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Monsone

Tom e Dorian, due dei quattro figli di Sir Hal Courteney, salgono a bordo dell’East Indiaman, il galeone affidato al comando del padre incaricato dalla Compagnia delle Indie di domare il sanguinario pirata arabo Jangiri, il cui “regno” si estende dal capo di Buonasperanza al Madagascar. Tom si troverà così a dover affrontare, prima con il padre e poi con Sarah, la donna che ha scelto di stare al suo fianco, gli innumerevoli enigmi di un continente che esercita il suo invisibile potere su uomini e animali, mentre Dorian, costretto a una nuova esistenza e a una nuova fede, farà del coraggio la sua arma e scoprirà l’amore.

La moneta di Akragas

Una moneta che passa di mano in mano. Un oggetto misterioso che sembra uscito da una storia alla Indiana Jones. Andrea Camilleri ritorna al suo genere più classico con un grande romanzo storico, “La moneta di Akragas”: un affresco che ha gli ingredienti dell’avventura e dell’excursus nella grande storia. Tutto inizia con una moneta ritrovata intorno al 406 a.C. quando l’antica città di Agrigento (Akragas) viene presa dai Cartaginesi. Kalebas, mercenario ai servigi degli spartani, sfugge da un terribile eccidio portando con sé un sacchetto di monete d’oro, ricavo di tanti mesi di lavoro. Le monete sono strane e portano delle strane effigie sui lati. Kalebas muore morso da una vipera, ma prima di esalare l’ultimo respiro sparge le monete scagliandole lontane da sé. Questo è solo l’incipit di mille squarci temporali in cui Camilleri ci conduce, anche se lo scorcio è sempre quello della sua amata Sicilia. Ci ritroviamo infatti nel 1908, all’alba del nuovo giorno dopo il devastante terremoto di Messina. Altra città della Sicilia e altra epoca, ma ugualmente morte e distruzione attendono il lettore. Tra le rovine della città distrutta ricompaiono però misteriosamente le monete di Kalebas e dopo mille viaggi, arrivano tra le mani dello zar che coltiva la passione della numismatica. In un’altra parte dell’isola, solo un anno dopo, uno zappatore scavando la terra si trova tra le mani un’altra moneta. Il povero uomo pensa di aver trovato una fortuna, ma è solo l’inizio di una serie di sfortunati eventi. La moneta sembra vivere di vita propria, impossessata da un’anima che sfugge al destino che i suoi possessori vogliono attribuirle. Gli oggetti del libro scritto dall’autore di Montalbano, sfuggono, si nascondono, modificano la realtà e le monete faranno del bene se chi le trova è di animo buono, contrariamente possono diventare strumento di malvagità in mano a uomini cattivi. Ciò che è materiale, sembra dirci Camilleri, è effimero, dipende da come lo usiamo e comunque non possiamo portarlo con noi nell’aldilà quindi è meglio essere ricchi di buoni sentimenti piuttosto che di tante monete. Tragicità e fuga dal potere, generosità e esilaranti scene a cui ci ha abituati l’autore siciliano fanno di “La moneta di Akragas” soprattutto una fiaba dai toni gialli.

Il mondo perduto

Da gennaio 2018, ***I cercatori di ossa, ***uno straordinario inedito di Micheal Crichton che, riscoperto a dieci anni dalla morte dell’autore, costituisce il primo capitolo del successo di Jurassic Park proseguito poi nel Mondo Perduto.

‘Amo qualsiasi cosa scriva Michael Crichton.’
Stephen King

‘Il suo vero talento consiste nel fare entrare il lettore nel suo immaginario estremo, senza che egli se ne renda conto.’
la Repubblica

‘Michael Crichton sa rendere credibile l’incredibile.’
Washington Post

Sono passati sei anni dal disastro segreto di Jurassic Park. Sei anni fa quello straordinario sogno scientifico è finito con una catastrofe: i dinosauri sterminati, il parco distrutto, l’isola chiusa a tempo indeterminato. Ma cominciano a circolare strane voci: qualcosa vive ancora.

