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Così parlò Zarathustra

Opera inaugurale della cosiddetta filosofia del meriggio di Nietzsche, si distingue anche per lo stile letterario: né saggio, né trattato, né raccolta di aforismi ma lungo poema in prosa denso di metafore e parabole spesso di non facile interpretazione. I temi principali sono la dottrina dell’eterno ritorno, della volontà di potenza e la figura dell’oltreuomo. All’età di trent’anni Zarathustra si ritira in solitudine sulle montagne, poi decide di ridiscendere fra gli uomini e comincia il suo insegnamento con la prima parabola: di come lo spirito diventa cammello, il cammello leone e di leone fanciullo. Il cammello rappresenta l’uomo contemporaneo carico di fardelli metafisici e religiosi che si inchina di fronte alla tradizione. Da questo stadio diventa leone che vuole ottenere la vittoria sul drago, conquistando la libertà per ottenere nuovi valori. Il leone però deve trasformarsi in fanciullo, ossia in uno stato di innocenza e di accettazione acritica del gioco. Il percorso che porta all’oltreuomo è quasi compiuto, manca l’accettazione al tema dell’eterno ritorno, ossia negare la concezione lineare del tempo per essere disposti non più a vivere proiettati nel futuro o ripiegati nel passato, ma per dare un senso pieno all’attimo presente.

(source: Bol.com)

Le cose. Una storia degli anni Sessanta

Una giovane coppia parigina, Jérôme e Sylvie, fresca di studi universitari, vive in un mondo dove impera l’abbondanza consumistica. Di quanto i negozi di scarpe e di dischi, i salumieri e gli antiquari offrono di meglio, sanno apprezzare la finezza, il sapore, l’eccellenza. Hanno i gusti della borghesia raffinata, ma per mancanza di denaro sono sempre respinti verso il loro status sociale: “sempre un pochino troppo in giù”. La loro non è solo una ricerca di elevazione sociale, essi chiedono alle cose di operare in loro, per forza e magia, una metamorfosi: cercano di avere per essere. Sono due personaggi singolari ma allo stesso tempo comuni. Sono vittime di un consumismo che sembra innescare solo frustrazioni, frenesie e tensioni; ma Perec li racconta senza sarcasmo, con umorismo e distaccata ironia, perché rimane consapevole della forza estetica, emozionale, perfino erotica, che l’universo degli oggetti sa produrre su ognuno di noi. Prefazione di Andrea Canobbio.

Le cose che non ti ho detto: Un’indagine di Bacci Pagano

L’investigatore privato Bacci Pagano non sa dire di no alla richiesta di Mara, una delle donne della sua vita: dovrà tenere a bada le inquietudini del dottor Nicolò Ingroia, detto il Gigante, lo psicoanalista che vive sulle alture che sovrastano Genova Nervi. In realtà avrebbe più di un motivo per rifiutare l’incarico: non è il suo mestiere occuparsi di un alcolizzato che ha tentato il suicidio; e poi il Gigante l’aveva già incontrato vent’anni prima, quando indagava sulla morte di un suo giovane paziente misteriosamente ucciso in Thailandia. Tra memoria e presente, dall’Estremo Oriente ai carruggi della città vecchia, Bacci Pagano deve mettere alla prova tutta la sua tenacia, in una vicenda in cui all’odio e alla disperazione si oppongono l’intelligenza e la ragione, alla ricerca di una verità elusa e sepolta.

I cosacchi e altri racconti

Il protagonista Olenin – riflesso letterario di Tolstoj –, lasciatosi alle spalle gli sfarzosi modi di vivere moscoviti, decide di partire per il Caucaso e di soggiornarvi in qualità di allievo ufficiale. A contatto con la popolazione dei cosacchi, insediata in un villaggio poco discosto dal fiume Terek, Olenin si abitua in maniera graduale al nuovo ambiente umile e selvaggio, al punto che lo sconvolgimento delle attività consuetudinarie si ripercuote sulla sua filosofia di vita.
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### Sinossi
Il protagonista Olenin – riflesso letterario di Tolstoj –, lasciatosi alle spalle gli sfarzosi modi di vivere moscoviti, decide di partire per il Caucaso e di soggiornarvi in qualità di allievo ufficiale. A contatto con la popolazione dei cosacchi, insediata in un villaggio poco discosto dal fiume Terek, Olenin si abitua in maniera graduale al nuovo ambiente umile e selvaggio, al punto che lo sconvolgimento delle attività consuetudinarie si ripercuote sulla sua filosofia di vita.

