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Foglie

Secondo un’antica tradizione tibetana, per purificare il nostro spirito e ritrovare l’equilibrio perduto dobbiamo camminare in solitudine per tre giorni di seguito nel bosco, osservando e ascoltando con attenzione ciò che avviene intorno a noi. Venni a conoscenza di questa pratica durante l’incontro con un eremita delle grandi altitudini che viveva sull’Himalaya, alle pendici della montagna di Dio. «Ogni passo che si muove su questa terra» spiegò l’uomo «dovrebbe essere una preghiera. Il tuo cuore, ogni cuore, ha in sé il potere di un’anima pura, che crescerà come fanno gli alberi se ti abbandonerai completamente a questa esperienza. La vita è un bosco senza confini: devi comprenderla e respirarla.» Il vecchio eremita disse che il bosco è un continuo fruscio di desideri legati al cielo: qualcuno, rimasto per anni impigliato tra i rami e le foglie, può essere esaudito durante il cammino. Nell’attraversare il bosco compiamo un viaggio dentro di noi. Un percorso che, con i suoi vicoli ciechi, le deviazioni improvvise e gli imprevisti, ci rivela un mistero. Foglie è la storia di questo mistero.

Focolari di pietra

Era Glaciale. Dopo un lungo viaggio, durante il quale ha conosciuto la coraggiosa e affascinante Ayla, Giondalar torna al suo popolo, la Nona Caverna degli Zelandoni, che per cinque anni lo ha atteso. Ma la festosa accoglienza a lui riservata viene offuscata dal timore per la straniera al suo fianco. Mentre la Caverna la studia con apprensione e qualcuno la considera già una nemica, Ayla si rende conto che il suo futuro dipende da ciò che lei sarà in grado di offrire agli Zelandoni: la capacità di accendere il fuoco e di addomesticare gli animali, l’abilità di maneggiare le armi e di curare le ferite. Per Ayla comincia un viaggio ben più impegnativo di quello concluso: un viaggio verso la conoscenza di un popolo ostile che la considera “diversa”.
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Flemma

L’estrema provincia italiana e una città in mutazione, una rete di storie che si pedinano a distanza, tra una Bologna ogni giorno più ostile e l’apparente monotonia di un paesino del Cilento. Un attore squattrinato che recita monologhi satirici. Un’agente di polizia destinata a scontrarsi tragicamente con lui. Un piano balordo di rapina. Un tredicenne che scopre le possibilità della violenza. Genitori che s’interrogano sul destino dei loro figli. Un’aspirante fumettista che lotta con i propri fantasmi. Un ragazzo che soffoca nel formalismo di provincia fino a concedere alla propria rabbia di attecchire… Un romanzo scritto al presente, permeato di sonorità rock e pop, che procede per frammenti, immagini e suggestioni, per raccontare una storia di solitudini, irrequietezze e sguardi perplessi, in cui i bambini non sono innocenti, gli adulti sono privi di risposte, i trentenni si chiamano ancora “ragazzi” e tutti, in qualche modo, sembrano incapaci di gestire la loro stessa realtà.

Fiume di sangue

Incaricato di scegliere la location per un film di bulli e pupe, Pellam approda a Maddox, cittadina fluviale dello Stato del Missouri. Ma non fa in tempo ad ambientarsi che si ritrova per caso ad assistere a un regolamento di conti, proprio davanti al suo camper. Le vittime sono un criminale già noto alle autorità, una ragazza innocente e un poliziotto, il quale, più fortunato degli altri due, non finisce all’obitorio ma solo in ospedale. Sospettato di aver visto molto più di quanto non abbia fatto in realtà, Pellam diventa l’uomo più ricercato della Terra: dalla polizia locale che lo vuol far parlare, dall’FBI che gli vuole cavare un particolare nome, da una misteriosa bionda che lo vuole e basta, oltre che – ovviamente – dai criminali che lo vogliono eliminare per sempre. Per salvarsi, deve necessariamente trasformarsi da preda in cacciatore… Come “Sotto terra”, “Fiume di sangue” contiene già tutti gli elementi che hanno reso celebre Deaver: un intrigante personaggio seriale, una trama gialla impeccabile con il famoso “meccanismo a orologeria” e un sorprendente colpo di scena finale.

