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Power inferno. Requiem per le Twin Towers. Ipotesi sul terrorismo. la violenza globale

Contro le interpretazioni correnti dell’11 settembre, ma anche rispondendo alle letture «revisioniste» (le Torri sono crollate per un complotto interno della CIA), Baudrillard, sulla scia di «Lo spirito del terrorismo», riconsidera il fenomeno all’interno del Nuovo Ordine Globale. La potenza simbolica dell’attacco alle Twin Towers è moltiplicata dalla disperazione: quella dei dannati della Terra ma anche quella suscitata nel cuore stesso dell’Impero dalla sottomissione a una tecnologia integrale, a una realtà virtuale schiacciante. In questo senso il terrorismo «è il verdetto e la condanna che la nostra società pronuncia su se stessa».

Il povero Piero

Povero Piero: da vivo, scrittore misconosciuto, e da morto sballottato, trafugato, nascosto negli armadi, ricoperto da valanghe di epitaffi, necrologi, addobbi vari, nonché dai pianti e dall’escandescenze di cognati, suoceri, cugini e nipoti. Finché, forse per lo choc della morte, risuscita e poi rimuore per davvero, portando il più assoluto scompiglio nel funerale già dirottato verso un altro defunto… Ma la sua sgangherata vicenda offre ad Achille Campanile l’occasione per alcune serissime considerazioni e ipotesi sull’assurdità dei comportamenti umani, e per alcuni ritratti graffianti sotto l’apparente svagatezza.

Il potere della spada: Il ciclo dei Courteney d’Africa

Manfred De La Rey e Shasa Courteney sono figli della stessa madre, ma non lo sanno e neppure lo sospettano. Seguiranno destini paralleli, per quanto diversi: il primo conoscerà lo squallore e la desolazione delle baraccopoli sorte in Sudafrica come altrove in seguito alla Grande Depressione del ’29; il secondo, il fasto e l’agiatezza dorata dei proprietari di miniere, pur giungendo entrambi a un passo dallo sconfinamento nella condizione opposta che invertirebbe le parti. Saranno uniti da un tragico avvenimento, la guerra, e da due passioni comuni: lo sport e la politica. Sempre, naturalmente, si troveranno su fronti avversi, senza riconoscersi come fratelli ma anzi guatandosi come nemici mortali: si scontreranno più d’una volta, e il lettore non saprà per chi parteggiare sotto l’effetto contrastante delle luci con cui l’autore ora illumina ora adombra i personaggi, senza mai consentire di distinguere nettamente eroismo e millanteria, generosità e calcolo, dedizione e viltà. «In Sudafrica un uomo può essere pieno di ottimismo all’alba e disperato a mezzogiorno», leggiamo a un certo punto del romanzo, e ci rendiamo conto di trovarci di fronte a una delle formule dalle quali scaturisce la magia della pagina di Wilbur Smith.ENTRA A FAR PARTE DEL CLUB DEI LETTORI DI WILBUR SMITH SU: WWW.WILBURSMITH.ITCURIOSITÀ, ANTEPRIME, GADGET E CONTENUTI GRATUITI IN ESCLUSIVA

Il potere della Kabbalah: una tecnologia per l’anima

Rabbino americano, Yehuda Berg spiega il complesso delle dottrine esoteriche e mistiche della cabala, “l’argomento più trendy nel campo della spiritualità e dell’autoaiuto”. Da sempre considerato di difficile comprensione, il sapere della cabala è qui reso accessibile a persone di ogni ceto, di ogni età e di tutte le fedi. Secondo l’autore questa misteriosa e antica saggezza, che fonda le sue radici nella tradizione ebraica, può svelare i segreti dell’universo, dare una risposta a ogni domanda del lettore, risolvere ogni dilemma.

Un posto sbagliato per morire

Un’inchiesta in cui la personalità della vittima è la chiave per arrivare al colpevole? Succede, più spesso di quanto si creda. Mai come in questo caso, però, il commissario Melis ne sembra convinto. Manrico Barbarani: una laurea in architettura, uno studio affermato, un socio da trent’anni al suo fianco, tante amiche, alcuni affezionati nemici, una passione per l’alpinismo, due mogli, anzi: due ex mogli. E un figlio di cui potrebbe essere il nonno. Già. E tre proiettili piantati in corpo. E dove, poi! Nella più squallida delle periferie di Milano. Qualcosa però non convince Melis, a cominciare dal fatto che l’auto di Barbarani è in garage. E allora? E allora, nel sereno settembre milanese del 1981, quando già s’annunciano i toni dell’autunno, il commissario e i suoi uomini iniziano un’indagine che, muovendosi fra i luoghi del potere più o meno occulto e le feroci dispute di una difficile separazione fra coniugi, sembra condannata ad arenarsi. Fino a quando, inatteso, l’assassino colpisce di nuovo. Allora, ecco, tutte le tessere del mosaico sembrano andare lentamente al loro posto, disegnando una vicenda di grande amarezza, di grande solitudine, di grande amore. Quell’amore per il quale un uomo può persino tradire sé stesso.

