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L’attrazione dei talenti

Albana ha un talento innato per il disegno ma non potrà mai assecondarlo se rimane a Petrele, il suo paesino non lontano da Tirana, dove sembra destinata all’unico ruolo di moglie servile. Il talento di Gioia per la fotografia è stato messo da parte per motivi diversi, che risalgono alla sua adolescenza e al suo rapporto con il proprio corpo: conoscere Albana le farà aprire gli occhi sulla necessità, per entrambe, di assecondare le proprie inclinazioni e lottare per la propria realizzazione. Dall’incontro fortuito fra la giovane albanese e la donna salentina nasce un sodalizio basato sul reciproco stimolo a migliorarsi, a non adeguarsi a ciò che sembra già deciso per entrambe, a combattere contro il giogo della prostituzione e il peso della violenza. “L’attrazione dei talenti” è un confronto fra due voci femminili che provengono da contesti profondamente diversi ma che troveranno l’una nell’altra la forza per diventare padrone del proprio destino.

L’attore

Romanzo Premio Campiello 1970, amatissimo dal pubblico e ampiamente lodato dalla critica, *L’attore* è senza dubbio l’opera di maggior successo di Soldati.
Al centro della vicenda, realistica, e allo stesso tempo singolare e imprevedibile, è Enzo Melchiorri, vecchio caratterista senza lavoro alle prese con i debiti causati dal vizio del gioco della moglie Licia. L’interno famigliare si rivela avvolto in una rete ambigua di inganni, di ricatti e seduzioni, sacrifici e tormenti… L’azione, tra una villetta liberty di Bordighera, i casinò della Costa Azzurra e la Roma della burocrazia Rai, ci regala una vivace descrizione dell’Italia del boom, di una borghesia in declino e in mutazione.

L’Anello Di Beatrice – Dilogia Completa

DILOGIA COMPLETA in un unico cofanetto.
Emma è una supplente di matematica, delusa dagli uomini, che accetta a malincuore l’ennesimo appuntamento al buio organizzato dagli amici: Gianluca e Vittorio. Il primo le ha fatto da padre, fratello maggiore e migliore amico, il secondo è da sempre segretamente innamorato di lei.
È così che Emma conosce l’affascinante ed eclettico Edward, professore di Storia Antica all’Università di Oxford, in Italia per lavoro.
Non potrebbero essere più diversi: lei sogna il grande amore, quello che legge nei romanzi rosa; lui cerca solo avventure occasionali. Lei è carina, solare e sempre disponibile ad aiutare tutti; lui è schivo e spesso allergico alle relazioni umane. Eppure un’attrazione fortissima li coinvolge fin dal primo incontro e una passione travolgente li investe come un treno in corsa.
Quando tutto sembra ormai scritto, le ferite e i legami del passato di Edward e l’amico Vittorio, si insinuano fra di loro, almeno fino a quando il destino non farà il suo ingresso a Palazzo Pitti e l’anello che porta Emma al dito riporterà i protagonisti al punto dove tutto ha avuto inizio, costringendoli a rimettersi in gioco una volta per tutte.

L’amuleto

«– Prendi la mia punga e tienila al collo tu, nonna ora non ne ha più bisogno. Ricordati, Dominiga, che è una cosa preziosa.
E la bambina aveva preso quell’amuleto, mettendoselo al collo. Appariva su quel petto infantile più grande di quanto non fosse in realtà. Si trattava di un semplice sacchetto di stoffa colorata, con all’interno delle reliquie ricucite che lei non avrebbe mai potuto vedere. Sapeva molto bene che disfare una punga era un peccato mortale.» Virginia rimasta orfana di madre improvvisamente, riceve in eredità una vecchia cassapanca. Aprendola sarà assorbita in un mondo di tradizioni e sommersa da una storia familiare fino ad allora segreta. Una vecchia foto di famiglia le mostrerà il volto di Lucia, la zia mai conosciuta. Ripercorrendo a ritroso il passato tormentoso della parente scomparsa misteriosamente, imparerà a conoscere meglio la nonna, la madre, se stessa e la propria terra.

