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Trafficologia

Ci sediamo, avviamo il motore e partiamo, convinti di avere tutto sotto controllo. Ma siamo sicuri? È proprio così automatico saper gestire i 1320 stimoli al minuto che ci bombardano il cervello mentre procediamo a 50 all’ora? Pensiamo di sì, vista la quantità di tempo che passiamo al volante. Tutti i giorni ci incolonniamo in partenze intelligenti, ci arrabbiamo con chi non si sbriga a uscire da quel dannato parcheggio, inveiamo contro la mancanza della terza corsia. Proviamo una gamma così completa di situazioni, sentimenti ed emozioni, che l’auto diventa un modo di esprimere la nostra personalità. E il traffico è lo specchio della vita sociale e della nostra cultura. Tom Vanderbilt, per decifrare il linguaggio segreto degli ingorghi, ha incontrato in ogni angolo del pianeta studiosi di psicologia, sociologia, statistica, urbanistica e molto altro: dagli ingegneri che cercano di capire come si formano le code, ai neuroscienziati che esplorano le risposte del cervello al lampeggiare dei fari di una macchina in sorpasso. Conferma così quello che sospettavamo: esistono i cattivi autisti (e alcuni sono donne) e città diverse richiedono stili di guida differenti (qualunque cosa dica il vigile). Ma rivela anche verità sorprendenti: la scelta del parcheggio è determinata dalla nostra biologia (non dalle righe blu) e finire imbottigliati è un destino (non una colpa). In un viaggio su quattro ruote da Roma a Copenhagen, da New York a New Delhi, Vanderbilt smonta finalmente le convinzioni infondate che ci intrappolano nella corsia sbagliata. Tra cui la troppa fiducia in noi stessi. Perché, come disse un ex campione di Formula1: “In due cose nessuno ammette mai di essere poco bravo: guidare e fare l’amore”.

Il traduttore

Milano, 1956. L’appartamento di via Borsieri è in penombra. Ovunque sono ammassati libri. Ce ne sono migliaia, stipati sugli scaffali e accatastati per terra. Accanto alla finestra, una scrivania, anch’essa incorniciata da colonne di libri, e, dietro, quello che potrebbe sembrare un insieme di vestiti ammonticchiati alla rinfusa ma che, avvicinandosi, si svela in tutta la sua oscenità: il cadavere di Cesare Paladini-Sforza, raffinato slavista e traduttore per la casa editrice Feltrinelli. Il caso viene affidato al vicecommissario Ofelio Guerini, un’anomala figura di questurino-partigiano comunista, che capisce subito che si tratterà di un’indagine complicata. La vittima lavorava a un’opera scottante, destinata a suscitare grande clamore: un romanzo straordinario, scritto da un poeta russo inviso al regime, di cui la Feltrinelli sta preparando in gran segreto l’uscita in anteprima mondiale. “Il dottor Zivago” di Boris Pasternak. Più Guerini procede nelle indagini e alza il velo sull’affascinante figura di Paladini-Sforza, più affiorano piste inquietanti e si squadernano interessi politici internazionali. Nel cielo si addensano le nubi oscure della Storia – la Guerra fredda, la rivolta ungherese, la crisi di Suez – e attorno al vicecommissario danzano figure equivoche che cercano di condizionarlo e di orientarne le indagini. In questo labirinto, l’inquieto Guerini dovrà trovare la bussola. La Storia incombe e gli impone di scegliere: quale fra le tante storie possibili lo condurrà alla verità?

