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Il buon vecchio sesso fa paura

Sette racconti, sette stanze, e non solo da letto, perché Arlene Heyman, psicanalista newyorkese qui al suo primo libro, si cimenta in una narrazione veritiera e complessa, talora sgradevole, vissuta e voyeuristica insieme, raccontandoci storie di corpi desideranti al di là dell’età, degli anni, della malattia. Corpi vecchi, «ogni ruga in evidenza, come in un quadro di Lucian Freud», che l’autrice rende protagonisti dentro la loro età, e giovani corpi attraenti, «minigonna arancione, morbida camicetta in tinta, niente reggiseno». Corpi che si trovano o si perdono, come in “Gli amori della sua vita”. Corpi sottratti a se stessi dal deterioramento, come in “Happy Isles” e “Ballando con Matt”. Corpi che si ribellano all’età e all’usura sfidando le convenzioni e provocando in chi legge una molteplicità di sentimenti: spavento, imbarazzo, intesa. Ci si sente messi in scacco, e costretti a stare al gioco, perché non è dato, leggendo, di far finta di nulla. Non sono spettri quelli che si aggirano in queste pagine, bensì donne e uomini in carne e ossa, toccati dalla vita e per questo toccanti. Heyman raccoglie in questi racconti, scritti in un lungo arco di tempo, la propria esperienza umana, elaborando materiale biografico e onirico, verbalizzando il non detto, gli slanci e i conflitti delle relazioni umane. Esplora la zona grigia dei rapporti amorosi, ne indaga i rimpianti e lo sconcerto.
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Buon Natale, Gesù Bambino

Sette racconti e sette poesie per rievocare i Natali di un’infanzia lontana, quella di una grande scrittrice nell’Austria povera del dopoguerra. Piccole liti di vicinato, desideri modesti e desideri impossibili, convinzioni scosse da nuove certezze: i bambini di Christine Nöstlinger, raccontati con ironia e partecipazione, vivono un Natale molto diverso dai nostri, in cui l’immaginazione conta molto di più del numero di pacchetti accatastati sotto l’albero.

Il buio si avvicina

Un luogo antico, decadente, quasi abbandonato. Ormai abitato solo da barboni e senzatetto. Tutti giovani, dallo sguardo ebete, che vagano privi di uno scopo. Vegetano più che vivere, senza potersi allontanare da lì. La morte li attende fuori dai confini. Questo è ciò che scopre per caso un giornalista. Potrebbe essere lo scoop che tanto attende, ma ben presto si trasforma in un incubo da cui non può più uscire. C’è qualcosa di inumano in quegli esseri, anche se sembrano innocui. Il buio li ha portati, e il buio tornerà a riprenderli molto presto. Quella è la vera minaccia. Tuoni a ciel sereno che annunciano il suo arrivo. Fulmini senza pioggia. Poi tutto quel nero, a cui non c’è scampo. Sta arrivando, è sempre più vicino.

Buio prendimi per mano

Pat Kenzie riceve da una nota psichiatra l’incarico di proteggere il figlio perseguitato da minacce e messaggi anonimi. Sembra un caso di facile soluzione. È l’inizio di un incubo. Una serie di terrificanti omicidi, apparentemente senza legame, lo riporta di prepotenza nel passato, agli anni dell’adolescenza, vissuti nel quartiere degradato di Dorchester a Boston. Le vittime, su cui l’assassino ha infierito orribilmente, crocifiggendole e mutilandole, sono tutte persone che Pat Kenzie ha conosciuto. Nel corso di una frenetica caccia all’uomo, condotta anche con l’aiuto di Angie Gennaro e del fedele Bubba Rogowski, Pat si rende conto che il prossimo bersaglio potrebbe essere lui…
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Il buio oltre la siepe: romanzo

In una cittadina del “profondo” Sud degli Stati Uniti l’onesto avvocato Atticus Finch è incaricato della difesa d’ufficio di un “negro” accusato di violenza carnale; riuscirà a dimostrarne l’innocenza, ma l’uomo sarà ugualmente condannato a morte. La vicenda, che è solo l’episodio centrale del romanzo, è raccontata dalla piccola Scout, la figlia di Atticus, un Huckleberry in gonnella, che scandalizza le signore con un linguaggio non proprio ortodosso, testimone e protagonista di fatti che nella loro atrocità e violenza non riescono mai a essere più grandi di lei. Nel suo raccontare lieve e veloce, ironico e pietoso, rivive il mondo dell’infanzia che è un po’ di tutti noi, con i suoi miti, le sue emozioni, le sue scoperte, in pagine di grande rigore stilistico e condotte con bravura eccezionale.