(source: Bol.com)

Un mondo perduto e ritrovato

1943. Fronte russo occidentale, regione di Smolensk: Lev A. Zaseckij, giovane tenente dell’Armata Rossa, viene ferito da un proiettile tedesco che gli penetra in profondità nel cervello cancellando la percezione di una parte del corpo e pregiudicando sia la comprensione del linguaggio che la memoria. Sottoposto a un intenso processo di riabilitazione, Zaseckij recupera frammenti delle funzioni cerebrali perdute e torna, dolorosamente, a vivere: riaffiorano nomi di persone e oggetti, impara di nuovo a contare, riconosce la via di casa… Giorno dopo giorno, dapprima con fatica poi con crescente sicurezza, annota i progressi in un diario a partire dal quale il grande neuropsicologo russo Aleksandr Lurija, che lo ebbe in cura per molti anni e con lui stabilì una relazione strettissima e partecipe, ricostruisce il profilo clinico e la personalità di un uomo sensibile e indomabile, realizzando, come ha scritto Oliver Sacks, «quella fusione di pittura e anatomia sognata da Hume». Libro «romantico» – cioè incarnazione di una scienza nemica di ogni riduzione della realtà a schemi astratti –, “Un mondo perduto e ritrovato” è anche un libro unico, frutto della felice combinazione (sono ancora parole di Sacks) di «una descrizione rigorosa, analitica» e di «una comprensione e immedesimazione profondamente personale con gli oggetti», di lucidità scientifica e tensione drammatica. Impresa nuova e audace, che muovendo dai “Ritratti immaginari” di Walter Pater sfocia in un nuovo genere letterario: il ‘romanzo neurologico’.

Il mondo non mi deve nulla

Rimini. Adelmo, un ladro stanco e sfortunato, nota una finestra aperta sulla facciata di una ricca palazzina. La tentazione è irresistibile e conduce l’uomo a trovarsi faccia a faccia con Lise, la stravagante padrona di casa, una croupier tedesca che si gode la pensione al mare. Nessuno dei due corrisponde al ruolo che dovrebbero ricoprire e tra violenza e comicità si sviluppa un rapporto strano, bizzarro ma allo stesso tempo complesso e intenso sul piano dei sentimenti. Adelmo cerca di arginare la precarietà che lo sta allontanando da un’esistenza normale, Lise invece è convinta di non avere più crediti da riscuotere dal mondo intero. Sono infinitamente lontani, nulla li accomuna, eppure entrambi cercano il modo di essere compresi e amati dall’altro. Ma l’amore, anche se si regge su ineluttabili fragilità, può essere in grado di soddisfare desideri, salvare esistenze, rimettere a posto le cose. Il cuore di Rimini pulsa tranquillo in attesa dell’arrivo chiassoso dei turisti. Adelmo è felice quando gira in bicicletta nelle vie della sua città cantando a squarciagola. Lise invece sogna che Rimini si stacchi dalla terra e vada alla deriva per l’eternità.
(source: Bol.com)

Il mondo in un tappeto

E’ un’opera fantastica che prende l’avvio dall’immagine di un vecchio tappeto: questo semplice oggetto nasconde un mondo di incantesimi e di inebriante beatitudine, un mondo che ritorna in vita per sfidare le forze del male e preservare le ultime tracce di magia cui l’umanità ha ancora accesso. In un anno qualsiasi, in un paese incantato, un telaio fatato entra in funzione, trasforma i luoghi e le immagini del desiderio personale e collettivo in simboli e li addormenta in un tappeto. Anni, secoli o millenni più tardi, Cal e Susanne si imbatteranno in quel tappeto perché loro e il mondo reale in cui vivranno avranno bisogno di magia, e il tappeto dipanerà le sue storie.

