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La mappa della città morta

Tra Ken Follett e Clive Cussler Un esordio potente Un grande thriller Il manoscritto di un esploratore del Settecento e un antico planetario: due oggetti che sembrano un regalo dall’oltretomba, ma che per il professor Laurenzi sono la prova che il figlio Angelo, archeologo scomparso fra le montagne del Mato Grosso, è ancora vivo. Convinto dal professore ad affrontare un’impresa ai limiti dell’impossibile, Charles Fort, direttore di un giornale online che indaga tutto ciò che è avvolto dal mistero, abbandona la sua casa bolognese e si mette in viaggio, con l’intenzione di svelare un enigma inseguito per secoli da avventurieri, studiosi e criminali: cosa ha provocato l’improvvisa glaciazione dell’Antartide e la scomparsa del popolo degli Oltolechi? Quali segreti sono custoditi nell’ultimo luogo in cui sarebbero vissuti, e le cui rovine si nasconderebbero nella giungla brasiliana? Per rispondere a queste domande, Fort dovrà superare l’inferno amazzonico e sfuggire a una potente compagnia mineraria, disposta a tutto pur di assicurarsi una conoscenza in grado di garantire un dominio incontrastato sul mondo… Un enigma mai svelato Una verità rivoluzionaria per la storia e il futuro dell’umanità «Romanzo ben scritto, intrigante, equilibrato, con tutti gli ingredienti giusti e i personaggi ben delineati. Da non perdere per tutti gli amanti di Clive Cussler e James Rollins.» «Trama avvincente, ritmo serrato nella narrazione. Una buona documentazione di base, ben inserita nel racconto.» Stefano SantarsiereNato nel 1974, vive e lavora a Bologna. Ha pubblicato il suo primo romanzo, L’arte di Khem, nel 2005 e il secondo, Ultimi quaranta secondi della storia del mondo, nel 2011. Ha diretto il cortometraggio Scaffale 27, aggiudicandosi il premio di miglior corto nel contest Complete Your Fiction 2012. La mappa della città morta, inizialmente autopubblicato, ha scalato le classifiche dei libri digitali più venduti sul web.

La mappa della città morta (eNewton Narrativa)