Il buio oltre la notte

Mentre Harry Bosch, irrequieto detective della Polizia di Los Angeles, sta cercando di incastrare un presuntuoso e violento produttore cinematografico accusato di omicidio, Terry McCaleb, ex-agente dell’FBI, trascorre tranquillamente la sua vita sull’isola di Catalina con la giovane moglie e la piccola Cielo. Ha inaugurato una nuova attività – organizza battute di pesca di altura per i turisti – ed è convinto di aver chiuso per sempre con le indagini e gli omicidi. Ma un giorno è lui a restare preso all’amo: l’FBI ha ancora bisogno della sua lucida freddezza per tracciare il profilo di un assassino spietato, un sadico che uccide le sue vittime lentamente, strangolandole con efferata crudeltà.
Tutti gli indizi che McCaleb inizia a raccogliere sembrano portare in un’unica direzione, verso Harry Bosch, il cui presente è affollato di vaste zone d’ombra. L’incontro, e lo scontro, è inevitabile. E mentre Bosch vede nell’analista dell’FBI un uomo che ha saputo ricostruirsi una vita, che guarda a essa con un ottimismo che a lui è sempre stato negato, McCaleb vede un poliziotto solitario e tormentato, che si ostina a vivere in una casa dichiarata inagibile, non sopporta i suoi capi e, forse, porta il marchio infamante dell’omicidio.

(source: Bol.com)

Il buio nel cuore

Il suo lavoro, la sua arte, è uccidere. Come killer professionista è superbo: pieno di inventiva, efficiente, preciso, gelido. Perciò il lavoro non gli manca. Ma l’incarico che deve sbrigare adesso, a tutti i costi, impegna a fondo le sue energie e le sue risorse. Una donna che si fa chiamare Shella ha intravisto, per un attimo, un volto nascosto da una maschera d’acciaio; e la caccia comincia, nei quartieri malfamati, nei locali di striptease, nei covi neonazisti, negli oscuri meandri della prostituzione e dello spaccio di droga. uccidere.
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Il buio dietro di me

Nel 1993 tre ragazzi dell’Arkansas (Jason Baldwin, Jessie Misskelley e Damien Echols) sono arrestati con l’accusa dell’omicidio di tre bambini. Il processo, celebrato in un clima di isteria collettiva, usò false testimonianze e prove incerte. Ma bisognava trovare subito un colpevole. Baldwin e Misskelley furono condannati all’ergastolo; Echols, considerato il capo del gruppo, fu spedito nel braccio della morte. Nei diciotto anni che seguirono, mentre Echols attendeva in carcere l’esecuzione della pena, che poteva essere decisa da un giorno all’altro, si consolidò un enorme movimento che lavorò per dare sostegno e riaprire il processo. Numerosissime furono le persone del mondo dello spettacolo che si mobilitarono per raccogliere fondi. Nel 2011, dopo aver preso in considerazione una serie di nuove prove, la Corte e lo Stato dell’Arkansas decisero di rilasciare i tre detenuti. Echols fu scarcerato ad agosto. Da allora vive a New York, con Lorri, la donna conosciuta e sposata durante la detenzione, che per anni ha coordinato il movimento, e ne è stata la prima scintilla. *** «Damien Echols ha trascorso da innocente diciott’anni nel braccio della morte. Miracolosamente, nell’incubo indescrivibile in cui è finito, ha trovato il coraggio e la forza non solo di sopravvivere, ma anche di crescere, scrivere, perdonare e capire. Il buio dietro di me è un racconto straordinario, doloroso e positivo. La storia di un’infanzia senza speranza, una pena ingiusta, una detenzione brutale e l’inizio di una nuova vita». John Grisham *** «Mi sono subito sentito vicino a Damien… ricordo di essere stato spesso percepito come un “freak”, una persona diversa, se vogliamo. Capisco come ci si sente a essere giudicato piú per quello che sembri che per quello che sei». Johnny Depp

