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Elianto

Riusciranno i nostri intrepidi eroi a superare tutte le prove e trovare l’elisir che guarisca il giovane Elianto e gli faccia salvare la contea? Se si fugge di notte da Villa Bacilla sulle ali di una diavolessa sexy, sorvolando Tristalia, assieme a tre equipaggi che si spostano contemporaneamente, può accadere di visitare gli otto mondi alterei della mappa nootica. Capita così di conoscere la terra primordiale di Ermete Trismegisto, Protoplas; i mari incantati di Capitan Guepière a Posidon; i cinquanta casinò e i locali notturni di Bludus; Mnemonia con i suoi fuochi fatui e l’insidia dell’embambolia; Medium con le sue giornate di Beneficenza Ben-evidente. E poi è possibile incontrare Siperquater e Triperott a Neikos, o gli angeli cannibali nel deserto freddo di Yamserius. L’importante è fare a tempo a guarire il giovane Elianto, affetto dal Morbo Dolce, perché possa liberare le contee dal dominio del Grande Chiodo. C’è speranza di riuscire, assieme ai protagonisti (oltre a Elianto, Fido PassPass, Fuku Occhio di Tigre, Tigre Triste), a districarsi tra mille prove e attraversare gli infiniti mondi creati dalla fantasia di Stefano Benni?

Elia Portolu

Il giovane pastore Elias Portolu, rientrando in famiglia dopo aver scontato alcuni anni di carcere per una colpa di cui è stato ingiustamente accusato, si innamora della fidanzata di suo fratello. Le nozze di Pietro e Maddalena, anche lei innamorata di Elias, saranno per lui causa di travaglio interiore e di infelicità. Con “Elias Portolu” Grazia Deledda si afferma scrittrice di fama europea. La sua scrittura passa da una ispirazione folcloristica a una più universalmente psicologica con una visione interiore dei personaggi e della natura che li circonda.

Elfi, fate e pooka folklore, mitologia, leggende e tradizioni fatate del Galles

Le fate dei laghi e delle montagne, vivere con i Tylwyth Teg, la musica delle fate, gli anelli fatati, il denaro ed i doni, tradizioni, usi e costumi fatati; i Pooka, i Bwbach, gli Ellyllon e tanti altri esseri fatati ti aspettano in questo libro per donarti ore piacevoli di svago ed interesse! Scopri anche tu il mondo delle Fate gallesi e danza al chiaro di Luna alla loro musica!
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Elfi e draghi. Racconti irlandesi

Lo spazio delle fiabe e delle tradizioni popolari irlandesi è affollato di personaggi straordinari, dotati di poteri eccezionali: piccoli esseri che fabbricano scarpe da ballo per le fate, gnomi che offrono agli uomini occasioni di arricchimento, elfi che cercano complici per rapire belle principesse. È un universo magico che vive in totale libertà, immerso nei campi e nei nei boschi della verdissima Irlanda, ma non sa rinunciare al contatto con gli uomini, all’impatto con i loro vizi e le loro virtù: le antiche consuetudini del mondo celtico si mescolano così ad altre più recenti tradizioni europee costruite su fate e diavoli, e ci consegnano un patrimonio unico, capace di stimolare nel lettore interesse e curiosità.
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Gli elfi di Cintra

L’Armageddon, la battaglia conclusiva tra le forze del Bene e del Male, è giunta. E ha perso il Bene. I cambiamenti climatici hanno arroventato il suolo e le guerre biologiche hanno reso sterile la terra. Veleni ed epidemie hanno decimato l’umanità e le hanno tolto ogni speranza. Gli unici che possono sopravvivere in quell’inferno, gli ex uomini trasformati in demoni, hanno una sola missione: eliminare progressivamente i resti della razza umana. C’è ancora una possibilità: un Variante, una creatura magica che si nasconde sotto l’aspetto di un normalissimo ragazzo di vent’anni, completamente ignaro della propria natura e dei propri poteri. Sarà lui a guidare i superstiti in un luogo sicuro, dove fondare un nuova civiltà. Ma prima bisogna trovarlo, rivelargli il suo destino, e proteggerlo. È il compito assegnato, in diverse zone del mondo, a Logan Tom, Angela Perez e agli “Spettri”, un gruppo di ragazzi che tentano di sopravvivere all’assedio dei nemici tra le rovine della loro città. Riusciranno a portarlo a termine?
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Eleonora d’Aquitania: La letteratura cortese e la nascita dell’Europa