Il posto più pericoloso del mondo

Tristan Bloch ha tredici anni, è lento, grasso, pallido, strano. Innamorato di Cally, commette l’errore di scriverle una disarmante lettera d’amore che per una catena di eventi prima distratti poi maligni finisce postata su Facebook. È un attimo: Tristan diventa lo zimbello della scuola e compie quella che gli sembra la scelta inevitabile. Tre anni dopo, la sua scomparsa sembra ridotta a un vago ricordo per gli adolescenti belli, brillanti, competitivi che popolano i corridoi della Tam High School. Ma niente è come sembra, i segreti sono molti e pesanti, e Molly Nicoll, fervente professoressa al primo incarico, nel suo candore di neofita un po’ invasata sembra avere un dono per ignorarli tutti. Abigail ha una relazione con un insegnante sposato; l’incantevole Elisabeth è del tutto isolata; Nick spaccia e sostiene esami a pagamento per gli altri studenti; Cally ora si fa chiamare Calista e cerca di soffocare in una virata hippie il senso di colpa che non la abbandona mai; Dave è troppo fragile per sopportare le ambizioni dei genitori che scommettono tutto sul suo futuro. Il ritratto impietoso di un’adolescenza, di tante adolescenze in cui ogni atto, ogni diceria, ogni sentimento rischia di finire condiviso, ovvero esposto e messo alla berlina in una parodia di socialità che vede tutti soli, tutti incompresi, tutti infelici.

Il Postino

“Tutta colpa di un recapito misterioso. Qualche volta gli indirizzi somigliano al destino”(Giorgio Gandola) – – – iVitali sono due. Giancarlo è un pittore di fama consolidata. Mostre rimaste storiche, critici che lo hanno amato fino al dolore e non solo per i suoi risultati artistici ma anche per quella sua riservata, quasi monacale immersione in un mondo fatto di tele e tavolozze e di ininterrotta e mai incerta vocazione. Andrea è uno scrittore, ma anche un medico di base, cioè uno di quelli che ogni giorno sono costretti ad ascoltare le sofferenze piccole e grandi di tutti e che per uscire da questa pesante responsabilità magari si mettono a scrivere e scrivendo magari divengono famosi e vincono premi letterari e sono amati dalla gente. Il pittore Giancarlo Vitali nasce nel 1929 a Bellano, sulla sponda orientale del Lago di Como, dove vive con la moglie Germana. È padre di Velasco, Sara e Paola.(www.giancarlovitali.com) Lo scrittore Andrea Vitali nasce nel 1956 a Bellano, sulla sponda orientale del Lago di Como, dove vive con la moglie Manuela e il figlio Domenico.(www.andreavitali.net)
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### Sinossi
“Tutta colpa di un recapito misterioso. Qualche volta gli indirizzi somigliano al destino”(Giorgio Gandola) – – – iVitali sono due. Giancarlo è un pittore di fama consolidata. Mostre rimaste storiche, critici che lo hanno amato fino al dolore e non solo per i suoi risultati artistici ma anche per quella sua riservata, quasi monacale immersione in un mondo fatto di tele e tavolozze e di ininterrotta e mai incerta vocazione. Andrea è uno scrittore, ma anche un medico di base, cioè uno di quelli che ogni giorno sono costretti ad ascoltare le sofferenze piccole e grandi di tutti e che per uscire da questa pesante responsabilità magari si mettono a scrivere e scrivendo magari divengono famosi e vincono premi letterari e sono amati dalla gente. Il pittore Giancarlo Vitali nasce nel 1929 a Bellano, sulla sponda orientale del Lago di Como, dove vive con la moglie Germana. È padre di Velasco, Sara e Paola.(www.giancarlovitali.com) Lo scrittore Andrea Vitali nasce nel 1956 a Bellano, sulla sponda orientale del Lago di Como, dove vive con la moglie Manuela e il figlio Domenico.(www.andreavitali.net) 

