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Innocente Ossessione

***Sarò chiaro: so che pensi di poterti prendere mia sorella per poi trattarla come se non valesse niente.* **
*E voglio che tu sappia che non te lo lascerò fare. Non ti permetterò di farle del male.*
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«È una cosa ridicola.»
«Lo è» concordò Will, guardandola brevemente prima di tornare sulla strada, «È ridicolo che tu sia uscita con quell’imbecille.»
«Non è un imbecille» ribatté lei.
«Di’ quel che vuoi, ma Brandon ti ha portata a casa perché sperava di scoparti. E scommetto che tu invece non ci pensavi affatto.»
«Forse invece avevo proprio quello in mente.»
«Allora perché ti sei fatta portare via così?»
«Fammi un favore: chiudi la bocca e lasciami in pace.»
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**Arianna:**
Da che mi ricordi, Will è stato l’unico che abbia mai voluto.
Will Lyland, il giocatore di football alto e sexy.
Era l’uomo che sognavo di notte e che cercavo di non fissare di giorno, ma poi è diventato il mio fratellastro e questo mi ha distrutto ogni fantasia.
Ora siamo al college ed io sono pronta per una nuova vita. Nuovi amici. Nuovi vestiti. Feste. Ragazzi…
Non lo rivedrò mai più.
***Allora perché è l’unica persona a cui riesco a pensare?* **
**Will:**
Non le ho mai prestato attenzione, nemmeno dopo che è diventata la mia sorellastra.
Non sembriamo nemmeno provenire dallo stesso universo, ma quando suo padre mi ha chiesto di tenerla d’occhio in cambio del mio accesso a un’università prestigiosa, ho pensato che sarebbe stato un facile accordo.
Peccato che non lo sia. Lei è cambiata. Molto. E in modo veramente carino.
Chi avrebbe mai pensato che Arianna potesse diventare così sexy in così poco tempo?
Ora riceve le attenzioni dei maschi e alcuni di loro non hanno buone intenzioni…
**Tenerli lontani da lei è una cosa.**
***Mantenere il controllo di me stesso è tutt’altra…* **

In the Eye of Heaven

From a strong new voice in epic fantasy comes the tale of Durand, a good squire trying to become a good knight in a harsh and unforgiving world. Set to inherit the lordship of a small village in his father’s duchy because the knight of that village has been bereaved of his own son, Durand must leave when the son unexpectedly turns up alive. First he falls in with a band of knights working for a vicious son of a duke and ends up participating in the murder of the duke’s adulterous wife. Fleeing, he comes into the service of a disgraced second son of a duke, Lamoric, who is executing a long subterfuge to try to restore his honor in the eyes of his father, family, and king. By entering tournaments anonymously as “The Red Knight,” Durand will demonstrate his heroism and prowess and be drafted into the honors of the king. But conspiracies are afoot—dark plots that could break the oaths which bind the kingdom and the duchies together and keep the banished monsters at bay. It may fall to Durand to save the world of Man… Authentic and spellbinding, *In the Eye of Heaven* weaves together the gritty authenticity of a Glen Cook with the high-medieval flair epitomized by Gene Wolfe’s *The Knight* , to begin an epic multi-volume tale that will take the fantasy world by storm. At the Publisher’s request, this title is being sold without Digital Rights Management Software (DRM) applied.

Ilona arriva con la pioggia

Quando Maqroll inizia il racconto è ormai alla fine del viaggio. La nave che lo porta a Panama viene sequestrata dalle banche creditrici e lui, obbligato ad abbandonare i riti e le cerimonie del mare, diviene un relitto sulla terraferma, incapace di orientarsi fra le insidie di una cattiva libertà. Fino a quando, con le piogge del Tropico, arriva Ilona Grabowska, triestina di alto lignaggio, amica e amante sempre perduta e sempre ritrovata lungo le vie e i labirinti del mondo. E con lei – «maga della vita e dei giorni» – Maqroll avvia a Panama un singolare postribolo intorno al quale si incagliano – come sempre nella vita del Gabbiere – frammenti di storie, minimi deliri, sogni sempre sognati e l’inquietante Larissa, «una donna che non ti lascia via d’uscita».
Da questo romanzo, – seconda parte, dopo La neve dell’Ammiraglio, delle Avventure e tribolazioni di Maqroll il Gabbiere – l’omonimo film di Sergio Cabrera presentato al Festival del Cinema di Venezia.

