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Mille anni che sto qui

Grottole, nei pressi di Matera: in un Sud poco esplorato, le vicende straordinarie e quotidiane dei Falcone, una famiglia cui il destino dona tutto e non risparmia niente, dalla guerra all’emigrazione, dalla ricchezza alla fame, passando per scandali pubblici e furori individuali. Dal capostipite don Francesco, con i suoi barili d’oro sepolti e non più ritrovati, all’ultima discendente, che fugge di casa un secolo dopo per dimenticare tutto e tutti. Una costellazione di personaggi che emergono per un attimo, colti nei momenti salienti dell’esistenza, poi vengono assorbiti dal vortice del tempo. Il loro scendere o meno a patti con la vita. L’immaginazione usata per accettare la realtà. E poi la fine di un mondo. Padri e figli, ma soprattutto madri e figlie, aspettative e tradimenti. Gli ideali politici, le lotte, le delusioni, le sviste. E la felicità, l’infelicità, la voglia di vivere. Una voglia di vivere conquistata infine al di là di ogni ideologia, credo e religione, sfidando anche l’amore romantico e le sue trappole. Una pienezza che travolge tutto.

Millant’anni

‘La città d’acqua’ rievoca il mondo perduto di una ci viltà di pescatori lagunari. Un luogo al limite, né mare né terra, como le esistenze messe in scena da Giulia Clarkson – al confine tra adolescenza e maturità, tra realtà e illusione. La laguna conserv

Militärmusik

Nel 1967 l’Unione Sovietica celebra il cinquantesimo anniversario della grande Rivoluzione d’Ottobre. Proprio in quell’anno, in un tripudio di bandiere rosse e di parate militari, fa il suo ingresso nel mondo l’eroe di questa storia, Wladimir Kaminer, che con sguardo disincantato osserva un paese forte solo in apparenza. Per sopravvivere a una realtà opprimente, il giovane Wladimir inizia a coltivare il suo personalissimo talento affabulatorio: «C’era chi rimaneva ammirato dalle mie storie e chi si infuriava, però mi stavano a sentire tutti, e ben presto diventai il più grande contaballe della scuola». Questa sua “dote” rimane tuttavia incompresa: dopo essere stato cacciato dall’istituto, si iscrive all’Accademia di arte drammatica, dove collabora alla messa in scena di improbabili drammi politici. Finito nel libro nero del KGB, si barcamena tra i lavori più disparati: guardiano di bestiame su un treno diretto in Uzbekistan, giardiniere in un parco cittadino, organizzatore di concerti clandestini underground che finché, non essendo riuscito a evitare il servizio militare, è costretto ad arruolarsi nell’esercito. Quando ritorna alla vita civile, dopo due anni trascorsi in un complesso missilistico sperduto tra i boschi, Wladimir deve affrontare una realtà stravolta dall’avvento della Perestrojka. Spinto dal vento dell’Ovest, decide di partire con un amico e tentare la fortuna in Germania.
E qui finiscono (per il momento) le avventure deliranti ed esilaranti di questo picaro russo, di questo Huckleberry Finn dell’epoca postsovietica: avventure che ci consegnano un nuovo scrittore, un narratore dotato di un’incredibile vena comica.

Milioni di milioni

Nei gialli alla maniera di Malvaldi, in cui si ride della cinica ironia dei personaggi, i luoghi sono fondamentali per l’equilibrio tra umorismo e suspense. Montesodi Marittimo è un paesino toscano di una certa altitudine, nonostante il nome, per di più molto scosceso. Una persona su due porta un doppio patronimico, il secondo dei quali è sempre Palla. Eredità di un marchese Filopanti Palla, gran gaudente, pentitosi in punto di morte di lasciare tanti bambini senza un nome legittimo. Inoltre su Montesodi aleggia un mistero: è considerato «il paese più forte d’Europa». Per scoprirne la causa, vengono mandati dall’Università un genetista, Piergiorgio Pazzi, e una esperta di archivi, Margherita Castelli. Trascorsi i primi giorni, nel panorama umano che gli si offre, i due non trovano nulla di cui meravigliarsi, tranne la forza. È un mondo abitudinario, dominato da due gruppi familiari: il sindaco, l’onesto e schietto Armando Benvenuti, con la moglie Viola, e la maestra Annamaria Zerbi Palla, anziana vedova, con un figlio poco amato. La sorpresa arriva con una tremenda tempesta di neve che isola il paese per giorni. Piergiorgio, che alloggia nella casa della Zerbi, una mattina trova l’energica signora abbandonata in poltrona senza vita. Sembra, a prima vista, un attacco di cuore, ma Piergiorgio capisce che non si tratta di morte naturale e poiché il paese è isolato l’assassino non può essere andato via. Le cose sembrano volgere al peggio per lo scienziato quando il maresciallo gli rivela che in paese tutti hanno un alibi, tranne lui. Per scagionarsi, l’unica via che resta è scoprire il vero assassino, tra ambizioni frustrate e figliolanze incerte e mescolate. La neve aiuterà.
*Milioni di milioni* è un’investigazione all’inglese basata su labili indizi messi in fila con paziente intelligenza; ma l’ambientazione è toscana, spaccona e popolaresca, come gli altri gialli del creatore dei vecchietti del BarLume.

