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Un posto nel mondo

Michele ha un amico, Federico. Uno di quegli amici con i quali dividi tutto: l’appartamento, la pizza e la birra, ma anche i sogni e le frustrazioni, le gioie e i dolori, e qualche volta le donne. Un giorno Federico decide di mollare tutto e partire. Stanco della vita monotona di provincia, se ne va alla ricerca dell’altra metà di sé. Michele invece resta. Quando torna, dopo cinque anni, Federico è cambiato. Ora è sereno, innamorato di una donna (Sophie) e della vita. Sembra una storia a lieto fine, ma non è così. Federico all’improvviso riparte, stavolta per un viaggio molto più lungo. Ritornerà (a sorpresa) nascosto dietro gli occhi di una bambina, Angelica.

Il posto del buio

Quando si risveglia in un motel della California, Frank Pollard è in stato di totale amnesia, ha le mani sporche di sangue, molti e strani oggetti nelle tasche. Confuso e temendo di aver commesso chissà quale crimine, si rivolge a Julie e Bobby Dakota, una coppia di detective privati. I due cominciano la loro indagine, che però si trasforma ben presto in un incubo, che minaccia di inghiottirli insieme a Frank… Una storia da brivido, tesa, avvincente e sorretta da un perfetto dosaggio della suspense.

Postmortem

Un serial killer &egrave in azione nella citt&agrave di Richmond: gi&agrave tre donne sono morte, violentate e strangolate nelle loro camere da letto. Nulla le accomuna, l’omicida sembra colpire a caso. La sola costante &egrave che i delitti avvengono sempre di sabato, prima dell’alba. &egrave per questo che quando una telefonata della polizia la sveglia nel cuore della notte, Kay Scarpetta, capo dell’ufficio di medicina legale della Virginia, intuisce immediatamente che l’inafferrabile assassino ha agito di nuovo. La minaccia incombe, il sanguinario killer pu&ograve tornare a colpire in qualunque momento e da qualunque parte. Kay non pu&ograve escludere nessuna ipotesi, nemmeno quella di essere il suo prossimo obiettivo. E sa di avere anche altri nemici: qualcuno che sta cercando di intralciare la sua azione, qualcuno che nell’ombra cerca di insidiarne il ruolo, compromettendo irrimediabilmente la caccia all’assassino.

La posta del cuore

Rosa è una bella donna sulla trentina, sensibile, intelligente e fa il lavoro che ha sempre sognato: tiene una rubrica di problemi sentimentali e crisi esistenziali su un quotidiano e conduce una trasmissione radiofonica. A tutti coloro che si rivolgono a lei, Rosa risponde, con trasporto e partecipazione: amanti delusi, innamorati frustrati, gelosi patologici, maniaci improbabili. Una vera e propria zattera di salvataggio… peccato che lei non sia altrettanto brava a risolvere i suoi, di problemi: dopo solo sette mesi di matrimonio, il marito la pianta perché si sente? trascurato. Tra esilaranti peripezie professionali e cocenti delusioni sentimentali, Rosa scoprirà che la sua vocazione altruistica nasconde il desiderio di essere amata per quello che è, non per quello che è capace di fare; e a poco a poco verrà alla luce il suo segreto più importante, rimasto per tanto tempo nascosto nel suo cuore.

Post office

NUOVA TRADUZIONE DI SIMONA VICIANI
‘Non potevo fare a meno di pensare, Dio mio, questi postini, non fanno altro che infilare le loro lettere nelle cassette e scopare. Questo è il lavoro che fa per me, oh, sì, sì, sì.’ Il paradiso sognato da Henri Chinaski, appena assunto nell’amministrazione postale americana, viene brutalmente corretto dalla dura realtà dei sobborghi di Los Angeles, dove si muove un’umanità degradata, carica di rabbia. Tuttavia Chinaski non si lascia travolgere dalla squallida routine né schiacciare dai regolamenti, anzi, intensifica il ritmo sincopato della sua vita allo sbando con colossali bevute. E così scorrono le istantanee, sfocate e mosse, di donne, dalla calda e accogliente Betty all’insaziabile texana Joyce, sposata quasi per caso, a Fay, contestatrice hippy che darà a Henry una figlia per poi sparire con lei in una remota comunità. E mentre sullo sfondo si accendono i bagliori di un’imprecisata rivolta nei sobborghi neri della città, Henry passa attraverso la trafila di ammonizioni e procedimenti disciplinari per ubriachezza molesta fino all’inevitabile licenziamento, coronato da una sbornia liberatoria. ‘La mattina dopo era mattina e io ero ancora vivo. Forse scriverò un romanzo, pensai. E lo scrissi.’
Con Post Office Charles Bukowski ci ha dato uno dei suoi libri migliori, un vero e proprio inno all’istinto insopprimibile di libertà, perennemente in bilico tra il disinganno più cinico e l’amore per la vita.
(source: Bol.com)