Il vizio di parlare a me stessa

«Ricordare è tutto: l’etica fondamentale della vita». È con questa consapevolezza che l’esperimento giocoso di compilare taccuini diventa per Goliarda Sapienza un’abitudine, un esercizio letterario e mnemonico, e infine un vizio di cui non può fare a meno. Anno dopo anno si scopre attenta a riportare tutto quello che più la colpisce, perché poche volte si assiste a «qualcosa di possente e primario», ma con la stessa gioia prende la penna anche solo per ricordare un viso, immortalare un orizzonte viola, appuntare un pensiero trasportato dal vento forte, durante una camminata lungo il mare. Nelle ottomila pagine di quaderni, agende, fogli irregolari, densi o a volte appena scarabocchiati, si trova la vera voce di Goliarda. Quella riservata a se stessa, intima e diretta, che allo stesso tempo confida al lettore la sua storia, senza omettere nessun dettaglio: gli umori incostanti, gli inciampi e le sorprese nella quotidianità e nella scrittura, gli autori più amati e i viaggi che hanno modificato per sempre la percezione dello spazio. Tra le pieghe degli appunti spiccano poi le riflessioni politiche e l’analisi delle differenze generazionali, che rivelano il cambiamento di una società che inseguendo un’utopia si è ritrovata davanti a una violenta menzogna. Ma è sicuramente il tocco personale e profondo di Goliarda a illuminare e rendere preziosi i suoi taccuini. Il rapporto unico con la madre, i legami più importanti, gli amici che muoiono troppo presto, il dolore di non aver avuto figli e l’amore pieno per quegli «altri figli», i protagonisti dei suoi libri: prima fra tutti Modesta, che lascia le pagine dell’Arte della gioia per diventare persona in carne e ossa insieme ad Angelo, Citto, il fratello Carlo, Moravia e Zavattini. Ci sono alcune protagoniste della storia, come Virginia Woolf e Maria Giudice, che hanno «osato entrare fra i grandi senza tradire il loro essere donna». Con i suoi taccuini, Goliarda Sapienza ci mostra come si raggiunge quest’obiettivo. «Hai una casa qui, puoi sostare un poco. Hai trovato una cucina che almeno per un’altra ora ti terrà al caldo e ti darà il tempo di ripensare la vita. Che cos’è la vita, se non ti fermi un attimo a ripensarla?» *** «Ogni dieci anni Goliarda avrebbe riscritto lo stesso romanzo, modificandolo, reinventando se stessa e la propria vita. Ma da viva quasi nessuno ne capì la grandezza, L’arte della gioia venne pubblicato postumo, e Lettera aperta III rimase così, romanzo interrotto, desideroso di essere e tuttavia impossibilitato. A colmarne l’assenza questi taccuini che di Goliarda fanno eroina in lotta contro un Novecento italiano troppo spesso inadeguato» Tiziana Lo Porto, «la Repubblica»

Il vento non sa leggere

“Sul cartello è scritto “Non cogliere questi fiori”. Ma per il vento è inutile, perché il vento non sa leggere”, recita un’antica poesia giapponese. Solo una forza cieca potrebbe infatti annientare la passione tra una dolce ragazza giapponese e un ufficiale inglese. Si sono incontrati a Bombay, nel pieno della seconda guerra mondiale. Tutto congiurerebbe a tenerli lontani, ma i sentimenti non conoscono né frontiere né pregiudizi. Il destino però, può rivelarsi più spietato degli uomini…

Il trono senza re: Le storie dei re sassoni

Inizi del X secolo. Le forze dei regni di Wessex e Mercia si sono unite per sconfiggere i danesi, ma i regni della Gran Bretagna continuano a essere minacciati dall’instabilità e dalle pressioni dei vichinghi. Quando Æthelred, signore di Mercia, muore senza lasciare eredi, il trono vacante è l’ideale per scatenare rivalità sopite.Mentre l’aristocrazia della Mercia discute della successione e i territori dell’ovest cercano di accampare pretese, nuovi nemici si avvicinano dalle frontiere del Nord. I sassoni avrebbero un disperato bisogno di una guida forte, invece continuano a lottare per un trono abbandonato, rischiando di minare l’unità e la forza che hanno faticosamente costruito.Uhtred di Bebbanburg, il più grande guerriero della Mercia, appoggia Æthelflaed, la consorte di Æthelred, come legittima erede al trono, perché sa che anche lei crede nel sogno di un unico regno di Inghilterra. Ma i nobili accetteranno che sia una donna a prendere il potere, anche se è la vedova di Æthelred e la sorella del re di Wessex?

