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Hot Kid (Einaudi. Stile libero big)

Carlos Webster è un ragazzo ricco e fortunato, che potrebbe godersi la fortuna accumulata dal padre con il petrolio. Ma a quindici anni assiste a una sanguinosa rapina in un emporio, e il suo destino è segnato: diventerà sceriffo e darà la caccia ai rapinatori dal grilletto facile che infestano l’Oklahoma. Anche Jack Belmont è ricco, ma c’è qualcosa che non va nella sua testa. Da bambino ha quasi ucciso la sorellina, e ora il suo sogno è darsi alla rapina e diventare il pericolo pubblico numero uno. Inevitabile che le strade di Carlos e Jack si incrocino, in un duello a distanza che ha per posta quel qualcosa di impalpabile che si chiama gloria, o leggenda. Sullo sfondo, l’America della Grande Depressione, un West che si porta ancora dietro il suo retaggio di violenza e giustizia sommaria, un mondo di gangster psicotici e pupe coraggiose, di personaggi leggendari come John Dillinger, Bonnie e Clyde, Pretty Boy Floyd, Baby Face Nelson. Una irresistibile storia di guardie e ladri sorretta da un umorismo feroce, salutata in America da lettori e critici come il capolavoro di Leonard.
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*Hot Kid* è il romanzo perfetto di un autore al massimo della sua forza. Leonard non cerca di impressionare nessuno se non forse se stesso, un ragazzino degli anni Trenta affascinato da una generazione di banditi e desperados, sempre con un’arma spianata. E intrattenendo quel bambino di tanti anni fa, finisce per deliziare anche noi lettori.
** «Los Angeles Times»**
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Invecchiando Elmore Leonard non fa che migliorare. E cosí a 79 anni, miracolosamente, ci regala Hot Kid, uno dei libri migliori in una carriera ormai pluridecennale… un romanzo costruito con grande abilità e con un equilibrio tra le parti pressoché perfetto.
**«The Houston Chronicle»**
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Il quarantesimo libro di Elmore Leonard è anche il suo capolavoro… Un’esplorazione sottile e provocatoria del processo attraverso il quale l’America trasforma in leggende i criminali comuni e, a volte, anche gli uomini coraggiosi che tentano di catturarli.
**«The Associated Press»**
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### Recensione
“This is a novel that… is all about style, literary and otherwise.” (New York Times Book Review)
“THE HOT KID brims with the sly humor, sparse prose and razor dialogue we expect from the master” (Los Angeles Times Book Review)
“The writing is pitch-perfect throughout…it’s all pure Leonard, and that means it’s pure terrific.” (Publishers Weekly **(starred review)**)
Clear, fast-paced and masterfully structured.” (Philadelphia Inquirer)
“The HOT KID is Elmore Leonard- a master- at his best.” (Oklahoma City Oklahoman)
“…expertly crafted, deftly balanced.” (Houston Chronicle)
“…Rips along like a bandit’s getaway car…THE HOT KID is Leonard at his best.” (Tulsa World)
“…delivers the goods in a top-notch amalgam of sagebrush western and mob drama.” (Lexington Herald-Leader)
“There’s nothing Elmore Leonard doesn’t know about stylish writing, and THE HOT KID is him at his compressed best.” (Detroit Free Press)
“Wonderfully funny and hair-raising…THE HOT KID is splendid.” (Providence Sunday Journal)
### Descrizione del libro
A publishing event – the new novel from the celebrated author of Get Shorty and Rum Punch.