Buio

Nel tepore ingannevole di un maggio malato, il raccogliticcio gruppo di investigatori comandato da Gigi Palma si trova a fronteggiare un crimine terribile: un bambino di dieci anni, nipote di un ricco imprenditore, è stato rapito. Le indagini procedono a tentoni, mentre il buio si impadronisce lentamente dei cuori e delle anime e la morsa di una crisi di cui nessuno intravede l’uscita stravolge le vite di tanti, spegnendo i sentimenti piú profondi. Anche un banale furto in un appartamento può nascondere le peggiori sorprese. I Bastardi dovranno essere piú uniti che mai, per trovare insieme la forza di sporgersi su un abisso di menzogne e rancori dove non balena alcuna luce. Intanto, nel commissariato piú chiacchierato della città, i rapporti di lavoro e quelli personali si complicano, e il vecchio Pisanelli prosegue la sua battaglia solitaria contro un serial killer alla cui esistenza nessuno vuole credere. *** I BASTARDI DI PIZZOFALCONE Luigi Palma, detto Gigi: commissario. Non compare ma c’è. È alla ricerca di un po’ d’ordine, dentro e fuori. Giorgio Pisanelli, detto il Presidente: vicecommissario. Vive con troppi fantasmi. È alla ricerca dei veri motivi. Giuseppe Lojacono, detto il Cinese: ispettore. Un uomo che medita. È alla ricerca di un nuovo sorriso. Francesco Romano, detto Hulk: assistente capo. Un uomo che ha troppa fretta. È alla ricerca del passato che non torna. Ottavia Calabrese, detta Mammina: vicesovrintendente Ricuce e intuisce. È alla ricerca di qualcos’altro. Alessandra Di Nardo, detta Alex: agente assistente La ragazzina con la pistola. È alla ricerca di un altro qualcosa. Marco Aragona, vorrebbe essere detto Serpico: agente scelto. Un uomo e i suoi occhiali. È alla ricerca di non sa cos’altro. Ognuno di loro ha qualcosa da trovare. O anche solo da cercare.

Le bugie hanno le gonne corte

Dora ha ventidue anni, studia al college, anche se ancora non ha capito esattamente cosa, e per mantenersi lavora in una caffetteria, insieme ”all’uomo della sua vita”, che purtroppo, però, nonostante gli inequivocabili segnali che lei gli ha inviato, non ha ancora fatto la prima mossa. Dora non ha mai conosciuto i suoi genitori ed è stata allevata da Mimi, sua nonna, l’irresistibile ed eccentrica proprietaria di un negozio di abiti vintage: quanto di più lontano possa esistere dallo stereotipo di torte di mele e golfini fatti a mano. Per anni Mimi ha tenuto da parte gli abiti più belli per Dora, creandole un armadio che farebbe invidia a qualunque donna, ma la cosa ha sempre lasciato indifferente sua nipote, che si ostina a indossare solo jeans e t-shirt multicolore. Dora non riesce a condividere l’entusiasmo di sua nonna per lo shopping: l’idea che i vestiti possano essere qualcosa di più di un semplice oggetto non l’ha mai sfiorata. Quando, però, Mimi viene ricoverata in ospedale, Dora è costretta a tornare a casa e a occuparsi del negozio e di tutte le affezionate clienti. Già dai primi giorni scopre l’anima segreta del negozio che Mimi non le aveva mai rivelato; sua nonna, infatti, ha cucito sulla fodera di ogni abito una storia, legandolo indissolubilmente a una particolare cliente. Ben presto Dora si farà coinvolgere dal gioco creato dalla nonna e si metterà alla ricerca di un vestito fatto apposta per lei che la porti, per la prima volta, a incontrare il vero amore.
(source: Bol.com)