Nipote del primo trovatore Guglielmo IX, figlia di quel grande mecenate che fu per i trovatori Guglielmo X, sovrana lei stessa d’Aquitania e del Poitou e poi regina prima di Francia e poi d’Inghilterra, madre di due re d’Inghilterra, Riccardo Cuor di Leone e Giovanni Senzaterra, Eleonora d’Aquitania continua a interrogare gli storici e tutti coloro che cercano di capire per quali vie privilegiate nel XII secolo si sia creata e diffusa una cultura, una letteratura e una poesia che hanno dato un’impronta incomparabile all’Europa e di cui la moderna società europea, con le sue contraddizioni ma anche con la sua straordinaria ricchezza intellettuale, culturale e morale, è figlia.
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### Sinossi
Nipote del primo trovatore Guglielmo IX, figlia di quel grande mecenate che fu per i trovatori Guglielmo X, sovrana lei stessa d’Aquitania e del Poitou e poi regina prima di Francia e poi d’Inghilterra, madre di due re d’Inghilterra, Riccardo Cuor di Leone e Giovanni Senzaterra, Eleonora d’Aquitania continua a interrogare gli storici e tutti coloro che cercano di capire per quali vie privilegiate nel XII secolo si sia creata e diffusa una cultura, una letteratura e una poesia che hanno dato un’impronta incomparabile all’Europa e di cui la moderna società europea, con le sue contraddizioni ma anche con la sua straordinaria ricchezza intellettuale, culturale e morale, è figlia.

Elena, Elena, amore mio

“Elena, Elena, amore mio” narra la storia della guerra di Troia e della bella Elena rivissuta attraverso i caustici racconti che Tersite, guerriero storpio e maligno, fa al giovane Leonte appena arrivato negli accampamenti dei Greci, alia ricerca del padre disperse Ulisse е un furfante, Agamennone uno sfruttatore, Achille un sanguinario. Ma suo malgrado Leonte impara che in tanta maldicenza e’e molta verita e si lascia alle spalle i sogni della fanciullezza per diventare uomo. Finche si innamora di una donna bellissima. Bellissima come Elena… Passione e avventura, lezione di vita e di saggezza. Dai miti dell’Antica Grecia, uno splendido romanzo di Luciano De Crescenzo.

Elementi di fisica teorica

Le idee e le tecniche della Fisica Teorica del XX secolo (meccanica analitica, meccanica statistica, relatività e meccanica quantistica non relativistica) non sono più appannaggio esclusivo dei fisici. Ormai, specialmente con la recente introduzione di nuovi corsi di laurea, le conoscenze di base rientrano nel bagaglio culturale comune ai laureati in materie scientifiche e tecnologiche affini alla Fisica e alle sue applicazioni. Un laureato in queste materie non può non conoscere l’equazione E=mc2 e la media di Gibbs; inoltre deve avere i concetti e i metodi fondamentali della meccanica quantistica che ha cambiato la concezione del mondo ed è alla base della rivoluzione tecnologica in corso. Eppure quelle idee rimangono distanti dal comune modo di pensare e richiedono molto studio e un insegnamento ben mirato. La trattazione in questo libro, è meno formale rispetto ai tradizionali corsi di Istituzioni di Fisica Teorica. Lo scopo è comunque quello di raggiungere una reale comprensione dei concetti fisici e una capacità di risolvere autonomamente problemi. Lo stile è discorsivo, con abbondanza di esempi, l’esposizione di tutti i passaggi importanti è dettagliata, rispondendo in anticipo a tutte le domande che solitamente pongono gli allievi. L’autore ha dato spazio a sviluppi recenti e interessanti, come il microscopio a tunnel e la criptografia quantistica. Ha cercato di spiegare sempre le motivazioni delle manipolazioni matematiche, e il significato fisico di tutte le grandezze misurabili. Soprattutto, ha sottolineato gli aspetti che fanno della Fisica Teorica una scienza piena di risvolti pratici e insieme una avventura intellettuale particolarmente affascinante.