**Tra Ken Follett e Clive Cussler
Un esordio potente
Un grande thriller**
Il manoscritto di un esploratore del Settecento e un antico planetario: due oggetti che sembrano un regalo dall’oltretomba, ma che per il professor Laurenzi sono la prova che il figlio Angelo, archeologo scomparso fra le montagne del Mato Grosso, è ancora vivo. Convinto dal professore ad affrontare un’impresa ai limiti dell’impossibile, Charles Fort, direttore di un giornale online che indaga tutto ciò che è avvolto dal mistero, abbandona la sua casa bolognese e si mette in viaggio, con l’intenzione di svelare un enigma inseguito per secoli da avventurieri, studiosi e criminali: cosa ha provocato l’improvvisa glaciazione dell’Antartide e la scomparsa del popolo degli Oltolechi? Quali segreti sono custoditi nell’ultimo luogo in cui sarebbero vissuti, e le cui rovine si nasconderebbero nella giungla brasiliana? Per rispondere a queste domande, Fort dovrà superare l’inferno amazzonico e sfuggire a una potente compagnia mineraria, disposta a tutto pur di assicurarsi una conoscenza in grado di garantire un dominio incontrastato sul mondo…
**Un enigma mai svelato 
Una verità rivoluzionaria per la storia e il futuro dell’umanità**
«Romanzo ben scritto, intrigante, equilibrato, con tutti gli ingredienti giusti e i personaggi ben delineati. Da non perdere per tutti gli amanti di Clive Cussler e James Rollins.»
«Trama avvincente, ritmo serrato nella narrazione. Una buona documentazione di base, ben inserita nel racconto.»
**Stefano Santarsiere**
Nato nel 1974, vive e lavora a Bologna. Ha pubblicato il suo primo romanzo, *L’arte di Khem*, nel 2005 e il secondo, *Ultimi quaranta secondi della storia del mondo*, nel 2011. Ha diretto il cortometraggio *Scaffale 27*, aggiudicandosi il premio di miglior corto nel contest Complete Your Fiction 2012. *La mappa della città morta*, inizialmente autopubblicato, ha scalato le classifiche dei libri digitali più venduti sul web.
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### Sinossi
**Tra Ken Follett e Clive Cussler
Un esordio potente
Un grande thriller**
Il manoscritto di un esploratore del Settecento e un antico planetario: due oggetti che sembrano un regalo dall’oltretomba, ma che per il professor Laurenzi sono la prova che il figlio Angelo, archeologo scomparso fra le montagne del Mato Grosso, è ancora vivo. Convinto dal professore ad affrontare un’impresa ai limiti dell’impossibile, Charles Fort, direttore di un giornale online che indaga tutto ciò che è avvolto dal mistero, abbandona la sua casa bolognese e si mette in viaggio, con l’intenzione di svelare un enigma inseguito per secoli da avventurieri, studiosi e criminali: cosa ha provocato l’improvvisa glaciazione dell’Antartide e la scomparsa del popolo degli Oltolechi? Quali segreti sono custoditi nell’ultimo luogo in cui sarebbero vissuti, e le cui rovine si nasconderebbero nella giungla brasiliana? Per rispondere a queste domande, Fort dovrà superare l’inferno amazzonico e sfuggire a una potente compagnia mineraria, disposta a tutto pur di assicurarsi una conoscenza in grado di garantire un dominio incontrastato sul mondo…
**Un enigma mai svelato 
Una verità rivoluzionaria per la storia e il futuro dell’umanità**
«Romanzo ben scritto, intrigante, equilibrato, con tutti gli ingredienti giusti e i personaggi ben delineati. Da non perdere per tutti gli amanti di Clive Cussler e James Rollins.»
«Trama avvincente, ritmo serrato nella narrazione. Una buona documentazione di base, ben inserita nel racconto.»
**Stefano Santarsiere**
Nato nel 1974, vive e lavora a Bologna. Ha pubblicato il suo primo romanzo, *L’arte di Khem*, nel 2005 e il secondo, *Ultimi quaranta secondi della storia del mondo*, nel 2011. Ha diretto il cortometraggio *Scaffale 27*, aggiudicandosi il premio di miglior corto nel contest Complete Your Fiction 2012. *La mappa della città morta*, inizialmente autopubblicato, ha scalato le classifiche dei libri digitali più venduti sul web.

Manuel: tra gelosia e follia

Gioia dopo aver lasciato Manuel per il suo tradimento non sembra più intenzionata a perdonarlo. Lui soffre terribilmente e farà di tutto per riconquistarla, ma l’odio che Gioia prova nei suoi confronti le farà fare scelte destinate a portare troppo dolore nelle loro vite. Manuel: tra gelosia e follia è il secondo e ultimo capitolo della storia d’amore di Manuel e Gioia. In questo volume ho voluto narrare la storia più dal punto di vista di Manuel che vive sentimenti contrapposti nei confronti di Gioia info e social : www.facebook.com/people/Leda-Moore/100010482588731 e-mail : [email protected]
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Manuale pratico di psicomagia

Alejandro Jodorowsky ha esposto nei suoi libri La danza della realtà e Psicomagia la base teorica di questa tecnica di guarigione creata e sviluppata da lui. Per la prima volta, in Manuale pratico di psicomagia, Jodorowsky analizza in ottanta punti le possibili criticità nella vita di un individuo, dai problemi più comuni a quelli più complessi, e mette insieme più di trecento consigli (azioni psicomagiche) che vogliono aiutare tutte quelle persone che desiderano curarsi, liberarsi o semplicemente migliorarsi, proponendo un avvio al processo di guarigione attraverso atti simbolici di grande impatto. Sono consigli pratici che insegnano a sbarazzarsi delle idee nocive e delle influenze negative. Possono aiutare a risolvere problemi della vita lavorativa, di salute, sesso, della vita di coppia come di quella in solitudine, che insegnano ad affrontare sentimenti come l’odio, la gelosia, l’insicurezza, il fallimento, il pessimismo, il complesso di inferiorità, l’abbandono e tutti gli altri ostacoli che possono affliggere la vita.