Le bugie di Hollywood

La magia di Hollywood è tutta qui: nel fascino della menzogna. Una menzogna che non è solo sfondi di cartapesta e ricostruzioni di ambienti anni Cinquanta. E soprattutto il gioco ripetuto di quella finzione più ampia e onnicomprensiva che le vite hollywoodiane hanno scelto di servire con dedizione totale: con lo spirito irridente e di superficie di chi ha capito che l’apparenza è molto più seducente della verità. Ecco allora un mondo fatto di ipocrisia e di promesse non mantenute, ma anche di bugie in grado di dare forma alla realtà, un mondo dove basta mettersi un parrucchino per smettere di essere calvi, o pronunciare ad alta voce le proprie illusioni per farle esistere.
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Le bugie della scienza

## Los científicos engañan desde siempre, y no sólo los mediocres; entre la nómina de falsificadores nos encontramos con los nombres de prestigiosos premios Nobel y con los creadores de la ciencia moderna. […] Desde que la ciencia pasó de voca- ción a profesión, se engaña por dinero: para poder financiar investigaciones, proyectos, instituciones, o por el mero afán de lucro, gracias al cobro de patentes. El fraude científico ha pasado a ser un hecho habitual, y para combatirlo se han creado comisiones investigadoras especializadas.
## Del libro
El engaño siempre ha sido un arte. Desde hace algún tiempo se ha convertido también en una ciencia.(…). Se trata de una disciplina de vanguardia que no constituye una materia de enseñanza pero que ya forma parte de la cultura de los científicos profesionales (…)
La engañología es la ciencia que enseña a los científicos cómo engañar a otros científicos. Estos, a su vez, convencen a los periodistas, quienes finalmente se encargan de seducir a las masas. (…). El objetivo real lo constituyen los científicos que forman parte de los organismos estatales que financian la investigación y que son los que tienen el poder de decidir qué estudios y qué investigadores deben obtener la ayuda económica y a cuánto debe ascender.
La engañología, pues, enseña a quien no lo es a disfrazarse de científico exitoso y señala el camino que le permitirá surgir de entre la masa de más de tres millones de investigadores que hoy colman los laboratorios. Esta ciencia incluye dos secciones: una burocrática y otra más técnica. La burocrática es la parte más fácil, aunque no por ello menos importante (…). Incluye una sección que explica a los falsificadores más ambiciosos de qué manera pueden implicar a los organismos administrativos y políticos hasta lograr transformar en asuntos de Estado las disputas entre científicos.
Sin embargo, el verdadero núcleo de la engañología es la parte técnica (…). En la base de una sólida aunque falsa reputación científica se encuentran siempre y ante todo los trucos bibliográficos, que van desde la publicación del mismo artículo (si bien con otro título) en la mayor cantidad posible de revistas, pasando por la divulgación de datos inventados (técnica que permite publicar muchísimo en poco tiempo y con poco esfuerzo), hasta el plagio descarado; existen también el robo de ideas, de material de experimentación, de los apuntes de colegas, y la sustracción de tablas, cuadros y fotografías. Es esencial la violación de los protocolos de laboratorios y de los registros, que no son de gran ayuda si no están acompañados por ese toque de prestidigitador que permite orientar el experimento hacia donde se desea, o de la posibilidad de recurrir, e caso de necesidad, al fraude en sí mismo como el falseamiento de una prueba, o la manipulación (mejor por la noche) de animales y material de experimentación. Existe también una técnica para descubrir cosas y efectos que no existen y otra que enseña la forma de reivindicar la primacía de un descubrimiento que otros llevaron a cabo. Finalmente, es fundamental el conocimiento profundo de los trucos estadísticos, que otorgan la posibilidad de hacer que los cálculos siempre se correspondan, y de sostener con rigor matemático toda idea surgida de la fantasía que el falsificador debe poseer como requisito esencial.
La difusión de estas «capacidades» es lo que produjo el increíble aumento que se dio recientemente de las teorías y descubrimientos científicos falsos, y que convirtió en un hecho dramático para la ciencia la distinción entre lo verdadero y lo falso (…).
(…) las estafas actuales constituyen un fenómeno reciente, asociado al sistema de financiación de la investigación adoptado en los Estados Unidos después de la Segunda Guerra Mundial y que luego se difundió en todos los países occidentales. Le engañología nace virtualmente cuando la ciencia de vocación se transforma en profesión y, concretamente, con la Big Science, la ciencia de los grandes proyectos, que nació amparada por el dinero después de 1945. En esa época de ideó el sistema de financiación de la investigación científica que ha creado el clima de competitividad responsable no sólo de las falsificaciones sino también de la amplia red de complicidades entre los científicos, universidades y organismo de financiación que se esconde detrás de todo fraude (…). Hoy en día, cuando la población científica ha aumentado, las financiaciones han disminuido y la creatividad media del científico ha decaído, el mismo sistema empuja al investigador a delinquir simplemente para sobrevivir. Hoy, a fin de cuentas, se engaña por dinero; antes se hacía por una idea (…)».

