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La settima strega

Meg ha quindici anni e non ha la più pallida idea di essere una strega… e non una strega qualunque, ma l’ultima di una successione di sette potenti donne, accomunate da un tragico destino e un unico nemico: il Manto Nero, una crudele emanazione del Male che vuole la loro essenza, la loro anima.
Sconfiggerlo è il compito di Meg che, accompagnata dal suo amico Damon, nell’arco di una sola notte dovrà tornare indietro nel tempo per salvare una per una le sue sorelle e riunire il loro potere in un’unica forza. Un viaggio nel tempo e una lotta contro il tempo raccontati in un romanzo incalzante, dai forti contenuti contemporanei, attraversato dalla magia e dall’amore, da tuffo nel passato e da una grande spinta verso il futuro.
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### Sinossi
Meg ha quindici anni e non ha la più pallida idea di essere una strega… e non una strega qualunque, ma l’ultima di una successione di sette potenti donne, accomunate da un tragico destino e un unico nemico: il Manto Nero, una crudele emanazione del Male che vuole la loro essenza, la loro anima.
Sconfiggerlo è il compito di Meg che, accompagnata dal suo amico Damon, nell’arco di una sola notte dovrà tornare indietro nel tempo per salvare una per una le sue sorelle e riunire il loro potere in un’unica forza. Un viaggio nel tempo e una lotta contro il tempo raccontati in un romanzo incalzante, dai forti contenuti contemporanei, attraversato dalla magia e dall’amore, da tuffo nel passato e da una grande spinta verso il futuro.

La settima Porta/Il Labirinto

Ferito mortalmente Haplo si trova alla mercé del terribile Xar, che vuole costringerlo a rivelare l’ubicazione della Settima Porta. L’unica speranza di salvezza per lui risiede nell’aiuto di Marit, Hugh e Alfredo. Ma anch’essi sono attesi da una terribile prova: per aiutare Haplo dovranno oltrepassare la Porta fatata. riflette sulla figura dell’architetto e su come, nell’ideazione della sua opera, l’artista non possa prescindere da condizionamenti esterni. Il secondo gruppo riguarda i rapporti tra arti visive e scienza, mentre il terzo riunisce articoli sulla teoria e la critica d’arte. illustrazioni in bianco e nero di Spiegelman.

La settima onda

Saz Martin, la giovane investigatrice privata londinese non è più single. Ma a distoglierla dalle gioie dell’amore con la bella dottoressa Molly giunge una lettera anonima che le offre un generoso compenso per indagare sul torbido passato del dottor Max North, guru e piscoterapeuta di fama internazionale, e sul suo “Processo”, una innovativa metodologia terapeutica la cui miracolosa efficacia nasconde più di un punto oscuro. Saz si troverà così impegnata in un’indagine che spazia dalla San Francisco hippy degli anni settanta alla Londra odierna.
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La settima onda

Emmi e Leo: per chi ancora non li conosce, sono i protagonisti di un amore virtuale appassionante, che ha vissuto ogni sorta di emozione, a parte quella dell’incontro vero. Sì, perché dopo quasi due anni, Leo ha deciso di tagliare definitivamente i ponti con Emmi e partire per Boston, per ricominciare una nuova vita. Emmi non si dà però per vinta, e riesce nell’impresa di riallacciare i rapporti con Leo. Mentre lei è ancora felicemente sposata con Bernhard, per Leo in nove mesi le cose sono cambiate, eccome: in America ha conosciuto Pamela e finalmente ha iniziato la storia d’amore che ha sempre sognato. Si sa, però, l’apparenza inganna. Ritornano le schermaglie via e-mail che hanno tenuto col fiato sospeso i numerosi lettori di Le ho mai raccontato del vento del Nord, e anche stavolta promettono scintille. “Così la posta elettronica ci fa riscrivere le Relazioni pericolose.” Paolo Mauri, “la Repubblica” “Uno di quei libri da cui è difficile separarsi, perché quando si comincia a leggere, non c’è ritrosia intellettuale che possa ostacolare l’impellenza emotiva di sapere come andrà a finire.” Chiara Gamberale, “Vanity Fair” “Si fa scorrere pagina dopo pagina, lungo una storia sorprendente, mutevole, romantica, intelligente.” Natalia Aspesi, “Elle” “Un’idea semplicissima e vincente quella del romanziere e giornalista viennese Daniel Glattauer: creare una love story online. A colpi di e-mail. Un romanzo epistolare dei nostri giorni con protesi tecnologica, una relazione virtuale che vive di ubiquità: corpi lontani ma menti che si avvinghiano in un balletto delizioso.” Luigi Forte, “Tutto Libri” .

