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Manuale di lettura creativa

A leggere si impara da bambini. Quando si capisce che le parole nascondono un significato, e si possono toccare. Diventare ‘lettori creativi’ è un piccolo passo in avanti; non si tratta solo di comprendere, ma di provare a sentire cosa c’è dietro le parole. L’emozione ogni volta diversa che comunicano. Ciascuno di noi quando apre un libro è un lettore creativo, perché non è solo libero di mettere se stesso dentro la storia, ma deve farlo. In queste pagine riverbera l’eco di un amore viscerale: brevi saggi brillanti e confidenziali che possono rivelarci un punto di vista nuovo e inedito sulla letteratura. Dai classici dell’Ottocento a Salinger e Sciascia, passando per i nuovi giallisti italiani; senza mai dimenticare Grazia Deledda, Sergio Atzeni e i tanti maestri della scuola sarda. Le confessioni di un lettore d’eccezione, di un autore che ‘se si dimentica di prendere un libro per andare in bagno, legge tutte le indicazioni per l’ammollo dei detersivi e tutte le composizioni degli shampoo’. Un manuale che non vuole insegnare nulla, ma essere un aiuto per perdersi nelle storie senza smarrire la consapevolezza.
(source: Bol.com)

Il manuale di cucina di Nero Wolfe

Chi non ricorda la sagoma inconfondibile del grande Tino Buazzelli? Quale miglior testimonial per un libro di ricette? Nero Wolfe non è solo un celebre investigatore: è un gourmet e un fine gastronomo. Per la prima colazione non si fa mai mancare le “Uova au beurre noir” e per pranzo, in estate, considera perfetta l’Insalata brasiliana di aragosta, in una versione della ricetta da lui stesso riveduta e corretta; in tavola poi ammette solo il Pane di Fritz, e ogni tanto accontenta il fido Archie Goodwin che adora i Tortini di riso con il miele. I romanzi con Nero Wolfe sono talmente infarciti di riferimenti al cibo che Rex Stout ha creato per il suo personaggio questo manuale culinario, con la collaborazione di una celebre critica gastronomica del “New Yorker” con cui ha perfezionato tutte le ricette. Impaginato con una suggestiva grafica vintage, alle ricette abbina ampi brani dai romanzi e un interessante corredo di foto di New York dagli anni ’30 agli anni ’50. **

Manuale della fine del mondo

Per usare un’espressione del grande storico Lucien Febvre, possiamo dire
che è una «gigantesca falsa credenza» quella della paura della fine del
mondo in prossimità dell’anno Mille. Ma forse era davvero l’avvento della
fine. Manuale della fine del mondo si propone di parlare di un susseguirsi
impetuoso di accadimenti, e delle visioni che li attraversarono: la lotta
fra Papato e Impero, i grandi regni, i Comuni in Italia.
Un libro che racconta le vicende di cui gli uomini dei secoli XI e XII furono
spettatori, attori e vittime. Un mosaico di eventi decisivi, che aprirono la
strada a soluzioni inedite.
Glauco Cantarella ci offre un saggio ambizioso e affascinante, per risalire
alle lontanissime radici del nostro presente e comprendere la rivoluzionaria
portata storica dell’invenzione della «fine dei tempi».
È un grande falso storiografico quello
della paura della fine del mondo in prossimità
dell’avvento dell’anno Mille. Ma
è indubbio che gli uomini di mille anni
fa hanno dovuto vivere in mezzo alla
fine del loro mondo: cambiamenti incessanti
che hanno tarlato quel mondo,
con aggiustamenti continui, che hanno
inseguito la stabilizzazione ottenendola
solo in apparenza. E alla fine hanno fatto
esplodere il mondo e sono stati all’origine
di mutamenti epocali, di lunghissimo
periodo: la lotta fra Impero e Papato,
la centralità dell’esperienza monastica,
i primi germi dei regni d’Inghilterra e
di Spagna, il movimento dei Comuni
in Italia. Con l’allargamento progressivo
dei confini del vecchio spazio europeo
e con l’estensione delle aree di conoscenza,
ad esempio l’ “invenzione” della
filosofia. Nel secolo XII sarebbe ormai
molto difficile riconoscere le tracce del
mondo di partenza, quello che si proponeva
come la forma definitiva del mondo,
e in realtà si cercava disperatamente
di regolare perché garantisse la pace.
Una crisi continua, popolata di soggetti
nuovi, per cerniere successive da un passaggio
all’altro che ha portato alle origini
della modernità. Il tutto entro un’unica,
grande cerniera: quella del passaggio
dal mondo tardo-antico e primo-medievale
a quello tardo-medievale e moderno,
in cui i protagonisti cambiano o si
moltiplicano. Tra Ottone III (1001) e Innocenzo
III (1199) due secoli in cui quel
mondo è finito, definitivamente relegato
nel passato.