Il mondo di Nico

È un’estate torrida e il mondo del giovane Nico è una scala antincendio. Ne ha fatto la sua vita. Grazie alla scala può raggiungere gli appartamenti sottostanti, spiare nelle case, entrarvi, conoscere chi vi abita. Farsi amici, e anche qualche nemico. Persone sbagliate, perché quello è un quartiere malfamato, persone disperate, che nella vita hanno sempre fallito. Eppure lui gli vuole bene lo stesso. Quando la violenza irrompe nel palazzo e Nico assiste a un duplice omicidio, la scala diventa la sua unica via di fuga. Una fuga senza scampo, verso il niente. Oppure no, c’è un appartamento in cui non è mai entrato. Una casa che sembra vuota, eppure non lo è. Lì vive una creatura dalle incredibili capacità mimetiche, in grado di fingersi umana. Un essere indistruttibile e letale che potrebbe essere la sua morte. O anche la salvezza.

Il mondo di ieri. Ricordi di un europeo

Cura e traduzione di Silvia MontisEdizione integraleScritto negli anni dell’esilio e pubblicato postumo nel 1942 a Stoccolma dalla casa editrice Bermann-Fischer, Il mondo di ieri è l’opera più nota di Stefan Zweig, un’intensa e struggente rievocazione di quella Felix Austria di cui lo scrittore interpretò con sagacia i turbamenti. Dalla Vienna dei fasti imperiali, culla di uno straordinario fermento culturale, Zweig tratteggia il lento declino di un mondo che, con lo scoppio della Grande Guerra, cederà il passo a una nuova Europa: una terra mutilata, stravolta dall’odio e affamata dall’inflazione, le cui cicatrici indelebili costituiranno l’humus fertile su cui attecchirà la fatale parabola del nazismo. Il mondo di ieri è il testamento spirituale che Zweig consegna alle generazioni a venire, un’analisi lucida e appassionata della tragica eredità in cui affonderanno le radici del «mondo di domani»: il nostro.Stefan Zweig(Vienna, 1881–Petrópolis, 1942) crebbe nella Vienna di fine Ottocento, ed esordì giovanissimo sulla scena letteraria. Autore di raffinata formazione culturale e artistica, scrisse novelle, romanzi, poesie, opere teatrali, saggi letterari e biografie storiche, e conobbe uno straordinario successo mondiale tra gli anni Venti e Trenta. Dopo l’ascesa al potere del nazismo, Zweig – le cui opere furono bruciate nei roghi dei libri del 1933 – dovette rifugiarsi, essendo di origine ebrea, in Inghilterra, poi a New York e infine in Brasile. Morì suicida nel febbraio del 1942. Delle sue opere la Newton Compton ha pubblicato Il mondo di ieri, Novella degli scacchi – Paura – Lettera di una sconosciuta e Mendel dei libri – Amok – Bruciante segreto.

Il mondo della foresta

Sul pianeta Athshe, la vita è interamente condizionata dalle enormi, fittissime foreste che ricoprono quasi tutta la superficie. Qui vivono gli Athshiani, il popolo dei sognatori, e qui sono scesi gli uomini a impadronirsi del legname ormai prezioso in questo lontano futuro. Athshe è diventato una colonia della Terra, dove agli indigeni è riservato il lavoro fisico più pesante e dove gli uomini come il capitano Davidson e l’antropologo Ljubov si scontrano in nome di opposte ideologie. Fino al giorno in cui fra le foreste di Athshe non si leverà un dio, Selver, il sognatore capace di fondere per il suo popolo il mondo del sogno con quello della realtà. E allora gli uomini dovranno guardarsi dai loro schiavi.

IL MONDO DEGLI AQUILONI

La catastrofe nucleare ha sconvolto il mondo? La vita continua… La vecchia civiltà è scomparsa lasciando solo macerie e ricordi? La vita continua… Poco oltre i limiti della città si stende un deserto popolato di demoni? La vita continua… Ma perche continui, e perché i mostri dell’esterno siano tenuti a bada, la Chiesa Variante ordina che i confini della comunità vengano sorvegliati strettamente da uno speciale corpo di aeronauti, i Piloti degli Aquiloni, che hanno il compito di pattugliare il mondo e di fare rapporto sui mille pericoli che possono nascondersi là fuori. La parola d’ordine: coraggio; il segreto per continuare a far carriera: ortodossia. Nel Mondo degli Aquiloni il concetto di superstizione non esiste, e se vi dicono che il diavolo è là fuori, non vi resta che uscire e andarlo a stanare.
Copertina di Vicente Segrelles

