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Guantanamo. Usa, viaggio nella prigione del terrore

Si tratta del primo reportage sul campo di prigionia di Guantanamo dove sono reclusi oltre seicento uomini di quarantadue paesi, ritenuti affiliati di Al Qaeda catturati nella guerra al Terrore. Bonini, giornalista di “Repubblica”, ha qui ripreso i reportages pubblicati sul quotidiano integrandoli con un’ampia narrazione inedita. Ne risulta un quadro contraddittorio e vivissimo, dove nulla appare scontato e tutto è da scoprire, dal dettaglio sulla confezione del cibo alle confessioni dei carcerieri. Ogni capitolo contiene un’appendice documentale spesso inedita. “Guantanamo è il non-luogo dove l’America ha imprigionato l’incubo di un nemico inafferrabile, dandogli un volto. Non è terra di redenzione, ma laboratorio di punizione senza speranza.” **

GrishaVerse – Il regno corrotto

*Jesper non smetteva un attimo di tamburellare le dita sulle cosce.*
*«Qualcuno ha per caso notato che l’intera città ci cerca, ce l’ha con noi o vuole farci fuori?» «E allora?» disse Kaz.*
*«Be’, di solito è solo metà della città.»* Kaz Brekker e la sua banda di disperati hanno appena portato a termine una missione dalla quale sembrava impossibile tornare sani e salvi. Ne avevano dubitato persino loro, a dirla proprio tutta. Ma rientrati a Ketterdam, non hanno il tempo di annoiarsi nemmeno un istante perché sono costretti a rimettere di nuovo tutto in discussione, e a giocarsi ogni cosa, vita compresa. Questa volta, però, traditi e indeboliti, dovranno prendere parte a una vera e propria guerra per le buie e tortuose strade della città contro un nemico potente, insidioso e dalle tante facce. A Ketterdam, infatti, si sono radunate vecchie e nuove conoscenze di Kaz e dei suoi, pronte a sfidare l’abilità di Manisporche e la lealtà dei compagni. Ma se i sei fuorilegge hanno una certezza è questa: dopo tutte le fughe rocambolesche, gli scampati pericoli, le sofferenze e le inevitabili batoste che hanno dovuto affrontare insieme, troveranno comunque il modo di rimanere in piedi. E forse di vincerla, in qualche modo, questa guerra, grazie alle rivoltelle di Jesper, al cervellone di Kaz, alla verve di Nina, all’abilità di Inej, al genio di Wylan e alla forza di Matthias. Una guerra che per loro significa una possibilità di vendetta e redenzione e che sarà decisiva per il destino del mondo Grisha.

Gramsci, Manzoni E Mia Suocera

Gli esperti di politica fanno sempre più fatica a orientarsi in un territorio mobile, di cui è facile smarrire la mappa. Anche perché concentrano l’attenzione sui protagonisti della ribalta politica – i governi, le istituzioni, i partiti – e trascurano il retroscena sociale. In particolare, ignorano quei «microclimi d’opinione» che improntano i mondi locali e i rapporti interpersonali. In questo modo, però, molti fenomeni diventano invisibili e inspiegabili. Per ritrovare la bussola, nello spazio ai confini tra politica e società, Diamanti chiama in aiuto due padri nobili della cultura italiana. E non esita a cogliere i suggerimenti di una «politologa pop» che gli sta vicino…

