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Canti orfici (rist. anast. 1914)

Il caso di Campana per troppo tempo, e ancora oggi, continua a destare quella curiosità e quel fascino che hanno gli spiriti incompresi i quali sembrano avere molti più cose da dirci da morti che da vivi. La verità è che poeta incompreso Campana non lo fu mai, e se di lui e delle sua opera si cominciò a parlare diffusamente solo dopo l’internamento a Castel Pulci ciò non significa che il messaggio dei “Canti Orfici” non fosse già stato ben recepito. Al poeta non si chiederà mai di avere fama e gloria nel mondo, ma più concretamente e durevolmente di rendersi “opera”, di rendere cioè l’esistenza più bella e più degna di essere vissuta. Per quanto ad una prima lettura la sua poesia possa apparire orfana di riferimenti essa in realtà respira appieno il clima culturale italiano, e non solo, di quegli anni.
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Candido

Attraverso la parabola del povero Candido, un inguaribile ottimista, il narratore continua a “portare uno sguardo rapido su tutti i secoli, tutti i paesi, e di conseguenza, su tutte le sciocchezze di questo piccolo globo”. Pubblicato a Ginevra nel 1759, e immediatamente ristampato a Parigi, Londra, Amsterdam e altre città d’Europa, Candido consente a Voltaire di perfezionare il nuovo genere letterario da lui creato, il conte philosophique. Le convulse e mirabolanti disavventure del protagonista offrono all’autore l’opportunità di dimostrare la vanità dell’ottimismo razionalista leibniziano, che vedeva realizzato nell’universo il migliore dei mondi possibili, nonché di sviluppare una straordinaria lezione di sopravvivenza alle catastrofi della natura e della storia.
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Il cammino immortale

Con oltre un milione di visitatori dal 2005 ad oggi, Santiago di Compostela è senza ombra di dubbio una delle mete di pellegrinaggio più gettonate dei nostri tempi. Tra viandanti, mistici, coppiette in scarpe da ginnastica e turisti seduti sui sedili di comodi pullman, il medico e autore di best seller Jean Christophe Rufin affronta il suo personale “apprendistato del vuoto”. Ottocento chilometri da Hendaye, all’estremo sudovest della Francia, fino alla maestosa Cattedrale di San Giacomo. Un lungo tragitto raccontato con piglio demistificante, ironico, intenso. Tra dettagli concreti, riflessioni storiche e religiose e il desiderio di smascherare gli impostori degli ultimi chilometri, l’autore restituisce al Cammino per antonomasia la sua verità. Si tratta di una verità fatta di organizzazione capillare ed esasperante improvvisazione; di fango, case sbilenche e meravigliose coste battute dalle onde; di pellegrini solitari ingabbiati in una lunga sequenza di mode e tic alla ricerca di se stessi. È un percorso che può cominciare ovunque, e finire nella piazza dell’Obradoiro o tra le pagine di un libro. Perché anche se la caratteristica del Cammino è far dimenticare in fretta le ragioni per cui si è partiti, la strada continua ad agire su chi l’ha percorsa. Lo fa lentamente, in maniera sottile e discreta, come è nel suo stile. Un’ “alchimia dell’anima” che non necessita di spiegazioni. Basta partire, lungo i sentieri o sulla carta poco importa. Come Rufin ben sa, il Cammino immortale è fatto per chi va alla ricerca di niente. Tranne la voglia di continuare ad andare.

(source: Bol.com)

La caccia allo Snualo

Una ciurma variamente assortita e bizzarra, capeggiata da un iracondo ma amorevole Banditore, approda, dopo un lungo viaggio per mare, sulla terraferma. Scopo della spedizione: stanare e catturare lo Snualo, adorato e temuto essere di una specie sconosciuta, estroso oggetto di fa- bulazione ed entusiasmo, ma anche di timore quando si scopre che esiste un tipo di Snualo, il Bugium, dai sinistri poteri. Esso infatti provoca Fimmediata scomparsa di colui che è riuscito a stanarlo. Pubblicato nel marzo del 1876, The Hunting of the Snark si situa nella produzione letteraria di Carroll a metà strada tra le sue opere più rilevanti: cinque anni prima era uscito il secondo libro di Alice e subito dopo sarebbe cominciato il lungo lavoro del romanzo Sylvie and Bruno. Il valore di questo poemetto sta innanzitutto nei giochi linguistici e nelle stranezze delle associazioni ci è parso quindi opportuno accostare alla traduzione italiana il testo inglese.

