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S.O.S. dischi volanti

L’autore sostiene, attraverso le vicende di questo interessantissimo romanzo, la tesi che l’amore è la forma maggiore dell’universo e che l’intelligenza, da sola, non può portare alla perfezione. Vediamo infatti un popolo che sembra abbia raggiunto il più alto grado di civiltà e di perfezione; gli abitanti, dal cervello smisuratamente sviluppato, di un pianeta sconosciuto, che visitano periodicamente la Terra sui loro dischi volanti e sono giunti alla conclusione che la Terra sia popolata di esseri ancora primitivi e perciò da incivilire, guarendoli da ciò che essi considerano una deleteria, terribile malattia: il sentimento. Questo popolo di nani dalla grossa testa, infatti, non conosce il sentimento, agisce soltanto per puro ragionamento e ha raggiunto quella che crede la perfezione. Un nano, catturato col suo disco da un pilota terrestre, finisce per intendersi con questo e per capire, quando lo vede esporre la propria vita per salvarlo, che l’amore non è una malattia, ma qualcosa di grande, meraviglioso e potente che porta l’uomo o comunque l’essere pensante a superare tutti i propri limiti, cosa che invece il puro intelletto non riesce a fare. E’ questo il primo romanzo di autore tedesco che la collezione Urania presenta ed è steso con la precisione, la meticolosità d’analisi, la logica e l’intelligenza di un profondo psicologo che sa trarre dalla sua scienza voli di poesia. Siamo sicuri che il lettore seguirà, affascinato e conquistato, la vìcenda sempre vivace, interessante e profondamente umana di questo romanzo.
Copertina di Curt Caesar

Ronnie, Mio Padre

Ronnie Cornwell era in assoluto il più sfrontato truffatore che si potesse incontrare nella Gran Bretagna del dopoguerra. Elegante e disinvolto, brillante e temerario, nessuno più di lui sembrava attendibile e degno di fiducia. In realtà, a causa dei ripetuti fallimenti e degli enormi debiti, finì più volte in prigione. Eppure, fino all’ultimo giorno della sua vita, rimase sotto ogni aspetto un uomo assolutamente rispettabile. Così, almeno, lo ricorda il figlio John le Carré (il cui vero nome è David Cornwell), in questo straordinario racconto autobiografico. Ma qual è la verità? E in che modo viene trasformata dall’affetto e dalla memoria? Domande importanti, ineludibili, che il grande scrittore non esita a porsi nel momento in cui decide di investigare sul mistero del genitore dal quale è stato in fuga per tutta la vita. Sincero e disincantato, *Ronnie, mio padre* è un gioiello di ricostruzione psicologica, un sofferto e delicatissimo omaggio a una figura paterna che ai propri umani limiti trova riscatto in un’esistenza che ha le movenze del romanzo.

Romanzo Matematico: Romanzo Nella Storia Della Matematica

Cosa c’entra la luna delle femmine con gli specchi ustori di Archimede?Cosa c’entra l’inferno dei maschi con il Paradiso di Cantor, il pazzo e geniale matematico della teoria degli insiemi?Cosa c’entrano i viaggi fra le galassie con la matematica?Lo narra questo “Romanzo matematico” romanzo fantascientifico nella storia della matematica.Un romanzo d’avventura che descrive in modo rigoroso, ma semplice e divertente lo sviluppo della matematica, dagli albori ad oggi.In questo racconto il protagonista – quello umano – viene sequestrato da esseri provenienti da un mondo extra galattico. Sull’astronave è presente l’altro protagonista – quello alieno – in missione per apprendere la matematica terrestre e per tentare di carpirne un segreto. Infatti una leggenda pervade i popoli dell’Universo. Si dice che i primitivi, rozzi e un po’ stupidi terrestri possiedano inconsapevolmente un segreto, nascosto tra le pieghe della loro matematica. Un segreto che taluno bisbiglia altri sbandiera e altri ancora sberleffa, un segreto, un grande segreto, il segreto dell’immortalità. Per carpirlo gli alieni giunti sulla Terra si apprestano a strizzare il cervello dell’umano sequestrato. Ma poiché circostanze drammatiche impongono alcuni viaggi interplanetari prima del rilascio dell’umano, quest’ultimo viene trasformato, con una tecnica avanzatissima di condizionamento, in una sorta di medium per trasmettere agli alieni le conoscenze di matematica dei terrestri, a partire dagli albori, cioè da prima ancora che l’uomo imparasse a contare, fino alle ultime teorie contemporanee. In una sorta di fuga nello spazio l’umano e l’alieno peregrinano fra mondi e luoghi impossibili, sulla luna delle femmine, sul pianeta terribile dei maschi tra guerre stellari e agguati di pirati galattici. La relatività di Einstein è il nodo su cui si chiudono i due fili conduttori: quello dello sviluppo delle idee matematiche e quello del racconto fantastico, che trova la sua conclusione in una particolare interpretazione del tempo.Con note e bibliografia.

