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Le campane di Virgin River

VIRGIN RIVER 8
La vita a Virgin River scorre quasi in un’altra dimensione, avvolta nell’abbraccio protettivo dei boschi che la circondano. Il luogo ideale per trovare rifugio e rigenerarsi.
Non si sente spesso di una chiesa messa all’asta su eBay, ma è quello che succede a Virgin River, e Noah Kincaid è il fortunato che se l’è aggiudicata. Ora dovrà trovare un’assistente che lo aiuti nelle pulizie e nella gestione delle attività. È solo per compassione che affida il lavoro a Ellie Baldwin, una ragazza bellissima e provocante, che ha alle spalle una lunga serie di guai. Lei ha bisogno di quel lavoro per riavere con sé i propri figli e lui ha bisogno del suo entusiasmo per conquistare la comunità locale. E, ovviamente, a Virgin River, l’amore è sempre in agguato.
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### Sinossi
VIRGIN RIVER 8
La vita a Virgin River scorre quasi in un’altra dimensione, avvolta nell’abbraccio protettivo dei boschi che la circondano. Il luogo ideale per trovare rifugio e rigenerarsi.
Non si sente spesso di una chiesa messa all’asta su eBay, ma è quello che succede a Virgin River, e Noah Kincaid è il fortunato che se l’è aggiudicata. Ora dovrà trovare un’assistente che lo aiuti nelle pulizie e nella gestione delle attività. È solo per compassione che affida il lavoro a Ellie Baldwin, una ragazza bellissima e provocante, che ha alle spalle una lunga serie di guai. Lei ha bisogno di quel lavoro per riavere con sé i propri figli e lui ha bisogno del suo entusiasmo per conquistare la comunità locale. E, ovviamente, a Virgin River, l’amore è sempre in agguato.

Il cammino del penitente: romanzo

Lois Castro è sconcertato. Lavora in polizia da molti, troppi anni, eppure non si è mai trovato di fronte a una scena simile: una ragazza giovanissima, nemmeno ventenne, barbaramente uccisa nella cattedrale di Santiago de Compostela. La vittima viene subito identificata come Patricia Palmer, studentessa di archeologia nonché appassionata attivista per la difesa dell’ambiente. In particolare, Patricia aveva partecipato a una manifestazione contro una grossa fabbrica della zona e la cosa le aveva procurato non pochi nemici. Ma perché assassinarla? E perché farlo in uno dei luoghi più sacri del mondo? Laura Màrquez è al colmo della gioia. Il direttore del giornale per cui collabora l’ha finalmente incaricata di occuparsi di un caso vero: la sparizione di un manoscritto dalla biblioteca dell’università di Santiago. Messi da parte i bollettini del traffico e i necrologi, Laura si getta a capofitto nel suo primo lavoro sul campo, anche perché ha la netta sensazione che, dietro quel furto, si nasconda una storia ben più interessante: quella stessa mattina, infatti, l’arcivescovo ha diramato un appello per esortare il ladro a restituire l’antichissimo testo. E, poco dopo, i sospetti di Laura trovano una drammatica conferma: l’ultima persona ad aver consultato quelle carte è stata Patricia Palmer, la ragazza uccisa nella cattedrale…

Camere separate

“Camere separate è forse un adagio condotto sull’interiorità e sul rinvenimento delle motivazioni profonde – per il protagonista – dell’amare e dello scrivere. Il primo romanzo che ho scritto dopo il compimento del trentesimo anno. Come scrive Ingeborg Bachmann: ‘Quando un uomo si avvicina al suo trentesimo anno di età, nessuno smette di dire che è giovane. Ma lui, per quanto non riesca a scoprire in se stesso nessun cambiamento, diventa insicuro; ha l’impressione che non gli si addica più definirsi giovane. Sprofonda e sprofonda.’” Pier Vittorio Tondelli