Il manoscritto delle anime perdute: Un’indagine di Dante Alighieri

«*Giulio Leoni è riuscito a costruire un intreccio da cui è difficile staccarsi e a creare intorno alla figura di Dante un mondo perfetto. *»
**Niccolò Ammaniti **
«*Nella singolare miscela di Leoni, si sovrappongono desiderio di conoscenza e ricomposizione dell’ordine caro al giallo classico.*»
**La Repubblica**
«*Questo è il Dante che avrei voluto studiare.*»
**Giorgio Faletti **
«*Quando si tratta di trovare un protagonista indimenticabile, è davvero difficile battere l’italiano Giulio Leoni e il suo Dante Alighieri.*»
**The Times**
«*Suspense e Aristotele, deduzione e Fibonacci, poesia e sangue.*»
**Loredana Lipperini**
«*Una goduria narrativa, originale e vibrante.*»
**The Independent**
«*Un giallo storico sbalorditivo ed emozionante.*»
**Glenn Cooper**
**La nuova, imperdibile avventura di Dante Alighieri**
** **

Estate del 1304. Il sudore imperla la fronte corrucciata di Dante Alighieri. Ma non sono soltanto il sole impietoso e l’aria soffocante a infastidirlo, o la snervante attesa di essere ricevuto dal signore di Verona, per stringere con lui un’alleanza militare a nome dei Bianchi di Firenze. A turbare il poeta sono state le parole di un personaggio enigmatico, un frate che, nascondendo i tratti del viso sotto il cappuccio, lo ha avvicinato e, facendogli intendere di conoscerlo, gli ha accennato all’esistenza di un manoscritto trafugato dal lontano Oriente e composto nella lingua degli angeli caduti, la lingua primigenia da cui sarebbero nati tutti gli idiomi parlati sulla Terra. E adesso Dante è assalito dai dubbi: chi è quel frate? Possibile che lo abbia incontrato a Firenze, forse durante gli studi a Santa Croce? E quale collegamento c’è tra questa lingua favolosa e i segni misteriosi che, poche ore prima, lui ha intravisto su una pergamena nella bottega di un copista? E, insieme ai dubbi, si fa largo dalle profondità del suo animo una pulsione che lui ben conosce e che sa di non poter reprimere: l’ossessione di sapere, la brama di conoscere la verità, qualunque siano le conseguenze. Anche il rischio di essere ritenuto responsabile dell’omicidio del copista, cui assiste impotente quella stessa notte. E, soprattutto, il rischio di cadere nella rete di Lanfranco da Cuma, il famigerato inquisitore di Santa Romana Chiesa, anch’egli a Verona per dare la caccia al frate eretico e al segreto dirompente nascosto fra le pagine del manoscritto delle anime perdute…

