusto per invitarla ad uscire. Segui i consigli per strutturare al meglio il tuo profilo così da apparire più attraente. Oltre a tutto ciò imparerai anche: come comportarti nel caso fossi già fidanzato, come creare suspance, come utilizzare le emoticon per coinvolgerla, come creare rapport attraverso i messaggi, le due regole matematiche per non apparire bisognoso, come non sembrare uno sfigato, gli indizi per capire se sai procedendo bene, e tanto altro ancora!
Per tutte le altre informazioni sul questo manuale e sul Kit della Seduzione visita il sito [www.MicheleBagnoli.it](http://www.MicheleBagnoli.it)

Ultime storie e altre storie

“Questo è il mio ultimo libro. Eventuali opere successive a me attribuite saranno state composte da un fantasma” scrive Vollmann nell’apertura di questo libro dedicata al lettore.
E così si parte, al largo di un mare narrativo pericoloso che l’autore californiano non affrontava così di petto dai tempi di *Europe Central*. L’avventura è audace perché si tratta di un viaggio nello spazio e nel tempo: da una Trieste ottocentesca all’America corrotta e romantica delle high school, dai fantasmi dell’antico Giappone alla ex Iugoslavia attraversata da Vollmann negli anni della guerra nei Balcani. La bussola che tiene ferma la rotta è l’ago rosso dell’amore e dell’erotismo, ma anche la sua innegabile controparte nera, la violenza e la morte, che costituisce l’unico orizzonte possibile per legittimare un senso della nostra esistenza.
Penetra nei territori più disparati, nei confini, negli interstizi, nelle pieghe della realtà invisibile; il suo occhio è capace di uno sguardo obliquo che marca sempre uno scarto e un’inedita capacità di visione; la sua scrittura si muove nella zona proibita dove tutti i generi narrativi confinano e mutano per trasformarsi in quella che è la sua cifra stilistica più pura.
Ancora una volta, con lo slancio vertiginoso e visionario che ha caratterizzato l’intera sua carriera di scrittore, William T. Vollmann indaga in profondità la vita, i suoi tentativi affascinanti di schivare, controllare e perfino sedurre la morte, portando il lettore in un luogo fantastico dove il desiderio rende possibile ogni cosa, fino a raggiungere quel punto profondo da cui forse hanno origine i fantasmi abissali della nostra epoca, senza che poi possiamo mai sapere con ultima certezza se siano mostri o spiriti benevoli.
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### Sinossi
“Questo è il mio ultimo libro. Eventuali opere successive a me attribuite saranno state composte da un fantasma” scrive Vollmann nell’apertura di questo libro dedicata al lettore.
E così si parte, al largo di un mare narrativo pericoloso che l’autore californiano non affrontava così di petto dai tempi di *Europe Central*. L’avventura è audace perché si tratta di un viaggio nello spazio e nel tempo: da una Trieste ottocentesca all’America corrotta e romantica delle high school, dai fantasmi dell’antico Giappone alla ex Iugoslavia attraversata da Vollmann negli anni della guerra nei Balcani. La bussola che tiene ferma la rotta è l’ago rosso dell’amore e dell’erotismo, ma anche la sua innegabile controparte nera, la violenza e la morte, che costituisce l’unico orizzonte possibile per legittimare un senso della nostra esistenza.
Penetra nei territori più disparati, nei confini, negli interstizi, nelle pieghe della realtà invisibile; il suo occhio è capace di uno sguardo obliquo che marca sempre uno scarto e un’inedita capacità di visione; la sua scrittura si muove nella zona proibita dove tutti i generi narrativi confinano e mutano per trasformarsi in quella che è la sua cifra stilistica più pura.
Ancora una volta, con lo slancio vertiginoso e visionario che ha caratterizzato l’intera sua carriera di scrittore, William T. Vollmann indaga in profondità la vita, i suoi tentativi affascinanti di schivare, controllare e perfino sedurre la morte, portando il lettore in un luogo fantastico dove il desiderio rende possibile ogni cosa, fino a raggiungere quel punto profondo da cui forse hanno origine i fantasmi abissali della nostra epoca, senza che poi possiamo mai sapere con ultima certezza se siano mostri o spiriti benevoli.
### Dalla seconda/terza di copertina
William T. Vollmann è nato nel 1959 a Santa Monica. Scrittore, giornalista e saggista, esplora in prima persona le vite devastate degli sconfitti, dei perdenti di tutto il mondo. Con Mondadori ha pubblicato tra gli altri: Europe Central (vincitore nel 2005 del National Book Award for Fiction), Come un’onda che sale e che scende e Zona proibita.

