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Che razza di coppia

Padre Terry Dunn è decisamente un prete fuori del comune, e non solo perché, nello sperduto villaggio del Ruanda in cui vive come missionario, celebra la messa due volte all’anno. È anche il tipo che preferisce entrare in azione anziché porgere l’altra guancia. Per una serie di circostanze si trova costretto a tornare nella nativa Detroit. Qui lo attendono Johnny Pajonny, suo ex complice nel contrabbando di sigarette, e Debbie Dewey, una ragazza che è appena uscita di galera e ha un conto in sospeso con Randy, l’ex fidanzato che l’aveva abbandonata dopo averle rubato sessantasettemila dollari. Tra Terry e Debbie nasce una storia alimentata non solo dall’attrazione reciproca, ma anche dall’interesse e da una mancanza di scrupoli…

Che paese, l’America

Dopo aver raccontato, nelle “Ceneri di Angela”, la sua infanzia “infelice, irlandese e cattolica” come il più atroce e ilare dei mondi possibili, McCourt ci trasporta qui nell’America del secondo dopoguerra. E precisamente in una New York proletaria, dove fra case di mattoni rossi, pub di emigrati irlandesi e banchine ingombre di merci, con la quinta lontana e irraggiungibile di Manhattan, Frankie si trova a percorrere, passo dopo passo, un faticosissimo apprendistato.

Che Litti che Fazio

I DVD raccolgono il meglio degli interventi di Luciana Littizzetto a “Che tempo che fa”. Pur essendo sostanzialmente dei monologhi, l’interdizione di Fazio li ha trasformati in un battibecco lei contro lui. Il gioco delle parti fa sì che questo divertente pezzo di televisione italiana sia diventato per molti un appuntamento fisso della domenica sera.

Che la festa cominci

Nel cuore di Roma, il palazzinaro Sasà Chiatti organizza nella sua nuova residenza di Villa Ada una festa che dovrà essere ricordata come il più grande evento mondano nella storia della nostra Repubblica. Tra cuochi bulgari, battitori neri reclutati alla stazione Termini, chirurghi estetici, attricette, calciatori, tigri, elefanti, il grande evento vedrà il noto scrittore Fabrizio Ciba e le Belve di Abaddon, una sgangherata setta satanica di Oriolo Romano, inghiottiti in un’avventura dove eroi e comparse daranno vita a una grandiosa e scatenata commedia umana. La comicità di Ammaniti sa cogliere i vizi e le poche virtù della nostra epoca. E nel sorriso che non abbandona nel corso di tutta la lettura annegano ideali e sentimenti. E soli, alla fine, galleggiano i resti di una civiltà fatua e sfiancata. Incapace di prendere sul serio anche la propria rovina.

Che fortuna

Tom Krone, giornalista investigativo costretto a lavorare in un piccolo quotidiano di provincia, viene inviato nella cittadina di Grange a intervistare una giovane donna di colore che ha vinto quattordici milioni di dollari alla lotteria di stato. Gli altri quattrodici milioni sono andati ad una coppia di neonazisti decisi a fondare una loro milizia. I due malfattori si impadroniscono però anche dell’altra metà della vincita. Jo Layne non è però una sprovveduta e decide di lanciarsi al loro inseguimento. Tom Krone, affascinato dalla giovane donna decide di aiutarla.

Che fine ha fatto Mr Y

Strani eventi accadono intorno ad Ariel Manto, studentessa della British University. Prima scompare il suo professore, poi l’università crolla davanti ai suoi occhi, infine in un negozio di libri usati si imbatte in una copia di un libro rarissimo e maledetto, “Che fine ha fatto Mr Y.”. Scritto da Thomas Lumas, uno scienziato del XIX secolo che compiva esperimenti sui poteri della mente umana, il libro è in grado di trasportare chi lo legge nella “Troposfera”, dove è possibile viaggiare nel tempo e nello spazio entrando nelle menti di altri uomini. È una porta dimensionale che schiude un mondo di conoscenze, ma anche molti pericoli da cui Ariel dovrà fuggire… o è soltanto un’affascinante allucinazione? Il romanzo di Scarlett Thomas intreccia la suspense di un thriller con le visioni della fantascienza, realizzando una sorta di cocktail di filosofia, fisica, scienza e letteratura.
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Che cosa ti aspetti da me?