Tra i vicoli infuocati di Verona, i sentieri aspri degli Appennini e le strade in tumulto di Firenze, si dipana la sfida a distanza fra tre personaggi eccezionali – vertici di un triangolo d’intrighi, dispute filosofiche e morti violente –, fino al decisivo, sconvolgente incontro finale.
**
### Sinossi
«*Giulio Leoni è riuscito a costruire un intreccio da cui è difficile staccarsi e a creare intorno alla figura di Dante un mondo perfetto. *»
**Niccolò Ammaniti **
«*Nella singolare miscela di Leoni, si sovrappongono desiderio di conoscenza e ricomposizione dell’ordine caro al giallo classico.*»
**La Repubblica**
«*Questo è il Dante che avrei voluto studiare.*»
**Giorgio Faletti **
«*Quando si tratta di trovare un protagonista indimenticabile, è davvero difficile battere l’italiano Giulio Leoni e il suo Dante Alighieri.*»
**The Times**
«*Suspense e Aristotele, deduzione e Fibonacci, poesia e sangue.*»
**Loredana Lipperini**
«*Una goduria narrativa, originale e vibrante.*»
**The Independent**
«*Un giallo storico sbalorditivo ed emozionante.*»
**Glenn Cooper**
**La nuova, imperdibile avventura di Dante Alighieri**
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Estate del 1304. Il sudore imperla la fronte corrucciata di Dante Alighieri. Ma non sono soltanto il sole impietoso e l’aria soffocante a infastidirlo, o la snervante attesa di essere ricevuto dal signore di Verona, per stringere con lui un’alleanza militare a nome dei Bianchi di Firenze. A turbare il poeta sono state le parole di un personaggio enigmatico, un frate che, nascondendo i tratti del viso sotto il cappuccio, lo ha avvicinato e, facendogli intendere di conoscerlo, gli ha accennato all’esistenza di un manoscritto trafugato dal lontano Oriente e composto nella lingua degli angeli caduti, la lingua primigenia da cui sarebbero nati tutti gli idiomi parlati sulla Terra. E adesso Dante è assalito dai dubbi: chi è quel frate? Possibile che lo abbia incontrato a Firenze, forse durante gli studi a Santa Croce? E quale collegamento c’è tra questa lingua favolosa e i segni misteriosi che, poche ore prima, lui ha intravisto su una pergamena nella bottega di un copista? E, insieme ai dubbi, si fa largo dalle profondità del suo animo una pulsione che lui ben conosce e che sa di non poter reprimere: l’ossessione di sapere, la brama di conoscere la verità, qualunque siano le conseguenze. Anche il rischio di essere ritenuto responsabile dell’omicidio del copista, cui assiste impotente quella stessa notte. E, soprattutto, il rischio di cadere nella rete di Lanfranco da Cuma, il famigerato inquisitore di Santa Romana Chiesa, anch’egli a Verona per dare la caccia al frate eretico e al segreto dirompente nascosto fra le pagine del manoscritto delle anime perdute…

Tra i vicoli infuocati di Verona, i sentieri aspri degli Appennini e le strade in tumulto di Firenze, si dipana la sfida a distanza fra tre personaggi eccezionali – vertici di un triangolo d’intrighi, dispute filosofiche e morti violente –, fino al decisivo, sconvolgente incontro finale.

I manoscritti perduti degli Illuminati

Il potere è nelle loro mani Un grande thriller Firenze. Si è scatenato il panico nella prestigiosa casa d’aste Paolini: è appena esplosa una bomba e il salone ha preso fuoco. Un gruppo di paramilitari, approfittando della confusione, si introduce nei sotterranei del palazzo e si impossessa del misterioso lotto 302, custodito in un grosso baule di alluminio. Contemporaneamente, Andreas Henkel, agente del Servizio Segreto Vaticano, si trova a far fronte a un evento scioccante e imprevisto: il rapimento della sua fidanzata. I due episodi, all’apparenza scollegati, si riveleranno ben presto strettamente connessi: toccherà proprio a Henkel, infatti, ritrovare per conto dei rapitori gli antichi documenti trafugati a Firenze. E per farlo ha a disposizione appena settantadue ore, dopodiché la sua promessa sposa morirà. Parte così un frenetico conto alla rovescia, che lo porterà dal Vaticano alla Terra Santa, sulle tracce di una verità scomoda, occultata per secoli dalla Chiesa: forse il reale significato della Bibbia non è quello che fino a oggi abbiamo creduto che fosse. Dall’autore di La cospirazione degli Illuminati Un bestseller tutto italiano Il più grande segreto della Chiesa sta per essere rivelato Terrorismo, servizi segreti antiche pergamene e spionaggio internazionale ecco tutto quello che la Bibbia non vi ha mai raccontato Hanno scritto dei suoi libri: «La chiave di Dante contiene un mix di ingredienti che non può che piacere agli appassionati del genere.» «Un incalzante thriller che non lascia un attimo di tregua al lettore.» G. L. BaroneNato a Varese nel 1974, ha una laurea in giurisprudenza, è appassionato di economia e nel tempo libero suona in un gruppo heavy metal. I suoi libri sono tradotti nei Paesi di lingua anglosassone, portoghese e spagnola. Per la Newton Compton ha pubblicato La cospirazione degli Illuminati, Il sigillo dei tredici massoni, La chiave di Dante, il serial ebook Il tesoro perduto dei templari e uno dei racconti della raccolta Sette delitti sotto la neve.