C’è sempre una guerra

Sta succedendo agli scrittori di fantascienza quello che sembra sia successo agli strateghi del Pentagono. Per quasi vent’anni dopo Hiroshima, la loro attenzione è stata, come si dice, “polarizzata” dalla guerra nucleare totale, ossia, in pratica, dalla fine istantanea cataclismatica, della civiltà, o addirittua di ogni forma di vita sul pianeta. E su questo tema – che fa ormai parte dei temi tradizionali, obbligati, della f.s., al pari della cronomacchina e della telepatia – sono stati scritti innumerevoli romanzi e racconti, dal capolavoro all’apologo bene intenzionato. Sennonchè, col passare del tempo, si è visto che la catastrofe atomica presenta dal punto di vista narrativo un serio inconveniente: dura poco. Ci si può dilungare, naturalmente, sui precedenti e sulle conseguenze, ma resta il fatto che il dramma vero e proprio, il grande bagliore, l’enorme fungo, si consuma in cinque righe. Di qui dunque, come per i generali di Washington, la necessità di riprendere in considerazione la guerra “minore”, cioè quella guerreggiata, sia in cielo sia in terra. Con quali sensazionali innovazioni il lettore (o il critico militare) potrà vedere nei tre esemplari “studi bellici” che abbiamo raccolto in questa antologia.

Il buio nel cuore

In una cittadina del Minnesota viene rapito il piccolo Josh Kirkwood. I sospetti della polizia e di Ellen North, la giovane pubblico ministero incaricata del caso, cadono su Garret Wright, stimato psicologo e insegnante. Ma alcuni personaggi in vista sono decisi, inspiegabilmente, a difendere Wright contro Ellen.
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Breve storia dell’Inquisizione Spagnola (stampa 2006)

L’aspetto originale dell’inquisizione spagnola, messo in luce in questo libro, è che invece di servirsi del “braccio armato” offerto dall’autorità politica per sconfiggere le eresie, è stata fin dall’inizio un’istituzione fortemente voluta dal potere politico stesso. Fondata da Ferdinando il Cattolico e Isabella di Castiglia nel 1478 per verificare l’ortodossia di ebrei e musulmani convertiti al cristianesimo, l’inquisizione spagnola ha svolto per quattro secoli un’opera di repressione capillare in Spagna e nell’immenso impero coloniale spagnolo, con l’obiettivo non solo di tutelare la religione cattolica, ma anche e soprattutto di rafforzare la monarchia stessa.

Bravi ragazzi. La requisitoria Boccassini

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Dei processi Sme-Ariosto, Mondadori, Imi-Sir, che vedono imputati Brelusconi e Previti, gli avvocati Acampora e Pacifico, i giudici Squillante, Metta, Verde e Misiani, si sa poco o nulla. Gomez e Travaglio ricostruiscono giorno per giorno la storia dei tre processi e delle infinite manovre per farli saltare, e pubblicano i documenti più importanti per capire i fatti già accertati, le ragioni dell’accusa e le tesi delle difese. A cominciare dalla requisitoria orale (finora inedita) di Ilda Boccassini, nella trascrizione ufficiale del Tribunale di Milano. E poi i verbali di Stefania Ariosto, le carte svizzere, gli interrogatori di Previti, Pacifico e Squillante, la sentenza di prescrizione del Cavaliere.
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Blow out the candles