Una brutta faccenda

‘*Il commissario Bordelli, un antieroe disilluso ma assolutamente autentico nelle ragioni del suo esistere. Un uomo che riconosci come vero e che non è facile dimenticare.*’
Andrea Camilleri

‘*Ci piace, il commissario Bordelli, per quel clima nostalgico da ‘come eravamo’, per un’attenzione, che ci ricorda i libri di Pratolini, all’esistenza e ai ritratti della gente comune… un poliziotto che ha qualcosa di chandleriano.*’
Giovanni Pacchiano

‘*C’è un nuovo sceriffo in città. Il commissario Bordelli, con la sua sanguigna umanità tutta italiana e tutta toscana, si inserisce oggi nella grande tradizione dei De Vincenzi e dei Duca Lamberti: poliziotti complessi e tormentati che raccontano un’Italia ingenua e cattiva che ancora non sapeva di essere così noir.*’
Carlo Lucarelli

‘*…Una tormentata figura di investigatore e un’Italia meno cinica ma non meno cattiva di oggi.’*’
Il Venerdì di Repubblica – Corrado Augias

‘*Il commissario Bordelli, magnetico e malinconico come un eroe di Chandler.*’
la Repubblica

Ancora un caso per il commissario Bordelli, e questa volta è davvero una brutta faccenda. Siamo nell’aprile del ’64, ma la primavera proprio non si decide ad arrivare. Firenze è coperta da un cielo grigio e umido, un cielo triste che non preannuncia niente di buono. Così come niente di buono preannuncia l’arrivo in commissariato di un ometto piccolo piccolo che, con l’aria allarmata, insiste per essere accompagnato da Bordelli. È Casimiro, il suo amico nano, che ha appena scoperto il cadavere di un uomo in un campo sopra Fiesole. Bordelli si precipita sul luogo del delitto, ma del corpo nessuna traccia: solo una bottiglia di un cognac francese e un cane che cerca di azzannarlo. Passano solo pochi giorni quando, tra i cespugli del Parco del Ventaglio, viene trovato il corpo senza vita di una bambina con segni di strangolamento sul collo e, sulla pancia, quelli di un brutto morso. La pioggia continua a cadere su Firenze quando una telefonata annuncia che è stato rinvenuto un altro corpo, di nuovo una bambina, ancora un assurdo omicidio con quel morso che sembra quasi una macabra firma. E anche stavolta nessun sospetto o indizio che lasci intravedere la faccia del mostro. E inoltre Casimiro sembra svanito nel nulla come quel primo, misterioso cadavere. Davvero una brutta faccenda per il commissario Bordelli e per la sua squadra, una faccenda destinata a diventare un incubo senza fine, nero come il cielo di Firenze.