Sette vite e un grande amore: Memorie di un gatto (Dal mondo)

Chi ha vissuto con un gatto, sa quanto quest’ultimo possa essere furbo, tenero, feroce, subdolo, ingegnoso, idiota e completamente adorabile. Proprio come il protagonista di questo romanzo, una grande storia d’amore fra Zucchero, un gatto ironico e riflessivo (nonché obeso), e la sua umana, Madamigella, una scrittrice dalla vita isterica e sregolata. Giunto alla sua settima vita, Zucchero è un gatto con i baffi e ne avrebbe di cose da raccontare! Soprattutto sa benissimo come addomesticare un umano e non gli si venga a dire che siamo noi, poveri stolti, ad addomesticare loro. Con senso dell’umorismo e cultura sorprendenti per un gatto (sorprendenti solo per degli scettici e ignoranti umani, si capisce), Zucchero ci racconta la sua vita esilarante (e a tratti commovente) con Madamigella, e a noi lettori non resta che divertirci e commuoverci con loro. Sette vite e un grande amore, che si inserisce nella lunga e illustre tradizione della letteratura “gattofila” a cui appartengono rac¬conti e poesie di autori come Edgar Allan Poe, Celine, Baudelaire, Bukowski e molti altri, è stato uno dei grandi successi editoriali del 2012 in Grecia.
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Chi ha vissuto con un gatto, sa quanto quest’ultimo possa essere furbo, tenero, feroce, subdolo, ingegnoso, idiota e completamente adorabile. Proprio come il protagonista di questo romanzo, una grande storia d’amore fra Zucchero, un gatto ironico e riflessivo (nonché obeso), e la sua umana, Madamigella, una scrittrice dalla vita isterica e sregolata. Giunto alla sua settima vita, Zucchero è un gatto con i baffi e ne avrebbe di cose da raccontare! Soprattutto sa benissimo come addomesticare un umano e non gli si venga a dire che siamo noi, poveri stolti, ad addomesticare loro. Con senso dell’umorismo e cultura sorprendenti per un gatto (sorprendenti solo per degli scettici e ignoranti umani, si capisce), Zucchero ci racconta la sua vita esilarante (e a tratti commovente) con Madamigella, e a noi lettori non resta che divertirci e commuoverci con loro. Sette vite e un grande amore, che si inserisce nella lunga e illustre tradizione della letteratura “gattofila” a cui appartengono rac¬conti e poesie di autori come Edgar Allan Poe, Celine, Baudelaire, Bukowski e molti altri, è stato uno dei grandi successi editoriali del 2012 in Grecia.

I sette segni di Tarnis

I Sette Segni di Tarnis sono: occhi verdi, dita lunghe, orecchie lunghe e appuntite, corpo glabro, bocca carnosa, piedi sottili e voce melodica. Se si vuole sopravvivere laggiù bisogna averli tutti, ed è per questo che Jerrod Northi – avventuriero, pirata e cittadino di Pemath – decide di sottoporsi alla trasformazione, anche se gli costerà 100.000 unità. Jerrod è disperato e disposto a pagare qualunque somma, perché dopo l’attacco dei mostruosi leeri la sua unica possibilità di salvezza consiste nel rifugiarsi a Tarnis. Ma altri pericoli lo aspettano, e per lui gli orrori non sono certo finiti. Che cosa vogliono da un duro come Jerrod? Riportare a casa la pelle gli costerà molto, molto più del previsto…
Copertina di Oscar Chichoni