L’amore, la sfida, il destino

«La storia di una vita bisognerebbe raccontarla al contrario». Al tavolo dove si gioca la nostra sorte, siedono Eros, signore dei desideri; Narciso, simbolo dell’amore che ciascuno ha per se stesso; il Destino, la fatalità contro cui niente possiamo; Edipo, la trasgressione. E infine la Morte, al nostro fianco da sempre, anche se non sappiamo quando e come verrà. Concludendo un percorso cominciato nel 1994 con *Incontro con Io* e proseguito fino a *L’uomo che non credeva in Dio* , *Per l’alto mare aperto* e *Scuote l’anima mia Eros* , Eugenio Scalfari mette ora al centro della sua riflessione la partita della vita, e le regole complesse con cui si alternano al gioco gli istinti, i sentimenti, la coscienza ragionante, la nostra identità. I momenti autobiografici, le narrazioni, gli incontri, i ricordi, sono sempre sorretti da un’inesauribile tensione intellettuale e filosofica ma capaci di aprirsi, ora piú che mai, anche alle passioni e agli slanci, persino alla malinconia. *L’amore, la sfida, il destino* è un viaggio dentro e fuori di noi, alla scoperta del sé e dell’altro, guidati da un Io che è l’unico possibile testimone diretto dell’esperienza.

L’altra parte del mondo

1787: l’Australia è un continente inesplorato, appena scoperto dal capitano Cook, e disabitato. Gli inglesi decidono di colonizzarlo inviando elementi indesiderati – galeotti, reietti, le loro guardie – che giungono con la prima flotta a Botany Bay nel 1788. Fra i deportati c’è anche Richard Morgan, armaiolo inglese, incastrato dai suoi nemici con una macchinazione astuta e crudele. Ma “dall’altra parte del mondo” il coraggio, l’onestà e l’ingegno possono ancora cambiare la vita di un uomo.

Kitty Saves the World

*Kitty Saves the World* : the final novel in the *New York Times* bestselling Kitty Norville series by Carrie Vaughn
It’s all come down to this, following the discoveries made by Cormac in *Low Midnight,* Kitty and her allies are ready to strike. But, when their assassination attempt on the evil vampire Dux Bellorum fails, Kitty finds herself running out of time. The elusive vampire lord has begun his apocalyptic end game, and Kitty still doesn’t know where he will strike.
Meanwhile, pressure mounts in Denver as Kitty and her pack begin to experience the true reach of Dux Bellorum’s cult. Outnumbered and outgunned at every turn, the stakes have never been higher for Kitty. She will have to call on allies both old and new in order to save not just her family and friends, but the rest of the world as well.
At the Publisher’s request, this title is being sold without Digital Rights Management Software (DRM) applied.

Jerome La Crus: Il mezzovivo

È il frutto di un’unione formidabile, ma sta morendo.
Jerome La Crus è vivo solo per metà e le forze lo stanno abbandonando.
Braccato da nemici sconosciuti, viene trascinato in una Dimensione parallela governata da una creatura che ha piegato al suo volere il Tempo.
Per vivere, Jerome deve colmare il vuoto che porta dentro di sé e affrontare l’ostacolo più grande: la paura.
La dovrà incontrare in tutte le sue forme e manifestazioni, sino a scoprire la verità che si cela oltre la sua superficie terrificante.
La paura non si sconfigge una volta sola.
La paura non si sconfigge.

Jeremy Poldark

Comovaglia, 1790-1791. Il terzo volume della saga di Poldark si apre su uno dei momenti più cupi della vita di Ross e Demelza, distrutti dal lutto per la morte della figlia Julia. È in questa lugubre congiuntura che Ross viene messo sotto processo, con l’accusa di avere istigato il saccheggio di due navi naufragate, reato per il quale è prevista l’impiccagione. In un clima avvelenato da inimicizie e vecchi rancori, su cui grava la paura che lo spirito sovversivo della Rivoluzione francese possa dilagare anche nel resto d’Europa, il suo caso è delicato e controverso. E il nemico di sempre, George Warleggan, non esita a tramare perché si giunga a una condanna. Intanto, anche il matrimonio con Demelza attraversa un periodo molto critico: i rapporti si sono infatti raffreddati, minati da incertezze e incomprensioni, tanto più che all’orizzonte di Ross ricompare Elizabeth, mai dimenticata e ora più civettuola che mai. Quando la moglie gli rivela di essere di nuovo incinta, nell’animo di Ross si combattono sentimenti contrastanti: il bambino in arrivo offrirà alla coppia l’occasione per riavvicinarsi o li renderà ancora più distanti? E la nascita di Jeremy, che coincide con la decisione di riaprire una delle miniere di rame, quale fase inaugurerà nella vita di Ross?