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Mondi pericolosi

Tamisen è dotata di un potere molto speciale: la capacità genetica di proiettarsi nei sogni e di usarli come una ” porta ” per entrare in altri mondi, dimensioni della realtà normalmente nascoste ma che esistono in spazi attigui a quello reale. Naturalmente vi sono dei rischi, perché nei ” mondi accanto ” può verificarsi di tutto e bisogna essere pronti a ogni sorta di pericoli. Per una Sognatrice, è vero, il pericolo fa parte del mestiere, e a immergersi nel sogno si finisce per non poterne più fare a meno. Ma che cosa accade quando le avventure diventano sempre più rischiose, e infine si spalanca la porta degli incubi? Tamisen vorrebbe non averlo mai scoperto, ma una cosa è certa: farà di tutto per salvare la pelle. E per tornare indietro sana e salva.
Copertina di Vicente Segrelles

I mondi dell’ignoto

Un pianeta su cui si è sviluppata una società avventurosa ma arretrata, spinta da una grande sete di conoscenza ma dotata di una tecnologia elementare e proprio per questo ancora più eroica. Un ambiente duro e ostile da cui si può evadere solo fuggendo verso l’ignoto, nello spazio: sono le premesse da cui parte Bob Shaw per costruire un romanzo di avventure i cui protagonisti sono astronauti che volano su navi di legno ed esploratori dell’ignoto disposti a muoversi fra i mondi con poco più di una caravella. In condizioni simili non c’è da stupirsi che i pericoli del viaggio si moltiplichino per mille e le incognite dell’arrivo siano ancora più tremende. Ma cosa ha da perdere chi non ha nulla da perdere? Non è esagerato dire che in questa saga di un futuro ” diverso ” Shaw sia riuscito a darci tutti gli elementi di un originale racconto epico.
Copertina di Vicente Segrelles

I mondi del sole morente

Un conflitto irriducibile e cruento che si estende in tutta la galassia vede di fronte la razza umana, eroicamente protesa al di fuori dei propri confini, e gli enigmatici regul, una civiltà aliena avvolta nel mistero di cui sono ignote persino le frontiere, se non dove esse vanno a lambire quelle raggiunte dell’umanità. I regul hanno assoldato una razza di mercenari per combattere questo conflitto estenuante: i mri, un’antica stirpe guerriera che da sempre ha inviato i propri figli migliori a combattere nel nome di altri popoli. In uno scenario fitto di combattimenti, audaci missioni diplomatiche, torbide congiure e inopinati tradimenti, dove non solo trionfano il coraggio e l’eroismo, ma la lealtà e la devozione, si trovano inscindibilmente uniti in un’alleanza di vita e di morte tre straordinari personaggi, quali raramente la fantascienza ha conosciuto: Niun, l’ultimo grande guerriero mri, Melein, la regina-sacerdotessa del pianeta Kesrith, e con essi Sten Duncan, l’uomo che ha salvato loro la vita intrecciando il proprio destino con quello dei suoi più fieri nemici… Egli si trova davanti a un drammatico dilemma: tradire il vincolo di lealtà che ormai lo unisce ai due ultimi superstiti del glorioso popolo mri, oppure aiutarli a trovare un’ultima possibilità di sopravvivenza, anche a costo di rinnegare il giuramento di fedeltà verso la propria razza…
Nel magnifico scenario dei pianeti Kesrith, Shon’jir e Kutath, prende vita un’epica trilogia che ha consacrato la fama dell’autrice de La Lega dei Mondi Ribelli e di Cyteen, entrambi vincitori del Premio Hugo.