Il testimone perfetto

**«C’è tensione dalla prima all’ultima pagina.» Publishers Weekly Voleva riconciliarsi con la sua migliore amica.
Invece si ritroverà a vivere un incubo. Dall’autrice del bestseller *Era una moglie perfetta* ** Marissa Parlette non vedeva la sua migliore amica da anni. Dopo il tradimento di Lauren, infatti, i loro rapporti si sono bruscamente interrotti, fino al giorno in cui non si sono rincontrate per caso e hanno deciso di mettere una pietra sul passato. Marissa pensava che invitarla alla sua festa di fidanzamento potesse essere il gesto necessario a dimenticare. Ma mentre tutti si godono la serata, Marissa si accorge che qualcosa turba l’amica. E il peggio deve ancora venire: il giorno dopo il corpo di Lauren viene ritrovato in fondo a una scogliera. Che cosa le è successo? Possibile che sia caduta? E se qualcuno l’avesse spinta? Alla disperata ricerca di risposte che possano spiegare il drammatico accaduto, Marissa comincia a scavare a fondo tra gli eventi che si sono susseguiti la sera prima. Ma quello che emerge porta con sé sinistre implicazioni… Più Marissa investiga, più si convince che tutto quello che credeva di sapere sui suoi amici, sull’uomo che ama e persino su sé stessa, potrebbe non essere vero. **Autrice bestseller di USA Today e Publishers Weekly Guardati dagli amici con dei segreti…** «Inquietante e pieno di atmosfere affascinanti, questo libro vi terrà sulle spine fino allo straordinario finale. Lo consiglio!»
**Barbara Taylor Sissel** «A.J. Banner ha la capacità di mantenere la tensione dalla prima all’ultima pagina.»
**Publishers Weekly** «Un avvincente thriller psicologico con una suggestiva ambientazione.»
**The Seattle Times** «Il testimone perfetto è un romanzo davvero agghiacciante… I personaggi ottimamente caratterizzati tengono il lettore inchiodato…»
**New York Journal of Books** **A.J. Banner** Nata in India e cresciuta in America del Nord, ha sempre sognato di scrivere storie in cui nulla è ciò che sembra. È cresciuta leggendo Agatha Christie, Daphne du Maurier, e altri maestri del mistero. Ha sottratto furtivamente tutti i thriller dalla biblioteca dei genitori, anche i libri proibiti, e questo materiale, dopo anni, ha fornito spunti e ispirazioni per i suoi thriller psicologici, *Un vicino di casa quasi perfetto* , diventato un bestseller, e *Era una moglie perfetta*.

Il terzo poliziotto

«Avete mai visto una bara di bicicletta?». Lettore, questo è l’unico romanzo al mondo dove una domanda del genere può suonare perfino troppo ovvia. Come anche apparirà ovvio che un Sergente di polizia consideri gli umani compenetrati di bicicletta – un po’ come, secondo la teoria di un altro poliziotto, tutto l’universo è riducibile a una sostanza fondamentale, detta “omnium”. Ma come si può giungere a un tale stato di cose? Innanzitutto assistendo a un assassinio efferato. E poi accompagnando uno degli assassini in una stazione di polizia sperduta tra fradice torbiere. Qui la prosa ci avverte che siamo entrati in un luogo dove valgono, se valgono, nuove leggi della materia e dello spirito. Bianca, piatta, come dipinta su un cartellone, quella stazione di polizia sembra possedere una dimensione in meno del reale, «lasciando senza significato le rimanenti». Non solo: «tutta la mattina e tutto il mondo sembravano non avere altro scopo che quello di farle da cornice». Guardandola, l’assassino presagisce in quella casa «la più grande sorpresa che avessi incontrato, e ne ebbi paura». Giusta reazione. Ma non guasteremo al lettore quella sorpresa. Mentre gli proponiamo, come viatico, alcune righe dello scienziato e metafisico De Selby, l’uomo che portò alla massima prossimità la demenza e il genio, e che qui fa da contrappunto a ogni avventura: «Giacché l’esistenza umana è un’allucinazione che contiene in sé la secondaria allucinazione del giorno e della notte (quest’ultima un’insalubre condizione dell’atmosfera dovuta ad accumulazioni di aria nera), all’uomo di senno non si addice preoccuparsi dell’illusorio approssimarsi di quella suprema allucinazione che è conosciuta col nome di morte». Il terzo poliziotto fu pubblicato per la prima volta, postumo, nel 1967.