Hot Kid

Carlos Webster è un ragazzo ricco e fortunato, che potrebbe godersi la fortuna accumulata dal padre con il petrolio. Ma a quindici anni assiste a una sanguinosa rapina in un emporio, e il suo destino è segnato: diventerà sceriffo e darà la caccia ai rapinatori dal grilletto facile che infestano l’Oklahoma. Anche Jack Belmont è ricco, ma c’è qualcosa che non va nella sua testa. Da bambino ha quasi ucciso la sorellina, e ora il suo sogno è darsi alla rapina e diventare il pericolo pubblico numero uno. Inevitabile che le strade di Carlos e Jack si incrocino, in un duello a distanza che ha per posta quel qualcosa di impalpabile che si chiama gloria, o leggenda. Sullo sfondo, l’America della Grande Depressione, un West che si porta ancora dietro il suo retaggio di violenza e giustizia sommaria, un mondo di gangster psicotici e pupe coraggiose, di personaggi leggendari come John Dillinger, Bonnie e Clyde, Pretty Boy Floyd, Baby Face Nelson. Una irresistibile storia di guardie e ladri sorretta da un umorismo feroce, salutata in America da lettori e critici come il capolavoro di Leonard. *** Hot Kid è il romanzo perfetto di un autore al massimo della sua forza. Leonard non cerca di impressionare nessuno se non forse se stesso, un ragazzino degli anni Trenta affascinato da una generazione di banditi e desperados, sempre con un’arma spianata. E intrattenendo quel bambino di tanti anni fa, finisce per deliziare anche noi lettori. «Los Angeles Times» *** Invecchiando Elmore Leonard non fa che migliorare. E cosí a 79 anni, miracolosamente, ci regala Hot Kid, uno dei libri migliori in una carriera ormai pluridecennale… un romanzo costruito con grande abilità e con un equilibrio tra le parti pressoché perfetto. «The Houston Chronicle» *** Il quarantesimo libro di Elmore Leonard è anche il suo capolavoro… Un’esplorazione sottile e provocatoria del processo attraverso il quale l’America trasforma in leggende i criminali comuni e, a volte, anche gli uomini coraggiosi che tentano di catturarli. «The Associated Press»

Hornblower: guardiamarina e tenente

Le sue imprese sono la più grande epopea che sia mai stata scritta sulla guerra sui mari. Ai tempi in cui Napoleone dominava l'Europa, solo la Royal Navy di Sua Maestà Britannica sfidava la potenza francese. Forester volle impersonare lo spirito dei suoi uomini in un personaggio indimenticabile: Orazio Hornblower, un antieroe ostinato, taciturno, a disagio in società ma imbattibile al comando della sua nave.
Come ci si prepara a diventare 'ufficiale e gentiluomo' a bordo di una nave da guerra inglese ai tempi dello scontro con Napoleone e con l'Europa? La dura legge del quadrato ufficiali, la lotta per vincere se stessi e segnalarsi nella routine quotidiana e nelle battaglie, le delusioni, le sconfitte, i primi successi e i galloni da luogotenente. Il primo capitolo dell'epopea del più grande eroe del mare.

La Horde

Francis ha deciso di fare una vacanza di tutto riposo in Martinica, ma il destino ha deciso diversamente. Salvare un bambino che sta per essere picchiato può essere appagante, ma portare anche spiacevoli conseguenze. Infatti Manny, colmo di gratitudine, è deciso a ripagarlo mostrandogli le zone più belle dell’isola. Spiagge inviolate, spettacolari cascate, luoghi mai visti dai turisti, perché vietati agli uomini. Luoghi abitati da una strana entità, che Manny chiama Horde. Ma il destino di Manny è segnato fin dalla nascita: portatore di sventura è odiato da tutti. Quando avviene l’inevitabile tragedia, Francis abbandona l’isola sconvolto, deciso a dimenticare. Torna alla sua vita piatta e noiosa, senza però sapere di aver portato con sé due scomodi passeggeri: la maledizione di Manny, che lui ha ereditato, e una strana conchiglia fossile, che nasconde al suo interno una nuova vita.
Romanzo di 50.000 parole. Bonus aggiuntivo il Portfolio dell’autore.
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Honeymoon