La possibilità di un’isola

In un futuro inquietante, dominato da cloni che sembrano aver pagato l’immortalità con la perdita della capacità di ridere, piangere e provare emozioni autentiche, due misteriosi personaggi, Daniel24 e Daniel25, trovano i diari del loro “originale”, Daniel1, vissuto ai nostri giorni. La lettura commuoverà molto Daniel25 che conoscerà così la sofferenza, distruggendo il sogno dell’immortalità dei suoi creatori. Provocatorio, ironico, il romanzo di Michel Houellebecq è una riflessione sul senso della vita che viviamo e sulla possibilità di replicarla.

Una posizione scomoda

Fabio è un ragazzo diplomato al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Agli occhi di registi del calibro di Amelio e Sorrentino, Fabio è una promessa del cinema italiano. Peccato che, dopo essere partito con il sogno di scrivere film d’autore, oggi lo ritroviamo a fare lo sceneggiatore di film porno. Deprimente, vero? Ma è l’unico modo per sbarcare il lunario. Così, invece di veder realizzato Il cielo di piombo, copione che da anni ingiallisce in un cassetto della sua scrivania, a Fabio tocca sfornare a un ritmo da infarto sceneggiature come la parodia di 20.000 leghe sotto i mari (per ottenere il nuovo titolo, sostituire la elle di “leghe” con una esse). Ma il giorno in cui gli annunciano che uno dei film da lui firmati, L’importanza di chiamarsi Ernesto (sostituire la emme di “chiamarsi” con una vu), è in lizza al Festival del Porno di Cannes, a Fabio viene un’idea che cambierà il corso della sua vita…
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Posizione di tiro

La vita di Martin Terrier è segnata dalla perfezione. Nessuno sa uccidere meglio di lui. È il piú qualificato e il piú richiesto dei sicari internazionali. La sua esperienza è di garanzia per qualsiasi committente. Ma proprio quando ha deciso di ritirarsi a vita privata, l’organizzazione spionistica per cui lavora gli impedisce di sottrarsi al proprio destino di assassino a pagamento e gli impone un ultimo incarico particolarmente difficile. La vita e le speranze segretamente covate dietro una cortina di freddezza glaciale si dissolvono in un vortice di sangue e morte. E di delitto in delitto, in un vuoto esistenziale quasi assoluto, Terrier scopre che ogni sua mossa rientra in un piano immensamente piú grande di lui, tramato in oscure stanze del potere.

La posizione della missionaria

Il celebre saggista statunitense ci propone un’insolita analisi della figura di Madre Teresa di Calcutta, rafforzata dalle testimonianze affidabili e ben documentate di alcune ex infermiere della missionaria di origine albanese, nonché di un autorevole medico. Hitchens sottopone all’attenzione del lettore gli aspetti più contraddittori dell’attività della religiosa e mette in discussione, in maniera coraggiosa e politicamente scorretta, l’etica della sofferenza che ne è alla base.
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Il porto delle nebbie: Le inchieste di Maigret (5 di 75)

Maigret guardava Joris, e un lieve sorriso gli errava sulle labbra. Strano uomo! Per cinque giorni, non riuscendo a dargli un nome, al Quai des Orfèvres l’avevano chiamato “l’Uomo”. Era stato fermato sui Grand Boulevards mentre si aggirava in preda al panico fra gli autobus e le macchine. Lo interrogano in francese. Nessuna risposta. Provano con altre sette o otto lingue. Niente. E neppure il linguaggio dei sordomuti funziona. Un pazzo? Nell’ufficio di Maigret lo perquisiscono. Il vestito che indossa è nuovo, nuova la biancheria, nuove le scarpe. Dagli indumenti sono state strappate tutte le etichette. Niente documenti. Niente portafogli. Cinque bei biglietti da mille franchi infilati in una tasca. (Le inchieste di Maigret 5 di 75)

