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L’altare del passato. Racconti

Racconti che tratteggiano una borghesia fine secolo animata da vecchi nobili nostalgici di stagioni più felici, da anziane signore che vivono nel ricordo di un antico amore, da ex ballerine favorite di regnanti rinchiuse nell’isolamento della decadenza e della vecchiaia.

Allucinazioni

Charles Bonnet, naturalista ginevrino del Settecento, si era occupato di tutto: dall’entomologia alla riproduzione dei polpi, dalla botanica alla filosofia. Quando seppe che suo nonno, ormai semicieco, iniziava ad a­vere «visioni» di strani oggetti flottanti e di ospiti immaginari, volle stenderne un minuzioso resoconto, che passò inosservato per oltre un secolo e mezzo. Oggi la sindrome descritta da Charles Bonnet, che collegava l’insorgere di stati allucinatori con la regressione della vista – come se il cervello intervenisse, a modo suo, per compensare il senso perduto –, è ormai riconosciuta dalla letteratura medica, anche se viene raramente diagnosticata perché le allucinazioni sono associate alla demenza, alla psicosi, e chi ne soffre tende spesso a tacerne. Ma non è sempre stato così: in altri tempi e in altre culture, gli stati alterati di coscienza venivano percepiti come condizione privilegiata – da ricercare e indurre con la meditazione, l’ascesi, le droghe – e hanno influenzato l’arte, il folclore, il senso del divino. Con questa «storia naturale delle allucinazioni» Sacks aggiunge un ulteriore tassello alla sua «scienza romantica», capace di tramutare la casistica medica in una forma d’arte empatica. E prosegue il racconto au­tobiografico avviato con *Zio Tungsteno*: dopo l’infanzia, scopriamo così la giovinezza del neurologo più famoso del mondo, trascorsa sulle spiagge della California e costellata di azzardate sperimentazioni psicotrope. Allucinazioni olfattive, uditive, tattili, spaziali, arti fantasma, *Doppelgänger*, e­pifanie mistiche, squilibri chimici: ogni argomento viene affrontato con la consueta capacità di immedesimazione, con curiosità ed eleganza innate, e analizzato sotto le lenti della ricerca specialistica, della letteratura e dell’esperienza – clinica e personale – di Sacks. Il risultato è una conferma di quanto scriveva Goethe: «La scienza è nata dalla poesia».

Acquazzoni in Montagna (Italian Edition)

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Acquazzoni in Montagna (Italian Edition) by Giuseppe Giacosa
Acquazzoni in montagna è una commedia di Giuseppe Giacosa. Venne rappresentata per la prima volta al Teatro Valle di Roma il 20 febbraio 1876, dalla compagnia Ciotti-Marini. La vicenda ha luogo presso l’Hôtel du Mont-Rose a Gressoney.

Acquazzoni in Montagna

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Giuseppe Giacosa (21 October 1847 – 1 September 1906) was an Italian poet, playwright and librettist. He was born in Colleretto Parella, now Colleretto Giacosa, near Turin. His father was a magistrate. Giuseppe went to the University of Turin, studying in the University of Turin, Faculty of Law. Though he gained a degree in law, he did not pursue a legal career. He gained initial fame for his play Una Partita a Scacchi (“A Game of Chess”) in 1871. His main field was playwriting, which he accomplished with both insight and simplicity, using subjects set in Piedmont and themes addressing contemporary bourgeois values. He wrote La Dame de Challant for noted French actress Sarah Bernhardt, which she produced in New York in 1891. He also wrote the librettos used by Giacomo Puccini in La bohème, Tosca and Madama Butterfly in conjunction with Luigi Illica.
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Gli abitatori del miraggio

