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La cugina Bette

La cugina Bette (in francese La cousine Bette) è un romanzo dello scrittore francese Honoré de Balzac, pubblicato a puntate nel 1846.
Un’opera complessa con ben 132 capitoli. Intorno alle vicende della famiglia Hulot ruotano diversi personaggi ed in un periodo di circa 8 anni il lettore troverà passioni, intrighi, invidie, gelosie, folli amori, grandi sacrifici ma anche cupidigia, erotomani, onore. Praticamente di tutto. Quasi una soap opera ante litteram. All’epoca si chiamava roman-feuilleton o romanzo d’appendice, uscivano a puntate e il pubblico si appassionava lasciandosi coinvolgere ogni puntata in percorsi avventurosi ed avvincenti. Dello stesso periodo anche Il Conte di Montecristo. Balzac riesce a distinguersi usando un’ambientazione quotidiana ed attuale alla sua epoca svelando la realtà sociale in tutte le sue dinamiche (principalmente sesso e soldi). La cugina Bette è la parente povera che vive nell’ombra della grande famiglia. Spesso viene disprezzata ma allo stesso tempo le si confida tutto come ad un vecchio cane affezionato. Solo che in questo caso la cugina cercherà la vendetta ed il riscatto dalle tante umiliazioni.
Il denaro è parte importante in questo romanzo ed i debiti influenzeranno molte vicende. Come nella vita reale di Balzac che passò alterne vicende in questo campo. La protagonista, Lisbeth Fisher è bruttina, povera, sfortunata fin dall’infanzia invidia sua cugina Adelina, bella, benestante e fortunata. Lo scopo della sua vita sarà di distruggere ed avvelenare l’esistenza della cugina, un odio freddo e tenace. Le vere avventure, le vere tragedie non sono sui campi di battaglia ma all’interno delle famiglie. Bisogna infatti ricordare che la Parigi dell’epoca era come la New York di oggi, ci si arricchiva in fretta e tutto era un turbinio di affari più o meno leciti.
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### Sinossi
La cugina Bette (in francese La cousine Bette) è un romanzo dello scrittore francese Honoré de Balzac, pubblicato a puntate nel 1846.
Un’opera complessa con ben 132 capitoli. Intorno alle vicende della famiglia Hulot ruotano diversi personaggi ed in un periodo di circa 8 anni il lettore troverà passioni, intrighi, invidie, gelosie, folli amori, grandi sacrifici ma anche cupidigia, erotomani, onore. Praticamente di tutto. Quasi una soap opera ante litteram. All’epoca si chiamava roman-feuilleton o romanzo d’appendice, uscivano a puntate e il pubblico si appassionava lasciandosi coinvolgere ogni puntata in percorsi avventurosi ed avvincenti. Dello stesso periodo anche Il Conte di Montecristo. Balzac riesce a distinguersi usando un’ambientazione quotidiana ed attuale alla sua epoca svelando la realtà sociale in tutte le sue dinamiche (principalmente sesso e soldi). La cugina Bette è la parente povera che vive nell’ombra della grande famiglia. Spesso viene disprezzata ma allo stesso tempo le si confida tutto come ad un vecchio cane affezionato. Solo che in questo caso la cugina cercherà la vendetta ed il riscatto dalle tante umiliazioni.
Il denaro è parte importante in questo romanzo ed i debiti influenzeranno molte vicende. Come nella vita reale di Balzac che passò alterne vicende in questo campo. La protagonista, Lisbeth Fisher è bruttina, povera, sfortunata fin dall’infanzia invidia sua cugina Adelina, bella, benestante e fortunata. Lo scopo della sua vita sarà di distruggere ed avvelenare l’esistenza della cugina, un odio freddo e tenace. Le vere avventure, le vere tragedie non sono sui campi di battaglia ma all’interno delle famiglie. Bisogna infatti ricordare che la Parigi dell’epoca era come la New York di oggi, ci si arricchiva in fretta e tutto era un turbinio di affari più o meno leciti.
### Descrizione
La dolce Adeline Hulot è moglie del barone Hector Hulot, un incorreggibile libertino. Adeline aveva fatto venire in gioventù a Parigi la cugina Lisbeth, una donna che negli anni aveva accumulato rancore nei confronti della più agiata cugina. Bette da tempo nutriva per il conte Steinbock un cupo affetto e quando questo sposa la figlia di Adeline, riesce a gettare sia lui che il conte Hulot tra le braccia della signora Marneffe, donna avida e senza scrupoli, che distrugge pace e patrimonio delle due famiglie. Uscita di scena la signore Marneffe con una morte infamante, la stessa Bette soccomberà alla tisi, mentre la famiglia Hulot riuscirà a superare la crisi finanziaria. Adeline, vera martire, morirà e il marito sposerà la volgare e rozza cuoca Agathe.