Si chiama Nora, è bella, ma soprattutto seducente. Abile manipolatrice di uomini, spietata e avida. Sposa ricchi facoltosi per poi tessere intorno a loro una tela da cui è impossibile fuggire. Si fa nominare erede testamentaria di favolose fortune e poi, inspiegabilmente, l'”amato consorte” passa a miglior vita. Ma non le basta mai. Il suo è un gioco che non permette soste, qualcosa nel suo animo inquieto la spinge a continuare la caccia, a tendere sempre nuove trappole. Nora potrebbe essere la perfetta dark lady di un classico noir degli anni Quaranta, invece è una donna vera nel mondo reale…

Homo videns

‘Un saggio polemico ed estremamente intelligente’ Fernando Savater ‘La domanda di fondo intorno alla quale riflette Giovanni Sartori non può essere elusa: davvero il tele-vedere cambia la natura umana? Davvero la televisione è uno strumento antropogenetico? Non c’è dubbio che sia così’ Gad Lerner
(source: Bol.com)

Homo scemens. Cronache di lucida criminalità ambientale

Dall’Homo Sapiens all’Homo Scemens, questa purtroppo sembra essere la traiettoria “evolutiva” dell’essere umano; con il risultato che il suo modello di sviluppo dominante, di cui orgogliosamente si vanta, lo sta portando dritto sparato a un passo dall’estinzione. Informare, far riflettere su questo, ma anche sorridere e divertire, è lo scopo del libro: usando lo strumento immediato e diretto delle sue 50 vignette sempre abbinate e affiancate però da informazioni e dati scientifici. L’intento preciso è di evitare, in modo spiritoso e documentato, che le conseguenze degli oltraggi all’ambiente e al pianeta passino inosservate.

Homo ludens

Apparso in lingua tedesca ad Amsterdam nel 1939 e pubblicato in Italia nel 1946, “Homo ludens” si caratterizza per un approccio spiccatamente interdisciplinare. Dall’indice: Natura e significato del gioco come fenomeno culturale; La nozione del gioco nella lingua; Gioco e gara come funzioni creatrici della cultura; Gioco e diritto; Gioco e guerra; Gioco e sapere; Gioco e poesia.

Homeland. In fuga

Beirut, 2006. Carrie Mathison, agente speciale della CIA, è vittima di un’imboscata mentre cerca di avvicinare il suo nuovo contatto, nome in codice Usignolo. Qualcuno ha fatto saltare la sua copertura, e non può che essere qualcuno dall’interno. Carrie affronta a muso duro il suo capo che, senza alcuna spiegazione, le toglie l’incarico e la rispedisce a Langley, la sede centrale della CIA. Esperta nel riconoscimento e anticipazione di schemi comportamentali, Carrie è fermamente convinta che un attacco terroristico sia imminente. Convinzione che, per l’agente speciale in continua lotta con un disturbo bipolare della personalità, si trasforma in una vera e propria ossessione. Tanto da spingerla a compiere un gesto di insubordinazione che potrebbe costarle la carriera e che invece le permette di trovare il legame tra Usignolo e Abu Nazir, il leader di Al-Qaeda in Iraq. Un attacco terroristico è davvero alle porte, va fermato a ogni costo. E Carrie è disposta a rischiare tutto pur di riuscirci.

Ho voglia di te

Il seguito di Tre metri sopra il cielo. Perché nessuna storia finisce mai davvero. E a volte si trasforma in ciò che non avresti mai potuto immaginare. Step è partito e sta per tornare. Sta per scoprire che niente è mai uguale a come lo avevi lasciato. O meglio, a come ricordavi che fosse. Così tutto cambia e rivela la sua vera faccia. Step sulla sua moto per le strade di Roma, ritrova la banda dei Budokani, cresciuta e forse diversa. Schello, Lucone e gli altri, sempre ribelli ma un po’ più consapevoli… Il dolore lascia dei segni dentro, prima ancora che sulla pelle. Anche Babi troverà delle risposte. Step imparerà che non sempre, in amore, sappiamo ciò che vogliamo davvero. Anche quando ci sembra d’essere sicuri. Scopriremo che il perbenismo è solo il tentativo inutile di rendere perfetto ciò che non lo è, che non può esserlo in nessun modo. Lo capirà sulla sua pelle la famiglia Gervasi. Scopriremo anche che il rapporto interrotto tra un figlio e sua madre può riservare risvolti inaspettati. E se tutto esplode e non va come doveva, c’è sempre spazio per un sorriso e per ricominciare. Federico Moccia torna col suo stile diretto e intenso a mostrarci come il presente si intreccia sempre al passato, prima di diventare futuro. Un futuro non scontato. Perché nemmeno l’amore lo è mai..