Gli Invisibili

Il commissario Soneri, della questura di Parma, deve chiudere il caso di un cadavere ripescato dal fiume, il Po, ormai da tre anni: i suoi colleghi, all’epoca, non solo non erano riusciti a capire se l’uomo si fosse ammazzato o se si trattasse di omicidio, ma non erano nemmeno stati in grado di stabilirne l’identità. Adesso serve un supplemento di indagine. Una cosa formale, viene spiegato dal questore a Soneri, quel che basta per togliere il corpo dalla cella frigorifera, tumularlo, e non pensarci più. Ma Soneri non è uomo adatto alle cose formali. E poi non si può seppellire la gente senza nome, gli dice Angela, la sua compagna di sempre; e così Soneri decide di riaprire davvero il caso.
L’indagine lo porterà ad addentrarsi nel microcosmo del fiume, avvolto nelle nebbie dell’autunno padano, a cercare di rompere il muro di omertà che caratterizza quelle piccole comunità dove si annidano pescatori di frodo, piccoli delinquenti, grandi speculatori. E Soneri dovrà constatare una volta di più come la nebbia che circonda il fiume finisca per rendere invisibili le cose e le persone, cambiarne i profili, ingannare e a volte uccidere.

Gli innovatori. Storia di chi ha preceduto e accompagnato Steve Jobs nella rivoluzione digitale

Il computer e Internet sono innovazioni fondamentali della nostra epoca, eppure pochi conoscono come sono nati e i nomi dei loro inventori. Contrariamente a ciò che si crede, questi strumenti ormai indispensabili nella nostra vita quotidiana non sono stati ideati in soffitte e garage da scienziati solitari e un po’ stravaganti, ma sono il frutto dell’incontro e della collaborazione di tante persone diverse, alcune particolarmente intelligenti, altre addirittura geniali. Sulla scia del successo della biografia di Steve Jobs, Walter Isaacson continua a raccontare la storia della rivoluzione digitale, attraverso la vita dei grandi pionieri, uomini e donne, che l’hanno resa possibile raggiungendo vette esaltanti di creatività. Ne emerge una galleria di personaggi affascinanti e di vicende incredibili. Ada Lovelace, figlia di Lord Byron, appassionata studiosa di matematica, a metà Ottocento annotò intuizioni così acute da venire oggi ricordata come la prima programmatrice della storia. Alan Turing, brillante matematico inglese, ritenuto da molti il padre dell’informatica, condusse una vita leggendaria fino all’inaspettato e tragico epilogo. E poi, ancora: il genio eclettico e instancabile di John von Neumann, che fu il primo a costruire una macchina simile a un computer moderno; la sfrenata ambizione del premio Nobel per la fisica William Shockley, che progettò il transistor; l’interminabile battaglia legale tra Jack Kilby, Robert Noyce e Gordon Moore… **

Gli Inganni Di Pandora

Siamo abituati a pensare ai greci come alla culla della nostra civiltà: a loro dobbiamo l’idea di democrazia, la storiografia, la filosofia, la scienza e il teatro. Eppure di questa eredità fa parte anche il modo in cui consideriamo il rapporto tra i generi: un lascito che ha superato i secoli e i millenni con tracce che continuano a pesare sulle nostre vite come macigni. Nella nostra storia antica c’è stato un momento in cui la differenza tra il genere maschile e quello femminile si è trasformata nell’idea che le donne siano inferiori agli uomini e quindi in una serie di inevitabili, pesanti discriminazioni. Tutto comincia con un mito. Esiodo racconta la nascita della prima donna, mandata da Zeus sulla terra per punire gli umani della colpa commessa da Prometeo: rubare il fuoco agli dei per donarlo agli uomini, riducendo così la distanza che li separava dagli immortali. Pandora è “un male così bello” da essere un “inganno al quale non si sfugge”. Rappresenta un’alterità incomprensibile agli uomini, tanto misteriosa da essere paragonabile solo alla morte. Da lei, dice Esiodo, discende “il genere maledetto, la tribù delle donne”. Eva Cantarella illumina alcuni momenti di una vicenda lunghissima, che dal mito giunge ai medici e ai filosofi che hanno fondato il pensiero occidentale. Attraverso le voci di Parmenide, Ippocrate, Platone e Aristotele vediamo come la differenza di genere viene costruita e codificata, fino a diventare un pilastro dell’ordine sociale e della cultura giuridica greca. Scopriamo l’origine delle convenzioni sociali, delle teorie filosofiche e delle pratiche giuridiche che oggi ripropongono visioni ‘essenzialiste’ delle diverse identità personali”. Conosciamo una parte molto antica di noi stessi e facciamo esperienza di un passato da cui finalmente possiamo prendere le distanze per realizzare il nostro futuro.