Tommaso Perez, brillante fisico nucleare, ripercorre la sua esistenza: gli anni d’oro in compagnia dei più grandi scienziati del Novecento e quelli grigi, spesi isolato in una casa di riposo. Stanco di vivere e disilluso, non sa che la vita ha ancora in serbo qualcosa per lui. Quando Elena entra nel suo mondo, e a poco a poco lo rivoluziona, Tommaso ritrova fiducia in un futuro diverso, e scopre che può ancora voltare pagina. Anche dopo i settant’anni. È questo amore fuori tempo massimo che gli permetterà di “oltrepassare il confine dove il sé si confonde con l’altro e il sé e l’altro diventano tutt’uno”. Un romanzo cinico ed esilarante, ironico e commovente, capace di raccontare la realtà in tutta la sua fragile, gloriosa e imprevedibile umanità.

Che cosa resta

Questo racconto della giornata di una donna sorvegliata dalla polizia segreta, tormentata da dubbi sulla fedeltà anche degli amici più cari, pressata dagli avvenimenti a prendere tremende decisioni, questo racconto di una donna sola di fronte alla propria coscienza somiglia in modo straordinario a Cassandra, altra storia di donna concepita e scritta negli stessi anni in cui andava prendendo forma questo Che cosa resta. In ambedue i testi – fa notare Anita Raja nell’introduzione – il tema centrale è quello di una persona che non riconosce più la propria città, il proprio mondo, le cose e la gente in cui ha creduto, divenute ormai estranee. La grandezza tragica di Cassandra, infatti, sta proprio nel fatto che il suo distacco da Troia e da Priamo, il suo apprendistato al no, è tanto più intenso e sofferto, quanto più essa ha amato la città e il padre, tanto più ha creduto nella loro diversità. Ora, questa tragedia ritorna in Che cosa resta, senza più il velo del mito: adesso Troia è Berlino, è il socialismo, è tutto ciò che Christa Wolf ha amato e in cui ha creduto.

Che cosa è successo a Mr. Dixon? Le storie del Bibliobus di Tundrum

È la vigilia di Pasqua. È il grande giorno: il primo giorno della mostra itinerante sulla storia del più importante emporio della città, il leggendario Dixon & Pickering’s, che compie ben cento anni. E Israel Armstrong, bibliotecario itinerante di Tundrum e curatore dell’esposizione, è di ottimo umore. Anche se piove – a Tundrum piove sempre -, lui non ha bevuto il suo caffè – ormai è un lontano ricordo – e la gente del luogo sembra fare di tutto per rendergli la vita impossibile. Insomma, ogni cosa va per il verso giusto. Almeno fino a quando si scopre che il proprietario dell’emporio è sparito. Dov’è finito Mr. Dixon? E cosa ne è stato delle centomila sterline che custodiva nella sua cassaforte? Inutile dire che il sospettato numero uno è proprio Israel, che nel giro di poche ore si ritrova ammanettato, accusato di rapimento e furto e per giunta senza lavoro – la biblioteca di Tundrum e Distretto non intende affatto infangare il suo buon nome annoverando tra le sue fila un pregiudicato. Riuscirà Israel a trovare la chiave di quella sparizione, salvare il posto e non trascorrere i prossimi anni in una cella dell’Irlanda del Nord? Perché la sua fidanzata non risponde mai alle sue telefonate? E si può sapere perché a Tundrum sembrano avercela tutti con lui? Ma, soprattutto, c’è qualcuno da quelle parti che conosce Franz Kafka?

Che cos’è metafisica?

La metafisica è lo scandalo della filosofia: da un lato essa investe i massimi problemi ed è dunque la ragione medesima in vista della quale gli uomini hanno cominciato a fare filosofia; dall’altro è indefinibile e il suo stesso oggetto, benchè vanamente cercato, resta una perenne fonte di aporie. Nel luglio del 1929 Heidegger tenne all’Università di Friburgo, dov’era tornato come successore di Husserl, una prolusione in cui mostra in che cosa consista l’essenza della metafisica e come essa affondi le sue radici nell’esistenza dell’uomo. Sospeso tra l’essere e il nulla, l’uomo esperisce, nello stato d’animo fondamentale dell’angoscia, una motivazione originaria a interrogarsi circa il senso delle cose.

Che cos’è la politica?