Cosa c’è nel mio cibo? Leggi le etichette e sai cosa mangi

Cosa contengono effettivamente le merendine che piacciono tanto ai nostri figli? Come riconoscere i coloranti o individuare gli zuccheri nascosti nei prodotti più insospettabili? Questo libro è una guida per imparare a leggere le etichette dei cibi che acquistiamo ogni giorno e mangiare in modo più consapevole e sicuro. Un vademecum con le istruzioni per interpretare valori nutrizionali, indicazioni di scadenza, effetti degli additivi e tanti consigli per riconoscere le indicazioni ingannevoli. Tutto quello che c’è da sapere per scegliere i prodotti di migliore qualità, attraverso l’analisi e il confronto di circa 40 etichette degli alimenti più comuni.
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Il corvo

Carmen e Wayne Colson sono due persone normali, segnate dalla vita, che hanno ormai accettato un’esistenza ordinaria, fatta di piccole cose e di pretese ancor più modeste. La loro unica colpa: trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato, e sventare, più per istinto che per ragionamento, un tentativo di estorsione violenta. Da quel giorno, niente sarà più lo stesso. Costretti a fuggire, inseguiti da un killer professionista, Blackbird, e dal sociopatico Richie Nix, scopriranno che perfino il programma protezione testimoni dell’FBI, che li accoglie, è retto dalle stesse regole che hanno appena appreso a loro spese: violenza, inganno, sfruttamento spietato. E si troveranno a lottare da soli per poter sopravvivere.

La Cortigiana

La Cortigiana è una commedia in prosa in cinque atti di Pietro Aretino, composta in prima stesura a Roma tra il febbraio e il luglio del 1525.
In scena entrano l’istrione dell’argomento e l’istrione del prologo i quali, dopo aver litigato, si rivolgono al pubblico, credendo che sia composto in maggior parte da gente nobile, insultano beffardamente gli spettatori e di seguito narrano lo spunto della commedia. La vicenda lussuriosa di genere erotico-goliardico è ambientata a Roma, definita la nuova Babilonia, e il protagonista è un giovane di nome Maco de’ Coe da Siena, terribilmente malato e inchiodato a letto dalla febbre. Il padre disperato, fa voto che il figlio sarebbe diventato un monaco se il Signore lo avesse fatto guarire. Miracolosamente Maco si riprende e così è mandato nella Capitale, dove incontra Maestro Andrea, che si offrirà di fargli da pedagogo, ma dove incrocerà anche lo sguardo della bella Camilla Pisana.
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### Sinossi
La Cortigiana è una commedia in prosa in cinque atti di Pietro Aretino, composta in prima stesura a Roma tra il febbraio e il luglio del 1525.
In scena entrano l’istrione dell’argomento e l’istrione del prologo i quali, dopo aver litigato, si rivolgono al pubblico, credendo che sia composto in maggior parte da gente nobile, insultano beffardamente gli spettatori e di seguito narrano lo spunto della commedia. La vicenda lussuriosa di genere erotico-goliardico è ambientata a Roma, definita la nuova Babilonia, e il protagonista è un giovane di nome Maco de’ Coe da Siena, terribilmente malato e inchiodato a letto dalla febbre. Il padre disperato, fa voto che il figlio sarebbe diventato un monaco se il Signore lo avesse fatto guarire. Miracolosamente Maco si riprende e così è mandato nella Capitale, dove incontra Maestro Andrea, che si offrirà di fargli da pedagogo, ma dove incrocerà anche lo sguardo della bella Camilla Pisana.