La mano che ti nutre

Morgan Prager ha trent’anni e sta finendo la sua tesi di dottorato sulla psicologia delle vittime. È da poco fidanzata con Bennett, sexy e possessivo ma incredibilmente riservato. Una mattina Morgan torna dall’università e trova Bennett in un lago di sangue, sbranato a morte dai tre cani che lei ha salvato dalla strada. Sconvolta e terrorizzata dalla violenza degli animali, si sente improvvisamente vittima della stessa sindrome che studia all’università: un patologico altruismo, che quando agisce in modo disinteressato può fare più danni di qualsiasi cattiva intenzione.
Ancora scioccata da quello che è accaduto e sopraffatta dal senso di colpa, Morgan cerca di rintracciare i genitori di Bennett per dare lei stessa la terribile notizia. Ma quello che presto scopre è che i genitori non esistono, non c’è nessun numero 42 in rue Saint-Urbain a Montréal, e molte delle cose che il fidanzato le ha detto non hanno nessun riscontro nella realtà. Tutto quello che le ha raccontato – la sua famiglia, il lavoro, la casa dove vive – sono bugie. La verità è che Bennett ha altre due fidanzate e una ex moglie, e una dopo l’altra muoiono in circostanze quantomeno sospette. Il tentativo di Morgan di scoprire chi era davvero il suo uomo diventa allora qualcosa di ben più urgente di un’indagine su un’identità manipolata, diventa questione di vita o di morte.
Se vuole rimanere in vita, Morgan deve scoprire come è veramente morto Bennett e chi sta uccidendo le donne della sua vita.
Inquietante e provocatorio, *La mano che ti nutre* non è solo un romanzo dalla suspense inarrestabile, ma anche una storia raccontata da due scrittrici eccezionali, dove la precisione della scrittura e la capacità di scendere nel profondo dell’animo umano sono al servizio di una trama che non lascia scampo.
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### Sinossi
Morgan Prager ha trent’anni e sta finendo la sua tesi di dottorato sulla psicologia delle vittime. È da poco fidanzata con Bennett, sexy e possessivo ma incredibilmente riservato. Una mattina Morgan torna dall’università e trova Bennett in un lago di sangue, sbranato a morte dai tre cani che lei ha salvato dalla strada. Sconvolta e terrorizzata dalla violenza degli animali, si sente improvvisamente vittima della stessa sindrome che studia all’università: un patologico altruismo, che quando agisce in modo disinteressato può fare più danni di qualsiasi cattiva intenzione.
Ancora scioccata da quello che è accaduto e sopraffatta dal senso di colpa, Morgan cerca di rintracciare i genitori di Bennett per dare lei stessa la terribile notizia. Ma quello che presto scopre è che i genitori non esistono, non c’è nessun numero 42 in rue Saint-Urbain a Montréal, e molte delle cose che il fidanzato le ha detto non hanno nessun riscontro nella realtà. Tutto quello che le ha raccontato – la sua famiglia, il lavoro, la casa dove vive – sono bugie. La verità è che Bennett ha altre due fidanzate e una ex moglie, e una dopo l’altra muoiono in circostanze quantomeno sospette. Il tentativo di Morgan di scoprire chi era davvero il suo uomo diventa allora qualcosa di ben più urgente di un’indagine su un’identità manipolata, diventa questione di vita o di morte.
Se vuole rimanere in vita, Morgan deve scoprire come è veramente morto Bennett e chi sta uccidendo le donne della sua vita.
Inquietante e provocatorio, *La mano che ti nutre* non è solo un romanzo dalla suspense inarrestabile, ma anche una storia raccontata da due scrittrici eccezionali, dove la precisione della scrittura e la capacità di scendere nel profondo dell’animo umano sono al servizio di una trama che non lascia scampo.

Una Mano Amica

Jez Fielding e James McKenzie – Big Mac per gli amici – sono al secondo anno di università. Dopo essersi divertiti troppo l’anno prima, stringono un patto per frenarsi e rimettersi in pari. Mentre i loro coinquilini escono a bere ogni finesettimana, Jez e Mac restano a casa per risparmiare e per concentrarsi sui loro studi.
Quando Jez suggerisce di guardare dei porno insieme, non si aspetta che Mac accetti. Una cosa tira l’altra, e ben presto il loro arrangiamento passa da ”tieni le mani a posto” a ”mettici le mani”. Ma innamorarsi di un amico etero non può che finire male, a meno che non ci sia la possibilità che lui provi la stessa cosa.
(source: Bol.com)

Le maniglie dell’amore

Chi cucina da sempre a casa Kigler è Harry: appassionato buongustaio, da venticinque anni delizia se stesso e la sua famiglia con ogni sorta di manicaretti. Finché il suo medico lo avverte: il suo corpo è una mina pronta a esplodere. Per amore della propria salute, Harry si mette a dieta e smette di cucinare. D’ora in poi ai fornelli ci sarà Francie, la moglie: costretta ad arrabattarsi in un compito che sinora aveva avuto la fortuna di evitare e allarmata alla prospettiva di un marito inaspettatamente bello e affascinante, non solo per lei.