Ultime notizie dal Sud: Con fotografie di Daniel Mordzinski

«Un grande narratore capace di cogliere i dettagli più profondi nel magistrale artigianato del raccontare.»La Stampa«Sepúlveda ha il senso della narrazione concisa ed efficace, il gusto delle immagini finemente cesellate, un grande dono dell’evocazione che gli permette di rendere semplici, stilizzandoli, gli esseri e gli avvenimenti più complicati.»Le MondeNel 1996, a Parigi, due amici seduti davanti a un mate progettano un libro sul Sud del mondo. Sono uno scrittore e un fotografo, girano per il pianeta e lo ritraggono per quello che è: uno strano miscuglio di crudeltà e tenerezza, di verità e leggenda. Muovendosi nella steppa patagonica, «dove si sta tra la terra e il cielo», armati di una Moleskine e di una Leica, i due amici vanno a caccia di storie da ultima frontiera. Forse le ultime storie di frontiera: Le ultime notizie dal Sud. Laggiù, lungo strade spazzate dal vento, capita di incontrare un virtuoso liutaio che si aggira in cerca del legno più adatto per costruire un violino. In un bar di San Carlos de Bariloche si può far amicizia con un ubriaco che afferma di essere il discendente di Davy Crockett. E nella pampa brulla, una vecchietta con il dono di rendere fertile tutto ciò che tocca diviene il simbolo del legame con una terra su cui troppi vorrebbero allungare le mani. Il tempo passa, alle storie si aggiungono altre storie, e il libro vede la luce anni dopo, quando le cose che voleva raccontare hanno acquisito «il sapore dell’inesorabilmente perduto». Questo perché il Sud del mondo è una regione minacciata dall’avidità di predatori potenti, ma anche un luogo popolato di fantasmi, dove ancora echeggiano le gesta di Butch Cassidy e gli spari dello sceriffo Martin Sheffields; magicamente abitato da sedicenti folletti con un passato misterioso, e attraversato da un treno mitico, il Patagonia Express, in un estremo viaggio d’addio.

Ultime notizie dal sud

Nel 1996, a Parigi, due amici seduti davanti a un mate progettano un libro sul Sud del mondo. Sono uno scrittore e un fotografo, girano per il pianeta e lo ritraggono per quello che è: uno strano miscuglio di crudeltà e tenerezza, di verità e leggenda. Muovendosi nella steppa patagonica, «dove si sta tra la terra e il cielo», armati di una Moleskine e di una Leica, i due amici vanno a caccia di storie da ultima frontiera. Forse le ultime storie di frontiera: *Le ultime notizie dal Sud*.
Laggiù, lungo strade spazzate dal vento, capita di incontrare un virtuoso liutaio che si aggira in cerca del legno più adatto per costruire un violino. In un bar di San Carlos de Bariloche si può far amicizia con un ubriaco che afferma di essere il discendente di Davy Crockett. E nella pampa brulla, una vecchietta con il dono di rendere fertile tutto ciò che tocca diviene il simbolo del legame con una terra su cui troppi vorrebbero allungare le mani. Il tempo passa, alle storie si aggiungono altre storie, e il libro vede la luce anni dopo, quando le cose che voleva raccontare hanno acquisito «il sapore dell’inesorabilmente perduto». Questo perché il Sud del mondo è una regione minacciata dall’avidità di predatori potenti, ma anche un luogo popolato di fantasmi, dove ancora echeggiano le gesta di Butch Cassidy e gli spari dello sceriffo Martin Sheffields; magicamente abitato da sedicenti folletti con un passato misterioso, e attraversato da un treno mitico, il Patagonia Express, in un estremo viaggio d’addio.