Elementare, Randolph

Harry ha trent’anni ed è un’artista in crisi. Da quando ha perso la fidanzata Imogen, sparita nel nulla un anno prima, la sua vita è cambiata. Non riesce più a dipingere, è entrato in depressione e ha sviluppato un’insana dipendenza dalle sedute spiritiche. Per fortuna a fargli compagnia nell’appartamento di Manhattan c’è Randolph, il suo labrador nero. Harry non lo sa, ma Randolph è un cane speciale: legge (Dante è il suo autore preferito), capisce il linguaggio di uomini e animali, ma soprattutto ha un fiuto particolare, quello per risolvere i misteri. La sua unica mancanza: non sa parlare. Quando lo scrittore Lyell Overton Minskoff-Hardy viene trovato morto, Randolph intuisce subito che non si tratta di infarto come viene ipotizzato in un primo momento, bensì di omicidio. Un omicidio legato indissolubilmente alla sparizione di Imogen. Gli indizi? Molti. Perché Randolph, grazie al suo sesto senso e al suo olfatto centomila volte più potente di quello umano, è in grado di fiutare la colpa, l’ansia e la paura.

L’eleganza del riccio (Dal mondo)

***L’eleganza del riccio* è stato il caso letterario del 2007 in Francia: ha venduto centinaia di migliaia di copie grazie a un impressionante passaparola e ha vinto il Prix des Libraires assegnato dalle librerie francesi.**