Nel 1955 venne proposto ad Hannah Arendt di scrivere un’Introduzione alla politica. Non doveva essere un trattato di carattere accademico: ‘Ho in mente una esposizione estremamente semplice. Non si tratterà di una discussione dei concetti chiave delle scienze politiche e sociali odierne bensí di un’introduzione a quello che realmente è la politica e ai presupposti fondamentali dell’esistenza umana con i quali il politico ha a che fare’. Altri impegni impedirono alla Arendt di portare a termine l’opera. Tuttavia, tra i suoi scritti inediti sono stati ritrovati materiali concernenti il progetto. Ursula Ludz ha raccolto questi documenti e li ha ordinati alla luce dei criteri ispiratori dell’incompiuta Introduzione, corredandoli di un commento che restituisce con chiarezza il contesto intellettuale entro il quale vennero concepiti. I brani pubblicati in Che cos’è la politica? forniscono indicazioni fondamentali sulla filosofia politica, sulla visione del mondo, sull’inconfondibile autonomia e originalità di Hannah Arendt. Il suo pensiero politico non può essere inquadrato entro schemi tradizionali. Essa è insieme idealista e realista: non si fa illusioni sullo stato del mondo, eppure è irriducibilmente convinta dell’importanza della riflessione teorica. Ed è stata proprio questa riflessione che l’ha portata a rievocare la politica come occasione e spazio di libertà, ad approfondire lo studio dell”utopia della polis’.
(source: Bol.com)

Che casino, Kowalski

Una nuova avventura di Kowalski, questa volta alle prese con i narco-trafficanti del Sud America. Per chi non conoscesse Kowalski… beh ecco la sua presentazione. “Mi chiamo Kowalski e vendo felicità. Sono aperto 24/7 sempre a disposizione della mia affezionata clientela. Clientela fedele e sempre in aumento, perchè io sono il mago della pioggia, trovo tutto quello che vuoi e anche quello che ancora non vuoi. Abito nel CONDOMinio da più di quanto mi piaccia ricordare e pago regolarmente l’affitto. Da me niente casini entri compri esci, solo cash e niente credito o cambio merce, se sei uno abituale due parole ci possono scappare. Accetto anche ordini telefonici, ma con cautela non si sa mai chi ci può essere all’ascolto…”

Che animale sei? Storia di una pennuta

Quando uno nasce, non sa chi è. E se non c’è nessuno che glielo dice, la vita diventa una bella complicazione. Lei, per esempio, non sapeva chi era, perché quando era nata, rotolando giù dal camion di Jack il Camionista, si era ritrovata sola e aveva scambiato per sua madre una pantofola di pelo. Una calda pantofola accogliente, dentro la quale si era accoccolata sognando di non essere ancora nata. In fondo, era contenta di avere questa mamma. E tutto sarebbe rimasto per sempre così, se non avesse voluto conoscere il mondo e non avesse continuamente incontrato qualcuno che le chiedeva: “Che animale sei?” Finché un giorno si ritrovò alla scuola della maestra Tolmer, che aveva una profonda convinzione, e cioè che tutto a questo mondo passa, anche le domande.

CHARM CITY

È un lunedì di marzo a Baltimora, un lunedì senza neve, ghiaccio o grandine, e Tess Monagham, appena uscita dall’ufficio, decide che è la giornata giusta per tornarsene a casa a piedi.
È di buon umore Tess, perché per la prima volta dopo due anni ha un lavoro e un fidanzato a tempo pieno. Quando passa perciò per l’Inner Harbour, il centro di Baltimora, e si imbatte in una folla insolita a quell’ora – uomini d’affari impeccabilmente vestiti, giovani in tenuta atletica, donne eleganti con indosso impermeabili di gabardine, mamme in pantacollant che tengono per mano pargoli schiamazzanti – anziché tirar dritto si ferma volentieri a curiosare.
Sospinta dalla folla, si ritrova in un piccolo anfiteatro all’aperto dove sono ammassate centinaia di persone. Su di un piccolo palco fanno bella mostra di sé il governatore, il sindaco, due senatori del Maryland, una scombinata squadra di basket con indosso tute da ginnastica nere e viola e un paio di vecchie glorie dei Baltimore Bullets, i Proiettili di Baltimora adesso ribattezzati Washington Wizards per rispetto al tasso locale di omicidi.
L’attenzione di Tess è, tuttavia, interamente rivolta all’uomo che ha tutta l’aria di essere la vera star della serata: Gerard «Wink» Wynkowski, il capo della Montrose Enterprise, l’azienda che negli ultimi dieci anni ha creato sei o sette ditte, una più redditizia dell’altra, un uomo asciutto, non molto alto, il viso spigoloso e la pelle perennemente abbronzata.
Acclamato dalla folla, Wink Winkowski annuncia che entro pochi giorni tornerà a Baltimora il grande basket, poiché firmerà un’intesa preliminare con una squadra professionistica della nba che vuole trasferirsi nella Charm City.
Tess si allontana pensando che il soprannome «Wink», occhiolino, è perfetto per quell’uomo che ha la capacità di fregare chiunque con una semplice strizzata d’occhio. Quello che, tuttavia, ignora è che tra poco il fregato sarà proprio lui, «Wink» Wynkowski. Sul Beacon Light apparirà un articolo sul «passato poliedrico» del milionario che si è fatto da sé, un passato che comprende episodi di violenza domestica e una dipendenza dal gioco d’azzardo. E «Wink» Wynkowski sarà ritrovato cadavere nel garage di casa sua, apparentemente asfissiato dai gas di scarico della sua macchina, un incidente su cui Tess indagherà per scoprire che non è semplice restare vivi a Baltimora, la Charm City, la città affascinante d’America.
Secondo romanzo della serie di Tess Monaghan, *Charm City* è una splendida conferma del talento della nuova «signora del giallo americano» e del suo inconfondibile stile.