La cucina pugliese

In oltre 400 ricetteUn autentico vademecum, dai piatti della tradizione ai “nuovi” gustosi saporiDagli antipasti alle zuppe e alla pastasciutta, dai gustosi piatti di carne al pesce, spesso accompagnati da colorate composizioni di verdure, fino ai dolci tipici e al buon vino, ecco una guida dettagliata, approfondita e fantasiosa ai segreti di una delle cucine più solari d’Italia, che ha saputo, come poche altre tradizioni gastronomiche, sfruttare nel modo più completo, vario e intelligente le risorse alimentari della terra. Innanzitutto l’olio, che non verrà mai sostituito dal burro se ci si abituerà al suo sapore forte e alla sua densità caratteristica. E poi il grano, da sempre presente sulla tavola dei pugliesi, in tutte le sue varietà più o meno raffinate. Il pane in questa regione viene quasi idolatrato. E sono proprio le preziose ricchezze naturali che compongono e arricchiscono le pietanze pugliesi, eredi di tradizioni antiche e mai dimenticate: come il celebre rito dell’uccisione del maiale, che coinvolge intere comunità nella spartizione e nell’utilizzo diversificato di tutte le sue parti. Un autentico costume popolare, questo, che rivive nel volume accanto a tanti altri descritti da un grande storico della gastronomia come Luigi Sada. Luigi Sadatarantino di nascita e barese di adozione, ha dato un notevole contributo alla conoscenza della Puglia, e in particolare di Bari, sotto il profilo storico, demologico e linguistico. Particolare attenzione ha dedicato alla gastronomia della sua terra, divenendo emulo di Vincenzo Corrado. Ha pubblicato articoli e saggi su riviste di diffusione nazionale ed è stato spesso ospite in trasmissioni televisive e radiofoniche. È autore inoltre di numerosi volumi sugli aspetti più vari della storia e delle tradizioni pugliesi.
(source: Bol.com)

La cucina napoletana di mare

In oltre 800 ricetteDagli scialatielli al pesce spada, tutte le migliori ricette di una cucina che ha conquistato il mondoDa Gaeta a Maratea, passando per Napoli, le isole, la Terra delle Sirene, Pompei, il Cilento: le ricette raccolte in questo volume provengono dai menu di decine di ristoranti e costituiscono un’originale fotografia della tradizione ma anche della trasformazione in atto e della crescita nel settore. Uno scavo antropologico irripetibile, straordinario, una sorta di ricettario classico in salsa moderna. La scelta di quanto di meglio offre la ristorazione partenopea è stata possibile grazie all’entusiastica partecipazione dei patron e degli chef ai quali è stato chiesto di collaborare. In qualche caso abbiamo raccolto le differenti versioni di una stessa ricetta, in qualche altro ci siamo limitati a fissare un piatto tipico territoriale. Il risultato è un quadro completo della cucina di mare che non è solo cucina di pesce, ma rivela la sua vitalità anche nei piatti a base di verdure e talvolta di carne. Luciano Pignataroè giornalista al ‘Mattino’ di Napoli. Collaboratore dei ‘Ristoranti d’Italia’ dell’Espresso dal 1998 e coordinatore nel Sud per la guida dei vini del Touring Club, ha scritto numerose guide enogastronomiche sul Mezzogiorno. Segue il settore vino nel Blog Café del sito Squisito! di San Patrignano e il suo sito specializzato Lucianopignataro è uno dei più visitati in Italia per il Food&Beverage. Con la Newton Compton ha pubblicato La cucina napoletana di mare, I dolci napoletani e 101 vini da bere almeno una volta nella vita spendendo molto poco.

(source: Bol.com)