Jane e l’arcano di Penfolds Hall: Un’indagine per la detective Jane Austen

Derbyshire, agosto 1806. Jane, in vacanza, sta assaporando il mite clima estivo e scoprendo le bellezze della regione, quando, durante una delle sue passeggiate, trova il cadavere di un giovane uomo dai boccoli biondi e dal viso bello come quello di un angelo. A sconvolgerla ulteriormente č il coroner che le rivela che non si tratta di un uomo, bensě di Tess Arnold, domestica personale di Mr. Charles Danforth di Pensfolds Hall, travestita con gli abiti del suo padrone. Dopo lunghi anni di fedele servizio, Tess era stata accusata di stregoneria e quindi cacciata dal maniero. Che cosa si nasconde dietro la sua morte? Č stata la vittima di un pazzo? O qualcuno lha uccisa per seppellire con lei segreti innominabili? Come sempre, il fiuto di Jane per lintrigo e la menzogna porterŕ la nostra eroina a lanciarsi in unindagine pericolosa, e nemmeno le peggiori minacce potranno dissuaderla dalla ricerca della veritŕ

Iron Angel

Order has collapsed in Deepgate. The chained city is now in ruins, and the Deadsands beyond are full of fleeing refugees. Meanwhile, the Spine militia is trying to halt the exodus of panicking citizens through brutal force. Rachel and the young angel Dill are dragged off to the Temple torture chambers . . . but strange things start to happen as a foul red mist rises from the abyss beneath the city. For the god Ulcis’s death has left the gates to Hell unguarded, and certain forces in the fathomless darkness beneath Deepgate have noticed an opportunity. Only the offspring of the dread goddess Ayen understand this new danger. Already, Cospinol, god of brine and fog, is coming to save his brother’s temple — and to hunt down Ulcis’s murderers. His foul, fog-wreathed skyship has already reached Sandport, bringing along its own version of hell. By now, Rachel just wants to keep her companion alive. Escaping their prison, and with enemies closing in on all sides, she is forced to undertake a perilous journey across the Deadsands towards the distant land of Pandemeria. But there the battlefield at Coreollis is fated to witness a clash of powers — a contest between men and gods and archons and slaves, all forced into desperate alliances.

Io, lei, Manhattan

« *Una vera meraviglia.* »
**The Times Literary Supplement**
« *Un racconto d’amore nella New York degli anni Ottanta… Adam Gopnik sa emozionare e rendere affascinanti le piccole cose quotidiane della vita domestica.* »
**The New York Post**
All’inizio degli anni Ottanta **Manhattan** non è ancora il fortino inaccessibile che è diventato oggi, ma due giovani appena sbarcati dal Canada attratti dalla sua effervescente vita culturale devono comunque accontentarsi di un minuscolo monolocale in un seminterrato. Da qui partono **Adam** e **Martha** nell’esplorazione di se stessi, del loro matrimonio iniziato proprio a New York e della loro nuova città, luogo ideale per mettere a frutto ambizione e talento. Quello di Adam, come lui stesso scoprirà non senza un certo stupore, sta nella capacità di mettere in fila le parole e di spaziare dalla cultura alta a quella bassa, abbandonando il puntiglioso «ma» del dibattito accademico per un tollerante «e» in grado di accogliere con sguardo curioso tutto ciò che la città ha da offrirgli. E delle sue doti dà prova anche in questi resoconti dei suoi comici esordi nel mondo lavorativo, da un impiego alla Frick Library a un altro al MoMA fino ad approdare alla rivista GQ, dove la totale mancanza di requisiti lo rende il candidato ideale. Ogni passaggio è occasione per gli incontri più disparati, dal fotografo Richard Avedon, che diventa mentore e amico fraterno, a un artista di strada deciso a rifare Van Gogh meglio di Vincent, dall’ineffabile star dell’arte consumistica Jeff Koons a un derattizzatore filosofo alle prese con la fauna sotterranea di SoHo. E il racconto cede volentieri il passo alla digressione: il parallelo tra i cicli della moda e l’eterno ritorno dell’uguale di nietzschiana memoria; la semiotica astuta dei centri commerciali e del finto nordico Häagen-Dazs; la capacità di oggetti iconici come il walkman e le Nike di mettere le ali ai piedi a un semplice camminatore: nessun argomento sfugge all’insonne e divertita ispirazione di un grande affabulatore.