Charlotte Brontë: Una vita appassionata

In un’epoca in cui la ricerca della visibilità e della fama personale sembra dettare lo spirito dei tempi, leggere la biografia di Charlotte Brontë è quanto mai illuminante. L’autrice del capolavoro Villette, di Shirley e Il professore, nonché di Jane Eyre, immediato successo all’epoca della sua pubblicazione e ormai classico intramontabile, scelse l’anonimato dello pseudonimo Currer Bell, con cui firmò tutti i romanzi, si calò nell’insignificante esistenza dell’istitutrice e interpretò il ruolo della figlia obbediente prima e della moglie devota poi. Eppure, nell’«ombra», ci racconta Lyndall Gordon, Charlotte seppe trovare le parole per dare voce alla propria esperienza e fece affiorare in superficie un mondo interiore rimasto celato. L’impatto con la società vittoriana fu «esplosivo»: una donna che esprimeva con candore i propri pensieri e sentimenti, che impiegava l’ironia nei confronti della società e dei costumi, era veramente una donna? Non andava forse considerata poco femminile? Ai contemporanei apparve “volgare”. Ma quella voce che si sollevò dall’oscurità ancora ci conquista con le sue intime rivelazioni, e il «fuoco» che bruciava in Charlotte tuttora infiamma le pagine dei suoi libri. Le vicende umane della ragazza apparentemente schiva e docile nata in una canonica immersa nelle brughiere dello Yorkshire si intrecciano in profondità ai suoi romanzi, che hanno sempre un nucleo autobiografico, illustra Gordon. Ancora oggi Charlotte parla a chi cerca di «elevarsi» superando gli ostacoli sul proprio cammino, a chi desidera un amore che vada oltre le convenzioni, come fu il suo per l’insegnante belga che l’aiutò a scoprire la propria vocazione di scrittrice e per l’editore londinese che rivelò il suo talento al mondo. Chi prende parola dall’ombra, ci insegna la vita di Charlotte, non parla tanto per sé, ma assume una voce universale, che guarda a un tempo a venire.

Charlie Chan e la tragica promessa

Charlie Chan, il poliziotto cinese di Honolulu dall’aspetto flemmatico e impenetrabile come un giocatore di poker, capace di risolvere i più intricati misteri tra una citazione e l’altra delle massime di Confucio, questa volta si trova a dover venire in aiuto di un ispettore di Scotland Yard alle prese con un caso apparentemente insolubile. Grazie al suo brillante intuito, Charlie Chan riuscirà a scoprire l’identità dello spietato assassino che infierisce su un gruppo di viaggiatori impegnati in un lungo giro in treno e nave intorno al mondo.E. Derr BiggersEarl Derr Biggers nacque a Warren, nell’Ohio, il 26 agosto del 1884. Laureatosi ad Harvard nel 1907, cominciò a lavorare come giornalista e critico teatrale. Creatore del famoso detective Charlie Chan, tradotto in molte lingue, è considerato uno dei più popolari autori americani di romanzi polizieschi. Morì a Pasadena, in California, il 5 aprile del 1933.