I Sette Quadranti

I Sette Quadranti Che cosa si può fare se Gerald Wade continua a svegliarsi tardi e a presentarsi per ultimo a colazione? Comprare una sveglia, anzi otto sveglie da nascondergli sotto il letto. Ed ecco quindi che gli amici di Gerald, ospiti come lui in una aristocratica dimora di campagna, sono pronti a organizzare una burla. Lo scherzo però è destinato a tramutarsi in tragedia e per il gruppo di giovani perditempo inizia una drammatica avventura. Ma tra loro c’è anche qualcuno, come la spericolata lady Eileen Brent, che è pronto ad accettare la sfida e a buttarsi a capofitto in una indagine destinata a coinvolgere i servizi segreti e una misteriosa organizzazione di individui pronti a tutto, anche all’omicidio. Come districare il bandolo della matassa? Unico indizio le parole “sette quadranti”, il cui significato è quanto mai ambiguo.

I sette peccati di Hollywood

È il 9 gennaio 1956 quando Oriana Fallaci, inviata de “L’Europeo”, giunge a Hollywood per affrontare l’impresa che l’ha condotta in America: intervistare Marilyn Monroe. Si rivolge al regista Jean Negulesco, portandogli in dono dodici camicie confezionate per lui a Roma. L’incontro non ha un esito decisivo, ma spinge Oriana a volare a New York, sempre sulle tracce della diva. Due anni dopo il giornale le chiede di scrivere una serie di reportage sul mondo del cinema e lei torna a Hollywood, va a visitare da turista le dimore degli attori, partecipa alle loro feste esclusive e li osserva la domenica a Messa, entra negli studios e si interessa al fenomeno dei produttori indipendenti, condividendo ambizioni e rimpianti in interviste appassionate e franche. Seguendo il filo dei sette peccati capitali conduce la sua inchiesta con ironia e profonda comprensione umana. Il racconto di quella esperienza diventa il suo libro d’esordio, “I sette peccati di Hollywood”, pubblicato da Longanesi nel 1958 e riproposto dopo una lunga assenza nella collana BUR delle Opere di Oriana Fallaci.

Sette luoghi

Ad Assuan il Nilo è bello, docile e più pulito che altrove, gli abitanti ̶ nubiani, arabi e rifawi ̶ amano recitare versi di rinomate poesie nelle cerimonie importanti della loro vita, le botteghe risplendono tutte di un miscuglio di colori, luci, persone e, a qualche chilometro più a sud, il primo raggio di sole penetra due volte l’anno nel tempio di Abu Simbel per andarsi a posare giusto sulla statua di Ramses II. In questa magnifica città, vive un ragazzo di pure origini arabe. Suo padre appartiene al gruppo degli arabi stanziati nel Nord del Sudan, sua madre fa parte del clan dei Ja”fara, abitanti in Egitto da tempo immemorabile e il cui lignaggio risale fino al casato del Profeta. Il ragazzo, vent’anni, bella carnagione scura e occhi altrettanto belli e scuri, studia sociologia a Khartum e, per mantenersi ad Assuan, di tanto in tanto accompagna scolaresche e turisti in giro per i templi e i siti archeologici di Luxor. Abita dalla parte del lago, in una corte con due stanze annessa alla zawiya, dove hajj Bilal, il muezzin che l’ha preso sotto la sua protezione, guida la preghiera per pochi oranti. Il ragazzo segue con cura i precetti del muezzin, soprattutto la tradizione del Profeta che recita: ‘Sette sono coloro che Iddio proteggerà nel giorno in cui non vi sarà altra protezione che la sua: fra cui un ragazzo cresciuto nell’obbedienza a Dio’. Il ragazzo ama intensamente una ragazza conosciuta durante un’escursione turistica. Si chiama Nora, viene da Alessandria, studia anche lei scienze sociali, ha una carnagione immacolata di un bruno morbido, capelli lunghi e folti di un nero deciso, e grandi occhi di un colore particolare in cui il grigio si mescola al verde. L’esistenza del ragazzo scorrerebbe così, felice e segnata da un destino forse altrettanto fausto, se le circostanze accidentali della vita e gli eventi impetuosi della Storia non approntassero tutt’altro per lui. Sua madre lo invita un giorno ad accompagnare suo padre a Khartum da uno shaikh saudita che lavora negli appalti. Uno shaikh potente e buono, visto che ogni giorno sgozza due dei montoni che il padre del ragazzo gli porta per distribuirne le carni ai poveri. Un uomo alto, secco e barbuto, con una voce bassa e tranquilla e, a detta di suo padre, con negli occhi la tristezza latente di un poeta che soffre. Un uomo, il cui nome, Osama bin Laden, incute rispetto a ammirazione a Khartum…