Io, Jean Gabin

«Quanti vizi i Sapienza, penso, e rabbrividisco all’idea di crescere ed essere costretta ad affrontarli tutti».
Può una bambina – lasciata interi pomeriggi nel ventre sicuro di un cinematografo – arrivare a identificarsi totalmente con Jean Gabin?
Sì, se quella bambina è Goliarda Sapienza. L’attore simbolo di un certo modo di stare al mondo, l’icona anarchica del cinema francese, le calza a pennello. Goliarda bambina, non appena esce dal Cinema Mirone, è Jean Gabin, e scorrazza per i vicoli di Catania traboccanti di vita e di malaffare come Jean per quelli di Algeri. Incontra prostitute filosofe, pupari, la vita pullulante della Civita in tutte le sue forme, comprese quelle magmatiche dei «corpi lunghi di draghi neri scolpiti nella lava sotto i balconi».
E quando rientra a casa, trova un’altra forma di vita altrettanto disordinata e imprendibile: quella della sua famiglia senza fine. Un padre avvocato «amato dai poveri e odiato dai fascisti, ma da tutti rispettato e temuto»; una madre socialista impegnata durante il Ventennio a trasformare il suo appartamento catanese in un focolaio di resistenza e di controcultura; una tribù di fratelli acquisiti, ognuno intento a seguire i suoi sogni, contagiosamente.
Io, Jean Gabin racconta tutto questo raccontando un pugno di giorni. È un tassello di quella che Goliarda Sapienza chiamava «autobiografia della contraddizioni»: l’idea – bellissima ed eccentrica – era quella di tornare a distanza di anni su alcuni momenti della propria vita, per capire cosa combina il tempo con la memoria, e la memoria dentro di noi. Perché il passato non è mai cristallizzato, proprio come la coscienza di chi è troppo vivo per stare fermo.
In *Io, Jean Gabin* \- romanzo postumo e assolutamente inedito – c’è la stessa energia stilistica dell’ *Arte della gioia* , ci sono il piglio, lo slancio, la spavalderia di Modesta bambina: la «carusa tosta» che è divenuta un personaggio indimenticabile della letteratura del Novecento.

Io Sono Iqbal

Nel piccolo villaggio pakistano, frotte di bambini giocano a rincorrersi, ridono felici. Iqbal li vede dal finestrino del furgone che lo sta riportando a casa, al tramonto. Quei giochi erano anche i suoi, un tempo. Prima che ogni mattina all’alba venissero a prelevarlo per portarlo alla fabbrica di tappeti. Prima che fosse costretto a trascorrere le giornate attaccato a un telaio, in una stanza afosa, senza staccare gli occhi dal lavoro, altrimenti volano le botte. Prima.
Non se li ricorda nemmeno più i giochi da bambini, Iqbal. Eppure non ha ancora dieci anni. Sei anni prima è stato ceduto dalla famiglia per coprire un debito di dodici dollari, contratto dal fratello maggiore per sposarsi.
Un debito che non si estingue mai. Da allora è stato uno schiavo, sottomesso a padroni senza scrupoli, a sorveglianti crudeli, abbrutiti dalla miseria e dalla paura. Ha vissuto incatenato al telaio, inginocchiato per quindici ore al giorno, a tessere con le sue piccole mani quei bellissimi tappeti apprezzati in tutto il mondo. Insieme ad altri bambini come lui.
Ma Iqbal è diverso, in lui c’è una scintilla che niente riesce a spegnere, la sua mente è attenta e vigile, il suo senso di giustizia innato. Non tutti i bambini sono costretti a lavorare, pensa guardando il mondo dal finestrino di un furgone, quindi ci deve essere un modo.
Così, dopo un tentativo fallito e pagato a caro prezzo, Iqbal riesce finalmente a fuggire. Ha un solo obiettivo in testa, un sogno: far sapere al mondo cosa succede in Pakistan, liberare tutti i bambini dalla schiavitù. E ridare loro quell’infanzia che hanno provato a rubargli. **Una storia vera, intensa e commovente, impossibile da dimenticare.**

Into the Fire

After The Academy Closes, A Galdoni Struggles To Find His Way Saro is a Galdoni who finds himself displaced by the closing of the Academy. Eventually, he is taken in by a man, unaware that the man’s motives are directed by a dangerous enemy. As Saro’s world crashes around him, he finds the one thing that was never meant to exist, a female Galdoni. ˃˃˃ Amid Chaos And A Race Against Time, He Finds A Solace He Never ExpectedHe races against time to save her and in turn finds himself at the mercy of other Galdoni striving to carve their place in the world. Amid the burning chaos that has become his life, Saro finds a solace he never expected, eyes filled with understanding and a smile that steals his heart even though he’s only begun to trust. ˃˃˃ With the fate of the Galdoni on his shoulders, Saro has to decide what’s worth fighting for, and how much he is willing to put on the line.Scroll Up And Grab Your Copy Today!