La cucina del Friuli

In oltre 500 ricetteI sapori di una ricca e varia tradizione gastronomica, profondamente legata al territorio e alle vicende storicheL a cucina del Friuli, nella sua varietà, rivela l’impronta degli eventi che hanno segnato la storia di una terra di confine, da sempre oggetto di incursioni e predazioni e, per di più, soggetta a condizioni climatiche e geografiche assai varie: così abbiamo nella fascia montana a nord una cucina caratterizzata da piatti rustici e robusti, come polenta e cacciagione, allestiti con spartana semplicità, mentre nelle terre basse dell’Adriatico troviamo sapori più ricercati e speziati. La tradizione gastronomica della regione, poi, è ricca di suggestioni legate alle antiche vicende storiche: non è difficile percepire un’influenza veneziana nella cucina raffinata e marinara della fascia meridionale, in cui abbondano risotti e zuppe di pesce; un’impronta austroungarica negli strudel, nell’uso degli insaccati, nella brovada (sicura discendente dei crauti bavaresi) e nei knodel; un’eredità slava nella gubana; e una traccia ungherese negli umidi di carne caratteristici un po’ di tutta la regione, che molto si rifanno ai gulasch e ai polkolt magiari. Dagli antipasti al dolce, senza dimenticare salse, marmellate, conserve e sciroppi, questo libro offre al lettore un panorama completo della ricca gastronomia friulana. Emilia Vallilaureata in filosofia e insegnante, esperta gastronoma, vanta la collaborazione a diversi periodici specializzati e la pubblicazione di decine di libri di educazione alimentare e di ricettari di cucina, nei quali alla scelta degli ingredienti si abbina una nota di raffinata fantasia legata alla genuinità della tradizione italiana. Con la Newton Compton ha pubblicato, tra l’altro, 500 ricette di pasta fresca, 1000 ricette di carne rossa, 500 ricette con le verdure, 1000 ricette con la frutta, La cucina del Veneto, La cucina del Friuli e 501 ricette di biscotti e dolcetti.
(source: Bol.com)

La cucina del buon gusto

“Volevamo celebrare la gastronomia e i piaceri dei sensi che si incontrano nel preparare il cibo, nel servirlo e nel mangiarlo. Cucinato, condiviso, consumato da soli, regalato; occasione d’incontro, simbolo di appartenenza a gruppi e a religioni, nutrimento del corpo e della psiche, il cibo è potentissimo antidoto contro l’isolamento e la tristezza. Ce ne siamo rese conto quasi per caso. Rosario, da bambina, nella cucina di casa si incantava a osservare la trasformazione degli ingredienti in pietanza; da adulta, all’estero, cucinava per mantenere la propria identità e ha cominciato ad apprezzare dettagli che danno piacere, come organizzare e riordinare la dispensa, fare la spesa nei mercati del quartiere e cucinare con i fiori del terrazzo. Molte alunne della sua scuola di cucina londinese frequentano i corsi da anni, perché hanno imparato che cucinare aiuta a stare meglio. Simonetta, cuoca per tradizione familiare e per necessità, ha sperimentato attraverso le vicissitudini della vita il valore catartico della cucina. Per lei, la cucina e la tavola, oltre a essere elementi fondamentali dell’esistenza, costituiscono un trionfo dei sensi, della bellezza e dell’ospitalità.”Simonetta Agnello Hornby e Maria Rosario LazzatiLa presentazione del libro a MilanoLa presentazione del libro a Palermo

Cronosisma

È il 13 febbraio 2001, quando un cronosisma, ovvero un terremoto temporale,riporta la terra e i suoi abitanti dieci anni indietro. Ma anche davanti a questa opportunità di riutilizzare il proprio libero arbitrio si riafferma l’impossibilità per l’uomo di essere migliore. Tutti ripetono le stesse azioni, rifanno gli stessi errori, pronunciano perfino le stesse parole escontano le stesse pene. La sorte dell’umanità non si può dunque cambiare perché è la natura stessa dell’uomo che non può essere modificata. Tra romanzo e autobiografia, Vonnegut fa una critica tragicomica della società contemporanea.

Cronache marziane

Scritto tra il 1946 e il 1950, Cronache Marziane è il resoconto della colonizzazione di Marte da parte dei terrestri: un racconto ricco di inventiva e di situazioni capaci di scolpirsi nell’immaginazione di generazioni di scrittori e di lettori. Ma è soprattutto il romanzo che segnò una svolta nella letteratura americana di fantascienza. Per la prima volta in queste pagine, infatti, Bradbury riesce genialmente a superare i limiti della narrativa di genere, ritrovando l’universalità simbolica della fiaba. Opera originalissima di uno degli scrittori più innovativi del Novecento, capolavoro della fantascienza “classica”, Cronache Marziane conserva ancora oggi una profondità, un equilibrio e una vitalità straordinarie, che ne fanno uno dei libri più amati della letteratura contemporanea.