Gli alberi strani

Se fossero alberi, i personaggi di questi racconti avrebbero il fogliame in un luogo e le radici in un altro, là dove è successo qualcosa di indimenticabile.
Tredici storie sospese tra malinconia e ironia: un’insegnante di chimica costretta da una calunnia a lasciare la scuola; una solitaria impiegata che per il suo cinquantesimo compleanno si regala un gigolò; un meccanico contagiato dalla “malattia di leggere”; un ex scrittore e una docente di filosofia che rivivono insieme una tardiva adolescenza. Se fossero alberi, i personaggi di questi racconti avrebbero il fogliame in un luogo e le radici in un altro, là dove è successo qualcosa di indimenticabile. O dimenticato troppo in fretta, perché nella corsa degli anni le epifanie rischiano di passare inosservate. Si nascondono fra le note di Schubert, in una hit di Bonnie Tyler o in un orecchino smarrito chissà dove. Accadono in una villa con dépendance o a bordo di un treno in corsa; in un angusto vicolo Baciadonne o in una vecchia casa gelida. Ma spesso i soli ad accorgersene sono i gatti, più capaci degli esseri umani di vedere oltre il visibile.

Gli Affamati E I Sazi

In un futuro non troppo lontano la Germania ha introdotto un tetto massimo per i richiedenti asilo, l’intera Europa è chiusa ben oltre l’Africa del Nord e al di là del Sahara nascono enormi lager in cui milioni di migranti aspettano. Aspettano così a lungo che se non significasse morte certa attraverserebbero il deserto a piedi pur di andarsene.Quando la famosa presentatrice tedesca Nadeche Hackenbusch visita il più grande di questi lager, il giovane Lionel intravede un’occasione unica per andarsene: insieme a 150mila migranti sfrutta l’attenzione del pubblico televisivo e si mette in marcia verso l’Europa. La bella presentatrice e i migranti diventano campioni di ascolti. E mentre l’emittente televisiva gioisce per la cronaca dal vivo, i record di telespettatori e le entrate milionarie della pubblicità, la politica tedesca volge lo sguardo altrove e aspetta. Ma più il corteo di migranti si avvicina, più il ministro dell’interno Leubl si trova davanti a una scelta: accoglierli o respingerli?A sei anni da *Lui è tornato* , Timur Vermes torna a osservarci da vicino e con il suo stile acuto e ironico ci consegna un romanzo più che mai tempestivo e attuale su chi siamo e chi vogliamo essere.

Girotondo Com’è Bello Il Mondo (Classici Della Fantascienza Italiana)

RACCONTO (14 pagine) – FANTASCIENZA – Stritolati dagli ingranaggi di una società che pretende sempre di più resta solo un modo per gridare la propria ribellione
Saverio Micone è un uomo normale, un padre di famiglia che fa quello che può per onorare i doveri del suo ruolo. Ma non è facile quando un infortunio ti ha reso parzialmente invalido e la società di circonda di obblighi e richieste. E quando arriva persino il Sindacato Protezione Diritti dei Figli a pretendere che lui rispetti la promessa dell’acquisto dell’ultimo costosissimo gadget, Saverio si sente chiuso in trappola e sa che l’unica chance che gli rimane è tornare al suo vecchio lavoro, e affrontare ancora una volta un Carosello.
Scrittore e pittore, Renato Pestriniero è nato nel 1933 a Venezia, città alla quale ha dato molto, spesso eleggendola protagonista dei suoi racconti. Scrittore, traduttore e saggista ha pubblicato oltre cento racconti, sette romanzi, quattro antologie personali e numerosi saggi. Gli esordi risalgono al 1958 sulla rivista “Oltre il cielo”, dove nel 1960 pubblica “Una notte di 21 ore”. Da questo racconto Mario Bava trarrà il film “Terrore nello spazio”, considerato uno dei migliori film italiani di fantascienza e secondo alcuni tra le fonti di ispirazione dell'”Alien” di Ridley Scott. Tra i suoi romanzi più noti “Il nido al di là dell’ombra” (1986), “Resurrezione” (1987), “Settantacinque long tons” (2002). Nel 2005 è uscita l’antologia personale “C’era una volta la luna” che raccoglie i suoi migliori racconti.