Tradotto dal marziano

Ecco una nuova teoria sulla possibile esistenza di una civiltà marziana. Il progredito popolo di Marte è un popolo di termiti, e questo romanzo è il diario appunto di una termite che, inviata sulla Terra dai propri fratelli, cerca di scoprire se il nostro pianeta può offrire la vita e la salvezza al suo popolo minacciato dall’inedia sul suo mondo morente. La termite viene sbarcata sulla Terra in sembianze di un bellissimo giovane, ma senza alcuna nozione della psicologia degli umani, delle loro usanze, della loro mentalità. E deve scoprirlo da sé, a proprie spese, passando attraverso esperienze per noi normalissime, ma per una termite, assolutamente sbalorditive. In questo straordinario romanzo, la razza umana è descritta con tutti i suoi difetti e le sue virtù; e il lettore vi si vede riflesso come in uno specchio spietatamente obiettivo, e si diverte alle buffe reazioni della termite, nella quale predomina lo spirito degli interessi comuni del termitaio, di fronte all’individualismo, alla disorganizzazione, al disordine, all’egoismo dei terrestri, al loro modo d’amare, e di concepire l’esistenza. Il romanzo è un vero capolavoro del genere, tanto per lo stile, quanto per il contenuto, mai gratuito, sempre rigorosamente aderente alla materia che tratta: la psicologia di una termite in confronto a quella del genere umano.

Tradizione, mito, storia. La cultura politica della destra radicale e i suoi teorici

In che cosa il radicalismo di destra si è differenziato dai suoi universi ideologici di riferimento, il nazismo e il fascismo? Lungo quali percorsi vi si è collegato? Come ha inteso affrontare il nodo della detestata modernità borghese liberale? Quale rapporto ha instaurato con i pensatori che riteneva più affini, da Spengler a Nietzsche? Il volume intende ricostruire la fisionomia della destra radicale soffermandosi sui suoi teorici più importanti, da Julius Evola a Franco G. Freda e Giorgio Locchi: un’operazione storica necessaria per un’area politica di cui a lungo si è parlato solo in contesti giornalistici e in occasione di vicende di cronaca.

Trading meccanico: Strategie e tecniche non convenzionali su Azioni, Opzioni, Future, Forex

Il libro si rivolge al trader e all’investitore che vuole approcciare i mercati finanziari con regole meccaniche. In particolare sono descritte e spiegate, in modo preciso e rigoroso, alcune strategie operative su Azioni, Opzioni, Forex e Future. L’opera approfondisce diversi temi fondamentali come l’analisi della robustezza di una strategia di trading, la gestione del rischio e il money management. Descrive inoltre due strategie decisamente interessanti, solitamente utilizzate da Hedge Fund, come gli Short Strangle con Difesa Meccanica sul Future e lo Spread Trading Meccanico sulle Commodities basato sulle stagionalità. Il lettore è pertanto guidato, passo dopo passo, alla scoperta di differenti metodologie di trading che sono state codificate dall’autore e che, nel corso degli anni, si sono dimostrate efficaci. Ogni capitolo riporta infine diversi esempi reali e alcuni codici in formato Easy Language che possono essere immediatamente utilizzati dal lettore.
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### Sinossi
Il libro si rivolge al trader e all’investitore che vuole approcciare i mercati finanziari con regole meccaniche. In particolare sono descritte e spiegate, in modo preciso e rigoroso, alcune strategie operative su Azioni, Opzioni, Forex e Future. L’opera approfondisce diversi temi fondamentali come l’analisi della robustezza di una strategia di trading, la gestione del rischio e il money management. Descrive inoltre due strategie decisamente interessanti, solitamente utilizzate da Hedge Fund, come gli Short Strangle con Difesa Meccanica sul Future e lo Spread Trading Meccanico sulle Commodities basato sulle stagionalità. Il lettore è pertanto guidato, passo dopo passo, alla scoperta di differenti metodologie di trading che sono state codificate dall’autore e che, nel corso degli anni, si sono dimostrate efficaci. Ogni capitolo riporta infine diversi esempi reali e alcuni codici in formato Easy Language che possono essere immediatamente utilizzati dal lettore.
### Dalla seconda/terza di copertina
Luca Giusti, responsabile della ricerca in QTLab, vanta un’esperienza decennale come trader sui mercati finanziari e nello sviluppo di sistemi di trading. Dal 2007 collabora attivamente con i più importanti broker a livello internazionale in attività di tipo educational ed è relatore abituale all’ITForum e al TOL Expo di Borsa Italiana.