Manifesto per una vita analogica

«Questo libro invita ad alzare lo sguardo sopra lo schermo del computer e aprendersi un po’ di tempo per apprezzare la vita in tutta la sua varietà. Perchéogni momento analogico è un’avventura che permette di scoprire l’inaspettato.»Julius HendricksUna libreria: otto persone, sette che guardano il loro smartphone; un appartamento: nella cassetta postale tre lettere e tredici pacchetti di Amazon; una cattedrale: venti turisti, diciotto col tablet. Un piatto di spaghetti: un post, 1000 like, buon appetito; due innamorati: due iphone in mano;una bicicletta, uno smartphone; un’auto… ops attenzione!Cosa è successo al nostro mondo? La nostra realtà non è più quella fisica? La realtà vera è forse il mondo parallelo che si è sviluppato, un mondo digitale che non sembra avere più limiti?In questo libro Julius Hendricks, un ragazzo di ventiquattro anni, spiega perché è così importante non cedere alla quotidiana illusione digitale.

Mani pulite. La vera storia

“Mani pulite, vent’anni dopo”. Altro che storia passata, questo libro racconta l’Italia dell’illegalità permanente. Un documento storico che rimarrà per sempre sul tradimento della politica. La cronaca di fatti e misfatti parte da Milano, 17 febbraio 1992, arresto di Mario Chiesa, presidente del Pio Albergo Trivulzio: il primo tangentomane che fa tremare l’impero, a due mesi dalle elezioni. Saranno elezioni terremoto, quelle del 1992, stravinte dal partito degli astenuti (17,4 per cento) e dalla Lega nord. Intanto la Prima Repubblica va in galera ed è ancora solo superficie. Falcone e Borsellino trucidati a Palermo (e nel 2012 molti processi ancora aperti sulle stragi). Un anno dopo la corruzione è ormai un fatto nazionale, nessun partito escluso (70 procure al lavoro, 12.000 persone coinvolte per fatti di tangenti, circa 5000 arresti). “L’Italia sta risorgendo”, saluta così l’anno nuovo il presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro. Peccato che sia il 1994, l’anno di Silvio Berlusconi e dell’inizio della restaurazione. Scatta l’operazione Salvaladri, con gli imputati che mettono sotto accusa i magistrati. È il mondo alla rovescia e gli italiani assistono allo spettacolo. Alcuni protestano, molti si abituano e finiscono per crederci. Poi gli anni dell’Ulivo, della Bicamerale e dell’inciucio centro-destra-centrosinistra, che produce una miriade di leggi contro la giustizia. Prefazione di Piercamillo Davigo.

I mangia a poco

Da una parte un uomo di pensiero che cerca caparbiamente, e invano, di riversare in un libro (un audacissimo trattato di fisiognomica) sedici anni di furiose riflessioni; dall’altra quattro personaggi dalle vicende ordinarie, legati fra loro solo dall’abitudine di pranzare insieme alla CPV (la Cucina Pubblica Viennese) scegliendo puntualmente il menù più economico. Fra questi due poli, come fra due diversi volti di un’unica entità che è la mania stessa- motore immobile dell’esistenza, cintura di salvataggio nel tentativo di sopravvivere – si interesse I mangia poco. Anche qui, come spesso in Bernhard, sarà lecito domandarsi se ci si trova in mezzo a una tragedia o a una commedia. Ciò che domina è comunque un’indagine maniacale – e spesso esilarante – della mania, a ogni suo livello, dall’infimo al supremo, vista come ultimo, disperato relitto di un grandioso tentativo di imporre un senso all’esistenza; un’esistenza mutila, così come mutilato è il protagonista Koller, cui il morso di un cane ha inflitto una ben remunerata invalidità. E tutto questo perché l’uomo è in balia del caso, proprio come Koller, che un fatidico giorno – fausto, e insieme infausto – in un parco viennese, anziché andare automaticamente e come sempre verso il vecchio frassino, va verso la vecchia quercia, ribaltando così la sua esistenza e arrivando nel contempo al centro del proprio «filosofismo».
(source: Bol.com)