Ultime lettere di Jacopo Ortis

Pubblicato nel 1802, “Ultime lettere di Jacopo Ortis” è un’opera ricca e stratificata, nella quale coesistono diversi libri: romanzo-verità, nel senso che si muove da un dato documentario (il suicidio “vero” del giovane Ortis) per rielaborarlo fantasticamente a specchio dell’esistenza biografica del giovane Foscolo, fortemente tentato dall’idea del suicidio; romanzo-saggio, nel senso che recupera, nella struttura epistolare, autocitazioni da lettere e opere giovanili e calchi da infinite letture, italiane e straniere; romanzo degli affetti, cioè itinerario labirintico tra due passioni fondamentali, il furor di patria e l’amore, di un prototipo, civile e politico, di Eroe Impossibile. Questo e altro rappresentano le “Ultime lettere di Jacopo Ortis”, uno dei libri più sperimentali della letteratura italiana. Introduzione e commento di Guido Davico Bonino.
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Le ultime diciotto ore di Gesú

Tutto si è svolto in un pugno d’ore, diciotto o venti al massimo. Dall’imbrunire di un giorno, al primo pomeriggio del successivo. In modo convulso. Per lo piú nottetempo o alle prime luci dell’alba. Il processo che ha cambiato il destino dell’uomo è stato celebrato sicuramente in fretta, ma in base a quali accuse? Secondo quale rito? Chi aveva ordinato l’arresto e perché? E soprattutto, chi aveva il potere di convalidare il provvedimento emettendo la sentenza finale? Ad essere indagate sono le ultime febbrili ore di Gesú di Nazareth, il giovane profeta giustiziato su un patibolo romano a Gerusalemme in un anno convenzionalmente datato 33 della nostra èra. Vicende viste, forse per la prima volta, anche dalla prospettiva degli occupanti romani. È questo un libro dove si entra e si esce dalla storia, dove si raccolgono e indagano i documenti, dove si commentano le fonti e le si fa parlare, e dove anche uomini e cose prendono vita. Fra queste pagine si ode il rumore della pialla del falegname, lo stridio delle ruote dei carri, il belato degli agnelli; si vedono il bianco della farina e il grigio del fumo dei camini e si percepiscono le presenze misteriose di maghi, indovini, assassini. Saggismo e gesto narrativo s’incontrano: c’è la precisione storica e c’è la vita, la passione per il mondo e il talento di raccontarlo. Molti sono i protagonisti della storia e appaiono piú tormentati, sfaccettati, umani, di quanto siamo soliti considerarli: un Ponzio Pilato politicamente debole, collerico e incerto. Claudia Procula, la misteriosa e tormentata moglie dal passato burrascoso. Caio Quinto Lucilio, intellettuale deluso, acuto testimone degli eventi. Il fariseo Nicodemo, discepolo di Gesú e membro del Sinedrio. Giuda, forse ingiustamente colpevolizzato. Maddalena, la piú famosa tra le discepole. Erode Antipa, un re fantoccio nelle mani dei Romani. L’adultera senza nome che Gesú salva dalla lapidazione. Giuseppe e Maria che assistono disperati alla morte del figlio amato. La mutevole folla di Gerusalemme. Pagina dopo pagina, Corrado Augias tiene il lettore col fiato sospeso ricostruendo una vicenda che crediamo, non sempre a ragione, di conoscere. E sintetizza in modo affascinante decenni di discussioni storiche e teologiche, lasciando aperte delle domande ma fornendo insieme nuovi e inaspettati punti fermi da cui, ancora e ancora una volta, ripartire.