Ho sposato un deficiente

Quanti kilowatt consuma un marito qualunque per studiarsi la prima ruga? Quanto risparmierebbe se comprasse un banalissimo contorno occhi? Quanti punti di sutura gli daranno quando lo beccherete mentre usa di nascosto il vostro? Di fronte a queste domande, quante volte vi sarà scappato di dire: “Premetto che amo mio marito, ma…”? Spesso avete lasciato il discorso in sospeso, limitandovi a sbuffare. Niente di più sbagliato! Dietro quel ma si nasconde un pericoloso concentrato di quotidianità che, col passare del tempo, farà esplodere le vene pulsanti che vi decorano le tempie. Per disinnescare questo potenziale esplosivo, Carla Signoris consiglia una terapia semplice quanto efficace: non fermatevi al ma! Immobilizzate il corpaccione della vostra metà e procedete con la dissezione. Rinfacciategli le sue mille richieste in cucina, gli sfinenti paragoni con vostra suocera, gli infiniti “perché lo fai così?” gli insopportabili “ti stai lasciando andare…”, la sua presunta maturità, il suo non-senso degli affari e il girovita fuori controllo. Un solo obiettivo: metterlo di fronte alla sua ineluttabile condizione di maschio deficitario. Non fa differenza che sia alto o basso, biondo o moro, malinconico o mattacchione. Accettate questa dolorosa realtà: avete sposato un deficiente. Niente paura, le sue deficienze non impediranno una sana vita di coppia, anzi… l’importante è fargliele ammettere. Ma non infierite. Ricordatevi sempre che non ha colpa: non ha scelto lui di nascere maschio.

Ho scoperto che ti amo

Ed, 16 anni, basso e con i capelli lisci come spaghetti, sistema gli scaffali in un negozio di DVD insieme alla sua migliore amica Scout. E si annoia a morte. Scout gioca a calcio, è appassionata di romanzi di Jane Austen. È segretamente innamorata di Ed. Quark, amico di Ed, è un ragazzo molto introverso e molto intelligente. Fa di tutto per farsi notare da Scout. Ellie, capelli biondo platino e fisico mozzafiato, studia canto. È la creatura più affascinante che abbia mai messo piede nel negozio di Ed. E lui è deciso a conquistarla. Ed riesce a fare colpo su Ellie raccontandole di chiamarsi Sergioe di essere brasiliano, ma quando vede Scout uscire con Quark, si accorge di provare qualcosa per la sua amica. Nel frattempo Quark ed Ellie si incontrano a una festa ed è amore a prima vista. Così, quasi senza accorgersene, i quattro ragazzi si trovano coinvolti in un complicato intreccio amoroso che metterà a dura prova amicizia e sincerità.
(source: Bol.com)