Milano Criminale

«Milano. Una piccola città, tutto sommato, con dentro il male. Un male pulsante, crudele, così viscerale che l’ha perfino costretta a mutare colore. Il nero del carbone, il grigio dei palazzi ormai è diventato rosso. Di luci, di fari nella notte, di lampeggianti d’autoambulanze, di bandiere nelle piazze, di sangue sui marciapiedi. Città rossa.»
Anche Milano ha avuto i suoi eroi criminali. Erano gli anni del boom economico, dell’uomo sulla Luna, delle grandi passioni politiche e loro rapinavano le banche, assaltavano i furgoni portavalori e sfidavano la polizia in sparatorie a volto scoperto. Amavano i soldi e la bella vita, avevano le donne più affascinanti, bevevano champagne e indossavano abiti firmati. Volevano conquistare la città, e l’hanno presa con la forza.
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### Sinossi
«Milano. Una piccola città, tutto sommato, con dentro il male. Un male pulsante, crudele, così viscerale che l’ha perfino costretta a mutare colore. Il nero del carbone, il grigio dei palazzi ormai è diventato rosso. Di luci, di fari nella notte, di lampeggianti d’autoambulanze, di bandiere nelle piazze, di sangue sui marciapiedi. Città rossa.»
Anche Milano ha avuto i suoi eroi criminali. Erano gli anni del boom economico, dell’uomo sulla Luna, delle grandi passioni politiche e loro rapinavano le banche, assaltavano i furgoni portavalori e sfidavano la polizia in sparatorie a volto scoperto. Amavano i soldi e la bella vita, avevano le donne più affascinanti, bevevano champagne e indossavano abiti firmati. Volevano conquistare la città, e l’hanno presa con la forza.

Milano calibro 9

Il volume raccoglie 22 racconti neri di Scerbanenco. Ventidue storie dure, disperate di morti ammazzati e di traffici oscuri, con impreviste pieghe di tenerezza e sconcertanti sussulti d’amore. Ventidue frammenti di vita che parlano dell’atrocità, della miseria, dell’assurdità di questo mondo. È Milano che torna sempre, a Milano si svolgono quasi tutti questi racconti: una città sentina di vizi e misfatti, odiosa e odiata, ma irresistibile.

I milanesi ammazzano al sabato

Donatella è scomparsa. È bellissima, sembra una svedese, con quei lunghi capelli biondi e quel profilo antico. Ma è debole di mente: per la strada guarda gli uomini, sorride a tutti e, qualunque cosa le dicano, risponde di sì. Perciò suo padre, il vecchio Amanzio Berzaghi, un ex camionista, la tiene nascosta in casa, tra bambole e dischi di canzonette. Ma una mattina l’ex camionista non la trova più… Il caso viene affidato a Duca Lamberti, il medico-investigatore. Alla disperata ricerca della ragazza, Lamberti si spinge nei bassifondi di Milano, tra feroci magnaccia e case d’appuntamento.