Giovanni Giolitti

**Giovanni Giolitti (1842-1928) è stato** **P****residente del Consiglio dei** **M ** **inistr**** i****, il periodo storico durante il quale esercitò la sua guida politica è definito “età giolittiana”. Fu uno dei politici liberali più efficacemente impegnati nell’estensione della base democratica dello Stato unitario e nella modernizzazione economica, industriale e politico-culturale della società italiana fra ’800 e ’900.** **Questa edizione è stata interamente controllata ma, al di là di qualche lieve normalizzazione, il testo conserva intatto il singolare “slang” dell’autore e la sua peculiare e bizzarra scelta lessicale.**

Giacinto Menotti Serrati

Di un favore ti prego; di questo: racconta ai tuoi lettori come è avvenuto che tu hai scritto di me. Avevo promesso – durante una certa polemica – di scrivere un opuscolo: Pagnacca. Lo feci infatti e la tipografia dell’Avanti! lo compose anche. Ma – schivo come sono sempre stato di dire delle cose mie, le quali contano assai poco – finii per mandare a carte quarantanove l’opuscolo, le bozze e… chi mi sollecitava. Un bel giorno persona a te cara, mi chiese: – Che cosa ha lei, Serrati, con Paolino? – Io? Niente. Gli voglio bene, come a tutti gli uomini buoni e di buona fede. Se sono stato scontroso con lui, forse, qualche volta, non l’ho fatto apposta. Glielo assicuro. Fu così che mi indussi a cavare fuori dalla cartella delle cose morte e seppellite, la mia autobiografia – che non avrei pubblicata mai – e l’affidai a te – buon Paolino – perchè tu ne faccia quello che ti pare.

Ghost moon – la casa dei misteri

Quando scopre il corpo senza vita di Cutter Merlin, Liam Becket pensa subito che la sua morte sia legata a qualcosa di soprannaturale. E non solo perché il vecchio stringe tra le mani un volume di esorcismi e uno scrigno misterioso. Qualcuno riferisce infatti di aver visto ombre inquietanti aggirarsi nel giardino. E Kelsey, la nipote di Cutter, tornata a Key West per occuparsi della collezione del nonno, ha la costante sensazione di essere osservata. Per giunta, un persistente odore di morte aleggia nell’antica dimora, come se la casa fosse infestata da uno spirito malvagio… È evidente che nella villa agiscono pericolose forze oscure, e Liam, che sa per esperienza come a volte le storie di fantasmi siano vere, è deciso a proteggere il suo primo e unico amore a qualunque costo.

Ghiaccio E Fuoco

Tania adora pattinare… è la sua ragione di vita! Ma nonostante il suo ineguagliabile talento, da qualche tempo qualcosa sembra preoccuparla, mettendo a rischio la sua carriera sportiva. Per questo il suo allenatore la obbliga a fare coppia con Zac, il più spericolato pattinatore di tutto il centro sportivo, ma anche un semplice novellino. Tania non si fida affatto di lui e non capisce che potrebbe essere l’unico in grado di sciogliere la morsa di ghiaccio che sta stritolando il suo cuore.