(source: Bol.com)

Manuale di saldatura For Dummies

L’esperienza nel campo della saldatura è un’abilità ricercata nel mercato del lavoro, ma è anche un talento che può rivelarsi molto utile per riparatori e appassionati del fai-da-te.
Questo manuale, agile e pratico, presenta tutte le informazioni necessarie per svolgere un’attività comune, ma niente affatto semplice. Dalla valutazione del materiale da saldare, lungo ogni singola fase del processo di saldatura, con facili indicazioni sulle operazioni di rifinitura finale e consigli fondamentali sulle norme di sicurezza.
• Le tecniche più comuni – imparate a conoscere la saldatura bastone, la saldatura TIG e la saldatura MIG
• Quale metallo? – le opzioni disponibili per l’acciaio, l’acciaio inox e l’alluminio e i migliori metodi per saldarli
• La sicurezza – imparate a conoscere le protezioni da indossare, a gestire l’area di lavoro e a prendervi cura delle attrezzature
• Acquistate l’attrezzatura – come scegliere gli attrezzi e gli accessori necessari per l’ambiente ideale e come configurarlo in modo appropriato
**
### Sinossi
L’esperienza nel campo della saldatura è un’abilità ricercata nel mercato del lavoro, ma è anche un talento che può rivelarsi molto utile per riparatori e appassionati del fai-da-te.
Questo manuale, agile e pratico, presenta tutte le informazioni necessarie per svolgere un’attività comune, ma niente affatto semplice. Dalla valutazione del materiale da saldare, lungo ogni singola fase del processo di saldatura, con facili indicazioni sulle operazioni di rifinitura finale e consigli fondamentali sulle norme di sicurezza.
• Le tecniche più comuni – imparate a conoscere la saldatura bastone, la saldatura TIG e la saldatura MIG
• Quale metallo? – le opzioni disponibili per l’acciaio, l’acciaio inox e l’alluminio e i migliori metodi per saldarli
• La sicurezza – imparate a conoscere le protezioni da indossare, a gestire l’area di lavoro e a prendervi cura delle attrezzature
• Acquistate l’attrezzatura – come scegliere gli attrezzi e gli accessori necessari per l’ambiente ideale e come configurarlo in modo appropriato
### Dalla seconda/terza di copertina
Steven R. Farnsworth insegna da oltre vent’anni tutti i metodi di saldatura. Ha prestato servizio nella Marina Militare degli Stati Uniti: con le sue riparazioni ha contribuito a mantenere la flotta americana sempre a galla.

Manuale di lettura creativa

A leggere si impara da bambini. Quando si capisce che le parole nascondono un significato, e si possono toccare. Diventare ‘lettori creativi’ è un piccolo passo in avanti; non si tratta solo di comprendere, ma di provare a sentire cosa c’è dietro le parole. L’emozione ogni volta diversa che comunicano. Ciascuno di noi quando apre un libro è un lettore creativo, perché non è solo libero di mettere se stesso dentro la storia, ma deve farlo. In queste pagine riverbera l’eco di un amore viscerale: brevi saggi brillanti e confidenziali che possono rivelarci un punto di vista nuovo e inedito sulla letteratura. Dai classici dell’Ottocento a Salinger e Sciascia, passando per i nuovi giallisti italiani; senza mai dimenticare Grazia Deledda, Sergio Atzeni e i tanti maestri della scuola sarda. Le confessioni di un lettore d’eccezione, di un autore che ‘se si dimentica di prendere un libro per andare in bagno, legge tutte le indicazioni per l’ammollo dei detersivi e tutte le composizioni degli shampoo’. Un manuale che non vuole insegnare nulla, ma essere un aiuto per perdersi nelle storie senza smarrire la consapevolezza.
(source: Bol.com)