Il migliore discorso della tua vita. Come imparare a parlare in pubblico

La capacità di parlare in pubblico è un’arte antica quanto il linguaggio. Uomini e donne si riunivano intorno al fuoco per ascoltare storie che sapessero farli viaggiare nel tempo e nello spazio. I bravi narratori riuscivano a creare immagini, suscitare speranze, ispirare sogni nella mente di chi li ascoltava. Dal piccolo accampamento iniziale all’iperconnesso mondo contemporaneo, il potere dell’oralità è cresciuto a dismisura, così come la responsabilità di chi sale su un palco e condivide le proprie idee. E la «condivisione delle idee per il bene di tutti» è la missione che il TED si è dato. Nato negli anni Ottanta come programma annuale di conferenze inerenti tecnologia, intrattenimento e design (TED è l’acronimo di Technology, Entertainment, Design), sotto la guida di Chris Anderson, che dal 2001 ne è il curatore, il TED è diventato un’organizzazione mediática dedicata alla diffusione delle idee a livello globale. Con la messa online dei video delle sue conferenze, a partire dal 2006, le TED Conference raggiungono oggi il miliardo di visualizzazioni ogni anno. Fedele alla filosofia del TED, con questo manuale Anderson vuole condividere con il mondo l’idea che più gli sta a cuore: il modo migliore per veicolare le idee. E lo fa non solo svelando i trucchi per diventare eccellenti oratori – provare il discorso all’infinito, suscitare empatia, indossare gli abiti giusti – ma proponendo una nuova concezione del parlare in pubblico. Perché non esiste un unico «modello TED Talk» a cui ispirarsi: ogni oratore è unico, e così ogni discorso. Ma chi prende la parola deve imporsi di essere solo uno strumento: deve mettere in secondo piano l’atavica paura di una figuraccia, e lasciare che a salire sul palco sia un’idea in grado di essere d’ispirazione agli altri. Che si tratti di un ragazzino keniota che ha inventato un modo per tenere i leoni lontani dalla fattoria dei genitori, o l’istrionico Sir Ken Robinson che taccia il moderno sistema scolastico di uccidere la creatività nei bambini, oppure Monica Lewinskv che racconta il suo lungo percorso per riuscire a superare il trauma della vergogna, non è il «chi» ciò che conta, ma il «cosa». E, naturalmente, il «come».
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Il migliore amico dell’orso

Se la lepre di Vatanen era un richiamo alla libertà, questa volta è la presenza ben più ingombrante di un orso a catapultare il nuovo romanzo di Paasilinna tra avventure esilaranti e profonde riflessioni. L’animale, regalato al pastore protestante Oskari Huuskonen e da lui allevato, incarnerà, per quest’uomo di mezz’età incastrato tra crisi di vocazione e crisi coniugale, una via di Riga: battezzandolo Satanasso, il pastore sembra già intuire che quel curioso compagno lo invita a varcare i limiti della sua vita frustrata da religioso di provincia. Congedato dal vescovo per le sue posizioni poco ortodosse (come quando vagheggia di un Gesù “ministro del governo rivoluzionario”), per il reverendo inizia così una deriva geografica ed esistenziale: prima il letargo con l’orso e il risveglio dei sensi con la giovane etologa che lo assiste, poi il viaggio, in bilico tra sacro e profano. Paasilinna ritrova nelle vicende del pastore e del suo peloso Sancho Panza una grande felicità creativa, alternando invenzioni picaresche e interrogazioni filosofiche sulla prossimità tra naturale e soprannaturale, alla ricerca di una fede più autentica nell’uomo e nella vita.

Mietitore d’anime

Biondo, affascinante, bellissimo, Dagan Krayl è il più potente mietitore d’anime degli Inferi. E da quando l’ha incontrato la prima volta, Roxy Tam non l’ha più dimenticato. Lui le ha salvato la vita, ma senza saperlo l’ha anche cambiata profondamente, trasformandola in una creatura costretta a nutrirsi di sangue umano. Eppure, chissà perché, non riesce a odiarlo. Anzi, ritrovarsi a combattere su opposti fronti per svelare il mistero che avvolge la morte di Lokan, fratello di Dagan e come lui figlio del Signore del Caos, non fa che riaccendere in lei il desiderio. Un desiderio che lui ricambia, e che minaccia di consumarli entrambi.