Ultime conversazioni

**IN CONTEMPORANEA IN TUTTO IL MONDO
IL TESTAMENTO SPIRITUALE DI BENEDETTO XVI**
**«Benedetto XVI è un uomo che impersona la santità, un uomo di pace, un uomo di Dio.»**
*Papa Francesco*
Queste *Ultime conversazioni* rappresentano il testamento spirituale, il lascito intimo e personale del papa che più di ogni altro è riuscito ad attirare l’attenzione sia dei fedeli sia dei non credenti sul ruolo della Chiesa nel mondo contemporaneo. Indimenticabile resta la scelta di abbandonare il pontificato e di rinunciare al potere: un gesto senza precedenti e destinato a cambiare per sempre il corso della storia. Nella sua lunga intervista con Peter Seewald il papa affronta per la prima volta i tormenti, la commozione e i duri momenti che hanno preceduto le sue dimissioni; ma risponde anche, con sorprendente sincerità, alle tante domande sulla sua vita pubblica e privata: la carriera di teologo di successo e l’amicizia con Giovanni Paolo II, i giorni del Concilio Vaticano e l’elezione al papato, gli scandali degli abusi sessuali del clero e i complotti di Vatileaks. Benedetto XVI si racconta con estremo coraggio e candore, alternando ricordi personali a parole profonde e cariche di speranza sul futuro della fede e della cristianità. Leggere oggi le sue ultime riflessioni è un’occasione privilegiata per rivivere e riascoltare i pensieri e gli insegnamenti di un uomo straordinario capace di amare e di stupire il mondo.
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### Sinossi
**IN CONTEMPORANEA IN TUTTO IL MONDO
IL TESTAMENTO SPIRITUALE DI BENEDETTO XVI**
**«Benedetto XVI è un uomo che impersona la santità, un uomo di pace, un uomo di Dio.»**
*Papa Francesco*
Queste *Ultime conversazioni* rappresentano il testamento spirituale, il lascito intimo e personale del papa che più di ogni altro è riuscito ad attirare l’attenzione sia dei fedeli sia dei non credenti sul ruolo della Chiesa nel mondo contemporaneo. Indimenticabile resta la scelta di abbandonare il pontificato e di rinunciare al potere: un gesto senza precedenti e destinato a cambiare per sempre il corso della storia. Nella sua lunga intervista con Peter Seewald il papa affronta per la prima volta i tormenti, la commozione e i duri momenti che hanno preceduto le sue dimissioni; ma risponde anche, con sorprendente sincerità, alle tante domande sulla sua vita pubblica e privata: la carriera di teologo di successo e l’amicizia con Giovanni Paolo II, i giorni del Concilio Vaticano e l’elezione al papato, gli scandali degli abusi sessuali del clero e i complotti di Vatileaks. Benedetto XVI si racconta con estremo coraggio e candore, alternando ricordi personali a parole profonde e cariche di speranza sul futuro della fede e della cristianità. Leggere oggi le sue ultime riflessioni è un’occasione privilegiata per rivivere e riascoltare i pensieri e gli insegnamenti di un uomo straordinario capace di amare e di stupire il mondo.
### Dalla seconda/terza di copertina
«Benedetto XVI è un uomo che impersona la santità, un uomo di pace, un uomo di Dio.» Papa Francesco

Ultimamente mi sveglio felice

La protagonista? Ha le unghie dipinte di blu, si veste sempre con qualcosa che luccica, dorme con due cellulari sul cuscino. Quanti anni ha? Non importa. L’importante è che sogna di innamorarsi, ancora. E forse per questo legge ogni giorno, su un giornale distribuito in metropolitana, una poesia. La legge come se fosse un oroscopo, come se predicesse il futuro. E sbaglia. Farebbe meglio, invece, a stare attenta a un uomo incontrato su Facebook… Un libro sulla reversibilità (e irreversibilità) dell’amore, su etero che diventano gay (ma non viceversa), madri post-hippy in ospedale e badanti clandestine che piovono dal cielo. Ma soprattutto sull’amore ai tempi di Facebook e chiuso dentro un iPhone.
(source: Bol.com)