Il manuale di cucina di Nero Wolfe

Chi non ricorda la sagoma inconfondibile del grande Tino Buazzelli? Quale miglior testimonial per un libro di ricette? Nero Wolfe non è solo un celebre investigatore: è un gourmet e un fine gastronomo. Per la prima colazione non si fa mai mancare le “Uova au beurre noir” e per pranzo, in estate, considera perfetta l’Insalata brasiliana di aragosta, in una versione della ricetta da lui stesso riveduta e corretta; in tavola poi ammette solo il Pane di Fritz, e ogni tanto accontenta il fido Archie Goodwin che adora i Tortini di riso con il miele. I romanzi con Nero Wolfe sono talmente infarciti di riferimenti al cibo che Rex Stout ha creato per il suo personaggio questo manuale culinario, con la collaborazione di una celebre critica gastronomica del “New Yorker” con cui ha perfezionato tutte le ricette. Impaginato con una suggestiva grafica vintage, alle ricette abbina ampi brani dai romanzi e un interessante corredo di foto di New York dagli anni ’30 agli anni ’50. **

Manuale della fine del mondo

Per usare un’espressione del grande storico Lucien Febvre, possiamo dire
che è una «gigantesca falsa credenza» quella della paura della fine del
mondo in prossimità dell’anno Mille. Ma forse era davvero l’avvento della
fine. Manuale della fine del mondo si propone di parlare di un susseguirsi
impetuoso di accadimenti, e delle visioni che li attraversarono: la lotta
fra Papato e Impero, i grandi regni, i Comuni in Italia.
Un libro che racconta le vicende di cui gli uomini dei secoli XI e XII furono
spettatori, attori e vittime. Un mosaico di eventi decisivi, che aprirono la
strada a soluzioni inedite.
Glauco Cantarella ci offre un saggio ambizioso e affascinante, per risalire
alle lontanissime radici del nostro presente e comprendere la rivoluzionaria
portata storica dell’invenzione della «fine dei tempi».
È un grande falso storiografico quello
della paura della fine del mondo in prossimità
dell’avvento dell’anno Mille. Ma
è indubbio che gli uomini di mille anni
fa hanno dovuto vivere in mezzo alla
fine del loro mondo: cambiamenti incessanti
che hanno tarlato quel mondo,
con aggiustamenti continui, che hanno
inseguito la stabilizzazione ottenendola
solo in apparenza. E alla fine hanno fatto
esplodere il mondo e sono stati all’origine
di mutamenti epocali, di lunghissimo
periodo: la lotta fra Impero e Papato,
la centralità dell’esperienza monastica,
i primi germi dei regni d’Inghilterra e
di Spagna, il movimento dei Comuni
in Italia. Con l’allargamento progressivo
dei confini del vecchio spazio europeo
e con l’estensione delle aree di conoscenza,
ad esempio l’ “invenzione” della
filosofia. Nel secolo XII sarebbe ormai
molto difficile riconoscere le tracce del
mondo di partenza, quello che si proponeva
come la forma definitiva del mondo,
e in realtà si cercava disperatamente
di regolare perché garantisse la pace.
Una crisi continua, popolata di soggetti
nuovi, per cerniere successive da un passaggio
all’altro che ha portato alle origini
della modernità. Il tutto entro un’unica,
grande cerniera: quella del passaggio
dal mondo tardo-antico e primo-medievale
a quello tardo-medievale e moderno,
in cui i protagonisti cambiano o si
moltiplicano. Tra Ottone III (1001) e Innocenzo
III (1199) due secoli in cui quel
mondo è finito, definitivamente relegato
nel passato.

Il manoscritto delle anime perdute: Un’indagine di Dante Alighieri

«*Giulio Leoni è riuscito a costruire un intreccio da cui è difficile staccarsi e a creare intorno alla figura di Dante un mondo perfetto. *»
**Niccolò Ammaniti **
«*Nella singolare miscela di Leoni, si sovrappongono desiderio di conoscenza e ricomposizione dell’ordine caro al giallo classico.*»
**La Repubblica**
«*Questo è il Dante che avrei voluto studiare.*»
**Giorgio Faletti **
«*Quando si tratta di trovare un protagonista indimenticabile, è davvero difficile battere l’italiano Giulio Leoni e il suo Dante Alighieri.*»
**The Times**
«*Suspense e Aristotele, deduzione e Fibonacci, poesia e sangue.*»
**Loredana Lipperini**
«*Una goduria narrativa, originale e vibrante.*»
**The Independent**
«*Un giallo storico sbalorditivo ed emozionante.*»
**Glenn Cooper**
**La nuova, imperdibile avventura di Dante Alighieri**
** **