Merritt, è stato una figura dominante della Letteratura Americana del Fantastico e fu il capostipite di una scuola che ha annoverato tra i suoi esponenti Fritz Leiber, Jack Vance e Ira Levin, Merritt è un dei più grandi ed affascinanti creatori di mondi fantastici: mondi dimenticati in luoghi inaccessibili, nascosti tra le pieghe del tempo, perduti tra i labirinti di dimensioni sconosciute. In questo romanzo Merritt trasporta i suoi personaggi dalla magica desolazione del deserto di Gobi, agli universi misteriosi che si celano aldilà delle illusioni e dei miraggi. Universi popolati da figure mitiche, da genti e creature favolose, sulle quali domina l’ombra minacciosa del Kraken, che guida l’eterna battaglia tra il Bene e il Male, incarnati da due figure di donna egualmente enigmatiche ed inafferrabili.
L’autore, Abraham Merritt, nato a Beverly in New Jersey nel 1884, si trasferì a Filadelfia nel 1894. Abbandonò il praticantato come avvocato per dedicarsi al giornalismo, prima come corrispondente e in seguito come direttore. Dal 1912 al 1937 è stato vice-direttore del The American Weekly, per poi diventarne direttore dal 1938 fino alla sua morte.
La sua produzione letteraria fu poco più che un’attività di svago, e ciò spiega il numero basso di sue pubblicazioni. Merritt era uno dei giornalisti più pagati della sua epoca, basti pensare che nel 1919 guadagnava $25.000 all’anno, fino ad arrivare ai $100.000 all’anno sul finire della carriera. Il suo successo economico gli consentì di viaggiare molto, specialmente in Giamaica ed Ecuador, luoghi in cui possedeva delle abitazioni e dove poteva dedicarsi alla coltivazione di piante esotiche, tra cui orchidee e marjuana.
Merritt si sposò due volte: la prima nel 1910 con Eleanore Ratcliffe, insieme alla quale adottò una bambina, la seconda nel 1930 con Eleanor H. Johnson. Nella sua casa di Hollis Park Gardens a Long Island accumulò collezioni di armi, sculture e maschere primitive raccolte durante i suoi viaggi. Inoltre, la sua personale biblioteca di libri dedicati all’occulto contava oltre 5000 volumi.
Morì a causa di un attacco di cuore nel 1943 a Indian Rocks Beach (Florida), dove era solito trascorrere il periodo invernale.
Gli scritti di Merritt erano fortemente influenzati dall’opera di H. Rider Haggard e Gertrude Barrows Bennett (che scriveva dietro lo pseudonimo di Francis Stevens). I racconti di Merritt avevano al centro i temi tipici dei pulp magazine dell’epoca: civiltà perdute, mostruose creature e via discorrendo. I suoi eroi erano sempre valorosi guerrieri irlandesi o scandinavi, i cattivi di turno provenivano spesso dalla Germania e dalla Russia (in accordo con la politica estera americana di quei tempi), mentre i personaggi femminili erano verginali e scarsamente vestiti. Ciò che ha reso Merritt diverso dagli altri autori pulp è stata la sua prosa ricca e la ricerca ossessiva del dettaglio.
Nel 1917 pubblicò il suo primo racconto fantasy, intitolato Through the Dragon Glass. Inoltre contribuì alla stesura del racconto Sfida dall’ignoto (1935) insieme a Howard Phillips Lovecraft, Robert E. Howard, C. L. Moore e Frank Belknap Long.

Abissi d’acciao

Chi ha ucciso Roj Sarton sulla soglia di casa con una scarica di disintegratore? Da qualunque parte la si prenda, è una “patata bollente”. La vittima viveva a Spacetown, la misteriosa città che gli Spaziali hanno eretto, dietro un impenetrabile campo di forza, vicino a New York; era uno scienziato specializzato nella costruzione di robot positronici, e la sua morte costituisce un incidente diplomatico gravissimo, e può scatenare fra i Terrestri contraccolpi ancora più gravi. Ecco allora Elijah Baley, il detective della polizia di New York già noto ai nostri lettori (Urania 507, “Il sole nudo”) prendere in mano il caso. Ma non lavorerà solo, questa volta: avrà uno strano, e non proprio gradito, collaboratore, il signor R. Daneel Olivaw. Dove R. sta per Robot.