Il corso delle cose

Nei pressi di una piccola cittadina siciliana viene ritrovato un cadavere. Il maresciallo Corbo inizia le indagini dell’intricato caso. Scritto nel 1967, il primo romanzo dell’inventore del commissario Montalbano.

Corsa nello spazio

Anno 2066. Un tirocinante della Caltech Astrofisica nota un’anomalia nei dati forniti da un potente telescopio spaziale: qualcosa si sta approssimando all’orbita di Saturno. La sua velocità è in diminuzione, la traiettoria di avvicinamento sotto controllo… a quanto pare non si tratta di un semplice oggetto orbitante nello spazio. Il governo degli Stati Uniti giunge all’inevitabile conclusione: quell’oggetto è un’astronave aliena, e chiunque l’abbia costruita deve avvalersi di una tecnologia molto avanzata. Riuscire a mettervi le mani significa entrare in possesso di informazioni che potrebbero mutare gli equilibri mondiali. Viene inviata una spedizione, il viaggio che porta oltre i confini della conoscenza, al di là dei limiti stabiliti al progresso, è intrapreso. Ma anche la Cina è impegnata a portare avanti il programma spaziale e progetta di installare una colonia permanente su Marte. Quando la notizia della spedizione americana trapela, le due superpotenze si ritrovano a competere per ottenere per prime la tecnologia aliena, ingaggiando una vera e propria corsa per Saturno.Coraggio, segreti, tradimenti. Vera fantascienza, vera avventura.

(source: Bol.com)

La corsa delle onde

Succede ogni autunno, sull’isola di Thisby. Dalle gelide acque dell’oceano si spingono a riva i cavalli d’acqua, creature affascinanti e crudeli che gli abitanti catturano per montarli nella Corsa dello Scorpione. Il vincitore guadagnerà fama e denaro, i meno fortunati incontreranno la morte. Ma qualcosa cambia quando alla gara si iscrive Kate Connolly, capelli rossi e tempra di ferro. Kate è determinata a correre con la sua cavalla Dove, sfidando usanze secolari che vogliono solo concorrenti maschi e nessun cavallo ordinario. Certo, non ha molte possibilità contro Sean Kendrick, diciannove anni, il favorito, esperto domatore di cavalli. Nessuno dei due è preparato a ciò che sta per succedere, perché quest’anno la Corsa dello Scorpione non sarà solo questione di gloria e denaro, ma di amore e destino.
(source: Bol.com)

La corsa del levriero

Negli anni Trenta e Quaranta i torpedoni azzurri erano il mezzo di trasporto preferito dagli americani e le superbe stazioni art déco rappresentavano, in ogni città, il simbolo del progresso e dell’avventura. Ritornare oggi sulle corriere del levriero lungo le vecchie highway significa scoprire gli splendori andati e le piccole miserie quotidiane; ascoltare le storie di chi, nell’era del jet, è ancora costretto ad attraversare l’America in autobus; riconoscere in fondo ad ogni rettilineo, dietro ad ogni curva, il fantasma del blacktop (il manto nero dell’asfalto), spirito delle strade americane, anima del mito che nasce sulle strade dei pionieri, si nasconde nelle stazioni di servizio, si affaccia sulla famosissima Old Route 66.
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Il corridore

All’inizio di questo racconto c’è un uomo che si guarda allo specchio e si chiede: “Sono davvero io quel vecchio lì?” Il suo corpo non nasconde affatto il peso dei suoi sessantatré anni. Nessuno direbbe mai che ha la stoffa del campione. Del vincitore che non ti aspetti. E non in uno sport qualunque, ma nell’ultra trail, una disciplina estrema che significa decine, centinaia di chilometri di corsa sui terreni e nei climi più impervi, sulle Alpi o nei deserti. Marco Olmo è stato boscaiolo e camionista, infine operaio per ventun anni in una grande cementeria della provincia piemontese. Poi, all’improvviso, è iniziata la sua straordinaria avventura di corridore.
Apparentemente un po’ tardi per la sua età. Ma Olmo viene dal “mondo dei vinti”, dal mondo delle montagne sconfitto dalla civiltà industriale. La sua traiettoria è ben di più di un eccezionale exploit sportivo, è un’occasione unica di riscatto, una vittoria profondamente umana. È da lì che il corridore distilla, misura lentamente la sua forza. Marco Olmo si guarda allo specchio, si conta le rughe. “Quel vecchio lì”, magro e capace di sopportare fatiche immani, non ha intenzione di fermarsi, e già immagina la prossima gara. “Conosco il mio corpo, e so dove mi può portare. Lontano”.