Tradimenti: Sedotta Da Un Libertino | La Spia Francese

2 ROMANZI IN 1 –
SEDOTTA DAL LIBERTINO.
In seguito a uno scandalo, Max Ransleigh è costretto a rinunciare alla carriera diplomatica cui aspirava e a rifugiarsi in campagna a casa del cugino. Quando però incontra l’audace Miss Caroline Denby, cede al gioco che lei gli propone: secondo l’accordo lui dovrà rovinarle la reputazione in modo da liberarla dagli importuni cacciatori di dote che la assillano. Max, che malgrado la fama di gran seduttore è un vero gentiluomo, rifiuta, ma quando i due giovani vengono sorpresi da soli in atteggiamento compromettente, a lui non resta che sposarla. Come limitarsi a un matrimonio di convenienza, però, se scintille di passione scoccano tra loro a ogni contatto?
LA SPIA FRANCESE.
Will Ransleigh si trova a Vienna per riabilitare il nome del cugino Max, coinvolto in uno scandalo e costretto a lasciare la carriera diplomatica a causa di una donna. Si aspetta di trovare una giovane spregiudicata che usa il proprio corpo per sedurre, ma Elodie Lefevre si rivela dotata di un fascino sottile e discreto. Nessuno la noterebbe fra le aristocratiche bellezze alla moda che animano i balli e i ricevimenti nella Vienna del Congresso. Tanto che Will, nonostante l’iniziale convinzione che Madame Lafevre sia una spia coinvolta in un intrigo internazionale, inizia a pensare che anche lei, al pari del cugino Max, sia in realtà una vittima…

La traccia della sirena

Las Palmas, nuova avventura di Ricardo Blanco, detective a Gran Canaria: il corpo smembrato di una ragazza viene rinvenuto sulla costa di La Laja. Unici indizi: un tatuaggio e una collana. Blanco si trova a dipanare un’intricata matassa di eventi legati al mondo della prostituzione e del traffico di droga, ci trascina con lui nel vorticoso brulicare di personaggi e ambienti oscuri e misteriosi. Com’è tipico del classico romanzo hard-boiled spennellato di contemporaneo humour nero, José Luis Correa ci presenta la Isla de Gran Canaria come mai l’avevamo vista prima, inquadrandone i lati bui e ravvivando il fascino del quotidiano, in un’esplosione di luci e di suoni di voci e di colori che di volta in volta evidenziano la forza di sentimenti, passioni e paure. Passo dopo passo, tratteggiando un’umanità varia e autentica, tra feste, ricorrenze, canzoni, fughe e inseguimenti, Correa ci lascia accompagnare il suo ironico e tagliente detective nelle indagini sul colpevole. Sobbalziamo accanto a lui nella sua Volkswagen e lo seguiamo con il fiato sospeso nella scoperta della verità, che non è mai così luminosa come si vorrebbe.

Tracce di morte

Megan Carver, diciassette anni, è una studentessa modello di una normale famiglia di Londra. La sua è una vita tranquilla, senza frequentazioni pericolose. Ma un giorno scompare. Nessun indizio, nessun testimone. Dopo sei mesi, le indagini della polizia sono a un punto morto. La famiglia, disperata, decide di rivolgersi al detective David Raker. Lui capisce il loro dolore e sa muoversi nel mondo di ombre in cui si perdono le persone scomparse, ma accettando il caso sa già che dovrà scavare ben oltre la disperazione, perché i segreti più oscuri sono sepolti più profondamente e quelli di Megan potrebbero costargli la vita. Ogni persona a lei vicina è morta o ha il terrore di parlare. E questa congiura del silenzio porterà Raker fino a un bosco ai margini della città, un luogo con una storia terrificante, un tempo “zona di caccia’ per un brutale serial killer. Un luogo disseminato di tracce di morte, indelebili, inquietanti.Dopo il successo di Morte sospetta, Tim Weaver conferma la sua straordinaria abilità nel costruire trame solide e avvincenti attorno a un protagonista carismatico come David Raker, un investigatore d’intuito, tenacia e umanità senza pari.