Scopri tutti i romanzi e i racconti del** commissario Bordelli:**

Il commissario Bordelli
Una brutta faccenda
Il nuovo venuto Morte a Firenze
La forza del destino
Fantasmi del passato
Perché dollari?
Morto due volte

E la nuova attesissima indagine nata dalla penna di **Marco Vichi**:

Nel più bel sogno

Disponibile in **preorder **e in vendita dal **16 novembre 2017**.
(source: Bol.com)

Bruciante segreto

Pochi scrittori hanno saputo raccontare con la maestria di Zweig il perturbante campo magnetico che agisce sull’adolescente alla scoperta dell’eros e dei suoi segreti. Un gorgo di forze che trascinerà Edgar, inquieto dodicenne in convalescenza al Semmering – località di villeggiatura del bel mondo viennese fin-de-siècle –, dall’iniziale sete di amicizia al dubbio, al disinganno e all’odio: odio per una madre frivola e bugiarda e per il subdolo corteggiatore che, fingendo di essergli amico, vuole servirsi di lui. Un intrico di sentimenti, quello di “Bruciante segreto”, che somiglia al sottobosco di rovi in cui Edgar si acquatta inseguendo la coppia stretta in un abbraccio tanto intimo da gettare sul sentiero un’unica ombra sotto i raggi della luna. Una sorta di sadico crescendo innerva questo dramma, di cui sono protagonisti un annoiato barone, la piacente consorte di un avvocato di successo e un ragazzino cagionevole che, nel giro di pochi giorni, attraversa le dolorose stazioni di un rito di passaggio: quello che suggellerà il suo ingresso nel mondo degli adulti – a prezzo di cicatrici indelebili. La più vistosa sarà la connivenza: di fronte al padre convocato in casa della nonna per punire la sua fuga dal Semmering, Edgar saprà mentire. Saprà cioè tacere sul bruciante segreto: alle spalle del genitore cui nei giorni cupi si appellava come all’incarnazione della Legge e arma di ricatto, la madre si porterà l’indice alla bocca. E Edgar dimostrerà di avere imparato la lezione.

Brucia la città

Allegra è sparita, e Torino non c’è più. O meglio c’è ancora, ma è così cambiata che si stenta a riconoscerla. E Iaio? Forse sta ancora con Allegra, e dovrebbe mettersi a cercarla sul serio… È un mondo fatuo e paradossale, quello che sciama attraverso il Quadrilatero Romano della città dove gli operai di un tempo sembrano essere stati rimpiazzati da una tribù di creativi, modelle e giovani smaniosi di estasi a buon mercato. Così non suona implausibile che Iaio e i suoi amici dj Zombi e Boh, strafatti di bamba a ogni ora del giorno e della notte, possano farsi testimonial della campagna “La Droga Ci Fa Schifo”. Tra conversazioni surreali, allucinazioni private e feste indimenticabili, i nostri tre eroi vagano per le strade di una Torino notturna, sporca, a tratti torbida e “proibita”, alla ricerca di un irraggiungibile equilibrio. Giuseppe Culicchia racconta la contemporaneità metropolitana con una prosa scatenata e un ritmo da togliere il fiato. E la sua città diventa un quadro di Bosch visto attraverso lo specchio di un cd rigato di cocaina.

Brothers: prima parte

Due fratelli crescono in un mondo che suona loro incomprensibile a loro che sono bambini e intollerabile agli adulti: la cittadina di Liuzhen è sconvolta dalla Rivoluzione culturale. La follia non ha limiti, ha un colore, però, il rosso delle bandiere, delle spillette di Mao e del sangue. Yu Hua racconta una storia palpitante che sgretola l’idea grigia di collettività come una massa indistinta, inscenando una commedia tutta cinese e una tragedia umana disarmante. Brothers è un mondo che travolge e risucchia, dove l’orrore più osceno si stempera nella risata più liberatoria e le passioni che fanno grandi gli uomini coesistono con le loro piccolezze. Il ruggito grandioso dell’oceano di notte, il trionfo incontenibile della primavera, un uomo e una donna che si amano teneramente. Una pazza che corre nuda nella campagna, un professore ucciso a bastonate e un disgraziato che spia il didietro delle donne. E due bambini, di fronte a questo mondo indecifrabile, stanno a guardare con il moccio al naso.