A pesca nelle pozze più profonde: Meditazioni sull’arte di scrivere racconti

“A un certo punto del mio apprendistato mi misi in testa che, se volevo diventare un bravo scrittore di racconti, dovevo imparare a pescare”. Un’educazione letteraria e sentimentale. Paolo Cognetti, apprezzato scrittore italiano di racconti, si confronta con i grandi maestri di questo genere. Come si fa a scrivere un grande racconto? Cosa c’è dietro il lavoro quotidiano sulla pagina? Qual è il prezzo da pagare per riuscire a racchiudere il mondo in venti cartelle? Da Raymond Carver a Ernest Hemingway, da J.D. Salinger a Alice Munro, da John Cheever a Flannery O’Connor, Cognetti ci prende per mano trascinandoci nelle vite interiori e nelle botteghe di questi autori. A un certo punto ci sembrerà di sentire di cosa è fatto il lungo e duro tirocinio che può portare a capolavori come “I quarantanove racconti” di Hemingway o “Nemico, amico, amante…” della Munro. Non solo la tecnica, ma la disposizione d’animo, l’ostinazione, lo stare al mondo cercando di non esserne schiacciati. Il tutto per riuscire a “pescare”, dalle pozze più profonde, almeno una gemma piena di luce. Un libro sull’arte di raccontare storie…
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Le tette dell’esorcista: Maghella 19

Siamo in un mondo di maghi, streghe, lupi mannari, creature diaboliche e fatate. E’ un periodo fantastico, un “medioevo impazzito con molte fessure temporali sul futuro e sul passato”, estremamente affascinante e pericoloso. Qua nasce Maghella. Prorompente giovane bellezza dai lunghi capelli neri corvini, una bocca rosea, sempre pronta a schiudersi sorridente (talvolta invitante), le gambe lunghe e sode a sostenere natiche troppo rotonde per non fare la loro parte durante l’incedere della loro legittima proprietaria. Anche se figlia di strega, non ha uno straccio di potere e, arrivata all’età della ragione, ci rimane male. E ne ha tutte le ragioni!
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### Sinossi
Siamo in un mondo di maghi, streghe, lupi mannari, creature diaboliche e fatate. E’ un periodo fantastico, un “medioevo impazzito con molte fessure temporali sul futuro e sul passato”, estremamente affascinante e pericoloso. Qua nasce Maghella. Prorompente giovane bellezza dai lunghi capelli neri corvini, una bocca rosea, sempre pronta a schiudersi sorridente (talvolta invitante), le gambe lunghe e sode a sostenere natiche troppo rotonde per non fare la loro parte durante l’incedere della loro legittima proprietaria. Anche se figlia di strega, non ha uno straccio di potere e, arrivata all’età della ragione, ci rimane male. E ne ha tutte le ragioni!

Tensegrità. I sette movimenti magici degli sciamani dell’antico Messico

Con la parola “tensegrità”, in cui si fondono i concetti di tensione e integrità, Carlos Castaneda definisce il complesso di quei “movimenti magici” per mezzo dei quali gli sciamani messicani riescono a operare la loro magia, a entrare immediatamente in contatto con la segreta energia dell’universo e a sfruttarla per il benessere dell’uomo.
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Lo specchio dell’anima

Miranda è una giovane donna che si affaccia alla vita: l’obiettivo di raggiungere la laurea, tanto faticosamente sudato, si sta finalmente concretizzando e all’orizzonte si prospettano anche importanti sbocchi lavorativi. La tranquillità della sua esistenza, però, è da tempo turbata da terribili incubi, dai quali si risveglia spesso colma di angoscia. Per fortuna può contare sul supporto di Katherine, una ragazza semplice e gentile conosciuta all’università e con cui ha fin da subito stabilito un rapporto di stretta amicizia. Lo stesso non si può dire di Christopher, il ragazzo di Katherine, un tipo molto geloso e possessivo, non di rado incline a scenate anche piuttosto accese. Per questo la scelta dell’amica di troncare questa relazione non la sorprende più di tanto. Ma quando una terribile tragedia irrompe nella sua vita, mille dubbi si fanno strada nella sua mente, trascinandola pian piano in un vortice inquietante e pericoloso…

Shardana. I popoli del mare

Un saggio storicamente documentato sull’origine di un popolo, anzi dei Popoli che nel II millennio a.C. dominarono lo scenario del Mediterraneo, scorrendo veloci sulle loro incredibili navi, arrivando anche a solcare le rotte dell’Atlantico, circumnavigando l’Africa fino alla mitica Simbhabwe.
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