Il porto dei mondi incrociati

Vi sentite insoddisfatti, vuoti, rosi da un tarlo che non riuscite a identificare, ma che vi impedisce di godere del vostro successo? Siete uomini “arrivati” sul lavoro e senza problemi con le donne, eppure non riuscite più ad appassionarvi né all’uno né alle altre? Non c’è da meravigliarsi se vivete immersi nel mondo fatuo di yuppies al quale appartiene Steve, se la vostra parte della metropoli è quella dove svettano i grattacieli delle multinazionali, tutti vetro e acciaio e dove brillano le insegne dei ristoranti di lusso e delle discoteche alla moda. Perché non provate a scendere al porto e a passeggiare fra le viuzze, come fa Steve? Potrebbe capitare anche a voi d’imbattervi nella taverna Illyriko e di trovarvi, tutto d’un tratto, sospesi fra due mondi. Già, perché nella taverna Steve incontra Jyp, una singolarissima figura di avventuriero e, attraverso di lui, viene introdotto in un incredibile mondo parallelo, fatto di spadaccini e corsari, di strani mostri e di immensi velieri: un mondo nel quale è possibile fare rotta per i paesi più incredibili e leggendari, ma ricco anche di insidie e di pericoli mortali, come Steve avrà modo di appurare di persona. Già, perché quando una ciurma di mostri rapisce la sua segretaria, Clare, per la quale comincia a provare un tenero sentimento, a Steve non resta altro da fare che chiedere a Jyp di armare un vascello e di accompagnarlo in una rischiosa crociera oltre le nubi, in un mondo incredibile, ma che vi conquisterà.

Le porte di Damasco

Le porte di Damasco Tommy e Tuppence Beresford, un tempo titolari dell’Associazione giovani investigatori, sono ora un’affiatata coppia di mezza età. Ritiratisi dal lavoro, vivono in campagna. Ma l’antica passione per l’avventura non si é spenta. Frugando in una pila di libri per ragazzi trovata nella casa che hanno appena acquistato, infatti, i due detective si imbattono in una serie di lettere sottolineate, apparentemente da decenni, con inchiostro rosso. Mettendole assieme appare una frase dal significato sinistro: “Marie Jordan non é morta di morte naturale. L’ha uccisa uno di noi. Io so chi é stato”. E quello che sembra essere solo un vecchio mistero può ancora interessare molte persone e mettere in pericolo delle vite.
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Le porte dell’inferno

Nell’inferno del Sudan settentrionale, tra paludi infestate di zanzare e vegetazione impenetrabile, il noto archeologo Porter Stone è sulle tracce della tomba del faraone Narmer. Ma la natura non è l’unica insidia: strani incidenti ostacolano la ricerca e i membri della spedizione cominciano a morire in circostanze drammatiche. Jeremy Logan, docente di Storia medievale, sensitivo ed enigmologo esperto di fenomeni inspiegabili, raggiunge il gruppo di esploratori nel tentativo di indagare le cause dei decessi. Con lui c’è l’amico Ethan Rush, che dirige un centro segreto per gli studi sui poteri psichici acquisiti dalle persone sopravvissute a un’esperienza di pre-morte. Cupe leggende circondano la tomba e le tre porte che conducono al suo interno: e quando il sepolcro verrà riaperto, i segreti che cela si riveleranno ancora più scioccanti di quanto immaginato. Logan dovrà scoprire a cosa serve il misterioso macchinario ritrovato nella camera più interna, forse usato proprio per esperimenti sulla pre-morte: ma qual è il legame con gli strani avvenimenti che hanno ostacolato gli scavi? Con Le porte dell’inferno, Lincoln Child crea un nuovo, intrigante protagonista, mescolando thriller, avventura e paranormale come solo un vero maestro della suspense può fare.