La camera dello scirocco

Autunno del 1914. La Prima Guerra Mondiale è scoppiata da poche settimane; già il sangue scorre a fiumi dalla Francia alla Russia, eppure tra i civili regna ancora l’euforia. In questa atmosfera paradossale, dove mezza Europa si avvia allegramente verso l’abisso, la città di Praga è scossa da un bizzarro episodio di cronaca nera: il rapimento di una stella del teatro yiddish. Per affrontare e risolvere il caso, ecco ricostituirsi la coppia investigativa de “I misteri di Praga”: Solomon Meisl, medico ebreo di origini proletarie, e Karel Heida, giovane tenente di famiglia aristocratica. Ma il sequestro dell’attrice è solo il primo anello di una catena di enigmi delittuosi: la morte violenta di uno scultore omosessuale, l’assassinio di una fioraia ambulante, il suicidio di un capitano dell’esercito, la scomparsa di un maggiore degli ussari… Risoluti a vederci chiaro, Meisl e Heida si gettano a capofitto in un’inchiesta intricatissima che, partendo da Praga, a poco a poco si allarga ad altri territori dell’Impero Austro-Ungarico, fino a giungere a un luogo dove tutte le storie e tutti i destini troveranno il loro imprevedibile scioglimento: la camera dello scirocco…
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La camera d’ambra

La Torre, l’Alfiere, la Donna, il Cavallo, il Pedone, il Re: sono sei, sono ladri e falsari d’opere d’arte e si fanno chiamare il Gruppo degli Scacchi. Dopo aver messo a segno un grosso colpo in un castello sul lago di Costanza, scoprono che sotto il quadro appena rubato si cela un’altra tela, recante un messaggio cifrato. Una volta interpretato il codice, gli indizi li portano sulle tracce di uno dei più famosi tesori scomparsi della storia: la preziosa Camera d’Ambra, il gioiello architettonico costruito con la luminosa resina del Baltico per Federico I di Prussia e visto per l’ultima volta nel 1944 nel castello di Königsberg. In una travolgente girandola di inganni e false rivelazioni, sarà il Pedone, l’infallibile ladra Ana Marìa, ad avvicinarsi di più alla verità nel corso di una caccia al tesoro senza regole e senza scrupoli.La Camera d’ambra, appassionante esordio di Matilde Asensi, è un romanzo travolgente e ricco di suspense che mescola abilmente arte e avventura.
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La Torre, l’Alfiere, la Donna, il Cavallo, il Pedone, il Re: sono sei, sono ladri e falsari d’opere d’arte e si fanno chiamare il Gruppo degli Scacchi. Dopo aver messo a segno un grosso colpo in un castello sul lago di Costanza, scoprono che sotto il quadro appena rubato si cela un’altra tela, recante un messaggio cifrato. Una volta interpretato il codice, gli indizi li portano sulle tracce di uno dei più famosi tesori scomparsi della storia: la preziosa Camera d’Ambra, il gioiello architettonico costruito con la luminosa resina del Baltico per Federico I di Prussia e visto per l’ultima volta nel 1944 nel castello di Königsberg. In una travolgente girandola di inganni e false rivelazioni, sarà il Pedone, l’infallibile ladra Ana Marìa, ad avvicinarsi di più alla verità nel corso di una caccia al tesoro senza regole e senza scrupoli.La Camera d’ambra, appassionante esordio di Matilde Asensi, è un romanzo travolgente e ricco di suspense che mescola abilmente arte e avventura.

Cambio di rotta

Lo amo o non lo amo? Questo è il problema o, meglio, il dilemma di Cassie, quando mancano cinque giorni al fatidico sì.In occasione del suo prossimo matrimonio, Cassie si ritrova a festeggiare l’addio al nubilato a bordo di una splendida nave ancorata al porto di Sydney. Il mattino seguente, si risveglia nel letto di una cabina della nave in compagnia di uno sconosciuto, tale Matt, che la informa di aver trascorso la notte insieme a lei. Cassie non ricorda niente, ma ciò che vede intorno a sé la convince che quella è la verità, purtroppo. O forse no. Perché, in fondo, quell’uomo non è poi tanto male. E allora, è proprio indispensabile tornare tra le braccia del suo Sebastian?