(source: Bol.com)

Tracce dal passato

Tutti a Painters Mill sanno che sulla fattoria degli Hochstetler aleggia un tragico mistero. Ma solo in pochi ricordano il terribile segreto tramandato dal sospiro del tempo, e ora ne sono perseguitati. Il detective Kate Burkholder è chiamata a intervenire sulla scena di quello che sembra un suicidio: un anziano uomo trovato impiccato alle travi del suo fienile diroccato. Ma gli indizi portano piuttosto a pensare a un omicidio.Quando viene rinvenuto un secondo cadavere, Kate capisce che il caso è direttamente collegato a ciò che accadde in una terribile notte di trentacinque anni prima, quando un padre amish e i suoi quattro figli morirono e la loro giovane madre scomparve senza lasciare traccia.

Tra zero e ottomila

I primi passi sulle Alpi austriache, la roccia delle Dolomiti, le grandi vie delle Alpi, l’Hindukush, la Groenlandia, la conquista del Broad Peak con Hermann Bull, le salite all’Everest attraverso gli occhi di una grande alpinista.

Tra un’ora, la follia

Abbandonate le vesti dello psichiatra e del saggista per indossare quelle del narratore, Vittorino Andreoli torna, con gli strumenti del racconto,sui temi portanti della sua ricerca scientifica: i lati oscuri della psiche umana, la linea invisibile che divide la normalità dalla follia, lacomplessità del nostro tempo, che su quella linea sembra danzare più che mai pericolosamente. In questa dissacrante raccolta di storie di uomini e donne, innervate da una lunga abitudine all’ascolto, Andreoli indaga le reazioni estreme dell’animo umano, gli snodi delicati dell’esistenza, ma anche le circostanze della quotidianità: le molte forme della violenza, i saliscendi della depressione, i percorsi psicologici legati a una crisi mistica, le conseguenze del senso di inadeguatezza, la difficoltà ad accettare il proprio corpo, le dinamiche familiari, la tentazione dell’incesto. Nata dall’unione tra la libertà della creazione letteraria e l’esperienza del terapeuta, una psicopatologia quotidiana fatta di crudeltà, delitti, sottili perversioni, ossessioni religiose, rituali, incubi e sogni, in cui, nonostante le apparenze, finiamo per riconoscere molto di noi.

Tra parentesi: Saggi, articoli e discorsi (1998-2003)

Fra il 1998 e il 2003, con l’intensificarsi delle sue collaborazioni a giornali e riviste, Roberto Bolaño accumula una quantità rilevante di discorsi, interventi, recensioni. Sembra un effetto collaterale dell’idea compulsiva di scrittura a cui da sempre pagava il suo tributo. In realtà, come i lettori avranno modo di scoprire, Bolaño stava dando vita a qualcosa di diverso e imprevedibile: un autoritratto per frammenti d’occasione. Tale infatti si rivela subito “Tra parentesi”: i testi che vi sono radunati – alcuni ancora inediti – sono tutti dedicati a temi o a personaggi niente affatto incidentali nella carriera di Bolaño: il Cile, l’esilio, la poesia latinoamericana, la vita e le opere – reinventate in poche frasi – di Philip K. Dick e Burroughs, Nicanor Parra e Gombrowicz, Borges e Rodolfo J. Wilcock. Una divagazione alla volta, un’incursione dopo l’altra in territori noti a lui solo, questo libro diventa proprio il genere di opera che Bolaño pretendeva di odiare sopra ogni altra: un’autobiografia – qualcosa che, come lui stesso dice delle memorie di Ellroy, «finisce con un uomo solo che rimane in piedi … Vale a dire, non finisce mai». Difficile immaginare un epitaffio più conseguente e più lusinghiero.