Siamo a Parigi in un elegante palazzo abitato da famiglie dell’alta borghesia. Dalla sua guardiola assiste allo scorrere di questa vita di lussuosa vacuità la portinaia Renée, che appare in tutto e per tutto conforme all’idea stessa della portinaia: grassa, sciatta, scorbutica e teledipendente. Invece, all’insaputa di tutti, Renée è una coltissima autodidatta, che adora l’arte, la filosofia, la musica, la cultura giapponese. Poi c’è Paloma, la figlia di un ministro ottuso; dodicenne geniale, brillante e fin troppo lucida che, stanca di vivere, ha deciso di farla finita (il 16 giugno, giorno del suo tredicesimo compleanno, per l’esattezza). Fino ad allora continuerà a fingere di essere una ragazzina mediocre e imbevuta di sottocultura adolescenziale come tutte le altre. Due personaggi in incognito, quindi, diversi eppure accomunati dallo sguardo ironicamente disincantato, che ignari l’uno dell’impostura dell’altro si incontreranno solo grazie all’arrivo di monsieur Ozu, un ricco giapponese, il solo che saprà smascherare Renée e il suo antico, doloroso segreto.
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### Recensione
Due voci femminili, tanto diverse quanto uguali
Il caso letterario più clamoroso del 2007, in Francia, s’intitola L’eleganza del riccio.
L’ha scritto Muriel Barbery, trentanovenne docente di filosofia. In poche settimane il romanzo ha scalato le classifiche e si è posizionato al primo posto dove è rimasto per lunghi mesi vendendo centinaia di migliaia di copie. È un libro «gradevole» in cui, almeno fino a un certo punto, non conta tanto quello che succede, quanto piuttosto il modo della narrazione. Quest’ultima è affidata a due voci che si alternano irregolarmente, due voci femminili che si esprimono in prima persona e si rapportano entrambe al lettore creando due personaggi tanto apparentemente diversi quanto intimamente uguali. La prima voce è quella di Renée, portinaia cinquantaquattrenne di un immobile che si trova al numero 7 della rue de Grenelle, via situata nel settimo arrondissement di Parigi, quartiere alto borghese, abitato per lo più da intellettuali tendenzialmente di sinistra. La seconda voce è quella di Paloma, ragazzina dodicenne che abita nel palazzo, al quinto piano, figlia di un papà deputato (con un passato da ministro) e di una mamma che sfoggia un dottorato in lettere. La ragazzina ha anche una sorella, Colombe, più grande di lei, studentessa di filosofia. Nella versione italiana, le pagine di Renée sono state tradotte da Cinzia Poli, quelle di Paloma da Emanuelle Caillat. Il personaggio della portinaia è giocato sull’opposizione della stessa al cliché che normalmente la identifica ma, insieme, su una strenua volontà a mantenere segreto il suo essere diversa. In altre parole, Renée legge Marx e Husserl, vede i film di Ozu e si cucina filetti di triglia al coriandolo, ma fa di tutto – maniacalmente – per evitare che i condomini lo sappiano. Costruisce quindi intorno a sé una messa in scena che riproduca nei minimi dettagli il cliché cui, per niente al mondo, si adeguerebbe. Veste sciattamente, fa continue spese ostentando sporte da cui emergono ciuffi di verdura, grosse fette di carne o prosciutto, pasta e passata di pomodoro, tiene perennemente accesa una televisione sintonizzata al alto volume su programmi di basso intrattenimento, e via dicendo. Salvo poi svelare, ma solo a noi lettori, che quelle derrate portinaiesche sono riservate al gatto Lev, che la televisione è accesa ma non guardata, e che tutta questa apparenza serve a preservare intatto il suo rifugio, una stanzetta sul retro nella quale, indisturbata, lei può coltivare i suoi gusti raffinati e la sua mente. Anche Paloma, la ragazzina dodicenne, nasconde sotto mentite spoglie un suo segreto progetto esistenziale. Finge cioè di essere una ragazzina dodicenne come le altre, si veste come loro, a scuola segue bene ma senza emergere, mentre a noi, lettori del suo pseudo diario, si rivela come straordinariamente in anticipo rispetto alle coetanee, a tal punto lucida e consapevole della vanità del tutto (in particolare della rinuncia agli ideali di cui l’età adulta è ai suoi occhi irrimediabilmente schiava) da aver deciso di uccidersi, il giorno del tredicesimo compleanno: per non dover passare anche lei dalla parte della rinuncia. Una rinuncia a priori insomma, scelta invece che subita. A scompaginare i giochi, le finzioni delle due narratrici, entra in scena a un certo punto un personaggio che le svela entrambe. È un ricco giapponese, nuovo inquilino che Muriel Barbery fa entrare nel romanzo e nel palazzo uccidendo un fastidioso critico gastronomico e attribuendogli il suo appartamento. Ozu (proprio così si chiama il ricco giapponese) coglie magicamente le verità di Renée e di Paloma e le fa entrare in risonanza. Con una ulteriore capriola, la vicenda sfocia allora in fiaba: e la Bellezza trionferà, sia pure a costo di un passaggio iniziatico per la porta stretta della Morte (non, ovviamente, di quella programmata da Paloma). Il grande successo del libro dimostra quanta voglia ci sia in giro di messaggi rassicuranti e di «leggibilità».
Recensione di Tuttolibri, a cura di Gabriella Bosco
### Sinossi
***L’eleganza del riccio* è stato il caso letterario del 2007 in Francia: ha venduto centinaia di migliaia di copie grazie a un impressionante passaparola e ha vinto il Prix des Libraires assegnato dalle librerie francesi.**