Rivali E Amanti

Elise Arundel non intende lasciare che qualcuno minacci il successo della prestigiosa agenzia di incontri che dirige. Il suo programma per accoppiare le persone giuste è pressoché infallibile e non sarà Dax Wakefield a spaventarla. Certo, il tycoon della televisione è un uomo molto potente, oltre che affascinante e sexy, ma non riuscirà a screditarla, con l’accusa di voler accalappiare uomini ricchi per conto di arrampicatrici sociali senza scrupoli. Per provare l’imparzialità del suo lavoro, Elise propone a Dax una sfida: troverà per lui l’anima gemella. Ma quando il programma lo accoppia proprio con Elise, lei non sa che cosa fare.

Requiem per Laurie

Un professore di lettere, una cittadina di provincia, la tranquilla vita di tutti i giorni. Poi, all’improvviso, in classe entra un’allieva particolarmente intelligente. Ragazzina scontrosa, torturata, dalla vita misteriosa. Non è capace di farsi molti amici, tanto è vero che ben presto le sue compagne di scuola sono costrette a intonare un «requiem» per lei. E il povero professore di lettere scopre un mondo che gli fa paura, il mondo dei sobborghi e dei locali malfamati. Ma vi si immerge fino al collo, nel tentativo di scoprire il perché della morte della sua allieva. Da professore a «detective» il passo è lungo, soprattutto quando la Polizia non vuole saperne di essere aiutata da un «saccentone» buono solo a declinare verbi. Ma l’insegnante non si arrende e, dopo essersi scontrato con vari «duri» e dopo aver preso botte a non finire, riuscirà a risolvere il mistero di Laurie, la ragazzina morta troppo presto.

Realismo Capitalista

Un celebre adagio (di volta in volta attribuito a Slavoj Žižek o a Fredric Jameson) recita che è più facile immaginare la fine del mondo che la fine del capitalismo. Lo slogan There Is No Alternative tanto caro a Margaret Thatcher è stato infine adottato anche dalla sinistra liberale, e nemmeno la crisi del 2008 è riuscita a scalfire la generalizzata convinzione che, fuori dal capitalismo, sia impossibile ipotizzare strade altre. Ma qual è l’effetto di questo «realismo capitalista» sul nostro immaginario? E qual è il suo ruolo nel diffuso sentimento di rassegnazione e infelicità che permea le nostre vite?In questo breve ma fondamentale testo che ha avuto un impatto enorme sugli ambienti culturali in primo luogo anglofoni, il critico e teorico Mark Fisher ragiona su come il realismo capitalista abbia occupato ogni area della nostra esperienza quotidiana, e si interroga su come sia possibile combatterlo. E lo fa attraverso esempi presi non solo dalla politica, ma anche dai film e dalla narrativa di fantascienza, dalla musica pop e dalla televisione.Con Realismo capitalista, Fisher ha firmato una delle più penetranti, illuminanti e dolorose analisi del mondo in cui viviamo. Ma Realismo capitalista è anche un testo che apre all’idea di possibilità, e che ribadisce che un’alternativa c’è. Leggerlo, per dirla con lo scrittore e poeta Alex Niven, è come «tornare a respirare dopo tanto, troppo tempo trascorso sott’acqua».Mark Fisher (1968-2017) è stato scrittore, critico musicale, filosofo e attivista. Ha scritto tra gli altri per il Guardian, il New Statesman e per il mensile The Wire, oltre ad aver tenuto per anni K-Punk, uno dei più seguiti blog di cultural theory in lingua inglese.

Re, donna, fante

Come un organismo che guizza e respira, questo romanzo nato due volte nell’universo creativo di Nabokov – all’origine in russo e quarant’anni dopo in inglese – vive nell’occhio che coglie il gesto più remoto e più preciso dell’esperienza comune, quello che infallibilmente colpirà il segno e accenderà la «scintilla sensoriale». Il naturalista incantatore si concentra sul dettaglio, lo isola, lo disperde, lo rifrange e con noncuranza ci restituisce una realtà chiara e non più revocabile. In una Berlino immaginaria, riflessa nelle vetrine, nelle pozzanghere, nelle lenti degli occhiali e negli specchi – quelli che riverberano un’identità molteplice e quelli che ingigantiscono e deformano i tratti –, Nabokov seziona e riassume tre figure e tre gradi della coscienza, tre stadi della percezione di sé e degli altri: dal malessere profondo e ottundente alla gretta volgarità con il suo lessico primitivo, fino a un intreccio più sottile di aspettative e delusioni. Giocando con le visite a sorpresa di amanti e di mariti, con il *trompe-l’œil* di falsi sbocchi e interpretazioni, con manichini semoventi e incidenti automobilistici, Nabokov ci descrive la bellezza vuota e rapace di una donna fredda, l’estasi labile e sgomenta di chi l’ammira, la felice astrazione di chi guarda e non vede. *Re, donna, fante* è apparso dapprima in russo nel 1928 e poi in inglese nel 1968.