Calliphora (Versione italiana)

Nella carriera di un detective è impossibile dimenticare il disordinato, incessante movimento delle mosche necrofaghe su un cadavere umano: uno spettacolo orribile che prima o poi un poliziotto è costretto a contemplare. Adesso che le mosche Calliphora potrebbero essere un lontano ricordo per Kay Scarpetta che, lasciati Richmond e l’Istituto di medicina legale della Virginia, si è trasferita a Delray Beach, in Florida: un lavoro da consulente free lance, decisamente tranquillo. Ma gli spettri, si sa, ritornano. La strana morte in Louisiana di una ricca signora ben presto mostra inquietanti collegamenti con la scomparsa di numerose donne nella zona di Baton Rouge. Nel frattempo, Jean-Baptiste Chandonne, il feroce “lupo mannaro”, in attesa dell’esecuzione capitale, chiede di parlare con il detective Scarpetta per rivelarle informazioni di vitale importanza che riguardano il clan Chandonne e i suoi criminosi legami internazionali. Per Kay è come essere di nuovo travolta da ciò che credeva di avere lasciato alle spalle…

Un calcio in bocca fa miracoli

“Io non ho più interesse per niente e nessuno, rubo penne, passeggio per strade degradate, sbavo per una portinaia e basta, basta così”, dice di sé il narratore di questa storia, un vecchiaccio sgradevole e scorretto, burbero, perfido. Irresistibile. E se la portinaia di cui si è invaghito – una donna sulla sessantina, attraente, ‘sciabile’- accetta la corte di un barista con i denti rifatti; se la sua ex moglie, che era “un vortice di generosità, di capricci, di ovulazioni, di piccole iniziative stupefacenti”, lo guarda come se fosse il suo gommista; se con la figlia parla per lo più del tempo, a lui non resta che raccontare, divagando, di tutto questo. E raccontare di Armando, il suo migliore amico. La parte buona del carciofo che è lui. Una persona rara, gentile, positiva. Con un progetto folle in testa. Sì, perché se tutti vogliono lasciare qualcosa dopo la loro morte, “chi una tabaccheria avviata, chi un grande romanzo, qualcun altro una collezione di lattine di birra”, Armando vuole lasciare un amore. Si è messo in testa che due ragazzi del quartiere che ancora non si conoscono, Chiara e Giacomo, sarebbero una coppia perfetta, e intende dare una mano al destino. Pretesa, questa, che l’intrattabile vecchiaccio reputa ridicola e tenta di osteggiare in tutti i modi. Ma dopo aver impiegato oltre settant’anni per convincere gli altri a non contare su di lui, si ritroverà coinvolto dalla fastidiosa, insistente, implacabile fiducia nella vita di Armando.
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Caino

A vent’anni dal Vangelo secondo Gesù Cristo, José Saramago torna a occuparsi esplicitamente di religione con una prova narrativa impeccabile per stile e ironia. Se in passato il premio Nobel portoghese ci aveva dato la sua versione del Nuovo Testamento, ora si cimenta con l’Antico. E per farlo, sceglie il personaggio più negativo, la personificazione biblica del male, colui che uccide suo fratello: Caino. Capovolgendo la prospettiva tradizionale, Saramago ne fa un essere umano né migliore né peggiore degli altri. Al contrario, il dio che viene fuori dalla narrazione è un dio malvagio, ingiusto e invidioso, che non sa veramente quello che vuole e soprattutto non ama gli uomini. È un dio che rifiuta, apparentemente solo per capriccio e indifferenza, l’offerta di Caino, provocando così l’assassinio di Abele. Cacciato e condannato a una vita errabonda, il destino di Caino è quello di un picaro che viaggia su una mula attraverso lo spazio e il tempo, in una landa desolata agli albori dell’umanità. Ora da protagonista, ora da semplice spettatore, questo simpatico avventuriero un po’ mascalzone attraversa tutti gli episodi più significativi della narrazione biblica. Riscrittura ironica e personalissima della Bibbia, Caino è un’eccezionale invenzione letteraria e una potente allegoria che mette in scena l’assurdo di un dio che appare più crudele del peggiore degli uomini. L’opera maggiore di uno scrittore nel pieno della sua maturità, forse mai così libero, lucido e vivace.