Siamo a Parigi in un elegante palazzo abitato da famiglie dell’alta borghesia. Dalla sua guardiola assiste allo scorrere di questa vita di lussuosa vacuità la portinaia Renée, che appare in tutto e per tutto conforme all’idea stessa della portinaia: grassa, sciatta, scorbutica e teledipendente. Invece, all’insaputa di tutti, Renée è una coltissima autodidatta, che adora l’arte, la filosofia, la musica, la cultura giapponese. Poi c’è Paloma, la figlia di un ministro ottuso; dodicenne geniale, brillante e fin troppo lucida che, stanca di vivere, ha deciso di farla finita (il 16 giugno, giorno del suo tredicesimo compleanno, per l’esattezza). Fino ad allora continuerà a fingere di essere una ragazzina mediocre e imbevuta di sottocultura adolescenziale come tutte le altre. Due personaggi in incognito, quindi, diversi eppure accomunati dallo sguardo ironicamente disincantato, che ignari l’uno dell’impostura dell’altro si incontreranno solo grazie all’arrivo di monsieur Ozu, un ricco giapponese, il solo che saprà smascherare Renée e il suo antico, doloroso segreto.

Gli elefanti hanno buona memoria

Il caso &egrave risolto e archiviato da molti anni: duplice suicidio. Ma quando la giovane Celia Ravenscroft decide di sposarsi, l’inquietante interrogativo della sorte dei suoi genitori, trovati morti su una scogliera nel pressi della loro villa in Cornovaglia e ritenuti, appunto, suicidi, torna d’attualit&agrave e l’inchiesta si riapre. La tesi del suicidio &egrave ancora valida, oppure &egrave state la madre a uccidere il padre o viceversa? Ariadne Oliver, la celebre scrittrice di gialli (personaggio dietro il quale si nasconde la stessa Christie), si sente in dovere di intervenire in quanto amica della defunta mamma della sposa. L’intraprendente signora prova a ricostruire i fatti interrogando tutti i vecchi testimoni della vicenda, persone dotate di una memoria da elefante… ma anche questa volta, per risolvere l’intricato puzzle, occorrer&agrave la genialit&agrave di Hercule Poirot. Scritto nel 1972, Gli elefanti hanno buona memoria &egrave uno degli ultimi romanzi di Agatha Christie, un libro dall’intreccio appassionante e “raffinato”, come sempre.

L’elefante scomparso

In un giorno d’estate soffocante, un avvocato si mette alla ricerca del suo gatto e in un giardino abbandonato dietro casa incontra una strana ragazza. Una giovane coppia decide di fare uno spuntino notturno e assalta un McDonald’s per avere trenta Big Mac, realizzando cosí un segreto desiderio adolescenziale del marito. Nel racconto che dà il titolo al libro, un uomo è ossessionato dalla incredibile, misteriosa scomparsa di un elefante dallo zoo del paese. E poi ancora una curiosa digressione sui canguri, un uomo che incendia granai per il gusto di vederli bruciare e le introspezioni di una giovane madre afflitta da insonnia. I diciassette racconti di questa raccolta «spesso divertenti, sempre commoventi», danno prova delle straordinarie capacità narrative di Murakami Haruki.

L’elefante di giada

“E all’improvviso la mia mano toccò una stoffa ruvida, poi un po’ di epidermide… una mano probabilmente…
In quello stesso istante la porta della sala da pranzo si aprì violentemente lasciandomi intravedere una forma scura che spiccava contro il confuso chiarore dei raggi lunari. Volli gridare, ma nessun suono uscì dalla mia gola serrata. In preda a un indicibile terrore, mi precipitai ciecamente, attraverso la cucina, sino al telefono che si trovava nell’ingresso di servizio, ma non fui in grado di ricordare il numero e dovetti limitarmi a ripetere istericamente: – La polizia! La polizia!”