Tra le infinite cose

Kay ha undici anni quando rientra a casa e il portiere del palazzo le consegna un pacco: «Per mamma» dice, prima che le porte dell’ascensore si chiudano. Ancora in corridoio, Kay si rigira la scatola tra le mani e fantastica che sia un regalo per il suo compleanno. Non c’è niente di male a dare una sbirciatina. Ma quando la apre, la scatola contiene solo carta, tanti fogli ammucchiati come biglietti della lotteria: “Cara Deborah, questa lettera riguarda Jack … Ho cominciato ad andare a letto con tuo marito a giugno dell’anno scorso…”, mail su mail, parole vergognose e seducenti. Kay chiude la scatola, entra in casa facendo finta di niente. Cosa c’entrano tutte quelle cose con la sua vita?
Un segreto bruciante per una ragazzina. Quando il fratello Simon, quindici anni, arriva a casa, Kay lo chiama in camera sua e gli consegna la scatola. Simon legge, un foglio dopo l’altro: *grazie per ieri … quando hai premuto la mia mano sul tuo collo…* legge fino a quando ne ha abbastanza. Schiaccia i fogli nella scatola, solleva il mento e grida: «Mamma!».
Crash! La vita della famiglia Shanley va in frantumi.
Con un incipit vertiginoso Julia Pierpont ci racconta quello che accade agli adulti – a Jack, un artista di grido, e a sua moglie Deb, che si è lasciata alle spalle una carriera di ballerina per dedicarsi ai figli e al matrimonio – quando scoprono di non conoscere affatto la persona che amano e capiscono che la loro vita non è per niente quella che avevano immaginato di vivere. E cosa accade ai ragazzi quando fronteggiano l’immensa libertà del mondo degli adulti che li esclude e li rende furiosi, e con quella libertà fanno i conti a modo loro, con le vite che nonostante tutto vanno avanti.
Julia Pierpont ha scritto un romanzo d’esordio che è il ritratto della famiglia contemporanea colta nel cuore del suo cambiamento e insieme il racconto della capacità di ognuno di noi di assorbire anche i traumi più forti senza rompersi.
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### Recensione
**A New York, il tradimento in una scatola**
*Paolo Di Paolo*, Tuttolibri – La Stampa
Va detto subito: il romanzo d’esordio dell’americana **Julia Pierpont**, *Tra le infinite cose*, racconta la crisi di un matrimonio. In una giornata di maggio, a New York, viene recapitata a casa di Deb una scatola che contiene, biglietti, mail, messaggi scambiati fra suo marito e l’amante. Ma Deb non è in casa, e a mettere per primi gli occhi su quelle parole sono i suoi figli adolescenti. «E quali erano le parole che i suoi ragazzi avevano visto? “Fammi vedere la fica”. Immaginò Simon che leggeva e le venne da urlare». L’inizio ha grande impatto: a rovesciarsi su due ragazzini, l’undicenne Kay e il quindicenne Simon, non è – come accade di solito – la distanza fra i genitori (la lite, il silenzio, gli effetti della separazione), ma ciò che sta per determinarla. Le tracce scritte di un tradimento. La storia di sesso fuori dal matrimonio. Pierpont è abile a indagare il turbamento di Kay e Simon, il loro imbarazzo profondo, la loro chiusura, e insieme la vergogna che la madre sente salire. Incolpevole, lei – ma è come se all’improvviso cogliesse il franare di un confine, una insopportabile e assurda condivisione: i fatti degli adulti – i loro segreti, i loro desideri, le loro viltà, le loro, direi soprattutto questo, debolezze – che si riversano come scarti sulla vita di figli ancora inconsapevoli.
Jack, artista in cerca (come tutti) di lusinghe, le trova in una ragazza che si spoglia nel suo studio. Le scrive frasi come «La prossima volta voglio venire fra le tue tette». Niente di nuovo, il copione è sempre quello. Ma se queste frasi le leggono i tuoi figli, che succede? Capiscono? E di preciso, che cosa? «Deb sapeva che gli adulti sottovalutano sempre ciò che un undicenne capisce, ma era troppo lontana da quella età per ricordare fino a che punto».