Il monastero dimenticato

Il segreto sta per essere svelato…Nel luglio 1544 l’ammiraglio corsaro Khyar al-Dīn Barbarossa sta guidando l’armata turca all’assedio della Rocca di Campo Albo. A spingerlo è la brama di conquista ma soprattutto il desiderio di svelare il mistero del Rex Deus. Il segreto, affidato secoli prima ai cavalieri Templari, è custodito da un solo uomo, che ha trovato rifugio in un monastero vicino alla rocca. Il giovane Sinan è a un passo dalla grande scoperta, ma è anche sul punto di apprendere una sconvolgente verità sulle proprie origini e sulla missione che gli è stata affidata. Mentre sulla terraferma la battaglia infuria, Isabel de Vega, tenuta in ostaggio dal corsaro Nizzâm, pianifica la propria fuga. Ma la fitta trama d’intrighi è ben lontana dall’essere districata. Il complotto della Loggia dei Nascosti comincia a prendere forma, e nel palazzo di Piombino l’inquisitore Saverio Patrizi conduce nell’ombra un pericoloso gioco di inganni.Dal vincitore della 60a edizione del Premio Bancarella, il terzo episodio del romanzo a puntate di Marcello SimoniMarcello Simoniè nato a Comacchio nel 1975. Ex archeologo, laureato in Lettere, lavora come bibliotecario. Ha pubblicato diversi saggi storici e ha partecipato all’antologia 365 racconti horror per un anno, a cura di Franco Forte; altri suoi racconti sono usciti per la rivista letteraria ‘Writers Magazine Italia’. Il mercante di libri maledetti, romanzo d’esordio, ha superato le 300.000 copie, ha vinto il 60° Premio Bancarella ed è finalista al Premio Fiesole e al Premio Salgari. I diritti di traduzione sono stati acquistati in undici Paesi. Con la Newton Compton sta pubblicando anche Rex Deus, un romanzo a puntate in versione ebook.
(source: Bol.com)

Il monastero delle consolatrici

Venezia, 1940. I raggi dorati del sole si riflettono nelle acque della laguna. Angelina, una giovane donna, bellissima, cerca di farsi largo nella calca che si assiepa lungo i moli. Con passo incerto entra nel salone d’onore dell’albergo Danieli. Uno scrigno di sfarzosi arredi, marmi scintillanti, preziosi tessuti. La guerra, che sconvolge l’intera Europa, è lontana. Su un divano, stretta in un elegantissimo turbante, vestita di un tailleur di stoffa grigia, siede la più famosa diva del cinema italiano. Per la ragazza, appena arrivata dalla Bassa emiliana, è l’occasione di trasformare un sogno in realtà. Cambiare vita per sempre, lasciare una terra dura, tanto amata quanto parca d’amore e di speranze. Ma non sempre le cose vanno come ci si aspetta. Dopo aver calcato i palcoscenici dell’avanspettacolo, partecipato a concorsi di bellezza nella Milano della ricostruzione, posato per fotoromanzi di grido, Angiolina è rimasta sola. È ancora molto affascinante, nonostante l’età, quando, nella penombra del suo appartamento, riceve una visita inaspettata. Negli occhi di Nara, la donna che ha bussato alla sua porta, c’è tutto quanto Angiolina ha cercato di dimenticare. Ma c’è anche tutto quanto vale la pena di ricordare. È così che, tornata alla sua terra, si trova a presiedere una bizzarra comunità, fortunosamente accampata in un monastero sconsacrato. Una comunità in cui le differenze non contano e l’umanità viene prima di ogni altra cosa. Dove il calore di un pasto condiviso e di una conversazione offrono consolazione a chi, nel vortice del mondo, si è perso. O si è solo fatto trascinare. In questo «monastero delle Consolatrici» c’è ancora tempo per l’uomo. E anche per l’amore, per far pace con il proprio passato e per guardare con speranza al futuro. Opera postuma di Giuseppe Pederiali, Il monastero delle Consolatrici raccoglie l’eredità dei suoi romanzi più amati. Romanzi in cui, con gioia di raccontare, ironia e delicatezza, fa rivivere la storia di un’Italia fatta di aneddoti e di favole, di schiettezze giocose e di sogni d’amore. Storie affascinanti e senza tempo di uomini e donne che non si arrendono al destino, ma che del destino sono artefici.