Estate del 1304. Il sudore imperla la fronte corrucciata di Dante Alighieri. Ma non sono soltanto il sole impietoso e l’aria soffocante a infastidirlo, o la snervante attesa di essere ricevuto dal signore di Verona, per stringere con lui un’alleanza militare a nome dei Bianchi di Firenze. A turbare il poeta sono state le parole di un personaggio enigmatico, un frate che, nascondendo i tratti del viso sotto il cappuccio, lo ha avvicinato e, facendogli intendere di conoscerlo, gli ha accennato all’esistenza di un manoscritto trafugato dal lontano Oriente e composto nella lingua degli angeli caduti, la lingua primigenia da cui sarebbero nati tutti gli idiomi parlati sulla Terra. E adesso Dante è assalito dai dubbi: chi è quel frate? Possibile che lo abbia incontrato a Firenze, forse durante gli studi a Santa Croce? E quale collegamento c’è tra questa lingua favolosa e i segni misteriosi che, poche ore prima, lui ha intravisto su una pergamena nella bottega di un copista? E, insieme ai dubbi, si fa largo dalle profondità del suo animo una pulsione che lui ben conosce e che sa di non poter reprimere: l’ossessione di sapere, la brama di conoscere la verità, qualunque siano le conseguenze. Anche il rischio di essere ritenuto responsabile dell’omicidio del copista, cui assiste impotente quella stessa notte. E, soprattutto, il rischio di cadere nella rete di Lanfranco da Cuma, il famigerato inquisitore di Santa Romana Chiesa, anch’egli a Verona per dare la caccia al frate eretico e al segreto dirompente nascosto fra le pagine del manoscritto delle anime perdute…

Tra i vicoli infuocati di Verona, i sentieri aspri degli Appennini e le strade in tumulto di Firenze, si dipana la sfida a distanza fra tre personaggi eccezionali – vertici di un triangolo d’intrighi, dispute filosofiche e morti violente –, fino al decisivo, sconvolgente incontro finale.
**
### Sinossi
«*Giulio Leoni è riuscito a costruire un intreccio da cui è difficile staccarsi e a creare intorno alla figura di Dante un mondo perfetto. *»
**Niccolò Ammaniti **
«*Nella singolare miscela di Leoni, si sovrappongono desiderio di conoscenza e ricomposizione dell’ordine caro al giallo classico.*»
**La Repubblica**
«*Questo è il Dante che avrei voluto studiare.*»
**Giorgio Faletti **
«*Quando si tratta di trovare un protagonista indimenticabile, è davvero difficile battere l’italiano Giulio Leoni e il suo Dante Alighieri.*»
**The Times**
«*Suspense e Aristotele, deduzione e Fibonacci, poesia e sangue.*»
**Loredana Lipperini**
«*Una goduria narrativa, originale e vibrante.*»
**The Independent**
«*Un giallo storico sbalorditivo ed emozionante.*»
**Glenn Cooper**
**La nuova, imperdibile avventura di Dante Alighieri**
** **

Estate del 1304. Il sudore imperla la fronte corrucciata di Dante Alighieri. Ma non sono soltanto il sole impietoso e l’aria soffocante a infastidirlo, o la snervante attesa di essere ricevuto dal signore di Verona, per stringere con lui un’alleanza militare a nome dei Bianchi di Firenze. A turbare il poeta sono state le parole di un personaggio enigmatico, un frate che, nascondendo i tratti del viso sotto il cappuccio, lo ha avvicinato e, facendogli intendere di conoscerlo, gli ha accennato all’esistenza di un manoscritto trafugato dal lontano Oriente e composto nella lingua degli angeli caduti, la lingua primigenia da cui sarebbero nati tutti gli idiomi parlati sulla Terra. E adesso Dante è assalito dai dubbi: chi è quel frate? Possibile che lo abbia incontrato a Firenze, forse durante gli studi a Santa Croce? E quale collegamento c’è tra questa lingua favolosa e i segni misteriosi che, poche ore prima, lui ha intravisto su una pergamena nella bottega di un copista? E, insieme ai dubbi, si fa largo dalle profondità del suo animo una pulsione che lui ben conosce e che sa di non poter reprimere: l’ossessione di sapere, la brama di conoscere la verità, qualunque siano le conseguenze. Anche il rischio di essere ritenuto responsabile dell’omicidio del copista, cui assiste impotente quella stessa notte. E, soprattutto, il rischio di cadere nella rete di Lanfranco da Cuma, il famigerato inquisitore di Santa Romana Chiesa, anch’egli a Verona per dare la caccia al frate eretico e al segreto dirompente nascosto fra le pagine del manoscritto delle anime perdute…