(source: Bol.com)

Sette giorni

Vincitore dell’edizione 2011 del Premio Barry per il miglior thriller, Deon Meyer si è ormai affermato come uno dei migliori giallisti del panorama internazionale. Narratore magistrale, artefice di trame al cardiopalma accompagnate da ritratti illuminanti del suo paese, Meyer è stato definito il re del giallo sudafricano. In Sette giorni il capitano Bennie Griessel viene incaricato di occuparsi di una faccenda ingrata e pressoché indecifrabile. Due poliziotti sono stati presi di mira da un cecchino, che per e-mail accusa la polizia di corruzione e di insabbiamenti in un caso rimasto insoluto. Si tratta dell’omicidio di Hanneke Sloet, un’ambiziosa avvocatessa uccisa nel suo lussuoso appartamento di Città del Capo. Nessun movente, nessuna pista, niente prove. L’ex fidanzato ha un alibi a prova di bomba e benché Griessel resti incuriosito da una serie di foto dell’avvocatessa in pose provocanti, l’ispettore che ha già seguito il caso sembra aver fatto un lavoro scrupoloso. Ma il cecchino non si ferma. Griessel viene messo sotto pressione dall’incalzare degli eventi e nella stessa situazione finisce Mbali Kaleni, la risoluta collega di Griessel incaricata di stanare il cecchino, la quale cerca disperatamente di individuare un legame con il caso Sloet prima che sia troppo tardi. Sette giorni è un misto avvincente di suspense e mistero, un nuovo splendido thriller firmato da una delle penne migliori del thrilling internazionale.

I sette fuochi del tempio

Roma. L’avvocato Jonathan Marcus – studioso di Flavio Giuseppe, lo storico ebreo che, durante le guerre giudaiche, si era alleato con l’imperatore romano Tito – sta difendendo un cliente dall’accusa di aver acquistato illegalmente due frammenti di una mappa in marmo della Roma imperiale. E in quei reperti Jonathan individua un riferimento proprio a Flavio Giuseppe e a Tito…
Ostia. Il capitano dei carabinieri Jacopo Profeta perquisisce un magazzino abbandonato e, in una colonna romana, scopre il corpo imbalsamato di una donna. Sulla pelle una frase enigmatica: La vittoria nell’ombelico del mondo; e tutt’intorno pagine manoscritte di un’opera di Flavio Giuseppe. Poco prima che il magazzino venga distrutto da un’esplosione, Profeta riesce a fuggire, portando in salvo alcune pergamene…­
Gerusalemme. Salah al-Din, nipote del Gran Mufti, scava clandestinamente sotto la Cupola della Roccia. Vuole localizzare una reliquia leggendaria nascosta da Flavio Giuseppe. Il Monte del Tempio, infatti, è l’ombelico del mondo…­
Tre uomini, un segreto, una missione: trovare la Menorah.