Prima di baciare il suo migliore amico, Cody Myles è sempre stato convinto di essere eterosessuale. Ha una vita costruita alla perfezione, in fuga dai dolorosi pregiudizi del luogo in cui è cresciuto, e l’ultima cosa che si aspetta è di finire a letto con un uomo che non conosce.
Jake Blanchard vive alla giornata: lavori occasionali e scopate di fortuna sono l’unico sfogo che ha per dimenticare il vuoto lasciato dalla morte del suo migliore amico, Cassian Doyle.
In Cody, Jake vede soltanto uno sfogo, un tentativo di annullare i pensieri, che l’altro è più che felice di assecondare. Non sono necessarie parole, entrambi possono sopravvivere con i loro segreti. Quando si ritrova costretto a chiedergli aiuto, però, Jake scopre ben presto che Cody è una persona a cui è fin troppo semplice affezionarsi. Anche se tra quelle parole non dette si celano una notte di sbagli e una bambina rimasta sola al mondo.
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### Sinossi
Prima di baciare il suo migliore amico, Cody Myles è sempre stato convinto di essere eterosessuale. Ha una vita costruita alla perfezione, in fuga dai dolorosi pregiudizi del luogo in cui è cresciuto, e l’ultima cosa che si aspetta è di finire a letto con un uomo che non conosce.
Jake Blanchard vive alla giornata: lavori occasionali e scopate di fortuna sono l’unico sfogo che ha per dimenticare il vuoto lasciato dalla morte del suo migliore amico, Cassian Doyle.
In Cody, Jake vede soltanto uno sfogo, un tentativo di annullare i pensieri, che l’altro è più che felice di assecondare. Non sono necessarie parole, entrambi possono sopravvivere con i loro segreti. Quando si ritrova costretto a chiedergli aiuto, però, Jake scopre ben presto che Cody è una persona a cui è fin troppo semplice affezionarsi. Anche se tra quelle parole non dette si celano una notte di sbagli e una bambina rimasta sola al mondo.

Berserker – La morte azzurra

L’universo dei Berserker è diventato ormai uno dei luoghi classici della sf: da quando Fred Saberhagen lo ha inventato negli anni Sessanta, migliaia di lettori si sono appassionati alle micidiali vicende delle sue macchine assassine che viaggiano nello spazio interstellare con lo scopo di distruggere ogni forma di vita si pari sul loro cammino. *La morte azzurra* , scritto nel 1985 e pubblicato subito dopo *Il trono dei Berserker* (che i nostri lettori già conoscono), è una delle più recenti avventure degli implacabili segugi dello spazio che hanno, da soli, rinverdito e aggiornato in modo intelligente il classico filone della space opera.

Berserker

*Berserker* è un’antica parola germanica che tra i popoli del nord indicava i guerrieri invasi dal furore della battaglia: noi diremmo gli “assatanati” della carneficina. Nell’aggiornamento rigorosamente fantascientifico immaginato da Fred Saberhagen, il furioso sostantivo designa una micidiale classe di astronavi che un’antica guerra spaziale ha lasciato in eredità a chi si avventura sulle rotte della galassia: totalmente automatiche, senza equipaggio e senza altro proposito che quello di distruggere chiunque di pari sul loro cammino, le astronavi assassine sembrano uscite da un incubo tale da far rabbrividire anche i più pacati lettori di URANIA. Perchè nello spazio nessuno è al sicuro dalla minaccia dei Berserker e del loro antico, millenario segreto.

Bank shot. Come sbancare il lunario

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Dopo “The Hot Rock” continua la saga degli “Ineffabili cinque” e di Dortmunder, genio del crimine, l’uomo in grado di rubare qualsiasi cosa. Questa volta la banda viene coinvolta in una rapina che prevede il furto di un’intera banca (dato che la banca in questione si trova su quattro ruote). Le “solite complicazioni” e la sfortuna che sempre li perseguita, costringeranno i nostri a scappare inseguiti da tutta la polizia di New York. Il piano, minuziosamente ideato da Dortmunder, porta i ladri ad un finale comico: un rocambolesco inseguimento attraverso Long Island che diventa quasi un gioco a guardie e ladri, in un susseguirsi inarrestabile di colpi di scena.
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