La fitoterapia in uno sguardo

Le droghe vegetali, a differenza dei farmaci di sintesi (o artificiali), contengono più sostanze farmacologicamente attive: tra queste si stabiliscono dei sinergismi e degli antagonismi che caratterizzano l’azione terapeutica del preparato vegetale (fitoterapico). Tuttavia, per molte droghe vegetali queste interazioni non sono state ancora del tutto chiarite e tuttora se ne ignora il meccanismo d’azione. Non lasciamoci però travolgere dal pregiudizio che tutto ciò che non è spiegabile con le teorie correnti è eretico. Questo volume sintetizza nozioni di fitoterapia; l’intento è di offrire al medico delle conoscenze essenziali affinché possa agevolmente prescrivere prodotti vegetali e di stimolare farmacista ed erborista ad impiegarli in modo più razionale.

La fisica di Star Trek

Cosa c’è di scientificamente possibile (e cosa invece, di assurdo) nelle avventure di una delle serie televisive più amate di sempre? Le storie di “Star Trek”, che raccontano le missioni dell’astronave “Enterprise” nella galassia, sono ambientate nei secoli XXIII e XXIV e gli autori si sono sforzati di immaginare quale potrebbe essere la sorte dell’uomo fra tre o quattro secoli, in una galassia ormai aperta al volo spaziale e popolata da varie civiltà intelligenti. L’autore, professore di fisica e astronomia, muovendosi al confine fra scienza e fantascienza, indaga l’universo di “Star Trek” e lo confronta con quello reale.
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Firenze nera

Sesso-cibo-soldi-morte.
Connubi per raccontare l’Italia che trasgredisce.
Il Paese reale, fra città e provincia, in cui è normale trastullarsi con belle prostitute che ti portano a casa le loro grazie con tanto di cena, piccante, esotica, trasgressiva.
La Firenze del centro e quella dei dintorni, in cui basta partecipare ad un addio al celibato per entrare nel mondo della fantasia che diventa realtà: il porno per tutti, un mondo fatto di tragicomici corridoi in mutande, in attesa di trasgredire con una taglia extra large.
Accecati dal desiderio e dalla noia, i protagonisti di questi due thriller cadono tra le braccia di un destino eccitante quanto illusorio.

Fiori per Algernon

Algernon è un topo, ma non un topo qualunque. Con un’audace operazione, uno scienziato ha triplicato il suo QI, rendendolo forse più intelligente di alcuni esseri umani. Di certo più di Charlie Gordon, che fino all’età di trentadue anni, ha vissuto nella dolorosa consapevolezza di non essere molto… sveglio. Ma cosa succederà quando la stessa operazione verrà effettuata su Charlie? Quale sorte accomunerà la sua esistenza e quella del fedele amico Algernon?
*Fiori per Algernon* è ormai considerato uno dei grandi romanzi del XX secolo, un capolavoro della narrativa di anticipazione: il diario di un uomo che «voleva soltanto essere come gli altri», un romanzo definito dal New York Times «magistrale e profondamente toccante», un’opera che ha ispirato film, serie televisive, musical, che ha vinto il Premio Hugo e il Premio Nebula e ha venduto oltre cinque milioni di copie nel mondo.

I fiori blu

“Appena presi a leggere il romanzo pensai subito: è intraducibile! Ma il libro cercava di coinvolgermi… mi tirava per il lembo della giacca, mi chiedeva di non abbandonarlo alla sua sorte, e nello stesso tempo mi lanciava una sfida”.

Fiori alla memoria

A Pieve del Pino, un paese dell’Appennino tosco-emiliano, si sta erigendo un monumento ai Caduti partigiani. Un incendio doloso distrugge parte del cantiere: un attentato fascista? Chissà. Dell’indagine viene incaricato Sarti Antonio, colitico sergente della questura bolognese. Subito la situazione precipita: malgrado la sorveglianza, sul monumento appare una scritta inneggiante alla destra. Non solo, lí vicino viene trovato il cadavere di un giovane del paese. Che si tratti di un delitto a sfondo politico? Chissà. Sarti Antonio s’incaponisce per cercare la verità. Se vuole trovarla, dovrà compiere un lungo viaggio nella memoria dei fatti piú recenti della storia italiana, e farsi aiutare da uno studente anarchico. Personaggio fra i piú amati del giallo nazionale, il sergente Sarti Antonio vive qui una delle sue prime avventure e già rivela tutte le caratteristiche che lo hanno reso famoso: caparbietà, spirito di contraddizione, alternanza di momenti di indolenza e momenti di frenesia. Maestro anche nella caratterizzazione dei comprimari, dal «Lucciola», prototipo del giornalista di cronaca, allo studente anarchico Rosas, Macchiavelli ci consegna un romanzo che si legge d’un fiato e lascia l’ombra grave di un ricordo difficile da cancellare.