Tra i vicoli infuocati di Verona, i sentieri aspri degli Appennini e le strade in tumulto di Firenze, si dipana la sfida a distanza fra tre personaggi eccezionali – vertici di un triangolo d’intrighi, dispute filosofiche e morti violente –, fino al decisivo, sconvolgente incontro finale.

I manoscritti perduti degli Illuminati

Il potere è nelle loro mani Un grande thriller Firenze. Si è scatenato il panico nella prestigiosa casa d’aste Paolini: è appena esplosa una bomba e il salone ha preso fuoco. Un gruppo di paramilitari, approfittando della confusione, si introduce nei sotterranei del palazzo e si impossessa del misterioso lotto 302, custodito in un grosso baule di alluminio. Contemporaneamente, Andreas Henkel, agente del Servizio Segreto Vaticano, si trova a far fronte a un evento scioccante e imprevisto: il rapimento della sua fidanzata. I due episodi, all’apparenza scollegati, si riveleranno ben presto strettamente connessi: toccherà proprio a Henkel, infatti, ritrovare per conto dei rapitori gli antichi documenti trafugati a Firenze. E per farlo ha a disposizione appena settantadue ore, dopodiché la sua promessa sposa morirà. Parte così un frenetico conto alla rovescia, che lo porterà dal Vaticano alla Terra Santa, sulle tracce di una verità scomoda, occultata per secoli dalla Chiesa: forse il reale significato della Bibbia non è quello che fino a oggi abbiamo creduto che fosse. Dall’autore di La cospirazione degli Illuminati Un bestseller tutto italiano Il più grande segreto della Chiesa sta per essere rivelato Terrorismo, servizi segreti antiche pergamene e spionaggio internazionale ecco tutto quello che la Bibbia non vi ha mai raccontato Hanno scritto dei suoi libri: «La chiave di Dante contiene un mix di ingredienti che non può che piacere agli appassionati del genere.» «Un incalzante thriller che non lascia un attimo di tregua al lettore.» G. L. BaroneNato a Varese nel 1974, ha una laurea in giurisprudenza, è appassionato di economia e nel tempo libero suona in un gruppo heavy metal. I suoi libri sono tradotti nei Paesi di lingua anglosassone, portoghese e spagnola. Per la Newton Compton ha pubblicato La cospirazione degli Illuminati, Il sigillo dei tredici massoni, La chiave di Dante, il serial ebook Il tesoro perduto dei templari e uno dei racconti della raccolta Sette delitti sotto la neve.