Caffè con panna

La vita di Cameron potrebbe stare tutta in una scatola di cartone. L’infanzia trascorsa spostandosi da una città all’altra le ha insegnato a non mettere radici. Ora, a trent’anni scarsi, l’unica persona con cui festeggiare San Valentino è Oliver, il suo ultranovantenne datore di lavoro con cui condivide l’appartamento e che ama come fosse un padre. Certo pranzare tutti i giorni con tramezzini al formaggio non è il massimo, ma fa parte di una routine che per Cameron ha il fascino di una vita serena e senza intoppi. Fino a quando Oliver non le porge una lettera che porta la fi rma di Sonia, l’amica da cui, quindici anni prima, aveva creduto di non potersi separare mai. Pomeriggi sul divano a rivedere per la centesima volta Dirty Dancing, notti intere trascorse a confi darsi i più intimi segreti… Poi un furioso litigio le aveva divise e da allora non avevano più saputo nulla l’una dell’altra. Sono passati otto anni ormai, ma Cameron non ha la minima intenzione di riallacciare i rapporti. Se non fosse per un misterioso pacchetto che Oliver le chiede di recapitare di persona a Sonia. Intraprende così un viaggio che la riporterà indietro, tra ricordi che riaffiorano ed emozioni mai dimenticate.Un viaggio pieno di sorprese e di incontri inattesi, alla scoperta dell’amore, dell’amicizia e, soprattutto, di se stessa.

Caduto fuori dal tempo

Caduto fuori dal tempo è un punto d’arrivo nella carriera letteraria di uno dei massimi scrittori contemporanei, uno di quei libri che portano la nostra consapevolezza e la nostra capacità di sentire a un limite oltre il quale non è possibile andare.Tutto comincia con un’immagine, un gesto, un movimento di misteriosa, evocativa potenza: un uomo si alza all’improvviso da tavola, prende commiato dalla moglie ed esce per andare “laggiù”. Ha perso un figlio, anni prima, e “laggiù” è dove il mondo dei vivi confina con la terra dei morti. Non sa dove sta andando, e soprattutto non sa cosa troverà. Lascia che siano le gambe a condurlo, per giorni e notti gira intorno alla sua città e a poco a poco si unisce a lui una variegata serie di personaggi che vivono lo stesso dramma e lo stesso dolore: il Duca signore di quelle terre, una riparatrice di reti da pesca, una levatrice, un ciabattino, un anziano insegnante che risolve problemi di matematica sui muri delle case. E l’uomo a cui è stato affidato l’incarico di scrivere le cronache cittadine. Ciascuno ha la propria storia, chi ha perso il figlio per una grave malattia, chi in un incidente, chi in guerra. Insieme a loro idealmente, visto che non può muoversi dalla sua stanza, c’è anche una strana figura di Centauro, con la parte inferiore del corpo che nel tempo si è trasformata in scrivania. È uno scrittore che da quindici anni vive circondato dagli oggetti del figlio che non c’è più, e il cui unico desiderio da allora è catturare quella morte con le parole. “Non riesco a capire qualcosa finché non la scrivo” dice. È lui a ispirare e a inglobare la storia che stiamo leggendo. La marcia di quei genitori prosegue in giri sempre più ampi intorno alla città, monologando o dialogando ognuno di essi parla di sé, del desiderio di rivedere almeno una volta il proprio figlio, della vita che si è interrotta in quel tragico momento. E ognuno ha una sua voce, che Grossman in modo sublime trasforma nella voce della poesia, la lingua del dolore. Arriveranno “laggiù”? Sì, ci arriveranno, fusi a quel punto in un coro di pura e profonda umanità. E noi con loro, in pagine di sconvolgente intensità e verità. Per capire, insieme a Centauro, che il cammino di questi uomini e donne esiliati nella terra del dolore è stato una “lotta contro la distruzione, la cancellazione, l’oblio”, il bisogno di dare un paesaggio a quella terra, la volontà di sottrarre la memoria alla tenebra per riconsegnarla alla vita.

Caduto

Dopo la storia dell’Arca, Maine affronta le origini e usa Adamo ed Eva e il terribile conflitto tra i loro due figli come spunto per il suo romanzo provocatorio e sensuale. Il romanzo si apre con Caino anziano e riflessivo e ripercorre il tempo all’indietro fino alla cacciata di Adamo ed Eva dal Giardino. È diviso in quattro parti, le prime due riguardano Caino, suo figlio e la terribile scelta di uccidere Abele, che lo trasformerà in un emarginato. La seconda metà invece riguarda il peccato originale, l’espulsione e il periodo immediatamente successivo. Una storia familiare in cui i personaggi sono vibranti e tridimensionali e l’energia che emanano è pura, grezza e rabbiosa.