Fiore di scozia

Scozia, 1745. Qualunque cosa accada, io ti aspetterò. Con questa promessa Deirdre ha detto addio ad Alexander alla vigilia della rivolta giacobita guidata da Carlo Stuart. La guerra, tuttavia, distrugge insieme ai sogni di indipendenza degli Scozzesi anche le speranze dei due innamorati. Tornato ad Aberdeen, Alexander scopre infatti che Deirdre ha sposato un altro uomo, il lealista Sean, e che ha reciso ogni legame con il passato. Ma è davvero così? Oppure è stata costretta a quelle nozze? Alexander si ritrova ad affrontare un nemico più insidioso di quelli incontrati sul campo di battaglia. E a combattere per la sua vita e per quella della donna che ama.

Fiore di neve e il ventaglio segreto

Ottuagenaria e tormentata dai rimorsi, Giglio Bianco ripensa al proprio passato e a Fiore di Neve, l’amica scomparsa da molti anni che ha avuto un ruolo cruciale nella sua esistenza. Poiché le rimane solo il dono del tempo, vuole onorarlo raccontando la storia della sua lao-tong – la compagna di parole segrete – e del tragico equivoco che ha amaramente segnato un legame lungo una vita. Ha inizio così una vicenda di intensa drammaticità ambientata nella Cina del XIX secolo, quando mogli e figlie ancora avevano i piedi bendati e vivevano in uno stato di isolamento pressoché totale. Allora le donne di una remota contea dello Hunan ricorrevano a un codice segreto per comunicare tra loro. Si scambiavano lettere tracciate a pennello sui ventagli o messaggi ricamati sui fazzoletti, e inventavano racconti, sfuggendo così alla propria reclusione per condividere speranze, sogni e conquiste. Un viaggio a ritroso verso un periodo della storia cinese commovente e doloroso insieme, che all’attenzione ai particolari storici e di costume fonde capacità evocativa.
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Fiore del deserto. Storia di una donna

Quella di Waris Dirie è una testimonianza straordinaria. La sua vita, ricca di momenti dolorosi ma anche di grandi felicità e successi, insieme avventurosa ed esemplare, l’ha portata dai deserti africani all’esclusivo mondo delle top model. È nata in un villaggio della Somalia, ha circa trent’anni: ma nessuno, nella sua famiglia di nomadi con dodici figli, annotò la data della sua nascita. Quando aveva più o meno cinque anni, suo padre decise che era giunto il tempo di infibularla: le pagine in cui Waris ricorda oggi quella mutilazione atroce sono assolutamente strazianti. Aveva tredici anni quando suo padre la vendette per cinque cammelli a un uomo di sessant’anni: Waris non accettò quel destino, fuggì da una zia a Mogadiscio, e poi a Londra, nella residenza di uno zio ambasciatore, come cameriera, a lavorare 18 ore al giorno 7 giorni su 7. Sempre meglio di quello che l’aspettava in patria, pensava. Così, quando lo zio, concluso il suo mandato, fu richiamato in Somalia, decise di restare in Inghilterra. Sola, iniziò a guadagnarsi da vivere lavando i pavimenti da McDonald’s. Analfabeta, si iscrisse a una scuola serale.

Il fiore d’oro

Venezia, primavera del 1944. Il cadavere di un “signor nessuno”, tale Renzo Manin, viene ripescato dalle acque del Canale di San Pietro: morte per annegamento accidentale, sentenziano le autorità. Eppure due persone la pensano diversamente. Sono Dietrich Von Altenburg (alto ufficiale tedesco caduto in disgrazia agli occhi del III Reich) ed Elena Contini (ebrea, storica dell’arte ed ex fidanzata del capitano dei Carabinieri Bruno Arcieri). Entrambi reduci dal caso narrato ne “Lo specchio nero”, scendono di nuovo in pista per fare luce sul mistero nascosto dietro la morte di Manin.
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