La mano che ti nutre

Morgan Prager ha trent’anni e sta finendo la sua tesi di dottorato sulla psicologia delle vittime. È da poco fidanzata con Bennett, sexy e possessivo ma incredibilmente riservato. Una mattina Morgan torna dall’università e trova Bennett in un lago di sangue, sbranato a morte dai tre cani che lei ha salvato dalla strada. Sconvolta e terrorizzata dalla violenza degli animali, si sente improvvisamente vittima della stessa sindrome che studia all’università: un patologico altruismo, che quando agisce in modo disinteressato può fare più danni di qualsiasi cattiva intenzione.
Ancora scioccata da quello che è accaduto e sopraffatta dal senso di colpa, Morgan cerca di rintracciare i genitori di Bennett per dare lei stessa la terribile notizia. Ma quello che presto scopre è che i genitori non esistono, non c’è nessun numero 42 in rue Saint-Urbain a Montréal, e molte delle cose che il fidanzato le ha detto non hanno nessun riscontro nella realtà. Tutto quello che le ha raccontato – la sua famiglia, il lavoro, la casa dove vive – sono bugie. La verità è che Bennett ha altre due fidanzate e una ex moglie, e una dopo l’altra muoiono in circostanze quantomeno sospette. Il tentativo di Morgan di scoprire chi era davvero il suo uomo diventa allora qualcosa di ben più urgente di un’indagine su un’identità manipolata, diventa questione di vita o di morte.
Se vuole rimanere in vita, Morgan deve scoprire come è veramente morto Bennett e chi sta uccidendo le donne della sua vita.
Inquietante e provocatorio, *La mano che ti nutre* non è solo un romanzo dalla suspense inarrestabile, ma anche una storia raccontata da due scrittrici eccezionali, dove la precisione della scrittura e la capacità di scendere nel profondo dell’animo umano sono al servizio di una trama che non lascia scampo.
**
### Sinossi
Morgan Prager ha trent’anni e sta finendo la sua tesi di dottorato sulla psicologia delle vittime. È da poco fidanzata con Bennett, sexy e possessivo ma incredibilmente riservato. Una mattina Morgan torna dall’università e trova Bennett in un lago di sangue, sbranato a morte dai tre cani che lei ha salvato dalla strada. Sconvolta e terrorizzata dalla violenza degli animali, si sente improvvisamente vittima della stessa sindrome che studia all’università: un patologico altruismo, che quando agisce in modo disinteressato può fare più danni di qualsiasi cattiva intenzione.
Ancora scioccata da quello che è accaduto e sopraffatta dal senso di colpa, Morgan cerca di rintracciare i genitori di Bennett per dare lei stessa la terribile notizia. Ma quello che presto scopre è che i genitori non esistono, non c’è nessun numero 42 in rue Saint-Urbain a Montréal, e molte delle cose che il fidanzato le ha detto non hanno nessun riscontro nella realtà. Tutto quello che le ha raccontato – la sua famiglia, il lavoro, la casa dove vive – sono bugie. La verità è che Bennett ha altre due fidanzate e una ex moglie, e una dopo l’altra muoiono in circostanze quantomeno sospette. Il tentativo di Morgan di scoprire chi era davvero il suo uomo diventa allora qualcosa di ben più urgente di un’indagine su un’identità manipolata, diventa questione di vita o di morte.
Se vuole rimanere in vita, Morgan deve scoprire come è veramente morto Bennett e chi sta uccidendo le donne della sua vita.
Inquietante e provocatorio, *La mano che ti nutre* non è solo un romanzo dalla suspense inarrestabile, ma anche una storia raccontata da due scrittrici eccezionali, dove la precisione della scrittura e la capacità di scendere nel profondo dell’animo umano sono al servizio di una trama che non lascia scampo.

Una Mano Amica

Jez Fielding e James McKenzie – Big Mac per gli amici – sono al secondo anno di università. Dopo essersi divertiti troppo l’anno prima, stringono un patto per frenarsi e rimettersi in pari. Mentre i loro coinquilini escono a bere ogni finesettimana, Jez e Mac restano a casa per risparmiare e per concentrarsi sui loro studi.
Quando Jez suggerisce di guardare dei porno insieme, non si aspetta che Mac accetti. Una cosa tira l’altra, e ben presto il loro arrangiamento passa da ”tieni le mani a posto” a ”mettici le mani”. Ma innamorarsi di un amico etero non può che finire male, a meno che non ci sia la possibilità che lui provi la stessa cosa.
(source: Bol.com)

Le maniglie dell’amore

Chi cucina da sempre a casa Kigler è Harry: appassionato buongustaio, da venticinque anni delizia se stesso e la sua famiglia con ogni sorta di manicaretti. Finché il suo medico lo avverte: il suo corpo è una mina pronta a esplodere. Per amore della propria salute, Harry si mette a dieta e smette di cucinare. D’ora in poi ai fornelli ci sarà Francie, la moglie: costretta ad arrabattarsi in un compito che sinora aveva avuto la fortuna di evitare e allarmata alla prospettiva di un marito inaspettatamente bello e affascinante, non solo per lei.