Caduta libera

Chi ha scritto queste pagine, raccontando ciò che ha vissuto, non è un cecchino. Ma ha fatto il cecchino per due anni di servizio militare in un gruppo d’assalto dell’esercito russo durante la Seconda campagna cecena. Non sempre si è ciò che si fa. L’uomo dovrebbe essere più di ciò che fa. Ma ciò che fai può essere così orribile da cambiare ciò che sei: un uomo. La guerra che in queste pagine vedi – perché l’equipaggiamento simbolico di Lilin è soprattutto visivo, come quello della gran parte di noi – non ha orizzonti, né ideologie, né complesse visioni del mondo. Tutto è ravvicinato come attraverso il cannocchiale di un fucile di precisione. Ma è proprio tale assenza di prospettiva a rendere queste pagine terribili più grandi degli eventi che raccontano. Così, la guerra che vedi non è solo quella cecena, ma è la guerra come la si combatte oggi in ogni parte del mondo. Quella senza politica, senza dichiarazioni ufficiali, senza il teatro dei media. Ma con tutta la tecnologia disponibile. E ogni tecnologia – se togli l’uomo come accade in guerra, se togli non solo la pietà ma anche l’etica – si riduce a strumento bellico. Il gruppo di sabotatori raccontato da Lilin con un aurorale talento di narratore non si trova su un fronte, ma nel caos dell’azione in prima linea o dietro le linee nemiche. Gli uomini sono per lo più arruolati contro la propria volontà e combattono per la propria sopravvivenza contro il nemico e contro i traffici del proprio Comando. Fra le case, nei cortili, sul fianco di una collina, nelle fogne o all’interno di una moschea. I nemici sono semplicemente gli «arabi» – come vengono chiamati senza distinzioni e in un assurdo guazzabuglio «ceceni, musulmani, afghani, talebani, terroristi o combattenti di qualunque fede politica» – che bisogna annientare senza pietà ma soprattutto senza esitare, pena la vita. L’unica lealtà possibile è quella primitiva verso il compagno nel gruppo assediato dal mondo di fuori. Si uccide con armi ad alto potenziale o di precisione, ma anche con il pugnale o con una pistola appoggiata alla nuca. E il corpo del nemico fatto a pezzi diventa manichino. Chi lo guarda, per poter sparare meglio si è appena trasformato in una pietra senza respiro e senza vita e ora posa su di esso uno sguardo estetico. E tu capisci che l’uomo non c’è più. Provi orrore quando Lilin non confessa, ma semplicemente dice di aver provato piacere a uccidere, la «gioia» dell’assassino addirittura, ma ti rendi conto di essere di fronte a un frammento di verità. Ogni guerra, qualsiasi guerra se la vedi senza i filtri dei princìpi o delle ideologie, è come questa. Ed è così per le vittime come per i carnefici. Porta l’uomo oltre l’uomo, sì, al di là del bene e del male. Tutto il resto è letteratura.

Cadaveri innocenti: La serie di Temperance Brennan #2

Una storia palpitante per Temperance Brennan, che con implacabili e lucidissimi ragionamenti riesce a combattere anche il male più assoluto. La celebre antropologa forense è chiamata a identificare i resti di una suora morta alla fine dell’Ottocento: nel sottosuolo di una chiesa abbandonata di Montréal deve riesumare il corpo di Elisabeth Nicolet, per consentire alle autorità ecclesiastiche di procedere alla beatificazione della religiosa. Ma quando affiorano, le sue ossa mostrano qualcosa di strano. Intanto, Tempe si trova aindagare su un incendio doloso, costato la vita a due gemelli di pochi mesi. E di lì a poco il cadavere di una giovane donna che si era unita a una setta del North Carolina viene ritrovato in condizioni orribili. Temperance raccoglie pazientemente prove, indizi e testimonianze, fino a portare alla luce il terribile filo di sangue che lega quei delitti. La seconda indagine mozzafiato dell’antropologa forense più famosa d’America.

Un cadavere in giardino

Solitamente arguta e senza peli sulla lingua, Aurora Teagarden si ritrova senza parole per la sorpresa quando un cadavere precipita da un aereo e cade nel suo giardino, mancando di stretta misura la sua guardia del corpo. Il cadavere è quello di un agente di polizia locale, che non era certo un grande amico, e il suo apparire è seguito da strani eventi: appaiono alcuni agenti governativi, qualcuno colpisce alla testa il marito di Angel, e una collega che lavora alla biblioteca viene assassinata dopo aver avuto una lite con Aurora. Nel suo modo indomito e inimitabile, Aurora si mette a indagare per autodifesa.