Ho rubato la pioggia

“Ho rubato la pioggia” di Elisa Ruotolo è l’affresco di una provincia campana superstiziosa, una terra di mestieri inverosimili da tempi immemorabili. Storie di gente che vive tra le coppe di latta dei tornei di paese e l’oro, comprato nei vicoli di Forcella per rivenderlo in casa. Nel primo racconto il figlio dell’allenatore di una squadra che perde sempre entra al posto del centravanti e la squadra comincia a vincere. E vince tanto che cominciano a chiamarlo “Molto Leggenda”. L’osservatore di un club lo seleziona, ma nei campi di serie A il ragazzo si perde. “Il bambino è tornato a casa” racconta di due sorelle, una lenta e una veloce, che preparano conserve piccanti e sognano con le telenovelas sudamericane, e del nipote Matteo, che scompare a nove anni e forse un giorno ritorna. Il ragazzino senza madre di “Guardami” abita con il padre e con Silvia, una ragazza che vive pulendo le case degli altri e nella loro si ferma. Cesare, l’amico di famiglia, si innamora di lei ma non riesce a dirlo. Il giovane narratore s’insinuerà in modo decisivo nello scambio silenzioso.
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Le ho mai raccontato del vento del Nord

Un’email all’indirizzo sbagliato e tra due perfetti sconosciuti scatta la scintilla. Come in una favola moderna, dopo aver superato l’impaccio iniziale, tra Emmi Rothner – 34 anni, sposa e madre irreprensibile dei due figli del marito – e Leo Leike – psicolinguista reduce dall’ennesimo fallimento sentimentale – si instaura un’amicizia giocosa, segnata dalla complicità e da stoccate di ironia reciproca, e destinata ben presto a evolvere in un sentimento ben più potente, che rischia di travolgere entrambi. Romanzo d’amore epistolare dell’era Internet, “Le ho mai raccontato del vento del Nord” descrive la nascita di un legame intenso, di una relazione che coppia non è, ma lo diventa virtualmente. Un rapporto di questo tipo potrà mai sopravvivere a un vero incontro?

Ho il tuo numero

Cosa accade se ti scippano il telefonino e tutta la tua vita è lì dentro? Ti senti persa, naturalmente. È quello che capita a Poppy, una scombinata fisioterapista prossima alle nozze con un affascinante docente universitario. Proprio quando il telefono le serve per una faccenda a dir poco urgente! Perché tra le altre cose, nel bel mezzo di una festa con le amiche ha appena perso il suo prezioso anello di fidanzamento, uno smeraldo come non ne ha mai visti nella sua intera esistenza. Poppy è nel panico, e mentre cerca affannosamente l’anello perduto cosa vede in un cestino dei rifiuti? Un cellulare nuovo di zecca che sembra aspettare proprio lei. È un attimo. Ed è suo. Non può permettersi il lusso di rimanere scollegata, non in questo momento. Ma di chi è quel telefono? E a cosa si riferiscono gli strani messaggi che riceve? Poppy non ha il tempo di farsi troppe domande. Ha un anello da ritrovare, un matrimonio da organizzare e qualche cosuccia in sospeso con i suoi futuri suoceri. Ma ancora non sa che quel telefono e lo sconosciuto con cui si troverà a condividerlo le metteranno a soqquadro la vita. Ancora una volta Sophie Kinsella supera se stessa in questa scoppiettante commedia degli equivoci incentrata sul telefonino, protagonista assoluto della nostra vita di tutti i giorni e di questo romanzo. E soprattutto complice in un’adorabile storia romantica che diverte e fa sognare.

Ho già sentito questa canzone

A ventidue anni di distanza, Kay Lansing torna nella meravigliosa tenuta dei Carrington, l’antica villa di Englewood, dove aveva trascorso l’infanzia accanto al padre, il giardiniere di famiglia misteriosamente scomparso. L’incontro con l’affascinante Peter Carrington è amore a prima vista. Fra i due nasce una grande passione e Kay decide di diventare sua moglie, nonostante il torbido passato che sembra avvolgere la vita dell’uomo. A suo tempo, Peter fu scagionato per mancanza di prove. Ma quando il peggio sembra ormai superato, il destino torna a bussare. In un luogo appartato del giardino, vengono ritrovati i corpi di un uomo e una donna, la cui morte risale a molti anni addietro. Uno di questi è proprio il padre di Kay…