Il Tempo ritrovato

‘Il tempo ritrovato’ è il settimo e ultimo volume della ‘Recherche’. Scoppia la prima guerra mondiale e anche in mezzo ai bombardamenti l’ascesa degli arrivisti non ha limiti. Ritornato a Parigi, dopo un soggiorno in una casa di cura, Marcel ritrova gli amici del passato quasi irriconoscibili per l’opera devastatrice del tempo. Durante un ricevimento a casa dei Guermantes circostanze fortuite destano in lui un vivo ricordo del passato, che gli procura sensazioni d’improvvisa felicità. Guidato da questa memoria involontaria Marcel decide di scrivere per ritrovare se stesso e il tempo perduto. La letteratura, che egli aveva considerato sin dalla giovinezza meta della sua esistenza, diventa dunque quel luogo privilegiato nel quale dare senso alla propria vita salvandola dell’oblio: sarà la vittoria dell’arte sul tempo e sulla morte. All’interno – come in tutti i volumi Fermento – gli “Indicatori” per consentire al lettore un agevole viaggio dentro il libro.

Il Templare. I segreti della città santa

Nell’anno del Signore 1097, papa Urbano II si alza dallo scranno che fu di san Pietro e, in un impeto di ira furibonda, si scaglia contro gli infedeli chiamando a raccolta i signori d’Europa affinché i loro eserciti si adornino della croce di Cristo e spazzino via il sacrilegio di una Città Santa sulla quale sventola la bandiera dell’Islam. Il proclama del pontefice incontra un consenso senza precedenti e, in breve tempo, un fiume di uomini in armi è pronto a muovere verso est, disposto a tutto pur di strappare ai seguaci di Maometto la terra in cui il figlio di Dio si è fatto uomo, e restituire a Gerusalemme la dignità che spetta al luogo che fu culla della cristianità. Hugo de Payens e Goffredo di Saint Omer, futuri fondatori dell’Ordine dei Cavalieri Templari, non sfuggono al fervore religioso che ha pervaso tutti i regni d’Occidente e si uniscono alle truppe guidate dal conte Raimondo di Tolosa. Davanti ai loro occhi si profilano i paesaggi di un viaggio eccezionale. Un’odissea di fede e di sangue che attraversa la storia segreta delle Crociate in un romanzo dove il mistero, l’avventura e l’intrigo cedono il passo allo stupore che avvolge il segreto più prezioso mai posseduto dall’umanità. «Semplicemente magico.»
The New York Times «Un libro scritto sul filo del rasoio, emozionante e ricco di atmosfera. Una grande lettura.»
Historical Novels Review «Un’opera eccezionale. Lo stile di Doherty è inimitabile, funziona sempre.»
Nottingham Evening Post Paul Doherty
è nato a Middlesbrough nel 1946. Insegnante di storia, dirige la prestigiosa Trinity School. Come scrittore ha firmato una lunga lista di bestseller tradotti in tutto il mondo tra cui Il ladro di anime, Gli assassini del Graal, Gli artigli del diavolo e, pubblicati dalla Newton Compton, Alessandro Magno e la vittoria impossibile e Alessandro Magno e le porte degli inferi