Razza e Storia, Razza e Cultura

Fin dai primissimi anni Cinquanta, Claude Lévi Strauss levò la sua voce nel nascente dibattito sul problema del razzismo. Lo fece con “Razza e storia” dove attribuiva al carattere etnocentrico proprio della civiltà occidentale la responsabilità della nascita delle teorie naziste. A suo parere era essenziale rifiutare l’idea del primato dell’Occidente. Queste riflessioni furono sviluppate e corrette nell’intervento, datato 1971, dal titolo “Razza e cultura”. I due scritti sono stati raccolti in questo volume e stupiscono per la tragica attualità di quanto denunciano. In appendice viene presentata l’intervista rilasciata da Lévi Strauss nel giugno 2000 a Marcello Massenzio.

Racconti ultimi

Sotto il titolo Racconti Ultimi si raccolgono in questo volume, per la prima volta in versione italiana, alcuni testi di redazione molto tarda (risalenti tutti agli anni 1888-1889), che tuttavia possono essere annoverati tra le opere narrative più notevoli di Villiers. Insieme all’assoluto magistero stilistico, il lettore ritroverà in essi temi ed atteggiamenti in buona misura tipici del mondo dell’autore di Racconti crudeli: la satira dell’eroe trionfante del nostro tempo, l’uomo mediocre, a cui pure capita di subire un’inconsueta lezione (L’amore sublime) la fermissima istanza antirealista – direbbe nell’arte come nella vita – che la realtà “così com’è” non esaurisce nemmeno lontanamente il campo del possibile, come la vicenda paradossale di Alexis Dufrêne ne L’eletto dei sogni esemplarmente dimostra; il disprezzo per la politica del potere e le sue leggi, inesorabili ed assurde, evidente nel grottesco Mastro Pied e per contro l’elogio del candore disarmato, dell’innocenza primitiva, dell’ingenua e insieme fedeltà all’ideale (L’amore più bello). Ma è probabilmente ne Le figlie di Milton (“Milton, cieco, detta Il Paradiso perduto alle figlie. Tuttavia ecco che in strada passa un reggimento con la banda in testa. Le figlie trascurano il lavoro e vanno alla finestra per veder sfilare gli aitanti militari Frattanto, il poeta continua a dettare versi sublimi… che andranno perduti per sempre”) che va cercato l’esito più alto dell’intera raccolta. Con accenti decisamente inclini all’amarezza, Villiers sembra voler rappresentare nel destino di un emblematico alter ego, quello doloroso di grande misconosciuto che, a causa dell’indifferenza e della superficialità di un pubblico distratto quanto incolto, fu il suo.

Quelli che restano

La notizia di una prostituta brutalmente uccisa è di quelle che scorrono veloci nei notiziari: poche righe, delitto irrisolto, caso chiuso. Chess è un ex sbirro dell’Usine, con l’anima piena di cicatrici e gli occhi persi nel fondo di una bottiglia di rhum, ma la morte la fiuta meglio di chiunque altro. E quando Fortune, il magnaccia della prostituta massacrata, gli chiede di trovare l’assassino, accetta l’incarico sfoderando il vecchio istinto da cacciatore di taglie.
Comincia nel modo più sporco un’indagine imbevuta di ombre e di un amore pieno di malinconia: quello per Dinah, una donna divisa tra il freddo marziale della polizia parigina e il bisogno di sentirsi importante per l’uomo che ama ancora. Sarà lei a tenere Chess per mano, lavandogli le ferite inferte dalla ricerca disperata di un colpevole che sfugge come nebbia fra le mani. E mentre il male alligna fra i bistrot imbottiti di blues che sbiadiscono nelle tinte di grafite dell’alba, Chess rovista come un lupo notturno fra le pieghe di una città popolata da angeli neri e criminali da due soldi per scoprire che la cancrena della violenza è arrivata a corrompere anche la Polizia.
Nel secondo episodio del ciclo inaugurato con Dead End Blues, Hugues Pagan ritrae una Parigi trasfigurata e vampiresca, teatro silenzioso di un’inquietante danza macabra che diventerà, un passo dopo l’altro, la discesa lungo la china di un inferno urbano.