Manifesto per una vita analogica

«Questo libro invita ad alzare lo sguardo sopra lo schermo del computer e aprendersi un po’ di tempo per apprezzare la vita in tutta la sua varietà. Perchéogni momento analogico è un’avventura che permette di scoprire l’inaspettato.»Julius HendricksUna libreria: otto persone, sette che guardano il loro smartphone; un appartamento: nella cassetta postale tre lettere e tredici pacchetti di Amazon; una cattedrale: venti turisti, diciotto col tablet. Un piatto di spaghetti: un post, 1000 like, buon appetito; due innamorati: due iphone in mano;una bicicletta, uno smartphone; un’auto… ops attenzione!Cosa è successo al nostro mondo? La nostra realtà non è più quella fisica? La realtà vera è forse il mondo parallelo che si è sviluppato, un mondo digitale che non sembra avere più limiti?In questo libro Julius Hendricks, un ragazzo di ventiquattro anni, spiega perché è così importante non cedere alla quotidiana illusione digitale.

Mani pulite. La vera storia

“Mani pulite, vent’anni dopo”. Altro che storia passata, questo libro racconta l’Italia dell’illegalità permanente. Un documento storico che rimarrà per sempre sul tradimento della politica. La cronaca di fatti e misfatti parte da Milano, 17 febbraio 1992, arresto di Mario Chiesa, presidente del Pio Albergo Trivulzio: il primo tangentomane che fa tremare l’impero, a due mesi dalle elezioni. Saranno elezioni terremoto, quelle del 1992, stravinte dal partito degli astenuti (17,4 per cento) e dalla Lega nord. Intanto la Prima Repubblica va in galera ed è ancora solo superficie. Falcone e Borsellino trucidati a Palermo (e nel 2012 molti processi ancora aperti sulle stragi). Un anno dopo la corruzione è ormai un fatto nazionale, nessun partito escluso (70 procure al lavoro, 12.000 persone coinvolte per fatti di tangenti, circa 5000 arresti). “L’Italia sta risorgendo”, saluta così l’anno nuovo il presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro. Peccato che sia il 1994, l’anno di Silvio Berlusconi e dell’inizio della restaurazione. Scatta l’operazione Salvaladri, con gli imputati che mettono sotto accusa i magistrati. È il mondo alla rovescia e gli italiani assistono allo spettacolo. Alcuni protestano, molti si abituano e finiscono per crederci. Poi gli anni dell’Ulivo, della Bicamerale e dell’inciucio centro-destra-centrosinistra, che produce una miriade di leggi contro la giustizia. Prefazione di Piercamillo Davigo.

I mangia a poco

Da una parte un uomo di pensiero che cerca caparbiamente, e invano, di riversare in un libro (un audacissimo trattato di fisiognomica) sedici anni di furiose riflessioni; dall’altra quattro personaggi dalle vicende ordinarie, legati fra loro solo dall’abitudine di pranzare insieme alla CPV (la Cucina Pubblica Viennese) scegliendo puntualmente il menù più economico. Fra questi due poli, come fra due diversi volti di un’unica entità che è la mania stessa- motore immobile dell’esistenza, cintura di salvataggio nel tentativo di sopravvivere – si interesse I mangia poco. Anche qui, come spesso in Bernhard, sarà lecito domandarsi se ci si trova in mezzo a una tragedia o a una commedia. Ciò che domina è comunque un’indagine maniacale – e spesso esilarante – della mania, a ogni suo livello, dall’infimo al supremo, vista come ultimo, disperato relitto di un grandioso tentativo di imporre un senso all’esistenza; un’esistenza mutila, così come mutilato è il protagonista Koller, cui il morso di un cane ha inflitto una ben remunerata invalidità. E tutto questo perché l’uomo è in balia del caso, proprio come Koller, che un fatidico giorno – fausto, e insieme infausto – in un parco viennese, anziché andare automaticamente e come sempre verso il vecchio frassino, va verso la vecchia quercia, ribaltando così la sua esistenza e arrivando nel contempo al centro del proprio «filosofismo».
(source: Bol.com)