Il suo attimo rubato

Rubi una volta e rubi per sempre… e lui se n’è appena andato via con il suo cuore.
In the Line of Duty, Libro quarto
L’ex specialista di sicurezza dell’esercito Luke Phillips non vorrebbe fare altro che abbandonare il suo ultimo incarico, soprattutto quando si rende conto che la proprietaria del supermercato di lusso per cui lavora è la figlia dell’uomo responsabile di averlo spedito in un carcere minorile.
Tuttavia, ha promesso ai ragazzi della comunità delle attrezzature nuove e aggiornate, perciò non ha altra scelta se non starsene sulle sue e non farsi coinvolgere da Emery Vincent. Non importa quanto sia dolce e sexy.
Basta una sola occhiata a Luke per sciogliere il cuore di Emery; insieme ad altre parti del corpo. Ma sa di non dover dar libero sfogo a quegli impulsi con un ragazzaccio che la guarda come se fosse cresciuto a razioni dell’esercito e lei fosse il piatto speciale del menù.
Quando però Luke la salva e medica il ginocchio ferito, tra loro scoccano le scintille. Un futuro insieme sembra impossibile, ma sesso selvaggio e bollente è garantito; almeno fino al termine dell’incarico. Salvo che Luke non si lasci alle spalle il passato e rischi tutto per amore.
Avvertenze: questo libro contiene un ex galeotto super sexy proveniente dalla parte sbagliata della città e una signorina di classe che ottiene molto, ma molto di più di quanto pattuito quando lo ingaggia per un lavoro.

Il Segreto Dell’ultimo Figlio

Tra gli uliveti e le vigne del Sud Italia, due madri danno alla luce nello stesso momento due bambini: Vitantonio e Giovanna.
Lontano da lì, nelle trincee della Prima guerra mondiale, i loro padri muoiono.
Tutti gli uomini della famiglia Palmisano sono caduti, tutti e ventuno. Tutti tranne Vitantonio.
Per proteggere il bambino dalla maledizione che sembra preseguitare la famiglia sua madre farebbe qualsiasi cosa. Decide di mentire: Vitantonio sarà suo figlio solo per lei e per il dottore che lo ha fatto nascere.
Vitantonio e Giovanna crescono insieme, legati dal segreto, e la guerra sembra un incubo lontano. Ma le nubi di un altro conflitto già si addensano all’orizzonte. Una nuova guerra minaccia di separare e distruggere quello che il sacrificio di una madre aveva unito e protetto…
*Il segreto dell’ultimo figlio* è l’appassionante saga di due famiglie in cui la grande Storia universale della prima metà del Novecento si intreccia con le piccole storie quotidiane dei personaggi. Sullo sfondo di un Sud Italia contadino e di una Bari martoriata dalle bombe del dicembre del 1943, due generazioni mettono in gioco amore, coraggio e lealtà in una battaglia senza riserve contro il destino.

Il Profumo Delle Fresie

La vita di Febe è ormai lontana dalle fantasie che coltivava a vent’anni, poco prima di sposare l’uomo con cui ora non riesce nemmeno più a condividere il letto. Ne ha subite troppe per riuscire a sopportarne gli abbracci sotto le lenzuola, le carezze che nei giorni più scuri si trasformano in schiaffi che le solcano il viso di lacrime. Ed è nelle notti che passa lontano da lui, in silenzio per non farlo svegliare, che sfoga la sua frustrazione sui tasti del computer finché gli occhi non le si inumidiscono. Scrive il romanzo della sua vita e delle sue sconfitte: “Il profumo delle fresie”, col sogno di pubblicarlo quando avrà raggiunto un lieto fine.
Solo i due figli, il timore di non riuscire a prendersene cura, le impediscono di scappare dal marito e la vita di rimpianti che si disperde come il fumo di una sigaretta, di quelle che fuma ogni mattina affacciata al balcone dell’appartamento. Ma è proprio nel ristorante su cui affaccia che lavora il protagonista dei suoi prossimi capitoli: il ragazzo che la spia dal retro del locale mentre scruta il cielo inondandolo di fumo, affascinato dalla sua malinconica bellezza.