Comunque, Kay e Simon cercano, da quel momento, di evitare il padre, di ignorarlo, provano una rabbia che impedisce qualunque complicità, qualunque contatto. Difendono istintivamente la madre, o più genericamente il matrimonio fra i genitori. Ciò che ignorano è che anche quella fra papà Jack e mamma Deb, all’inizio, fu una storia extraconiugale. Intorno a una materia narrativa esplorata milioni di volte, Pierpont scrive un romanzo diverso. Una prosa ritmata, inventiva, i cambi rapidi del punto di vista – tutto concorre a definire un interrogativo imponente: quanto e come ci cambiano le cose che ci accadono? L’undicenne Kay passa dal leggere Harry Potter a scrivere raccontini quasi erotici; la tristezza a volte la invade, allora si stende sul letto e rimane ad ascoltare i rumori provocati dalla sua famiglia: «Il clic del fornello che si accendeva in cucina. Il riso che scivolava con tutti i suoi chicchi da una confezione di cartone. Nella camera dei genitori era in funzione la stampante». Simon peggiora a scuola e inizia a fumare erba. Quelli che per comodità chiamiamo «traumi» spiegano tutto?
La seconda e la quarta parte del romanzo, sorprendenti, «Quell’anno e gli anni che seguirono», fanno pensare all’intermezzo di Al faro di Virginia Woolf: la pagina si frammenta in lasse, le stagioni corrono, tre, quattro, dieci pagine contengono milioni di minuti. Ma se cambiano i giovanissimi Kay e Simon, cambiano anche i meno giovani Jack e Deb. Cambiamo tutti, e raramente in meglio. «Il dito era lento a trovare i numeri, trascinandoli uno per uno e aspettando il ronzio della ghiera che tornava indietro, tanto che gli sembrava di telefonare da un’altra epoca, quando lui era un’altra persona». Ecco il punto – essere un’altra persona. Ma quante «altre persone» siamo, nel corso della nostra vita? E come si tengono insieme, se si tengono insieme? Forse la colla, sembra dire Pierpoint, è fatta delle bugie che raccontiamo a noi stessi, del mistero che ci rende in fondo indecifrabili gli uni agli altri – genitori davanti ai figli, figli davanti ai genitori, mariti davanti alle mogli, noi davanti a noi stessi.
### Sinossi
Kay ha undici anni quando rientra a casa e il portiere del palazzo le consegna un pacco: «Per mamma» dice, prima che le porte dell’ascensore si chiudano. Ancora in corridoio, Kay si rigira la scatola tra le mani e fantastica che sia un regalo per il suo compleanno. Non c’è niente di male a dare una sbirciatina. Ma quando la apre, la scatola contiene solo carta, tanti fogli ammucchiati come biglietti della lotteria: “Cara Deborah, questa lettera riguarda Jack … Ho cominciato ad andare a letto con tuo marito a giugno dell’anno scorso…”, mail su mail, parole vergognose e seducenti. Kay chiude la scatola, entra in casa facendo finta di niente. Cosa c’entrano tutte quelle cose con la sua vita?
Un segreto bruciante per una ragazzina. Quando il fratello Simon, quindici anni, arriva a casa, Kay lo chiama in camera sua e gli consegna la scatola. Simon legge, un foglio dopo l’altro: *grazie per ieri … quando hai premuto la mia mano sul tuo collo…* legge fino a quando ne ha abbastanza. Schiaccia i fogli nella scatola, solleva il mento e grida: «Mamma!».
Crash! La vita della famiglia Shanley va in frantumi.
Con un incipit vertiginoso Julia Pierpont ci racconta quello che accade agli adulti – a Jack, un artista di grido, e a sua moglie Deb, che si è lasciata alle spalle una carriera di ballerina per dedicarsi ai figli e al matrimonio – quando scoprono di non conoscere affatto la persona che amano e capiscono che la loro vita non è per niente quella che avevano immaginato di vivere. E cosa accade ai ragazzi quando fronteggiano l’immensa libertà del mondo degli adulti che li esclude e li rende furiosi, e con quella libertà fanno i conti a modo loro, con le vite che nonostante tutto vanno avanti.
Julia Pierpont ha scritto un romanzo d’esordio che è il ritratto della famiglia contemporanea colta nel cuore del suo cambiamento e insieme il racconto della capacità di ognuno di noi di assorbire anche i traumi più forti senza rompersi.