Possesso: La Confraternita del Pugnale Nero

Vishous ha votato la propria vita alla causa della Confraternita del Pugnale Nero e a combattere i letali nemici dei vampiri, i lesser. Allevato duramente dal padre, che lo ha addestrato per diventare un combattente spietato, ha avuto il dono della chiaroveggenza, unita a straordinari poteri fisici. Violento e invincibile, Vishous è pronto ad affrontare qualunque minaccia. Ma quando viene ricoverato d’urgenza in ospedale dopo uno scontro particolarmente brutale, si trova del tutto disarmato: per la prima volta nella sua vita, il vampiro sente nascere dentro di sé un sentimento sconosciuto, nel momento stesso in cui incrocia gli occhi della dottoressa Jane Whitcomb. Un amore improvviso, ma così luminoso e ostinato che potrebbe rischiarare l’oscura anima di Vishous. Ma il destino sembra avere in serbo altri piani, per entrambi. Il quinto capitolo della saga dedicata alla Confraternita del Pugnale Nero ci trasporta in un’avventura seducente, tra battaglie letali, segreti inconfessabili e un amore impossibile, più forte della morte.

Possa il mio sangue servire: Uomini e donne della Resistenza

La Resistenza a lungo è stata considerata solo una “cosa di sinistra”: fazzoletto rosso e Bella ciao. Poi, negli ultimi anni, i partigiani sono stati presentati come carnefici sanguinari, che si accanirono su vittime innocenti, i “ragazzi di Salò”. Entrambe queste versioni sono parziali e false. La Resistenza non è il patrimonio di una fazione; è un patrimonio della nazione. Aldo Cazzullo lo dimostra raccontando la Resistenza che non si trova nei libri. Storie di case che si aprono nella notte, di feriti curati nei pagliai, di ricercati nascosti in cantina, di madri che fanno scudo con il proprio corpo ai figli. Le storie delle suore di Firenze, Giuste tra le Nazioni per aver salvato centinaia di ebrei; dei sacerdoti come don Ferrante Bagiardi, che sceglie di morire con i suoi parrocchiani dicendo “vi accompagno io davanti al Signore”; degli alpini della Val Chisone che rifiutano di arrendersi ai nazisti perché “le nostre montagne sono nostre”; dei tre carabinieri di Fiesole che si fanno uccidere per salvare gli ostaggi; dei 600 mila internati in Germania che come Giovanni Guareschi restano nei lager a patire la fame e le botte, pur di non andare a Salò a combattere altri italiani. La Resistenza fu fatta dai partigiani comunisti come Cino Moscatelli, ma anche da quelli cattolici come Paola Del Din, monarchici come Edgardo Sogno, autonomi come Beppe Fenoglio. E fu fatta dalle donne, dai fucilati di Cefalonia, dai bersaglieri che morirono combattendo al fianco degli Alleati. La Resistenza ha avuto le sue pagine nere, che vanno raccontate, come fa anche questo libro, da Porzûs a Codevigo; così come racconta le atrocità spesso dimenticate dei nazisti e dei fascisti: Boves e Marzabotto, le torture della X Mas e della banda Koch. La storia è scandita dalle voci dal lager e dalle lettere dei condannati a morte, che spesso chiedono la riconciliazione nazionale e si dicono certi che dal loro sacrificio nascerà un’Italia migliore. A 70 anni dalla liberazione, mentre i testimoni se ne stanno andando, è giusto salvarne la memoria e raccontare ai giovani cos’è stata davvero la Resistenza, e di quale forza morale sono stati capaci i nostri padri.

Posizioni compromettenti

Judith Singer, intelligente, arguta ma frustrata da un marito tradizionalista e noioso, da due bambini esigenti e dalla monotonia delle faccende domestiche, vive nei dintorni di New York. Quando Bruce Fleckstein, il dentista alla moda di Long Island, viene assassinato lei, si scopre investigatrice per hobby. Decisa a smascherare il colpevole, trova delle foto molto compromettenti che dimostrano come alcune pazienti non si recassero nello studio del medico per semplici motivi odontoiatrici. Inizia così a collaborare con il capo della Omicidi che guida le indagini.

Le porte dell’inferno si sono aperte

«Spettabile CERN, mi chiamo Samuel Johnson, ho undici anni. Credo di aver trovato la vostra particella di energia scomparsa, o di sapere dov’è finita. Dovrebbe trovarsi nella cantina della casa in Crowley Avenue 666, di proprietà dei signori Abernathy, nella città di Biddlecombe, Inghilterra. È molto azzurra e puzza di uova marce. L’energia, non Biddlecombe. Si è materializzata là sotto alle 19.30 precise, ora di Greenwich, del 28 ottobre. Vi allego la scansione di un mio disegno di quello che ho visto in cantina. Cordiali saluti, Samuel Johnson. PS: sono sicuro che il signore e la signora Abernathy siano posseduti da demoni: forse stanno usando l’energia per aprire le Porte dell’Inferno».