Sette anni nel Tibet

Poco prima dello scoppio della seconda guerra mondiale, Heinrich Harrer riesce a farsi accettare come membro di una spedizione tedesca sulle cime himalayane. Il settembre 1939, quando si trovava nel nord dell’India, viene internato in un campo di prigionia inglese. Solo al terzo tentativo, con un compagno, riesce a raggiungere il Tibet a piedi e, dopo aver superato difficoltà insormontabili, riesce a raggiungere la città santa di Lhasa. Accolto nella migliore società, ha l’opportunità, primo occidentale, di conoscere e descrivere i costumi degli abitanti, diventa, infine, amico e confidente del giovanissimo Dalai Lama. A guerra finita tornerà in Germania ma il legame con la civiltà tibetana segnerà per sempre la sua vita.
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Sette anni in Tibet

Poco prima dello scoppio della seconda guerra mondiale, Heinrich Harrer riesce a farsi accettare come membro di una spedizione tedesca sulle cime himalayane. Il settembre 1939, quando si trovava nel nord dell’India, viene internato in un campo di prigionia inglese. Solo al terzo tentativo, con un compagno, riesce a raggiungere il Tibet a piedi e, dopo aver superato difficoltà insormontabili, riesce a raggiungere la città santa di Lhasa. Accolto nella migliore società, ha l’opportunità, primo occidentale, di conoscere e descrivere i costumi degli abitanti, diventa, infine, amico e confidente del giovanissimo Dalai Lama. A guerra finita tornerà in Germania ma il legame con la civiltà tibetana segnerà per sempre la sua vita.

La setta di Lazzaro

È l’autunno dell’Anno Domini 1600 quando il giovane domenicano Tommaso Grozio si rifugia a Varanasi. E stato costretto ad abbandonare in gran fretta l’Italia della Controriforma, segnato dal marchio dell’eresia, per sfuggire agli scherani della Santa Inquisizione. Porta ancora negli occhi l’immagine del suo maestro che arde sul rogo, e impressa nella mente l’enigmatica indicazione che Giordano Bruno gli ha consegnato prima di morire. Una traccia, un’esortazione, un messaggio, che per Tommaso tuttavia rimane oscuro. Nella città sacra indiana, l’eretico viene raggiunto da un emissario dell’imperatore della Cina, da anni alla ricerca di alcuni manoscritti di Marco Polo che il veneziano non aveva voluto divulgare: sono le pagine proibite del Milione. Quei testi custodiscono un segreto, la ragione di mille trionfi: il potere di guarire i soldati da ogni ferita, e nei pochi frammenti rinvenuti, riportano uno strano accenno che per Grozio è una folgorazione: “se la setta di Lazzaro vorrà illuminare”. Rapito da quella promessa di conoscenza, Tommaso accetta di mettersi sulle tracce degli scritti perduti. Ripercorrerà i passi segreti di Marco Polo dal Tibet alla Mongolia, dal deserto dei Gobi alla Persia. In ogni luogo sarà chiamato a fronteggiare insidie e pericoli. In ogni luogo sarà impegnato a collegare reperti e indizi, per avanzare fino al cuore della propria ricerca: il potere della Taumaturgia, che conduce dalla comunità di Qumran a Gesù di Nazareth, e da lì alla setta che venera il nome di Lazzaro.

La setta delle bambole di grano

Nei dintorni del villaggio di Thinbeach, Inghilterra, un delitto cruento e spietato scuote la tranquilla vita di campagna. Viene ritrovato il corpo di un giovane contadino straziato dalle lame di una enorme macchina trinciarami. È questo il primo di una serie di omicidi collegati tra loro, sui quali indaga l’ispettore Tom Fletcher, cercando di ricostruire un filo che leghi le persone coinvolte. Forse questo filo esiste, e conduce da una parte a uno straniero giunto in quei luoghi sulla spinta di una folle sete di vendetta, dall’altra alle misteriose tradizioni della città, legate all’epoca dei Normanni. A Thinbeach, infatti, per propiziare il raccolto ogni anno viene ricordato un antico uxoricidio, compiendo il sacrificio di una bambola di granturco. Lo stesso tipo di bambolina che l’assassino o gli assassini lasciano come inquietante firma accanto ai cadaveri…