Tra le braccia di uno straniero

Sebbene sia poco più che una ragazzina, Marianna ha dovuto sopportare prove estremamente impegnative: la guerra, l’atroce uccisione della madre, la fame, il freddo e quel lungo viaggio a piedi attraverso i territori squassati dalle battaglie… per scoprire che la meta del suo pellegrinaggio è andata distrutta.
A Marianna non resta altro al mondo che il fratellino Alex di quattro anni e quel terribile, gravoso segreto che può decidere le sorti dell’intera Europa.
Troppo e troppo poco per una ragazza sola, senza casa e senza mezzi, braccata da crudeli assassini disposti a tutto pur di avere quel segreto.
Per il bene di Alex e dell’Europa, non le rimane che seguire in Inghilterra il freddo e bellissimo straniero che le ha offerto protezione.
Il buon cuore non compare fra le virtù di Jordan Draken, ma il suo spiccato intuito gli ha subito suggerito che quella mocciosa spaventata ha la chiave del futuro d’Europa.
Una tentazione troppo forte per il potente nobile la cui abilità diplomatica è inferiore solo al fascino che esercita sulle donne, una tentazione che lo spinge a farsi carico dei due ragazzi per carpire loro l’importantissimo segreto.
Eppure, a dispetto dei propri fini politici, il ricchissimo duca, il valoroso ufficiale, l’uomo a cui nessuna donna ha mai detto no, non riesce a domare la subdola, sensuale attrazione per la trovatella la cui splendida femminilità sboccia giorno dopo giorno sotto ai suoi occhi.
Ma Napoleone avanza e i nemici di Marianna rapiscono Alex. Non è tempo per l’amore, la situazione vuole che i nostri eroi scendano in campo… e forse su sponde opposte.

Tra le braccia della notte: romanzo

Per Elena Deveraux, tornare a New York non significa solo riprendere il lavoro di Cacciatrice, ma anche fare i conti coi Sette, i fedelissimi consiglieri di Raphael, un gruppo addestrato per proteggere l’arcangelo da ogni possibile minaccia, compresa Elena: secondo loro, infatti, l’amore che Raphael prova per lei lo ha reso più umano e, di conseguenza, più debole. Un tallone d’Achille che potrebbe costargli molto caro, soprattutto ora che la città è sconvolta da una serie di catastrofi naturali e un gruppo di vampiri rinnegati sta approfittando della confusione per seminare ulteriore panico tra la popolazione inerme. Per questo, i Sette cercano in ogni modo di tenere lontana Elena, senza sapere che, in realtà, lei e l’unica che possa salvare Raphael dalla terribile minaccia che grava di lui. Perché i terremoti e le mareggiate che si sono verificati a New York sono i segni che preannunciano il risveglio di Caliane, il più potente e pericoloso degli arcangeli dormienti, nonché madre di Raphael…