Portami via

Ci sono storie d’amore che ci leggono dentroDue amicheUn uomo misteriosoUn inquietante segretoAdamma, figlia di un diplomatico nigeriano, ha 16 anni quando la sua famiglia lascia New York e si trasferisce in Inghilterra, nel Wiltshire.La nuova scuola di Adamma è il prestigioso Crofton College, frequentato dai ragazzi delle famiglie facoltose della zona, tra cui la bellissima e spregiudicata Scarlett. Tra le due nasce un’amicizia profonda, ma l’amore per lo stesso, misterioso ragazzo le allontana bruscamente. Dopo mesi di contrasti, bugie e ambiguità, proprio quando le loro incomprensioni sembrano infine appianarsi, Scarlett scompare e nessuno ha idea di cosa possa esserle accaduto, mentre Adamma scopre che l’amica nascondeva un inquietante segreto, che sconvolgerà la sua vita per sempre.Da un’autrice pluripremiata, un’avvincente storia di odio, amore, oscure ossessioni e terribili tradimenti’Tanya Byrne è una scrittrice di talento: una voce fresca, forte e originale.’Daily Mail’Questo romanzo, dal complesso intrigo psicologico, affascinerà il vostro lato più oscuro.’GlamourAlcune volte l’odio sa essere dolce come l’amoreTanya Byrneè nata a Londra e ha studiato nel Surrey, dove vive tuttora. Ha lavorato per diversi anni alla BBC radio, che ha poi lasciato per dedicarsi alla scrittura. Portami via è il suo secondo romanzo, dopo il pluripremiato Heart-Shaped Bruise, che è stato selezionato per il CWA John Creasey Dagger 2012, per il Branford Boase Award e per il premio New Writer of the Year (National Book Awards).
(source: Bol.com)

Il portale delle tenebre. Le cronache del ghiaccio e del fuoco

Mentre l’inverno incombe sui Sette Regni, la Guerra dei Cinque Re sembra giunta alla sua conclusione. Con Robb Stark e tutto il suo esercito del nord annientati, con Balon Gryjoy inghiottito dalle acque e dalle rocce delle Isole di Ferro, il giovanissimo, demente Joffrey tiene ormai saldamente in pugno il Trono di spade. Il suo matrimonio con la splendida Margaery, unione che suggellerà l’alleanza tra i Lannister di Castel Granito e i Tyrell di Alto Giardino, è ormai prossimo. Ma l’oscura maledizione gettata sugli usurpatori da Stannis Baratheon per mano di Melisandre, ambigua sacerdotessa delle ombre, arriva a scatenarsi sulla Fortezza Rossa nel momento più inaspettato.

La porta

È un rapporto molto conflittuale, fatto di continue rotture e difficili riconciliazioni, a legare la narratrice a Emerenc Szeredás, la donna che la aiuta nelle faccende domestiche.
La padrona di casa, una scrittrice inadatta ad affrontare i problemi della vita quotidiana, fatica a capire il rigido moralismo di Emerenc, ne subisce le spesso indecifrabili decisioni, non sa cosa pensare dell’alone di mistero che ne circonda l’esistenza e soprattutto la casa, con quella porta che nessuno può varcare. In un crescendo di rivelazioni scopre che le scelte spesso bizzarre e crudeli, ma sempre assolutamente coerenti dell’anziana donna, affondano in un destino segnato dagli avvenimenti piú drammatici del Novecento.
Pubblicato in Ungheria nel 1987, ma in qualche modo disperso negli anni della transizione politica, La porta è il romanzo che ha rivelato la piú grande scrittrice ungherese contemporanea.

Porta sull’oltretomba

Il Consiglio mi ha fornito le indicazioni, per arrivare a casa dei miei genitori. Andrò a cercarli. Li troverò. E saremo di nuovo una famiglia. Eccolo, finalmente. Ma no… no! Lui non può essere papà. È solo una pallida imitazione, un’ombra di quello che una volta è stato mio padre. E mia madre… o Dea! Non riuscivo a credere di essere di nuovo con lei! Età di lettura: da 11 anni.
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La porta proibita

Nel febbraio 1984 Terzani viene arrestato a Pechino, perquisito, interrogato e infine espulso dal paese. In Cina ha abitato per quattro anni, con moglie e figli, cercando di sentirsi veramente “cinese”. Ha visto e scritto cose assai diverse da quelle che appaiono agli occhi incantati dei turisti autorizzati; ha denunciato le immense contraddizioni del socialismo maoista e ha viaggiato, con tutti i mezzi possibili, e cercando di parlare davvero con i cinesi, con la gente. Questo libro è al tempo stesso un reportage e un diario di viaggio, ma soprattutto un’appassionante avventura umana.