I miei giorni a Baghdad

“Con questo libro ho preso in considerazione i diversi aspetti di una guerra che sta definendo la nostra storia contemporanea, e le cui conseguenze per la nostra sicurezza e per il nostro modo di vivere saranno incisive e durature”: così Lilli Gruber introduce il suo reportage sulla guerra in Iraq, una testimonianza d’eccezione su un conflitto che ancora oggi continua ad avere drammatiche conseguenze sulla situazione politica mondiale. In un itinerario che contrappone alla retorica della “guerra giusta” la realtà dei fatti osservati sul campo, l’autrice ripercorre le tappe di un’illusoria marcia trionfale trasformatasi in un calvario senza uscita: l’ingresso in Iraq dell’esercito statunitense nella primavera del 2003; i bombardamenti e la rabbia della popolazione colpita; l’inizio della “resistenza” irachena e la lunga serie di attentati a soldati e civili; la crescita inarrestabile delle violenze interne e il definitivo crollo delle speranze di una rapida stabilizzazione. Una ricostruzione indelebile del primo grande conflitto del terzo millennio, un’opera preziosa per risalire all’origine delle tensioni e dei conflitti in cui è imprigionato il Medio Oriente e, con esso, il mondo intero.
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### Sinossi
“Con questo libro ho preso in considerazione i diversi aspetti di una guerra che sta definendo la nostra storia contemporanea, e le cui conseguenze per la nostra sicurezza e per il nostro modo di vivere saranno incisive e durature”: così Lilli Gruber introduce il suo reportage sulla guerra in Iraq, una testimonianza d’eccezione su un conflitto che ancora oggi continua ad avere drammatiche conseguenze sulla situazione politica mondiale. In un itinerario che contrappone alla retorica della “guerra giusta” la realtà dei fatti osservati sul campo, l’autrice ripercorre le tappe di un’illusoria marcia trionfale trasformatasi in un calvario senza uscita: l’ingresso in Iraq dell’esercito statunitense nella primavera del 2003; i bombardamenti e la rabbia della popolazione colpita; l’inizio della “resistenza” irachena e la lunga serie di attentati a soldati e civili; la crescita inarrestabile delle violenze interne e il definitivo crollo delle speranze di una rapida stabilizzazione. Una ricostruzione indelebile del primo grande conflitto del terzo millennio, un’opera preziosa per risalire all’origine delle tensioni e dei conflitti in cui è imprigionato il Medio Oriente e, con esso, il mondo intero.

Middlemarch. Studio di vita provinciale

George Eliot (pseudonimo maschile di Mary Ann Evans) è riconosciuta come una delle autrici più rappresentative della letteratura inglese di tutti i tempi. Spirito razionale e rigoroso, dotata di un profondo senso critico e di un’acuta capacità di osservazione, nei suoi romanzi ritrae con rara finezza psicologica le ipocrisie e le imposizioni della società nella vita individuale. “Middlemarch” – considerato il suo capolavoro – brilla soprattutto per la ricchezza della rappresentazione ambientale e per l’analisi minuziosa del dolore, accettato come male ineluttabile della condizione umana.
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Microcosmi

Protagonisti sono gli uomini, ma anche gli animali, gli abitanti dei caffè o delle isole, l’orso del Monte Nevoso e il cane abbandonato nella laguna, rivoluzionari indomiti e dimenticati, infatuazioni e manie di personaggi che hanno perso la loro esistenza come una partita a carte. Protagonisti sono anche le pietre e le onde, la neve e la sabbia, le frontiere, un’inflessione della voce o un gesto inconsapevole… Diversi fili conduttori tessono la trama del libro e accompagnano il lettore, quali immagini o figure ricorrenti: i rapporti fra paesaggi e senso del tempo, l’identità e la sua incertezza, l’amore, il continuo attraversamento di confini d’ogni genere, l’ombra della morte.

Michele Licometti. Storie dell’Uomo Tatuato: Odissea erotica di un mutante

La vita dell’antieroe Michele Licometti raccontata in due romanzi intensi scritti sullo spartito di un approfondimento psicologico e di una ironia non comuni. Gli anni giovanili, quelli della scoperta della maledizione dei tatuaggi e quelli della maturità, delle scelte dolorose fra priorità antitetiche per la propria felicità: l’amore per una donna da una parte e l’amicizia dall’altra. Gli anni delle prime esperienze amorose vissute sforzandosi di ignorare un corpo che va man mano coprendosi di storia e quelli dell’ostentazione della propria condizione di eterno mutante. Due opere raccordate e autonome allo stesso tempo. Che possono essere lette in qualunque ordine. Un tuffo introspettivo nell’intimità del maschio, attraverso le sue debolezze, i suoi stupidi orgogli e i suoi vergognosi lati femminili. Un tributo al valore eterno dell’amicizia, dell’amore filiale e del sacrificio per la causa suprema: il rispetto delle persone che ci amano. In questo eBook gratuito è possibile leggere i primi quattro capitoli dei romanzi L’Uomo Tatuato e L’Ultimo Tatuaggio di Marco Lugli. L’eBook contiene inoltre due racconti dello stesso autore.