Il ponte a tre archi

Albania, 1377. Un poveretto, Gjelosh l’idiota, è in preda a una crisi epilettica sulle rive dell’Uyana, un fiume considerato portatore di sventura. Un tale che si dichiara veggente, confuso tra la folla testimone di quel fatto inconsueto, interpreta le convulsioni come un segno divino e chiede che in quello stesso punto venga costruito un ponte di pietra. Per sfatare l’alone di mistero cresciuto nel frattempo intorno alla vicenda, il monaco Gjon s’incarica di raccontare la vera storia del ponte, ma deve affrettarsi, poiché i tempi sono torbidi e l’avvenire incerto. Egli narra che la costruzione fu lunga, laboriosa e difficile, punteggiata di strani avvenimenti, perché cantastorie ambulanti diffondevano bizzarre ballate, emissari d’una potenza straniera lusingavano con promesse di denaro un principe venale e credulone, una perfida mano distruggeva di notte quanto era stato costruito di giorno e, infine, per portare a termine il ponte fu necessario murare vivo un uomo in uno dei suoi pilastri…
Cantore del destino della sua patria, Ismail Kadaré esamina in questo romanzo le relazioni tra realtà e leggenda, per dimostrare quanto vi è di falso nell’evidenza e di vero nella dissimulazione; in questo caso, per descrivere lo sfruttamento delle superstizioni popolari, da parte di chi detiene il potere, a proprio vantaggio: qui, addirittura, per giustificare un omicidio. Ma in questo maestro dell’allegoria e della metafora tutto si colloca in una realtà più vasta, e i disgraziati eventi legati, con i loro presagi funesti, alla costruzione del ponte simboleggiano una terribile minaccia che si profila all’orizzonte: l’invasione della sventurata Albania da parte dei turchi. A poco a poco, le ombre dei loro minareti si allungano sulla «terra delle aquile». È l’inizio di una tirannia che durerà per secoli.

Il passaggio

Ci siamo. Ecco cosa capisce Carlo non appena riceve la telefonata di suo padre. Un pensiero immediato, che non lascia dubbi. Ci siamo. E infatti basta quella telefonata per spezzare in un attimo, in un breve scambio di battute, la regolarità della sua vita londinese, il lavoro allo studio di architettura, le sere e i fine settimana allegri con la moglie Francesca e i gemellini. “Sapevo che prima o poi il momento sarebbe arrivato, il tempo in cui avrei dovuto fare i conti con l’essere un uomo, con l’essere un padre, con la distaccata consapevolezza di trattare chi mi aveva messo al mondo per ciò che era. Il tempo in cui si dà un nome alle cose, in cui collocare nel posto giusto le intemperanze, gli imbarazzi, le frustrazioni, le distanze, la rabbia, il biasimo, il disprezzo. Il tempo di dare un’identità al mio addio, alla mia incapacità di ripercorrere la distanza che ci separava e che lo aveva spinto fino ai confini del mondo.” Il padre – un padre debordante e iroso, intemperante e pieno di genio, da cui Carlo ormai da anni si tiene a distanza di sicurezza – lo chiama da Upernavik, Groenlandia, per chiedergli di aiutarlo a portare una barca, il Katrina, da lì fino in Canada. Perché il passaggio del titolo è il celeberrimo passaggio a Nord-ovest, ed è su quelle acque pericolose e fra quei ghiacci, fra quelle solitudini e gli sporadici incontri con gli inuit delle coste, che ha luogo il confronto fra un padre e un figlio. Perché il passaggio, è chiaro, non parla solo di rotte geografiche, è soprattutto il superamento di un confine, un avvicinamento ai propri mostri, un attraversamento conradiano. E Pietro Grossi, con l’esperienza di chi in mare ci è cresciuto e conosce gli strumenti della navigazione così come sa bene quelli della narrazione, giocando con i grandi classici della letteratura come i cuccioli di balena con lo scafo del Katrina, ci porta dentro quegli abissi che i grandi romanzi di acqua e oceani hanno il potere di spalancarci davanti.

Il padre

La storia racconta di due amici di scuola prima e di vita poi, che a causa di un padre padrone, vedono svanire il sogno ambito per vent’anni: lavorare insieme. L’autore vince i dubbi iniziali sul raccontare o meno l’accaduto, appreso nei minimi particolari da uno dei due protagonisti, solo per dare il proprio contributo a che questa assurda storia non abbia a ripetersi.