QualityLand. Per ottimisti

QualityLand è un paese dove domina la qualità, e la tecnologia risolve ogni problema. I robot aiutano nelle faccende domestiche e sul lavoro, senza nemmeno doverglielo chiedere, e quando hanno anche solo un difettuccio, be’, si demoliscono e se ne acquistano di nuovi. Le persone, classificate in livelli dal sistema, non devono neppure preoccuparsi di cercare l’anima gemella, perché ci pensa un programma informatico a elaborare miliardi di informazioni e a far incontrare i due soggetti con la massima affinità possibile. Sembra tutto semplice e perfetto, finché un giorno Peter, titolare di un negozio di rottamazione di robot, riceve tramite un drone un prodotto che è sicuro di non desiderare e decide di fare di tutto per restituirlo. Ma se Peter ha ragione, allora l’algoritmo che ha fatto in modo che gli fosse recapitato ha torto e così vengono meno le fondamenta stesse di QualityLand.
Spassoso e distopico, l’avventuroso romanzo di Kling fa riflettere sul futuro e sul presente.

Psychokiller

Milano è scossa da una serie di omicidi. Un assassino riprende le proprie vittime mentre le soffoca per poi spedire i video dei loro ultimi istanti di vita alla polizia. Il destinatario dei macabri filmati è il tormentato commissario Diego Ruiz, un “sopravvissuto”, alcolista e fumatore incallito, che insieme alla sua squadra si trova a dover indagare contemporaneamente su questo killer e su una strana rapina in banca. Ben presto la Questura chiede aiuto a Gaia Virgili, una giovane e brillante profiler, arrivata da poco a Milano per seguire un altro caso, quello del “killer delle donne sole”. La dottoressa disegna il profilo di un uomo instabile e pericoloso, una sorta di vendicatore solitario molto astuto che ha lanciato apertamente una sfida agli inquirenti invitandoli a catturarlo prima che uccida ancora. Inizia così una lotta contro il tempo, mentre il piano dell’assassino assume via via contorni sempre più definiti. Ma ogni volta che l’indagine sembra giungere a un punto di svolta, una mossa a sorpresa del killer spinge Ruiz a rivalutare l’intera lista dei sospetti. In una Milano attualissima e brillantemente descritta, Paolo Roversi muove con maestria personaggi dalla doppia faccia, sbirri senza scrupoli e fuori dagli schemi, donne affascinanti e pericolose.

Profezie

In questo libro Sylvia Browne, la sensitiva nota in tutto il mondo, utilizza il suo speciale dono per rileggere le predizioni che nel corso della storia sono state fatte dai veggenti, dai profeti biblici fino gli scienziati della NASA. Rendendo omaggio a grandi figure come Nostradamus, Madame Helena Blavatsky, Edgar Cayce, l’autrice rivela non solo come fanno i profeti a conoscere il futuro ma anche come smascherare i ciarlatani. Inoltre in Profezie Sylvia Browne prova a rispondere a diversi interrogativi sul destino dell’umanità approfondendo argomenti fondamentali, dallo sviluppo tecnologico alle sorti dell’ambiente, dalla cura per molte malattie alla pace nel mondo, fino all’evoluzione sociale, economica e politica.

Prodigy (Versione Italiana)

“Le preoccupazioni di Day sulla mia incolumità adesso sono calzanti. Il piano sembra buono, ma qualcosa potrebbe sempre andare storto. E se invece di condurmi dall’Elector, del quale dovrei conquistarmi la fiducia prima di ucciderlo, mi sparassero nell’istante in cui mi trovano? Oppure potrebbero legarmi a testa in giù in una stanza per gli interrogatori e picchiarmi fino a farmi perdere i sensi. L’ho visto succedere un milione di volte. Potrei essere morta prima della fine della giornata, molto prima che l’Elector venga a sapere del mio ritrovamento. Ci sono un sacco di cose che potrebbero andare storte.
Per questo devo concentrarmi, ripeto a me stessa. E se guardo Day negli occhi non ci riesco.”
Niente è quello che appare e la violenza regna sovrana: che senso ha credere ancora nell’amore?
June e Day arrivano a Vegas dopo essere miracolosamente sfuggiti all’ingiustizia della Repubblica quando l’inconcepibile accade: l’Elector Primo muore e il figlio Ander prende il suo posto. Mentre la Repubblica sprofonda nel caos, i due giovani ribelli si uniscono ai Patrioti nel disperato tentativo di salvare il fratello di Day, Eden. E i Patrioti accettano, ma a una condizione: June e Day dovranno prima uccidere il nuovo Elector. Peccato che Ander non abbia niente a che vedere con il suo crudele genitore.