Mancarsi

Irene vuole essere felice, e quando il suo matrimonio inizia a zoppicare se ne va. Nicola è solo, confusamente addolorato dalla morte di una donna che aveva smesso di amare da tempo. Anche lui, come Irene, è mosso da un’assoluta urgenza di felicità. Anche lui vuole un amore e sa esattamente come vuole che sia fatto. Sarebbero destinati a una grande storia, se solo s’incontrassero una volta nel bistrot che frequentano entrambi. Ma il caso vuole che ogni volta che Nicola arriva, Irene sia appena andata via. Se le vite di Nicola e Irene non s’incontrano fino alla fine, le loro teste invece s’incontrano furiosamente nelle pagine di questo libro: i pensieri, le derive, il sentire – quell’impasto inconfondibile di toni alti e bassi, riflessivi e comici – si richiamano di continuo, sono ponti gettati verso il nulla o verso l’altro. Forse, verso l’attimo imprevisto in cui la felicità finalmente abbocca: perché se lo lasci passare, quell’attimo, te ne vai con la curiosa ma lucida impressione d’esserti appena giocato la vita.

Il mambo degli orsi

Leonard, ricco omosessuale di colore, e il suo amico Hap, bianco, rozzo, campagnolo ma molto sveglio, sono dotati di una particolare abilità per cacciarsi nei guai. L’ex fidanzata di Hap, l’avvocato Florida Grange, è sparita mentre stava cercando di scoprire la verità sulla morte in prigione del figlio di un leggendario musicista blues. Visto che i poliziotti sembrano non arrivare a nulla, Hap e Leonard cominciano a indagare per conto proprio. Le tracce della ragazza conducono a Grovetown, una cittadina texana dove spadroneggia un gruppo legato al Ku-Klux-Klan, e dove i due investigatori capiscono subito di non essere i benvenuti…

Il Malvagio (I Romanzi Passione)

Inghilterra, 1777. Eva de la Mourière s’intrufola nelle stanze di Lucien de Montforte, duca di Blackheath, per sottrargli l’afrodisiaco che potrebbe decidere le sorti della Guerra d’Indipendenza, spingendo il re di Francia ad allearsi con i ribelli americani. Eva e Lucien sono nemici giurati, ma subendo l’irresistibile fascino del duca Eva decide di sperimentare su di lui l’efficacia del filtro. Così, dopo una notte di passione, la giovane si scopre incinta e i fratelli De Montforte impongono un matrimonio riparatore. Ma gli animi non sono mai così docili da sottostare alle scelte altrui e, dopo un violento litigio, in una notte di bufera…
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### Sinossi
Inghilterra, 1777. Eva de la Mourière s’intrufola nelle stanze di Lucien de Montforte, duca di Blackheath, per sottrargli l’afrodisiaco che potrebbe decidere le sorti della Guerra d’Indipendenza, spingendo il re di Francia ad allearsi con i ribelli americani. Eva e Lucien sono nemici giurati, ma subendo l’irresistibile fascino del duca Eva decide di sperimentare su di lui l’efficacia del filtro. Così, dopo una notte di passione, la giovane si scopre incinta e i fratelli De Montforte impongono un matrimonio riparatore. Ma gli animi non sono mai così docili da sottostare alle scelte altrui e, dopo un violento litigio, in una notte di bufera…

Maliziose intenzioni (I Romanzi Passione)

Lazarus Huntington, lord Caire, è deciso a dare la caccia al feroce assassino che si aggira nei bassifondi di St Giles e che ha ucciso la sua amante. Ma per scovarlo ha bisogno dell’aiuto di Temperance Dews, vedova e direttrice di un orfanotrofio, che conosce quella zona come le proprie tasche. Poiché ha bisogno di fondi, la donna stringe un accordo con Lazarus: gli farà da guida in cambio del suo impegno a individuare un benefattore per i suoi trovatelli. Si tratta di un patto d’affari, tuttavia fra i due scaturisce un’attrazione potente. Dai bordelli ai saloni di Mayfair, e alle insidie dei vicoli bui, ogni passo li avvicinerà a una rete mortale, e sempre più alla passione…