Genitori Di Genitori

“Ciao nonni, forse ancora non sapete che sto per arrivare, così ho deciso di dirvelo io! […] La mia mamma e il mio papà hanno ancora tanto bisogno di voi: stanno per fare i loro primi passi da genitori, e quando sarò nato si confronteranno con voi e con il loro essere stati bambini. Sì, perché sono ancora i vostri bambini, anche se stanno per diventare genitori. Vi ricordate quando hanno cominciato a camminare e poi a correre? E ricordate quando, pur non avendo più bisogno della vostra mano, si voltavano a guardarvi cercando conferma nel vostro sguardo? Sarete i loro genitori e i miei nonni per sempre, e fino all’ultimo dei vostri giorni cercheranno il vostro sorriso, il vostro conforto, la vostra accoglienza e il vostro incoraggiamento per essere genitori migliori, per spiccare il volo insieme a me.

Genio e Follia

E’ arduo e difficile definire l’uomo di genio” — scrive Richet. Nessuno saprebbe stabilire un limite assoluto, una distanza formale tra l’uomo di genio e l’uomo di talento, tra l’uomo di talento e l’uomo mediocre. Ma ciò si ripete in ogni classificazione. Non rinnoviamo, dunque, il vecchio sofisma dei Greci che pretendevano non esservi uomini calvi, giacché non si può calcolare il numero esatto dei capelli, la cui mancanza costituisce la calvizie. Dunque non cerchiamo il limite, e consideriamo gli uomini il cui genio è incontestato come Pascal, Dante, Shakespeare, Newton, Victor Hugo, Goèthe, Leonardo da Vinci, Raffaello, Napoleone. Ora ciò che, a mio giudizio, caratterizza questi grandi uomini è la loro differenziazione dall’ambiente che li circonda. Essi vedono meglio e soprattutto in altro modo della comune degli uomini. Questo carattere dell’originalità è indispensabile al genio. È cosa tanto evidente da parer quasi il dirlo un’ingenuità! Vi sia, per esempio, un pittore esatto, minuzioso, che possieda una grande abilità di mano: se esso si contenta di dipingere come si è dipinto prima di lui, senza innovazioni, senza portare un nuovo processo, nel colore, o nella scelta dei soggetti, nella disposizione dei personaggi, o nelle ombre, si potrà vantare si il suo talento, non il suo genio.
Bisogna che egli inventi: che faccia del nuovo: senza novità non avrà genio.
Indice dei Contenuti
PREFAZIONE
PARTE PRIMA. Fisiologia e patologia del genio
CAPITOLO I – Storia del problema
CAPITOLO II – Caratteri degenerativi del genio — Statura — Cranio — Cervello – Mancinismo – Precocità — Sterilità — Incoscienza nell’estro — Amnesia — Sonnambulismo — Genio nell’estro
CAPITOLO III – Forme fruste di nevrosi e di alienazioni nel genio — Alfieri, Pietro il Grande, Heine, Cavour, S. Mill, Dante, Renan, Rossini, Manzoni, V. Hugo, Carlyle, ecc.
CAPITOLO IV – Esempi di geni alienati: Hareinghton, Bolyai, Codazzi, Baudelaire, Ampère, Comte, Schumann, Tasso, Gérard de Nerval, Concato, Mainander, Cardano, Swift, Newton, Rousseau, Lenau, Széckenyi, Schopenhauer — Politici Sud- Americani
CAPITOLO V – L’esaurimento nel genio
PARTE SECONDA. Eziologia del genio
CAPITOLO I – Influenza della razza e dell’eredità sul genio e sulla pazzia — Innesto climatico
CAPITOLO II – Malattie fabbrili, spinali, e traumi del capo in rapporto col genio
CAPITOLO III – I geni e la miseria — Agiatezza — Fertilità — Densità della popolazione — Progresso agricolo ed industriale — Coltura — Liberalismo
CAPITOLO IV – L’influenza della civiltà e dell’occasione sul genio
CAPITOLO V – I geni e la scuola
CAPITOLO VI – La genialità nella donna