Il correttore di bozze

Il correttore di bozze è una metamorfosi, un racconto doppio tra la parabola e l’horror, in cui Francesco Recami, al suo secondo romanzo, sperimenta con una narrativa dell’enigma e dell’ossessione, in cui il pensiero si smarrisce nella pagina scritta, e fissa lo sguardo sui nostri quotidiani inferni mentali.

Il corpo umano

È un plotone di giovani ragazzi quello comandato dal maresciallo Antonio René. L’ultimo arrivato, il caporalmaggiore Roberto Ietri, ha appena vent’anni e si sente inesperto in tutto. Per lui, come per molti altri, la missione in Afghanistan è la prima grande prova della vita. Al momento di partire, i protagonisti non sanno ancora che il luogo a cui verranno destinati è uno dei più pericolosi di tutta l’area del conflitto: la forward operating base (fob) Ice, nel distretto del Gulistan, “un recinto di sabbia esposto alle avversità”, dove non c’è niente, soltanto polvere, dove la luce del giorno è così forte da provocare la congiuntivite e la notte non si possono accendere le luci per non attirare i colpi di mortaio. Ad attenderli laggiù, c’è il tenente medico Alessandro Egitto. È rimasto in Afghanistan, all’interno di quella precaria “bolla di sicurezza”, di sua volontà, per sfuggire a una situazione privata che considera più pericolosa della guerra combattuta con le armi da fuoco. Sfiniti dal caldo, dalla noia e dal timore per una minaccia che appare ogni giorno più irreale, i soldati ricostruiscono dentro la fob la vita che conoscono, approfondiscono le amicizie e i contrasti fra loro, cercano distrazioni di ogni tipo e si lasciano andare a pericolosi scherzi camerateschi. Soltanto la notte, sdraiati sulle brande, vengono sorpresi dai ricordi. Nel silenzio assoluto, che è silenzio della civiltà ma anche della natura, riescono a sentire la pulsazione del proprio cuore, il ronzio degli altri organi interni è l’attività incessante del corpo umano. L’occasione in cui saranno costretti a addentrarsi in territorio nemico sarà anche quella in cui ognuno, all’improvviso, dovrà fare i conti con ciò che ha lasciato in sospeso in Italia. Al loro ritorno, avranno sorpassato irreversibilmente la linea che separa la giovinezza dall’età adulta. In un romanzo corale, che alterna spensieratezza e dramma, Giordano delinea con precisione i contorni delle “nuove guerre”. E, nel farlo, ci svela l’esistenza di altri conflitti, ancora più sfuggenti ma non meno insidiosi: quelli familiari, quelli affettivi e quelli sanguinosi e interminabili contro se stessi.

Il corpo non sbaglia

È una mattina come tante, ma da oggi niente sarà più come prima. Emma è stata uccisa dal marito, “entrava in una stanza era come se andasse via la luce”. La sua morte, un caso di cronaca quasi banale nella sua agghiacciante frequenza, sconvolge le donne del condominio. C’è Lara, che si tormenta per non essere mai andata oltre il saluto sulle scale e la promessa di vedersi per un caffè e c’è Elisa, che proprio la mattina del delitto scopre per caso il marito a letto con un’altra. Una storia senza importanza, assicura lui, ma Elisa si tormenta, oscillando pericolosamente tra il tarlo devastante del sospetto e il bisogno di credere all’uomo che ama. Come uscirne? Perché le donne insistono a picchiare contro il proprio dolore come mosche contro un vetro chiuso? Domande a cui le protagoniste riusciranno a dare risposta in un romanzo attualissimo e di grande impatto, che scava nel dolore con lo sguardo ottimista di chi considera sempre possibile un riscatto dall’infelicità.
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