Cronache di un venditore di sangue

Xu Sanguan lavora in una fabbrica di seta, e viene da un paese in cui è tradizione sostenere che chi non vende sangue è uomo di salute cagionevole, che non troverà mai moglie. Vendere sangue frutta una somma ingente di denaro, ma poiché il sangue discende dagli antenati non lo si può vendere per futili motivi. Il protagonista venderà il sangue dieci volte: per sposarsi, per la nascita dei figli e per ogni tappa saliente della sua vita, lungo un percorso che è quello vissuto da tutti i cinesi della Repubblica popolare. Così, la vita eroicomica di Xu Sanguan diventa un’occasione per ripercorrere la storia della Cina, dalla comune popolare al Grande balzo in avanti, dal triennio della grande carestia alla Rivoluzione culturale, fino ai giorni nostri.

Le cronache di Magnus Bane – 9. L’ultima sfida dell’Istituto di New York

Magnus Bane vive in un’eternità fatta di avventure straordinarie e amori indimenticabili, ma ora tutto sta per cambiare. Le voci sui pericolosi assassini del Circolo, assetati del sangue dei Nascosti, si fanno sempre più allarmanti, fino a quando giunge l’inevitabile scontro: per la prima volta Magnus incontra Valentine, Jocelyn, Luke e Stephen. E non sarà certo l’ultima… Il nono racconto della serie delle “Cronache di Magnus Bane” svela nuovi, insospettabili retroscena per scoprire il più misterioso personaggio della saga “Shadowhunters”.

Le cronache di Magnus Bane – 8. Un regalo di compleanno per Alec

Tra le avventure di Città di Cenere e Città di Vetro , lo stregone Magnus Bane è determinato a trovare il miglior regalo di compleanno possibile per Alec Lightwood, lo Shadowhunter con cui esce… anche se non ufficialmente. E poi c’è quel piccolo particolare, quel demone che gli hanno chiesto di evocare… L’ottavo racconto della serie delle “Cronache di Magnus Bane” svela nuovi, insospettabili retroscena per scoprire il più misterioso personaggio della saga “Shadowhunters”.

Le cronache di Magnus Bane – 7. La caduta dell’Hotel Dumort

New York, 1970: sono trascorsi ormai cinquant’anni dal giorno in cui Magnus Bane è stato testimone della trasformazione dell’Hotel Dumort e ora – nell’epoca scintillante della disco music e del trucco glamour – di quell’albergo sontuoso non restano che polvere e decadenza. Ma la decadenza dell’arredamento è l’ultimo dei problemi per i vampiri che abitano nell’hotel… Il settimo racconto delle “Cronache di Magnus Bane” ci svela un nuovo segreto nel passato del più misterioso personaggio della saga Shadowhunters .

Le cronache di Magnus Bane – 5. L’origine dell’Hotel Dumort

Nella Manhattan degli anni Venti, fulcro del glamour e dell’età del jazz, una minaccia incombe. E quando Magnus fa visita all’hotel più alla moda di tutta New York, l’Hotel Dumort, dove si tengono feste spumeggianti che durano dal tramonto all’alba, trova un paesaggio davvero… inaspettato. Il quinto racconto della serie delle Cronache di Magnus Bane svela nuovi, insospettabili retroscena per scoprire il più misterioso personaggio della saga Shadowhunters.

Le cronache di Magnus Bane – 4. L’erede di mezzanotte

Nella misteriosa Londra di Edoardo VII, Magnus Bane trova vecchi amici e nuovi nemici… tra loro c’è anche James, lo spericolato figlio di Will Herondale. Magnus si era ripromesso di non tornare più nel Regno Unito, ma ha ricevuto l’allettante proposta di Tatiana Blackthorn, che ha intenzioni ben più oscure di quanto lui possa immaginare… Il quarto racconto della serie delle “Cronache di Magnus Bane” svela nuovi, insospettabili retroscena per scoprire il più misterioso personaggio della saga Shadowhunters.

Le cronache di Magnus Bane – 3. Vampiri, scones ed Edmund Herondale

Quando l’immortale mago Magnus Bane partecipa ai colloqui di pace tra gli Shadowhunters e i Nascosti nella Londra vittoriana, due persone catturano il suo sguardo: la vampira Camille Belcourt e il giovane Edmund Herondale. Chi dovrà scegliere tra l’amore e il destino? Il terzo episodio delle Cronache di Magnus Bane, per scoprire il più misterioso personaggio della saga Shadowhunters.

Le cronache di Magnus Bane – 2. La fuga della regina

Mentre è in Francia, l’immortale mago Magnus Bane cerca di contribuire alla salvezza della famiglia reale che vuole sottrarsi agli orrori della Rivoluzione Francese; dopo essere stato convinto a intervenire dal fascino di un irresistibile, giovane conte. Certo, per realizzare la fuga impossibile servono mongolfiere invisibili, e molto altro…